Tacul (Trident du) via Lepiney

ATTENZIONE! IL TRIDENT DU TACUL HA SUBITO UN CROLLO ALLA FINE DI SETTEMBRE 2018.
LA VIA NON CREDO SIA PIU' PERCORRIBILE IN QUANTO LA PARTE BASSA E' FRANATA.
Noi siamo stati avvisati durante l'avvicinamento da altri alpinisti e abbiamo ''ripiegato'' sulla Salluard al Pic Adolphe Rey.
L'inagibilità della via ci è stata confermata dal rifugista del Torino la sera.


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Avvicinamento su buona traccia e terminale buona.
Via asciutta e ben percorribile.
Nella parte mediana abbiamo recuperato una corda incastrata lasciandola poi alla sosta a cui un capo era stato vincolato.
Discesa in doppia lungo les Intouchables. Doppie rapide e consigliabili per non tornare nel canale di partenza che al pomeriggio scarica.

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Terminale ancora chiusa e canale di accesso all'attacco facilmente percorribile. Reperire il terrazzino vicino alla doppia di calata per prepararsi alla salita. Via da ricercare. Quasi totale assenza di protezioni lungo la via (uno o due chiodi nel camino del quarto tiro e qualcosa sull'ultima lunghezza), però è molto facile integrare con friend (fino al 3BD) e nuts. Almeno un passo di IV in tutti i tiri della via, se non addirittura di V. Arrampicata decisamente atletica. Soste comodissime e dotate di anelli di calata. Rischio di incastro corde praticamente ad ogni calata: meglio le prime 3 calate da 30m.

Un bastone di via! Come abbiano fatto nel 1919 a salirla senza chiodi e con gli scarponi chiodati rimane per me, modesto alpinista, un mistero. Probabilmente alcuni passaggi li abbiamo sbagliati, cercando le difficoltà, ma quelli obbligati come il camino del 4 tiro sono storicamente parte della via originale e...bastonano!
Una bellissima salita in ambiente e con un panorama eccezionale a 360 gradi.
Salita compiuta in 3 e con un terzetto francese davanti.
Un grande ringraziamento a Mauro ed Enea che hanno tirato da primi...bravi!


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Salita rustica in vecchio stile , diedri,camini,fessure ,con passaggi un po' da ricercare.
I gradi non rendono giustizia, salita in alcuni tratti faticosa. ( forse abbiamo fatto qualche variante)
Pochi chiodi in via ma soste nuove a bomba.
Molto bella la parte alta su granito fantastico , tipico dei satelliti.
Avvicinamento senza problemi e ben pistato
Discesa comoda da una via moderna(scusate non conosco il nome) che si raggiunge dalla penultima sosta
andando a sx viso a monte su una gengia x circa 20 m.

Personalmente l'ho trovata più faticosa della Salluard.
Per capirci, la Salluard tornerei a rifarla , questa .....non so.
Giù il cappello al primo salitore.
Sempre con Max , troppo forte.



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Bella via, un pò da ricercare, con arrampicata a volte rude e faticosa, ma su roccia favolosa nei tiri superiori... Vista stupenda sul vicinissimo Gran Capucin! Il tiro chiave è sicuramente il tiro del diedro, forse più impressionante che difficile, con qualche passaggio sbilanciante...
Attenzione al solito rischio di incastro delle corde durante le doppie: meglio farle tutte e pregare (ahahaha)!
Con Matte, in una super giornata soleggiata ma freschina.

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Bella via che segue i punti deboli della parete.

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Qualche buco ma è ancora agevole arrivare all'attacco

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Bella e non scontata, anche se i gradi la fanno facile...Il tiro chiave del diedrino non è banale in libera, si trovano un paio di friend incastrati. Se non si fanno varianti più difficili, una serie di BD fino al 3 e qualche nut sono più che sufficienti.
Noi siamo scesi in doppia sulla via, c'è il reale rischio di incastri (a noi è successo già alla prima doppia e ho dovuto risalire...), per cui è necessario farle tutte. In ogni caso calcolare un'ora e mezza di doppie...
Saliti con la prima funivia, e rientrati poco dopo le 16. Due cordate davanti nonostante fosse lunedì...
Con Davide

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Ieri condizioni ottimali: ghiacciaio ben tracciato e terminale "chiusa". Con Fabrizio abbiamo salito alcune varianti "toste" almeno per me ed in vetta abbiamo attraversato sino all'obelisco sud dove sempre sulla faccia sud è presente una linea di doppie comodissime (5 sino a superare la parte di nevaio più pendente corde da 60). Una considerazione che credo abbiano fatto in molti: queste classiche del "Bianco" nulla hanno a che vedere con le vie moderne anche trad tracciate in vari siti; trattasi infatti di linee da ricercare con le sole soste e qualche chiodo ed un'arrampicata "chamoniarda"; i gradi sono fuorvianti per chi non è abituato a questo tipo di scalata e potrebbero riservare delle "belle" sorprese!!!!! .

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Ottimo ambiente, salita che nonostante le difficoltà contenute impegna, in particolare per la ricerca della via. Noi avevamo con noi una relazione del Bassanini, decisamente consigliabile. Dal quinto tiro, cambio di assetto con le scarpette, Sembra possibile comunque farla in scarponi( non so il tiro di V).
Con fede e due agguerritissime feb e pri


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Bella via in ambiente stupendo, arrampicata molto fisica e gradi per nulla regalati. Canale di attacco molto secco, ma non ci sono terminali da passare, 45min di avvicinamento. Pochissimi chiodi anche se facilmente proteggibile nelle molte fessure. Nonostante il grado relativamente basso non è una via per principianti, è necessaria una discreta esperienza di trad e di terreni di questo tipo. Il diedro-canale del tiro chiave è espostissimo (scarica direttamente 150mt sopra il ghiacciaio) e il passo chiave non è azzerabile (seppur a un metro e mezzo dal terzo ed ultimo chiodo).
Grandissimo Davide a tirarsi tutta la via, peccato non averla finita per non perdere l'ultima funivia - certo che mettere un'ultima discesa alle 19.00 per i ritardatari quanto gli costa... Un saluto ai nostri dirimpettai Fabio e Lorenzo, impegnati sulla ben più difficile Bonatti alla Chandelle


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Via nel complesso più impegnativa di quanto non ci aspettassimo. Il canale di accesso ormai piuttosto asciutto. Attenzione nel diedro del primo tiro, rocce instabili. Pochi chiodi in via. Il diedro di V+ tecnico e faticoso. Divertente il camino.
Doppie su Les Intouchables.
Panorama mozzafiato. Grazie Crice!!


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Veramente impressionante pensare a de Lépiney che nel 1919 sale la via senza usare chiodi...
Saliti in giornata da Courmayeur, con una cordata di 3 francesi che salivano insieme a noi.
La terminale si passa bene, ora non ci sono fisse per arrivare all'attacco.
Sinceramente noi abbiamo commentato che il granito del Trident non era così gripposo come speravamo... La Pyramide mi aveva soddisfatto di più.
Questa via è decisamente più impegnativa, secondo me, e lo si capisce già dal secondo tiro, dalla fessura che lo apre...
Pochissimi chiodi in via, ma soste a prova di bomba.
La ricerca della via ci ha sottratto tempo (soprattutto capire dove si attaccasse il camino improteggibile, in alto) ed abbiamo dovuto rinunciare alla vetta a due tiri dall'uscita, per essere sicuri di beccare la funivia in discesa, come abbiamo fatto. Scelta difficile ma necessaria.
Scesi in doppia prima su Les Intouchables, poi lungo la via con una corda sola da 60 m; possibile fare un'ultima calata da dove inizia la roccia, per passare le terminali su neve.
Con Simone, socio sempre più affidabile e motivato.
Giornata spaziale come meteo.
Foto e report:
dani-climb2.blogspot.it/2016/07/trident-du-tacul-m-3639-de-lepiney.html


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Stupenda. E' importante avere buona dimestichezza con le protezioni perchè i chiodi in loco sono rari (solo nei tratti più complicati). Per arrivare all'attacco della via occorre prestare molta attenzione poichè all'inizio del canale la terminale è aperta: occorre superarla sulla destra su roccia per poi tornare sul ghiaccio al centro del canale, fino all'attacco (sosta visibile sulla destra). Discesa in doppia lungo la via.
Giornata spaziale senza una nuvola fino al primo pomeriggio. Altre due cordate con noi sulla Lepiney, un'altra sulla direttissima. In compagnia del Dario che se l'è tirata praticamente tutta da primo, sempre più forte, bravo lui!


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Super classica del Trident,roccia sempre ottima,giornata spaziale e vista da cinema sul Capucin
Con Enrico

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Terminale al momento ben superabile in piu punti.

Una serie di friend fino al 3bd puo far comodo.

Doppie corte, senza saltare soste, permettono di non incastrare le corde, vista la complessita' a volte del terreno.

certi 4+ Saliti in scarponi regalano ancora qualche bella emozione...

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La terminale si passa bene sia a destra che verso sinistra. Noi siamo passati a destra sul bordo della terminale a ridosso di una zona di facili placche. Vi sono 2 soste a spit prima dell' attacco vero e proprio (utili per le doppie se si opta per scendere sulla via di salita). Dalla grande cengia il reperimento dell' itinerario non è facilissimo: v' è il rischio di prendere un diedro chiodato ma sbagliato e bisogna abbassarsi parecchio e reperire lo spigolo vero e proprio.
Di terzo grado ve ne è pochino, si tratta per lo più di IV-V stile satelliti. Crepacci ancora chiusi. Scarso rigelo. Molto caldo.
La meno bella delle vie di questo tenore. Non consigliata ai neofiti.
Pierfrancesco Brignolo, Giovanni De Rosa


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Conviene lasciare gli scarponi direttamente alla sosta di attacco della via, a cui si può pervenire aiutandosi con una corda fissa in loco.
Tutte le soste sono con catena e anello di calata.
Sulla grande cengia, attraversare a destra una decina di metri e poi rimontare verso destra grossi blocchi fino alla sosta. Da qui comincia il tiro chiave di V+, inizialmente tecnico e poi di forza. In questo tiro sono presenti 3 chiodi ed un nut incastrato (NON A0!), ma non difficile da integrare. Per il tiro in camino difficilmente proteggibile conviene portarsi un friend del n°4.
La crepacciata terminale non era difficile da superare, ma fare attenzione al ponte di neve. La giornata, con meteo completamente sbagliato, era fredda e nuvolosa... Presa grandine sia all'inizio che durante le doppie. Peccato perchè stavo davvero male e non mi sono goduto affatto la salita.
Una bellissima giornata in ottima compagnia ;-)

P.S. Un saluto a Marco e Luigi, anche da parte dei nostri soci che vi hanno accompagnato durante le doppie...


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La via è evidente. Giunti sulla grande terrazza al termine del terzo tiro, andare decisamente a destra per una quindicina di metri, finché un minimo d'intuito alpinistico vi dice di salire: è là.
Scalata nel complesso impegnativa, ben al di là del tiro chiave (facile, per essere valutato V+) e del camino "old style" che adduce all'ultima cengia. La difficoltà complessiva è data dal fatto che si scala, in genere, su tutti i tiri (compreso l'ultimo, fessura di un bel IV+ secco): niente di trascendentale, quindi, in termini di singoli passi e singoli tiri, ma complessivamente via di grande soddisfazione, paragonabile alla Salluard sul Pic Adolphe Rey, e quanto di più distante da un noioso "scramble" (come la valitazione di alcuni tiri e l'andamento a spirale della via potrebbe far sospettare).
Noi siamo scesi in doppia sulla stessa Lepiney, soluzione rapida che richiede tuttavia un po' di fortuna in fase di recupero delle corde: incastri probabilissimi...

Con Luigi in una giornata un po' incerta (abbiamo preso anche 10 minuti di neve in vetta).
Un saluto a Lorenzo, al suo socio e all'altra cordata della compagnia livorno-spezina, con i quali siamo scesi rapidamente facendo le doppie "a società". Speriamo di rivederci al Muzzerone!


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Bella via. Nonostante i gradi "facili" non va comunque sottovalutata. I quarti gradi all'ancienne potrebbero riservare qualche sorpresa. Inevitabile pensare ai primi salitori che la percorsero senza chiodi.
Scesi in doppia lungo la via di salita (ottime soste a spit). Non male, ma occhio agli incastri.
In compagnia di Luca



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Prima esperienza di arrampicata sui satelliti del bianco. ambiente fantastico. roccia unica, via bella ma faticosa.......facile incastrare le corde in discesa.Bravissimo il socio Andrea che ha tirato tutta la via da primo.

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Non sempre la via più dritta è la più bella, questa chiocciola dà veramente soddisfazione a tutti, anche a me che ho lasciato un pò di pelle nelle fessure e mi sono chiesta un paio di volte come cavolo avrei fatto ad arrivare in cima! Però che spettacolo da lassù il grand Capucin!
Un pò di neve sulle cenge e tanto vento che in discesa faceva far vela alle doppie..un miracolo che non si siano impigliate!
Abbiamo fatto appena in tempo per l'ultima funivia! Mario se non fosse sempre per te che mi tiri come un cagnolino!:-)


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Mi sono lasciato trascinare in questa via anche per la grande curiosità che avevo di provare ad arrampicare sui Satelliti. E meno male che questa è una delle vie più facili in assoluto.....devo rivedere la mia personale tabella di gradazione delle vie (oppure far riscrivere tutte le guide di arrampicata). In cima per non rovinare la festa ai più agguerriti compagni di giornata Emanuele,Federico e Gianluca. Doppie difficoltose x gli incastri facili. Giornata calda, fin troppo!

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L'ultimo satellite che mancava all'appello... Olé!
E altra grande via storica (1919) dopo la De Cessole al Corno Stella. L'audacia di J. De Lepiney fa rabbrividire... senza alcuna protezione ha firmato una via bellissima! Itinerario molto logico che sfrutta davvero i punti deboli di questa estetica torre, roccia solidissima. Dopo i primi tre tirelli virare decisamente a destra sulle balze. Affrontare il diedro (3 chiodi) verso lo spigolo alla cui uscita si gira dal versante sud-ovest al versante sud-est. Discesa su Bonne Etique (fare molta attenzione quando si tirano le corde, facili gli incastri).
Emanuele Camera con Chicco, Gianluca e Max

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Fatti i primi 3 tiri in pessime condizioni: neve su tutti i terrazzini e fessure intasate dal ghiaccio; non siamo riusciti a indossare le scarpette, saliti con scarponi ai piedi e con poche protezioni. Con le condizioni attuali, salita sconsigliata.

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Un parco giochi pazzesco! Stupendi gli knobs alla fine e quando si arriva davanti ai diedri prendere quello di destra per il facile o quello di sinistra per ingaggiarsi sul VI. Occhio alle doppie.

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Via logica. Aperta nel 1919 da Lepiney e soci fa rabbrividire pensando al coraggio che hanno avuto nel salire un tale itinerario senza l'uso dei chiodi. Oggi nel 4 tiro ce ne sono 5 o 6 e fanno molto piacere...
Il camino della 7 lunghezza è difficilmente proteggibile ( forse con mega friends?) e quindi bisogna dotarsi di un pò di coraggio e incastrarsi in opposizione schiena e piedi. Faticoso!!
Con Claudio che ha avuto la fortuna di tirare le lunghezze più difficili e al quale va un doveroso grazie. Ultimo giorno di camping sul Gigante al cospetto del Grand Capucin.


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Roccia ottima, molto belli gli ultimi tiri. La cima è un balcone sospeso sul Grand Capucin.

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Bella via su ottima roccia. Noi abbiamo fatto sei tiri: tre nella parte bassa, L4 il traverso orizzontale verso dx, due tiri nella parte alta.
Fessure, diedri e anche un bel camino su L5.
Si scende bene in doppia sulla via.
Con Dani.


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Caratteristica itinerario

difficoltà: 5b :: 5a obbl ::
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 3490
sviluppo arrampicata (m): 250
dislivello avvicinamento (m): -200

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