Rosso (Monte) da Fondo

Dopo aver attraversato il torrente la baita si vede in alto dopo di che occorre traversare a destra fino alla punta. In discesa ho provato a seguire il sentiero alternativo per Fondo indicato con una freccia su un roccione. La traccia spesso si perde, le macchie bianco/rosse sono poche e sbiadite, ci si orienta con degli omini fino a raggiungere una baita ristrutturata. Da qui la traccia diventa più evidente.
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Itinerario invernale con sole solo a partire dai 1700 in salita e fino a 1800 in discesa, qualche tratto ghiacciato ma sempre aggirabile. Ottimo panorama su tutta la val Chiusella. Saliti anche alla vicina Leitusa. Dopo la cengia e il traverso il sentiero non esiste solo vaghe tracce ma con buona visibilità non si può sbagliare. Traccia invece presente e utile per il traverso alla selletta tra le due cime. Visti una decina di camosci. Con Bruno, Romeo e Stefano, per l'ultima gita prima delle feste con panettone e prosecco.

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note su accesso stradale :: OK
gia' detto tutto l'amica Monica
itinerario semplice..punta modesta ma che essendo praticamente al centro valle offre un panorama spaziale su tutte le punte della bella Valchiusella..poseguito fino alla Leitusa..
giornata iniziata con spesse velature grigiastre e tanta umidita'...poi il vento forte ha aperto il cielo .. al riparo dal vento temperature piacevoli al tepore del sole..con Monica a riempirci gli occhi della bellezza e dei colori di queste montagne


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note su accesso stradale :: Ok
Effettuato l'anello in senso contrario e cioè salendo per la mulattiera che diparte dal sentiero 8 (diretto all'Alpe Pian del Rio) e scendendo per il sentiero 12 (in modo del tutto involontario ché la meta originaria era un'altra!) . La mulattiera per l'Alpe Farley si segue abbastanza bene (unico punto vago nei pressi dell'Alpe Ciua) e il sentiero 12 non presenta tratti ghiacciati di difficile superamento. Molto agevole reperire la cengia erbosa a q. 1920, si tratta di una vera e propria mulattiera inerbita che conduce all'Alpe Leitusa. Dal retro di questo alpeggio si trova piuttosto facilmente la traccia per i ruderi dell'Alpe Rest (nei pressi di una piccola parete rocciosa) e da questo alpeggio volgendo a dx si segue un sentierino sempre evidente che porta al colletto tra Rosso e Leitusa (ruderi di alpeggio). Dopo il Rosso salita anche la Leitusa.
Le iniziali spesse velature son state spazzate via dal vento a metà mattina permettendoci uno sguardo a 360° su tutte le amatissime vette di questa valle.
Sulla vecchia cartina MU la mulattiera per l'Alpe Farley è indicata in nero ma le tacche b/r sono ancora visibili seppur sbiadite.
Con Tiziana, a goderci questa gita come un ottimo frutto di stagione.


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Molto complicato l’attraversamento del Rio delle Balme, in questo periodo di piena dovuta ai temporali ma anche alla fusione della neve.
Sicuramente salire al Monte Rosso proprio il giorno dopo i violenti temporali, ci ha penalizzati alquanto costringendoci ad imporci una grande attenzione nella progressione sui ripidi pendii di erba olina impregnati di acqua e grandine. Purtroppo anche le nebbie non si sono fatte attendere e con le nebbie anche una lieve brezza gelida che ci ha consigliato di scendere velocemente. Le note positive sono la natura rigogliosa e i diversi selvatici incontrati lungo tutto il percorso.


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Il temporale notturno con grandinata ha reso la gita alquanto umida e complicata nell’attraversamento dei Rii e nei traversi, ma la natura oggi era un’esplosione di freschezza.
Con l’Amico Giuseppe.Partiamo alle 6,30 da casa mia mentre piove ancora ma il temporale è nella fase finale.A Fondo è tutto sereno ma il percorso alquanto annacquato, l’attraversamento del Rio delle Balme molto impetuoso lo facciamo con un acrobatico passaggio da non sbagliare e che non abbiamo nessuna intenzione di ripetere al ritorno.Poi tutto nella norma fino ai resti dell’Alpe Rest 2062 dove cè ancora parecchia neve,parecchio faticoso il traverso in salita per il Monte Rosso causa pendio scivolosissimo per la grandine caduta nella notte.Sale la nebbia cosi’ decidiamo che l’escursione finisce al Monte Rosso, torniamo a Fondo passando pe gli Alpi Fumà,Pasquà e Ciua per arrivare al Ponte Romanico sull’ oggi spettacolare Rio Burdeiver.Un Grazie all’Amico Blin che conosce alla perfezione la Valchiusella per questa bella escursione che la nebbia ha reso un po’ piu’ corta di quello previsto alla partenza,nessun problema torneremo magari in altra stagione a completare il giro.Visti molti Camosci,qualche Capriolo,due Pernici e una Volpe assorta nella ricerca del suo pranzetto quotidiano.


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Di tutti i selvaggi valloni laterali della Valchiusella, questo del Sucal e' uno tra i piu' impervi; e tanto piu' reso impenetrabile per la presenza di neve e ghiaccio. In prevalenza nelle aree,( che pero' si devono attraversare) dove il sole non mette piede per mesi nell'arco dell'anno. Faticato non poco per capire dove era possibile guadare la profonda gola all'altezza dell'alpe Sucal, per portarci sui pendii piu' solatii e asciutti che sorreggono il monte Rosso. Raggiunto successivamente per ripide chine erbose fuori sentiero, in quanto stufi di cercarlo per poi una volta trovato riperderlo poco dopo. Vuoi perche' celato sotto la neve, vuoi perche' privo dell'utile segnaletica etc.. Integrato la gita con la salita anche della Punta Lausera, dalla cui vetta si ha una panoramica completa di tutte le montagne che coronano la Valchiusella. Rientrati con l'anello alto sopra Tallorno. Con Carlo.

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note su accesso stradale :: regolare
Bella escursione in un vallone selvaggio e molto suggestivo. Cielo un po' velato ma giornata nel complesso buona e neppure fredda. Veramente interessante il panorama, anche se limitato ai soli Monti della Valchiusella. Il sentiero è sempre ben segnato e sgombro di neve, anche se ogni tanto si incontra qualche tratto ghiacciato. La deviazione per l'Alpe Leitusa non è proprio facile da individuare, ma basta passare il torrente e poi diventa evidente. La traccia per salire al Monte Rosso dall'Alpe Leitusa, dal basso, non è molto evidente, comunque si può salire abbastanza agevolmente anche se con un po' più di fatica, mentre lo si vede molto bene dall'alto. Neve sulla dorsale sommitale ma che non crea problemi. Siamo saliti anche alla vicinissima Cima Leitusa. Al ritorno, giunti all'Alpe Farlej, abbiamo seguito le indicazioni per Fondo, percorrendo il sentiero che corre piuttosto alto sulla destra orografica. Il sentiero è segnato ma evidentemente non è percorso molto spesso. Comunque permette una variante abbastanza interessante. Veramente meravigliosi i due ponti in pietra. Con Fausto, Michele e Antonio.

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Bella gita in ambiente fiabesco e quasi invernale. Subito dopo il Ponte Romano porre attenzione quando si giunge a una prima baita, volgere a destra, su di una pietra c'è l'indicazione in rosso per l'Alpe Farlej. Dall'Alpe Leitusa a causa neve la salita è stata più problematica, in discesa meglio. Allego la traccia GPS completa, dalla vetta all'Alpe Leitusa il sentiero è quello corretto (in discesa); più avanti manca un tratto a causa perdita del segnale!!!!! Da non sottovalutare il dislivello e la lunghezza del percorso che, come in questo caso con neve, si fanno sentire. La parte del sentiero che abbiamo seguito in salita, si svolge nel bosco e anche se segnato con tacche b/r, se la vegetazione è fitta può essere difficoltoso da seguire.

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Bellissima gita accompagnata da una splendida giornata di sole. Dopo le discese favolose in zona dello scorso inverno, abbiamo scoperto una bella montagna veramente panoramica, attraversando boschi, alpeggi, valloni molto solitari ed incantevoli, particolarmente in questa stagione. La gita è comunque piuttosto lunga e merita il giro ad anello salendo dall'alpe Farlej e scendendo al ritorno da Talorno. Neve dai 1600 mt, che ha complicato la salita nel tratto dopo l'alpe Leitusa, dove è stato difficoltoso trovare le tracce di sentiero su terreno scivoloso fino in vetta. Molto appagante il panorama con gli occhi che già brillano in vista della prima neve!!!!!
In compagnia di Gigi e Mario.

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Una gran bel gitone considerato il notevole spostamento ( dodici Km di sviluppo per un dislivello complessivo di 1200 m). Partiti da fondo e poco più di un km dopo abbiamo svoltato a sinistra per la "via dei cantoni". Si sale in mezzo ad un rado bosco su bel sentiero e si superano diverse baite di alpeggi. Poca neve da i 1600 m. Superata l'ultima baita 200 m sotto la punta abbiamo lasciato il sentiero e abbiamo tagliato a mezzacosta a destra cercando di individuare una cengia che non c'era. Delicata la salita su questo ripido pendio con erba e neve. In punta bel panorama sulle montagne della zona ed in particolare il monte marzo. Scesi a mezzacosta su un similsentiero, puntando a sud ovest su terreno meno ripido fino a ricongiungerci sull'itinerario di salita. Al bivio dove ci sono le indicazioni per fondo e i laghi, siamo andati giù sul sentiero 12 fino ad incontrare la strada sterrata per Talorno e quindi Fondo. Bel Giro ad anello.
Saluti ai compagni di gita Guido e Gigi che anche oggi hanno dovuto aspettarmi in punta e alla macchina.


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Gita molto utile per iniziare a conoscere la Valchiusella nell'ottica di salire alcune delle cime principali, decisamente più impegnative di questa, considerati i dislivelli non proprio modesti. Ancora qualche nevaio da attraversare ma senza problemi, prestare molta attenzione ai ponti di neve che si percorrono guadando il torrente, ad oggi, in almeno due punti. Seguito la discesa alternativa senza ripassare da Talorno, sentiero ben segnato, con vegetazione rigogliosa che richiede un minimo di attenzione in più, si ricongiunge in basso al sentiero n.8 nel vallone del Burdeiver poco sopra le suggestive cascate del Rio omonimo. Per tornare da questa via occorre aggiungere alcune decine di metri di dislivello. Dalla cima si riescono a vedere tantissime montagne della valle, valloni laterali, borgate ed alpeggi che è impossibile elencare per intero ma la parte del leone la fanno la coppia Monfandi e la vicinissima punta Liamau che da questa angolazione appare ancora più slanciata nella sua forma a piramide. Per la salita in queste condizioni e fatta per la prima volta, abbiamo impiegato circa 3 ore e mezza, comprese numerose pause fotografiche e per individuare il percorso.

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Bellissima gita estiva ad anello. Consigliabile senza la nebbia.

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  • Caratteristica itinerario

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    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 1074
    quota vetta/quota massima (m): 2188
    dislivello salita totale (m): 1130

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