Chenaillet (le), Monte Gimont, Monte la Plane da Montgenèvre, anello dei Monti della Luna

note su accesso stradale :: si attraversa il confine con la Francia - meglio avere la Carta d'Identità
Percorso con terreno in molti punti già gelato e brinano al mattino. Nonostante il caldo del periodo nei tratti dove non arriva il sole, la condizione rimane a lungo. Ci sono molte possibili varianti di percorso.

In stile running (per me oggi) è abbastanza delicato il tratto tra il M. Gimont ed il Collet Vert. Tratti non corribili ed esposizione non trasscurabile.

Ricordare la Carta d'Identità poichè è veramente facile incontrare la Gendarmerie.

Venuto qui in stile running.
Lungo il percorso ho variato un po' qua e la, salendo il Pic Lac de Chaussè, Le Chenaillet, la Rocher de l'Aigle, il M. Gimont e il Mont de la Plane.
Oggi finalmente sono partito con una temperatura per me piacevole: 5 gradi!
Probabilmente salendo sempre in ombra fino alla base della Cheneillet, oltre al terreno gelato e brinato, credo di avere trovato temperature sotto allo 0. Raggiunto dal sole, la tempreratura è salita troppo velocemente per il mio gusto personale. Giro interessante dove è facile incontrare la Gendarmerie (preferisco non fare commmenti sull'argomento).
Comunque ho trovato lungo il percorso scarpe e pomate di vario genere, che mi hanno fatto pensare a cosa potrebbe essere successo per trovare tutto ciò abbandonato (anche su questo argomento preferisco evitare ogni commento).


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Sentiero ben segnato, umido ma non scivoloso, che permette una salita gradevole con poca fatica. Non scordarsi i documenti, parecchia gendarmeria in giro.
La meta iniziale era lo Chaberton ma era coperto da nuvole (è rimasto così tutto il giorno); abbiamo fatto solo le prime due vette che abbiamo raggiunto coperte da nuvole, panorama nullo. Meteo iniziale discreto ma poi si è coperto parecchio ma senza precipitazioni. Come escursionisti solo noi due; scolaresche in gita, almeno 200 persone. Parecchi lavori lungo le piste. Con Maurizio. Ottimo pic nic finale.


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Scelta della meta odierna condizionata dal meteo variabile, al mattino in alta valle pioveva ancora mentre poi la giornata è migliorata molto più delle aspettative.
Partito senza grossa motivazione dal parcheggio della seggiovia Chalmettes, salendo per il sentiero che costeggia la Durance, ben marcato ma con tratti di erba molto alta, mi sono fatto la doccia. Sono arrivato all'arrivo della seggiovia de l'observatoire, qui per una stradina in salita a sinistra sono giunto alla seggiovia Chalmettes dove poi ho seguito l'itinerario descritto, salendo per valloncelli e toccando il piccolo laghetto de Chaussè (in gran sofferenza) e poi raggiungendo il colletto tra Chenaillet e Monte Gimont. Salito piuttosto comodamente allo Chenaillet, sentiero geologico con gradoni e perfino un tratto di cavo metallico inutile. sosta in cima poi ho proseguito per il vicino Monte Gimont, passando per la cresta che collega le due cime. Da qui ho fatto una variante alla relazione proposta (che integrerò) allungando un po' il percorso ma secondo me ne vale la pena. Sono sceso per la cresta est del Gimont seguendo vaghe tracce (ma volendo è più comodo scendere dal sentiero principale) direzione lago dei Sette Colori; raggiuntolo sono risalito brevemente al Col Saurel (da qui in breve si arriva anche sulla Cima Saurel) dopodichè sono sceso di 50 m sul versante di Claviere fino ad intercettare una stradina che poi diventa sentiero la quale costeggia tutto il versante est del Monte Gimont. Scollinato una dorsale, ho raggiunto la base dello strappo per il Colletto Verde, che inizialmente volevo risalire, ma identificata una traccia abbastanza marcata per il Monte la Plane, ho continuato il traverso in ascesa mai faticosa sino al Colletto Guignard; da questo con gli ultimi 100 m di risalita odierni, raggiunto la cima.
Discesa quindi per il versante ovest lungo un bel vallone verdeggiante, prestare attenzione poi all'unico bivio (segnalato) dove se si vuol tornare direttamente nella zona del parcheggio auto di Chalmettes, occorre proseguire a sinistra attraversando il ruscello che è poi la Piccola Dora, tratto pianeggiante e quindi ritornati sul versante di Monginevro si incontrano le piste e poi il sentiero già percorso in andata ormai prossimi a Monginevro.
A me il giro è piaciuto, dislivello non eccessivo (a stima direi 1300 m) ma con sviluppo non indifferente specialmente con la mia variante. Giornata al di sopra delle aspettative ma pochissima gente (evidentemente frenata dalle previsioni).

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Bel giro, 3 vette portate a casa. Occorre essere allenati, 16 km e 1200 metri di dislivello non sono da sottovalutare (allego foto del profilo della traccia). Siamo stati fortunati con il tempo, visto anche il sole. Mi ha colpito la differenza dalla versione invernale del luogo, impianti fermi e nessuno in giro, molto strano... Mi è piaciuta. Sconsigliata con nebbia.

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Abbiamo fatto una variante rispetto alla descrizione, siamo saliti fino al colle a sinistra del Gondran e percorso il sentiero geologico, bello e panoramico. Naturalmente questa aggiunge sviluppo e tempo all'intero giro. Oggi con la paura che piovesse siamo andati veloci e concluso l'anello in poco più di quattro ore. Il panorama dallo chenaillet abbastanza bello, le altre cime con visuale limitata. Arrivati al parcheggio verso le 13.20, il tempo di mangiare un boccone ed è venuto giù il diluvio!!! Ci è andata bene...
Con l'ottimo compagno Gigi che ha gradito la gita, come ripiego rispetto a quello che si sarebbe potuto fare se le previsioni fossero state migliori.


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Partito alle 8.30 dal parcheggio con bella giornata. Arrivato in punta allo Chenaillet già il panorama lasciava a desiderare. Comunque il meteo ha tenuto e mi sono lasciato trasportare e fare le tre cime. Giro fatto in totale relax in poco più di 5 ore.
Incontrato delle persone che traversavano da Claviere verso il lago sette colori.


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Caratteristica itinerario

difficoltà: E :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1821
quota vetta/quota massima (m): 2650
dislivello salita totale (m): 1300

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