Mionda (Punta della) da Fondo

note su accesso stradale :: Parcheggiato davanti al cimitero. Prestare attenzione all'asfalto eroso all'ingresso della piazzola.
Seguito l’itinerario A. Come già detto da mangiafioca per il Giavino, il sentiero 8 (718 sulle paline) è in buone condizioni sino all’Alpe Pian del Rio (con bollinatura e paline), giusto qualche tratto leggermente più inerbito da q. 1950 in su (W le mucche e i margari! E grazie per come è tenuto il sentiero). Poi il percorso è indicato dalle tacche bianco/rosse, non sempre immediatamente visibili, fino al colletto a q. 2486 (un po’ di attenzione prima di arrivare al colletto nel ripido tratto in cui le tacche fanno uscire dal canale, l’erba è piuttosto folta e scivolosa). Voltato quindi a sinistra risalendo tutta la larga dorsale senza percorso obbligato (molti ometti) e proseguito per il Giavino sulla cresta (tracce di sentiero, un solo passaggio su roccette ben gradinato) senza aggirarne il cupolotto sul versante NE. Dal Giavino breve tratto di cresta facile, poi discesa lato Verdassa su pendio erboso ripido per guadagnare l’intaglio di q. 2740: si scende con cautela, ma si è agevolati da roccette affioranti e da qualche traccia di animali, presente anche nella successiva risalita alla cresta della Mionda. Continuato rimanendo quasi sempre sul filo o poco sotto versante Verdassa, un solo aggiramento lato Valchiusella su tracciolina terrosa. Dsl come da relazione e sviluppo sui 16 km.
Giornata perfetta per la Valchiusella, se si ama e si apprezza questa valle. Temperatura gradevole e assenza di vento. Dalla vetta panorama grandioso fino al Monviso, ma si vedevano bene anche il Bianco e il Grand Combin, oltre agli immancabili Rosa, Cervino, GranPa e Levanne, e una miriade di cime e cimette, vicine e lontane.
Tornata sul Giavino a distanza di 10 anni per fare la Mionda che ancora mi mancava.


Il canale di salita al colletto q. 2486
Superato l'ometto del Giavino, il breve tratto di cresta prima dell'intaglio di q. 2740, Mionda sullo sfondo a sn
Rientrando al Giavino, l'aggiramento su sentierino terroso lato Valchiusella.
Il ripido pendio erboso per l'intaglio di q.2740 visto dalla cresta per il Giavino
Risalendo al Giavino, ultimi metri per la cresta dall'intaglio di q.2740

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note su accesso stradale :: regolare
Se avessi valutato questa gita in funzione del panorama che si gode dalle due cime, forse 5* non sarebbero state sufficienti. Anche l'ambiente della parte alta, per intenderci dall'Alpe Pian del Rio in poi, è decisamente gradevole. La gita è decisamente lunga ed al ritorno i 1800 metri di dislivello si fanno sentire. Ma il problema non è questo. E' il sentiero che è veramente brutto e disagevole, oltre che umido, fangoso e, di conseguenza, particolarmente scivoloso (su alcuni sassi sembrava ci avessero passato l'acqua saponata!). Da Pian del Rio in poi, dove di fatto il sentiero scompare, si inizia invece a camminare decentemente, a parte alcuni tratti nel canalino che porta al colletto 2480. Prestare attenzione anche al ripido tratto erboso in discesa nel tratto tra il Giavino e la Mionda. Inoltre la prima parte della gita, nella parte bassa del vallone, è di una tristezza assoluta, una vera malinconia. Giornata decisamente bella in quota, con ottimo panorama in tutte le direzioni, ma con mare di nubi sulla pianura che, nel pomeriggio, si è alzato fino a quota 2000 circa. Incontrato un altro escursionista solitario che saluto. Con Fausto e Michele.

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Gita facile, valutare molto bene il meteo nebbia x assicurasi il panorama dei grandiosi valloni
Carlo e Alessandro con partenza alle h 7 da Fondo mt. 1074 e tramite S8 raggiungono in successione alpe Las e Alpe pian del Rio l'ambiente del vallone è molto caratteristico ,si svolta a DX sino a quota 2200 dove ha Sx inizia la parte senza sentiero con qualche segno ed ometti ,si arriva ad un colletto 2440 e sempre x ometti su pietraia sulla Sx si percorre l'ultimo facile tratto che ci porta alla cima del Giavino in h 3,20 la vista e stupenda i valloni della val Chiusella sono grandiosi . Si prosegue x cresta facile alla p. Mionda 2784 , si prende atto che le nuvole di nebbia cominciano alzarsi quindi saggia decisione di rinunciare all'anello al colle del Pra' e discesa sul tracciato di salita e dai 2500 immersi nella nuvole


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note su accesso stradale :: no problem
ottime condizioni, solita nebbia in formazione già dalle prime ore del mattino che ha indugiato a fondovalle fin verso le 11,00 e in netta risalita dopo le 12 (fino a lambire quota 2500-2550m). Passaggio tra le due vette piuttosto facile, basta discendere con prudenza per tracce per circa 30/40m all'intaglio, dal quale si ha una prospettiva del Giavino molto più rocciosa e severa.
Meteo azzeccato, piuttosto mite, molta umidità e cascate d'acqua, nebbie in risalita che non ci hanno privato del sensazionale panorama, ma solo dell'opzione di giro ad anello in direzione Colle del Prà e poi Colle Furce. Pertanto saggio dietrofront verso le 12 per il medesimo itinerario di salita. In vetta in 3h55 soste comprese, data la piacevole compagnia di Turbo-Carlo. Notoriamente gita bella, e bella lunghetta.


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note su accesso stradale :: senza problemi
C'è neve marcia sul percorso dai 2300 metri in su ed i 2 guadi del torrente principale sono abbastanza ostici a causa del forte scioglimento della neve e delle recenti pioggie.
Inoltre i tratti di mulattiera sono talvolta scivolosissimi (sempre a causa delle piogge recenti).


Oggi mi sono cercato un bel percorso decisamente ostico. La mulattiera iniziale e poi molte altre pietre sul sentiero era cosí scivolose che non permettevano di prendere un ritmo costante di salita, sembrava di dover camminare sulle uova! Poco oltre l'Alpe Pian del Rio una sorpresa inaspettata: la neve. C'è ne in quantità considerevole rispetto a tutte le altre cime che ho visto ultimamente ed è marcia. Delicato pure il tratto tra il Giavino e la Mionda, ma nonostante un paio di accenni di nevicata e 3 o 4 inizi di pioggia riesco a fare tutto il giro. Di ritorno all'Alpe Pian del Rio mi faccio tentare di scendere dal sentiero n. 6 anche se sarà più lungo. Il sentiero è molte ben segnato fino all'alpe la Torretta, ma è frequentemete invaso da felci, vertro ed arbusti vari (comunque è decisamente carino e percorribile). Dall'alpe in giù non sono più riuscito in alcun modo a seguire il sentiero, ammesso che esista ancora. Mi sono così dovuto buttare giù nel bosco nella speranza di riuscire ad uscirne in qualche modo.
Peccato, ma nella situazione attuale il sentiero n. 6 non è praticabile e la sua discesa l'ho messa nella traccia gps allegata solo a beneficio d'inventario.


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Buon sentiero fino al bivio q. 2225, poi praticamente assenza di sentiero per il resto dell’itinerario, su terreno facile; ambiente bellissimo.
Salita in solitaria, tempo bello in quota fin verso le 14 dopo è salita la nebbia che mi ha accompagnato fin sotto l’Alpe Las. Avvistato tre giovani galli forcelli ed una coppia di pernici bianche proprio sotto la vetta.


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Caratteristica itinerario

difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 1074
quota vetta/quota massima (m): 2784
dislivello salita totale (m): 1830

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