Tignaga (Pizzo) da Carcoforo per il Colle d'Egua e la Cresta E

note su accesso stradale :: ok
comoda salita fino al colle, dove si trova neve solo proprio qualche metro prima e poca...
salita per cresta inizialmente faticosa su cresta erbosa...si segue la traccina per cresta e si raggiunge la pietraia alla base del Cimonetto... qualche ripido passaggio su roccette con un poco di esposizione e si tocca il piccolo ometto di vetta..
breve discesa su zolle ripide di erba e terriccio e qualche pietra e si tocca la sella da dove si intercetta la traccia che taglia la base della cresta rocciosa che va al Tignaga..
la traccia e' in continua e leggera discesa, qualche breve nevaio da passare, poi risale fino all'inizio del canalino attrezzato, dove si incontra col 122C...
cavi in acciaio in ottime condizioni e molto utili sopratutto nelle condizioni odierne.. terreno molto scivoloso ..
qua incontrato un gruppo salito dal 122C con cui ho condiviso pausa in vetta ...
tornata sempre per cresta avendo tempo a disposizione, per salire il Monte Cimone, dalla parte opposta del colle d'Egua (provvedero' ad integrare l'itinerario con relativa possibilita' di salita )...

il Cimone e' ad oggi ancora ben innevato sull'itinerario di salita dal colle d'Egua, in quanto il versante tende a nord...
guardandolo dalla cresta del Tignaga, sembrava avesse delle pendenze maggiori e con un traverso un po' ripido...quindi, vista ormai la qualita' della neve, decido di andare alla bocchetta degli Strienghi per salirne la cresta opposta...qualche nevaio da passare con buone peste di giornata !!
prima di raggiungere la bocchetta ho deviato per salire alla selletta sulla sx gia' in cresta...
da questa ho risalito un breve tratto di cresta erbosa e ripida, poi a mezzacosta tra pendii erbosi e terrosi ho evitato il tratto di cresta piu' scomodo, ripido e misto roccia erba...man mano mi sono rialzata a recuperare la cresta nel tratto piu' comodo, ma sempre ripido, finale..arrivando direttamente alla cima con crocina 2453m.
dalla cima si intuisce che la discesa verso il colle d'egua non e' ripida, se non un breve tratto dopo la prima parte di cresta scendendo dalla cima...qua qualche difficolta' per grossi buchi sotto neve molle...poi molto meglio..

Salita nel complesso soddisfacente e bella la cresta per il Tignaga.. nessuna particolare difficolta' se non che la neve sciolta da poco ha lasciato parecchia erba cotta e scivolosa...come molto scivoloso e' il terriccio molto bagnato... condizioni che hanno rallentato abbastanza sui tempi di percorrenza..
visto un escursionista che mi ha preceduta in cresta..poi, a parte il gruppo incontrato prima della cima, nessun altro sul Tignaga...
visto nessuno sul Cimone...molti invece al colle d'Egua (con bel bivacchino) e diversi alla bocchetta Strienghi


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Utilizzato sia in salita sia in discesa il nuovo sentiero 122c che sale direttamente al Tignaga evitando il passaggio dal Colle d'Egua. Non esiste una traccia ma i segnavia sono abbondanti, dunque nessun particolare problema almeno con buona visiilità. Il canalino finale non è esposto e presenta solo due singoli passaggi su roccette, comunque molto brevi. Panorama solo parziale dalla vetta causa formazione di nube di calore già di primo mattino, Tempo di salita 3 h 20'. In discesa pausa birra al rifugio e primi incontri della giornata.

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mi sono fermato al monte cimonetto soprattutto per la nebbia.una bella gita e una cresta non banale da percorrere dal colle d egua.per me la prima gita in valsesia e devo dire che carcoforo e' propio bello.

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note su accesso stradale :: regolare
Finalmente una gita nella sempre bella Valsesia. E che gita! Il giudizio complessivo è sicuramente stato influenzato dalle condizioni che abbiamo trovato. Siamo partiti da Carcoforo sotto un cielo plumbeo che non lasciava molte speranze. Dall'Alpe Egua ci siamo poi trovati immersi nella nebbia e poco sopra erba ed alberi erano coperti di galaverna. Ma giunti a quota 2100 circa siamo usciti dalle nuvole ed ovviamente tutto è cambiato. Il mare di nubi copriva tutta la pianura, fino all'orizzonte, mentre il cielo era completamente terso.
Dal Colle d'Egua il primo tratto della cresta che sale al Cimonetto è erbosa, ripida e piuttosto infida, mentre successivamente si sale su terreno ripido ma solido e divertente. Il traverso dopo il Cimonetto è invece relativamente agevole, pur richiedendo prudenza, essendo presente una discreta traccia. Seguendo questa traccia fino al suo termine, dopo avere superato la verticale di un marcato e stretto intaglio ed in corrispondenza di un ometto posto su un grosso masso, si vedono sulla destra due tacche rosse orizzontali piuttosto sbiadite che, seguite da altre, indicano quello che verosimilmente è il miglior passaggio per raggiungere la cresta. Si incontrano in particolare due brevi passaggi rocciosi, non particolarmente difficili ma neppure banali, soprattutto in discesa. Una corda al seguito in effetti non guasta. Dalla vetta panorama veramente superlativo. In discesa, dalla base del canalino, siamo scesi abbastanza agevolmente su prati e comode pietraie verso l'Alpe Pian delle Ruse, ormai ben visibile grazie al dissolvimento delle nebbie, seguendo una serie di ometti che ci ha portati ad incrociare il sentiero 122a poco a monte di questa. Con Fausto, Michele e Antonio.

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Piacevole la salita al colle d'Egua. Eccezionale il panorama dal Pizzo Tignaga. Bello anche l'ultimo tratto di cresta, un po' meno i tratti ripidi su erba.
Nel tratto più impegnativo, prima dell'intaglio, oggi su uno spuntone c'era un cordino, utile per far passare la corda.
yogalpinismo.altervista.org/2011/20111016pizzotignaga/relazione.html

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E' in una delle mie rare fuge valsesiane che ora mi trovo qui' su questa montagna in posizione dominante sopra il bel villaggio fiorito di Carcoforo. Reduce dal M.Capezzone appena salito ieri, adesso mi trovo quassu' a fare i conti anche con questo importante e strategico Pizzo. Vanto di una cerchia di montagne, (quelle che coronano l'abitato di Carcoforo) in buona parte ancora tutte da esplorare. Incomparabile la vista sulla est del Rosa dalla vetta, raggiunta senza alcuna difficolta' verglas a parte, verglas che ho incontrato proprio solo nella parte finale del tragitto, dove il pendio si raddrizza di botto e assume la sembianza di cresta, che cresta poi era in effetti. Oggi stesso mi sposto dalle parti di Campertogno, poiche' ho in mente gia' domani la salita alla Sajonche'.

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Caratteristica itinerario

sentiero tipo,n°,segnavia: 122
difficoltà: EE/F :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 1304
quota vetta/quota massima (m): 2653
dislivello salita totale (m): 1400

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