Bianca della Grivola (Punta) da Tignet

Condizioni totalmente estive. Ramponi e piccozza inutili. La neve non c'è neppure in cima alla Grivola.
Il percorso di accesso al bivacco della Grivola è facile (I max.) ma non sempre intuitivo: si attacca la cresta molto in alto, in prossimità di un grandissimo ometto visibile da grande distanza (attorno ai 3100 metri di quota), tuttavia mi è sembrato ben segnalato dai numerosi ometti e segni di vernice (bolli gialli e frecce bianche).
Oltre il bivacco si aggira il torrione seguendo gli ometti in un canale di massi accatastati alla sua destra (II), dopodichè conviene seguire il filo di cresta che poi si tramuta in una larghissima dorsale di fine detrito che conduce al canale sommitale. Nel percorrere questo brutto canale sfasciato conviene stare sul lato destro dove è un po' più solido (I) e non nel fondo. una volta raggiunta la sua sommità in pochi facilissimi metri si è in cima.
La Bianca dalla cresta attorno ai 3500 metri di quota
La Grivola
Il canale sommitale
Ultimi metri

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Gran gitone. Fatto in giornata partendo da Tignet. Nessun problema fino alla casa di caccia, da li in su bisogna fare molta attenzione per trovare i bolli che segnalano la via. Bivacco in posizione spettacolare. Dal bivacco fino in cima, sbagliando qualche volta percorso, ho impiegato 1 ora e mezza circa. Dalla cima vista spettacolare. Solo un'altro escursionista, incontrato mentre stava scendendo dal canalone sotto la cima. Non ci sono difficoltà particolari, ma la salita è lunga e faticosa, ed inoltre può essere pericolosa se ci fossero altre persone sul percorso, per la caduta di pietre. Fatta con scarpe da trekking, ma visto il tipo di terreno direi meglio gli scarponi. I bolli di colore giallo/verde si confondono con i licheni, infatti in discesa ho sbagliato percorso! Il sentiero che sale da Tignet fino a Levionaz è molto bello e in gran parte nel bosco.

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Saliti in giornata, con tempo bello e fresco. Dalla cima panorama spettacolare. In discesa abbiamo raggiunto il sentiero che scende da col Loson scendendo direttamente un canale ripido ma sconsiglio questa variante.
Bella giornata in compagnia di una famiglia di validi e preparati alpinisti , ben 5 , mi hanno fatto morire!!!!!!


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Saliti in giornata da Tignet. Itinerario impegnativo per lunghezza e dislivello che richiede, nella parte alta, una certa dimestichezza a muoversi su sfasciumi e terreno instabile in assenza di sentiero vero e proprio. Attualmente si possono evitare piccozza e ramponi in quanto neve non ce n'è più, corda e imbrago più per eccesso di prudenza che per necessità e casco indispensabile soprattutto nel caso (improbabile) di più persone in salita nei canaloni sopra il bivacco e sotto la vetta. Dalla casa di caccia passando al bivacco e poi fino alla vetta percorso un po' da cercare ma segnalato da ometti e bolli gialli che tengono "sulla retta via".. Dalla vetta panorama veramente eccezionale sulla Grivola e sul Gran Paradiso. Pochissima gente oggi in zona, incontrate 4 persone salite al bivacco e nessuno oltre.
Bellissima salita divisa come sempre con Monica.


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Ometti, frecce e bolli ce ne sono tanti...se non si conosce l'andamento dell'itinerario...però...si fa fatica a seguirli...soprattutto al mattino con il sole negli occhi. Giornata stupenda, panorama grandioso, solo la cattiva qualità della roccia ad infastidire. Io avevo la piccozza e i ramponi. La pica non serve ma i ramponi li ho messi - per comodità - per sbucare sulla cima attraverso l'infame pietrisco ed il piccolo nevaio.
Oggi sono saliti al bivacco 8/9 persone.


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Ci siamo fermati a 100 metri dalla cima nel canale, senza ramponi senza picca abbiamo preferito non salire l'innevato canale finale.Partiti al mattino da Tignet siamo saliti in una giornata inizialmente nuvolosa, poi il sereno, passato il bivacco abbiamo cercato il tratto migliore per raggiungere la cresta , qui abbiamo pestato neve.Torneremo attrezzati per la cima, il prossimo anno.
Gita lunga, in giornata. Panorami bellissimi sul gruppo del Granparadiso. Con Franco, Terry, Marco, e Stefano.



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La salita al bivacco del primo giorno è lunga: 1700m circa. il tracciato una volta abbandonato il sentiero è evidente, ben segnalato da ometti, bolli (un po' piccoli ma ce ne sono in abbondanza) e frecce. Bisogna comunque avere un po' di dimestichezza con questi terreni per individuare la via più sicura. Il secondo giorno la salita alla Punta Bianca è veloce, noi siamo stati facilitati anche dalla recente nevicata che ha coperto gran parte delle pietre: la parte più "difficile" è la risalita dietro al rifugio, nulla di impagnativo, bisogna anche qui cercare la via più facile per risalire il canale. La vista dalla cima è meravigliosa e ripaga della fatica del giorno precedente. Bravi a Gianna e Mario per questi due giorni lontano dalla folla dei soliti itinerari.
Ritorno al bivacco come guida dopo averlo costruito come "operaio": è stato un piacere tornare lassù e rivivere "emozioni".

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gitona di grande soddisfazione, lunghissima,estremamente faticosa,richiede ottimo allenamento,ottime capacita' di orientamento (indicazioni quasi assenti per il bivacco), da praticarsi con bel tempo e con percorso asciutto, con verglas tutto diviene molto piu' impegnativo,dalla cima panorama strepitoso,per la discesa abbiamo fatto due doppie da 30m caduna a causa del pietrame pericolosamente instabile su pendii ripidissimi.
salito in compagnia di due piacevolissimi amici: Tini e Teddy, l'ironia a ammorbidito la fatica, grazie e alla prossima.


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ringrazio tini e gino74 per aver proposto questa salita che mi ha permesso di visionare la grivola vera da molto vicino. per il prossimo anno so gia il percorso.

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Cima che merita la notevole fatica. Siamo saliti in 2 giorni pernottando al Bivacco Grivola (Nuovo, pulito e confortevole, dotato di gas e stoviglie). Obbligatorio il casco perché nei vari canali che si percorrono il rischio di prendersi qualcosa addosso è concreto (Ho fatto un paio di "parate" non proprio divertenti...), specialmente nel canale sopra il bivacco ed in quello sotto la vetta; pietre un pò più stabili nel lungo canale che fa guadagnare la cresta sopra la casa di caccia, ma da non sottovalutare comunque. In discesa il torrione sopra il bivacco (Punto più ostico) si può scendere lungo il canale detritico di salita con due calate da 30 mt (Lasciati cordini in loco); altrove siamo andati sempre slegati (Si smuovono meno pietre). L'ultima acqua la si trova nei torrenti di poco antecedenti il casotto di caccia, sotto i 2500; bisogna tenerne conto specialmente se si pernotta al bivacco. Con scarsa visibilità è una meta sconsigliata, anche se dotati di gps: è molto importante vedere i punti di passaggio tra i vari canali.
E' stato un'altro gitone magnifico con Luigi e Teddy, in 2 giornate dal meteo perfetto (Permanenza in vetta 1,5h con temperatura mite!) Nessun altro in giro sopra Leviona, viste 4 persone sulla Nera della Grivola.


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Bella salita, lunga e impegnativa, che richiede un certo occhio per l'itinerario. Attualmente, ometti e frecce bianche permettono di individuare egregiamente il percorso migliore, ma non obbligato.
Una volta sbucati sulla cresta sotto il bivacco si aprono panorami stupendi sulla Grivola (vicinissima!) e sul gruppo del Gran Paradiso. Il bivacco è pulito e ordinato. Proseguendo verso la Bianca, il torrione si supera senza difficoltà e, dopo il pendio di sfasciumi fini, un'ultima rampa di pietre rotte porta alla bella cima.
Per la discesa ci siamo "lanciati" direttamente sul vallone di Leviona dalla spalla detritica sotto la punta. Si tratta di perdere quota su sfasciumi fini, senza particolari difficoltà, ma occorre sapere (bene!) dove passare per evitare i salti finali.
Bellissima giornata di cui devo ringraziare i miei Luigi e Maurice che hanno ripetuto il percorso già fatto e rifatto (più volte Luigi) per accompagnarmici.
Grazie a loro la salita è stata perfetta, in 3h30 al bivacco e un'altra ora e 15 alla punta.
Il fiuto di Luigi ha scovato un itinerario di discesa "da intenditori".



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Forato il mare di nubi intorno a quota 2600 per uscire in pieno sole e proseguire verso il bivacco della Grivola. Oltre il bivacco qualche chiazza di neve dura non ci ha ostacolato la progressione fino in cima alla Punta Bianca della Grivola. Scesi direttamente dalla cima su detriti mobili e roccette nel vallone sotto il colle Lauson, con percorso rapido ma da conoscere.
Temperature e condizioni ottimali. Salito con due amici di Aymavilles con "la gamba svelta". Per fortuna non avevamo intenzione di fermarci al bivacco, perchè con nostro grande stupore, era chiuso a chiave!!!!!. Situazione che potrebbe creare problemi, se qualcuno prevedesse di utilizzarlo per l'unica funzione prevista per un bivacco, entrarci per passare la notte o riparasi dal maltempo..... Luigi.

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Che giornata, ci si accorge che è ottobre solo perchè il sole vista l'expo la mattina si fa desiderare parecchio. in maglietta a quasi 3800.. L'ometto che indica dove lasciare il sentiero dopo la seconda casa di caccia è ben visibile, nn ho visto le tacche verdi ma qualche altro ometto ogni tanto. Dopo l'ometto conviene abbandonare prima possibile la parete di sfasciumi per portarsi sulla cresta a dx, più comoda e stabile. Per superare la torre sopra il bivacco ho seguito una cengia che passa qualche metro sopra la traccia principale che porta all'inizio del canalino, si attacca in corrispondenza di un'evidente spaccatura ascendente che si segue per qualche metro, poi è segnata con due piccoli ometti. Intercettando gli ometti anche in discesa si evita la parte bassa del canalino, quasi dritta, insidiosa e senza appigli. Panorama spaziale, gp ancora ben tracciato. In discesa dopo il traverso sotto il bivacco ho provato a seguire il canale di sinistra scendendo ma porta su salti di roccia, quindi breve risalita e tornato sulla retta via tramite una cengetta (ora segnata con ometto!). In tutta la parte superiore dell'itinerario nn c'è acqua, per chi volesse pernottare occorre fare il pieno al ponticello. in giornata è luuunga.. salut

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salita senza problemi fino alla casa di caccia superiore (2571)poi traverso sino a scorgere il ripetitore e........malgrado si sia percorsa la pietraia in senso ascendente verso dx e discendente verso sx non abbiamo trovato traccia dei segni di vernice e solamente un ometto al momento di abbandonare il sentiero che porta al ripetitore quindi abbiamo desistito.
P.S. ho inviato mail riferendo la situazione all'Espace Grand Paradis

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Bella traversata della Bianca della Grivola proseguendo per cresta sulla Nera e discesa dal Col de la Noire fino a 2840m , successiva risalita al Col Lauson e ritorno a Tignet.
Panorami da sogno dal nuovo Bivacco della Grivola, accogliente e munito di gas, unico neo manca un quaderno in cui annotare i passaggi, il primo visitatore lo porti !
Da dietro il bivacco salire tenendo subito il filo di cresta, in discesa dalla Bianca occorre aggirare sul lato Leviona 2 torrioni su terreno con sfasciumi.
Nell'ultimo tratto in discesa della Nera abbiamo preferio scendere sul Ghiacciaio di Trajo.


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Gita abbastanza breve avendo pernottato al bivacco Grivola. Perfetta la relazione di Bubbolotti alla quale mi associo. Saluti e complimentoni ad Emma, incontrata mentre scendavamo, che è riuscita a fare in giornata da Tignet l intera salita (ma come fai ?).
Sempre con l ottima compagnia di Annalisa, Lucia e Stefano.


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note su accesso stradale :: ok
raggiunto Tignet alle 23,30 di sabato e dormito in auto per portarmi avanti coi lavori. Salita pian piano dovendo dosare le forze da distribuire lungo tutta la giornata. Incontro ravvicinato sul sentiero con una bellissima volpe. Tutto ok fino a dove si lascia il sentiero e poi gran lavoro a reperire ometti e frecce verdi (su licheni verdi..) nel versante ancora in ombra... Raggiunto il bivacco che mi sembrava già di averne abbastanza e ho incontrato la banda Bubbolotti & Gigiu66 di ritorno dalla cima, dal momento che avevano pernottato in bivacco (beati loro...). Chiesto lumi circa il superamento del torrione a monte del rifugio, ma nonostante le precise indicazioni fornite, sono riuscita a ravanare assai prima di trovare un varco che fosse alla mia portata. In qualche modo sono riuscita a salire, piazzandomi un paio di microometti ad uso personale che mi sono tornati utili durante la discesa. Panorama indescrivibile dalla cima, tanto che mi sono fermata quasi un'ora affinchè mi si fissasse in modo permanente sulle retine... Ridisceso il torrione con le dovute cautele, raggiunto il bivacco e rimasta ancora un bel po' perchè era quasi un peccato venir via da lassù. Ripreso la lunga e laboriosa discesa, facilitata questa volta dalle peste fresche lasciate dai miei amici, comunque con molta calma e senza fretta, per non stancare troppo caviglie e ginocchia (tengo una certa età). Mi sono fermata ancora a lungo alla Casa di Caccia a quota 2571 perchè era troppo bello non avere fretta per tornare. Raggiaunto l'auto alle 19,30 suonate e deciso di pernottare ancora in Valsavarenche, pensando di fare ancora una gita oggi. Ma stamattina sono stata svegliata da una sottile pioggerellina e sono rientrata senza far tante storie.
Un caro saluto a Annalisa, Luigi, Stefano e Signora.


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Dal Bivacco non intuitivo trovare il canalone da rialire per portarsi al di sopra del torrione che sovrasta la costruzione: noi abbiamo scelto in salita un canale con sfasciumi molto fini e pietra liscia che però sembrava un po' più appoggiato degli altri. In discesa tentato uno diverso (più prossimo al bivacco) ma assolutamente sconsigliabile dato che in un passaggio abbiamo preferito aiutarci con una corda. Dopo aver riguadagnato la cresta, sempre sul filo fino agli sfasciumi che precedono il canalone che sale fino in vetta. Niente neve sull'intero percorso. Avevamo l'intenzine di proseguire fino alla Nera ma il percorso che ci sembrava più logico, cioè quello per cresta, ci ha messo di fronte ad un salto di una quindicina di metri con un cordone per attrezzare una doppia. Tornati indietro abbiamo visto alcuni ometti lungo la parete di sfasciumi mobili che dà verso Leviona ma non vedendo tracce di passaggio e non volendo rischiare di trovarci di fronte ad altri salti, abbiamo preferito rinunciare :-(
Gita fatta con Bubbola, Luigi e Annalisa (sempre ultima in ordine alfabetico perché finisce ANCORA sotto la z di zitella... :-)
Saluti a Pr18 che ha preferito fare la salita completa in giornata!
Foto su _BiancaDellaGrivola

PS Salendo al bivacco ho trovato un binocolo appoggiato su una roccia, se il proprietario stesse leggendo mi avverta con un'email o con una telefonata:
e-mail:oldino@gmx.de
Cellulare: 3493291040


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Vetta impegnativa per averla raggiunta in giornata visti i metri di dislivello compiuti.
Dopo la casa di caccia di quota 2571 bisogna stare attenti ad imboccare l'evidente ed ampio canalone pietroso che porta sull'aerea cresta prima di raggiungere il panoramico e nuovissimo bivacco che precede il punto più delicato della salita in quanto gli sfasciumi creano non pochi problemi.
Ambiente selvaggio spettacolare ed itinerario poco frequentato.
Un saluto a tutti i partecipanti(ben 10)a questa mia scelta.... sicuramente non una passeggiata...


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Gran bel gitone.Partiti per andare a vedere il nuovo bivacco costruito questa estate sulla cresta N-O della Punta Bianca che di per se' e' gia' una bella sfacchinata.Il bivacco sorge un uno spalto panoramico meraviglioso.Dal bivacco io e danilo abbiamo deciso di risalire il torrione dietro il bivacco per fare delle foto e una volta in cima abbiamo deciso di raggiungere la Punta Bianca che dal bivacco e 500mt piu'in su comunque in 45min in vetta.Discesa lunga e da non sottovalutare fin che non si esce dalla pietraia.
Oggi in compagnia di Danilo e Mario che al bivacco ha deciso di fermarsi comunque gia' un buonissimo risultato

foto di giornata su picasaweb.google.com/alessandro.munao


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Caratteristica itinerario

difficoltà: F+ :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1664
quota vetta (m): 3793
dislivello complessivo (m): 2129

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