Arpy (Villaggio) da Pré-Saint-Didier

note su accesso stradale :: A piedi da casa
Ritorno sul luogo del delitto per cercare di completare la gita incompiuta dello scorso 22 Aprile; target sempre arrivare a La Thuile via Petosan, magari aggiungendoci una variante …
Partito da casa, discesa a piedi a Morgex e cappuccio d’obbligo da Artari. Poi imboccato il sentiero n. 7, che stacca dal lungo Dora, e risalito fino all’alpeggio di Parimont desot. Qui percorrendo la via ancora perfettamente indicata dello scorso Liconi Tor (cartelli e bolli fosforescenti ben visibili), sempre su sentiero e mai su sterrata sono arrivato prima all’alpeggio di Parimont damon e poi al bivio per Petosan: e ben vengano allora queste competizioni che fanno riesumare e riscoprire sentieri altrimenti nell’oblio.
Stavolta la via per Petosan è percorribile, c’è ancora neve ma il vero problema sono gli alberi caduti, sempre grandi e ingombranti che obbligano a faticosi aggiramenti. La via è quasi obbligata, prima su sterrata poi su sentiero; sono andato in crisi nell’ultimo tratto, quasi a Petosan: ad un bivio ho seguito le indicazioni del Liconi Tor quando bastava proseguire diritto, ma la sterrata è ancora nascosta dalla neve. Sono così arrivato più in alto sulla strada del Col S. Carlo; ridisceso a Petosan e ripercorrendo il percorso a ritroso ho ritrovato comunque la retta via.
Poi discesa verso La Thuile, tagliando i tornanti fino ad imboccare, a Les Granges, la sterrata che sale al Mont du Parc, il panettone che, collocato tra la SS26 e la strada per il Col S. Carlo, sovrasta La Thuile. Non è un punto panoramico, la sommità è tra i pini che chiudono la visibilità, il percorso attrae forse più in inverno per le ciaspole che per l’escursionismo. Il percorso sale da Les Granges, raggiunge la sommità e poi si può scendere a Buic sul versante opposto. Scendendo a Buic, ricordarsi di abbandonare la sterrata ad un bivio con bollo giallo su pietra; se la si segue, la sterrata termina in un recinto: io l’ho fatto e mi sono ritrovato tra le capre che poi hanno seguito me e Frank e non il pastore … Scendendo verso il recinto ho visto la croce a cui sono salito, è forse il punto più aperto anche se non il più alto.
Poi discesa a Buic- La Thuile lungo il sentiero 1 per prendere il bus, giusto in tempo prima dell’acquazzone.
Bella gita, con notevole estensione, consigliata nei periodi caldi vista che è quasi tutta nel bosco ma non ad inizio stagione per il citato inconveniente dei grossi alberi caduti. 5* comunque meritate per il piacere della sgambata.

Grazie al fedele quattro-zampe Frank, sempre presente; oggi ancora tanta neve per lui, però niente fischi di marmotte.
E grazie alla moglie per il recupero a Pre-Saint-Didier


Lo stacco del sentiero a Parimont damon, che evita la sterrata ed arriva al bivio Petosan-Arpy
Di nuovo al bivio per Petosan, ma stavolta la neve lascia proseguire
Sulla via per Petosan neve e alberi caduti saranno una costante
L’arrivo al bivio: il percorso per Petosan prosegue diritto, io ho seguito invece le indicazioni, arrivando sulla strada Col S. Carlo
Il villaggio di Petosan
Testa della Croce da un’apertura sul Mont du Parc
La croce sul Mt. du Parc, quota 1732

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note su accesso stradale :: Partito a piedi da casa
Gita scelta per stare vicino a casa e lontano dalle valanghe, consapevole sì di trovare ancora neve …. ma non così tanta!
Ho fatto una variante all’itinerario, partendo da Morgex anziché Pre Saint Didier. Dall’area impianti sportivi di Morgex seguito la sterrata lungo la Dora sulla destra idrografica, al bivio imboccato il sentiero 7 (il bivio è ben segnalato, ci sono ancora le indicazioni del Liconi Tor), salito a superare il viadotto autostradale e poi al bivio successivo preso il ramo sentiero n. 7A per gli alpeggi di Molliex desot. Sentiero tutto pulito fino all’alpeggio quota 1340, qui però inizia la neve, che poi si rivelerà continua per tutto il percorso.
Dall’alpeggio sono salito a Molliex desot, poi proseguito per Parimont damon. Strada tutta innevata, volendo proseguire si sapeva che sarebbe stata una faticaccia, io l’ho fatto e infatti così è stato. Tra l’altro in alcuni tratti si fa ancora fatica ad individuare la sterrata, ad un bivio ho proseguito sul ramo sbagliato.
L’idea originale era di arrivare a Petosan per poi scendere a La Thuile, confidando in un innevamento più umano, così non era e quindi, arrivato al bivio ormai fuso, anziché per Petosan ho proseguito verso Arpy scendendo verso Morgex una volta raggiunta la strada asfaltata.
Un’aggiunta in tema di fatica: oltre alla neve mettere in conto anche i tanti alberi caduti.

Bellissima gita, bellissima giornata, 5* meritate, peccato che al momento attuale le possibilità di percorso siano ancora limitate.
Tantissima neve come detto, versante “envers” di Morgex-LaSalle ancora off-limits, chi dal Canavese pensa al Vallone di Tillac deve ancora pazientare ….

Naturalmente con l’onnipresente Frank, amante della neve ma ha faticato anche lui.
Grazie alla moglie per il recupero sulla strada del Col S. Carlo



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note su accesso stradale :: In auto a Pre Saint Didier
Giornata instabile, sempre a rischio pioggia, che non invitava certo ad uscite a lungo termine. Si è così optato per questa passeggiata bucolica tra gli alpeggi, e a bassa quota.
Partiti da Pre-Saint-Didier, salita lungo il sentiero n. 5 che si stacca dal parcheggio della piscina e sale dolce e sempre ben marcato con un solo passaggio un po’ esposto su una cengia, prima di sbucare poi all’alpeggio di Combes. Adesso si prosegue sulla sterrata, toccando via via gli alpeggi di Molliex desot e damon, quindi Parimont, da cui si prosegue (indicazioni) per Arpy, toccando la strada asfaltata del Col S.Carlo in prossimità della palina segnavia con le indicazioni per Petosan.
Breve gita, tempo di percorrenza ca. 2.5 h.
Come detto, giornata coperta ma fortunatamente intero percorso senza pioggia; utili nello zaino ombrello ed impermeabile per il cane ma, a differenza del sentiero per Plan Champ – Tillac nella foresta di Derby, motosega al seguito non necessaria.

Gita in compagnia di Teresa e Marco, fortunatamente stavolta la proposta “con garanzia” ha funzionato.
Grazie a Frank per la compagnia (il ponte è finito, da domani si riposa) ed alla moglie per il recupero sulla strada per il Col S. Carlo ed il rientro.



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Ho inserito la nota di non percorrere il tratto iniziale del sentiero nel caso di terreno gelato, proprio perchè l'ho sperimentato di persona; ho percorso il tratto in oggetto, in salita e discesa, con gelo e spolveratina di neve... divertente! molto meglio un bel passaggio su roccia pulita!
Gita di ripiego, trovandomi in Valle libero alle 10,30 del mattino, ambiente molto bello, giornata favolosa ma fredda, panorami mozzafiato sul Bianco. Il percorso si svolge quasi completamente sul versante nord per cui non si vede il sole, in discesa arrivato all'auto ben infreddolito, motivo di una stella in meno, dovuta al periodo; in estate deve essere favolosa la frescura sotto il bosco!


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Caratteristica itinerario

difficoltà: E :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1010
quota vetta/quota massima (m): 1674
dislivello salita totale (m): 664

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