Belloni (Bivacco) da Pecetto

Salita dagli impianti dove, prima di scendere, e di molto sul ghiacciaio nero, un cartello avvisa che il percorso è per Escursionisti Esperti! Ben fatto, così si evita di incontrare sprovveduti mal calzati e mal equipaggiati su percorsi che non sono proprio la strada dell'orto.
Tutto il sentiero, anche quello naturalistico, è fittamente segnalato da segni di vernice fresca.

Sempre bello tornare qui, questa volta con le mie creature, che hanno scelto volutamente un percorso leggermente impegnativo.
Stavolta altri 2 escursionisti raggiungono il bivacco. Il ritorno lo effettuiamo per Roffelstaffel e la Scala Santa
Solo 4 stelle causa il meteo che nel primo pomeriggio ha tolto completamente la visione di montagne e fondovalle.



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Alla partenza alcuni avvisi incollati sui cartelli segnaletici annunciano l'impercorribilità del sentiero naturalistico visto l'impossibilità di posizionare il ponte sul rio Roffel causa residui di una valanga. Decido dunque di salire dal Belvedere, ovviamente senza prendere gli impianti. L'attraversamento della pietraia che ricopre il ghiacciaio avviene su terreno un po' scomodo. Il tratto finale per il bivacco è attualmente ottimamente segnato e non pone problemi di sorta; gli ultimissimi metri sono comunque molto ripidi e in discesa vanno affrontati con un minimo di attenzione. Arrivo al bivacco in 2h 30', precedendo di un decina di minuti un quartetto di escursionisti dei CAI Verbano e Pallanza, con cui chiacchiero piacevolmente per mezzora; uno di essi mi informa che oggi dovrebbero ricollocare il ponte sul Roffel, dunque decido di provare a percorrere l'anello. Dopo un' ora esatta riparto, mentre il cielo inizia ad annuvolarsi in maniera preoccupante. Una coppia di trekker francesi mi conferma che il sentiero naturalistico è percorribile, per cui lo imbocco lasciando a destra la deviazione per il Belvedere. Il primo guado si rivela però problematico e devo scendere per cinquanta metri per trovare un punto dove passare. Alla baita posta appena dopo il torrente trovo i responsabili della manutenzione del sentiero, che mi confermano la posa del ponte sul Roffel e la messa in sicurezza del successivo tratto, molto esposto. In effetti, una volta giunto al guado, constato come sarebbe stato impossibile passare senza il ponte e come sia stato ricavato un corridoio artificiale nel nevaio che persiste nel canyon, permettendo così di raggiungere il manufatto. Il resto della discesa non pone problemi, ricalcando nell'ultima mezzora il sentiero per il Fadehorn, già salito un po' di anni fa. Arrivo all'auto dopo circa 2h 45' dalla partenza dal bivacco e dopo pochi minuti inizia a piovere con largo anticipo sulle previsioni. Bella gita che ha il suo punto forte nella visione ravvicinata della Est del Monte Rosa, in giornate come questa dove essa si nega per la maggior parte del tempo perde parecchio del suo fascino.

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note su accesso stradale :: ok
Partiti dall’arrivo della stazione della seggiovia Belvedere. Gita corta, con poco dislivello, ma impegnativa, in ambienti grandiosi. Giornata bella al mattino poi un po’ di nubi. Nel primo tratto si deve attraversare il ghiacciaio del Belvedere (qualche ometto) su pietre senza grossi problemi, poi si raggiunge il sentiero naturalistico che arriva da Pecetto e si prosegue su sentiero sempre evidente e ben segnato che porta ad uno stretto canale dove scende il ruscello. Questo è il tratto più duro, ma si sale sempre su sentiero senza difficoltà fino a raggiungere il bivacco situato in splendida posizione panoramica. Incontrato un escursionista di Erba che saluto. Con l’amico Giorgio che mi accompagna nella salita dei bivacchi più impegnativi e che ancora mi mancano.

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Generalmente il sentiero è ben segnato sia con segnavia, sia con cartelli. Si parte dal parcheggio delle seggiovie di Pecetto e dopo il primo tratto nel bosco ci si mantiene a destra (seguendo le indicazioni per il Rifugio Sella). Lasciata la strada carrabile il sentiero si impenna subito, ai meno esperti può sembrare anche un po’ esposto. Superato il primo risalto ci si trova su un bel balcone davanti alla lingua terminale del ghiacciaio del Belvedere. Si arriva poco dopo al secondo bivio e si prende il sentiero sulla sinistra seguendo le indicazioni per il Rifugio Sella. Se si prende il ramo di destra si va al Pizzo Croce e al Bivacco Hinderbalmo. In questo tratto quasi pianeggiante ci si deve tenere sempre in quota sulla sinistra (se si sale sulla destra significa che si sta prendendo il sentiero per il Rif. Sella). Si arriva così alla piccola e ristrutturata Alpe Roffelstafel, sopra la baita c’è anche un altare con una campana. A questo punto il sentiero diventa un po’ meno evidente per via delle valanghe dell’inverno, ma in generale ci sono degli ometti e la traccia tende a scendere per poi proseguire ai piedi della morena. Si giunge così a intersecare il sentiero che, dalla seggiovia, attraversa il ghiacciaio. In questo tratto la traccia a terra e ben visibile e non ci sono problemi, ma quando si arriva all’Alpe Fillar tutto diventa un po’ incerto. I segnali ci sono, ma sono dipinti su sassi e tendono a sparire quando l’erba e gli arbusti sono nella fase più rigogliosa. La stessa Alpe Fillar è ormai ridotta a un basso muretto a secco. Il sentiero sale debolmente e attraversa la conca che nella sua parte più alta ospita i residui del ghiacciaio di Castelfranco. Davanti a noi si intravede il ghiacciaio del Piccolo Fillar e lo sperone di roccia che scende dal Grande Fillar, su cui è incastonato il Belloni (già visibile agli occhi più arguti). A questo punto il sentiero si impenna nuovamente e aggira sulla sinistra lo sperone che scende dal Fillar. Si giunge così al bivacco, gli ultimi metri sono ripidi.
Giornata stupenda con Alessandro e Davide. Bella gita tutta sul versante meno frequentato della conca del Belvedere. Dislivello non eccessivo ma che consente di stare in un ambiente selvaggio e fantastico: incombono sempre sopra la testa le sagome della Nordend, dello Jagerhorn e della Jazzi. Il sentiero procede per strappi, il primo tratto è quasi pianeggiante, poi segue un secondo tratto molto ripido e un terzo tratto di piccoli sali-scendi. L'ultimo tratto, dopo l'Alpe Fillar diventa di nuovo ripido.


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Viste le stranezze meteo non sapevo se ci sarei arrivata (nevai, detriti da valanga, vegetazione invasiva) invece paline segnavia sul ghiacciaio e sentiero ottimamente tracciato da segni di vernice fresca.
Bivacco pulitissimo e visibile solo gli ultimi 10 minuti di salita.
Se all'andata l'attraversamento del torrente che scende dalle Torri di Castelfranco non mi ha dato problemi, al ritorno per farlo, ho dovuto scendere molto sin dove il torrente si allarga a ventaglio.
Finalmente una calda giornata di sole!
Difficile incontrare qualcuno in questo posto che amo particolarmente.
Salita dal sentiero del Belvedere discesa dal sentiero naturalistico: nevai, cascate, fiori e profumi!


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salita tranquilla, anche se abbastanza lunga, in un ambiente non molto frequentato. Attenzione solo, in caso di nebbia o scarsa visibilità, nella zona dell'alpe Fillar: nonostante la bellissima giornata di domenica, un signore girava a vuoto da 45 minuti perchè non riusciva a trovare il sentiero.

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Caratteristica itinerario

sentiero tipo,n°,segnavia: in gran parte segnato ed evidente
difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 1358
quota vetta/quota massima (m): 2509
dislivello salita totale (m): 1151

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