Carbonè (Monte) Via Normale da San Giacomo

Il sentiero ha avuto un "restailing" fino al lago del vej; sopra è un po' meno tracciato ma sempre visibile; è molto lungo con i suoi tornanti e sale (fin troppo) dolcemente; bella gita con vista su laghi e laghetti; canale finale da fare attenzione alle pietre...
oggi con agatino, angelo, eliano e due sergi

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note su accesso stradale :: Strada libera e pulita
Per perdere meno dislivello e per visionare la cresta sud sono passato dal versante ovest compiendo un traverso, poi giunto all'attacco della cresta sono sceso sul versante est prendendo il sentierino che conduce al canalino e poi la cima. Oggi praticamente camminato sempre su sterrata o sentiero, senza sfasciumi come in altre circostanze, per dislivello e chilometri circa 25/26 AR non c'è da lamentarsi; luoghi selvaggi, incontri con fauna, flora alpina, percorsi, piste poco battute, ricerca di nuove vie e pochi cristiani sono per me l'essenza della montagna, il Barone oggi ha fatto solo un tratto di variante poi ha preferito continuare sulla normale.

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Servono ancora i ramponi per fare il traverso dal colle per reperire la cengia. Dalla cengia in poi tutto asciutto . Qualche chiazza di neve da quota 2500 fino al colle . Neve comunque portante . Oggi dal Lago del Vei del buc solo io Federico e tanti animali . Giornata stupenda.
Il sentiero e stato rinnovato molto bene fin sotto il lago del vei del buc .
Lunga gita (26km) in ambiente molto selvaggio con ben 3 laghi e molti stambecchi , camosci , e anche galli forcelli . Il panorama sulla zona gelas , clapier e Maledia è molto completo . Grazie a Federico per l'ottima compagnia e la pazienza. Ottimo il panino al bar del gelas vicino al parcheggio.


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Ho approfittato di un giorno di recupero dal lavoro per fare questa interessante passeggiata. Primi colori autunnali e ultime mucche al Pian del Rasur. A livello di tempo, se ne impiega meno rispetto alle 6 ore date da Bruno e Campana su "In Cima" (in tre ore e mezza ero in vetta, senza correre). Durante la salita al Passo, si gode di un bel colpo di vista sul giogo Capier-Maledia-Gelas. Cima molto panoramica e poco frequentata. Tornato quasi al Passo, sono sceso sul versante opposto (Vallone delle Quarantene) al bel Lago Carboné (si perdono sui duecento e pochi metri) per un saluto al Dakota del 1954. Durante il ritorno una nuvoletta ha portato i primi fiocchi di neve. Gita in totale e - in questo caso - apprezzata solitudine, salvo l’aver incontrato due ragazze che nel pomeriggio salivano al Lago dei Vej del Buc...come fantasmi nella nebbia.

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Bella gita in solitaria,immerso nei colori e nelle
atmosfere autunnali.Allungo e dislivello veramente
notevoli.

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Di corsa da San Giacomo fino al Passo Carbonè con discesa un po' pericolosa causa pietre bagnate sul Lago del Carbonè per vista dalla riva. Stupisce davvero vedere un sentiero così ben mantenuto ad altitudini del genere.
Giornata stupenda e nessuno nei paraggi, così ho preferito desistere dalla breve scalata al Monte Carbonè un po' per il freddo e un po' per il canalino bagnato dalla pioggia del giorno precedente.
Sul cartello del Passo è stata deposta una targa commemorativa in ricordo delle vittime dell'incidente aereo avvenuto nel '54.

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Con notevole spostamento fino al termine del pian del Rasur, e discreto dislivello fino al passo di M.Carboné, si fa una lunga passeggiata sulle mulattiere e sentieri di caccia del Re in un magnifico ambiente poco frequentato. Al passo occorre cambiare atteggiamento dedicando più attenzione al terreno scosceso, soprattutto nel percorrere le cenge erbose senza possibilità di appiglio che conducono al canalino roccioso che porta in cima. Nella parte alta dell'itinerario panorami stupendi e compagnia di molti tranquilli stambecchi.
Con Angeloski, Sergio e big Ezio


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Partito sotto leggera pioggerella,che poi e' ritornata piu' in alto anche piu' forte...Poi bel sole e grande vista dalla cima.Facile il canalino,anche se molto sfasciumoso e bella la vista sui vari laghi della zona.
Nessuno oltre il lago del Vej del Bouc...era tutto per me oggi.


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giornata molto bella ma parecchio ventosa. Dal lago in su la mulattiera compie ampi giri che rendono un po' dispersiva la salita. Percorso tutto pulito, canale percorso con un po' di attenzione per via del vento che ha smosso qualche sasso. Breve sosta in cima e poi il lungo ritorno. In discesa, incrociato una sola persona verso il colle con la quale ho scambiato qualche parola, poi il mondo intero al parcheggio di S. Giacomo

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Ritorno dopo anni su questa dimenticata vetta....peccato perchè è una bella montagna in ambiente incontaminato e selvaggio, dove incontrare qualcuno (dal lago in su)è veramente difficile, ma questo permette di salire il canalino con relativa tranquillità visto che è tutto una piccola pietraia mobile (tra l'altro è già completamente sgombro da neve)In cima una piccola nuova croce con relativo libro di vetta.
Tutto in solitaria, a parte una persona incrociata quasi al passo che già scendeva, probabilmente per il gran vento che oggi ha imperversato per tutto il giorno, tanto che in vetta il tempo per 2 foto e una dedica sul libro e poi giù al riparo. Era parecchio che non venivo di domenica a S.Giacomo: che carnaio!!!!


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Cogliendo la ghiotta occasione di una intera giornata libera da impegni vari, ecco che la scelta cade sul Carbonè, cima mai salita in precedenza e che richiede ben più di mezza giornata!
Poco dopo il bivio successivo al Lago del Vei del Bouc, il sentiero, nell'attraversamento di un pendio erboso, è poco visibile, specialmente quando si sale con il sole dritto negli occhi..., più avanti però ritorna ad essere ben definito e largo (una vera e propria antica mulattiera).
Dal Passo del Monte Carbonè non si perde molta quota, ben presto, a sx si vede un ometto che conduce alla cengia erbosa (un pò esposta in alcuni punti), poi in breve al canalino. Superato il caratteristico masso incastrato sul lato dx (sx orografica), dopo pochi metri conviene salire (a 4 gambe...)tenendo la dx, dove ci sono solide roccette, in tal modo si evitano gli sfasciumi della parte centrale.Occhio alle pietre....nella discesa è molto facile che qualcuna rotoli.
Dalla vetta, panorama veramente eccezionale!Non solo sul nodo Gelas-Maledia-Clapier, ma anche tutt'intorno. Visibile un laghetto ancora in disgelo(!!) nel vicino vallone a NE del Carbonè(sulla Carta IGC n. 113 compare, senza nome, con quota 2673..). Avvistato vari stambecchi con i piccoli,...bellissimi!
Cielo sereno con poche nuvole basse al mattino, peggiorato un pò nel pomeriggio...però un caldo da ferragosto!
La gita richiede un grande spostamento.., il gps ha registrato 13 km di sviluppo all'andata!
Un saluto e un grazie per la compagnia a Bruno di Mondovì con il quale ho condiviso tutta la gita, sin dall'inizio! Forte camminatore e ottimo conversatore, un mix ideale!


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note su accesso stradale :: tutto ok fino a S.Giacomo di Entracque
trovatomi solo x diverse circostanze, scelgo quest'altra gita-novità della stagione. Parto tardi per assicurarmi un minimo di ore di sonno dopo il venerdì sera.. ore 8,30 a S.Giacomo scarponi ai piedi. Dopo il lago del Vej e del Bouc non vedo + esseri umani, ma un sacco di animali: camosci, stambecchi,marmotte, tutti con i piccoli..che belli!!! Un centinaio di metri sopra il lago inizia a piovere, proseguo promettendomi di tornare indietro a balle rotte al primo tuono. Poi smette. Mi perdo alcune volte dalle parti del Passo come al mio solito, così i tratti + pericolosi li affronto proprio fuori sentiero.. una volta raccordato alla salita ufficiale tutto ok, il passo di II- è davvero easy. In cima (h 12,10) arriva anche il sole; la visibilità è stata ottima tutto il giorno.Mi fermo una mezz'oretta, poi giù a buon passo, prendo mezz'ora di pioggerellina (senza lampi, x fortuna) tra il gias sottano del Vej e del Bouc e l'inizio del bosco.

il Dari, in solitaria, in versione S.Francesco alla sua prima 'alpinistica' da solo.. compiuta, felice come un bambino la mattina di Natale.


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Gita di grande interesse paesaggistico, specie la conca dove giace il bel lago del Vei del Buc. Sembra avere qualcosa di magico. Il resto una lunga gita con la sorpresa di molta neve nella conca del lago Carbone', che in parte ci ha un po ostacolato l'arrivo in vetta. Con Paolo e Aldo.

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Bellissimo itinerario,ambiente da favola,gita lunga su un sentiero comodissimo,cengia erbosa che richiede un pò di attenzione e canale finale divertente.Giornata stupenda e panorama XXXL,che vuoi di più?
Con me Beppe e Giorgio.


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note su accesso stradale :: ok
giornata meravigliosa,neanche una nuvola,a parte qualche nube bassa verso la pianura,non abbiamo calpestato neve,bel sentiero,a brevi tratti è franato
un saluto ai compagni di gita pino,gianni,giovanni,claudio,beppe,luciana,bruna,giulio,graziella


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proprio una bella gita, incredibile come il sentiero nella parte alta sia ancora in buono stato di conservazione nonostante la (non) manutenzione del parco.
L'ultimo tratto richiede un po di attenzione per non scaricare pietre sui compagni.
Giornata magnifica e nebbie, mai troppo fastidiose,salite quando per noi il più era fatto.
Con Alberto,Super,Marco e Fabri.

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Gita in solitaria. Sono salito in MTB fino ad un po' oltre il Gias del Vei del Bouc sottano, tanto per abbreviare lo sviluppo e i tempi del rientro (il tratto di strada al ritorno, per scampare al temporale imminente, l'ho percorso in 7 minuti!). Posti selvaggi, cima panoramica, solo in mezzo a tanti camosci.

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Ci sono anche stati ...

  • 15/07/12 - aquila74
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: F :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Ovest
    quota partenza (m): 1200
    quota vetta (m): 2873
    dislivello complessivo (m): 1673

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