Paramont (Monte) Via Normale da la Joux

Saliti lungo il tubo dell'acqua che dalla vasca di raccolta serve il rifugio. Ottima traccia ripida con numerosi ometti visibile anche a buio. La prima neve si trova a meno di 15 minuti dalla vasca ed è quasi subito continua. Rigelo discreto ma racchette comunque utili (indispensabili al ritorno). Ghiacciaio coperto e chiuso. Il breve pendio che dal ghiacciaio porta al colletto dove inizia la cresta è ancora quasi tutto in neve (meno di 5 metri fra ghiaccio e sfasciumi, su una trentina complessivi). Cresta quasi completamente innevata, non banale in queste condizioni (un bel PD). Il tratto chiave (placche) ha del ghiaccio ma si può aggirare spostandosi a sx. Ultimo tratto più facile. Dalla cima panorama circolare all'altezza delle aspettative.
Ben contento di averlo salito così e non a secco.

condizioni ghiacciaio
cresta
sulla cresta
il tratto chiave
ancora sulla cresta
vetta
vista verso il rutor
il breve pendio per raggiungere la cresta visto dal ghiacciaio

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Salita facile anche se lunga fino al Deffeyes. Ambiente bellissimo. Dal rifugio son sceso verso il ponticello in legno, ho preso il sentiero verso destra e dopo 50 metri lineari si trovano dei grossi ometti sulla sinistra a indicare la traccia. Ripidamente si sale verso una cascata che è la presa d'acqua del rifugio. Ometti piazzati perfettamente guidano la salita. Al piano superiore l'ambiente è bellissimo e ameno con rivoli d'acqua, rocce montonate, laghetti, eriofori... Nei pressi dei laghi d'Usellettes gli ometti scompaiono (ci sono se si arriva dall'alta via 2 -passo Alto), ma senza difficoltà si arriva al ghiacciaio. Quest'inverno è crollato di tutto dalla cresta e l'itinerario è cambiato. Non trovando alcun ometto sulla sinistra salendo, ovvero dal ghiacciaio alla cresta, sono salito fino al colle tra Becca Bianca e Paramont. Presente qualche crepaccio sotto al colle, neanche piccolo a dire il vero. Dal colle ho provato a salire verso il Paramont ma la pessima qualità della roccia e qualche dubbio sulla fattibilità mi hanno fatto indietreggiare. Son sceso giù dritto verso il ghiacciaio, tirando giù di tutto, per fortuna ero solo dato è impossibile non muovere gli sfasciumi. Tornato al lago glaciale ho cercato il punto meno ripido per accedere alla cresta e nonostante l'assenza di ometti sono arrivato al colletto. Pendio pericoloso, pieno di sfasciumi in bilico e terriccio instabile. Si vedono gli effetti delle frane recenti. La cresta è facile anche se occorre attenzione in un paio di punti esposti. Arrampicata facile ma su terreno di m... Ultimi 80 m sotto la cima su facile pendio largo. Panorama stupendo sul ghiacciaio del Ruitor e verso il gruppo del Bianco. Tornato sui miei passi ripercorro il ripido pendio fino al ghiacciaio, poi facilmente al rifugio. Classica gita da una volta nella vita. Una decina di persone incontrate nei pressi del rifugio, nessuna anima viva più in alto.

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Meteo ottimo con qualche cumulo nel pomeriggio, scorci spaziali su Bianco e jorasses, molto innevati. Salita imboccando direttamente il bel vallone davanti al rifugio, il sentiero è ottimamente segnato (bollo 2) fino all'ultima rampa prima del Passo Alto dove occorre piegare a dx per lingue di neve e detriti portandosi in vista dei laghi Uselettes e del colletto che dà al ghiacciaio. Una breve discesa porta al primo dei laghi dove ci si raccorda all'itinerario descritto, forse più breve di una mezzoretta.
Ghiacciaietto liscio e ancora ben coperto, poi una ripida rampa su detrito mobile porta alla cresta, intuitiva e segnata da qualche ometto. Il punto più esposto in cui si arrampica qualche metro era forse un po' più delicato causa vetrato, seguendo la cresta, tranne l'ultimo tratto prima del ghiaione finale dove si impenna, si incontra qualche altro passaggio. In generale non è una bella salita visto che si muove di tutto e il verglass ha infastidito un po', sicuramente più consigliabile la becca du lac, magari per il pendio diretto, anche se il panorama sarebbe cmq un po' compromesso proprio dalla mole del paramont.
Discesa dal lato corretto fino al grande pianoro appena sotto i laghi, poi una bella rampa nevosa e detritica segnata da ometti riporta nel vallone di salita, quasi agli ultimi prati in vista del rifugio.
Rientro passando dai laghetti sotto il rifugio, traccia ben evidente e che si raccorda alla principale nei pressi della terza cascata. salut

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La gita mi é piaciuta. Molto varia e panoramica. Bellissime le cascate ed i laghetti glaciali che si incontrano lungo il percorso. Bisogna però prestare molta attenzione in un punto della cresta dove, dopo aver attraversato un pendio esposto e sabbioso, c'é da risalire un ripido gradino verso sinistra (verso di marcia). L'individuazione del tragitto migliore é stata agevolata dalla presenza di "peste" recenti e da un provvidenziale omino di pietra. Ho incrociato tanta gente fino al rifugio, due escursionisti sul sentiero dell'alta via e, poi, più nessuno. La parte più bella della gita me l'ha regalata il mio bimbo di 6 anni che, dopo avermi aspettato ad una baita sopra La Thuille, mi ha accompagnato lungo un itinerario ad anello di 200 mt che aveva scoperto durante la mia assenza. Il percorso prevedeva: un passaggio sotto un albero caduto, costeggiare una baita diroccata, l'attraversamento di un ruscello pieno di rane...BELLISSIMO!!!!

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Gran bella accoppiata di 2 alpinistiche
saliti prima al Paramont, lunga e bella cresta terminale, non difficile ma un po’ delicata per la qualita’ della roccia non sempre stabile, piu’ stretta nella parte iniziale per poi allargarsi e diventare piu’ comoda in quella terminale fino in punta
ghiacciaio ritirato, ma sicuro.
con Monica,Bruno e Roberto


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note su accesso stradale :: Poco parcheggio a La Joux
Poco da aggiungere alle osservazioni di Brunello 56: risalito il vallone di Usselettes per il percorso che passa accanto alle prese d'acqua, il punto in cui lasciare il sentiero diretto al colle di Planaval e volgere a sx non è segnalato (costruito ometto) e inizialmente la traccia è poco evidente, occorre comunque cominciare a salire il ripido pendio appena dopo l'attraversamento del ponte (una ventina di metri circa). Superato il tratto ripido si trovano gli ometti che accompagnano infallibilmente fino al ghiacciaio di Usselettes (si veda anche la relazione della gulliveriana tenentina alla Becca Bianca e quelle dei precedenti salitori). Attraversato in parte il ghiacciaio, (oggi ancora in buone condizioni) per portarci alla base del ripido scivolo che precede il Pas de Usselettes. La cresta per il Paramont vista dal colle incute timore, ma è più facile di quel che sembra, richiede la solita attenzione necessaria sullo sfasciume mobile. Forse un po' sovrastimato il grado di difficoltà indicato.
Ambiente solitario di straordinaria bellezza, le enormi rocce montonate, il torrente che forma polle d'acqua cristallina, i laghi glaciali di Ussellettes dai colori incredibili, vallone che conoscevo ma di cui non ricordavo quanto fosse ameno. I panorami sono stati comunque notevoli, pur essendo un po' disturbati dalla formazione di cumuli. Scesi e risaliti anche alla Becca Bianca (già che eravamo lì...). Ritorno per il sentiero che costeggia il lago e il torrente Rutor e si ricongiunge con quello normale di salita al rifugio a q. 2080 circa.
Il dsl positivo per la salita alle due punte oltrepassa i 2100 m per uno sviluppo di km 23,5.
E venne il giorno del Paramont! Ad un anno e un giorno dalla salita alla Punta Lechaud, in cui ci si era detti: "E adesso tocca al Paramont". Per me oggi gran soddisfazione, non solo per la bella gita, ma soprattutto per averla condivisa con Brunello 56 che ci teneva tanto (un suo "pallino"), con Tiziana che ha trovato la cresta divertente (lo sfasciume non è dei più infami) e Roberto che non conosceva questo vallone e queste montagne (ambiente a torto poco frequentato, per citare le sue parole!) Unico rammarico: che non ci potesse essere Alf (i3fili), ma spero che ci sia l'occasione di rifare questa gita in sua compagnia.


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note su accesso stradale :: In auto a La Joux (arrivare prima che inizi il divieto di accesso)
Due anni fa salendo il Paramont non avevo potuto dire “Buona la prima”. Oggi invece tentativo perfettamente riuscito, ed i fattori che hanno contribuito sono stati la maggior motivazione, il meteo eccezionale e soprattutto la compagnia. Partiti da La Joux alle 06:30, arrivo al Deffeyes alle 09:00, al colle alle 11:30, in vetta alle 12:30. Salita lungo la cresta tutto sommato agevole, con solo un passaggio un po’aereo (dove mi ero fermato due anni fa) ed uno con placche rocciose superabile con prudenza ed utilizzano i buoni appigli sulle rocce. Poi si prosegue senza problemi fino in vetta lungo la traccia con ometti e poi attraversando la pietraia finale.
In discesa, ritornati al colle e con la Becca Bianca davanti, non si può fare a meno di salire anche questa: basta un facile attraversamento del ghiacciaio senza crepacci (due stretti intagli dove scorre l’acqua) e la risalita della cresta fino alla vetta.
Notevole il dislivello totale positivo: 1972 m sulla carta, fatta dai 1700 m tra vetta Paramont e La Joux e i 272 m tra vetta Becca Bianca e Col Uselettes. In realtà sono di più visti i vari saliscendi, ma a questo proposito erba olina saprà essere più precisa ….
Giornata memorabile per il meteo e l’atmosfera. Le cinque stelle non bastano, ma siccome è il massimo … cinque stelle siano.

Un grazie alla moglie per il paziente recupero a Morgex.
Oggi con erba olina, Robert e Tiziana, compagnia eccezionale per una gita eccezionale. Grazie a tutti per questa giornata insieme, a condividere un’altra volta i piaceri e le fatiche che solo l’alta montagna sa offrire. Rubando un titolo dei Nomadi …… “Ancora una volta con sentimento”.



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Non è certo quella che si definisce una bella montagna. Comunque un bel punto panoramico. Belli i prati e la vegetazione di verde brillante sopra e sotto il rifugio Deffeyes. La vetta è molto marcia, ma non ci sono difficolta a raggiungerla.
Secondo me anche se più bassa, è di più bell'aspetto la vicina Punta Bianca.
Molto lungo l'itinerario da La Joux in giornata. 4 ore e 40 per salire, altrettante per scendere.
Salito da solo. Nessuno durante l'itinerario dal rifugio in poi.


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Percorso veramente molto lungo (più di 22km), ma in cambio si hanno panorami spettacolari su molte importanti vette valdostane.


Riesco finalmente a salire il Paramont, montagna che già tempo tenevo sott’occhio, in una giornata che sarà sempre bellissima. Parto abbastanza velocemente ed arrivo bene in rifugio dove lascio detto quali sono le mie intenzioni. Proseguo senza particolari problemi nell’individuazione del percorso, a parte arrivare al primo colletto che è troppo vicino alla Testa del Paramont e scopro non essere quello giusto. Riscendo leggermente e dopo essere arrivato al Pas di Ussellettes salgo per la facile cresta scegliendo di arrampicare sulla cresta piuttosto che salire sui tratti di brecciolino. Poco sotto la vetta incontro un genovese che sta scendendo e con il quale mi fermo a parlare a lungo.
Dopo una lunga sosta torno al rifugio dove resto a conversare piacevolmente con la gestrice per più di un’ora. Essendo ormai diventato tardi scendo quasi di corsa fino all’auto per poter rientrare a casa non troppo tardi.



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note su accesso stradale :: In autobus a Buic
Ho tentato anch’io il Paramont ma non sono stato bravo come chi mi ha preceduto: sono arrivato soltanto a quella specie di anticima.
E’ una salita molto lunga e nell’ultima parte anche faticosa. Io sono partito da La Thuile/Buic, salito il sentiero n. 2 per il Colle della Croce, poi al bivio il n. 15 fino al Deffeyes. Dal rifugio per un breve tratto sul sentiero per il Col di Planaval, poi, incontrati i tubi della presa d’acqua, svolta decisa a sinistra, si risale il pendio fino ad incontrare il torrente che va seguito fino ai laghi, da dove, seguendo i numerosi ometti, si risale fino a toccare il Ghiacciaio di Usselettes. Si punta ora verso il colle, costeggiando il ghiacciaio sul suo lato ds. e mantenendosi sempre al pelo del corso d’acqua: prima si attraversa un tratto di pietraia fatto di grossi massi instabili, poi si sale al colle lungo il macereto.
Dal colle, lungo la cresta fatta di rocce rotte e tratti franosi, sono risalito verso la vetta fino all’anticima dove mi sono fermato. Ritornato poi ai laghi, sono salito a Passo Alto e disceso verso La Salle lungo i sentieri n. 5 e 11.
Come detto è una salita molto lunga, converrebbe spezzarla utilizzando il Deffeyes come punto base.
Giornata con nuvolosità bassa e cupa, nonostante le vaste zone di sereno: la vetta non si è quasi mai scoperta, la visibilità sulle creste sempre limitata.

Grazie alla moglie per il recupero a Chabodey


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Sono partito con in tasca la sola mappa del luogo, immaginando non fosse difficile intuire quale fosse la via normale alla vetta. Guardando la sagoma del monte da vicino, la cresta sud ovest la ritenevo come via piu' semplice di salita alla vetta. Evidentemente mi sbagliavo, troppe e sostenute erano le difficolta' con le quali mi sono imbattuto, per essere una via normale. In seguito mi son reso conto dell'errore notando dalla vetta guardando giu', che lo sperone nord-ovest era di gran lunga piu' facile. Entusiasta per l'exploit imprevisto, sfrutto questo vantaggio per ridiscendere la cresta appena scalata, (ormai la conoscevo) e salire alla Becca Blanche (molto attraente vista dal Paramont) dal colletto separante le due cime. Ridiscendo al colletto e per il ghiacciaio di Ussellettes rientro a la Joux. Cielo semi coperto ma assenza di precipitazioni.

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  • 22/08/04 - gianmario55
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: F+ :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 1602
    quota vetta (m): 3300
    dislivello complessivo (m): 1800

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