Ciamarella (Uja di) Cresta E da Forno Alpi Graie per il Vallone di Sea

Bella, bella, bella. Ma come sospettavo un po' al limite, meglio 10 gg fa sicuramente. Si trova la prima neve sul conoide del canale del passo delle Disgrazie, poi altri due nevai alternati a pietraie (ma c'è una traccia) fino al piano a 2700 m, dove si volge a sx. Da qui neve in pratica continua, con pochi metri su pietre per collegare i nevai. Sul Gh. dell'Albaron affiora già ghiaccio, il canale "clessidra" c'è ma è misero, comunque sufficiente per salire, Pan di zucchero in neve, tratto roccioso successivo pulito, crestina finale di collegamento alla normale affilata (e ovviamente non tracciata) ma meno di quanto sembrava a vederla. Noi siamo scesi dalla normale (avevamo una seconda auto al Pian della Mussa) ancora in neve nei primi 150 m, ghiacciaio coperto, poi secco fino al Pian Gias ancora innevato. Si sfruttano ancora due nevai scendendo dal sentiero della teleferica.
Da farsi tassativamente a inizio stagione, per evitare ghiaccio e pietraie immonde. Bivacco Soardi molto confortevole (12 posti, luce con pannello, qualche pentola, no gas).

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sognavo di salire questa cresta da una quindicina di anni, oggi è arrivato quel giorno. condizioni non ottimali dovute ad una violetna grandinata ieri sera nelle alte valli di lanzo, che ha reso più faticosa del previsto la salita e delicata la discesa per la normale.

saliti sabato al bivacco soardi-fassero. domenica mattina partenza alle 3.45. un po' di ravanamenti nel reperire il sentiero sotto il bivacco alla luce delle frontali. il primo nevaio (2400) superato senza problemi, il secondo evitato sulla dx per terriccio faticosissimo. giunti sulla ex-fronte del ghiacciaio, la luce dell'aurora era sufficiente a vedere il resto del percorso. buone condizioni di innevamento, anche se siamo al limite. se non ci fosse la neve, tutto questo valloncello sarebbe una pietraia immonda. salita sul nevaio resa faticosa dallo strato di grandine che ha impedito un buon rigelo della neve sottostante. ambiente tuttavia grandioso, specie arrivando sulla parte superiore del ghiacciaio dell'albaron. la clessidra è ridotta ai minimi termini e non è percorribile, per cui, dopo la rampa nevosa un po' rognosa(sfondosa e con strato intermedio di grandine), abbiamo traversato sugli sfasciumi a destra abbastanza agevolmente. il pendio del pan di zucchero è stato di nuovo faticoso, con qualche affioramento di ghiaccio, ma una volta arrivati in cresta finalmente una neve portante decente. percorso fantastico sul filo, sinuoso ed elegante. il tratto di roccette visto da lontano impressiona, poi in realtà si supera abbastanza agevolmente, ci sono buone fessure per le mani. l'ultimo tratto di cresta nevosa è bellissimo, attualmente senza cornici, vietato scivolare. siamo arrivati in vetta poco prima delle immancabili nebbie. solo noi in cima. siamo scesi con qualche difficoltà per la nebbia e l'assenza di tracce. la grandinata di ieri sera, seguita da nevicata, ha reso piuttosto delicata la via normale. per via della nebbia e dell'assenza di tracce, noi abbiamo sbagliato scendendo un canale nevoso assai ripido su questa brutta neve per almeno un 150 m, poi neve più sfondosa ma sempre un po' "delicata". puntando agli sfasciumi percorso più agevole. la totalità delle persone che salivano per la normale sono tornate indietro per le condizioni della montagna e per la nebbia. discesa su neve fino al termine del ghiacciaio, qualche buco nascosto c'è. poi nessun problema, a parte la stanchezza (ed un po' di pioggia) fino al piano della mussa.
un saluto al socio beppe, ed un augurio di buona guarigione al signore che è ruzzolato giù per gli sfasciumi sporchi di ghiaccio e grandine della normale, recuperato dall'elicottero del soccorso alpino. un ringraziamento a chi ci ha dato un passaggio fino a ceres ed ai soci del cai saluzzo con cui abbiamo condiviso l'attesa dell'elicottero e parte della discesa.


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Lunga salita per il selvaggio vallone di sea non sempre immediata tra gli sfasciumi della parte bassa, logica e panoramica in quella alta. Quest'ultima è la vera e propria cresta che, pressocchè nevosa, domina la nord della Ciamarella da una parte e i contrafforti meridionali dall'altra; ha ufficialmente inizio dal sìddetto Pan di zucchero.
In compagnia della Nana e di una coppia trovata al Soardi (e quindi in cresta) che,nel tempo trascorso tra questa relazione postuma e l'effettiva salita, abbiamo avuto modo di incontrare fortuitamente più volte ed in posti da misantropi.


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Caratteristica itinerario

difficoltà: PD :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 1219
quota vetta (m): 3676
dislivello complessivo (m): 2460

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