Bernina (Piz) dalla Diga di Campo Moro per il Rifugio Marinelli

attrezzatura :: scialpinistica
Partito dalla diga di Campo Moro e salito direttamente alla Marco e Rosa, la neve comincia appena dopo il rifugio Marinelli (circa due e mezza di portage)sui 2850m. poi da qui molta neve e continua,per salire alla Marco Rosa son salito dal canalone in gran condizioni tutto in neve, fare solo attenzione alle 2 belle terminali, salito fino a metà canale split ai piedi poi picozza e ramponi,la ferrata che sale a fianco del canale non era molto agibile, sommersa da neve e ghiaccio s'intravedeva malapena...arrivo al rifugio nella bufera più assoluta ad accogliermi un gran bel cane un Huski veramente a suo agio in questo clima,che per giocare mi morsicava gambe e braccia...la bufera a continuato poi per tutta notte e oltre.Sveglia alle ore 5 tutti gli alpinisti (30 o più) diretti al Bernina decidono di scendere visto le forti raffiche e nuvolaglia,rimango solo e aspetto,verso le 8 parto con l'idea di arrivare all'attacco della via ma una volta nei pressi di colpo il vento un pò cala e il cielo si apre dando vita a una giornata stupenda!!Riesco a salire con le pelli fino a 3850m. dove comincia il primo risalto che vista la molta neve si riesce ad aggirare passando a sx per un canalino a 45°,la parte rocciosa è molto sporca di neve e ghiaccio e il passaggino chiave di 3° risulta un pò più impegnativo ma si passa tranquillamente su ottime prese, poi le creste finali sono stupende e in grandi condizioni ma poco tracciate,sono il primo a salirla dopo le ultime nevicate, la via era stata percorsa solo ieri da 2 cordate in discesa provenienti dalla Biancograt..in discesa fatto 2 doppie nei risalti,già attrezzate con anelli di calata...poi tavola ai piedi comincio la discesa su ottima neve passando vicino al rifugio e poi giù per il bel canalone i primi 100m. sono sui 45° poi una volta saltata la prima terminale la pendenza cala sui 35°..poi altro bel salto della seconda terminale...arrivato tavola ai piedi fino a pochi metri dal rifugio Marinelli!
Grandissima gita per amanti del genere (visto il portage) consigliata ancora per qualche giorno, neve ce nè molta però visto il gran caldo non sò quanto possa durare.....

il canalone per salire alla Marco e Rosa
Bernina al centro e rifugio poco sotto
nuvolaglia
primo risalto
la bella cresta finale che dalla cima italiana 4020m. porta a quella svizzera 4048m
Spettacolo!!!

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neve (parte superiore gita) :: crosta da vento morbida
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
quota neve m :: 2000
1 maggio- con gli sci in spalla sino all’aggiramento dello sperone quotato 2286 m. Molta neve nel vallone dell’Alpe Musella. Il rifugio Carate è completamente sommerso di neve. Valanghe spontanee appena cadute dai pendii rocciosi oltre la Bocchetta delle Forbici. Pernottamento al rifugio Marinelli.
2 maggio- raggiunto il canalone il tempo peggiora, risaliamo il pendio sin sotto le rocce dove inizia la ferrata, sono presenti altre comitive, per non ammucchiarci sulla via di roccia decidiamo di salire il pendio nevoso, con noi altre due persone, una la battezziamo “Pollicino”, lungo il canale dapprima semina un guanto, poi una racchetta e infine un rampone. Raggiungiamo il rifugio sotto una bufera, ci alloggiamo in attesa che passi per poi proseguire come da nostro programma. Nel rifugio altri come noi attendono per salire al Bernina. Nel primo pomeriggio una schiarita tra ampie follate di vento, decidiamo di salire. Giunti sotto la spalla rocciosa a quota 3889 si alza la nebbia e il vento, scendiamo al rifugio dove pernottiamo.
3 maggio- Alle prime luci risaliamo il pendio nevoso, l’assenza del vento e la bella giornata danno euforia a noi e alle altre persone che come noi anno atteso di ritentare l’ascensione. Lasciati gli sci sotto lo sperone roccioso, noi lo aggiriamo salendo il canalino nevoso per l’intasamento che si è provocato sulla parte rocciosa, viste le buone condizioni della neve rifacciamo lo stesso ragionamento per aggirare a destra sui pendii innevati la Punta Generale Perrucchetti, per non attendere in coda le cordate che la scavalchino. Ci ritroviamo sul filo di cresta dietro ai primi che stanno battendo la pista, e raggiungere la vetta ancora tutta imbiancata dalla recente nevicata. Una breve sosta, per poi lasciare il posto alle cordate in arrivo. Ritornati al rifugio e vista la bellissima giornata decidiamo di fare il giro dei Monti di Bellavista, dapprima risalendo alla base del bellissimo anfiteatro del pizzo Argient e Zuppo in un ambiente unico e insolito, per poi attraversare l’incastonato ghiacciaio pensile che conduce alla Forcola di Bellavista dove ammiriamo il Pizzo Palu. Ci lasciamo scivolare sulla Vedretta di Fellaria sino al passo Sasso Rosso e con bella sciata raggiungiamo il passo Marinelli (noioso il tratto pianeggiante). Troviamo ancora sciabile i pendii sottostanti, dobbiamo rimettere le pelli per raggiungere la Bocchetta delle Forbici dove ci riposiamo prima dell’ultima discesa. Arriviamo alla diga di Campomoro alle ore 19 circa, stanchi ma compiaciuti dell’ottima tre giorni.

Con Celso, Cesare, Lucio ottimi per la collaborazione e la compagnia


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Caratteristica itinerario

tipo itinerario: ghiacciaio
difficoltà: OSA :: [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Sud
quota partenza (m): 1934
quota vetta/quota massima (m): 4048
dislivello totale (m): 2115

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