Corborant (Cima di) da San Bernolfo per il Buco della Marmotta

note su accesso stradale :: ok
Percorso in condizioni ottimali, buco della marmotta con i solidi maniglioni, rocce asciutte, catene di sicurezza in buon stato
Giornata spettacolare panorama a 360°con vista mare un po' coperto dalle brume. Splendida vista sul lac de Rabuons. In ottima compagnia di G.Peano

Sole caldo e ottimo panorama

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note su accesso stradale :: Come da note, anche se, per raggiungere il secondo piazzale occorre auto alta o 4x4
Personalmente ritengo che fino al buco della Marmotta la difficoltà possa essere catalogata come E, mentre dal buco alla cima, le difficoltà non siano alpinistiche ma si mantengano sull'escursionistico (EE), in quanto le catene con cui è attrezzata la via verso la vetta siano più di aiuto psicologico che per reali difficoltà o per una eccessiva esposizione. Tuttalpiù il sentiero subito prima e subito sopra il buco della marmotta è costituito da sfasciumi che possono vanificare la traccia in alcuni punti dopo maltempo.

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Salita facile decisa all'ultimo essendo in zona laghi, canale di accesso al " buco della marmotta " delicato ma non faticoso, le catene della placca sono utili soprattutto in discesa con roccia bagnata....ma non e' il caso di oggi....giornata limpida e gran pamorama sui vari laghi dalla cima, discesa x l'itinerario di salita con sosta ai lausfer x il pranzo con moglie e amici.

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note su accesso stradale :: STrada sterrata in discrete condizioni; fatto comunque solo alcune centinaia di metri
Il sentiero è facile fino ai laghi, e si procede agevolmente anche nell'attraversamento della pietraia.
Il canalino che porta al passo della Marmotta è molto ripido e franoso.
La parte con le catene è quella da fare con maggiore attenzione, in seguito la traccia porta in cima senza particolari problemi
La giornata è stat praticamnete priva di nubi, e il panorama dalla vetta è veramente bello.
A mio avviso la salita deve essere affrontata da persone con una adeguata esperienza a questi tipi di percorsi; alcune relazioni sembrano sottovalutare le difficoltà.
Le catene non sono solo un supporto psicologico; per persone con poca conoscenza alpinistica risultano necessarie (io ho anche utilizzato un cordino con moschettone per fare sicurezza).



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sono salito dal canale sud est, neve dura in una lingua e poi mi sono dovuto arrampicare a sx per saltare la tana della marmotta occlusa da neve ghiacciata in uscita, cresta con neve che copre ancora per lo più le catene, discesa per il canale sud ovest veramente delicato e da fare con massima attenzione, le rocce nel disarrampicare ti rimangono in mano e i piedi non sono mai in sicurezza, il passaggio dopo detritico è instabilissimo, si scaricano con il passaggio pietre anche di grosse dimensioni.
conosciuti tre ragazzi del cuneese in vetta, grazie per la marmellata


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note su accesso stradale :: Abbiamo parcheggiato la macchina in un tornante a quota circa 1780m. Più avanti la strada diventa sassosa e non adatta a
L’itinerario inizia un po’ stancamente sulla strada che più avanti diventa una mulattiera ed inizia, con molti tornanti, a risalire il fianco della montagna. Ormai ridotta a sentiero, raggiunge un bivio segnalato, che si segue verso destra. In breve si raggiunge il primo lago, e poi subito il secondo.
Seguendo il sentiero e gli ometti, si giunge alla pietraia che si risale prima con alcuni tornanti, e poi con un traverso verso sinistra che porta al masso su cui è infissa una indicazione per il passo della marmotta.
Il caratteristico buco della marmotta è attrezzato con alcuni scalini saldamente fissati alla roccia, ed in condizioni normali non presenta difficoltà alcune.
Si risale un canale che porta al passo: da qui l’itinerario prosegue sulla sinistra, aggredendo il fianco della montagna. La salita su roccia è facilitata (anche solo psicologicamente) dalla presenza di alcuni spezzoni di catena che aiutano la progressione nei tratti più esposti.
Dopo questo tratto, la salita si fa dolce e in poco tempo si raggiunge la croce di vetta.
Per la discesa abbiamo deciso di variare il percorso e scendere per la cengia nord.
Si ridiscende un breve canalino (l’ultimo a destra alle spalle della croce) che porta su una cengia che taglia il fianco nord della montagna da est a ovest. Superando alcuni facili saltini (non esposti e ben appigliati) si raggiunge la palina che indica il passo del Corborant, 2925m.
Da qui bisogna procedere con un po’ di cautela in quanto il terreno è poco stabile: si scende verso sud su di un sentiero che subito si perde sotto l’immensa frana che ha cambiato la fisionomia di questo fianco della montagna.
Cercando di scegliere il percorso meno franoso, tra rocce e fine detrito, si individua più in basso il sentiero che, quasi in orizzontale, ritorna al masso con l’indicazione per il passo della marmotta.
Gita bellissima che attraversa ambienti diversi: grandi prati verdi lasciano il passo prima ai laghi, poi alla pietraia ed in ultimo alla viva roccia che porta sulla cima.
La discesa per la cengia nord può regalare qualche bell’incontro ravvicinato con la fauna locale, in quanto l’ambiente e molto appartato.
Noi abbiamo incrociato quattro o cinque stambecchi che proprio non volevano saperne di spostarsi: d’altronde, gli intrusi eravamo noi.
Gita in compagnia di Marco, che ringrazio per la scelta azzeccata.


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Dopo due settimane di pausa forzata, dovuta ai vari impegni lavorativi e non, finalmente la prima salita di luglio!
Partenza con cielo totalmente pulito e alba spettacolare nel vallone di San Bernolfo. Sentiero evidente e segnalato fino ai laghi del Lausfer, davvero pittoreschi, incastonati tra le rocce montonate e le policrome pietraie di gneiss.Traccia e ometti fino al canalino d'accesso (attenzione a non smuovere gli sfasciumi instabili) per il Buco della Marmotta, passaggio facilitato notevolmente dai gradini e dal corrimano,fondo ancora piuttosto umido e scivoloso.Dalla forcella est senza problemi fino in vetta (in buone condizioni le catene sono più un sostegno psicologico che altro).
Panorama parzialmente limitato dalle nubi incombenti, ma bel colpo d'occhio sulle principali vette delle Valle Stura, in particolare Tenibres, Becco Alto d'Ischiator e laghi di Rabouns.
Discesa lungo l'itinerario di salita....
Circa una decina di persone in vetta e parecchia gente "spiaggiata" presso il primo lago.
Con Buck, che purtroppo si è bloccato al passaggio della Marmotta...

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note su accesso stradale :: si può proseguire un pezzo sulla sterrata da san bernolfo
Abbiamo provato a fare la gita e ci è andata bene oggi! C'è ancora un po' di neve nel buco della marmotta (tutta gelata) e un pezzo sotto del canalino. Ma con i ramponi si va su bene e si passa bene anche nel buco, un po' stretto per via della neve gelata ma con lo zaino siamo riusciti a passare. Sopra c'è un pezzo delle catene con neve gelata, quindi bisogna fare attenzione ,ma se ci si tiene bene alle catene si va. Poi da qui in su niente più neve, si passa su pietraia fino in punta. C'è un pezzo sopra ai laghi prima di arrivare al canalino che c'è un po' di neve, infatti il sentiero si perde un po' ma basta andare in direzione del canalino.
Bella giornata, il mattino era sereno e ci ha lasciati andare in punta tranquillamente con un bel sole. Il pomeriggio tardi ha iniziato a chiudersi ma oramai eravamo giù. Bellissima gita e posti stupendi, laghi ancora un po' ghiacciati in superficie ma bellissimi panorami. Grazie a Clot per la compagnia.


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note su accesso stradale :: nessun problema
Nessun problema fino all'uscita dal buco della marmotta. Il tratto attrezzato con catena non'è completamente usufruibile in quanto una buona parte è sepolta dalla neve ghiacciata. Consigliati picozza e ramponi.
Gran bella gita con meteo splendido e l'ottima compagnia di Andrea. Un saluto anche ai simpatici Gulliveriani Conrad e Nata


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Saliti da san Bernolfo per sterrata e sentiero graduali che non fanno sentire il dislivello nè al fiato nè alle gambe. Splendidi i laghi del Lausfer! Arrivati alla Tana della marmotta con una colatina di neve. Sbucati fuori alla Forcella Est del Corborant, 2900 m circa, abbiamo trovato un po' di ghiaccio insidioso che personalmente mi ha fatto desistere dal proseguire fino alla vetta. Peccato, mannaggia! Conrad invece ha calzato ramponi, impugnato la picca e ha proseguito fino in cima. Grande!

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Una splendida giornata in montagna in compagnia di Manu su questo bel itinerario caratterizzato da numerosi laghi e dalla cima molto panoramica. Sempre suggestivo il passaggio nel "buco della marmotta".

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note su accesso stradale :: Per arrivare fino alla fine dello sterrato ci vuole un 4x4. Noi siamo arrivati a 1850
Gita ottima, ben segnalata, per chi come me non ha mai affrontato enormi difficoltà la tana e' credo una buona palestra. La salita dopo la tana richiede attenzione ma fattibilissima. Nel canale prima della tana, tenersi sulla destra in salita, scarica molto meno. 3h15 di salita per me ed il quintale che mi porto sulle gambe.
Ottimo il panorama in cima, anche se limitato dalle nebbie odierne. Grazie a Dist compagno di salita ed un saluto alle persone incontrate sul percorso.


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note su accesso stradale :: ok
giornata con meteo eccezionale, partito alle 6 e mezza in punta alle 9 circa, incontrato una simpatica signora in punta arrivata prima di me, percorso facile e scorrevole e le difficolta sono praticamente nulle con terreno asciutto. marea di gente ai laghi e a s bernolfo. alla prox!!

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- Strada sterrata da San Bernolfo
- Appena si attacca il versante per accedere ai laghi, prendere il piccolo sentiero che permette di diminuire di almeno 20mins la durata della gita
- Passo della Marmotta : canale senza neve (lato San Bernolfo); buco della Marmotta ben attrezzato
- Attacco cima dal passo : attrezzata con catena: sicuro
- Arrivo alla cima abbastanza semplice
NOTA : per arrivare al passo dal lato del Migliorero portare i ramponi (neve al fondo del canale)


Con Ely... semplicemente bravissima come sempre !!!
Un grazie al ragazzo che mi ha dato due dritte per scendere all'interno del buco ;-) )


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Ottimo sentiero fino ai laghi, dopo un po' da ricercare gli ometti tra le pietraie ed i piccoli nevai; dopo l'ultimo nevaio più grande, sfasciume a volontà fino al canale; era appena stato salito e sceso da un solitario e si potevano evitare i ramponi, comunque... Buco della marmotta agibile, ma senza gli zaini, con gli scalini sotterrati dalla neve, poi cresta pulita.
Discesa per la stessa via.
Gran bella escursione, non difficile né faticosa, ma che vale la pena assolutamente di fare.
Sole caldo al mattino, poi coperto (meno male) dopo mezzogiorno.
Tempi: h 3.10 da san Bernolfo (escluso soste) a salire e h 2.30 a scendere. Con Angelo e Fabio


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Superba ascensione. Saliti dal buco della Marmotta mini mini ferrata nella penombra quasi romantica, poi le belle placche ben attrezzate, discesa dal versante ovest facile ma non banale da fare con piede saldo infine la ricerca del passaggio nella caotica pietraia. Un mix stupendo per una semplicissima escursionista come me. Panorama spettacolare, clima mite. Con gli amici Renè, Maury, Joe, EU e Beppe

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gran bella giornata di sole il percorso e ben segnalato effettuiamo la discesa sul versante opposto di salita, il percorso di discesa posto ad ovest non è facilmente individuabile solo con molta attenzione si intravedono dei piccoli ometti che segnano il percorso che conduce alla cengia e poi al passo del Corborant.
Gruppo CAI Cumiana


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Gita in programma da tempo e finalmente effettuata con l'aiuto di una bellissima giornata : sole assenza di vento e temperatura gradevole ci hanno accompagnato lungo questa piacevole anche se lunga via di salita leggermente impegnativa nel tratto finale ma niente di eccessivo.Per la discesa siamo scesi sul versante opposto passando così dal Passo del Corborant, questo tratto non è agevolato da funi metalliche come la via di salita ed è a tratti dotato di buona esposizione ma non presenta mai punti di difficile disarrampicata ,passi di 1 e di 2 grado , il problema vero e' individuare la migliore via per attraversare la grande frana sotto al Passo , rarissimi gli ometti e numerose le grosse pietre mobili . Un saluto alle numerose persone incontrate lungo il percorso e Buona Montagna a tutti.

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Piacevole escursione di medio impegno in un vallone relativamente poco frequentato.
Percorso sempre molto ben tracciato e ben segnalato, impossibile perdersi. Evidente l'impegno di chi ha tracciato nel cercare, per quanto possibile, di evitare i tratti più franosi delle pietraie.
Lungo la strada sterrata iniziale, poco dopo la partenza, si incontra sulla dx una sorgente-abbeveratoio di ottima acqua fresca, buono per i rifornimenti. Più avanti l'acqua di torrente di lago non manca certo, ma non ci sono sorgenti.
Il tratto dal canalino del Buco delle Marmotte in poi aggiunge un tocco alpinistico alla salita. Pur non essendo né Assurdamente Difficile e neanche Pervicacemente Difficile, la presenza di qualche tratto esposto, ma sempre molto ben protetto da una catena nuova di pacca, aggiunge un pizzico di divertimento. Consiglio l'uso del casco (anche se ero l'unico a portarlo), per il rischio di distacchi *anche spontanei* di pietre di medie dimensioni.
(la posizione di certe pietre è così precaria che a volte basta la vibrazione di un passo a farle cadere, non è necessario toccarle)
Sul tratto finale del canalino, prima del Buco, consiglio di tenersi sulla sinistra e non sulla destra dove passa la traccia: così ci si può muovere sul costone di roccia, che è solido e ben appigliato, anziché sul terreno franoso.
Panorama dalla cima superbo.
La cima in giornate come questa è un crocevia internazionale, ci siamo trovati in arrivo da S.Bernolfo, dal Remondino e dalla Francia.
Da S.Bernolfo il cammino è ormai perfettamente pulito dalla neve; dal Remondino mi hanno riportato la presenza di placche di ghiaccio che rendono il percorso molto insidioso, nonostante la presenza della catena.
Al ritorno, sosta d'obbligo nelle macchie di mirtilli lungo il sentiero: slurp!
E siccome l'appetito vien mangiando, ulteriore sosta al rifugio Dahu di S.Bernolfo, dove per un obolo mi hanno servito un taglierone pantagruelico di salumi vari con marmellata di cipolle (fa senso a dirlo, lo so, ma è buonissima!).
Gita in solitaria.


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Saliti dal "buco della marmotta", siamo scesi in disarrampicata dalla via normale arrivando al Passo Corborant. Sul percorso sono rimasti pochi nevai; occorre un pò di cautela nell'attraversamento del primo, che si incontra poco dopo al lago inferiore Lausfer dove occorre fare un traverso in media pendenza. In vetta sono salite altre 4 persone, tra cui un inossidabile signore di 72 anni super allenato, complimenti!
Tempo bello per salita e discesa, grande panorama!
Avvistato stambecchi sul percorso.
In compagnia di Umberto, amico conosciuto da poco durante una gita in Valle Gesso e che, nonostante 3 ore di auto per arrivare a S.Bernolfo, ha accettato con entusiasmo la proposta di questa gita!


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note su accesso stradale :: Nessun problema
Bellissima escursione!! Prima volta in cima con panorama strepitoso in una giornata peraltro stupenda...da fare almeno una volta nella vita!! Salito dal Buco della Marmotta (perfettamente attrezzato) e sceso dal Passo del Corborant (un po' di sfasciume da fare senza fretta). Nessuno in cima al mio arrivo.

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Incerti fino all'ultimo per le previsioni poco incoraggianti, alla fine partiamo comunque e veniamo premiati: le nuvole ci lasciano il tempo di salire e scendere tranquilli prima di darsi convegno sopra la nostra testa. Divertente il buco della marmotta, anche se i gradini sono a misura di gigante! Dalla forcella in poi nessun problema. Un saluto al varazzino incontrato in cima e naturalmente al Lupo!
Con Mara: massari win!


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cielo sereno al mattino,poi si è annuvolato,saliti per la tana della marmotta e scesi dall'altra parte sulla frana (detriti instabili)ancora presenti alcuni piccoli nevai sul sentiero
saluto i compagni di gita giovanni,maria,margherita,germano,federico,beppe,luciana,gianni,daniela e beppe che abbiamo trovato in cima


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note su accesso stradale :: ok fino a s. bernolfo
Finalmente una bella gita!!!Giornata limpida e calda ma in salita si stava bene grazie ad una leggera brezza...
Ascesa non difficile grazie alle catene e agli scalini.
Partito in compagnia di papà, Cinzia e Andrea, poi sulla salita abbiamo incontrato Elio, Anna, Irene e laura con i quali abbiamo proseguito fino in cima.
Porgo un saluto allo skyrunner incontrato in vetta.



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note su accesso stradale :: asfalto fino a s.bernolfo, poi sterrata ma praticabile
sentiero facilmente seguibile per la traccia di passaggio, difficilmente perdibile anche nel tratto dei laghi dove la traccia si fa un po' più flebile.
Nella parte bassa del tracciato, possibilità di seguire la carrareccia più facile o il sentiero che si inerpica un po' più ripido al fianco della prima.
canalino vcerso il "buco della Marmotta" in condizioni non buone, detriti e sfasciumi instabli che lo rendono lievemente pericoloso in caso di ascesa in gruppo (possibilità di caduta pietre).
buone le catene, utili e rassicuranti, scalini della scaletta del "buco"...posizionati per l'ascesa di giganti :P
tempo bello, ma temperatura già molto bassa (acqua gelata sul sentiero al mattino in salita) e aria tagliente

bella compagnia, saliamo in 5, partenza presto di buon passo.
in cima giusto il tempo di ammirare il panorama e fissarne la bellezza nella memoria prima di scendere nuovamente ai laghi dove ci apprestiamo a mangiare un veloce pranzo al riparo ( si fa per dire) della casermetta diroccata!

bella gita, vale la sveglia anche un po' presto!!!


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note su accesso stradale :: strada asfaltata fino asan Bernolfo
Salita dai laghi di Lausfer per il "buco della marmotta". Canalino per il buco abbastanza rovinato (dai temporali del sabato sera precedente?). In cima prima e dopo di noi una decina di persone, alcuni saliti dal rifugio Migliorero, anche da quel lato l'accesso é facilitato da catene.
Discesa dalla punta verso ovest, a raggiungere il colle del Corborant (cartello segnaletico m.2950, ma 2925 sulle carte) per cengette e qualche tratto in disarrampicata. Si raggiunge il lago superiore del Lausfer sul lato ovest scendendo per pietraia con percorso a vista, radi ometti solo nella parte alta. Da qui ci si riporta facilmente sul sentiero di salita.

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Giro ad anello salendo dal buco della marmotta, ora provvisto di scalini , graxie al CAI Fossano e discesa al passo Corborant. Dalla forcella catene sulle placche, evitabili ,non è difficile. Panorama super dalla vetta. Scendere con attenzione al passo Corborant,in quanto esposto e franoso.Poi nel canale tenersi a sinistra,contornando la parete così da poter ritrovare il sentiero. Al bivio vallone Barbacana - sentiero per i laghi ora presenti cartelli indicatori e sulle pietraie a salire tacche rosse e parecchi ometti, impossibile sbagliare. Anche al bivio per il buco della marmotta c'è un cartello. Giro abbastanza lungo , per escursionisti esperti, data la particolarità della zona e i tratti senza sentiero. Consigliabile ,in discesa dopo i laghi ,sfruttare tutte le scorciatoie per evitare quelle noiose giravolte della strada. Questo anche in salita. Dislivello 1300 mt. 3 ore circa a salire e 2 circa a scendere. Consigliabile solo con ottime condizioni meteo.

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note su accesso stradale :: sterrata aperta oltre san bernolfo, fino a 2000 m ca
Giornata molto calda e limpida, nuvole lontane! Partiti da San Bernolfo, pensando che la sterrata fosse chiusa..Salita non "leggerissima", soprattutto prima dei laghi e del buco. "Buco della marmotta" molto suggestivo e catene non indispensabili (salita)! Panorama molto bello, fino agli Ecrins! Scesi dalla normale, con molti detriti! Con jack, wil e dado

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Bella gita. Superbo l'ambiente sempre. Senza particolari difficoltà. Catene presenti negli unici passaggi esposti. Belli i gradini nel Buco della Marmotta. Unico punto delicato, per l'instabilità del terreno, appenna prima del Buco.
Con Alessandra.


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Premessa: la zona di San Bernolfo non eccelle per segnaletica montana. Si parte a 1700 m e la prima pennellata rossa si trova a quota 2400; inoltre, anche alla partenza le indicazioni sono scarse e salendo si trova appena una vecchia palina, peraltro evitata dal tronco principale e più battuto del sentiero. Insomma, è bee che chi non conosce la zona e voglia raggiungre il Corborant si documenti bene prima mediante cartine e che si faccia un'idea della direzione da tenere (che non è quella del bacino idrografico principale, bensì quella delle cascatelle sulla destra). Assurdo che non ci siano indicazioni neppure per i laghi di Lausfer! Per fortuna, il posto è incantevole e noto agli escursionisti, sicché di fatto non si hanno problemi a tenere il sentiero, battutissimo! :-) Dai laghi (che salenedo ricordano quelli della Forcellina, sottostanti il passo delle Sagnette: chi è stato sul Viso non li dimentica!) pennellate rosse e omini conducono nel buco della marmotta, di arrampicata divertente e suggestiva; da qui, agevole salita in vetta. Discesa sul versante francese verso il passo di Corborant (vedi descrizione; omini, non pennellate), via alpinistica con uno o due passaggi di II e qualche facile roccetta. La parte più impegnativa è quella subito sopra il passo, con un breve traverso esposto. Tutto sommato però la parte più "antipatica" si incontra scendendo dal passo: nel 1987 una grossa frana si è staccata da questa parete del Corborant, e nei detriti di questa frana si cammina, su fondo instabile dunque e di buona pendenza. Camminare cn attenzione per non scivolare! In un tratto scompare il sentiero, che si ritrova ad occhio verso il buco della marmotta. Comunque, facile alpinismo e bellissima montagna, di cui consiglio il giro ad anello descritto! Il panorama dalla vetta è stupendo, si contano almeno 20 laghi! Oltre ai già nominati Lausfer, bellissimi, eccelle il Rabuons sul versante francese. Tempi: 1 h 30 dal parcheggio di San Bernolfo ai laghi + 1 h dai laghi alla vetta. Il Corborant ripaga di ogni fatica...

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note su accesso stradale :: ok a San Bernolfo
Stupenda gita come la giornata che ho trovato passando per i favolosi Laghi Lausfer e poi su per il "Buco della Marmotta" in perfette condizioni con ancora un accumulo di neve che non da problemi,arrivando alla forcella est con il canale nord ancora ben innevato e da qui alla vetta per la cresta est.Ora si pranza e poi due orette di relax tra sole,vento fresco a tratti moderato e un magico panorama arrivando altri due e un gruppone,per poi ripartire scendendo per il Passo Corborant tra gli instabili sfasciumi e poi per la stessa fino all'auto.Ancora qualche residuo nevoso e i versanti nord ancora abbastanza pieni.NB:dalla forcella est hanno attrezzato con le catene il primo tratto di cresta e il canale nord.

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note su accesso stradale :: San Bernolfo
Visto che il tempo tiene andiamo avanti. Da s.Bernolfo non ero ancora salito sul Corborant. Direi divertente come salita, fin troppo messa in sicurezza ormai. in cima giornata splendida mentre poco sotto i laghi una mare di nuvole (come sempre solo nel versante italiano, in Francia non una nuvola!)
trovato in cima 3 escursionisti (saluti) e poi ci ha raggiunto un francese.Sceso verso mezzogiorno (proprio tanto caldo non faceva) sempre attraverso il "buco della marmotta".


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Nulla da aggiungere all'ottima relazione di Pedrito.

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note su accesso stradale :: Strada Percorribile 1/3 con auto rispetto al vecchio divieto
Chiuso il conto, con questa cima e il trittico Becco e Cima Ischator e Corborant. Non c’è più il cartello di divieto d’accesso e neanche la palina che a giugno avevamo trovato divelta a fianco della strada, pertanto abbiamo proseguito, togliendosi 140 mt. circa pallosissimi più per lunghezza, che ovviamente dislivello, prima che la strada cominci a salire più decisa e peggiorino le condizioni della medesima. Anche così lunghetta lo stesso, prima parte sulla strada infinita, poi dai laghi diventa bella, e soprattutto a buon passo, non essendoci neve, si arriva al canalino, conviene proseguire un po’ sul sentiero verso il passo di Corborant oltrepassare per poco il canalino del Buco e in prossimità di un pietrone liscio sul sentiero con bollo rossa si piega a dx, salendo, e per ripide zolle erbose, si ritorna indietro e si imbocca il canalino quando si restringe, evitando così gli sfasciumi iniziali, da qua per traccia sabbiosa e pietrisco (attenzione a non scaricare) si arriva al Buco della Marmotta, ottimamente attrezzato (il primo gradino può essere un po’ alto, basta sfruttare la fessura sulla sx del roccione e lo si sale agevolmente). Dal colletto ampia “rassegna” di catene, che in condizioni di roccia asciutta sono abbastanza eccessive… (occhio una catena ha perso uno spit mediano) in presenza di roccia bagnata o ghiacciata (primaverile, ecc.) direi più che utili, si trova anche qualche tratto di bella arrampicata tagliando, o poi un noioso tiraculo-pietraia in vetta. Panorama ottimo. Discesa per la normale del Passo (si prende lasciando la croce alla vostra sx in direzione nordovest, da lì per elementare cengia si scende tagliando tutto il versante della montagna attenzione verso il Passo a non buttarsi sugli sfasciumi, più in basso, ma proseguire (ometto su roccone) con passaggio un poco esposto, ma facile ben appigliato per guadagnare 4-5 metri di facile canalino verticale che depositano direttamente al passo (foto), In alternativa c’è un canalino un po’ più difficile, più a monte che permette di evitare questo passagio, a mio avviso, tutti e due buon passaggi, meglio che aggirarlo su pietrisco infido e pericoloso, come molti fanno... Dal Passo siamo scesi sulla dx idrografica e ci siamo persi la deviazione e quindi alla base della piatraia, a grossi blocchi, ce la siamo dovuta attraversare tutto per riprendere il sentiero… TENERE INVECE SEMPRE LA SX IDROGRAFICA, del canalone. Forse in tutto questo tratto di discesa qualche bollo non avrebbe guastato…
Gita tutto sommato carina,ma sicuramnte più bella con la neve, non scrivo altro sulle catene, se noi poi scoppia la polemica… :-) Molto frequentata… un po’ da tutti i versanti e un po’ da vario campionario umano.... Casco consigliato, soprattutto a gruppi numerosi, uno spezzone e un cordino utili per i meno esperti e insicuri.
Ritorno scassagambe (sentiero super sassaiola) infatti c’ho rimesso un po’ una caviglia tendine, vabbe’… per un po’ mi toccherà del riposo forzato…. Con Wolf82 e gli indistruttibili RobyAdry.
Buone Gite a tutti




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sentiero comodo e ben segnato, sotto la verticale del buco non lasciarsi tentare di salire in verticale, poco dopo si trovano le tracce che portano verso il buco... più bello quando non c'erano i gradini di ferro... esagerata la catena dal colletto.
Discesa sulla cengia verso il colle Corborant, dal colle ci siamo tenuti tutto a destra (orografico) sentita la continua caduta di pietre. Siamo scesi fino alla "morena" di pietre, l'abbiamo attraversata in piano e poi tagliato in discesa verso i laghi
con Stefano


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Salita piacevole e divertente con vetta molto panoramica.
Saliti da sud per il “buco della marmotta” e scesi per la parete ovest, effettuando così la traversata della montagna. Parete ovest consigliabile in discesa per la presenza di sfasciumi e rocce rotte dal passo del Corborant (2925 mt).


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Saliti dal Buco e scesi dal Passo (lo sfasciume è sempre peggio)giornata con sole e nuvole ma nel complesso buona. inserito traccia GPS
Con Annalucia (che va sempre meglio complimenti)e Giacomo (purtroppo Chiara è rimasta al Lago)


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Interessante ascensione ad una delle più belle vette della Valle Stura, la cima Corborant. Siamo partiti all'alba da Chivasso alla volta dei 1.700 metri di San Bernolfo. Da qui abbiamo risalito il sentiero sempre ben tracciato fino alla pietraia detritica sottostante il "buco della marmotta", dove provvidenziali ometti ci hanno consentito di salire lungo la via più logica. Spettacolari i due laghetti Lausfer dove nuotava una miriade di piccolissime trote. Sul ripido canale di accesso al "buco" bisogna fare attenzione agli sfasciumi un po' insidiosi (conviene riporre i bastoncini e portarsi sulla destra del canale dove è possibile mettere le mani sulle rocce sicure che lo delimitano) e soprattutto alle pietre che possono far cadere dall'alto gli alpinisti che precedono sulla ripida cresta sovrastante. Il caratteristico "buco della marmotta" è attrezzato con gradini da ferrata giustamente distanziati tra loro che costringono a salire tirandosi su di braccia. Dopo l'uscita dal "buco" abbiamo superato un tratto molto esposto ma protetto con catene fino a quota 2.850. Gli ultimi 150 metri di dislivello si compiono su tracce di sentiero alternate a detriti che non presentano difficoltà o rischi particolari. Le condizioni meteo eccezionali ci hanno consentito di stare a lungo in vetta ed ammirare un panorama mozzafiato a 360 gradi ed inusuale per noi, esponenti del C.A.I. di Chivasso in trasferta. Il massiccio dell'Argentera svettava per la sua mole mentre la sagoma inconfondibile del Monviso dominava la scena da quota 3.010.
Il viaggio in auto è stato lungo ma ne è valsa la pena. Con gli inossidabili Bruno, Lino e Mario.


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Salito dal Buco della Marmotta,divertente arrampicata dopo il Buco fuori via in cerca di erbetta,condizioni via normale ottime.Scesi al passo Corborant.
Con Gianni seconda volta sul Corborant,bella giornata,nuvole al pomeriggio,incontrato tre simpatiche ragazze sulla cima,bellissimo ambiente vista stupenda sui laghi, Tenibres,Rossa,Ischiator ecc....


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Bellissima salita in ambiente molto selvaggio. Salita dal buco della marmotta, dove la scaletta dà un grande aiuto (soprattutto in condizioni di grande umidità come oggi) e discesa per la normale del versante W (divertente).
Va e vieni di nebbia, ma nel complesso il tempo ha tenuto, solo una mezz'oretta sotto il temporale sulla strada del ritorno!


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Gita fantastica in compagnia di vecchi e nuovi amici!Paesaggio mozzafiato!giornata da ricordare!

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Gita alla vaccaputanga…
nel senso che dopo aver cambiato meta 3000 volte causa meteo, alla fine si doveva andare al Frisson, ma visto le nubi nere, e un timido sole sul Monviso arrivati a Cuneo abbiamo optato per la Valle Stura e cammin facendo abbiamo deciso per il Corborant da S. Bernolfo, sperando di trovare meno neve e sperando fosse più breve l’avvicinamento…. In effetto il meteo ha regalato in mattinata molti passaggi nuvolosi, ma anche bellissimi squarci di sereno.
Lasciata l’auto poco sopra S. Bernolfo (occhio la palina di divieto d’accesso non è visibile, perché divelta…. in prossimità dell’invaso fluviale di cemento poco prima di una baita isolata). Tra nuvoloni, e iniziale poca visibilità abbiam “cannato” il bivio e tirato per il Passo di Barbacana (non avevamo la cartina…), ingannati da qualche ometto, poi ci siamo accorti dello sbaglio e grazie alla bussola e una provvidenziale ampia schiarita abbiamo fatto un lungo traverso sotto il Becas per recuperare il sentiero corretto. Ci sono ancora numerosissimi nevai dal lago di Lausfer inferiore, solo in qualche canalone la neve sta andando via. Praticamente dal lago si cammina quasi sempre su nevaio e isole rocciose (rocce montonate) e qualche ostica pietraia, per evitare qualche nevaio. Nel salire non essendoci, bolli, paline visibili, e punti di riferimento evidenti, conviene tenersi sulla dx dei laghi (salendo). Costeggiare sempre sulla dx (come d’altronde indica il sentiero sulla cartina) anche il lago Superiore e rimontare in direzione nord-ovest per pietraia e nevai guadagnando l’accesso al canalino del Gendarme. Il canale della normale del passo del Corborant è ancora ben innevato e non è di particolare pendenza, il canalino del Gendarme invece ha già scoperto il cono di deiezione… ma nella parte più ripida c’è ancora neve. Purtroppo non molta neve per rendere agevole il superamento roccioso del masso che sbarra il canale e né troppo poca per affrontare il “buco della marmotta” (ostruito completamente da nevaio). Il passaggio di III attualmente è molto delicato, perché il nevaio del canalino ha formato una sorta di “crepaccia terminale” dal masso che non permette di attacare bene il passaggio, che seppur brevissimo è veramente ostico, data la presenza sotto di un notevole buco... quindi non vi è possibilità di trovare un buon appoggio per issarsi sul passaggio... oltremodo non sapendo se c’erano spit avevamo addocchiato un unico spuntone per doppia più sopra nel canalino (sotto la cornice verticale in uscita), ma presumilmente lo spezzone di corda da 30 mt. che avevamo appresso non sarebbe stato sufficiente per una "doppia", che portasse comodamente oltre il masso. Noi dopo qualche vano tentativo ci siamo fermati qua, anche perchè erano già le 13 passate, e il tempo stava ripeggiorando (nuvoloni, riduzione visibilità). Sceso il canalino faccia a monte con picca ramponi su neve marcia su neve ghiacciata…, un po' delicato.
Personalmente penso concordando con Marcog72 ( ?modulo=itinerari&template=dettaglio&id_gita=5905), che per la salita primaverile sia nettamente consigliabile la via dal Migliorero, seppur più lunga, ma più semplice e di migliore esposizione per la neve. Da questo versante conviene affrantarla, in inverno o prima primavera, con abbondante innevamento, o in piena estate-autunno, quando il “passaggio della Marmotta” è praticabile e privo di tappi di neve .
Gita per niente banale, parecchio lunga, completa; emotivamente scriverei da ****: meteo al mattino più che accettabile (ampi squarci di sereno), ambiente stupendo: severo d’alta montagna, tra nebbie, nevai, laghetti ghiacciati, prati fioritissimi, fontanili d’acqua ovunque, cascate, veramente notevole. Purtroppo però non in condizioni, soprattutto se nei prossimi giorni farà caldo (ieri tutto sommato ha fatto fresco 8 gradi ai 2700, mantenendo i nevai accettabili)


Osservazione personale opinabile:
da relazione leggo che dall’altra parte nel vallone del Migliorero, nell’altro canalino c’è un’ inutile catena… secondo me, non sarebbe una malvagia invece mettere da questo lato, uno spit all’attacco e uno all’uscita per un’eventuale piccola “doppia” (vedi Canale dei Genovesi), permetterebbe di salire e soprattutto scendere il passaggio con relativa sicurezza in inverni magri di neve o in tarda primavera…




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Bella cima, dove già da tempo volevo fare un salto. Carini sia i Laghi del Corborant che s'incontrano durante la salita sia quelli che si possono poi ammirare dalla vetta. Nel traverso sopra al "Buco della marmotta" sono state fissate delle catene. Un saluto alla buona e divertente compagnia.

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note su accesso stradale :: Strada per capanna di Corborant percorribile senza divieti!?!!
Giornata stupenda con poco affollamento e salita sicuramente adesso molto agevolata (io erano un pò di anni che non salivo più!) dagli scalini e dalle catene!!! Un pò meno emozioni durante la salita ma sicuramente maggiore sicurezza che, su percorsi come questi sempre abbastanza frequentati, è decisamente opportuna!!! Forse (ma con questo non vorrei sollevare le ire di qualche puritano!!) due tratti in catena potrebbero essere utili ai fini della sicurezza anche nei due tratti un pò più esposti del percorso di discesa lungo la "normale" che, per quanto facile, è sicuramente abbastanza pericoloso per la qualità del terreno!!
Con le mie "discepole" Carla ed Erica che affrontano questi, anche se pur facili percorsi, con sempre maggior sicurezza!!!


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note su accesso stradale :: Ok fino a San Bernolfo
Partiti dal parcheggio con qualche timida schiarita che faceva capolino tra le nubi. Siamo saliti senza problemi sino al lago superiore di Lausfer in ambiente suggestivo, dove il grosso del gruppo si è fermato; da qui in poi il percorso era innevato e la visibilità abbastanza scarsa. In cinque abbiamo proseguito e siamo saliti nel buco della marmotta, molto umido e scivoloso. Sulla cresta est abbiamo dissotterato le catene coperte dalla neve e poi facilmente in punta. Dalla vetta una timidissima apertura verso l'Ischiator e molte nubi in tutte le direzioni. Gita sociale del Cai Torino sottosezione Geat

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A causa di un bel pacco mi sono trovato con la mattinata libera. Partito presto, alle 9 ero in vetta con una luce stupenda. Veramente una bella gita, direi quella che mi è piaciuta di più in zona assieme alla salita all'Ischiator. Classica cima dove è meglio non incontrare gente, perché il canale verso il "buco della marmotta" è di sfasciumi. Sarò un po' grossolano, ma due pietre le ho fatte partire. La piccola "ferrata" realizzata al "buco della marmotta" rende assai agevole il suo superamento, facilitando così di molto la gita.

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note su accesso stradale :: Ottima sino a Pianche, più stretta ma asfaltata sino a S. Bernolfo
Gran bella cima che da sempre attirava la mia attenzione, vuoi per la sua forma, vuoi per il vallone che non avevo mai visitato e poi per la curiosità di passare per il "Buco della Marmotta" ossia una grotta formatasi dalla caduta di un grosso masso tappando così il canalino che porta alla Forcella Est del Corborant (ora attrezzata con gradini d'acciaio che aiutano notevolmente la salita).
La via si sviluppa su sentiero sino ai laghi del Lausfer inferiore e superiore (che meritano una sosta di qualche minuto e più di una foto), poi prosegue per traccia su pietraia, ma sempre ben segnalato con ometti sino al canalino di salita alla Forcella Est (che separa la cima dal Gendarme del Corborant) e per il buco menzionato sopra.
Da qui inizia la cresta Est che porta alla vetta, non difficile e con poca esposizione ma che va comunque affrontata con prudenza e in buone condizioni della montagna stessa, soprattutto nel primo tratto dove la roccia è più liscia.
Ottima la vista dalla cima che, oltra ad offrire una buona panoramica sulle principali vette delle Marittime (Argentera, Nasta, Gelas, Tenibres) e delle Cozie (Monviso, Oronaye, Brec e Aiguille de Chambeyron, Meja...), offre una bella visibilità sui numerosi laghi che la circondano (dal grande Lac de Rabuons, ai laghi d'Ischiator a quelli del Lausfer).



Kevin


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Partito da s.bernolfo alle 07.00,in vetta alle 09.45;alcuni km di strada sterrata con ottimo fondo,poi buon sentiero fino al lago superiore del lausfer,ottima traccia nella pietraia con ometti e tacche rosse e infine salito il canalino(fra la cima e il gendarme)in parte erboso che
immette nel buco della marmotta,attrezzato con pioli in ferro;poi in vetta su roccette e tratti di sentiero.
L'unico parte con pendenza sostenuta e' la breve salita per passare nel buco della marmotta,per il resto poco faticoso,soprattutto la sterrata che prende quota molto dolcemente.
Sono sceso dalla stessa parte,perche' dal passo corborant il terreno sembra decisamente piu' instabile.
il canalino che,da poco sopra il buco,scende verso i laghi d'ischiator e il rifugio migliorero e' attrezzato con una lunga catena.



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nonostante il meteo avesse previsto sole e caldo, ci ritroviamo immersi nel nebbione e nella pioggia autunnale...
un tantino problematica la prima parte della cresta essendo bagnate le placche e la nebbia di certo non ha aiutato.
ma alla fine ci troviama in vetta assieme ad un numeroso gruppo del CAI di Svigliano saliti per la normale...via dalla quale siamo poi scesi...
gita fatta con papà, per lui il primo tremila...!!!


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Vetta molto panoramica. Divertente, ma non banale, il passaggio atletico nel buco della Marmotta.

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Partito da San Bernolfo:gran bel posto con vista spett.dalla cima,bello e caratteristico il passaggio sotto la roccia incastrata(non fidarsi della scaletta abbastanza sfilacciata e quindi pericolosa).si sale comunque senza difficolta',discesa invece dalla normale per il passo di Corborant.

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Giornata di nebbie che hanno impedito di gustare l'ottimo panorama. Temperatura elevata e neve molle nel canale, data l'esposizione.

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Bella gita col cai di Varazze

se volete vedere un pò di foto e usate emule
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Bella salita dal buco della marmotta con canalino attrezzato con pioli, giornata soleggiata e gran panorama sulle cime circostanti, discesa dal passo, con Valerio.

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  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: EE/F :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Tutte
    quota partenza (m): 1700
    quota vetta/quota massima (m): 3010
    dislivello salita totale (m): 1310

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