Serpentiera (Punta) da Grange Thuras Inferiori per il Colle del Pelvo

Salita dopo il Pelvo. Molto più faticosa anche perché non esiste una vera e propria traccia, gli ometti segnalano il percorso migliore. In discesa non siamo ripassati dal colle ma scesi più direttamente per ciaplere fino ad intercettare il sentiero di salita.

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note su accesso stradale :: Meglio auto alte per i tornanti dopo Ruilles
Partiti dal ponte con un discreto spostamento lungo la sterrata. Dalle grange Thuras Superiore, ancora almeno 2km prima di trovare il cartello Colle del Pelvo. Il torrente si passa in un punto con salto di 1,5mt con bastoncini ben posizionati. Il sentiero non ha nessun segno o ometto nella prima parte erbosa ma comunque ben seguibile, poi dal piano paludoso diviene piu' marcato anche da ometti ma non ci si può sbagliare, basta puntare al colle evidente. Dal colle tagliato a dx perdendo pochi mt sullo sfasciume per poi iniziare a salire in obliquo a dx fino ad individuare radi ometti in alto ma si può andare dove si vuole o meglio su blocchi rocciosi più grandi per maggiore stabilità del terreno. Dalla croce di vetta, vista spettacolare per meteo bellissimo. Scesi dalla lunga cresta SO che dalla cima porta direttamente al torrente di fondovalle dove l'attraversamento è risultato meno acrobatico di quello al sentiero di salita. Subito al di là, la sterrata che con lunga passeggiata ci ha riportato all'auto. Niente neve su questo versante mentre su quello Argentera, ancora nevai sotto il colle. Solo io e Gio in tutta la valle Thures.

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Saliti al Colle del Pelvo senza problemi, da qui abbiamo traversato sul ghiaione a destra scendendo di qualche metro di quota, a metà circa del ghiaione abbiamo puntato direttamente alla cima senza raggiungere la cresta. ridiscesi al Colle del Pelvo per salire alla Cima del Pelvo. P.s per chi avesse voglia, servirebbe un bloc-notes 15x10 per sostituire quello di vetta.
Con Giulia.

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parcheggiato in prossimita' della cappella degli Alpini...
salita effettuata di ritorno dal Pelvo... primo tratto rocce scomode ed instabili... trovato un po' di neve prima della punta...e proseguito ultimo tratto a filo di cresta..
Ancora una bella giornata con l'indispensabile compagnia di Andrea


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Salita effettuata dopo aver salito il Pelvo. Anche qui poche difficoltà... ma qualche passo con attenzione. Sempre con Tiziana...di cui non si può fare a meno.

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Partito in MTB da Thures. Sono 10,5 Km ben pedalabili fino al cartello per il colle del Pelvo. Non si capisce se in val di Tures c'è il divieto per le auto o no. Salito alla Serpentiera partendo dal colle: il primo salto di roccia presenta passi di 1° e la roccia non è troppo marcia. Il secondo salto l'ho aggirato sulla dx. Sono salito pure sul Pelvo: traccia su sfasciumi. Tutto pulito e asciutto, un pò di neve suo versanti nord

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note su accesso stradale :: Con fuoristrada fino alla Lapide Partigiani, oltre divieto transito.
Salito solo alla punta Serpentiera.
(Vedere foto per dettagli)
Dalla Lapide Partigiani (Grange Thuras inf.re) al bivio segnalato per "Colle Pelvo" (Inizio salita vera e propria) considerare 45min-1h, sempre su strada.
Al bivio, guado del torrente Thuras da cercare.
Oltre il guado si sale 50 mt fino a trovare tracce di sentiero completamente coperto da erba; questo risale velocemente fino a quota 2.450, ove è posto un pianoro paludoso/erboso. Non ci sono più tracce.
Aggirare il pianoro (A monte oppure a valle) fino a raggiungere un evidente vecchio recinto per bestiame (Di pietra), da quì parte una esile traccia sulle praterie che seguendo quasi fedelmente il corso del rio Serpentera arriva fino a quota 2.900.
La traccia prosegue su pietraia, sempre esile, in direzione del colle del Pelvo.
Abbandonare la traccia a quota 2.950-3.000 mt. per tagliare a destra il grande ghiaione che scende dalla punta Serpentiera.
Cercare di raggiungere una zona sottostante una piccola parete rocciosa sulla cresta, quanto basta per evitare (In basso) delle fastidiose placche rocciose inclinate, scivolose in quanto cariche di detriti.
Il ghiaione è abbastanza stabile (Comunque faticoso da attraversare) ma è prudente evitare le zone con roccia sottostante.
Giunti a metà del ghiaione, con la zona della vetta sopra la testa, si pò continuare ad arrancare in salita, ma per faticare di meno conviene cotinuare a tagliare il ghiaione a destra per raggiunere la cresta (Ultimo pezzo un pò ripido).
Raggiunta la cresta si trova una traccia che, seppur esile è decisamente più agevole del ghiaione per risalre gli ultimi metri di dislivello.
La discesa l'ho fatta seguendo il tragitto della salita.
Su tutto il percorso dal fondovalle in su è sconsigliabile avventurarsi in caso di scarsa visibilità. (Pochi ometti/segnali poco visibili, traccie quasi inesistenti...)
Il panorama dalla cima è molto bello, il percorso nel vallone della Serpentiera abbastanza monotono.
Da solo, accompagnato da tantissime cavallette che gracidano nel vallone del Rio Serpentiera... ovviamente nessuno in giro salvo fondovalle.
Dal libro di vetta: il mio era il 4° passaggio del 2011, e sommariamente di può stimare una media di 5 salite/anno dal 1995 ad oggi.. P.S. il "libro" di vetta è quasi esaurito: se qualcuno di buona volontà e memoria (Più di me) vuole portarne su uno nuovo bisogna portare un piccolo bloc notes 10x15cm circa (Più grande non entra nella custudia attaccata alla croce di vetta).


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Partenza mattutina anti-temporale, che per fortuna non si è scatenato, a parte una pioggerellina insignificante nel pomeriggio. Visto comunque i nuvoloni minacciosi abbiamo piegato sulla Serpentiera, che è leggermente più impegnativa del Pelvo: il salto di roccia non è per niente banale e direi poco escursionistico…, comunque è aggirabile su pietraia e sfasciumi sul versante val Thures, ma a questo punto non conviene raggiungere il Colle del Pelvo, ma dalla vaga traccia sulla pietraia (ormai sta scomparendo), che conduce al Colle, conviene puntare direttamente verso il centro del versante (vedi foto) e guadagnare la cresta più in prossimità della vera vetta, tenendosi sulla destra con lungo traverso (versante ovest)ed evitando di salire subito per cresta attraverso canalini impraticabili per la roccia decisamente marcia e pericolosa…, in questa maniera si arriva più comodamente alle “roccette” finali (le uniche stabili di tutta la montagna…), che sorreggono la croce di vetta. Complessivamente montagna un po’ deludente, a causa della natura del terreno decisamente marcio…, che , ipotizzo, abbia cancellato quasi tutta la traccia… (almeno noi non abbiamo trovato né ometti, né altro..) forse conviene salire sul Pelvo, più semplice, e su traccia decisamente migliore e con panorama, direi abbastanza simile.

Come sempre bel vallone selvaggio e con strepitosi prati in fiore, immersi nella quiete e nela quasi totale solitudine!




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saliti col pandino 4x4 fino alla cappella degli alpini (1948 m). Risalito il vallone del rio serpentiera e saliti alla cima del pelvo. Tornati al colle del pelvo e saliti sulla serpentiera. Dopo mangiato, siamo andati per cresta verso la punta 3 merli, dove abbiamo aggirato il primo torrione e siamo saliti sul secondo. Per raggiungere la punta Marin bisognava perdere molto dislivello e risalire lungo la sua dorsale, ma era ancora lunga e lontana e poi stava cambiando il tempo. Siamo scesi lungo un ripido canalone franoso lato thures, tutto salti e cenge. Abbiamo raggiunto il piano della secca chialvet e il fondovalle della val di thures. Enorme giro ad anello

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Ci sono anche stati ...

  • 12/08/04 - andrea72
  • Caratteristica itinerario

    sentiero tipo,n°,segnavia: segnavia n.621 fino al colle del Pelvo
    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud-Ovest
    quota partenza (m): 1900
    quota vetta/quota massima (m): 3267
    dislivello salita totale (m): 1370

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