Mongioie (Monte) Parete NE - Canale dx, Comino-Garelli

Via attualmente in buone condizioni, rigelo sufficiente. Avvicinamento senza neve fino al bocchin dell'Aseo. Partiti alle 5,30 da Viozene con temperature a 8°, 8.30 all'attacco, alle 11 in vetta.La parete prende presto il sole, canale ancora quasi tutto in neve ma non durerà molto. Foca in splendida forma: senza assi di legno ai piedi sembra vuota. Cordata (senza corda) che uscita indenne e allenata dalle numerose scialp delle ultime settimane ritrova affiatamento e buon umore sulla (quasi) verticale.

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Salita in ottime condizioni, oggi tutta su neve dura/ghiaccio senza passi di misto. Progressione in conserva.Sulla cresta venticello fresco.Il Mongioie non tradisce neanche questa volta, cinque stelle meritate.Fatto un pezzo di avvicinamento con una cordata di tre diretti alla Biancardi.

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Sicuramente una bella salita, forse un pochino meno elegante come linea rispetto alla Biancardi, ma comunque pur sempre una bella salita.
Attualmente si può dire che sia in condizioni, sebbene la neve non sia portante e renda un po’ più faticosa la progressione (stagione molto strana), tuttavia se lo zero termico torna alto al pari della scorsa settimana si è comunque al limite. Scontato dire che è necessario uscire molto presto perché appena il sole tocca la neve la cuoce e la progressione può diventare più pericolosa (anche per la caduta di pietre).
Solo noi sull’itinerario. Con Alex.

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note su accesso stradale :: pulito
bella salita, non banale. Sulla via non è presente assolutamente nulla quindi è meglio portarsi dietro una serie di friends e un pò di chiodi da roccia. Ci vuole un pò di fiuto per capire dove passare, alcune pedate ci hanno tolto qualche dubbio dato che la via è abbastanza articolata.
Ottimo grip su neve polistirenica.
Con Carlet et Ivan


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Partiti alle ore 5.00 da Viozene trovando nel bosco macchie di neve e alcune lastre di ghiaccio.
Giornata stupenda e per nulla fredda.
Arriviamo al Bocchin d'Aseo tra alle 8.00, ritardati da un mio fastidioso mal di stomaco e nausea e poi successivi crampi alla gamba destra.
Poco dopo il colle decidiamo di calzare i ramponi e tenere una picozza dato che vi sono alcune lastre di ghiaccio molto scivolose.
Scendiamo nella valletta verso il conoide che porta al primo canale (quello della Biancardi) e ci dirigiamo facendo traccia, in neve che arriva al ginocchio e oltre, fino al conoide della Comino-Garelli.
La mia gamba destra è bella dura per i crampi ma dopo aver preso una pastiglia di sali minerali e fatta un po' di colazione mi sento in grado di scalare.
Verso le 9.45 si parte, io da primo ma mi rendo conto che sono già affaticato oltre il dovuto a metà del conoide e così Andrea, il mio grande compagno di scalata da sempre (dalla Valle d'Aosta fino alle falesie liguri) si sobbarca tutto il lavoro.
Dalla svolta a sinistra iniziano il divertimento e le difficoltà.
C'è da fare traccia, arrampicare su neve/ghiaccio che cambia ogni 2m... si passa da neve che non tiene a passaggi sui 60° di neve compattissima dove le due picche e i ramponi si infilano di pochi cm.
Solo dopo questo tratto decidiamo di legarci e riusciamo a proteggere con un chiodo da ghiaccio il traverso che volge verso sinistra.
Continuiamo a tirare dritto per dritto non riuscendo a trovare quel pianoro di cui si parla nelle relazioni.
La neve aumenta, specialmente sul crestino tra due canali, uno a destra e uno a sinistra che forse avremmo dovuto prendere almeno 50 m di dislivello prima (solo dall'alto ci rendiamo conto di uno spiazzo più in basso e relativo imbocco al canale).
Il crestino si presenta con qualche roccia affiorante e neve che arriva fino alle spalle (!!), si presenta con una crosta dura di qualche cm e poi neve che non tiene nulla. Qua il mio socio deve fare lo spazzaneve e procedere veramente con un passo lento per creare un varco tra la neve.
Le rocce,appena affioranti, sono friabili e friends e nut non tengono, l'unica è continuare a fare soste su picozze usate come fittoni...di sicuro molto aleatorie e poi se si guardano i quasi 300m che ci sono fino alla base del conoide...uhhh!!
Alla fine del crestino Andrea riesce a vedere che è possibile raggiungere il canale finale che porta alla cornice sommitale, formata ma non troppo sporgente come altre viste sulla sinistra.
Sul canale d'uscita (45°) la neve arriva al ginocchio e permette una progressione meno faticosa.
Bucata la cornice dopo quasi 4,30 ore di scalata siamo al sole che scalda gli arti rattrappiti e ci da la soddisfazione di aver compiuto una gran salita in ambiente severo e selvaggio.
Ancora legati raggiungiamo attraverso la cresta prima la statua della Madonna e poi la croce di vetta. La vista toglie il fiato: si vedono la Corsica e l'arcipelago toscano da una parte e la pianura piemontese con sullo sfondo Monte Rosa e Cervino dall'altra.
Le difficoltà tecniche nelle relazioni la danno su AD, ma sinceramente oggi le condizioni non erano favorevoli e la parete era decisamente in veste invernale (solitamente il canale viene fatto in primavera) quindi mi verrebbe da dire che il grado può aumentare. Non saprei dire se un D- o un AD+ o cos'altro e credo che serva a poco disquisire su gradazioni alpinistiche che sono da legare strettamente al contesto ambientale che la cordata trova in parete. Inoltre è stata la prima volta per entrambi,quindi ci siamo mossi su terreni sconosciuti.
La salita è stata molto soddisfacente e l'esplorazione di questa parete ci ha consentito di scoprire nuovi canali mai percorsi che in futuro sarà interessante provare a scalare.


Al mio compagno di corda un grazie


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Splendida via. Metto 4 stelle perché nonostante sia stata, nel complesso, un'ottima salita, le condizioni che abbiamo trovato sono state solo sufficienti/discrete per via della neve caduta il giorno prima, e redistribuita molto irregolarmente dal forte vento.
Avvicinamento notturno in oltre 2 ore dal rifugio, battendo traccia nel vento gelido. Sui conoidi alla base della parete, e soprattutto nel canale iniziale appoggiato, faticosissimi accumuli di neve fresca (si affondava anche di un metro). Dalla diramazione in poi terreno più ripido e neve molto migliore, tranne che sullo spigolo nevoso prima del canale di uscita dove la neve accumulata ha reso delicata la progressione. Canale finale e cresta in neve buona. Siamo saliti slegati fino a poco prima della fine della diramazione, poi con 3 tiri da 60 siamo arrivati sotto la cornice, poi passata sulla destra grazie a una micro-goulotte (breve passaggio tecnico, ma lungo solo un paio di metri). Cresta senza problemi a parte il vento freddissimo, fatta con ancora un paio di tiri per sicurezza.
Giornata spettacolare, fredda, ventosa e tersa, con panorama a 360° dalla vetta: dalle Marittime al Cervino, alle Alpi centrali, all'Appennino e al mare con l'arcipelago toscano e la Corsica!
Un saluto e un grazie a Federico per avermi fatto conoscere questa via.




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Caratteristica itinerario

difficoltà: D- :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 1550
quota vetta (m): 2630
dislivello complessivo (m): 1200

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