Maledia (Cima della) dal Rifugio Soria, traversata a San Giacomo per il Vallone Pantacreus

attrezzatura :: scialpinistica
Partenza alle 5 e mezza dal piazzale dei cannoni con permesso, 50 min di portage fino a poco dopo il rifugio, sulla maledia alle 12.Fantastica gita in uno degli ambienti più suggestivi e selvaggi delle valle gesso, nessuno sul nostro percorso, con Moli e Volpe.
passo dei ghiacciai

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osservazioni :: sentito assestamenti
neve (parte superiore gita) :: umida
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1900
attrezzatura :: scialpinistica
Saliti dal Pantacreus e scesi per la Gorgia della Maura.Arrivati al Pra del Rasur abbiamo perso più di un ora (Marcello anche il Gps ritrovato, nonché restituito, da Samuele di Ovada a cui vanno sentiti ringraziamenti )per cercare di attraversare il torrente privo di ponte: poi abbiamo guadato senza calze e scarponi.
Si utilizzano gli sci a partire da 1900mt con qualche metti e leva, l'innevamento è continuo da quota 2200.
Oggi niente vette: ci siamo limitati all'attraversamento del colletto Barra Ghiacciai con discesa al Soria. Il superamento del colletto è agevole da entrambi i lati e non ha richiesto l'uso di ramponi mentre la discesa della Gorgia della Maura l'abbiamo effettuata decisamente tardi trovando neve umida nella parte alta e finalmente la vecchia neve rossa che ci ha permesso di pennellare fino a 5 minuti dal Praiet ( così in basso ancora per pochi giorni: spuntano già pietre )
Ottima la torta mangiata al rifugio Soria.
Gita effettuata con Luciano e Marcello


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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Ok fino a S Giacomo
quota neve m :: 1900
attrezzatura :: scialpinistica
Primo di tre splendidi giorni in Marittime. Siamo saliti dal Rifugio Soria ed abbiamo dormito al Rifugio Pagarì per proseguire nella traversata dei Gelas il giorno successivo.
Gli sci si calzano poco oltre il rifugio Soria: neve ben rigelata fino al passaggio dei Ghiacciai del Gelas. Sul versante est si deve scendere su roccette per qualche metro; vicino alle rocce la neve era marcia già alle 11:30. Invece di fare il taglio alto verso il passaggio della Barra, abbiamo effettuato una splendida discesa fino a quota 2400 m per portarci nel vallone di salita alla Maledia. Dopo aver risalito i dolci pendii fino al ghiacciaio della Maledia ne abbiamo salito la punta. La neve era ancora discretamente portante nonostante l'ora ma non mi sembrava buona per sciare la pala finale: canalino abbastanza stretto, pietre affioranti ma soprattutto neve con scarso fondo (probabilmente sopra le roccette c'è solo la neve recente). Discesa pomeridiana nel canalino sopra il Pagarì (già all'ombra) su neve morbida ma ben compattata.
Ci siamo fermati a dormire nell'invernale del rifugio Pagarì, ancora parzialmente sommerso dalla neve: accogliente e pulito, anche se discretamente fresco (5.5 gradi di notte). Al pomeriggio prende sole fino a tardi, ma non si trova acqua nelle vicinanze (in realtà in tutto il giro ne abbiamo trovata pochissima, solo al termine della discesa dal Passaggio dei Ghiacciai), per cui è necessario portarsi un fornelletto per far sciogliere la neve.
Con Silvio. Grandi ambienti e splendide montagne; bellissimo il panorama dalla cima della Maledia (si vedeva il golfo di Nizza) e suggestivo il tramonto dal Pagarì, con il Monviso, la pianura e le montagne circostanti ancora ben innevate.


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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: aperta fino a San Giacomo
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Seconda gita della due giorni al rifugio Soria. Divertente traversata con discesa nel vallone di Pantacreus che consente di arrivare con gli sci fino a quota 1600 per lingue di neve. Abbiamo sceso la pala finale con gli sci ed è in buone condizioni anche se specialmente nella parte centrale la copertura nevosa non è abbondantissima, battendo traccia in un punto abbiamo "toccato" ma con gli sci nessun problema. Super conclusione di un we perfetto con il guado del fiume con acqua alla coscia!! Un saluto alla cumpa con cui ho condiviso questa bella due giorni!

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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Ok fino a San Giacomo
quota neve m :: 2000
attrezzatura :: scialpinistica
Gita effettuata in salita e discesa dal rifugio Soria. Salito al Soria la sera precedente; vento forte tutta la notte. Al mattino meteo molto variabile con le nuvole che corrono in cielo e lasciano spazio anche a sprazzi di sole. Sono partito alle 8 dal rifugio, ho risalito la gorgia della Maura con gli sci in spalla fino a 2300 m circa seguendo tracce di sentiero. Poi ho calzato gli sci che ho tolto solo al Passaggio dei Ghiacciai: si scende nella conca del bivacco Moncalieri con alcuni passi su roccette. Ho tolto le pelli, sono sceso 100 m circa e ho aggirato il successivo costolone; forse la neve è ancora sufficiente per effettuare il taglio fino al Colletto della Barra dei Ghiacciai. Duante la successiva salita sono entrato nella nebbia a quota 2800 m circa; la pala finale ha ormai pochissima neve intervallata da tratti di pietre e non è più sciabile.
Sono sceso su neve morbida e divertente fino a quota 2500 m, in parte nella nebbia. Qui ho ripellato per raggiungere il Passaggio dei Ghiacciai e mi ha colto il primo temporale (ad essere sincero non proprio inatteso, viste le previsioni e l'andamento della giornata...), con qualche colpo di tuono e tanta pioggia mista a neve, diventata pioggia battente mano a mano che mi abbassavo di quota. Valicato il Passaggio dei Ghiacciai, neve sempre bella e ben sciabile fino alla gorgia della Maura: con qualche togli-metti e un po' di attenzione ai ponti sempre più esili e ai buchi da cui zampilla l'acqua si arriva fino a quota 1950 m con gli sci.
Sperando nelle previste schiarite pomeridiane, mi sono fermato al rifugio per asciugarmi un po' e sono ripartito quando non pioveva: mi sono comunque preso l'ultimo acquazzone della giornata all'altezza del Piazzale dei Cannoni per assistere al progressivo rasserenamento mentre raggiungevo l'auto!
Novantesima gita di sci-alpinismo della stagione; bella gita nonostante il meteo e bella neve estiva, anche se ormai la si deve cercare sempre più in alto...


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osservazioni :: visto cadere valanghe a pera
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: fino a san giacomo ok
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: snowboard
più che una gita un viaggio...
partiti ore 19 dalle rispettive case partiamo a camminare alle 21.00 da san giacomo e correndo in 1h e 40 min siamo al soria dove ceneremo in compagnia dei soli gestori e pernotteremo.. la neve rigela già alle 23.30 quindi decidiamo di partire tranquilli.
partiamo alle 7 e qualcosa su neve ottimamente rigelata e veloce per noi surfer ciastro-dotati e in meno di 2 ore siamo alla pera del fener dove incontriamo un pensionato e incredibilmente allenato skialper, 2 chiacchiere e ci accompagna al passaggio dei ghiacciai sul lungo traverso, passato questo inizia la tribulazione, expo est neve che sfonda alla vita, traverso lungo tutto il ghiacciaio NE del gelas dove abbandoniamo lo sciatore che continua alla borello (scopriamo poi essere niente meno che Bottari) passiamo il Colletto della barra dei ghiacciai con ramponi in salita (expo nord) e di nuovo sfondando alla vita in discesa (expo est) poi salita fino al colle dove abbiamo appuntamento con i soci saliti in giornata dal pian del rasur, saliamo la fantastica pala su farina pressata che appoggia su fondo duro e localmente solo su pietre.
paesaggio mozzafiato e enormi spazi, discesa molto bella della pala su neve che perdonava piccoli errori poi giù in picchiata nel canale est su neve marcia e un po' frenante (ma siamo scesi assolutamente troppo tardi ore 13)
enormi spazi e piena libertà nel tracciare la propria linea!
strato superficiale marcio e non coeso che svalangava ovunque. attezione al canale che permette di scendere il muraion ha una strettoia di 1,5 mt e non è così semplice imboccare quello giusto puntare tutto a destra scendendo da dopo il pagarì.neve fino al piano sotto il muraion poi un ora e mezzo di cammino
Gita molto lunga e faticosa soprattuto per gli sborder
ma di enorme soddisfazione !! ambienti e spazi infiniti
molto consigliata !! in giornata diventa infinita non meno di 10 ore
Gita fatta con Samu - the tractor fino alla maledia
poi pala e discesa con sergio,andrea, marco , elide , mattia e il buzzu
Un saluto allo sciatore solitario !! chapeu
visto che ho solo un terzo della sua età spero di invecchiare come lui !!


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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Si parte alle 7 dal rifugio, con cielo velato e rigelo notturno molto scarso. Risaliamo la Gorgia della Maura senza bisogno di coltelli, seguendo la buona traccia dei numerosi scialpinisti diretti al Gelas.
All'altezza del ripiano detto Pera del Fener ( mt 2700) attraversiamo i pendii ripidi ed un pò svalangati fino al Passaggio dei Ghiacciai ( mt 2784). Dopo breve tratto su roccette si prosegue la traversata del bacino del Lago Bianco fino alla breve ma ripida rampa-canale che consente di scavalcare l'insellatura del Colletto della Barra dei Ghiacciai( mt.2815, sulla dorsale nord della Cima Borello.Poi, senza perdere quota, raggiungiamo, ormai in vista dell'incofondibile pala della Maledia, gli ampi pendii che portano al Collettto del Muraion.
Salita e discesa della cima in ramponi, senza problemi, mentre due giovani ripidisti si cimentano con la discesa in sci.
Verso le 11.30 iniziamo la discesa del grandioso vallone di Pantacreus, inizialmente su insidiosa crosta poco portante, poi, senza percorso obbligato, su neve più umida ma progressivamente più consistente e gradevole da sciare.
Ultime limgue di neve sui canali a sinistra fin verso i 1700-1800 metri, poi il tranquillo rientro al Pian del Rasur ed i bei boschi del Vallone Colomb, con poco più di 1 ora di marcia.

Per concludere: vivamente consigliabile la polenta con i formaggi del Bar Gelas a San Giacomo!

La "banda" in gran forma:
Teresa Vicentini
Bruno Pistis
Franco Stillavato
Carlo Ravetti

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Caratteristica itinerario

tipo itinerario: in canalone
difficoltà: OSA :: [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Nord
quota partenza (m): 1830
quota vetta/quota massima (m): 3061
dislivello totale (m): 1300

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