Moriana (Pizzo della) da Carcoforo per cresta SO

L'intenzione era quella di salire per la via normale, ma le relazioni in nostro possesso non erano molto chiare per cui siamo saliti un po' troppo prima di traversare verso sinistra ritrovandoci su ripidi pendii erbosi. Mentre il socio decideva saggiamente di lasciar perdere, io sono salito "a membro di segugio" per una specie di canalino erboso ripido ed esposto che mi ha portato a incrociare poco sotto la cresta gli ometti della "normale"; da qui facilmente in cima. In discesa ho cercato di seguire gli ometti che piegano a destra verso un vallone pietroso per poi sparire, ma a questo punto la direzione, con buona visibilità, è evidente; si tratta solamente di traversare su pietraia verso sinistra (niente traccia o ometti) fino a riprendere il sentiero 121 che sale al Passo del Laghetto. Il punto in cui va abbandonato in salita è a circa 2360 m nei pressi di una placca con l'indicazione di una freccia gialla (si prosegue diritti; inizialmente un paio di ometti poi il nulla). La via normale, se seguita correttamente, non presenta tratti tecnici o esposti ed è classificabile EE solamente per la mancanza di segnalazioni e di traccia; a riprova di ciò, mentre noi lottavamo con l'alpe, è giunto quasi in cima un pastore con un numeroso gregge di capre :-P. In discesa, verso quota 2130 m, abbiamo deviato a sinistra prendendo il sentiero 122a (qualche lieve risalita) che ci ha riportato sul 122 e da qui, passando per il rifugio Boffalora (oggi chiuso) di nuovo a Carcoforo. Giornata caldissima; qualche nube di calore sul versante della Valle Anzasca, per il resto cielo limpido e ottime vedute panoramiche. Tre escursionisti saliti al Passo del Laghetto. Un saluto al socio Andrea T.

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Escursione interessante, oggi con molte nuvole e un pò di nebbia e qui senza il grande panorama che offre, ma comunque piacevole anche così...
Siamo saliti sul sentiero del colle del Laghetto (attualmente con il n°121) un pò più in alto rispetto alla descrizione di questo itinerario (comunque esatta). Per la nebbia e la scarsa visibilità di quel momento siamo arrivati poco sotto il colle e solo lì -con migliore visibilità-abbiamo piegato a sx, trovando anche qualche ometto sul percorso.
Seconda salita personale su questa montagna, dopo un consistente periodo temporale dalla precedente prima volta che ricordo ancora molto bene: era stata una delle mie prime escursioni solitarie in montagna...
Questa volta con l'ottima compagnia "valser" (che onore...) di Franco G. e Ugo M..

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note su accesso stradale :: regolare
Malgrado le velature è stata una giornata più che buona, con molto sole e grande panorama. Sentiero molto bello fino al bivio per l'Alpe Giacet (tra l'altro sempre impeccabile la segnaletica valsesiana!!), poi diventa un poco più sconnesso. Comunque per questa gita poco importa perché lo si deve abbandonare poco dopo. La neve inizia più o meno da quota 2000 (in piena esposizione Sud!) ma lo spessore non è mai consistente. Purtroppo però questa poca neve nasconde insidiosissimi buchi nel tratto della disagevole pietraia che si deve attraversare e nella parte alta della cresta Est, con il rischio di farsi anche molto male. Proprio a causa della neve abbiamo deciso di salire, ed ovviamente scendere, dalla cresta Est. La cresta ed il pendio di accesso non presentano difficoltà, anche se si deve prestare attenzione perché si tratta di un ripido pendio di erba olina alternata a chiazze di neve. Come detto ottima visibilità e grande panorama, in particolare sul Monte Rosa e sui suoi satelliti valsesiani ed ossolani. Nessun essere umano sul percorso ma avvistati un camoscio ed un aquila. La cosa più sorprendente è però stata l'avere ancora trovato qualche fiorellino, evidentemente tanto tenace da avere resistito al freddo dei giorni scorsi ed all'avanzare delle stagioni. Venire in Val Sesia è sempre bello!! Con Fausto e Michele.

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Bella salita e bella giornata. Itinerario escursionistico fino a quando si seguono i segnavia, poi forse è meglio mettere una F anche se non ci sono difficoltà alpinistiche, solo un po' d'attenzione. Come già scritto nella relazione, l'unico punto dove non vi sono indicazioni precise è appena dopo l'alpe Passone; passare il fiume ed individuare il primo segnavia sul prato che porta agli alpi superiori. Dopo questo passaggio, tutto molto ben segnato. La parte non segnata l'abbiamo "rinforzata" con nuovi ometti in aggiunta a quelli già presenti. Vista incredibile dalla cima.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: EE/F :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1304
quota vetta/quota massima (m): 2631
dislivello salita totale (m): 1327

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