Tseucca (Aouille) Via Normale da Chamen

Gita in ambiente fantastico il canale è la parte da fare con più attenzione se si tira troppo quello che si prende in mano si stacca tutto noi l'abbiamo percorso in salita a debita distanza uno dall'altro,
per la discesa abbiamo utilizzato cordini e fettucce trovati in loco e fatte le doppie con due mezze da 30m.
Il ghiacciaio lo abbiamo trovato sicuro e in buone condizioni la prima parte della salita alla cima nel tratto più ripido la progressione era buona anche se delicata perché abbastanza scivolosa si formava un principio di zoccolo sotto al rampone ma poi superato il punto più ripido (40°) la neve aveva un buon rigelo e la progressione era più continua e sicura ,neve fino a circa 50-100 dalla cima poi su sfasciumi discesa per lo stesso itinerario.
Gita "Abbastanza" luuunga ma ne vale sicuramente la pena, noi la abbiamo percorsa in giornata


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note su accesso stradale :: Strada ok fino al parcheggio in loc. Chamen
Gita abbastanza impegnativa per distanze e dislivelli, un po' monotona nella prima parte su poderale ma interessante nella parte alta. Lasciato il sentiero verso il bivacco della Sassa e presa la direzione di salita verso il colle d'Otemma ambienti solitari dove si incontrano solo marmotte e camosci, gita consigliata agli amanti di questo tipo di salite... Certo la salita e ancor più la discesa del canalino che porta al colle d'Otemma è un po' da kamikaze non per la difficoltà contenuta, anche se visto da lontano sembra più ostico di quello che è, ma per la gran quantità di roba in bilico su cui ci si muove ed essendo incassati in un canale meglio muoversi molto accorti... Dopo il colle si comincia a pestare neve, anzi ghiaccio e la salita del tratto più ripido in uscita dal primo pendio ci fa utilizzare un paio di viti, forse un eccesso di prudenza ma...non si sa mai... Su tutto il pendio prevalenza di ghiaccio con qualche lingua di neve andandola un po' a cercare, la parte alta dove la pendenza è minore si sale e si scende agevolmente e qualche stretto crepaccio ben visibile si attraversa con facilità. Dalla vetta panorama super soprattutto verso il versante Svizzero. Discesa per la via di salita utilizzando gli ancoraggi per le doppie nel canalino, noi avevamo una corda da 50 che ci ha costretto a qualche metro di disarrampicata facile per arrivare da una sosta all'altra, concordo sulla poca affidabilità dell'ancoraggio più in basso... Breve sosta per un meritato spuntino poi lunga passeggiata di rientro verso il parcheggio.
Bella giornata e altra bellissima montagna divise come sempre con Monica.


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note su accesso stradale :: Park bordo strada bivio per Cr.Chamen
Gran gitone, lungo e faticoso.
Come da relazione, dal bivio per Gr. Chamen, si segue la poderale fino all’Alpe Crotta (in discesa non finisce più) poi si prosegue sul sentiero N°6 ben segnalato da frecce e bolli gialli in direzione del bivacco Sassa.
Giunti al pianoro erboso si può decidere di salire il primo o il secondo vallone detritico in direzione del colle d’Otemma, noi abbiamo salito il primo perché ancora innevato su ripidi pendii arrivando alla base del canale che porta al colle, qui ci si lega ed inizia la parte su roccia non della più solida e sempre da testare bene, un passo di III atletico a metà canale.
Dal colle scesi sul ghiacciaio (ad oggi no crepacci) e ci si dirige verso il primo ripido pendio (40° max) che porta ad un altro ripido pendio che termina sulla vetta della Tseucca, ultimi 100 m con ghiaccio che inizia ad affiorare.
Dal colle e fino in punta si è sempre accompagnati dai bei panorami sul ghiacciaio d’Otemma, la Pigne d’Arolla, il Gr.Combin, Velan, Tete de By ecc , mentre la parte di salita che precede il colle , essendo abbastanza incassata, non permette di vedere molto.
Attenzione che se prevedete di fare le doppie , e non disarrampicare, serve una corda da 60, ci sono 2 calate da 25m ed una da 30 m su cordoni, l’ultima a scendere è da verificare, il grosso masso dove è presente la sosta muove e può essere pericoloso, noi l’abbiamo rinforzato ma non so quanto possa tenere.
In discesa abbiamo percorso il secondo vallone detritico, quello verso il Bivacco Sassa, poiché quasi totalmente sgombro di neve che, per ripidi prati, permette di raggiungere velocemente il pianoro erboso.
Gita molto faticosa, notevole dislivello, importante spostamento e canale da salire ( e scendere) con attenzione, il che porta via tempo se si vogliono fare le cose per bene ed in sicurezza.
Considerare dalle 5 alle 7 ore per la sola salita

Oggi in gran compagnia di Marco a salire una cima che da tempo ci incuriosiva


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Dopo una lauta cena e una tranquilla notte di riposo al Bivacco della Sassa,
di buon passo aggiriamo le belle placche rocciose del versante E della punta Labie e ci dirigiamo nel vallone d'Otemma.

Il canale da attaccare per il colle d'Otemma non ci pare chiaro e ne saliamo uno troppo a destra che muore in un diedro sormontato da pareti difficili per le nostre ambizioni.
Ripieghiamo e poco convinti ne attacchiamo uno che inizia dal ripidissimo conoide detritico centrale sotto la verticale del colle.
Roccette non difficili ma bagnate e verglassate sormontate di detriti non ci convincono,
ma dopo un passaggio in un diedrino stretto troviamo un cordino su un grosso masso inclinato: qualcuno è passato di li. Si prosegue ora piu' confortati e, rinvenendo altre 2 soste per comode doppie, raggiungiamo il colle d'Otemma.
Calzati i ramponi saliamo il pendio nevoso (30/40 cm di neve fresca che appoggia su fondo nevoso duro che nella sezione ripida diventa ghiaccio duro), evitando 2 crepacci. Da qui lungo la panoramica dorsale nevosa fino alla comoda e ampia vetta: panorama delizioso.
Rapida discesa al colle e da qui con 3 doppie da 30m siamo alla base del canale sulle pietraie.
Teniamo la sinistra orografica (destra scendendo) e seguendo il torrente su fine detrito, circondati da stambecchi in fuga, scivoliamo veloci sulla ripida morena.
Da qui in breve fino ai prati che costeggiano il torrente principale.
Meritata pausa a contemplare la pace e il silenzio della comba della Sassa,
non ci resta che salutare questo angolo di paradio e tornare alla realtà.

Ringrazio Simone,
validissimo compagno di cordata per la bellissima 3 giorni.

Alla prossima,
Lore





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partiti alle 5,30 dalla macchina, nel vallone della Sassa anzichè salire il primo vallone a sx abbiamo sbagliato e siamo saliti al secondo vallone, nulla di grave arrivati comunque al pianoro dove si intravede il col d'Otemma, salito il colle per il camino facile forse un solo passaggio di III dal colle attraversato il ghiacciaio dell'Aiguillette e poi a sx inizia il ripido ghiacciaio dell'Ouille Tzeucca (40°/45°), che porta alla cima .terminale appena visibile, la parte superiore del Ghiacciaio comincia a diventare scura comunque
con buon grip. gita non banale, fare attenzione nel canale che porta al colle pietre molto instabili consigliabile il casco.
gita con la bella compagnia di Daniela, Marco,Fortunato e Maurizio.

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:: visto valanghe a pera esistenti
:: primaverile
:: primaverile
note su accesso stradale :: ok
:: 2000
ottimo rigelo fino al colle d'Otemma, poi sfondosa fino al pendio terminale da dove,poi, nuovamente portante.
ritorno su neve mollata il giusto, alcuni tratti zoccolosa,molto molle nel canalino (sceso legati),poi ancora buona fino all'imbocco del vallone della Sassa da dove e' stato un delirio fino a Grand Chamen.
siamo partiti alle 3:45 circa valutando la possibilita' di concatenare una seconda meta.
arrivati al termine del ripido valloncello, che sbuca sul pianoro del canale del colle d'Otemma ,con le prime luci dell'alba..velature rossastre a fare un po' da contorno alle cime Valpellinesi...
affrontato canalino con picca,ramponi e corda..anche se quest'ultima non necessaria vista l'ottima traccia esistente.
arrivati al colle d'Otemma..spettacolo svizzero.
belli e facili i pendii che portano in punta alla Tseucca, anche questi saliti con ramponi
dalla punta quello che mi aspettavo..il Paradiso sulla Terra..giornata stupenda, nessuno oltre a noi nei paraggi..e il silenzio attorno con queste montagne uniche ed ostili tutte per noi.
scesi velocemnte dalla vetta..e, una volta giunti al colle d'otemma, ci siamo diretti verso la seconda meta della giornata..la Becca Labie.
un grazie all'amico Enzo che ha accettato di ripetere questa bella salita aggiungendoci un po' di sapore in piu'..e una dedica di questa bella giornata nella mia amata Valpelline ai cari amici Roberto e Monica che mi sostengono e incoraggiano in queste belle imprese.

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Tra la Blanchen ed il Mont Gelè compresi, è l'unica cima che mi manca.

La salita è tutta sgombra di neve , fino ai 2900/3000 metri. Ci sono alcune lingue di neve che sfrutto fino allo sbarramento del Colle Otemma.
Avendo visto una foto del su Gulliver, individuo subito il canale di accesso che sale in diagonale. Non c'è nessun tipo di segnaletica, ma non può che essere questo; tutto il resto è liscio e a strapiombo.
Il canale non è difficile, ma è molto sporco e con acqua che cade dall'alto. In un punto è coperto di neve e, obbliga ad un passaggio non bellissimo con picca ed un piede nella neve ed uno sulle rocce.
Dal colle panorama mozzafiato. Sul ghiacciaio ci sono 20cm di neve fresca riscaldata. Anche qui niente tracce. Lungo il ripido pendio della cima, la neve aumenta in spessore. A metà pendio, affondo fino al petto! Provo a spostarmi verso destra, dove il pendio è più corto. Penso più volte di rinunciare, ma con un pò (molta) fatica arrivo al bordo. Da qui fino alla vetta non si sprofonda più di 30cm. Vetta immacolata!
Vista la neve ed il riverbero, sembra di essere a maggio con gli sci!!

Scendendo, decido di andare a visitare il bivacco della Sengla verso cui ho visto recarsi 3 puntini dal ghiacciaio d'Otemma.
Il bivacco sembra vicino, ma ci vuole mezz'ora su ghiacciaio piatto sotto un sole che fonde i sassi.
Nel bivacco ci sono 3 olandesi che mi chiedono se voglio un te e, come sta andando l'Olanda ai mondiali. Loro sono in giro da giorni senza notizie.
Volevano salire la cresta nord dell'Aouille Tseuque ma, non avendo trovato l'attacco, sono tornati al bivacco.

Alle 16.00 ritorno verso il colle. Dentro il canale, la doccia è aumentata. Per di più nei punti più difficili, dove devo andare piano per forza. Arrivo lavato alla base del canale. Poi niente problemi fino a Chamen.

Niente vento, cielo blu cobalto, zero termico a 3600.
Partito da Chamen alle 8.45
Arrivo in vetta alle 14.15
Arrivo a Chamen alle 20.00
Commenti personali:
Con qualche bollo colorato ed un paio di catene, questo itinerario forse sarebbe percorso più spesso. Forse è meglio che rimanga tutto così senza tracce umane.


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Partini da Chemen alle 4,40 noiosissima sterrata fino all'alpe Crotta poi sentiero un po nascosto dall'oscurita'.Quando si lascia il sentiero 6 si sale nel vallone detrico molto faticoso e ripido.Giunti ai piedi del Col d'otemma si punta esattamente al centro della parete il canale fino a che non si arriva sotto non si vede.La salita del canale non da grossi problemi comunque caduta massi e ghiaccio lo rendono non del tutto banale il passaggio piu' difficile e' a circa meta' canale dove la presenza di ghiaccio e la mancanza di appigli a richiesto vari tentatativi per il suo superamento,piu' in alto si deve aggirare un masso a sx ed e' un po' esposto,in questi due punti ,in discesa,abbiamo freferito dissarramoicare in sicura fruttando le soste presenti (corda 30mt sufficiente).dal colle ci siamo legati pe attraversare in ghiaccio in ottime condizioni poi abbiamo salito e sceso il pendio slegati,sul pendio molto ripido comincia ad affiorare il ghiaccio un po' avunque,un crepaccio saltabile a meta' pendio.Scesi al colle abbiamo anche salito la Becca Labie 3462 su pendio di roccie accatastate,40 minuti dal colle per la salita.Volendo fare la gita in due giorni si puo' sostare al bivacco della Sengla che e' a non piu' di 300mT dal col d'Otemma.
Oggi con Danilo con il quale condivido queste gite sconosciute che pero' ogni volta appagano totalmente in quanto si va in posti sconosciuti,senza sentieri, dove ci si puo' divertire su tutti i tipi di terreno e fare moltissima esperienza,anche oggi 2100 di dislivello e sviluppo notevole ,noi abbiamo impiegato 5 ore a salire casco indispesabile per la salita del canale camino,noi lo abbiamo salite alle 7,30 del mattino ed era tutto verglassato comunque senza ramponi.Putroppo le due macchine fotografiche ci anno abbandonato a meta' pendio probabilmente il vento gelido che ha soffiato per tutto in giorno.


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Dal momento che sto attraversando un periodo di gran forma, non mi sono lasciato sfuggire l'occasione di salire due grandiose montagne, quali la Sengla e La Aouille Tzeucca in giornata, sfruttando la favorevole posizione del bivacco della Sengla, posto su un bel cocuzzolo circa a meta' tra le due montagne in oggetto. Ero approdato qui da Chamen per mezzo del Col d'Otemma il giorno precedente, infastidito da una perseverante pioggerellina, che ha reso viscida la roccia nel tratto che da accesso al colle, e mi ha causato qualche problema ai fini della sicurezza. Disponendo delle mie due sole picche e ramponi, piu di tanto non potevo fare. Vissuto la notte al bivacco in totale solitudine, e in funzione di cio' che mi accingevo a fare di li a poche ore.
Mi occorreranno tre ore per portarmi dal bivacco in punta alla Cima nord della Sengla, attraverso il Glacier d'Otemma e la parete ovest, con l'ultimo tratto su cresta affilata e esposta (qui e giustificabile l'uso della corda). Ridisceso alla base per riprendere il cammino in direzione dell'Aouille Tzeucca, ignorando il bivacco e ripreso a macinare dislivello fino ad arrivare in punta anche a questa montagna dalle forme eleganti, e piu' facile della precedente. Scendo disarrampicando giu' dal Col d'Otemma in quanto, non avevo corda con me per eventuali doppie da fare, e rientro alla base pienamente soddisfatto per la prestazione data. Grazie anche al tempo messosi poi al bello.


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Caratteristica itinerario

difficoltà: PD :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1710
quota vetta (m): 3540
dislivello complessivo (m): 1830

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