Unghiasse (Monte) da Alboni per il Vallone d'Unghiasse

Le valli di lanzo non tradiscono mai. Avevamo percorso buona parte dell'itinerario in veste invernale ma con quella autunnale è meglio. Il sentiero è ben segnato fino al gran lago ma piuttosto dispersivo nei suoi pressi, tracce invece da questo alla cima dove si recupera la dispersione del tratto precedente. Scendendo, per evitare lungaggini, abbiamo brevemente raggiunto il lago d'unghiasse posto sotto i picchi del seone (molto bello anch'esso) e di lì dritti ad minchiam sino a raggiungere il sentiero nelle vicinanze dell'alpeggio Miandetta. Colori accesi di fine stagione e prima spolverata nevosa dicono che la quiete dell'inverno sta per arrivare.
Gran lago
Quasi al colle
Le Levanne che si levano

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note su accesso stradale :: ok
Partito da Albone alle 9 ed in 4 ore ero in vetta con spettacolare panorama verso il Gran Paradiso. Molto bello il vallone di Unghiasse con le rocce levigate dai ghiacciai e pareti di granito dove la fantasia traccia vie di arrampicata! Giunti al Gran Lago di Unghiasse, uno dei più grandi naturali delle Occidentali, lo si contorna a dx per poi salire sull'evidente pendio erboso/pietroso seguendo ometti per intercettare la piccola traccia di sentiero che percorre, alla base della bastionata rocciosa verso sx, tutta la pseudo cengia erbosa visibile. Finita l' erba, sempre verso sx su gli ometti e si arriva al colle Unghiasse sulla larga dorsale che, seguita su bellissime lastronate di granito porta in vetta. Nella parte finale si possono aggirare i torrioncini a sx su comoda cengia ma io mi sono divertito a seguire la cresta con brevi sali/scendi su roccia strepitosa. Lunga gita ma non stancante, meriterebbe più visite.

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note su accesso stradale :: tanti parcheggi riservati a residenti e villeggianti pochi parcheggi liberi
gita molto lunga ma ho avuto la fortuna che il meteo di questo inizio autunno è davvero perfetto: temperatura ottimale un pò fuori norma di stagione (23 gradi in vetta!) e cielo limpido per tutto il giorno. Non c'è più nessuno negli alpeggi del vallone di Unghiasse.
Dall'estremità orientale del Gran Lago occorre guardare sulla destra e pazientemente mettersi a cercare gli ometti che conducono sù in alto sul pendio fino a dover poi costeggiare una fascia rocciosa superiore (non ci sono tacche indicatrici ma il punto di partenza è compreso tra il sentiero al colle della terra d'unghiasse e il pendio ricoperto di detriti che precipita nel lago). La salita è molto ripida e soprattutto lo strettissimo tratto a mezza costa fra erba olina e detriti nella fase di discesa dal colle Unghiasse è da affrontare con la massima concentrazione e lucidità. Dal colle alla vetta non ci sono problemi, non si fa la cresta integrale ma ci si tiene all'inizio lato valle Orco poi poco sotto la cima si passa al lato val grande dove superando una serie di massi accatastati si arriva al punto più alto. Sulla vetta un ometto molto grossolano e il libro di vetta gestito dal cai Almese. Magari una cima così significativa e selettiva meritava una croce o una statuetta, peccato! Vista meravigliosa sul Gran paradiso, lago di Ceresole e buona parte della valle Orco oltre che vallone della Gura.
Itinerario sconsigliato con le nebbie estive. Necessita di perfetta visibilità soprattutto nel tratto tra il lago e il colle Unghiasse, da non fare con l'erba bagnata dopo una pioggia o con il ghiaccio.

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note su accesso stradale :: strada bella asfaltata sino in fondo
Niente neve .
Da Alboni sentiero bello e ben tracciato fino al Gran lago Unghiasse, in veste estiva, da qui vari ometti aiutano a intuire l’itinere migliore sino in cima.
Dal Gran lago Unghiasse guardando la parte da risalire pare molto più ostico di quello che in realtà è.
Oggi in compagnia di Elio.

Gita che avevo in programma da tempo, finalmente portata a compimento, periodo ideale,giornate meravigliose,non torride come le estive, fresche che rende il panorama terso a 360°


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Ambiente quanto mai pittoresco e selvaggio. Ora che tutti gli alpeggi sono deserti, nessuno in questo angolo di montagna. Temperatura mite, Laghi nemmeno ghiacciati. Per la salita al monte unghiasse, il terreno è particolarmente delicato all'attraversamento del secondo canalino. Io ho preferito risalirlo e da li' per pietraia ho attraversato in alto, quasi arrivando al colle. Ridisceso per il Gran Lago di Unghiasse, ho toccato il lago della Fertà per poi ritornare nei pressi dell'alpe del laietto. Per me che ho il ginocchio scassato ci metto sempre piu' a scendere che a salire, anche se è tutto sommato è ben segnato e si cammina bene.
Aggiungo traccia (di salita) e foto


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Perfetta giornata autunnale nelle Valli di Lanzo, che esaltano questa stagione con i loro colori. Alla partenza da Alboni alle 8 nubi basse e temperatura elevata, il sentiero nel bosco è sempre ben individuabile, fino ad incrociare l'altro sentiero alle Baite Giardonera proveniente dal Bec di Mea. In breve si esce dal bosco al Pian delle Riane (affascinante), da dove si vedeva già in alto filtrare l'azzurro oltre la colte nuvolosa come previsto. Attraversato il torrente si riprende a salire, sentiero ottimamente percorribile ed evidente, fino a sopra lo spalto roccioso con gli altri alpeggi (alcuni ancora in ottimo stato e utilizzati nel periodo estivo). Per evitare il lungo giro del sentiero ufficiale, ho tirato su dritto per tracce in direzione del Gran Lago d'Unghiasse, raggiungendolo 2h30' dalla partenza, ormai al di sopra delle nubi con un sole caldissimo e qualche sbuffo di vento tiepido. Aggirato a destra lo stupendo lago, senza difficoltà ho reperito la traccia che inizia la ripida salita verso il Colle d'Unghiasse. La traccia seppur esile è sempre ben marcata, oltre alla presenza di parecchi ometti (probabilmente d'estate con l'erba alta risulta meno visibile). Prima un tratto erboso, poi due canalini ghiaiosi da attraversare che non presentano particolari problemi, ma oltre il secondo c'è forse il tratto che richiede un po' più di cautela, ovvero un traverso su erba olina e terriccio su terreno un po' scosceso, ma basta seguire gli ometti e ci si muove bene; conviene tenersi alti stando al margine inferiore della pietraia sotto la cresta, e quindi puntando al Colle d'Unghiasse. Dal colle un facile pendio di terriccio e pietre porta all'anticima, e quindi tramite una traccia sul versante sinistro, raggiungo la cima, un po' affaticato, in 3h45'. Panorama spaziale con il mare di nubi sulla pianura.
Discesa piuttosto rapida, e tolto il tratto dalla cima al lago che richiede un minimo di attenzione, la restante parte è davvero piacevole su sentiero morbido e scorrevole.
Ritengo che sia il periodo ideale per queste gite, dove i colori e i contrasti vengono esaltati; peccato che invece la maggior parte degli escursionisti snobbino queste vallate meno blasonate, infatti ho incontrato solo due coppie nei pressi del lago, nessun avvistamento umano sulle cime circostanti. La gita non è proprio breve, ma non ha significativi tratti di spostamento, infatti si sale praticamente sempre dall'inizio alla fine.

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Bella ravanata sopra il gran lago d'Unghiasse.Abbiamo sbagliato percorso stando troppo a sinistra,quando siamo giunti su dei salti rocciosi ripidi ed esposti senza nessuna traccia di sentiero siamo tornati indietro fino a individuare il percorso di salita che poi abbiamo seguito dove esisteva e a naso dove scompariva,fino al colle Unghiasse.Non saprei dire se abbiamo fatto il percorso esatto,ma questo pezzo non è per niente banale.Dal colle bella salita sui facili roccioni della cresta,con il temporale alle spalle che però per fortuna ci ha graziato.Breve sosta e poi via di corsa per il sopraggiungere di un altro temporale questa volta da Ceresole (il precedente arrivava dalla Ciamarella)che ci ha graziato anche questa volta.Il tratto gran lago-colle Unghiasse per noi non è stato affatto facile,il "sentiero"è appena una traccia,in alcuni punti non esiste e si procede come già detto a naso.Oggi con Piero e Giovanni che saluto.Buone gite a tutti.

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note su accesso stradale :: In auto fino ad Alboni
Facile escursione fino al Colle...poi su per la cresta con magnifico panorama sul gran Lago di Unghiasse...ultimo tratto di sfasciumi, poi la vetta (3 ore e 20 min).
Al ritorno, dal gran Lago abbiamo camminato 20 min fino al secondo lago per cercare di rientrare per un altro sentiero segnato sulla carta: scendendo è salita la nebbia e siamo ritornati senza accorgercene sul sentiero dell'andata allungando non poco la discesa. Insomma quando la visibilità non è buona seguire i sentieri (che a volte spariscono) può non essere così agevole.
Grazie a Giulio


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bei colori, bel panorama, ottima traccia fino al gran lago d'unghiasse. Per la cima invece di uscire al colle ho seguito una lunga cengia erbosa nn troppo esposta che permette di uscire in cresta oltre il colle opp continuare poco sotto la cresta fin sotto la cima. ventas spietato sopra i 2500, gran gelata stanotte, itinerario libero da neve. puntatina al bec di Mea al ritorno.. salut

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note su accesso stradale :: ok
Bellissima escursione che ha come meta una punta sullo spartiacque tra valli di Lanzo e la valle Orco.
Prima volta in queste zone…ambiente selvaggio, belli i colori accesi del vallone a contrasto con il blu dei laghi.
Panorami a 360° sui giganti della Val Grande e quelli del Gran Paradiso.
Giornata di sole con qualche nuvola sui confini che pero’ non ha disturbato.
Gran gita di soddisfazione
Con Sandro e Dany


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Giornata serena ma con vento continuo per tutto il giorno.Saliti al Gran Lago di Unghiasse seguendo il tracciatissimo sentiero 323.Un po' dispersivo pero' non conoscendo la zona percorso obbligato,forse dall'alpe Gias Vecchio 2141 si puo' tagliare i pendii erbosi per riungere al lago senza passare dall'alpe Laietto (cosa che abbiamo fatto in discesa)Dal Lago la traccia e' molto esigua comunque aggirando il lago sulla dx si prende il pendio dapprima pietroso e poi erboso tenendosi contro la bastionata rocciosa fino all'ultimo tratto detritico che conduce al colle da qui in cima in breve.Saliti in circa 4,30 ore.Dalla cima panorama a 360°.Costruito molti ometti sul tratto che dal lago sale al colle.
Oggi con Danilo e Tiziana

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Un'altra di quelle opportunita' che si hanno di poter concatenare piu' cime, l'ho avuta anche con questa lunga escursione al M.Unghiasse, lungo l'omonimo vallone dal quale per cresta in circa un'oretta eccomi in vetta al m.Bellagarda, e poco dopo in punta anche alla Cima della Crocetta. Con bella veduta sui laghi sottostanti della Ferta' e il Gran Lago. Tramite il Colle della Terra entro nel vallone che si origina dal Colle della Crocetta e rientro con lunga discesa ad Alboni. Gita ad anello su terreno gelato e molto brinato nella fase di salita, meglio in fase di traversata e ovviamente ancor meglio durante la discesa, grazie al tiepido sole di tardo autunno che ha fatto anche stavolta la sua parte.

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Caratteristica itinerario

sentiero tipo,n°,segnavia: sentiero 323 segnavia bianco-rossi fino al Gran Lago, poi vaghe tracce
difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1384
quota vetta/quota massima (m): 2939
dislivello salita totale (m): 1561

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