Rothorn e Piccolo Rothorn da Gressoney la Trinité

note su accesso stradale :: ok
fino all'alpeggio il percorso e' molto deciso e lascia poco fiato... all'alpeggio il panorama diventa vasto ed il percorso piu' gradevole...qua incontrato un pastore Bergamasco chiaccherone che a quanto pare ama parecchio la VDA...
utili le catene nel breve tratto attrezzato... salita prima al Grande... con qualche passaggio delicato nel punto chiave per prendere la cresta che porta fino in cima..
di ritorno salita al Piccolo... a godermi un po' di riposo ... nel frattempo un altro gruppo di 3 escursionisti salivano al Grande arrivando pero' dalla valle opposta alla mia..
tornata all'alpe ancora 4 chiacchere con il pastore intento ad accudire i suoi stupendi cavalli...
gita gradevole...


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note su accesso stradale :: ok
Il percorso è ben segnato fin al Piccolo Rothorn (sent. 10), poi si segue la cresta e i propizi ometti fin al Rothorn. Il cordino penzolante non l'ho visto, probabilmente non c'è più; stare attenti con roccia umida nel tratto finale.
Percorso stupendo, molto interessante anche dal punto di vista geologico


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note su accesso stradale :: Ok
Sentiero particolarmente ripido...... ad oggi escursione fattibile..... certo che con il ghiaccio la salita al Rothorn sarebbe tutt'altra cosa....... panorami estesi.......
In compagnia di Marmottin...... nessuno sul percorso.....


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Come sempre descrizione perfetta di Andrea. Bella salita, non lunga ma con un buon dislivello. Nessun problema per seguire la traccia (nro 10). Breve tratto con cavo in acciaio nuovissimo ma forse un po inutile e che forse sarebbe utile piu' in alto. Numerosi ometti fino al colle che divide piccolo e grande Rothorn . Di qui il sentiero si fa stretto e con qualche passo un po esposto dove fare attenzione e' d'obbligo. Io e' il mio solito compagno Don, 4 zampe trazione integrale , che ormai sale ovunque.

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note su accesso stradale :: girare a sinistra sul ponte immediatamente prima della seggiovia Jolanda: ottimo parcheggio
DIECIMILATRECENTOTRENTAQUATTRO e Novemilanovecentoventiquattro piedi. Parafrasando un famoso film, oggi il Corno Rosso (Rothorn) non ha avuto il mio scalpo, ma solo la mia soddisfazione per averlo salito: giornata di ferie ottimamente spesa per festeggiare il primo giorno d'estate in una limpida giornata, che ha visto le prime nuvole solo nel primo pomeriggio.
Sentiero ripido e redditizio nel bosco, ancora intriso dell'umidità del temporale di ieri sera; alpeggio in posizione incantevole, subito dopo i bivi per il 10B e 10C, mentre poco più avanti c'è un'ulteriore deviazione per il 10C (che risale una bella cengia). Spazi aperti e fioriti, acqua in gran quantità con guadi non difficoltosi e poche decine di metri di nevai solo sopra i 2900 metri, comunque facilmente superabili. Tratto con cavi d'acciaio a 2787 in ordine. A quota 3014 metri c'è un ometto: si lascia il 10 che prosegue per il Kleine Rothorn e, seguendo alcuni ometti, si risale la cresta SE, più spesso tenendosi sulla sinistra. Il procedere diviene più lento, talora l'uso delle mani diviene necessario, fino al passaggio chiave della salita, un caminetto dove occorre innalzarsi su roccette e terriccio e brecciolino: un cordino lungo pochi metri, avvolto ad un masso triangolare (60 cm di lato) penzola invitante; occorre prudenza per due ragioni, vale a dire perchè il lato del masso è piuttosto tagliente (e potrebbe tagliare il cordino stesso) e perchè sollecitato dal peso del corpo il masso potrebbe cadere!. La difficoltà in questo unico breve tratto è F, mentre il resto della salita è EE. Dalla cima vista ottima e abbondante sul Rosa e Cervino, a Sud limitata dall'incombente Testa Grigia. Ritorno percorrendo a ritroso il percorso e raggiungendo comodamente il Kleine Rothorn: discesa nel bel tratto con paesaggio lunare dell'andata, con caratteristici massi.
Un grazie alla descrizione dell'escursione fatta da thethreewires (itrefili)
Quattro ore la salita + mezzora per il Kleine, due e mezzo la discesa. 1550 dsl, 12,6 km

Con la fidata compagnia di Gian Mario

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Saliti come descrizione, con traccia perfetta presa dal sito. Cinquecento metri subito ripidi che ti scaldano ben bene poi un po' più soft ma mai pianeggiante. Dai 2800m ancora parecchi nevai che molto spesso si riescono ad aggirare, quando li si deve attraversare si trova un misto di neve portante e non. Saliti al colletto del Piccolo e poi proseguito fino in vetta: quest'ultimo tratto merita una F. Al ritorno, per completezza, saliti anche al piccolo e poi giù fino a Gressoney. Si trova molta acqua durante la salita, con questo caldo almeno non ci si disidrata. Solo noi in cima, in lontananza un escursionista ramingo che non abbiamo capito dove andasse.
Con Bubbola, Marina e Luigi.


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Quando ho scoperto che questo Rothorn ha anche un secondo nome, cioè Bloabhorn, ho deciso che non poteva mancare nella mia collezione di monti dai nomi strani. Ad essere pignoli probabilmente il nome Rothorn in origine era riservato al solo piccolo Rothorn, che effettivamente è rosso e si vede da valle. Per dirimere la questione ci vorrebbe un esperto di toponomastica alpina.
Sentiero sempre evidente e abbondantemente segnalato fino alla conca sotto la vetta, poi i bolli si diradano ma ci sono molti ometti, il percorso è comunque evidente.
Io sono salito in vetta direttamente per la parete sud-est, terminando per un evidente diedro-canale che esce proprio in vetta. Cosa che sconsiglio perché qualche passo è tutt'altro che banale.
Sono sceso per la cresta ENE, verso il piccolo Rothorn, che è elementare.
Si pesta poca neve, se le mie scarpe da trail avessero avuto il gore-tex non mi sarei neanche bagnato i piedi.
Nessuno in giro oltre a me.


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note su accesso stradale :: ottimo
Bella gita con grandiosi panorami sul Monte Rosa già da subito, da fare con una giornata come oggi senza una nuvola.
La salita inizia immediatamente molto ripida nel bosco, e salvo brevissimi tratti di respiro non molla mai, questo per certi versi è positivo perchè il dislivello si guadagna rapidamente. Quando si esce dai larici, si arriva al bellissimo alpeggio Hockene Stei, pare non più utilizzato, posto su un promontorio molto panoramico. Oltre il sentiero n.10 pur essendo molto ben segnato dalle frecce gialle diventa più esile e talvolta seminascosto dall'erba. Con un lungo diagonale verso sinistra si arriva al di sotto di una serie di balze erbose da salire, sempre ripidamente, fino a che si incontra un terrazzino roccioso che è agevolato da un cavo metallico, utile più che altro nel superare la prima placca liscia, poi è un surplus (ottimo però con terreno bagnato o verglassato). Poco sopra l'ambiente cambia, si lasciano le praterie erbose per passare al paesaggio lunare, davvero suggestivo. Qui tra sfasciumi si punta al Rothorn, che essendo spostato verso la Val d'Ayas prima non era visibile. Alla base della cresta est si devono subito superare alcuni gradini rocciosi molto semplici ed aggirabili sulla sinistra, poi tra terra ed erba si arriva alla parte clou della salita. Ci si muove tra terrazzini erbosi un po' scoscesi e roccette, fino all'imbocco del breve canalino (attualmente c'è un cordino che aiuta nella parte dove il fondo è terriccio con pochi appigli), quindi una paretina rocciosa ben gradinata. Oltre ritorna un comodo sentiero fino alle roccette finali che si superano con brevi passaggi di I. Insomma salita conclusiva non difficile ma che richiede un minimo di cautela; non c'è particolare esposizione per chi patisce come me, anche se il terreno è un po' aereo.
Oggi si è formato un quartetto nell'ultimo tratto, composto da un ragazzo salito dal mio stesso versante e da altri due saliti dalla Val d'Ayas, tra cui il mitico Marco di Varasc.it che ho avuto il piacere di conoscere.
In discesa toccata d'obbligo anche al Piccolo Rothorn (sono 2 minuti di numero), e poi fino al Colle Nord di Testa Grigia in compagnia di Marco e Stefano, che ho poi salutato salendo anche alla quota 3107 m, dalla cui cima parte la cresta del Bec Forcù.
In questo modo il dislivello cumulato si aggira sui 1750 m.
Discesa invece molto rapida, dalla quota 3107 mi sono diretto senza traccia verso il pianoro detritico sottostante per poi ricollegarmi al termine al sentiero n.10, quindi rapidamente a Gressoney.

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bella escursione di fine stagione. Con Gambalesta non sapendo dove sbarcare il lunario abbiamo optato per una salita facile ma carina, che offre comunque di mantenere l'allenamento delle gambe. Crestina finale divertente che con un po di neve la rende un po alpinistica. Per il resto una piacevole camminata in montagna con panorama sull'imponenza del Rosa e sulla Testa Grigia!

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Gita scelta nell'indecisione ma che alla fine ci ha regalato un'ottima giornata. Gradazione EE confermata solo per il primo tratto , poi con le condizioni attuali i pendii superiori e le rocce della cresta finale sono decisamente alpinistiche F+. Ottima gita per mantenere il livello di forma e la quota. Con Matalp in versione inedita (solo gambe). Meteo leggermente più fresco dei giorni scorsi .

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Sentiero ben segnalato (10) fino alla corda fissa, poi molti ometti, impossibile sbagliare. Giornata molto bella e tiepida, cirri e velature nelle ore centrali. Splendido balcone sul Rosa.

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note su accesso stradale :: Il ponte su cui girare sembra un senso unico non accessibile, poichè la segnaletica orrizzontale (STOP) occupa quasi tut
Salita effettuata in una giornata grigia, sempre più immersi nelle nubi. Da circa 2600 metri fino a 3050 abbiamo infittito gli ometti perchè la visibilità era talvolta inferiore ai 20 metri. Superati i 3050 metri siamo sbucati al sole ed abbiamo percorso la cresta senza difficoltà (si sale in parecchi punti a 4 zampe). Dalla cima panorama spettacolare. In discesa appena immersi nelle nubi abbiamo sbagliato strada...ma grazie anche al GPS abbiamo recuperato gli ometti. Altro errore all'ultimo bivio in discesa già in vista di Gressoney. Invece di proseguire nel bosco sulla sinistra, abbiamo girato a destra e siamo arrivati a Gressoney nella zona della ferrata delle Guide
Con Mailer, saliti velocissimi, immersi nelle nubi un fascino particolare della montagna


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Condivido il giudizio "spaziale" di Stella Alpina con cui ho condiviso la gita e aggiungo alcune note tecniche.
Dopo l'uscita dal bosco il sentiero è ben visibile, sempre ottimamente segnalato con numero 10 in bolli gialli, a seguito del traverso sui prati dopo l'alpeggio Hockene Stei occorre essere attenti agli ometti e ai bolli perchè è facile distrarsi e perdere le tracce.
La pendenza è sempre costante e impegnativa soprattutto nel bosco, alla fine si sale di circa 1600 metri con una percorrenza di poco superiore ai 6 Km, e nella parte superiore.
Il passaggio del caminetto in cresta non risulta impegnativo.
Al ritorno un passaggio anche al Piccolo Rothorn.
Dopo il caldo estivo partenza alle 8,30 con 4 gradi a Gressoney, in vetta al sole bel fresco.
La bellezza della gita consiste soprattutto nella costante vista del Rosa che si modifica salendo sempre con nuove prospettive.
Una volta in cresta e in vetta la visuale spazia dal Monviso fino al Rosa su cui con il binocolo si vedevano le numeroso cordate impegnate ormai in discesa.
Un grazie ai compagni di gita.


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Giornata ..."spaziale... che ha determinato una gita con caratteristiche corrispondenti...
Itinerario percorso per la prima volta e ben descritto in questa "pagina" e nei corrispondenti commenti, e ben segnalato, anche se al ritorno -nel bosco- siamo finiti su un sentiero diverso da quello della salita, che ci ha portati al centro (zona chiesa) di Gressoney, e che quindi ci ha permesso di visitare e attraversare una parte di questo bel paese alpino...
Con Roberto B. -"robyberg" su Gulliver, e -dopo un pò di tempo- con il fuoriclasse Franco F. (che ha manetenuto questa giusta e appropriata "qualifica", indelebile e congenita...) su questo bel 3000, doppio in quanto abbinato al Piccolo Rothorn (che noi abbiamo raggiunto in discesa), e con la compagnia e presenza costante di un "grande monte Rosa"..., che oggi si è mostrato in tutta la sua bellezza e grandiosità... Subito alla partenza e anche all'inizio, nelle numerose aperture visive nel bosco, e poi oltre..., fino al rientro, con altra luce...
Penso che in "giornate spaziali..." come quella odierna, sia proprio questo il "valore aggiunto" di questa bella escursione...
Spettacolare anche l'ubicazione dell'alpe (balcone stupendo...) a quota 2313, dove -al ritorno- gli ottimi alpigiani ci hanno offerto un altrettanto ottimo caffè... Non ricordo un precedente corrispondente in un luogo così suggestivo...
Numerose le persone viste sulla vetta (più alta e altrettanto bella) della Testa Grigia, ma Rothorn (un pochino meno alto, ma ancora più "vicino" al monte Rosa, che si può "accarezzare"...) -oggi- solo per noi...

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In 4 h. La parte finale è più semplice di quanto mi aspettassi, è quasi tutto sentiero abbondantemente "omettato" con un solo punto dove bisogna usare le mani; l'esposizione è abbastanza contenuta. Il camino citato in relazione è tranquillamente evitabile sulla sx su terreno decisamente più facile ma un po' instabile (controllare bene gli appigli). Eccellente panorama dalla cima con il Monte Rosa a dominare la scena (si ha veramente la sensazione che basti allungare la mano per poterlo toccare). Una piccola annotazione sul punto di partenza: in pratica non bisogna uscire da Gressoney La Trinitè, ma svoltare a sx alle ultime case su un piccolo ponte; il parcheggio è posto immediatamente dopo (i cartelli dei sentieri sono ben visibili). Gita dal dislivello non eccessivo ma con buon sviluppo (il traverso a dx è veramente lungo) e con alcuni tratti piuttosto ripidi (in particolare il sentiero del bosco). Incontrati in vetta o nei pressi 2+2 escursionisti saliti però dalla Val d'Ayas, più un solitario e 1 famigliola sui sentieri. In discesa passato anche dal Piccolo Rothorn, deviazione che mi sento di consigliare.

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Bella cima che offre una discreta balconata sul gruppo del Rosa. Nonostante il modesto dislivello il sentiero rende molto, soprattutto nella fase iniziale, in ascesa sempre ben segnalato. Divertente la parte finale, noi abbiamo percorso la cresta Est che parte dal piccolo Rothorn.
Incoraggiati dalla bella giornata siamo saliti anche sul Bec Forcu, che offre una splendida vista sul Monte Rothorn


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note su accesso stradale :: nessun problema
Sentiero con erba alta e brevi tratti un po' erosi nel ripido bosco ma sempre ben visibile; dall'alpeggio in poi il tracciato si perde ogni tanto nell'erba ma, seguendo i bolli di vernice e gli ometti, si rimane sempre sul giusto itinerario; i cavi d'acciaio della parte attrezzata sembrano nuovi. Divertente la parte finale con qualche passaggio un po' esposto e un tratto di breve arrampicata; cresta finale con facili passaggi tra i grossi blocchi.
Saliti prima al Piccolo Rothorn e poi velocemente a questa più panoramica vetta. Ambiente di prim'ordine con panorami spettacolari; avvistati alcuni camosci e marmotte. Incontrati sotto la vetta due escursionisti provenienti dalla Valle d'Ayas e tre stranieri che salivano nel pomeriggio; vetta della Testa Grigia molto affollata. Meteo splendido nella prima parte della mattinata che poi, a partire dalle valli di Alagna, ha precluso gli estesi panorami col formarsi di grossi cumuli. Consigliata senz'altro.
Con l'instancabile moglie Stefania.

Più info e foto su climbandtrek.it


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FATTO IL BEC FORCU....puntina abbinabile ai 2 Rothorn...a dx del colle di Testa Grigia..
l'itinerario e' praticamente identico a quello del Rothorn, ma, una volta sbucati nel valloncello superiore, dopo il tratto attrezzato, anziche' dirigersi verso dx verso i Rothorn, si punta dritto alla Testa Grigia, con rispettivo colletto.
Dal colle di Testa Grigia a dx si sale per facili roccette e largha cresta il rotondeggiante Bec Forcu...
anche oggi previsioni peggiori del previsto..nebbia che ha caricato molto presto..poi minacce di temporale..visibilita' ridotta..un peccato rovinare così una gita come il Rhotorn che pure essendo semplice gode di un ottimo panorama...allora, gia' sapendo di doverla recuperare con meteo migliore, cartina alla mano, mi sono diretta verso il colle di testa Grigia e accontentata di stare un po' piu' fuori nebbia sul vicino Bec Forcu..in compagnia di un bel gruppetto di stambecchi


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Gita Sociale Cuorgne', 20 partecipanti.
Divertenti gli ultimi 150m di arrampicata, saliti in libera senza problemi (F/F-), itinerario evidente.
In cima piu' di meta' gruppo; gli altri al Piccolo Rothorn, come da programma, i piu' volonterosi li hanno saliti entrambi.
Breve tratto attrezzato a 2700m, utile con pietre bagnate.
Ottima acqua a 2200m.
Peccato il Rosa spesso incappucciato dalle nuvole e la pioggerella al ritorno che ha reso il sentiero in basso molto scivoloso.
Impiegato 4h 35'; il cartello da' per il Corno Rosso = Rothorn 4h 45'.
Un saluto al simpatico gruppo;
a Luca del Gsa e Chiara (quella che aveva rotto gli scarponi in Dolomiti) reduci dalla Testa Grigia;
grazie al capogita Claudio (rovi53);
a Beppe2 che mi e' stato vicino vicino in discesa senza il quale avrei sicuramente sbagliato un bivio come hanno fatto alcuni finendo a valle dell'auto e ai 2 biellesi
Foto su facebook by Mauro Brunasso a Luisanna di Rivarolo


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bellissima gita in una giornata meravigliosa. Itinerario molto diretto, sempre ben segnalato. Rispetto alla descrizione dell'itinerario probabilmente ci sono stati successivi interventi di segnalazione, compresa la palina iniziale. La cosa più difficile forse è trovare Underwald, per cui ho dovuto usare il navigatore... In effetti è l'ultima frazione della piana di Gressoney L.T., prima che la strada si alzi verso Orsia.
L'itinerario verso il grande Rothorn parte alla base della cresta est, qualche centinaio di metri prima della cresta finale del Piccolo Rothorn. Basta seguire gli ometti. Il canalino del passaggio chiave è ripido ma non esposto: giusta la classificazione F (o F-).
Panorama grandioso verso il Rosa.
In discesa l'ultimo tratto del sentiero verso valle, essendo molto umido e con pietre affioranti, è piuttosto scivoloso.
Con Simo. Un saluto al pastore dell'alpeggio a 2.300. Al ritorno non ci siamo incrociati per il caffè: sarà per la prossima volta...


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weekend a gressoney la trinite' con Enza e Emanuela reduce dalla salita ai 4559m della punta gnifetti(capanna margherita),davanti a un buon piatto di tagliatelle e bottarga abbiamo deciso per il sabato la salita al rothorn,una bella cima di 3150m con un camino da passare su roccette con buoni appigli nella parte finale,con vista meravigliosa sulla catena del rosa.4ore e 40 per la salita.La domenica dalla punta jolanda siamo andati al passo dei salati dove e' arrivata la croce di lampedusa da alagna.Di nuovo insieme dopo tanto tempo Enza Emanuela e Domenico

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Sentieri ampi e scorrevoli con pendenza giusta che rende, segnavia abbondanti ed omini di pietra dove servono, fanno di questa gita un percorso agevole e rilassante. La meta di oggi doveva essere un tremila svizzero ma qualche incertezza su meteo e temperature ci hanno tenuti un po' più vicini a casa e un po' più a sud ed abbiamo azzeccato anche questa. Combinata in extremis sul tardi la sera prima con Marco (kima), rimasto anche lui entusiasta di questi posti. Saliti i 2 Rothorn ed il rilievo quotato 3106 collocato a circa metà tra la cima principale ed il Testa Grigia che offre un ulteriore panorama anche sul Vallone di Cuneaz dove passa un tratto di alta via 1 che collega Champoluc con il Col Pinter, ben visibile la vistosa roccia a forma di periscopio del caratteristico Bec Furcu talvolta confusa con lo stesso rilievo da noi salito. I panorami di queste cime non hanno nulla a che invidiare con il più alto, massiccio e famoso Testa Grigia, essendo anche più aderenti alla catena glaciale del Monte Rosa. Ben visibili col binocolo tutti i principali rifugi della zona, numerose le cordate in cima al Breithorn Occidentale e lungo i principali pendii glaciali. Impressionante da questa angolazione, come da pochi altri luoghi, la pala glaciale della Punta Gnifetti dove sorge la Capanna Margherita, rifugio più alto d'Europa. Incontrato in tutto una dozzina di persone, acqua abbondante grazie a qualche nevaio ancora presente in alto, solo uno da traversare.

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Gita spettacolare. Il primo tratto potremmo chiamarlo sentiero dei lamponi. Personalmente non reputo alpinistico il tratto chiave, tra l'altro non ci sono neppure salti, dovesse andar male qualcosa... Il plateau a 3000 metri è veramente entusiasmante.

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note su accesso stradale :: gressoney la trinitè loc underwal
si parte un pò presto xchè previsioni meteo non buone nel pomeriggio. fatto sta che la giornata sarà con tempo variabile ma un gran caldo. si segue il sentiero 10 molto ben segnalato, salita molto ripida fino all'alpeggio q.2300, poco sotto alpeggio buona fontana dove si può fare rifornimento.
oltrepassato l'alpeggio continuano i segni intervallati da ometti, fino a giungere al tratto attrezzato con corde nuove, poi seguendo ometti si giuge all'attacco della parete finale, divertente arrampicata ma nn banale se le pietre sono umide, foto di rito e scendiamo anche al piccolo rothorn qualche goccia d'acqua e nebbia fino al ritorno alla macchina. In discesa bisogna porre molta attenzione al sentiero xchè ci sono svolte che confondono parecchio e si rischia di finire all'inizio paese gressoney e rifare strada asfaltata x raggiungere la macchina loc. underwall.solo qualche chiazza di neve lungo il percorso,
oggi con amici :emi,angi,silvy,primo che saluto e ringrazio x la bella giornata passata e le discussioni di impressioni di montagna.
trovato nessuno lungo il percorso, solo il margaro che ci ha invitati a bere caffè ,però incombeva il brutto e così siamo scesi subito grazie sarà x prox volta.


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Partiti da Gressoney nelle nebbie. "Magic moment" a quota 2115 mt, proprio in corrispondenza di un segnavia su un grosso masso con annessa indicata la quota: buchiamo le nubi , sopra cielo sereno e limpido , immediata la sensazione di una notevole inversione termica. Dopo l'alpeggio un tratto di circa 250-300 mt lineari , ormai sempre in ombra ,presenta pochi cm di neve asciuttissima che non crea pero' problemi. Poi praticamente tutto pulito e asciutto fino in cima.Sentiero ben segnalato fino all'alpeggio, poi qualche tratto poco evidente ma con con buona visibilita' non ci sono problemi. Il tratto chiave in cresta e' un piccolo camino dove si usano un po' le mani ( x me un II , anche se quelli bravi se ne faranno un baffo), comunque poco esposto.
Eccezionale il panorama dalla cima nonostante la presenza ingombrante della vicina Testa Grigia.
Incrociati solo due escursionisti gia' in discesa a circa 2600 mt.
Quasi 2 ore in cima , si stava troppo bene al calduccio, pranzo e pisolo d'ordinanza come in estate.
Con Maghi'

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note su accesso stradale :: regolare
Prima del Rothorn siamo saliti sul suo fratellino, anche per vedere meglio l'ultimo tratto. Valgono le stesse considerazioni generali espresse per il Rothorn, ma una stellina in meno perché quest'ultimo copre parte del panorama. Con Fausto e Antonio.

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note su accesso stradale :: regolare
Questa montagna meriterebbe sicuramente una maggiore frequentazione. Il panorama che si ammira dalla vetta è praticamente sovrapponibile a quella della più elevata Testa Grigia, ma l'ambiente è certamente più selvaggio ed il percorso, seppure lungo e con alcuni strappi ripidi (in particolare la prima parte), è decisamente più vario ed interessante. Il sentiero è segnato in modo impeccabile e, con tempo buono, è praticamente impossibile sbagliare. Unico piccolissimo problema: noi non abbiamo visto il grosso ometto con tacca gialla orizzontale! Comunque quando si arriva poco sotto il Piccolo Rothorn la direzione da prendere è più che evidente. Sul tratto finale l'unico punto non propriamente camminabile è il camino roccioso, ripido ma non esposto e senza particolari difficoltà (max I). Giornata spettacolare, calda e senza una nuvola in cielo. In vetta buon segnale Wind. Con Fausto ed Antonio.

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note su accesso stradale :: ottimo fino alla chiesetta di Gressoney la Trinite'
La salita inizia prima degli impianti di Punta Iolanda,di fronte al bar attraversare a sx il Lys su di un ponticello asfaltato e parcheggiare dietro la chiesetta.Segnavia N°10 salita subito nervosetta, ambiente Notevole con vista perenne sul Rosa, Sublime,raggiunta quota 2800 non piu'visto il segnavia 10.Salita un ripido canalone detrico a fianco di pareti di roccia che ho provato a passare con vari tentativi, ma TD(terra e detriti),contornando in su ed in giu' la parete per cercare il passaggio, spostandomi a dx versante Staffal canaloni ripidi,versante Testa Grigia balze rocciose con (terra detriti)e dopo
essermi ripetutamente consultata, per salvarmi il Fondo Schiena sono ridiscesa alle dieci, anche perche' il meteo dava peggioramento che c'e' stato.Alla macchina ho chiesto ad un Signore del luogo ed effettivamente mi ha detto che quello era il posto giusto,Ma visto che c'era neve ho perso il segnavia e il tratto attrezzato.Discesa da non sottovalutare perche' si percorrono prima dei 2500 vari balzi di roccia con canaloni ed il percorso non sempre s'intuisce oggi con l'erba alta sono riuscita a ravanare 2 volte sui salti, dopo di questo L'Armonia Vi Accompagni
OM Mani Peme Hung a chi inconsciamente mi ha suggerito la passeggiata


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bellissima escursione con grandioso panorama sul gruppo del monte rosa, l'unico neo della giornata il margaro con i suoi 4 cani di cui uno molto aggressivo (fate molta attenzione), per il resto ottima traccia seguire il sentiero numero 10 e ai bivi sempre a dx, l'untimo tratto seguire gli omini molti

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A differenza di quello riportato in relazione, il sentiero e' segnalato molto bene, unico punto difficile per la prima parte e' il bivio a dx ma si riconosce dal cartello appeso ad un albero. dai 2200 in su c'e' un po' di nee qui' e la, arrivati all'alpeggio tutto il versante esposto a nord e' ricoperto da neve e la parete superiore ricca di cascate ghiacciate.
con elisa piacevole compagna di salita ci siamo fermati a quota 2750 dove' la neve non rendeva cosi' evidente il sentiero e si godeva di una ottima vista sul rosa. peccato il cielo velato che appiattiva un po' i colori. la vetta alla prox


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Il sentiero, sempre piuttosto ripido, era reso viscido e a tratti ghiacciato dall'umidità notturna. Dalla cima lo sguardo spaziava dal Rosa al Bianco e dal Rutor al Gran Paradiso con il Monviso che faceva capolino in lontananza! Molto suggestiva la conca alla base dei due Rothorn. Bellissima gita!
Saluti al gulliveriano giuliof e un arrivederci a qualche prossima gita!


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Giornata stupenda. Freddo alla partenza (c'erano 2° alle 9.00), ma al sole nel corso della giornata si stava bene. Saliti in poco più di 4 ore, siamo rimasti in punta un'ora e mezza (solito pisolino). Poi ridiscesi con brevi soste al Kleine Rothorn e al caratteristico fungo nel plateau sotto i Rothorn.

Un saluto a giuliof con cui abbiamo condiviso gran parte della discesa.


[visualizza gita completa con 10 foto]
Visto che la giornata promette bene, anzi, è appena iniziata, approfitto della sferzata di vigore che la ferrata mi ha prodotto e proseguo lungo il sentiero n.10 fino a questa simpatica cima. Il sentiero non è sempre facile da individuare, non è molto evidente in alcuni tratti dopo l'ultimo alpeggio ed i segnavia non rispettano il solito standard della VDA e sono spesso sbiaditi ed illeggibili. Notevole valore panoramico per questa gita : appena fuori dal bosco si ha il Rosa di fronte per quasi tutta la salita. Raffiche di vento freddo in cima. Un saluto ai gulliveriani erbaolina ed i3fili coi quali ho condiviso la discesa, complimenti per aver salito entrambe le cime. Per me gita utile per inquadrare la zona. La cima alta per il momento l'ho tralasciata ma ho osservato bene la cresta da varie angolazioni e fatto varie foto e giri sui pianori alti in vista di altre salite. Innevato il versante Nord del Testa Grigia. Bello l'ambiente nella parte alta, pare un deserto d'alta montagna, ci sono almeno altri due rilievi sopra i tremila, posizionati ai piedi del Testa Grigia verso la val d'Ayas che sembrano fattibili. Zona interessante ma ignorata da molti : si trova ben poca letteratura a riguardo.

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Stupenda complice una bellissima gioranta.
Solitaria come non mai, 4 ore incontrando nessuno. Fiori bellissimi che cambiano man mano che cambia la quota. Si passa dai boschi dei 1.600 m ai fiorellini minuscoli che hanno pochissimo tempo per riprodursi dei 3.000 metri della cima.
Interessante la divagazione per la cresta della cima del Rothorn ... :) ma non era quella la mia cima.
Tra tutto il daffare della giornata ... mi sono giocata la foto della mia cima :( rimane solo la quota di vetta.

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Ci sono anche stati ...

  • 20/08/11 - rfausone
  • 20/08/11 - rfausone
  • Caratteristica itinerario

    sentiero tipo,n°,segnavia: segnavia 10
    difficoltà: EE/F :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Est
    quota partenza (m): 1637
    quota vetta/quota massima (m): 3152
    dislivello salita totale (m): 1515

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    10/03/20 - Sbaron (Punta) da Prato del Rio - bus
    09/03/20 - Grammondo (Monte) da Olivetta San Michele, anello per Sospel, le Cuore e Col du Razet - roberto vallarino
    Con una mattinata ben soleggiata, abbiamo seguito l'ottimo sentiero che costeggia la Bevera portandoci dal Pont de Cai e dopo il breve tratto di strada, a riprendere la mula fino al primo ponte. Attra [...]
    09/03/20 - Peretti Griva (Rifugio) al Pian Frigerola da Saccona per la Punta Prarosso, la Rocca Turì e la Rocca Frigerola - parinott
    Dalla Rocca Turì agli Alpeggi Frigerola utilissime le ghette. Dagli Alpeggi al Rifugio anche i ramponcini, Il traverso stamani si presentava con neve ghiacciata.
    08/03/20 - Sungei Buloh Wetland Reserve Anello completo - vicente
    Splendida giornata di relax in tempi difficili. Ci voleva proprio! La natura di questa riserva naturale e' meravigliosa. Ho ammirato numerosi uccelli migratori, oltre a diverse libellule rosse, un coc [...]
    08/03/20 - Bernard (Monte) da La Cassa - bengia