Capio (Monte) dal Ponte della Giumenta

note su accesso stradale :: strada aperta fino al ponte
Bella gita panoramica. La neve iniza a circa quota 1800, i ramponi si mettono verso quota 1900, poco dopo le miniere di Nickel.
Panorama ampio e piacevole
Passaggino aereo che richiede attenzione.
Freddo ma poco vento
Scendendo breve divagazione al passo dei Rossi e poi alla cima di Razzarola


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note su accesso stradale :: no problem
Saliti su bel sentiero sino all'alpe campo e poi abbiamo preferito deviare per la selvaggia Valbella risalendola sino all'alpe Laghetto e, da qui, ripreso il sentiero 561 sino in vetta; nel tratto della Valbella il sentiero si perde nell'erba solo per pochi metri nella risalita di due pendii erbosi, ma niente di difficoltoso: sul primo ad un promontorio si individua un ometto poco sopra dove riprende il sentiero
e sull'ultimo pendio basta puntare al traliccio superiore della teleferica per arrivare all'alpe Laghetto. Percorso esente da neve se non qualche metro in corrispondenza dell'incrocio poco sotto la vetta del sentiero proveniente da Rimella.
Indovinata e consigliata la scelta di salire per la Valbella veramente wilderness. Meno indovinato il meteo che, col passare delle ore, peggiorava con estese coperture nuvolose, ma senza precipitazioni, limitando i pochi panorami solo sui fondovalle.
Con la moglie Stefania.

Più info e foto su climbandtrek.it


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Percorso lungo ma che mi è piaciuto molto, ed estremamente panoramica la cima, soprattutto sul Rosa e sui 4000 del vallese! E dai 2000 metri una recente nevicata ha reso ancora più suggestiva la cresta di salita; però la neve inconsistente presente sul breve tratto che collega le due cime mi ha fatto fermare alla campanella della cima sud. Ero da solo e non mi sono fidato del sottile cavo metallico che dovrebbe aiutare a superare l’intaglio tra le due vette.
In discesa, tornato alla selletta, per continuare a godere il più possibile della vista sul Rosa, ho proseguito per la facile dorsale fino alla sella a metà tra la Bocchetta Bonda e la Bocchettaq di Cevia da dove sono sceso per qualche traccia, e per lo più a vista, fino all’Alpe Campo da dove ho recuperato il sentiero percorso in salita.

foto in: yogalpinismo.altervista.org/2016/20161112capio/relazione.html

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abbiamo preso il sentiero che passa dal santuario di Rovaccio allungando il percorso e aumentando un po il dislivello rispetto alla partenza dal ponte della Giumenta.
percorso sempre comodo, neve da circa 2100 a sud, quindi tratto di cresta invitante e divertente.
messi ramponi per passare dall'anticima alla cima (con entrambe croce e libro vetta), su breve ma esposta crestina.
tenuti i ramponi per scendere piu' velocemente dal diretto pendio sottostante la cima per poi prendere il percorso sul versante ad est, dove presente neve fino alle vecchie miniere.
una volta all'alpe campo siamo risaliti alla cima della Razzarola.
giornata calda,piacevole, panorami eccezionali a 360°, e prese di mira future mete.

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Molta neve verso le Alpi del Laghetto, per cui mi sono fermato a quota 1849 in compagnia di altri 4 escursionisti. Seguita la traccia segnata che dalle Alpi del Campo sale lungo la cresta, in parecchi punti franosa.

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Questa escursione ha avuto uno scopo e significato particolare: posizionare sulla cima una campanella in ricordo di Roberto C., amico (sincero...e quindi grande...) e compagno di tante escursioni, che questa montagna l'ha raggiunta tante volte... Sempre con entusiasmo e una grande passione...
E così ci siamo ritrovati numerosi (una ventina circa) per questo intento.
L'idea "originale" non è stata mia, anzi non ci ero (e non ci sarei) "arrivato"... Ma la trovo sicuramente positiva e piacevole...
La campanella (posata) è assai discreta e soprattutto "suona bene"...
Chi vuole, con qualche rintocco, e con questo semplice gesto può farsi sentire..., anche più in alto, su nel cielo...
La giornata è stata gradevole, anche sotto l'aspetto metereologico. Un pò di nuvolosità autunnale in basso, e a tratti anche sulla cima, ma anche suggestive aperture di panorami "...spaziali...", soprattutto sul vicino (e grande)monte Rosa, sulla/e Grigna/e (bene individuate...), e tante altre montagne...
Con un gruppetto ristretto abbiamo prolungato la nostra permanenza sulla cima, e con questi panorami e qualche semplice rintocco alla nuova campanella, abbiamo trovato la situazione giusta per ascoltare il canto, la lode "Laudate omnes gentes", con Roberto e con Aldo/"abe" (che mi/ci ha insegnato, fatto conoscere, proposto anche questa "cosa"...), vicini, in cielo...

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Consapevoli di non poter raggiungere il Monte Capio, puntavamo almeno all'Alpe Laghetto, ma a causa della neve ancora abbondante e soprattutto della mancanza di attrezzatura adeguata, ci siamo fermati appena 200 m sopra l'Alpe Campo, ripiegando quindi per una digressione trasversale verso la spalla dell'Orgiona (caratteristica la palina di acciaio inox di Remo Stragiotti) ed alla Fonte Amara (sorgente ferruginosa), per rientrare quindi alla partenza del ponte della Giumenta passando per Erbareti. Allego traccia.
Gita un po' improvvisata ma comunque piacevole, con Germana e Luca


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Giornata ..."spaziale"..., ideale per questa ottima e piacevole escursione. Con Susanna Z..

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Saimo partiti da Sabbia, salendo per il Bosco dell'Impero, cosa che se non aumenta di molto il dislivello aumenta invece in modo considerevole lo spostamento. Inoltre all'uscita dal bosco la traccia diventa discontinua e si deve spesso ravanare tra gli arbusti.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: E :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 773
quota vetta/quota massima (m): 2172
dislivello salita totale (m): 1399

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