Giavino (Monte) da Fondo

Bellissima escursione nella parte più selvaggia della Valchiusella seguendo il ben segnalato sentiero fino all'alpe de rio m.2176 dove su un masso viene indicato in rosso Lago, dopo circa 200 metri una scritta Giavino porta a seguire tacche ed ometti a tratti su tracce di sentiero su bella dorsale fino alla croce di vetta!! Giornata tersa e panorami dal Viso al Rosa!! Gita di gran dislivello e sviluppo di circa 16 km comunque da non sottovalutare ma che ripaga ampiamente la fatica! In compagnia di super Stefy!!!
Quasi in vetta
Panorama impagabile
Che dire?
Laggiù la partenza...

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giornata inizialmente serena che si e' guastata via via.
Tante nuvole dalla Valchiusella e sereno dal lato Soana.
sono arrivato in cima prima delle nuvole, in tempo per vedere tutte le cime della val d'Aosta e il Monviso. Discesa invece nella nebbia con pioggerellina. Malgrado questo, la gita e' consigliabile: il sentiero e'ripulito dall'erba fino all'ultima alpe e segnato recentemente a brevi intervalli di bianco rosso fino alla quota 2486. L'itinerario dopo e' piuttosto evidente, basta seguire le zone meno rocciose. In queste condizioni la gita e' un EE molto semplice.

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Meravigliosa e selvaggia Valchiusella. Così posso definire, per le condizioni trovate, la gita al Giavino, lunga e di grande soddisfazione. Partire presto paga sempre o quasi e difatti non una nuvola in cielo alle 5. Piedi a mollo per metà salita a causa delle piogge del giorno prima, il sentiero è piuttosto infrascato con erba alta per cui gambe fradicie dalle ginocchia in giù. Guadi divertenti con Zeus chiamato a fare gli straordinari (utili le ghette). L'arrivo a Pian del Rio, tra rigogliose fioriture di rododendri, coincide col sopraggiungere delle nuvole dal basso; la visibilità discontinua mi permette tuttavia di individuare il colle, anche se dopo i laghi perdo di vista il sentiero e procedo "a naso", ravanando qua e là nella nebbia cercando di mantenere la giusta direzione. In prossimità del colle sbuco fuori dalle nuvole ed il percorso è ormai evidente, c'è ancora qualche nevaio ma facilmente attraversabile. In vetta panorama eccezionale, con le cime più alte ben visibili sopra il mare bianco della pianura ed un vento gelido che mi consiglia di scendere rapidamente. Sotto il colle rientro nella nebbia e procedo lentamente, ragionando bene e valutando con precisione i passi fatti. Personalmente non ho visto manco l'ombra di un segno bianco e rosso dai laghi al colle, sia a salire che a scendere. Approfittando comunque di qualche provvidenziale schiarita, riesco ad arrivare al lago più grande, riallacciandomi così al sentiero n.8, ben segnalato fino a Fondo. Visti una lepre velocissima ed un camoscio. Nessun umano sul percorso, solo alcuni pastori poco sotto l'Alpe Las.
Con Zeus, determinato come non mai: grande team ormai il nostro!


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Sentiero pulito fino all'alpe Las,grazie a chi ha provveduto al taglio dell'erba alta che sovente intasa questo sentiero.Oltre l'alpe Las fino all'alpe pian del Rio erba un pò più alta ma che non crea problemi.Qualche difficoltà nel riconoscere il canale che porta sulla dorsale,perchè in quel punto ci sono pochi ometti e poco visibili,al ritorno abbiamo provveduto ad aggiungerne diversi anche di grosse dimensioni,purtroppo da distante si confondono con le pietre circostanti.(guardare la foto allegata)Giornata stupenda,bellissimi panorami,sentiero pulito e abbastanza ben segnalato,hanno contribuito alla riuscita di questa sempre bella gita.Con mio cugino Giovanni in h. 3,15 con un buon passo compresa una breve sosta all'alpe pian del Rio.Piccola variante di discesa,al termine del canale non abbiamo seguito il sentiero che passa in vista del lago della Furce,ma abbiamo continuato a scendere spostandoci verso destra e arrivando direttamente sopra l'alpe pian del Rio.Gita molto consigliabile.Buone gite a tutti.

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Fino ai laghi della Furce si cammina costantemente nell'acqua e nella vegetazione fradicia, utile una passata di impermeabilizzante agli scarponi. Attualmente i due guadi sul torrente nella prima parte del percorso richiedono un minimo di attenzione per non finire a mollo, ma si fanno senza problemi. Da quota 2300 pochi bolli sbiaditi e poche tracce, ma gli ometti ci sono sempre quando servono. Ambiente molto bello, vario e selvaggio, incontrato due runner, una decina di mucche e una minilepre (al colle Artisol), per il resto deserto e silenzio assoluto.

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note su accesso stradale :: ottimo fino a Fondo
salita nel Vallone del Rio Burdeiver,fino a quota 2000,poi nebbia,e sapendo che il tempo cambiava veloce dietrofront,ancora neve in alto,guadato il Rio Burdeiver 2 volte,acqua alta per le recenti piogge,il secondo guado AH.AH.finita dentro come un pesce per pietre rese scivolosissime.Un INNO alla VITA.L'Armonia e' in Voi.

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Per un clamoroso errore di sbaglio da parte mia (mea culpa!), invece di partire da Fondo siamo andati fino a Tallorno e da li siamo saliti al lago Liamau sotto il Monfandi. Nebbia nella parte mediana e poi mare di nuvole dal lago in poi. Lungo e noioso traverso fino al colle delle Furce, perdendo dislivello. Dal colle, filato un tratto di cresta un po' aerea e poi la dorsale e la cima. Panorama molto bello, clima freddo. Ripercorso la dorsale e puntato direttamente a vista ai laghi delle Furce scendendo lungo un canalone. Tornati nella nebbia e dai laghi seguito le tacche del GTA che percorrevano un lungo traverso in salita. Poi di nuovo la discesa e altri tratti in diagonale e leggera salita, ma credo che sia stato il sentiero che costeggia il rio Ribordone. Secondo il contapassi del socio abbiamo percorso 34777 passi, di cui circa 18mila in salita e il resto a scendere.. in 17 km di sviluppo e 1950 m. di dislivello...


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Stupenda giornata autunnale da Valchiusella... secondo me il periodo migliore per andarci.
Pur non essendoci mai stati, siamo arrivati in cima senza problemi. Occorre prestare attenzione in alcuni punti, il primo alle baite del Las mt 1785, dove bisogna piegare a destra come indicato sulla baita, e di li a poco ricompaiono i segni di vernice; poi attenzione alle baite Pian del Rio mt 2106, li occorre ancora proseguire a destra per i laghi (a sinistra si va ai Palit per il sentiero del Gallo Forcello) dove vi sono sempre i bolli di vernice e poco dopo, prima che il sentiero scenda verso questi, piegare a sinistra. Questo tratto è meno segnato, fino al colle, ma se si presta attenzione e la visibilità e' buona, ometti e qualche bollo di vernice (ci sono...) portano al colle, per un canalino finale dove è meglio stare a sinistra verso le rocce, ed evitare erba olina "impestata"; arrivati al colle prendere a sinistra sulla dorsale (visibile la croce) sempre segnata con ometti e ancora qualche bollo di vernice. Dalla vetta panorama eccezionale!

Fatta con Renato, partiti da Fondo alle 8.20 ed arrivati in vetta alle 12.10. Scesi poi alle Baite Pian del Rio a quota 2176, e da lì abbiamo preso il sentiero del Gallo Forcello n°6, arrivati a Palit e da lì sempre sul sentiero scesi a Fondo. Questo percorso è in po' più lungo ma permette di fare un bel giro ad anello. Visto pernici e sul sentiero del Gallo Forcello,....due galli Forcelli!


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Partenza dalla sbarra di località Palit (per salire agli impianti) che permette di guadagnare 200m di dislivello al prezzo di allungare un po' lo spostamento. Saliti su sterrata fino all'osservatorio faunistico da dove inizia il sentiero 6 pulito di recente che porta fino al lago Furce, preceduto da un alpeggio. Il percorso è in un ambiente bello e selvaggio, ma a parte trovare l'inizio del sentiero non ci sono altri problemi. Anzi, in molti tratti il sentiero effettua lunghi e inutili tornanti laddove una linea retta sarebbe stata altrettanto agevole! Dal lago si imbocca comunque il sentiero 8c che sale fino alla vetta, salendo in modo intuitivo fino all'ampia cresta che si segue agevolmente. Tempo di salita 4h40m compresa la piccola variazione in cerca dell'inizio del sentiero. La gita è stata istruttiva anche rispetto al percorso, perche avendolo già fatto si può pensare di abbreviarlo il alcuni punti.
Grande gita solo per persone allenate e che ripaga della fatica. Come nelle migliori tradizioni del luogo abbiamo trovato nebbia a tratti in aumento nel pomeriggio... ma ne valeva la pena! Grazie a Simone per la compagnia


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Alcuni tratti di sentiero hanno l'erba molto alta, in particolare intorno all'alpe Las, altri tratti sono allagati, fangosi o scivolosi. Il sentiero è ben indicato fin quasi in cima o con i bolli b/r o con gli ometti ma sono riuscito lo stesso a perderlo per ben 3 volte. La prima per colpa mia mentre ammiravo l'anfiteatro di cascatelle da quota 1400 m. : non ho visto i segni del guado ed ho continuato dalla stessa sponda del rio e a tratti sul rio stesso fino all'alpe Cavanne dove ho poi capito l'inghippo. La seconda intorno a quota 2400 nei pressi di un piccolo stagno invece di infilare subito il canalone roccioso che conduce alla dorsale ho risalito pendii ripidi recuperando le tracce poco più in alto. La terza mentre scendevo, al bivio dell'alpe Pian del Rio, ho cercato di tornare col sentiero 6 ma poi i bolli cessavano di colpo ed ho dovuto riagganciarmi al sentiero 8 percorso all'andata passando in mezzo ai rododendri per evitare assolutamente di finire nei salti poco più sotto. Per fortuna la nebbia è arrivata tardi, cosi sono riuscito a individuare in tempo utile la croce di vetta che si comincia a vedere solo quando si giunge al colle Artisöl a 2486 m. e puntare alla destinazione. Non sono stato sicuro del risultato finché non ho visto la targhetta triangolare. Con la nebbia fitta, non avendola mai fatta, arrivare in cima sarebbe stato di certo più complicato. Solitudine totale per tutto il percorso. Gita formativa e ottimo allenamento. Ho impiegato quasi 5 ore per arrivare in cima, ravanamenti e soste comprese.

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note su accesso stradale :: nn
Confermo che dall'Alpe Las in poi è facile perdere i segni,soprattutto con la nebbia, visto che il sentiero non esiste. Infatti io ero indirizzato al Mariasco e mi sono ritrovato in direzione del Giavino che ho raggiunto in mezzo alla nebbia. Anche al ritorno ho perso i segni e sono sceso a naso infilandomi nel vallone che sale all'Alpe Curgna. Prima di arrivare all'Alpe Las dove il sentiero è più evidente sono riuscito a scivolare battendo la schiena ed a produrmi due storte al malleolo sinistro.
In compenso ho visto un paio di camosci ed un pernice in veste estiva che cercava di distrarmi dai piccoli.

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Giornata limpida, soleggiata e fredda. Dalla cima finalmente si vede la Valchiusella sgombra da nebbia! A parte un po' di nuvolaglia passeggera ed innocua che offusca momentaneamente il Rosa.

Qualche dettaglio sull'itinerario: da Fondo si percorre la sterrata fino a Gaido, dove, un po' prima di attraversare un bellissimo ponte romanico, parte il sentiero n. 8 (segnavia bianco-rossi). Poco oltre si incontra un primo bivio: tenersi a sinistra (a destra la mulattiera prosegue per Tallorno), poi un secondo bivio: tenersi a sinistra anche qui (il sentiero che sale frontalmente si dirige all'Alpe Farlej).
Anche se il percorso per il Giavino è stato tracciato di recente (cito la relazione di Antonicelli: "Valchiusella a piedi"), i segnavia sono molto poco visibili dall'Alpe Gias del Prete (m.2060 circa) in poi. Una volta giunti all'Alpe Pian del Rio (m.2176), il sentiero passa davanti all'ingresso della prima baita e poi ricomincia a salire verso destra (il percorso segnalato che continua in falsopiano in direzione della seconda baita va invece verso Palit, l'indicazione è posta sul retro della prima baita). Poco sopra l'Alpe Pian del Rio (m.2225), in vista dei laghi della Furce, il sentiero si biforca: a sinistra sale per il Monte Giavino (indicazione "M. Giavino" scritta su una pietra), a destra scende per i laghi. Da qui in poi non è per niente facile trovare i segni bianco-rossi, ma la direzione da seguire è evidente e in breve si arriva sotto il colle Artisöl che occorre raggiungere (tratto molto ripido su erba e pietre). Dal colle si volta a sinistra e si risale un'ampia dorsale aggirando alcuni affioramenti rocciosi. Giunti in prossimità dello spartiacque con il vallone del rio Verdassa due opzioni per raggiungere la punta: o continuare per cresta superando un breve tratto roccioso oppure aggirare il versante NE del Giavino seguendo i segnavia bianco-rossi.

Gita di grande soddisfazione che permette di attraversare il pittoresco vallone del torrente Burdeiver, con gli antichi alpeggi segnalati da torrette di pietra. Una volta ridiscesi al colle, con una breve deviazione a destra siamo saliti su Punta Artisöl.


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partito da fondo con corrado e mauro e con tempo bellissimo arrivati ai laghi della furce ha cominciato piano piano a guastarsi giunti al colletto 2504m ha cominciato a nevischiare ed arrivati in cima a nevicare forte con un abbassamento termico da pieno inverno. abbiamo fatto due foto ricordo e poi ci siamo abbassati velocemente fino al colletto poi tra nebbia e sprazzi di sole siamo tornati sui nostri passi. gita lunga (1700m dislivello) e con lungo spostamento ma vale la pena naturalmente se il tempo avesse tenuto qualche ora in piu' sarebbe stato meglio. sentiero segnato con tacche rossobianche ed omini fino alla cima.

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Partenza da Fondo dal Ponte Romano con l'intenzione di arrivare in punta al Monte Giavino, ma per problemi fisici (il ginocchio sinistro ha cominciato ad avere problemi) mi sono fermato nei pressi dei Laghi della Furce.
Giornata splendida, nessuno in giro, deserto assoluto.
Che fatica il ritorno!!!

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Percorso da affrontare con tempo bello senza nebbia perchè il rischio di perdere i riferimenti è molto alto.
Partito da solo senza un preciso obiettivo finale deciso a rinunciare qualora fossero sorte difficoltà tecniche o fisiche. Poi man mano che si procedeva la voglia di farcela ha vinto la titubanza. Panorami bellissimi prima a sud poi a ovest sulla Val Soana e Gran Paradiso e dal M. Giavino sulla testata della Valchiusella. Unico neo l'arrivo della nebbia in discesa su un terreno non percorso in salita motivo di solo 4 stelle.


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Ho inciucato completamente la gita! Volevo fare la Mariasco e mi sono trovato in tutt'altro posto.

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A noi ci era parso piu' interessante salirlo da sud, ovvero dal vallone di Verdassa molto lungo, suggestivo e selvaggio al tempo stesso. Inoltre uno dei valloni dei pochi nella zona ancora rimasti da esplorare. Richiede un impegno di poco maggiore a un paragone con la salita da Fondo, ma ne vale comunque la pena. Con Michele e Franco.

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  • 15/09/18 - giolitti
  • Caratteristica itinerario

    sentiero tipo,n°,segnavia: sentiero n.8 fino ai laghi della Furce
    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Nord-Est
    quota partenza (m): 1074
    quota vetta/quota massima (m): 2766
    dislivello salita totale (m): 1712

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