Cormet (Mont) da Lavancher

Posteggiata l'auto vicino al camping Arc du Ciel saliamo lungo il sentiero n. 1 ben segnalato fino ai ruderi dell'alpeggio Bois de Bou. Il sentiero sale con andamento regolare fra quel che rimane di un bosco, che doveva essere bellissimo, ma che un incendio alcuni anni fa ha distrutto. Dall'alpe si prosegue nel bosco su traccia, alcuni alberi caduti e quando si esce si punta verso ovest sotto una balconata roccioso (qualche segno giallo). Oltrepassate le rocce si risale il pendio per un tratto e si punta a sx verso il crinale dove è posto un pino isolato e dove si trova un sentiero più evidente. In questo tratto visti diversi camosci. La salita si fa sempre più faticosa e seguendo esili tracce equalche segno giallo si arriva in vetta, aggirando nell'ultimo tratto prima a dx e poi asx alcune rocce. Trovata poca neve solo nell'ultimo tratto. Raggiunta la vetta dopo 3h 30. Gita bellissima, anche se un po' faticosa, in un luogo sperduto della valle e pochissimo frequentato. Dalla vetta il panorama è spettacolare sul Bianco e se buona parte delle vette della valle. Mentre eravamo in punta due aquile sono venute a trovarci.
Discesa in 2h 30 ravanando un po' prima della baita.
Gita comunque da affrontare solo con condizioni di tempo ottimali e mai con nebbia.

Gita in compagnia di Piero arrivato in vetta fresco e riposato come un gufo....

ruderi dell'alpeggio Bois de Bou
all'uscita dal bosco dopo la baita
tratto faticoso del crinale
la cima del Cormet
il gufo Piero
C'è un bel salto ..
la ripida discesa

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note su accesso stradale :: Si può parcheggiare lungo il recinto del camping Arc en Ciel (Dailley)
Il sentiero n.1, che parte proprio di fronte al campeggio Arc en Ciel in loc. Dailley e da dove conviene iniziare l'escursione, è in ottime condizioni e sale con andamento regolare sino alla diroccata Alpe Bou de Baou (o Boi de Beau, come riporta l'indicazione in legno al principio del sentiero). Proseguire costeggiando i ruderi e, facendo un po' di gimkana fra gli alberi caduti, riportarsi sulla traccia, sin qui ancora evidente. Si procede a mezza costa, si esce dal bosco e dopo pochi metri si arriva a quello che sembra un canale scavato da un ruscello dove si trova una fonte (molto scarsa, che quindi potrebbe essere in secca nei periodi caldi). Qui si fa un tornante a sx e si inizia a salire il ripido pendio in direzione della bastionata rocciosa che si ha di fronte, volgendo progressivamente verso Ovest (sx salendo) e mantenendo questa direzione sino ad oltrepassare tutta la bastionata poco al di sotto di essa. Ora si svolta a dx e risalendo la ripida dorsale erbosa ci si sposta a sx verso un affioramento roccioso, oltrepassato il quale si trova una traccia abbastanza evidente che percorre il filo di cresta e porta in cima. Lo sviluppo dell'itinerario è di circa 10 km ed i pendii sono sempre sostenuti.

Sole e caldo sin dal mattino, foschia verso valle e qualche nuvola da metà giornata a nascondere il Bianco. Vento freddo in cima. Angolo davvero sperduto e solitario della VdA (solo noi e i camosci), il tratto di bosco andato a fuoco è molto esteso e doveva essere bellissimo.
Si trova neve poco sotto la punta, percorribile senza ramponi né ghette. Il panorama da lassù è comunque superlativo.
In compagnia di Tiziana: abbiamo ravanato un po' per trovare la via di accesso alla dorsale finale, ma alla fine con un po' di fatica in più ci siamo arrivate. Grazie a Brunello 56 per aver inserito questo itinerario su gulliver e per le informazioni sul percorso.


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note su accesso stradale :: A piedi da La Ruine
Prima uscita escursionistica della stagione: scelta azzeccata considerando l’esposizione.
Si pensava di combinarla ancora con le racchette per la traversata dell’ultimo tratto, dall’anticima alla vetta: pensata sbagliata, la neve, in quei pochi metri quadri, è bagnata in superficie, fa lo zoccolo, meglio procedere a piedi. Oggi sul Cormet si sale come d’estate, non servono neanche le ghette; le racchette sono invece servite a fare peso, lo zaino non bastava.
Salita al Cormet secondo il percorso tradizionale, prima al Bois de Bou lungo il sentiero, poi dall’alpeggio lungo il percorso un po’ incerto ma che alla fine arriva sempre in vetta (basta salire).
Circa il sentiero: il sentiero n. 1 che parte dalla chiesetta di Dailley è franato nell’attraversamento del secondo torrente; è stato deviato e parte dalla strada asfaltata, appena dopo il campeggio dell’Arc en Ciel (palina).
Giornata calda e sempre limpida, solo con vento un po’ forte in vetta. Sempre bello il panorama, anche se il Cormet non rientra tra le escursioni più gettonate.

Grazie a Frank che ha sopportato la lunga scarpinata, con discesa prima a La Ruine dalla collina di La Salle e poi la salita in cima. E grazie alla moglie per il prelievo: risalire ancora sulla collina sarebbe stato oggi un po’ fuori portata ….


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note su accesso stradale :: In auto fino a LaRuine
Per chi ha nostalgia dei sentieri escursionistici estivi ma non può ancora salire per via della neve una soluzione c’è: basta prima scendere a valle e poi partire dal basso, magari scegliendo un versante esposto. Con questi presupposti l’idea di salire al Mt. Cormet si è rivelata giusta.
Partito da La Ruine alle 08:30, a piedi fino a Dailley e poi salita lungo il sentiero n. 1-2 prendendo poi il n.1 al bivio sul torrente (palina con indicazioni su tavoletta in legno). Al secondo torrente subito la sorpresa: il sentiero è franato e quindi ricerca di un guado. Poi tutto liscio fino all’alpeggio del Boi de Bou (ruderi), su sentiero sempre scoperto ed evidente.
All’Alpeggio si prosegue per il Cormet. Qui però il sentiero termina e si continua seguendo le indicazioni dei pochi bolli gialli, alcuni di recente realizzazione. Il percorso è comunque sempre intuitivo, basta salire.
Ricordare che, usciti dalla pineta appena dopo l’alpeggio, si deve effettuare in pratica un’inversione ad U, prima risalendo lungo una pietraia e poi arrivando su un falsopiano dal quale, su tracce di sentiero, si arriva ad una rada macchia di pini. Da qui occorre guadagnare la cresta Ovest, che va seguita fino in cima.
Il percorso è tutto su terreno scoperto, la neve si pesta soltanto in vetta.

Giornata già velata al mattino, poi aumento della copertura, con forte vento in cima. Panorama comunque sempre apprezzabile su tutta la Valle d’Aosta.


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note su accesso stradale :: In autobus a Courmayeur
La neve se ne è finalmente andata ed ha così restituito il sentiero che due settimane fa ancora si nascondeva; in queste condizioni la salita al Mt. Cormet dall’Ermitage diventa più che agevole.
Raggiunto in autobus Courmayeur, ho preso a Pussey la strada per l’Ermitage, salendo poi a Tirecorne e dall’Alpeggio fino alla vetta.
Dalla vetta del Cormet si vede, sulla cresta che scende dalla Testa della Suche, un colletto proprio dietro il quale passa (per chi lo sa) il sentiero n.2 che da Dailley sale al Bivacco Pascal.
Sono quindi sceso dalla vetta, perdendo notevolmente quota, e dopo avere attraversato canaloni (ovviamente senza un sentiero se non nei brevi tratti lasciati dai camosci) ed essere risalito su tale colletto, ho ripreso il sentiero arrivando così al Bivacco e sulla Testa di Liconi.
Il sentiero è sempre ben visibile e sale molto dolcemente. Unico punto chiave: quando si arriva in vista della cresta che congiunge la Testa della Suche con la Testa di Liconi vi è una placca rocciosa su cui si vede un segno giallo che indica lo stacco del sentiero che riporta, sempre stando in quota, al Mt. Cormet. In questo punto si può scegliere se salire subito in cresta oppure seguire il sentiero che va via a mezza costa e punta al colle tra le due Teste di Liconi; io ho seguito quest’ultimo, con l’unica difficoltà poi, arrivato sotto il colle, di dribblare i paravalanghe per risalire.
Ritorno a Dailley percorrendo tutto il sentiero n.2
La Testa di Liconi è sempre un belvedere eccezionale e vale la fatica; peccato oggi per le nuvole scure che hanno falsato colori e contrasti, ma da non sottovalutare la fortuna di non essere mai stati a rischio pioggia.


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note su accesso stradale :: In autobus a Courmayeur
Ho tentato la salita del Mont Cormet dal versante di Cournayeur, dall’Alpeggio di Tirecorne, pensando che ormai fosse stagione, vista anche la quota modesta della cima. Invece sempre fare i conti con il meteo … già al mattino la prima sorpresa, peraltro un po’ attesa: spolverata notturna in quota e bassa temperatura.
Partito da Courmayeur sono salito verso l’Ermitage seguendo la strada asfaltata per Villair-Plan Gorret ed imboccando poi la sterrata che si stacca dal tornante appena passato il bivio per l’Agriturismo Lo Reve. Dalla sterrata deviare sul sentiero (indicazione su targa in legno) e proseguire poi nel bosco fino ad incontrare il bivio, segnato dalla palina, in cui si incrocia il sentiero proveniente dall’Ermitage. Proseguire diritto fino al bivio successivo (altra palina segnavia) ove si stacca il sentiero per l’alpeggio Tirecorne, che si raggiunge dopo circa mezz’ora di cammino nel bosco. A Tirecorne seguire l’indicazione n. 39 per il Mt. Cormet; il sentiero all’inizio non è visibile, salvo una debole traccia nell’erba. Seguirla, mantenendosi sul percorso che sale con minima pendenza, fino ad uscire dal bosco: qui si trovano le indicazioni su dei massi e si ritrova il sentiero, da adesso segnalato con grossi bolli gialli o segni rossi. Il percorso ora sale su terreno erboso, molto visibile, e punta poi verso i paravalanghe attraversando larghi canaloni. E qui sono iniziate le difficoltà: i canaloni sono ancora pieni di neve, ghiacciata per la bassa temperatura e per di più ricoperta con lo strato di neve fresca. Ho aggirato i primi due, ho attraversato i successivi con i ramponi, sempre ritrovando dopo il nevaio il sentiero; all’ultimo paravalanghe il sentiero è invece scomparso, deduco che fosse sotto la neve per cui intuitivamente il percorso risaliva mantenendosi nel canalone. Vista però la ripidità del canale ed il fatto che avvicinandosi alla cresta il vento era ormai diventato bufera (il meteo inclemente ha regalato anche questo) non ho risalito il canale ma ho optato per un triste dietro-front, rientrando a Tirecorne e scendendo poi all’Ermitage via La Suche per il prelievo della moglie.
Gita da ritentare, sia per questioni di principio sia per chiudere l’anello su Dailley via Villottaz, abbinando magari la salita al Bivacco Pascal.


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note su accesso stradale :: A piedi dalla collina di LaSalle
Discesa a piedi la collina di LaSalle lungo il sentiero che da Villarisson arriva a La Ruine, si segue poi la strada asfaltata per Villair – Lavancher fino ad imboccare, a destra dopo Lavancher, la sterrata con segnavia n. 3 per Liconi. Si segue la sterrata, direzione Dailley, fino al torrente ed al bivio (bollo giallo su pietra) si prende il sentiero che sale al Bou de Baou. Ai ruderi dell’alpeggio proseguire lungo il resto del sentiero, passare oltre pini abbattuti e sbucare all’aperto. Qui si prosegue un po’ intuitivamente, risalendo prima lungo una colata di pietre (a snx uscendo dal bosco), poi svoltando ancora a sinistra (Ovest) per arrivare su un pianoro. Su una traccia di percorso (sentiero ora a volte visibile) attraversare una rada macchia di alberi, poi puntare verso un pino solitario che si trova sul costone, guadagnare la linea spartiacque e proseguire fin sulla vetta dove si ritrovano anche alcuni ruderi, forse resti di ricoveri per il bestiame usati nel passato.
Discesa sul percorso di salita, accelerando il passo visto il cambiamento in peggio del tempo (in vetta era già quasi bufera). L’ arrivo è però spostato a Dailley in prossimità della Chiesetta di S. Margherita (al suo fianco parte una strada con questo sentiero n.1 e quello n. 2 per il Bivacco Pascal) per il prelievo della moglie


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Caratteristica itinerario

difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 965
quota vetta/quota massima (m): 2476
dislivello salita totale (m): 1511

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