Vacca (Cima della) dal Lago del Serrù

La metà originale doveva essere la grande aiguille rousse ma date le condizioni di visibilità azzerata è già tanto aver trovato questa cima. Ha smesso di piovere alle 5 ma in alto le nubi non hanno mai mollato la montagna. La perturbazione ha comunque abbassato le temperature 5° a 3000 alle 8. Vento forte, condizioni di neve primaverile portante dei nevai nonostante il caldo.

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Saliti come da descrizione passando dal versante nord, arrivati al buco abbiamo girato sulla destra e raggiunto la vetta, salire a sinistra del buco è fattibile ma molto esposto e su roccia che fa schifo. Scesi per la cresta NO quindi pezzetto di ghiacciaio e per sfasciumi al colle. Traverso sul ghiacciaietto a riprendere la traccia di salita.
Con Bubbola, Marina e Luigi.


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Tutto già ben relazionato da diecimilapiedi a cui rimando. Aggiungo soltanto che la traccia GPS presente qui su gulliver segue la variante di salita da noi percorsa, che non passa per il Colle della Vacca. Tempo buono al mattino ma piuttosto ventoso, poi nuvole e qualche goccia.
Con Alf, Filippo, Gian Mario e Antonio, gran giornata!


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DiecimilaquattrocentoquarantaduE piedi. Salita prima della Oin (vedi relazione). Tempo ottimo fin verso le 13, a seguire nuvolosità alta in incremento, che minaccia pioggia senza concretizzarsi. Sentieri puliti ed assenza di neve fin verso i 2800 metri; arrivati al Rifugio della Bellotta si trovano due sentieri attrezzati: uno a sinistra della struttura (meno consigliabile, primo scalino molto alto) e l'altro a destra (più comodo). Superato il Pian della Ballotta completamente senza neve, saliamo per il comodo e omettato sentiero a sinistra che nell'ultimo tratto taglia le pendici settentrionali della nostra punta, giungendo a oltrepassare un costone a circa 3000 metri, per poi scendere dolcemente, attraversando il ghiacciaio della Losa, fino al passo della Vacca: proprio ai 3000 metri del costone abbiamo seguito (senza andare al colle) un evidente (per lo meno nella prima parte) e omettato sentiero che ci ha condotti, per il versante Nord, alla Cima della Vacca. Negli ultimissimi metri occorre vincere un camino oppure, più a sinistra, superare un tratto alquanto esposto (II grado). Panorama dalla vetta eccellente. Discesa per i ripidi ed instabili sfasciumi occidentali della cima appena salita per portarsi al colletto (3127 metri) che la separa dalla Cima d'Oin e salita a quest'ultima per poi scendere al Passo della Vacca e ritornare. L'intero anello non richiede più di sei ore del vostro prezioso tempo, percorse in 11,4 km e poco più di 1100 metri di dislivello.
Con la inusuale compagnia di Monica, Alfonso, Antonio, Gian Mario.


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Ancora una super giornata....calda.Neve da dietro il piano. Calzata i ramponi fin dove si poteva.Tolti per poco e poi rimessi fin sotto al colle d'Oin. Ghiacciaio perfetto . Pendii a nord molto rovinati.Seguito la cresta dal colle fin sotto il torrione sommitale.

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Dal rifugio si continua su cavo metallico… si intercetta appena prima del rifugio, non considerare i pioli invitanti che partono dalla balconata(seppur richiedenti una discreta agilità) perché sono di servizio e nulla centrano con la via da seguire, vista la vertiginosa esposizione in cui sbucano è davvero problematico scenderli!
La salita in cima è talvolta ancora invasa da neve, per il resto richiede attenzione vista la natura detritica della montagna, sconsigliata con affollamento, ghiacciaio della Losa non continuo dalla fine del sentiero attrezzato alcune bastionate rocciose l’ho interrompono costringendo a mettere e togliere i ramponi tante volte…
Consiglio di non risalirla in altri versanti se non quello dal colle della Vacca che si raggiunge in piano, altri itineri seppur possibili sono ancor più instabili.....magari a scendere che si ha una migliore visibilità( se proprio si volesse) se sotto non ci fosse nessuno.
Giornata magnifica in ambiente di alta montagna strepitoso, questa zona offre scenari di montagna davvero unici.
dalla cima il panorama e magnifico… Ovunque persone in zona.
Un pensiero alla frontale Fourà che senza il “foro”, appena crollato, ha perso la sua caratteristica ed inconfondibile “veste



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Vetta raggiunta dopo aver salito la cima d'Oin (al cui itinerario rimando), con l'opzione 2: camino e buco. Divertente.
Sempre panorama completo, ma nuvoloni in avvicinamento dalla Francia.
Quindi una sosta veloce e si fa tappa ristoro al rifugio Ballotta.
Breve momento di pioggia dopo di che ritorno alle auto.
Un ringraziamento a coloro che hanno scelto e proposto la meta.
Con Luisanna, Tatiana, Marina, Emilio, Agostino, Claudio, Ernesto, Primo e Matteo.

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Siamo arrivati fino al Passo della Vacca, quindi quota 2980.
L'escursione è, a mio avviso, molto più tecnica di quanto indicato nella classificazione EE.
Infatti abbiamo notato più di un escursionista che affrontava i tratti attrezzati con corde fisse, munito di imbragatura e moschettoni. Noi, un po' imprudentemente, li abbiamo affrontati senza attrezzatura, a mani nude.
Dopo il bivio per il Colle della Losa (tenersi sulla sinistra) il sentiero si riduce a sfasciumi ed occorre seguire con attenzione gli ometti; questi ultimi sono piuttosto numerosi ma non sempre facilmente identificabili.
Il terreno diventa molto friabile in prossimità del nevaio che conduce al Passo della Vacca, occorre prestare molta attenzione per non scivolare.
Attenzione anche al ritorno: in discesa gli ometti sono molto più difficili da identificare tant'è che abbiamo perso il sentiero e siamo stati costretti a scendere intuitivamente in direzione del pianoro all'altezza del bivio per il Colle della Losa; dove poi abbiano incrociato nuovamente il sentiero.

E' stata comunque una bella avventura! Percorso non faticoso ma abbastanza difficile.
Giornata meravigliosa, senza una nuvola in cielo, temperatura gradevole, poco vento.
Paesaggio severo ma grandioso, con una magnifica vista sui laghi Serrù e Agnel, nonchè sul Gran Paradiso.



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si parte dalla diga serrù con meteo contrario piove, si decide di partire e almeno arrivare al rif ballotta, giunti al rif. dopo circa 1/2 ora il cielo si apre un pò così si parte . il canalino piccolo coloured è molto scivoloso c'è ancora piccolo residuo di neve, arrivati pian ballotta nebbia ma continiamo passando dalla parte del canalino molto innevato utili i ramponi superato lo sbalzo si continua su neve dura e parte ghiacciata puntando verso il colletto fra la Doin e la Vacca terreno molto friabile scivoloso,arriviamo in vetta passando dallo strettissimo CAMINO intanto si apre e si ammira il vasto arco alpino con i laghi in bella mostra. poco tempo riappare la nebbia scendiamo dalla cresta verso il colle della vacca sempre ramponi xchè tanta neve e ghiaccio,ritorniamo al rif ballotta e finalmente si mangia.
con veri Amici fatto questa gita non difficile ma mai banale dove x una cosa o altra l attenzione deve sempre essere al massimo,grazie.... EMILIO,LUISANNA,KARIN,GILBERTO,FULVIO,(RENZO alla 1°uscita di un certo rilievo) e il sottoscritto clod


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La bellissima giornata ci spinge a ritornare al Serrù ma questa volta per evitare la poca ma insidiosa neve della parte alta della cresta NNE la prendiamo alla larga salendo al Colle della Losa, traversando al Passo della Vacca e risalendo il ghiacciaio delle Sources d'Isére fino al colletto tra Vacca e Oin. Di qui in breve in cima. Il ghiacciaio sul percorso di salita non ha crepacci del resto sembra proprio agli sgoccioli. Un pò di ghiaccio con su poca neve nel pendio iniziale ci consiglia di usare i ramponi. Siamo partiti un pò tardi e così abbiamo lasciato la Cima d'Oin per un terzo giro, del resto i posti sono belli.
Con Stefano, incontrati due astigiani che si divertivano a usare i ramponi per vagabondare per tutti i pendii innevati della zona. Visto un bel branco di stambecchi e due camosci.

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Oltre i 3000 la cresta NNE era abbastanza in ombra da aver conservato i 2-3 cm di neve caduti ieri e molte roccette erano ricoperte da vetrato per cui a 3100 abbiamo rinunciato.
Ridiscesa con cautela la cresta abbiamo attraversato in piano il ghiacciaio e percorrendo la cresta spartiacque abbiamo raggiunto il Passo della Losa e salito il Grand Cocor. Rientro dal passo della Losa. Panorami notevoli nonostante le nuvole nascondessero parecchie cime del lato francese. Con l'amico Stefano. Incontrati 2 tedeschi al passo e 2 italiani all'auto che tornavamo dopo aver tentato di salire la parete nord est della Grande Aiguille Rousse

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Con destinazione Cima d'Oin, partiti un po' in ritardo (7.45 dal parcheggio del Serrù) non abbiamo sicuramente sfruttato le condizioni migliori della neve sia in salita che in discesa. Al Rifugio del Pian della Ballotta il Piccolo Colluret è completamente innevato ma per non perdere tempo decidiamo di fare la ferrata. Pian della Ballotta completamente coperto di neve (1 metro buono di sicuro). Fin dal piano, neve a tratti portante e a tratti sfondosa. Salita la bastionata che conduce al Ghiacciaio della Losa procedendo per via "diretta", senza traversi. Sul Ghiacciaio della Losa qualità della neve decisamente migliore, portante. Arriviamo al Colle della Vacca alle 11, c'è qualche roccia scoperta ma il ghiacciaio dell'Isère è completamente chiuso, nessuna traccia di crepacci o di terminali. Ci leghiamo e calziamo i ramponi, è tardi quindi decidiamo di puntare alla Cima della Vacca e non alla Cima d'Oin. Risaliamo brevemente il ghiacciaio e decidiamo che non vogliamo fare la "normale" che seguirebbe la cresta e che quindi puntiamo a fare un po' di misto: proseguiamo quindi lungo il ghiacciaio e attacchiamo la cima per una possibile "diretta" di un centinaio di metri di misto. C'è di tutto, roccette, verglas, neve portante e neve sfondosa, l'inclinazione del pendio va dai 40 ai 50 gradi, forse qualcosina in più poco sotto la cima. Usciamo in vetta alle 12 circa. Ci fermiamo un po' e ripartiamo alle 12.30, la neve comincia a cedere quindi decidiamo di scendere per cresta fino a uno scivolo non troppo pendente (40° circa) che comunque scendiamo faccia a monte perché la neve sfonda parecchio e non ci sono tracce. Torniamo al ghiacciaio dell'Isère e la neve è di nuovo portante, scendiamo fino a sotto il ghiacciaio della Losa con neve sempre buona ma appena arrivati all'attacco della bastionata tra la Losa e il Pian della Ballotta la neve sfonda di 50 cm circa per ogni passo. La discesa è lenta e faticosa, si scivola facilmente, dobbiamo procedere con calma. Alle 14.30 siamo all'attacco della ferrata per il rifugio del Pian della Ballotta, alle 15.30 siamo al Serrù. 4 stelle su 5 perché la neve era veramente faticosa e nella discesa a tratti pericolosa (anche perché battuta e disfatta dagli scialpinisti saliti e scesi con noi). Soddisfazione di aver toccato una cima che ci è parsa ancora inviolata questa stagione (non abbiamo visto tracce). Probabilmente abbiamo anche aumentato la difficoltà di almeno un grado, con la variazione sul misto.
Con Luca (compagno del corso di Alpinismo del CAI di Ivrea anno 2011) e Giulia alla sua prima alpinistica. Tanti scialpinisti in partenza dal Serrù, una ventina circa con destinazioni intorno al ghiacciaio Isère. Qualche coraggioso ha anche fatto la NE della Rousse, probabilmente in condizione.


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Poco da aggiungere alla descrizione dei miei compagni di avventura. Percorso non banale e veramente friabile nella parte finale fino in vetta, dove è difficile trovare il passaggio meno delicato per la punta. Panorama ampio con l'Aguille Rousse protagonista con il ghiacciaio, di questi tempi, molto crepacciato. Discesa con la massima attenzione seguendo ometti e tracce per la cresta NE, poi senza grossi problemi sulla pietraia che, in caso di nebbia ed umidità può diventare insidiosa. Divertente il tratto attrezzato nei pressi del Ballotta.

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Gita senza problemi fino agli ultimi 100 metri di dislivello, dopo il terreno diventa veramente infido, è ripido, franoso e le roccie si muovono; l'uscita in vetta presenta un passaggio esposto, aggirabile a destra su cenge; non abbiamo pensato di passare nel buco, che comunque l'uscita non è facile, Guido che si è affacciato per prendermi i bastoncini ha fatto scivolare (involontariamente)pietre e terreno. La discesa bisogna studiarla bene e stare veramente attenti. Con Guido Maurizio e Mario. Vetta panormica ma oggi il tempo ha precluso la vista.

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Secondo tentativo fallito! Partiamo poco prima delle 8.00 dal lago serrù ed in meno di due ore arriviamo a 70 m dalla punta con l'amico Maurizio mentre gli altri soci Guido e Gigi sono più avanti e raggiungono la Cima. Abbiamo esitato sui passaggi ripidi con terreno friabile e rocce rotte che si muovevano. Inversione veloce per non lasciarci sorprendere dalla pioggia che puntualmente è arrivata subito dopo aver raggiunto la macchina. Itinerario impegnativo con sentiero che spesso si perde fra la pietraia e bisogna sempre stare attenti agli ometti. La parte finale dicono i soci con qualche passaggio esposto! Nel complesso giornata positiva.
Con Gigi, Guido e maurizio.


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Calzato i ramponi dopo il traverso sopra il roccione con cascata, poca neve e ghiacciaio solcato da parecchi rivoli d'acqua. Saliti per la cresta est e scesi prima verso nord per poi spostarci verso nord-ovest. Sopratutto la discesa e caratterizzata da sfasciume molto instabile.
Dalla punta si gode un ottimo panorama. Al ritorno abbiamo raggiunto per cresta il colle della Losa e siamo scesi dalla via attrezzata compiendo cosi un'anello che ci ha riportati al pian Ballotta. Un'altra ottima giornata passata in compagnia degli amici Emilio, Silvia, Mauro e Agostino.


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note su accesso stradale :: regolare
Scesi dalla Cima d'Oin siamo risaliti su questa cima per accompagnare Fausto che non c'era ancora stato. Confermo l'impressione avuta durante la salita di alcuni fa: un ignobile mucchio di sassi e terriccio ma dal quale, per fortuna, si gode di un ottimo panorama. Con Fausto e Elio.

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note su accesso stradale :: la strada è bloccata dalle 9 al lago del Serru
percorso facile e abbastanza evidente con molti ometti, sempre che non ci siano nuvole basse. Dal colle della Vacca abbiamo risalito il ghiacciaio e poi per sfasciumi la cresta e di li in cima a cui si accede attraverso un passaggio in un buco. si potrebbe passare anche all'esterno ma la roccia è di pessima qualità.
un ringraziamento ai tre che ci precedevano e che ci hanno dato delle utili indicazioni. Un saluto ai due simpaticissimi ragazzi saliti e scesi con noi. Anche loro volevano andare come noi alla Grand Aiguille Rouge, ma il tempo metereologico e non sconsigliavano questo itinerario.


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neve continua da pian ballotta. sbagliato stupidamente l'accesso al colle della vacca sono sbucato 100 metri sotto la cima sul versante nord, su sfasciumi instabili e lingue di neve ripida che iniziava a mollare di brutto. rientrato attraverso l'itinerario corretto. rigelo notturno molto modesto: scendendo alle 8.30 il pendio sotto il colle della vacca era marcio e l'unica cosa che teneva era la picca immersa fino alla testa. se queste condizioni persistono, secondo me meglio aspettare che almeno vada via un po' di neve.

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dal Pian della Ballotta in avanti gita su terreno difficile. Un po' meglio l'ultimo tratto prima del colle della vacca, che si raggiunge aggirando a sinistra il piccolo ghiacciaio. Salito per pochi metri la cresta a sinistra che porta alla vetta ho desistito per la visibilita' quasi nulla. Il percorso dal parcheggio del Serru' fino al colle della vacca e' di 4 km.
Qualche sprazzo di sereno ma giornata per lo piu' nuvolosa con passaggio di nebbie. In discesa ho incontrato quattro escursionisti che volevano arrivare in cima nonostante le nebbie. Al mattino al pian della ballotta molti camosci, stambecchi e marmotte e al pomeriggio moltissime rondini .


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Pensando che i forti temporali di ieri sera lasciassero qualche nuvola abbiamo rinviato una gita più importante, così sul tardi decido di esplorare questa zona intorno al Serrù tralasciando l'affollato Nivolet in cui stava salendo un fiume di gente. Non avevo una meta precisa così seguo il sentiero che mi pare più evidente. Seguendo l'itinerario descritto mi porto nei pressi del ghiacciaio, lasciandolo a destra attacco direttamente la cresta nord-est, via via sempre più ripida fino a sbucare sulla cima seguendo labili tracce e concludendo con qualche passo d'arrampicata. Temendo di non riuscire a scendere dalla stessa via a causa dei passaggi finali cerco invano la discesa dal lato francese ma mi trovo sul ghiacciaio sporcato dagli sfasciumi, puntando verso il ghiacciaio italiano invece è troppo ripido cosi risalgo ed aggiro parzialmente la cima fino a riagganciare lo stesso percorso di salita. Molti animali lungo il percorso. Visto molta gente nei passi di Losa e Galisia e cimette intermedie. Ottimi i tratti attrezzati.

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Gita non banale ma impegnativa per il tipo di terreno su cui si sviluppa specie in discesa da tenere sempre d'occhio gli ometti sulla pietraia per non trovarsi su terreno peggiore. La gita si è rivelata ancora più impegnativa per via della poca neve fresca sugli ultimi 200 m sulle roccette. Il ghiacciaio è ormai ridotto aad un piccolo nevaio e non desta preoccupazione. Se và via la neve ( recente) nella parte alta è consigliata per via del panorama ma ritengo che convenga passare dal passo della losa ed in quota portarsi al colle della vacca per la cima.

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con dino e beppe e una giornata bellissima saliti con l'itinerario descritto facendo anche una puntatina verso colle della losa discesa x il ghiacciaio della losa che come tutti si riduce implacabilmente ogni anno.

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nebbia vento e freddo....vista la cima solo dalla macchina al ritorno...arrivati in vetta con una simpatica coppia...grazie agli ometti costruiti lungo il percorso nessun problema in discesa nonostante la visibilità davvero ridotta. nel complesso gita gradevole e un po' di freddo fa bene dopo il caldo torinese di questi giorni...

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Ci sono anche stati ...

  • 13/08/00 - gianmario55
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: F :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Nord
    quota partenza (m): 2270
    quota vetta (m): 3183
    dislivello complessivo (m): 913

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