Martin (Punta) Cresta Federici - Contrafforte Sud

note su accesso stradale :: nulla da segnalare
Notevole lavoro di manutenzione ed attrezzatura di questo itinerario, un cavo metallico protegge l'accesso al diedro/canale iniziale, fix, chiodi e fittoni in ottime condizioni. Così, è possibile percorrere la cresta con 8/10 rinvii, un paio di fettucce ed una corda (40 metri faranno l'affare). Nonostante la giornata grigia e le piogge recenti, tutto asciutto. Complice il periodo, la scarsa vegetazione contribuisce al divertimento. Vento freddo e teso in vetta e sul crinale verso il Pennello.
In compagnia di Mario e Denis, da tempo non percorrevamo quest'itinerario, per noi comodo e nel suo insieme, elegante e divertente.

a zonzo per la Federici...

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Bella salita fatta in stile alpinistico senza utilizzo delle protezioni in loco.
Con i simpaticissimi amici Fabio e Paolo del CAI ULE, in una giornata umida e fredda.


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note su accesso stradale :: Strada libera e pulita
Via di roccia pulita un poco meno i camminamenti sul percorso, non essendo una via molto frequentata l'erba nella stagione estiva cresce rendendo un poco più faticoso il cammino. L'avvicinamento l'ho fatto passando dalla punta Pietralunga dove sono salito dalla cresta ovest per poi scendere alla cresta Federici dal sentiero Carlo Poggio, in tutto ho impiegato circa 3,30 ore ad arrivare sulla punta Martin.
Oggi il Barone ha voluto cercare una via di cresta per la punta Pietralunga, anche se non continua la ovest o costa Whymper è risultata una via di roccia piacevole(PD+) con varianti più difficili.


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note su accesso stradale :: Strada libera e pulita
Trovato la via in ordine, al momento l'erba olina non infastidisce nei tratti di camminamento fuori roccia, come sempre una bella via se fatta in integrale fino alla vecchia croce di ferro posizionata più in basso rispetto alla cima.
Per arrivare all'attacco della via Federici sono partito dalla Colla di Prà seguendo inizialmente il segnavia Frassati, poi al bivio dove il F sale alla loc. Moccio ho girato a sx dopo breve si arriva al rio Condotti e in poco tempo si giunge alla Colletta di Termi, qui invece di proseguire dritto per Fontanin(come relazione) sono salito a dx per Punta Pietralunga ritrovando il segnavia F, giunto sulla Punta si trova una Cappellina con all'interno una Madonna, continuando sul sentiero si arriva alla Colla Baiarda dove scende il sentiero Carlo Poggio che contorna l'anfiteatro (al centro scorre il rio Baiardetta); si perde un poco di quota però si può ammirare la via Federici nella sua interezza, si scende fino alla evidente via,(per capire meglio consultare la foto con cartina a dx della relazione)


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note su accesso stradale :: Parcheggio sopra la stazione, al bivio per il colle della Pra andare a sx. Il sentiero parte in una curva della strada p
Trasferta ligure per prendere le misure con l’entroterra genoano. Partiti alle 10 da sopra la stazione di Acquasanta, 1h30 per arrivare all’attacco del Corno per il vallone della Baiardetta. 2h di salita in cordata, qualche tratto di camminata, abbiamo fatto la variante degli occhielli, che è il percorso più naturale (per la normale bisogna spostarsi a dx prima del dito). Inutili protezioni veloci, non abbiamo usato neanche un cordino, solo 8 rinvii, via ben chiodata, roccia solida e quasi mai scivolosa. Discesa in 1h50 con giro ad anello su rifugio del monte Pennello, colle della Baiarda e colle del Pra . Sentieri sempre segnati, in salita dal Fontanin all’attacco ed in discesa dal colle della Baiarda fino al colle Pra abbastanza disagevoli, molte pietre sulla traccia. Belli i torrenti con le pozze, cima panoramica, via interessante , un Roccasella più in grande. Con Max

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Via completamente asciutta nonostante le piogge dei giorni scorsi. Salita divertente e con un panorama unico peccato x la discontinuità.
Ogni tanto si torna su Punta Martin e ci si diverte sempre!!


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Partito dalla località Colla di Prà, come sempre iniziato la cresta dal grande Roccione, posto molto prima del Corno Stella, nulla di particolare da segnalare, percorso pulito, seguito integralmente la via fino alla vecchia croce di ferro; poi da punta Martin proseguito fino ai Piani di Praglia dove sono salito sul M.Orditano.

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Fuggito dal freddo e dalle nebbie, che comunque mi sono sorbito per buona parte del viaggio dal Vercellese fin quasi al Turchino. Cresta ben attrezzata e ben segnalata, sentieri evidenti e scorrevoli. Salita in solitaria ma con imbrago ed il necessario per eventualmente fare sicura prima di affrontare qualche passo chiave, non avendo mai visto questa via. Tutto asciutto e pulito, temperature miti ed assenza di vento. Una cordata in azione ai diedri della Baiarda completamente in ombra. Parcheggiato in fondo alla strada privata (slargo) e rientrato dalla cresta ovest di Punta Martin (diretta) che pure richiede in qualche punto l'uso delle mani. Scalato quasi sempre con scarponi, messo scarpette solo per gli ultimi risalti sotto la cima.

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Iniziato l'attacco della via dal primo grande Roccione che presenta subito un passo di II - poi proseguito stando sempre sul filo di cresta tra massi e arboscelli fino al Corno Stella, il diedro camino era ancora bagnato ma si supera bene perchè molto ammanigliato,comunque mi ha messo in guardia sulla prosecuzione della salita, seguito integralmente la via fino al Dito Mondini per poi sbucare dove si trova la vecchia croce di ferro del Martin ,da lì alla cima.
Grazie ai soci del CAI-ULE di Sestri Ponente che hanno ripristinato il sentiero ora si può raggiungere l'attacco della via Federici molto più comodamente; partito nel primo pomeriggio quando il Martin si è tolto il cappello, goduto il tramonto dal ristrutturato "sempre dagli attivi soci del Cai-Ule di Sestri P." rifugio del Penello .


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Terza volta sulla Federici in compagnia di Angelo, Fabio ed Alberto; a noi si è unito un escursionista solitario diretto alla Punta Martin su cui è arrivato con una via più impegnativa della "normale" , ma sulla quale se l'è cavata bene. Via asciutta, inutile legarsi. Vento freddo da nord, panorama assente causa nebbia; sosta ristoratrice all'affollato bivacco del Pennello, poi discesa veloce.
Una bella giornata in compagnia senza grandi pretese alpinistiche, ma per tenersi allenati.

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I piccoli torrioni che costituiscono l'itinerario bollinato sono sempre aggirabili sulla destra passando per il prato.
Se si fa legati direi corda da 30 metri.

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Bella e divertente ma con un impegno complessivo non proprio da sottovalutare. Avvicinamento abbastanza lungo e con un ultimo tratto decisamente ripido. La cresta è di roccia buona e le protezioni sono sempre ben posizionate, dove servono. Però molti passaggi, seppure solitamente ben appigliati, sono su torrioncini piuttosto verticali. Unico vero neo una certa discontinuità per cui è quasi indispensabile salire in scarponi. Discesa effettuata per la cresta Sud Ovest, piuttosto ripida, rocciosa e disagevole nella prima parte. Oggi giornata fresca ma vento moderato e, soprattutto, panorama veramente grandioso. Dalle Apuane al Monte Rosa e, questa volta (finalmente!) anche il profilo della Corsica e dell'Elba. Sulla cresta una o due cordate prima di noi ed un'altra a seguire. In vetta molti escursionisti. All'andata, per evitare l'attraversamento dei binari, abbiamo seguito la stradina ma si perde effettivamente molto tempo e si fa più strada. Al ritorno abbiamo invece seguito il segnavia linea/punto rosso che ci ha fatto attraversare i binari ma che è anche molto più breve. Oggi con Fausto, Michele e Luigi.

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cresta alpinistica facile in ambiente carino. molto attrezzata. Fatta con freddo e vento forte.

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Facile cresta discontinua ma divertente in ambiente selvaggio. Ben segnalata e ben protetta con grossi anelli cementati e qualche spit. Presente anche qualche vecchio chiodo. Utili cordini lunghi per eventuali soste strategiche. 30 m di corda sufficienti. Partenza appena sopra un cavo di acciaio sul torrione denominato Corno Stella. Partenza e rientro dalla Colla del Pra-

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Percorso discontinuo, del tipo alpinismo classico. Chiodatissimo, non servono sicurezze mobili e basta una corda da 30 mt. Si trova di tutto: chiodi spit occhielli persino maniglioni che invogliano al ciapa e tira senza ritegno. Roccia generalmente ottima, neanche troppo usurata. II/III con passaggi di IV, si fa tutto in scarpe da avvicinamento.
Non passare dalla ferrovia come dicono le vecchie relazioni. Risalire la carrozzabile per un paio di tornanti finché si trova una stradina a sx, privata ma transitabile. Proseguendo sulla stradina si incontrano diversi slarghi dove è possibile parcheggiare, e i segnalini bianchi-rossi.
Avvertenza: la parte in basso (avvicinamento) è in ombra tutto il giorno, la parte di cresta è spesso ventosa, quindi coprirsi bene.
Panorama mozzafiato in cima se il meteo assiste: di qui il golfo di Genova fino a Portofino e al Savonese, di là tutto il circo dal Re al Granpa. In giornata terse forse si vedrebbe la Corsica, non sono stato così fortunato.
Al paesino, prima di girare sul ponte, vale una sosta il piccolo alimentari di fronte ai container della spazzatura: ottime torte salate a base di farina da polenta e ingredienti vari.

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affrontata da solo, con dietro il materiale neccessario per un'eventuale calata di ritirata. praticamente in qualunque momento si può abbandonare l'arrampiacata, che rimane comunque piacevole ed intuitiva, e spostarsi sui i pendi erbosi soprattutto a dx senza troppe difficoltà. Molti ancoraggi e eventualmente possibilità di integrare ulteriormente, immagino che procedendo a tiri sia complesso farli troppo lunghi per via degli attriti.
Nessuno sulla via, tempo non dei migliori, invece tantissima gente in vetta e al rifugio del monte pennello, gita tutto sommato piacevole ma da sconsigliare se ciò che si ricerca è un'arrampicata con un po' di continuità, indipendentemente dal grado.


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Percorso integralmente la via trovandola pulita,da prestare attenzione nei tratti ripidi erbosi molto scivolosi. Il Martin è la cima che ho più salito, la uso a volte come palestra di allenamento seguendo i percorsi più fantasiosi, le vie a pelo d'acqua,che sono i rigagnoli che scendono dalla sua sommità o lo stesso rio Baiardetta fino alla sua sorgente, la via diretta,ed altre fuori vie,oltre alla via Federici anch'essa fatta più volte.
Oggi sono salito dalla Colla facendo il sentiero che sale alla Punta Pietralunga, Cappella della Baiarda, crocevia, da dove si può vedere la via Federici,si compie un ampio semicerchio perdendo un poco di quota,si attraversa il rio Baiardetta e poco oltre inizia la via di cresta.Giornata con cielo coperto e nebbia in punta,proseguito fino al M.Sejeu,in splendida solitudine.


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Via da scarponi. Basta la corda da 30m. (Giacomo ne sa qualcosa..). Sulla carta,visto le temperature,poteva essere un suicidio,ma in pratica è andata benissimo con un pó di nubi marittime che coprivano a tratti il sole e,nella parte alta,una leggera brezza che ha rinfrescato..salita (nella parte finale per la variante degli occhielli) e discesa (per la diretta ovest) in relax con la simpatica compagnia di: federico ("federici"),giacomo ("il grande recuperatore")e francesca (bravissima).

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Avvicinamento bucolico in una fioritura di ombrellifere tappezzata di bottinatrici in piena attività. La via si può fare tranquillamente in scarponi ed è ideale per provare a prendere confidenza con le autoprotezioni (friends piccoli e medio grandi) e con le bambole.
Tanto divertimento per la cordata rosa, grazie patty e chappy!!


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Bella gita. Da fare assolutamente in giornate limpide per godere del panorama grandioso dalla cima: di qua il porto di Genova, di là tutto l'arco alpino. Divertenti tratti in arrampicata, tutti protetti con spit (alcuni nuovi, altri vecchi ma ben saldi); corda fissa nell'approccio al Corno Stella. Roccia salda, molto lavorata.
L'attacco dalla ferrovia è interrotto. Si può risalire comunque l'argine, sconsigliato per comitive numerose e/o indisciplinate perché si passa a ridosso delle rotaie. Oppure proseguire in auto per la strada oltre il bivio verso la stazione, dopo qualche tornante si trova una deviazione (strada privata, segnale di divieto di transito) a sinistra. Lasciare lì l'auto e proseguire a piedi sullo sterrato fino a ritrovare il sentiero (bandierine).
Attenzione la strada per Acquasanta è incredibilmente stretta (e qualche residente ci parcheggia pure), se possibile risalire con l'autovettura più piccola della comitiva.

In solitaria


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Per usufruire della mattinata di una domenica d'autunno, la Federici è quello che ci voleva; con Riccardo su questa via percorsa anni fa in condizioni invernali, oggi asciutta e sicura, percorsa slegati in soli 40 minuti circa.
Oltre a vari occhielli cementati, sono stati aggiunti spit nei passaggi più impegnativi, per cui la consiglio anche in condizioni di roccia bagnata, visto che ci si può assicurare con facilità.
Saliti per diletto tutti gli spuntoni, anche i più inutili; discesa per la normale. Bella sgambata per tenersi in allenamento ( l'arrampicata è tutt'altra cosa ).

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Arrampicata discontinua con tanta erba e numerosi tratti dove si cammina. Comunque roccia molto bella e panorama super.
foto su:
yogalpinismo.altervista.org/2014/20141004federici/relazione.html

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oggi trasferta in liguria, cresta bella e divertente con alcuni bei passaggi aerei ed esposti alcuni aggirabili noi l'abbiamo percorsa integralmente. tempo variabile a tratti ventoso alla partenza poi in miglioramento dalla tarda mattinata.
note:gita fatta con il socio Vale 62.


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bella salita su roccia fantastica e spittata molto bene.Mai esposta.l'unica cosa non gradevole é che in estate c'é caldissimo!

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Bellissimo posto, voglio fare i complimenti ai volontari che si occupano della manutenzione e segnaletica della zona, ottimo lavoro, grazie.

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note su accesso stradale :: ok
Giornata iniziale con nebbie in alto, poi diradate verso mezzogiorno Oggi, con Celso super operativo, abbiamo aggiunto alcuni ancoraggi nel tratto mediano sopra la paretina variando leggermente il vecchio percorso.

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note su accesso stradale :: ok con strada molto stretta
Assieme a Matteo,Ale e Claudio abbiamo affrontato questa magnifica via e come avvicinamento abbiamo seguito direttamente il rio della Baiardetta fino al sentiero e all'attacco.Raggiunta la vetta con una magnifica giornata,abbiamo pranzato e poi abbiamo proseguito con il lungo anello fino al Passo del Turchino e da li all'auto.Un saluto ai compagni di gita e alle altre persone che hanno fatto la via e buone gite a tutti!

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note su accesso stradale :: stazione FS dell'Acquasanta Genova
E' stata una giornata dedicata alla manutenzione della via Federici. Abbiamo attrezzato con una fune metallica, posta orizzontalmente nel punto di partenza, per facilitare e dare sicurezza ai gruppi numerosi che si apprestano a iniziare la via,(scuole Cai e gruppi).
In compagnia di Gian e Lucio, prosegue questo impegno che portiamo avanti da parecchio tempo, e che quest'anno abbiamo intenzione di terminate in modo definitivo.


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Splendida salita di grande soddisfazione. L'avvicinamento è discretamente lungo, ma si svolge su sentieri ottimamente segnalati. Solo alla fine, appena sotto il Corno Stella, bisogna star attenti a non perdere la traccia. La via inizia sulla destra del Corno Stella, e vi si accede tramite delle ripide roccette che portano ad una bella cengia erbosa a circa un terzo della mole del Corno Stella. A quel punto ci si lega (presente un fittone resinato e un grande bollo blu e bianco con una grande "F" di Federici a segnalare l'attacco). Si attacca quindi un bel diedro di II+, splendidamente chiodato, che conduce ad una parte lievemente più impegnativa, ma sempre protetta (III+/IV), che adduce alla vetta del Corno Stella. Da lì si cammina fino al risalto successivo. Noi abbiamo fedelmente seguito i bolli blu e comunque tutta la cresta nella sua integralità, compiendo tutte le varianti possibili e immaginabili pur di arrampicare e non camminare. In effetti la chiodatura è eccezionale, e ringrazio moltissimo Giancuni per aver ridipinto la segnaletica! Devo dire che non occorrono assolutamente i nut, vanno benissimo 5 rinvii e fettucce su spuntoni nei rari tratti di cresta un po' esposta ma molto carina e divertente, dove è possibile procedere in conserva protetta.
La parte superiore della via, a fare ogni variante, permette di affrontare passaggi più impegnativi (IV/IV+), davvero divertenti.
Seguendo tutte le possibilità arrampicatorie, si giunge arrampicando praticamente fino in vetta (per la precisione, a una targa con statuetta della Madonna; la croce è lì davanti).
Concludendo, la via (senza varianti) è un PD/PD+; con tutte le varianti, diventa AD-.
Abbiamo effettuato il ritorno per il Bivacco del Monte Pennello, il Monte Pietralunga e il sentiero che torna all'Acquasanta con un quadrato vuoto, compiendo così un interessante e vario anello.
Gran divertimento in una splendida giornata di sole! Evitata la pochissima neve rimasta, che è a fianco della cresta a sprazzi, e osservato un panorama da urlo che spazia dalla Toscana al Monviso, Cervino, Rosa, Weissmies e Alpi Retiche!

Con Luca O. del CAI Ligure, ottimo secondo e anche grande primo in un paio di tiri che presentavano passi di IV, bravo!


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con l'amico Celso, un po di manutenzione sul percorso.
Taglio degli arbusti sull'irriconoscibile sentiero oltre il masso Ferrante, pennellato nuovi bolli blu su sfondo bianco lungo la via con particolare attenzione nel tratto finale per indicare il recente percorso aggiuntivo.

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note su accesso stradale :: ok
Percorso ok, via ripetuta dopo diversi anni. Peccato che i bolli blu siano quasi scomparsi, erano utili più che altro per indicare meglio l'avvicinamento sul sentierino dopo il masso ferrante; sentiero che ormai è un groviglio di arbusti piuttosto fastidiosi. Per il resto roccia ok e giornata splendida. Rientrati facendo il giro dal Pennello, ma si allunga parecchio.
In ottima compagnia di Ale, con scarpe ginniche e dolori al piede...

pics su


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Bella salita, molto divertente, con una bella roccia.
Portarsi qualche fettuccia per fare sosta su spuntoni. Per fortuna le nuvole ci hanno risparmiato il caldo!!!!
Un'altra salita con il nipotone


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In considerazione delle previsioni meteo siamo rimasti "dietro casa". In effetti un "cappello" di nuvole ha avvolto Punta Martin per buona parte della giornata, una leggerissima pioggerella ci ha accolti in vetta. Itinerario ben attrezzato (grazie a chi di dovere) ormai per percorrerlo sono sufficienti qualche anello di fettuccia ed un paio di nut e/o friend.
In compagnia del Druido con il quale sono salito bene e velocemente (non poteva essere diversamente) e di Luciano che ci ha atteso in cima dopo aver percorso la diretta.


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manutenzione e alcune foto
Un ringraziamento agli amici Lucio, Michele, Celso per la collaborazione


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bella salita non troppo impegnativa a due passi dal mare, un po' rocciosa, un po' erbosa.
Raggiunti in cima da Adriano e Renata, saliti dalla via normale che ci hanno poi viziati come consuetudine con la pasta al pesto (rigorosamente basilico di Pra) e le acciughe fresche al limone e capperi...


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Oggi scampagnata con arrampicata in compagnia di Monica . Avvicinamento un po’ lungo e tormentato dai ragni ed insetti tra le sterpaglie . Giornata buona e calda

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gita piacevole senza pretese, la via è impossibile da perdere bolli azzurri lungo tutto il percorso, è possibile spostarsi sul pendio pratoso sia a destra che a sinistra praticamente in qualsiasi momento. ancora molto caldo ma nuvole basse e visibilità ridotta. Assolutamente da fare in scarponi molta discontinutà tra un salto di roccia e l'altro.

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  • 16/01/11 - obbly
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: PD+ :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud
    quota partenza (m): 212
    quota vetta (m): 1001
    dislivello complessivo (m): 789

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