Cavanna d' Rietti (Alpe) da Pramotton anello per Pianfey, Visey, Praposa

Gita iniziata dopo un piovasco, clima caldo umido, cielo lattiginoso ma alla fine il meteo è stato clemente e le preannunciate tempeste non si son viste. Bello il panorama dalla torre di Pramotton (d'altronde era torre di avvistamento dei Signori di Bard)
percorso per la maggior parte nel bosco..

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note su accesso stradale :: ok
Su proposta dell'amica Enrica, accetto di fare questa bella e lunga escursione. Partiti dal sentiero n° 1 attraversando il simpatico borgo di Pramotton, visita alla omonima torre con vista straordinaria sulla bassa VdA. Il sentiero scorre ripido ed intelligente su un versante molto impervio, sempre segnalato dalle freccie gialle e paline fino a Baraton dove, oltre un breve tratto su strada si imbocca il sentiero n° 2 sempre su pendenze sostenute fino alla meta sotto la mole finale del Bec Renon. Tutto esente da neve ed asciutto. Ritornati dal n° 2 per poi seguirlo in discesa come da palina che indica Pramotton compiendo così un anello di soddisfazione. Su questo sentiero, attenzione alla segnaletica gialla, un po' sbiadita e posta in posizioni da ricercare ma che offre nella parte bassa emozionanti passaggi accanto a cascate e dirupi protetti da staccionate veramente belli. Gli ultimi 100 mt. di disl. prima di Pramotton, si svolgono nella gola a dx del rilievo roccioso con traliccio alta tensione dal quale si vede a picco l'auto parcheggiata. Meteo bellissimo con frescura nei boschi ed in prossimità delle cascate/torrenti con molta acqua.

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note su accesso stradale :: Parcheggio nello spiazzo a sx, all'entrata del paese vicino fermata bus
Anche oggi pomeridiana del mercoledì all'Alpe Liouz. Questa volta alla scoperta del sentiero 2. Dal parcheggio si entra in paese, si volta a dx davanti alla chiesetta, si sale fra le case fino ad uno sterrato che va seguito verso dx sotto le reti di contenimento per le frane. In breve si trova il ponticello, con le paline, che si attraversa. Si risale il ripido pratone al culmine del quale inizia la mulattiera che è sempre abbastanza evidente sino a Pra Pousaz (q.980), si alternano tratti con foglie ad altri dove si riduce a sentiero e si percorre anche un po' di sterrato a q. 520 circa. All'Alpe Pailleron q.755, giunti alla fontana si esce dal piccolo borgo verso dx, per traccia più incerta, trascurando un tratto di mulattiera che sale a sx per Follioley Dessous. A Pra Pousaz la mulattiera sbuca in un pascolo, si tiene al suo bordo tra muretti a secco sino ad una bella casa e raggiunge la strada asfaltata. Pochi metri dopo si volta a dx, altro ponticello da attraversare e le frecce gialle spariscono del tutto: occorre salire a lato del torrentello senza discostarsene troppo, vi sono tracce di passaggio, e si arriva ad una pista agricola che si risale a dx fino al quarto tornante, al cui apice parte un sentiero non segnalato (tratto più ravanoso) che si inoltra nel bosco. Subito si trascura una traccia che si allontana a sx e si sale dritti per un costone appena accennato, la mulattiera si intuisce qua e là, si trovano comunque ometti e anche una freccia gialla. A q. 1120/1130 il percorso si sposta a sx compiendo un semicerchio e passa accanto ad un rudere: da qui il sentiero torna più visibile e si ritrovano le frecce gialle. A q.1180 si incontra un bivio poco evidente (bolli gialli sbiaditi su roccia): da sx, quasi in piano, arriva il sentiero 1, a dx si va ad una presa d'acqua, si deve proseguire la salita voltando di poco a sx. Si arriva quindi all'Alpe Visey e seguendo la strada asfaltata all'Alpe Liouz, situata in magnifica posizione.
Caldo esagerato seppur mitigato da un po' di brezza, veramente massacrante, per fortuna si è nel bosco per buona parte del tragitto.
Un saluto al proprietario dell'alpeggio Barrat che ho incontrato a Visey: mi ha detto che la Barma sou Frit è purtroppo franata a valle (sigh!). Mi ha raccontato poi di esser salito per una ventina di giorni di fila alla Barma per mettere in sicurezza e al riparo l’immagine dipinta della Madonna. Varrebbe la pena tornarci per vedere il lavoro fatto...chissà!


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note su accesso stradale :: A Pramotton lasciare l’auto nella piazzola che precede l’abitato, vicino alla fermata bus.
Gita pomeridiana limitata all’Alpe Liouz con salita e discesa per il sentiero 1. Dalla piazzola dove si lascia l’auto, proseguire dritto attraversando tutto l’abitato, poi volgere a sx e subito a dx raggiungendo la poderale che costeggia la Dora Baltea. Continuare sinché si trova sulla dx la palina con le indicazioni del sentiero 1 (“Torre di Pramotton” – “Baraton”). Il primo tratto dell’itinerario sino alla chiesetta di Santa Maria Maddalena (q.1040) è in condizioni ottime, si svolge per gran parte su una spettacolare mulattiera gradinata, si nota una manutenzione recente con taglio degli alberi e frecce di vernice giallo squillante. Oltre al detour per salire al poggio dove sorge la torre, è indicata una deviazione per vedere un masso con incisioni partigiane (non ci sono stata). Quando si è in vista della chiesetta le frecce divengono sbiadite, occorre voltare a sx, passare davanti alla cappellina e proseguire sul prato arrivando in breve a Pianas. Si attraversa la strada e si ritrova il sentiero sul lato opposto. Da qui in avanti le indicazioni sono meno evidenti e qualche volta si perdono un po’, in particolare nei pressi di Pianfey, si passa in una zona acquitrinosa con svariate tracce, puntare alle baite alzandosi a dx e raggiungere la strada che poi bisogna seguire a dx fino a Baraton. Qui, dove la strada fa un tornante a dx, la si abbandona per seguire la pista agricola sino all’ultima casa: senza oltrepassarla, si sale a sx di questa proseguendo diagonalmente verso dx. Arrivati all’incrocio con il sentiero 2-3 (non molto evidente, bolli sbiaditi su roccia) salire ripidamente a sx trascurando il sentiero che prosegue dritto (porta ad una presa d’acqua), il sentiero è a tratti sporco di fogliame e ramaglie. Giunti a Visey, si segue la strada asfaltata trascurando il bivio (e una poderale non in cartina) per il nuovo rifugio Alpe Bonze (n.3) arrivando in breve a Liouz.
Cielo velato, vento sostenuto specie in fondovalle e ombra fresca nel bosco han mantenuto condizioni gradevoli nonostante la bassa quota e la temperatura di +19 alla partenza.
In solitaria, in questa parte di Bassa VdA ancora da esplorare.


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Itinerario con sentieri incredibilmente inerpicanti tratti altrimenti impossibili. Arrivato fino alla Santa Maria Maddalena, poi per sentiero numero 2 fino al punto di partenza. Oggi pioggia, ma gli alberi hanno filtrato un po'.
Simpatico questo fatto: per segnalare i percorsi, i tracciatori devono prima colorare dei cerchi gialli, poi, in seguito metteranno la vernice nera quando avrà asciugato. In presenza del primo step (il cerchio giallo), il proprietario della zona ha anteposto "privat" sfruttando il cerchio come potenziale o, e cogliendo ... due piccioni con una fava.

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Continua l' esplorazione di sentieri poco noti alla ricerca della RAVANATA PERFETTA.
Anche oggi bellissima gita in ambiente molto bello e ampi spazi panoramici ... pero' i sentieri sono spesso ingombri di foglie e i segni a volte poco visibili.
In particolare il n.3 utilizzato per la discesa tant'è che poco dopo Praposa abbiamo sbagliato e seguito un vecchio segno che ci ha portato su un sentiero (in parte segnato) che scende abbastanza diritto nel vallone ed è ingombro di foglie, alberi caduti, alberelli che stanno nascendo, una bella ravanata.
Ovviamente con Elio E Michele (con loro la ravanata è quasi certa) e Anna.
[email protected] è andato a folleggiare sul Po e non immagina nemmeno cosa si è perso

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Caratteristica itinerario

difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 305
quota vetta/quota massima (m): 1728
dislivello salita totale (m): 1450

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