Blanchen (Gran Becca) da Chamen per il vallone della Sassa

Noi l'abbiamo fatta in 2gg con le racchette e dormendo al bivacco (confortevole e pulito, 6-7 posti). La neve inizia al pianoro di Gran Chamin (2000m). Al mattino siamo saliti con i ramponi dal bivacco alla cima, al ritorno abbiamo calzato le racchette dal colletto a monte del Colle de la Sassa (3300m). Senza partire prestissimo siamo saliti e scesi in completa (e beata) solitudine. Cresta in condizioni molto secche simil estive, ma la poca neve dura e il terreno ghiacciato obbligano comunque a tenere i ramponi. Le difficoltà tecniche sono oggettivamente contenute e inferiori a quanto riportato inizialmente nella descrizione dell'itinerario (AD), le tracce agevolano la tenuta del percorso migliore che è comunque intuitivo, noi avevamo un cordino e siamo saliti/scesi in conserva protetta nei punti più esposti con qualche friend medio (ci sono numerose fessure e lame che ben si prestano al posizionamento di protezioni veloci). Come tutti ci siamo fermati alla vetta tradizionale (incontro delle creste, segnale di pietre). Il punto culminante pare raggiungibile (vista una traccia) scendendo e traversando lato svizzero, ma non è cosa veloce e ha veramente poco senso.
Sulla delicatezza e pericolosità della roccia a mio avviso c'è ben di peggio, ma abbiamo apprezzato il fatto di averla fatta con il gelo che la blocca (in estate - ormai - dev'essere altra cosa, ma si sa che i tempi giusti per far certe cose sono cambiati).
Grazie a barrosismo e ad old bear per i ragguagli sulla cresta.


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GITA EFFETTUATA CON RACCHETTE

Dopo aver salito il giorno precedente la Boetta e dormito al bivacco della Sassa, alle 6 ci incamminiamo, con una temperatura di circa -11°, verso la Gran Becca Blanchen...neve non trasformata a dovere..poco dopo il bivacco la crosta comincia a cedere...arriviamo al colle della Sassa da poco illuminato dal sole...gia' visione superba sugli altri giganti della Valpelline e Svizzeri...
affrontato il primo tratto del pendio-canale con racchette, ma, la forte pendenza in alcuni tratti e la crosta non portante che passo dopo passo mi faceva pericolosamente derapare sulla sottostante farina, mi hanno obbligata a proseguire con ramponi..poco male, visto che tra i 4 skialp del giorno precedente, almeno 1, aveva proseguito dal colle della Sassa in avanti direttamente a piedi...faticando parecchio a quanto pare viste le profonde peste lasciate.
la parte terminale del pendio-canale arriva a toccare direi i 50°...alla base di questo tratto finale per raggiungere il colle, sia le peste, sia le tracce di sci, si interrompono.
Proseguiamo sul ripido pendio..per me molto utili 2 picche...su crostona assestata...arrivati al colle cresta da tracciare, con dei tratti con accumuli di neve non molto rassicurante.
salita di cresta inizialmente sul filo, poi tutta sul lato svizzero...sempre molto esposta ma non tecnicamente complessa..picca utile e alcuni tratti con roccia ben salda a cui aggrapparsi, per il resto, in caso di assenza di neve, sarebbe solo un ammasso di roccia pericolante.
Arrivo in punta con sguardo sulla cresta della Sengla in primo piano...poi 360° di montagne pa-zze-sche... giornatona..adrenalina a 1000 che mi ha riscaldata dal vento freddo di tutta la salita.
Discesa fatta con la massima attenzione...
Utili in acuni passaggi dei friends
Arrivati al colle abbiamo risalito anche la Piccola Becca Blanchen.. in pochi minuti si raggiunge la comoda punta con gran vista sulla cresta della Grande Becca.
Primo tratto di canale sceso faccia a monte su neve ancora perfettamente compattata..poi, verso il colle della Sassa, via via sempre piu' molle, ma per fortuna non zoccolona come quella del giorno precedente...
tornata al bivacco racchette ai piedi, percorrendo gli scomodi traversi ripidi soprastanti il bivacco..con neve sempre piu' meno adatta alle racchette...
Dopo esserci ristorati un po e riposati, rientro su neve papposa, quindi, discesa stile culing...poi dall'ultimo pendio prima del falsopiano in poi neve ottima e discesa veloce.
Altra gitona con Enzo...che ringrazio di avermi convinta sulla scelta degli itinerari


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tre stelle per il panorama, sennò è una cima che odora di morte. I massi di notevoli dimensioni sono accatastati ovunque, già la salita al colle tra la petit e la gran becca blanchen è una discarica di sfasciumi da paura. La cresta non è difficile ma la quantità di massi accatastati la rende un posto da aspiranti suicidi. Nel complesso il vallone è bellissimo, il panorama altrettanto. La salita è l'ideale per chi vuole giocare con la vita. Nel complesso non posso che sconsigliarla.
Con Enrico, Carlos e Ivanov.


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La gita in giornata è veramente una ravanata. Comunque è sempre bello tornare in questa valle ed in questa zona della Val d'Aosta.
Ho seguito l'itinerario classico sciistico. Dopo il bivacco bisogna superare un'alternanza di chiazze di neve e sfasciume fino a poter mettere i ramponi e tenerli fino al colle. E' presente ancora una lingua di neve ai piedi della cresta sud, ma ancora per poco visto le temperature. Poi bisognerà salire sui pendii sassosi sotto la Piccola Becca di Blanchen.

La neve alle 10 del mattino era già cotta - in alcuni punti si entra fino al ginocchio - cmq si arriva sino al col Blanchen senza problemi.

La cresta WSW è tutta pulita - pietre instabili ovunque - qualcuna cade e va in pezzi - odore di morte...

Il filo di cresta è più bello e più duro, però sarebbe meglio legarsi con un compagno...che qui non ho. Dalla vetta panorama stupendo che abbraccia tutte le Alpi occidentali. Venticello caldo tipo phon e rocce che scottano.

In discesa ho anche salito la Piccola Becca di Blanchen in 20 minuti A/R.

La roccia della cresta WSW è perlopiù marcia. Se si segue la via degli ometti, la corda risulterebbe più di impaccio che altro.
Giornata molto calda con solleone. Nessuno nei paraggi, nemmeno animali.

Partenza alle 7.30
9 ore e 30 minuti per l'intero giro con una pausa di 15 minuti al bivacco
Nella stanchezza ho dimenticato le bacchette al Col Blanchen. Si vedono luccicare già dalla base del pendio. Se qualcuno le trovasse e avesse voglia di farmele avere mi può chiamare allo 3349774278 (sono in Val d'Aosta e vengo io a recuperarle) grazie


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Vallone solitario e selvaggio. Saliti domenica sera al bivacco in discrete condizioni, mancano alcuni materassi, su sentiero sempre segnato e ormai sgombro da neve. Sveglia alle 5.30 con calma (una volta tanto!) e saliti sulla sinistra del vallone sopra le balze rocciose su tracce di sentiero con alcuni ometti. Messo piede su quel che resta del ghiacciaio su neve estiva portante. Dal colle della sassa a sinistra sul pendio sfruttando una piccola lingua nevosa contro la parete che sorregge la vetta per evitare i detriti. Ultimi metri prima del colletto tra la piccola e la grande becca su sfasciume. Cresta sommitale facile, in salita siamo stati sempre lato destro su rocce mediocri sino alla punta segnata da un ometto che non ci sembrava la piu' alta. Quindi ridiscesi e con un traverso lato nord un po' esposto ma semplice sino al torrione sommitale. Discesa semplice su cenge lato svizzero in genere su terreno malagevole. Tempo incerto, velature alte che hanno compromesso la visibiltà e il panorama. La difficoltà AD è assolutamente eccessiva, qualche passo di I grado. Con roby.

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Gita effettuata in due giorni , bivacco ok , neve dal bivacco
in poi, noi rispetto, alle relazioni, siamo saliti in punta
a dx del colle, II e III grado, facile, l'unica cosa molte pietre instabili quindi pericolose per chi sta sotto.Dalla punta siamo scesi lato nord con neve dura attenzione!!
In compagnia di Simone,Titti,Gigi,Alessia,Alessio,Paolino

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Gita effettuata in due giorni con pernottamento al bivacco Sassa. Portare fornello gas. Acqua di fusione. Gita molto varia con neve ancora portante per quasi tutto il percorso dal bivacco in poi. Risalito il pendio sud fino a 40 metri dalla vetta per "scavalcare" sul lato opposto fino alla vetta. Discesa "invernale" su ghiaccio duro sulla nord fino al colle. Gita completa e consigliabilissima.
Grandi compagni di gita...grandi amici!


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Con gli amici Michele e Lucio. Gita di due giorni, ma anche di uno solo se si ha fiato e voglia. Anche una gran classica scialpinistica di giornata. A noi e' bastato e avanzato l'averla fatta piu semplicemente in piena estate.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: PD :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1710
quota vetta (m): 3680
dislivello complessivo (m): 1970

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