Emet (Pizzo) da Lago di Montespluga

Troppa neve in quota. Stop a 2800. Consolazione con la traversata dello Spadolazzo

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note su accesso stradale :: ok a Macolini
Partiti da Macolini, per questo itinerario lungo e di soddisfazione. Già arrivare al rif.Bertacchi è una bella sgambata. Dal rifugio abbiamo preso il sentiero del lago verso il passo di Emiet. Qui occorre aggirare un ripido nevaio. Da sopra il nevaio inizia un lungo tratto ripido spaccagambe. Saliti costeggiando alcuni nevai su tracce di sentiero. Dopo i resti del ghiacciaio con altri tratti MOOLTO ripidi si riesce ad accedere alla cresta. Dal basso quest'ultima sembra essere breve e comoda, in realtà è una bella ravanata. Ci sono alcuni passi di 1°grado e forse un passo di 2°, esposizione presente ma davvero leggera. Occorre seguire gli ometti per la lunga cresta, poi con il famoso passo da saltare al ritorno, si arriva in cima. Nessun segno recente di passaggi umani per tutto l'itinerario. Ottimo panorama con solo qualche nuvola qua e là. In discesa la cresta è semplice e zompettando sulle roccette arriviamo al passo e decidiamo di scendere verso sinistra col sentiero C38 ovvero quello diretto verso Macolini. In realtà il sentiero è pochissimo frequentato e non c'è traccia di passaggi precedenti. Lunghi nevai (ramponi utili con neve dura) ci portano verso pratoni e residui morenici, davvero bei posti. Passiamo da zone acquitrinose e con molti guadi (piedi zuppi) arriviamo verso il limite degli alberi. Un ultimo ripido tratto porta ai prati sopra Macolini.
Bella ravanata con Meme e il capogita Zeus che prima rincorre le marmotte, poi capisce la lunghezza della giornata e si calma un bel po'.


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Già Ben relazionato da Tiziana . Oggi giornata molto bella e anche più calda. In molti a salire questa cima , che a noi è apparsa molto bella A differenza della gita di ieri qua le difficoltà andrebbero riviste al rialzo , perchè in molti si fermano al passaggio esposto quasi in vetta e in più casi si devono usare le mani.... e le condizioni sono super asciutte.
L' alta val Chiavenna ha sempre il suo fascino e se pur qui ho fatto molto è sempre bello tornarci. Mille di queste gite.

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noi siamo partiti da Macolini, poco oltre Madesimo, seguendo il C6 per il rif Bertacchi e lago Emet ed oltre questo lasciato il percorso per il passo Niemet e proseguito su ripido sentiero per il Passo di Sterla e Pizzo Emet.
Dopo lo strappo ripido si apre un vallone dietritico e proseguendo su percorso bollato ed omettato si raggiunge una depressione sulla cresta S-O del Pizzo.
Il percorso di cresta e' divertente e non ha nulla di complesso, rara esposizione e diversi passaggi dove usare le mani...solo un ultimo passaggio e' da fare con piu' attenzione, nel tratto finale di cresta dove c'e un intaglio con esposizione..la roccia e' buona ed e' gradinato..quindi lo si risale abbastanza comodamente, mentre, al ritorno c'e chi lo salta..io.. che non amo tanto saltare ho preferito disarrampicarlo !!!
Gia' per la presenza di questo passaggio la valutazione dell'itinerario sarebbe piu' appropriata una F, ed in caso anche di poco nevischio o verglas occorrerebbe prendere le dovute misure di sicurezza.
Da altre relazioni lette a quanto pare prima in questo tratto c'era un cordino (oltretutto non molto rassicurante) ... probabilmente la valutazione EE/F iniziale era stata data appunto dalla presenza di questo.
Dopo aver fatto la cresta a ritroso abbiamo poi preso il tratto opposto che scende al Passo di Sterla e da questo il percorso C38 che percorre il vallone di Sterla, opposto a quello di salita, e che riporta direttamente al parcheggio di Macolini (con relativi cartelli indicanti il Pizzo d'Emet che abbiamo evitato all'andata)
Secondo giorno nella zona di Madesimo..oggi giornata bella e di sole...goduto a pieno di questi ambienti che rilassano la mente..posti piacevoli .. ancora tanto a chiaccherare ma sopratutto a progettare guardando estesi panorami in lontananza...con Andrea che da stimolo a tante idee nuove


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Bella giornata con molte cime però nascoste dalle nuvole. Cresta finale divertente su tracce e alcuni semplici passi di arrampicata. L' intaglio da superare si presenta molto esposto sulla sx (salendo), molto meno sulla dx.
Si tratta di superare un dislivello di circa un metro con un semplice passo di arrampicata su roccia molto appigliata.Scendendo,se non si vuole fare un saltino, basta sedersi sul bordo e fare un passo su un ottimo appoggio. Il cordino è stato eliminato ma non era assolutamente necessario.

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Salita abbastanza lunga, ma di soddisfazione, soprattutto la cresta è molto bella. Il punto impegnativo poco sotto la vetta è veramente molto "di testa". Lo spezzone di corda in loco sembra poco affidabile, ci siamo assicurati in discesa con una nostra corda (comunque per estremo scrupolo, avendola nello zaino...). La pietraia per raggiungere la cresta è lunga e "spezza le gambe" soprattutto in discesa (c'è un breve tratto franoso a circa metà). Sentiero sempre ben segnalato, tracce sulla cresta sempre ben visibili. Pernotto al Bertacchi con la speranza (svanita per il maltempo) di fare la traversata Spadolazzo - colle Suretta la domenica.
Gita sociale Cai Cameri; ottimo trattamento al rifugio Bertacchi, piccolo, ma accogliente. 4 stelle solo per il tempo, con nuvole sempre presenti.


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Percorso segnalato con ometti sempre, segni rossi-bianchi solo fino alla cresta (q. 2840) dove si abbandona la traccia per il passo Sterla e si devia verso Ovest per raggiungere la cresta SO del Pizzo Emet.
Fino a quota 3000 le tracce non sono sempre evidenti, poi si scavalca la cresta e si prosegue principalmente sul versante del lago di Lej. Da lì tracce di sentiero più frequenti e bolli bianchi (ben visibili anche in discesa).
Cresta divertente, con qualche passo di facile arrampicata. Passo "psicologico" nelle vicinanze della cima: si tratta di una spaccatura nella roccia da superare con un passo un po' più lungo. In loco c'è uno spezzone di corda.
Giornata ovviamente ventosa con passaggio di nuvole. Salita il parte nella nebbia ma mai troppo fitta. Panorama spettacolare nonostante tutto.


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Saliti sabato 16 al rif Bertacchi, con nebbione e pioviggine in aumento. Domenica mattina oltre al nebbione si e' aggiunto un bel vento e una pioggia costante sempre piu' insistente, a malapena abbiamo visto il lago a fianco al rifugio.
Non ricordo un meteo cosi' negativo il 3° we di luglio !
Siamo scesi pive nel sacco subito dopo aver pranzato al rifugio e alle 18:30 eravamo ahime' gia' a Torino.
A proposito di pranzo al rifugio : il gestore ci ha chiesto 3 euro per l'uso del posto tavola nel consumare cibi propri : abbiamo pagato per non stare a litigare, ma il regolamento non prevedeva che i soci Cai avessero diritto all'uso del posto gratuitamente ??
Con Ricca , Carmen , Maghi' ed MG


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note su accesso stradale :: traffico
Tempo complessivo per l'intero percorso 7-8 ore.
Discesa per l'itinerario di salita.
percorso abbastanza frequentato


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Gita di allenamento con Cece. Saliti dalla stupenda valle di Sterla in meno di 3h, scesi passando dal rifugio (pasta e birra). Splendido panorama in cima su Ferrè, Tambò, Stella.
Il dislivello è 1550, non 1300 come scritto nella relazione!!

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Bella salita solitaria, senza incontrare nessuno. Un passo delicato (II) sulla cresta poco prima della vetta.
altre foto e notizie al mio sito


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Caratteristica itinerario

difficoltà: F :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Ovest
quota partenza (m): 1932
quota vetta (m): 3208
dislivello complessivo (m): 1300

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