Grivola (la) Cresta Sud dalla Punta Bianca

Traversata della Grivola!! Siamo saliti da Tignet al bivacco della Grivola a 3320 mt (un albergo!!).Abbiamo goduto di un'alba incredibilmente intensa sulla cima della Punta Bianca a 3793 mt per poi raggiungere i quasi 4000 mt della cima della Grivola percorrendo l'intricato dedalo della cresta/parete W. Dalla cima panorama mozzafiato e mare di nuvole. Scesi poi dalla via normale lungo la parete SE, giusto il tempo di versare una lacrima per le condizioni del Ghiacciaio del Trajo quest' anno e poi su al Colle della Nera evitando qualche gigantesca voragine. Dal colle giù in picchiata fino al Rifugio Sella dove ci attendeva la meritata "bira" che ci ha anestetizzato il giusto per non sentire l'ultimo migliaio di metri di dislivello sullo splendido e nuovo sentiero che riporta a Valnontey. Grandi Massi e Ste alla scoperta del lato wild della Valle d'Aosta!!

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Salita in ambiente severo e selvaggio, il lato di valsavara non scherza. Difficoltà fino al IV per salire dove la roccia è un po' migliore, evitando i ripidi canali sfasciumosi. Bellissima gita in compagnia di Miky e Stefano. Completata con traversata su cogne, sicuramente, per ciò che concerne la via normale, più mansueta.

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Salita in condizioni invernali: la prima neve si incontra poco sotto il bivacco, da quota 3500 m la neve è praticamente continua ma ancora soffice, a tratti farinosa, per cui si sprofonda spesso nei buchi tra le rocce. Nei canali piccoli scaricamenti superficiali dei giorni precedenti hanno compattato un po' di più la neve. La cresta tra la Bianca e la parete sud ovest della Grivola presenta qualche cornice sul lato Valsavarenche e qualche accumulo sul lato di Cogne; i sistemi di cenge che conducono al canale principale di salita sono riempiti da neve soffice e faticosa (dai 20 cm al mezzo metro); il canale che finisce al colletto Tuckett è in neve portante, mentre il canale a sinistra del gendarme giallo presenta neve solo per due terzi, per il resto si deve salire su placche di roccia che si sfalda e su rocce rotte delicate. Al termine del canale siamo al bordo di una placca e poi abbiamo effettuato un breve traverso verso sinistra: da qui in salita abbiamo superato un risalto verticale che porta in cresta a pochi metri dalla vetta, in discesa siamo scesi sotto la croce ed abbiamo effettuato un traverso per tornare sull'itinerario di salita. Nel secondo canale sono presenti alcune soste di calata, di cui la prima (l'unica che abbiamo effettuato) su un antico fittone di ferro. La corde fissa all'inizio del canale sembra in buone condizioni.
Montagna molto estetica (se vista da lontano) e salita a lungo attesa, resa più delicata dalla neve poco consistente; vista la qualità della roccia comunque non credo che sia molto più facile senza neve, anzi i canali sono sicuramente più agevoli nelle condizioni attuali.
Panorama superbo dalla cima: dal mare di nuvole sbucavano solo le cime più alte: il Gran Paradiso, il Bianco, il Grand Combin e il Rosa.
Con Davide, Paola e Giorgio (che si è fermato poco prima della Bianca).


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saliti su roccia completamente asciutta, anche nel canalino tukett è rimasta solo una lingua di neve facilmente aggirabile. sono invece ancora tutte al loro posto le pietre instabili ;-))
ardua grivola bella..., salita per amanti del genere... mucchio di sfasciumi.. pareri alquanto discordanti!
unica soluzione per capirne di più è andare a misurare le cose con il proprio metro e quello che ho trovato mi è piaciuto.
una lunga camminata per arrivare a una scalata molto intima con una montagna che sembra sentirti passare e voglia ricordarti ad ogni passo quanto tu sia obbligato a essere leggero
noi siamo scesi sugli sfasciumi del versante sud intercettando il sentiero del col Lauzon rendendo anche l'abbandono prolungato su un sentiero che sembra non volerti allontanare.
un grazie al padrone di casa Luigi e agli altri compagni di avventura René, Claudio, Stefano e Christian ognuno con il suo giudizio personale.


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Percorso in ottime condizioni. Roccia asciutta e temperature gradevoli. Tutto il percorso, a partire da Levionaz richiede una buona conoscenza dell'itinerario perchè le indicazioni per il bivacco sono pressochè nulle e i passaggi migliori tra la Punta Bianca e la Grivola non sono di facile reperimento. La roccia è dovunque molto friabile e il percorso alterna lunghi tratti di sfasciumi piuttosto ripidi a brevi arrampicate difficilmente proteggibili. Molte le pietre che aspettano solo di essere sfiorate per dirigersi senza indugio verso valle. Itineario certamento poco frequentato (a ragione ????)
Gruppo di sette amici, variamente abituati al genere di salita, su questa punta, orgoglio per gli abitanti di Aymavilles.
Ernesto (inox), Mauro, Daniela, Livio e Henry, Luigi e Maurice.


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Vista la qualità della roccia, per procedere bisogna elevarsi al di sopra della materialità delle cose.
Crearsi una metafisica della pietra.
Da questa mia esplorazione solitaria, su questa via misteriosa, speravo di tornare con buone notizie.
Purtroppo devo confermare la pessima fama di questo itinerario: per le mie capacità un vero psycho killer.
Anche con la presenza di un compagno la situazione non penso cambierebbe di molto.
A livello personale sicuramente una bella e intensa esperienza soprattutto per le suggestioni ambientali, ma che non mi permetto di consigliare.
Al momento le condizioni sono ottime: tutto è pulito.
I miei tempi: 2 ore dalla Punta Bianca alla vetta idem il ritorno
Ho ricevuto richieste di delucidazioni per cui allego qualche foto con segnato l'itinerario.
Necessitano alcune precisazioni: dove è segnato in rosso sono certo del mio percorso, dove ho segnato in blu potrei essere passato più in basso,nel dedalo di torri e canali si perdono i punti di riferimento.


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Caratteristica itinerario

difficoltà: AD- :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Ovest
quota partenza (m): 1664
quota vetta (m): 3969
dislivello complessivo (m): 2305

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