Cerces (Pointe des) da Chalets de Laval

note su accesso stradale :: ok
Lungo sviluppo di 20km AR ma molto agevole per la natura dei sentieri, anche di quello nel fine detrito che dal circo glaciale terminale porta in vetta. Oggi asciuttissimo e quindi agevole anche in discesa.
Ambiente dolomitico splendido, guglie, laghi, sentieri tenuti al meglio. La Cerces è una colossale montagna, tra le più facili da salire tra queste a guisa di guglie e possenti pareti ma che le domina tutte in altezza.
Con Gio Bissacco ed Elisa col bravo Amedeo che si sono fermati all'inizio del sentiero finale a quota 2700.


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note su accesso stradale :: nessun problema e strada perfettamente agibile fino al parcheggio del Rifugio Laval
dopo essere stato da queste parti e aver tentato una prima volta con le ciaspole ai piedi (tentativo fallito per la pessima qualità della neve e per maltempo) ho voluto ritornare in Val Clarèe ad ottobre e fare questa salita con il terreno asciutto. Dopo aver passato la notte a Cesana, ci siamo portati in auto al parcheggio nei pressi del Refuge de Laval. Impatto iniziale non dei migliori, dato che era nuvoloso, nevicava e tirava vento forte. Non era certo beneaugurante come inizio di giornata. Però, consapevoli che le previsioni meteo di meteofrance parlavano di un deciso miglioramento già in mattinata non ci siamo certo fatti intimorire da questo ambientino invernale e siamo partiti! Saliti fino al Refuge des Drayeres sotto una pioggia mista a nevischio, ma fortunatamente dal fondovalle si intravedeva il sole. Dopo una breve pausa al rifugio (aperto il locale invernale, con locale cucina e dormitorio per una decina di persone) il tempo iniziava a migliorare, ha smesso di piovere e il vento iniziava a spazzare via la nuvolaglia che albergava sopra le nostre teste, e siamo ripartiti di slancio! Superati in successione gli splendidi Lac de la Clarèe, Lac Rond e Lac du Grand Ban siamo arrivati al Col des Rochilles, dove ci siamo concessi una breve pausa. Come già riportato dai precedenti salitori, il sentiero è sempre ottimamente tracciato, con cartelli indicatori presenti ad ogni diramazione, davvero un ottimo lavoro! Ambiente dolomitico e davvero superlativo! Percorso il comodo sentiero che porta al Col dei Cerces, si trova un cartello indicatore per la cima (dice che non è segnato, ma si trovano numerosi ometti), dopo una conca erbosa e detritica abbiamo superato il lungo e famoso traverso, che sarà anche leggermente esposto in qualche tratto ma non oppone alcuna difficoltà (con terreno asciutto e senza neve!). Arrivati alla base della grande conca detritica, superata una prima parte tra massi e grossi pietroni la traccia di sentiero sale su terreno detritico ma solido e compatto, a tratti gelato. Era presente una spolveratina di neve sulla traccia e sulle roccette del passaggio chiave, che abbiamo superato senza problemi. Il pendio detritico terminale era pulito, la spolveratina mattutina era già sciolta, anche le roccette che precedono la cima erano pulite. Quando siamo arrivati in vetta anche le ultime nubi sono gradualmente sparite, mentre il vento ha continuato a tenerci compagnia. In vetta era freddino (l'altimetro fissato allo zaino ha rilevato una temperatura di -7°!). Ci siamo trattenuti in cima mezz'oretta poi abbiamo iniziato la discesa. Su un sito francese avevo letto che la valutazione delle difficoltà era F, ma anche secondo me il grado EE è corretto, non si tratta di una salita impegnativa, ma abbastanza lunghetta, per noi ci sono volute 4.40 ore dal parcheggio alla cima e circa 4.00 per la discesa a fondovalle. Ottima scelta quella di venire in Val Clarèe e salire la Punta dei Cerces! Gran bella gita e pienamente ripagati della scelta fatta! Tutte le montagne della Val Clarèe sono in ottime condizioni e senza neve, compresi il Grand Galibier e il Gruppo delle Aiguille d'Arves. Panorama spettacolare dalla cima, visuale che spaziava da Pic de Rochebrune, Monviso ai grandi colossi di Delfinato ed Ecrins. Oggi su questa montagna solo il nostro gruppo e due escursionisti francesi. Incontrate almeno altre 20 persone sui sentieri della Val Clarèe.
Un piacevolissimo weekend e una gita davvero piacevole ed interessante! Uscita del Gruppo Camosci del CAI Ligure Genova, oltre al sottoscritto (organizzatore) erano presenti Anna Maria, Giuliana, Enrica, Guido, Luigi C., Graziella M. Bel gruppetto e di ottima compagnia, torneremo ancora da queste parti, le mete appetibili ed interessanti non mancano di sicuro!


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note su accesso stradale :: ottimo no navetta
oggi come già si preannunciava dalla neve sulla cresta dal parcheggio il sentiero dal col de Cerces in su era ancora viscido e fangoso sui cosidetti "balconi": da stare solo attenti. Invece alla fine del traverso nel circo "exglaciale" quando si va guadagnare lo speroncino del versante c'era neve già purtroppo pestata che faceva zoccoletto insidioso... con un ragazzo francese simpaticissimo incontrato lì sul momento (anche lui aveva le scarpe da approaching) abbiamo gradinato sul bordo esterno fangoso-terroso della traccia della belle peste che ci hanno permesso di salire senza scivolare e soprattutto ridiscendere (vista la neve orami marcia) piantando bene il bastoncino a mo' di picozza e grazie anche al bel ripassaggio in discesa di un gruppo di francesi. Poi ancora diversi tratti fangosi e nevosi, brevi, ma da porre attenzione solo in discesa visto che la traccia è ripidina. Oggi cmq. con zero termico sui 4500 ha sciolto molto a "vista d'occhio" e un po' più seccato il sentiero... Domani grazie alle nostre peste con un buon paio di scarponi con buona suola non ci dovrebbero essere problemi...
Ottima la relazione di Andrea81 come sempre :-) (Ciao Andrea) due precisazioni:
1) dal Col des Cerces adesso c'è addirittura la palina non si può sbagliare e qualche bollo fino al "circo finale"
2) all'andata non è indicato con palina, ma sono passato alla sx salendo del Lac Rond da traccia bollata: è un po' scomoda si attraversa qualche pietraietta... forse è più diretta al ritorno sono passato tra i due laghi per comoda e riposante traccia (no bolli) e ritornato sulla dx(salendo) del Lac Rond: secondo me si allunga ma è molto comoda pertanto si sale e scende molto più velocemente. (de gustibus) :-)
3) al ritorno se avete ancora benzina dal rifugio conviene fare il sentiero che scende sulla dx idrografica del torrente è meno diretto della strada (munta e cala..) ma è molto bello ed offre dei begli scorci paesaggistici.
- Se ci nevica sopra consiglio o ramponi o picozza (o entrambi in caso di nevicate consistenti)
- In condizioni asciutte classico EE su ottima traccia senza nessuna velleità alpinsitica e poca esposizione, ma solo ripidità in alcuni tratti. (non si usano le mani assolutamente..)
Appena posso metto qualche foto.. l'ho pubblicata subito prima che ci rinevichi...
alla faccia del Thabor, sia per due normali ( a me montagna non tanta gradita...).... gita veramente bella per varietà di paesaggi, scorci, versanti, laghi (si percorre quasi un circolo intorno alla montagna. Simile al Thabor, ma in realtà diversa... a mio avviso non regge il confronto... (mia personale opinione) ambiente notevole. Intrapresa quasi come sfida personale pensavo visto la neve dal parcheggio di desistere dato che montagnoni così non sono nella mia TopTen invece devo ricredermi: grazie anche la neve e il "fanghetto" che ha dato "pepe" alla gita aggiungendo qualche lieve difficoltà in più. Il ritorno poi non mi è pesato per nulla complice un meteo fantastico e una luce autunnale che ha reso veramente molto belli numerosi scorci paesaggistici. compreso il ritorno dal rifugio per il sentiero (alternativo alla strada) molto bello anche se un po' di "munta e cala"

Però sicuramente a inizio stagione con dei bei nevai... deve essere decisamente più remunerativa... :-D



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Priva di neve si sale agevolmente saliamo dalla Valloire dal Parking di Plan Lachat escursione in famiglia
Un ringraziamento a Manuel 13 anni e a Christian 17 che mi seguono in queste escursioni


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note su accesso stradale :: A Nevache chiusura dell'alta Valle de la Clarèe alle auto dalle 9.00 alle 19.00.
Come già relazionato, il lungo traverso oltre il Col di Cerces, ad inizio stagione, è degno di estrema attenzione vista l’esposizione, non ora se non per qualche passo ove è bene non distrarsi.
Gita molto gratificante che percorre uno degli angoli più belli dell’alta Val de la Clarée, passando a piè leggero dalle smeraldine praterie antistanti il Rifugio Drayeres agli occhieggianti laghi incastonati fra le guglie dei Cerces al paesaggio “lunare” d’alta quota, il tutto lungo un tracciato sempre netto e chiaro e panorami a perdifiato. . In amena compagnia di Sergio, unici italiani in vetta insieme ad una nutrita compagine di francesi di ogni età.


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note su accesso stradale :: Ottimo
C'è poco da aggiungere alla esauriente relazione già presente sul sito: sentieri ben tenuti e segnalati permettono una salita agevole senza problemi di orientamento. A inizio stagione sono indispensabili picca e ramponi per il grande nevaio (ex-permanente) che porta in vetta; ara bastano le peduline.
Gita di notevole sviluppo (secondo il nostro strumento 23/24 km. a/r) in un ambiente di incomparabile bellezza, che si snoda tra i laghi e le guglie dolomitiche dei Cerces, per concludersi al cospetto dei ghiacciai della Meje, degli Agneaux e della Barre.
Folla di famiglie con bambini piccoli lungo il percorso o accampate presso i laghi confermano che i francesi camminano ancora parecchio.
Una delle escursioni più belle che abbia mai fatto, consigliata a chi ama passeggiare senza fretta in un ambiente magnifico; io sono salito in 4 ore, che possono essere comodamente ridotte da chi è giovane e non ha le ginocchia pericolanti.
Con la sempre piacevole compagnia di Gianni.


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note su accesso stradale :: ok
Giornata tiepida e senza vento con velature alte che non hanno penalizzato il panorama, gita non eccessivamente lunga e poco faticosa grazie anche alla pendenza progressiva. Attualmente ci sono chiazze di neve e un pò di ghiaccio oltre il secondo lago verso il col de Cerces e lungo il traverso, le cenge sopra i salti di roccia sono sempre ben camminabili, su buona traccia, ampie e comode. Al termine del lungo traverso sopra il lac de Cerces inizia la neve, 20cm che aumentano fino a 30-40 e oltre nel canale e nel plateau superiore. Grazie alle ottime peste di chi precedeva siam saliti facilmente e godendo appieno del luogo. Il canalino si presenta su neve morbida, umida ma ancora farinosa. Non abbiamo usato i ramponi ma dopo diversi passaggi, se scaldasse ancora o con ghiaccio potrebbe esser più delicato. Panorama stupendo dalla vetta anche grazie al buon isolamento della cima, rapido rientro con sentiero molto fangoso nel tratto tra laghi e rifugio.
Val Claree come sempre in splendida forma ad ottobre con paesaggi gradevoli già dalla partenza, ancora decisamente consigliata. Salut!

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partiti dal parcheggio di Laval con una temperatura di +4 gradi cent. Gran Bella giornata di sole in tutto il giorno non si vede una nuvola, 50 mt. di dislivello prima della cima è coperta da una coltre di neve di 15 cm. di spessore. Si sale e scende ancora senza ramponi ma considerando che la salita e per la maggior parte all'ombra se la temperatura era rigida la discesa senza ramponi diventava ardua.
gruppo CAI Cumiana


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Sentiero pulito fino oltre il traverso poi terra molto dura e neve continua fino in vetta.Panorama immenso.Abbiamo pranzato davanti agli Ecrins.Se scendesse la temperatura ci vogliono i ramponi,soprattutto per scendere.
La valle Claree ha sfoderato tutta la sua bellezza autunnale.


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Consigliatissima: i paesaggi e gli ambienti (dolci pendii, quattro deliziosi laghetti, guglie dolomitiche, resti di postazioni militari), il panorama a 360° dalla cima, i silenzi in cui si è immersi...Se un difetto vogliamo trovare è la scarsa frequentazione di ungulati, ma tutto non si può avere.
La giornata poi, freschina alla partenza (1°) è diventata sempre più mite e....spaziale.
Sentiero sempre ottimamente tracciato, fino ai 10160 piedi della punta. Unica attenzione: dopo il lac Rond non proseguire diritto (verso il col des Rochilles) ma piegare nettamente a sinistra (verso il col des Cerces), lasciando sulla propria destra il lac du Grand Ban.
Nonostante il dislivello contenuto, tenere conto del notevole sviluppo del percorso che tra andata e ritorno è circa 22 km.
Con la buona compagnia di Gian Mario.


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La Pointe des Cerces è lì, subito sopra il parcheggio, ma l'itinerario per raggiungerla fa un lungo percorso circolare, per sorprendere la montagna... alle spalle!
Stupenda salita tra laghi e ambiente dolomitico, con un discreto spostamento (almeno 20 km tra A/R). Nessuna difficoltà in assenza di neve: una EE con sforzo concentrato nella parte finale, con alcuni tratti veramente ripidi. Seguire l'indicazione della relazione: al Col des Cerces girare a sin. e dopo una ventina di metri il sentiero è evidente.
In generale, in assenza di nebbia, non ci si può sbagliare.
Giornata bellissima e calda, estiva insomma. Con mia moglie Simo, Cristina e Dario.
La Val Clarée è sempre la Val Clarée...


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Di questi tempi riuscire a fare una gita è una conquista, se poi il tempo è anche discreto (non bellissimo come sosteneva meteo france però) ancora meglio!
Partenza da Laval con temperatura frizzatina, cielo con aperture di sereno ma anche molte nuvole nere... Il tratto di strada è di 3 km, si sale comunque sempre e sono utili per riscaldarsi, anche se spesso la strada è invasa dall'acqua. Dopo il rifugio e fino ai laghi il sentiero è molto bello, dolce ma si sale sempre, eccetto un paio di pianori che permettono di ammirare meglio il panorama. Arrivato al Col des Cerces, il sentiero inizia subito pochi metri sopra (mi chiedo Laura59 come abbia fatto a non vederlo!?) e si alza subito sulle barriere rocciose sopra il Lac des Cerces, presenta alcuni passaggi anche discretamente esposti (si cammina sempre bene, ma è meglio non scivolare). A metà di questo sentiero, appare evidente la cima e con essa il mio momento di depressione: tanta neve, sopratutto nel tratto più problematico (l'accesso al pendio superiore apparentemente molto ripido), e i ramponi astutamente lasciati a casa. Stavo già quindi scendendo, quando incontro il simpatico Franco di Almese, due parole e decidiamo di provarci lo stesso. Ed in effetti abbiamo fatto bene, perchè arrivati ai primi nevai constatiamo che la pendenza è molto minore di quel che sembrava da lontano, e la neve non è dura come si poteva pensare. Quindi attraversato il nevaio, riprendiamo la salita su un ripido promontorio roccioso, e quindi arriviamo al pendio superiore, che però decidiamo di risalire sul lato destro, compiendo un giro più ampio ma privo di neve. Qui la salita è davvero ripida, una vaga traccia che sale su terreno detritico molto duro. Giunti in cresta, la seguiamo fedelmente (notevole esposizione sul versante opposto a quello di salita), con percorso spettacolare e privo di difficoltà, fino alla bellissima cima, con belle schiarite e anche un venticello non proprio estivo.
Discesa invece sfruttando i nevai, morbidi, che hanno permesso belle e rilassanti scivolate, fino a sopra il canalino, che abbiamo evitato traversando poco sopra per ritrovare la traccia di salita. Dopodichè nessun problema fino a Laval, con sosta obbligata ai laghi, davvero eccezionali. Dopo di noi in cima sono arrivati alcuni altri escursionisti. Quest'anno i nevai della parte alta potrebbero resistere, in caso di temperature più rigide potrebbe essere utile avere con sè almeno dei ramponcini. Ambiente dolomitico spettacolare, forti contrasti tra i ghiaioni delle cime e il verde dei prati e l'azzurro dei laghi. Molto molto consigliabile.
Ancora grazie e un saluto a Franco!

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Al col Cerces nessuna traccia di sentiero che sale a sx.Quindi optato per la Crete de la Ponsonniere e il col Termier.Scese al lago Cerces,risalite al colle Ponsonniere ecc...Rientro attraverso il vallone della Bruyere,risalite al col Beraudes,scese al lago omonimo e di qui al Park.Dislivello decisamente superiore per circa 29 km.
Nevai alla Cerces e diversi per scendere dal colle al lago.Un tripudio di fiori e bella arietta.


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Valle veramente incantevole, con laghi ed ambiente dolomitico. Unico rammarico non essere arrivati in punta, ma la parte finale del canalino era parecchio indisiosa ed abbiamo preferito non rischiare. Gran bella giornata comunque trascorsa in montagna!!!! Sarà per la prossima volta!!!!

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Giornata come da previsioni, stupenda, passato il Colle della Scala sereno. Veramente magnifico il luogo. Peccato la mancata vetta, per poco. 5 stelle comunque, ho visto un posto nuovo ed incantevole.

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note su accesso stradale :: ok fino a Laval
Una gita che volevo fare da tempo ma forse oggi era già troppo tardi. Partiti dal parcheggio in una splendida giornata con -5°C. Sul sentiero spesso chiazze di neve e ghiaccio. Dopo oltre tre ore arriviamo ad attaccare il canalino che immette ai pendii superiori ed era pieno di neve e parecchio ripido. Abbiamo rinunciato a quota 2850 quando sul tratto più ripido abbiamo trovato delle placche di ghiaccio e pur avendo i ramponi si è deciso di tornare per non rischiare e anche perchè i margini di tempo per il ritorno si erano assottigliati! Peccato, chissà se mi vorrà voglia di rifarla magari in estate! Sviluppo complessivo della nostra gita di oltre 19 km con quasi 1000 m di dislivello cumulato! Bei posti con laghi e cascatelle...ci è mancata solo la punta in una giornata come oggi, con quasi assenza di vento e nessuna nuvola, non abbiamo potuto ammirare il vasto panorama.
Con Gigi e Guido che saluto.


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Giornata splendida, con panorami eccezionali. Gita con lunghissimo spostamento, saliti in 3,45 ore. L'unico tratto un po' difficoltoso, dove il sentiero supera un salto roccioso per raggiungere la parte superiore del pendio, ormai sotto la vetta, oggi si presentava con neve recente in parte calpestata gelata, che creava qualche problema in più... In compagnia di Ornella, Marco, Angelo, Mario1, Mario2, Massimo(che non ha raggiunto la vetta per il tratto gelato).

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note su accesso stradale :: Tutto ok fino a Laval
Finalmente al terzo tentativo (il primo nel '97, cavolo sembra ieri e son passati 14 anni..) , sono riuscito a vedere il panorama dalla cima ! Oggi non una nuvola, e troppo caldo ahime' x la stagione, ma con la vista che spaziava dal Bianco al Monviso. Ottima la relazione precedente, direi precisa e calzante. A fine stagione non si pesta ahime' nemmeno un cm di neve . La difficolta' va rivalutata invece in caso di neve gelata e/o verglas. Ultime sorgenti di acqua prima del Col Rochilles. Incrociato mentre salivamo un folto plotone di militari francesi (una cinquantina) scesi dalla cima dove avevavno lasciato il loro gagliardetto.Nessun altro e' salito in vetta, numerosi invece i randonneurs lungo il sentiero dei colli.
Con Ricca, fuggito dalla citta' forse invidioso della mia settimana di ferie settembrine..

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note su accesso stradale :: La strada da Névache agli Chalets de Laval chiude alle 9 del mattino.
Salita in giornata, partendo da Genova.
Clima perfetto.
Dagli Chalets de Laval si fanno circa 3 km di sterrata quasi in piano per arrivare al Réf. Drayéres.
La valle della Clarée è veramente molto bella in questo tratto.
Dal rifugio, il sentiero risale pigramente sino ad un primo lago (Lac de la Clarée) poi ad un secondo (Lac Rond).
Prima di arrivare al Lac du Grand Ban, si svolta a sinistra, seguendo la traccia che attraversa il vallone e punta verso il Col des Cerces, che si raggiunge in breve senza alcuna fatica.
Dal colle, si imbocca il sentiero (non segnalato ufficialmente, ci sono tracce di vernice verdolina) che stacca a sinistra, e risale quel tanto che basta da consentire di traversare al di sopra delle bastionate rocciose che dominano il Lac Des Cerces.
La traccia non presenta nessun tipo di difficoltà, ma in alcuni punti il sentiero (sempre ben battuto e, ripeto, in sé privo di difficoltà) è un po' esposto.
Senza quasi guadagnare quota, il sentiero entra nel circo alle pendici della Crete de Rochers Marions, ed attraversa brevemente una frana.
Con un diagonale ascendente verso destra, raggiunge la base del salto roccioso che divide dalla parte superiore del pendio.
Per superarlo, il sentiero, passa sotto la base di un breve canalino ancora parzialmente innevato e si inerpica faticosamente su una spalla di breccio, che termina con un breve passaggio (si tratta di un paio di metri) in cui occorre aiutarsi con le mani. Il tutto non è particolarmente complesso, ma il passaggio è un po' esposto.
E' l'unica difficoltà della salita.
Superate le rocce, si arriva ai piedi del pendio finale, che il sentiero supera in modo piuttosto deciso.
Si arriva così alla vetta, decisamente panoramica.
In conclusione, le sole difficoltà sono:
- La pendenza del sentiero dopo il traverso tra il colle e le pendici della Pointe, che costa un po' di fatica in salita (e anche in discesa)
- Il breve passaggio in cui occorre usare un po' le mani.

Quindi, giustamente, gita EE.
Posti bellissimi: meravigliosa la parte alta della Clarée, belli i laghi, bella la vetta e il panorama. Insomma, un compendio di tutto ciò che le escursioni in alta montagna possono offrire. Consigliata.

A Davide per la pazienza!


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Bella gita con fantastici panorami sugli Ecrins fatta in compagnia degli amici Carlo, Giovanna, Paolo e Cecilia.
Temperatura ottimale dopo il vento freddo dei giorni scorsi, e sentieri tracciati e ottimamente riconoscibili.

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Appuntamento con un amico andato a buca per previsto maltempo, ma il giorno di ferie ormai era preso... Diretta in val Clarée che è sempre un bel posto. Nuvoloni grigi e carichi di pioggia che circondavano le cime, mi sono incamminata con l'occhio di tornare indietro da un momento all'altro. Salita al lago dei Beraudes e poi risalito il ripido pendio S del cerces su una provvidenziale lunga lingua di neve. In cima panorama negato verso la val Clarée ma tempo bello verso gli Ecrins che mi ha invogliata a scendere lungo il nevè des Cerces su ottima neve primaverile, giù per divertenti canaloni e pendii ripidi, percorrendo in discesa la relazione descritta. Raggiunto i laghi Rond e Clarée e tornata dal GR57A. Bellissimo giro ad anello, scorci magnifici di nuvole barocche riflesse nei laghi parzialmente innevati. Tornata all'auto a Laval dove aveva appena smesso di piovere, ma io sono riuscita a fare il giro all'asciutto. Giorno di ferie ben speso


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Ogni tanto e'anche bello visitare massicci tutto sommato poi neanche cosi lontani da casa. Questo dei Cerces aspettava da tempo questa visita. E il momento e' finalmente arrivato, e non poteva che essere la Pointe des Cerces, del resto la cima piu' appariscente e piu'alta del massiccio, l'obbiettivo clou" mio e di Michele, fido compagno di tante gite tra i monti. Con giro ad anello partendo dai Chalets de Laval, siam approdati in vetta da nord risalendo il nevee des Cerces su pendenze via via sempre maggiori. Discesi a est in ambiente molto suggestivo per chiudere definitivamente l'anello al punto di partenza.

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    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 2030
    quota vetta/quota massima (m): 3097
    dislivello salita totale (m): 1150

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