Selva (Piz) Ferrata delle Meisules

Solitaria al Piz Selva, davvero bella e divertente.
La ferrata parte subito decisa e molto verticale tuttavia risulta facile da salire grazie agli appigli naturali ed a qualche aiuto metallico. Nel complesso mi è piaciuta in quanto priva di inutili gradini dove non serve. La parte non protetta da cavo metallico (due camini molto estetici) risulta comunque facile (volendo ci si assicura ai gradini). La ferrata (prima parte) non è comunque da sottovalutare in quanto non si può ripiegare per la prima ora e mezza. Dopo il tratto in piano su ambiente lunare la seconda parte della ferrata risulta decisamente più facile. Sono poi sceso nel Vallon Bianch ben segnalato da ometti bianchi e con alcuni tratti attrezzati (occhio in discesa). Attenzione ai 5 tornanti asfaltati da risalire per tornare al Passo Sella abbastanza lunghi ma tagliabili con alcuni sentierini. (giro completo effettuato in 4h30min)
scorcio di ferrata con scala fissa
discesa nel vallon blanc

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Molto impegnativa, dura ,ma appagante,che richiede un buon allenamento,gli scalini ci sono solo dove non se ne puo' fare a meno,lo zaino crea qualche problema nello stretto camino.
Ferrata fatta nell'ambito della Gita Cai Mondovi' al Gruppo del Sella,agressiva gia'alla partenza,molto piu' facile il tratto finale.Oltre al nostro gruppo di 12 ,almeno una decina di ferratisti,di cui 2 senza attrezzatura(non faccio commenti)Veramente suggestivo l'altopiano delle Mesules,paesaggio lunare,dopo il Piz Selva abbiamo proseguito per il Piz Miara(grande crocifisso di legno)e poi discesi al Rif.Cavazza al Pisciadu',dove abbiamo pernottato .Un saluto ai compagni di salita e al resto del gruppo che è andato al Piz Boè


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La ferrata delle Mesules è uno dei percorsi "di culto" per ogni ferratista. Con la Tomaselli rappresenta il gradino più elevato di difficoltà tra le ferrate classiche dolomitiche. La costante verticalità, la massima esposizione del primo tratto e la presenza di alcuni tratti da farsi in libera la rendono ancora oggi un itinerario in grado di regalare sensazioni forti, pur non presentando passaggi estremi. L'alta frequentazione ha un po' lisciato gli appoggi, ma nonostante ciò la progressione può avvenire quasi sempre sfruttando la tecnica base di arrampicata; raramente si è costretti a fare forza sulla fune. La ferrata può essere divisa in due parti ben distinte, divise da un sentiero che percorre un altipiano detritico. La sezione iniziale è quella che presenta i passaggi più tecnici tra cui 2 in cui non è presente il cavo: il primo è una fenditura che presenta qualche passaggio di II (tecnica di opposizione obbligatoria) ma tutto sommato relativamente esposta, il secondo è un lungo camino verticale attrezzato solo con pioli che presenta un approccio non attrezzato tecnicamente facile ma estremamente esposto. La seconda sezione presenta solo pochi tratti con cavo alternati a lunghe sezioni elementari da farsi in libera ove comunque non è permesso sbagliare. L'arrivo in vetta consente di ammirare un panorama strepitoso su Marmolada, Tofane, Sassolungo ecc. ecc. In discesa abbiamo utilizzato la scorciatoia indicata nella relazione come variante di discesa che consente di abbreviare notevolmente i tempi del rientro; nonostante quanto riportato su vari testi, la si individua con facilità (è un sentiero non segnato sulla destra a circa 15' dalla cima del Piz Selva). La parte attrezzata non è banalissima dunque se intendete percorrerla non togliete l'imbrago. Tenere presente che in ogni caso vi tocca è una risalita di una ventina di minuti per raggiungere la strada per il Passo Sella (noi avevamo lasciato una seconda macchina al tornante dove sbuca il sentiero). Tempo complessivo del nostro giro, soste comprese: 7 h (quando ci sono io non si va mai veloce). Ferrata percorsa in compagnia dei due Andrea, all'ultimo giorno di una strepitosa tourne dolomitica (Cima e giro del Sorapiss, ferrata Sci Club 18 ecc. ecc. ecc.). Giornata meteorologicamente perfetta, panorami a perdita d'occhio in qualunque direzione, Pernottato al rifugio Passo Sella (30 Euro camerone + colazione per i soci CAI), i due soci il giorno dopo tornano a casa di mattina, per me c'è la Piz de Lech de Boè.

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  • 28/07/10 - annibale
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: D ::
    esposizione prevalente: Varie
    quota base ferrata (m): 2290
    sviluppo ferrata (m): 650

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