Gran Paradiso Parete Nord

finalmente dopo anni che gli facevo il filo, oggi sono riuscito a scalare questa mitica parete!! ancora in buone condizioni, noi siamo partiti dal rifugio Vittorio Emanuele, da qui non essendo passati ancora nessuno l'abbiamo tracciata fin sotto la parete alla sua estrema destra, stando appunto abbastanza alti senza attraversare troppo il ghiacciaio che è abbastanza insidioso, per poi spostarsi in piena parete verso la classica linea a sinistra verso le roccette, sul tratto finale per maggior sicurezza, abbiamo usato 2 viti e 1 friends, per poi uscire sulla bella cresta finale e finalmente in vetta.
in cordata con Fabietto e Filippo, realizzando cosi un piccolo sogno nel cassetto. un particolare saluto ai 2 ragazzi di Biella, che abbiamo condiviso in parte questa avventura.


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Salito con gli sci in spalla fino a 2900 e pellato da 2900 a 3400 con tenuta discreta (scarso rigelo). Terminale attraversabile al centro con scalino di mezzo metro. La parete è tutta una scala ben tracciata. Stando al centro nella prima parte e poi tutto a sinistra non si tocca ghiaccio a parte un singolo passaggio di misto (proteggibile) a 50 metri dall'uscita, aggirabile a destra su ghiaccio.
Molte cordate in parete, con missili terra aria che scendevano (ribadisco che con queste condizioni non ha senso cercare di smontare la parete...).
Cresta finale cotta dal sole che ha richiesto particolare attenzione, bisogna arrivare ancora lucidi. Discesa in sci dalla normale ottima nonostante l'ora (siamo scesi legati per tranquillità, buon esercizio di coordinazione). Arrivati in sci a 15' dallo Chabod. Discesa eterna con gli sci di nuovo in spalla fino al parcheggio.
Con Marina e Davide. Bravi!


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Condizioni della parete sempre buone, abbiamo percorso circa 100 metri su ghiaccio nella parte alta ma probabilmente stando più a sx contro le rocce erano evitabili. Noi però eravamo nella nebbia e vedevamo ben poco...
Altrimenti tutta neve a gradoni.
Dall'uscita ancora un pezzo di cresta in parte neve e in parte roccia estetica e divertente.
Discesa sulla normale con neve portante fino alla schiena dell'asino poi sfondosa.
Percorsa a piedi (in tanti con gli sci) in giornata.
Oggi c'è stato un brutto incidente dove purtroppo un ragazzo è morto cadendo in un crepaccio prima della parete e della terminale, meglio legarsi appena finiscono i nevai rimasti sulle morene.
Un pensiero per la famiglia e il compagno di cordata di quel ragazzo.
Con Claudio, la nostra prima alpinistica insieme. Più che buona la prima!


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Bellissima salita in ottime condizioni. passando in alto a sinistra (faccia a monte) nei pressi delle roccette si riesce a salire bene. un po di ghiaccio affiorante qui e la ci ha suggerito di mettere qualche vite per fare conserva protetta. In cima alle 9 del mattino lunghe valutazioni se scendere la est in sci o meno..non la abbiamo giudicata sicura perchè metà pendio ha gia svalangato la neve recente ma l'altra metà no..la terminale della est comunque pareva bella chiusa. Siamo quindi scesi per la normale con sciata su un firn memorabile. Con un super paolino che si è tirato tutta la nord!

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Dormito in tenda poco sopra al rifugio Chabod, buone condizioni in neve, abbiamo seguito una bella traccia dritta al centro ma negli ultimi 100 m trovato ghiaccio duro, non troppo simpatico, coperto da neve inconsistente.
A sinistra sembrava decisamente più agevole...
Giornata splendida!
Con Ale!
Prima volta sul Gran Paradiso...bellissimo!



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Abbiamo seguito una linea in centro parete, un po' più rognosa rispetto alla classica linea contro le rocce di sinistra (ghiaccio spaccoso). In compenso però non siamo stati d'impiccio ai 3 ripidisti che scendevano la parete nel lato sinistro appunto (faccia a monte).
Bellissima la discesa in sci su velluto perfetto dal versante Chabod, molto meno "tritato" del lato Vittorio Emanuele.
Con Dino


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note su accesso stradale :: Ok
Io e Quantum dal basso in meno di 4 ore e mezza compresi i cambi gomme...
Parete in condizioni randonee e traffico stile “cumplanere” cit.Alex Drastico.
Neve cemento pure in discesa.
Malvisti su e giù per l’itinerario.
Dino con la Chiara nel turno pomeridiano e Flo con il Simo, incontrati su per il sentiero, nel pomeriggio.
Un bel campionario di casi umani, niente da dire....


Bella giornata.
Solo una domanda, già cortesemente indirizzata durante la salita e rivolta ai colleghi che avevo appena più in alto, sulla testa.
In una giornata in cui la Nord è una scala per galline, che cazzo vi accanite a smontare le placche di neve ventata scaricandola sul muso di quelli di sotto?
Sembrava tiraste calci per far partire la Vespa...


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Partiti dal parcheggio alle 6.30 con sci in spalla fino in cima. Saliti al centro con gli ultimi 100 metri sul solito ghiaccio non bello spaccoso con pochi cm di neve inconsistente sopra. Meglio tutto a sx sempre che non ci sia qualcuno che scende con gli sci che per poco insieme alle slavine che hanno buttato giù uno veniva giù anche lui...bravo che e riuscito a raddrizzarsi. A sto punto e andata bene che abbiamo ravanato al centro e non a sx sotto gli sciatori. Discesa con gli sci spettacolare rientrando dallo chabod su pochi cm di crem. Ovviamente a quest'ora nessuno sulla testa.... erano già tutti saliti. Con Chiara sempre fortissima.

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Ottime condizioni. Tutta in neve, ma in alcuni punti sotto si sente del ghiaccio. Non serve molto materiale, pure la seconda picca risulta quasi superflua, ma averla consente di progredire più velocemente.
Salita in giornata dal parcheggio. Gli sci consentono, nonostante lo sbattimento nel portarli in spalla fino poco oltre lo Chabod, di fare una bella discesa sulla normale, la neve era perfettamente trasformata! Ottime condizioni per quanto riguarda le discese della Est e dal Colle di Montandayne, bisogna arrivare in cima non troppo tardi solo...
Come sempre ottimo pranzo allo Chabod, come sempre il Granpa è un posto favoloso.

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Via molto bella, non banale! Partenza dal rifugio alle 03,00. Rigelo notturno praticamente assente! Arrivati all’attacco della parete alle ore 05,00. Crepaccia terminale chiusa! Saliti dapprima sul lato destro, a metà parete, abbiamo effettuato un traverso a sinistra verso le rocciette! Qui utili 2/3 viti da 13/17 cm per proteggersi da quest’ultimo. Continuato a salire tutto sulla sinistra costeggiando le rocciette su neve dura. Passaggio di 2/3 metri su ghiaccio (facile) prima dell’uscita in cresta! Da qui su bella traccia abbiamo raggiunto in pochi minuti la vetta! Giornata a dir poco spettacolare, neanche una nuvola in cielo! Una via un po’ diversa per raggiungere un bel 4000!

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note su accesso stradale :: Ok
Condizioni un po’ particolari per questo itinerario.
La recente nevicata ha finalmente attaccato sulla parete ma nella parte bassa la neve è umida e anche a quota elevata il rigelo è stato non ottimale.
Sopra, 15 centimetri di neve non consolidata sul ghiaccio verde...
Insomma, il giro è valso la pena per la sempre bellissima uscita in cresta, al sole...

Paccato dal principe dei Malvisti che mi ha scaricato alle due del mattino...
Beh, mi sono incamminato tranquillo da solo su per il sentiero dello Chabod, partendo intorno alle ore 430 e arrivando senza troppo sbattone davanti alla Madonnina dopo 4,30:ore, comprese le soste.
All’intaglio tra la cima vera e la suddetta Madonnina, la scena era questa e ve la descrivo.
Circa 100 persone ferme incolonnate nella traccia bassa alla Madonnina.
Circa 10 in punta e altre 50 nella discesa classica dalla vetta verso la sella.
In pratica, esiste un senso di circolazione orario, cosa che mi è stata molto gentilmente spiegata allorché ho provato ad andare in senso vietato nella coda bassa...
Un’esperienza un po’ sordida, tipo Ikea con moglie e figli petulanti al seguito, per intenderci.
Tuttavia, l’atmosfera in coda era easy ( e te credo; ho impiegato 45 fottuti minuti a uscire dall’ingorgo...) e i colleghi alpinisti, di varie nazionalità, erano allegri e cordiali.
Una ultima nota.
Alle ore 8 circa, in cresta e nonostante una leggera brezza, senza guanti di brutto.




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Ottime condizioni; saliti slegati tutto a sinistra della parete.
Solo due brevi tratti con ghiaccio affiorante.
Scesi poi in sci sul versante del Vittorio Emanuele, neve fino a 100 mt sotto il rifugio, ottimo firn!

Con Dino e Marco B.

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Condizioni della via decisamente buone, partiti verso le 5,30 dal parcheggio di Pravieux, sci sulla schiena fino sotto al rifugio, poi sci su neve dura per un potente rigelo, al punto che abbiamo poco dopo rimesso gli sci in spalla quasi fino all'attacco della parete. La terminale si passa senza problemi, e poi su buona traccia stando a sinistra, tranne due punti e l'uscita di qualche decina di metri su ghiaccetto un po delicato. Qualche altra cordata sulla via e decine.... dalla normale. In 5 ore e 30 eravamo in punta. In slego per le buone condizioni trovate. Scesi dalla normale in sci fino al Vittorio su neve dura in alto, buona e poi molle in basso ma dato il traccione esistente si poteva evitare di portare gli sci e scarponi a fare la passeggiata. Con la mitica socia Chiara e Marco arrivato da Cuneo, giornatona spaziale.

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Partiti da rifugio ore 04.00 ...in vetta alle 9.30.....buon rigelo notturno nonostante la temperatura non fosse così bassa
Nord in buone condizioni di neve salvo tratto finale ( 100mt ) in ghiaccio...possibile passare a sx contro le rocce
La terminale si passa al centro su esile ponte ancora in piedi
Meteo stupendo...giornata fantastica in compagnia di Whimper ( Gian )

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Partiti alle 3,30 dal rifugio (ottimo tra l'altro). Meteo non molto incoraggiante con fulmini all'orizzonte..poi alla terminale improvvisa schiarita allora decidiamo di proseguire. In 5 ore (con calma) in cima. Saliti dalla linea centrale tutto in conserva..le peste dei giorni precedenti erano appena accennate sulla neve. Nella parte finale circa 100 m discontinui di ghiaccio affiorante..stretto i denti per arrivare all'uscita verso la cresta di nuovo su neve. Anche se si percorre la linea tutta a sx vicina alle rocce il ghiaccio è ormai inevitabile. Cresta facile poi disarrampicato lato sx guardando la cima e risaliti in vetta su roccette verglassate. Lungo la discesa piccola deviazione al Roc su cui non avevo mai avuto la forza di salire.
Discesa al rifugio, alcuni crepi iniziano a esserci (pochi). Solo noi sulla nord oggi. Grazie a Livio senza il quale questa gita non sarebbe stata la stessa.


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note su accesso stradale :: ok
Parete in ottime condizioni, comincia ad affiorare del ghiaccio nella parte in alto, giornata stupenda, in compagnia di Giorgio

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Salita il condizioni perfette! Nella parte alta incomincia ad affiorare ghiaccio a causa delle alte temperature ma per adesso si riesce ancora ad evitarlo. Partiti dal rifugio alle 3 eravamo alla madonnina alle 9
Super salita sognata da anni! Un grazie speciale alla compagnia!


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confermo le condizioni magnifichedi neve compatta della parete, ed un po' di ghiaccio negli ultimi 50 metri, aggirabile a sx dove ci sono meno passaggi e prende meno sole.

Per me la gita dell'anno, solo con queste condizioni mi sono potuto permettere di approcciare una parete tanto severa.


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tutta la salita è su neve compatta, no crosta. Negli ultimi 50 metri (prendono sole presto) inizia ad affiorare ghiaccio, ma per ora non disturba. Come consigliato dal rifugio partenza alle 3, per poi prendercela con più calma una volta in parete.
Gran bella avventura! Solo noi 4 per una giornata super!
Con Fede, Ale e Fabrizio!


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Mi unisco anche io al coro...... condizioni magnifiche!!! Parete tutta in neve scalinata. No ghiaccio.
Inutili viti. Noi siamo saliti con la corda nello zaino. Cresta verso la cima ben tracciata. Per scendere all'intaglio sotto la madonnina abbiamo disarrampicato sul lato sx. Un po' esposto ma si passa bene. Partiti dallo Chabod alle 3.30, alle 7.15 in cresta.
Discesa veloce al rifugio a recuperare il materiale. Anche sulla normale condizioni ottime, non si attraversa nessun buco.
Legati per scrupolo e giusto per toglierci un po' di peso dallo zaino.
Ottimo trattamento allo Chabod. Altra giornata magnifica con Riccardo.


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Ottime condizioni per la salita, come citato dalle precedenti relazioni.
Terminale superabile senza problemi.
Neve dura, no ghiaccio, consigliata progressione in conserva, utili due picche, viti inutili. cmq sempre antenne dritte perchè i ramponi entrano solo sulle 4 punte anteriori per tutta la salita.
un pò più di neve si trova sugli ultimi 70-80 metri dopo il seracco.
Attaccato alle 6 e usciti in cresta alle 7.40.
Partendo insieme agli altri, siamo finiti ad essere i primi della giornata sulla parete.. nonostante una mia scivolata sotto la terminale (ero ancora ion sci) senza conseguenze..
Visto il giro in programma, noi avevamo solo una picca a testa.. utile è stato il mio polivalente bastone-piccozza!
Nessuna foto durante la salita per non perdere l'appuntamento con la Est in discesa!.
Doverosi lodi all'accoglienza del rifugio Chabod.. Ospitalità ed accoglienza fuori dal comune! Straconsigliato soggiornare anche solo per un pranzo da Tiziana!
Con il socio Piero


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Condizioni fantastiche, tutta in neve. Terminale ok. Fatta in conserva. Aggirato la doppia in cresta scendendo leggermente sulla destra. Rigelo notturno neve perfetto. discesa sullo chabod: in alto neve portante e crepacci coperti, in basso rimanere nella traccia x non sprofondare.
Fatta praticamente in giornata (arrivati al rifugio alle 23 e partiti alle 3.30). In compagnia del grandissimo Alberto, che ha accettato la proposta!


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note su accesso stradale :: OK
Direi che di questi giorni è già stato detto tutto su questo splendido itinerario.Dallo Chabod (complimenti a tutto lo staff!) sono partite 4 cordate, altri sono arrivati direttamente dal park.Anche noi abbiamo disarrampicato le roccette per arrivare al colletto ai piedi del torrione con la Madonnina, ma abbiamo notato(sepolta nella neve) una calata con cordino nuovo a circa un metro da un cordino molto sfilacciato, ma più evidente.Scendendo dalla normale abbiamo fatto una tappa al Roc, sicuramente molto meno visitato del vicino Gran Paradiso, e poi giù dalla normale verso lo Chabod su un ghiacciaio ancora particolarmente chiuso.
Condizioni ottime: abbiamo colto l'occasione!
Un saluto alle altre cordate impegnate sulla via, e sopratutto a m.gulliver con cui abbiamo avuto il piacere di fare la sua conoscenza.Complimenti al suo giovane socio.
Con Diego, che continua a scorrazzare gioioso su neve, grazie per la compagnia.
Operatore telefonico: c'è il segnale Tim in prossimità del rifugio, circa 50 metri prima.


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Condivido e sottoscrivo in pieno quanto già descritto da mgulliver che abbiamo avuto il piacere di incontrare e conoscere durante la discesa.
Parete in condizioni molto buone, tutta in neve, zero ghiaccio. Solo la prima parte presenta neve un po' più compatta che richiede un impegno maggiore dei polpacci. La terminale si supera senza nessun problema, praticamente tappata, come i crepacci sulla via di ritorno verso lo Chabod.
In corrispondenza del seracco si sente un po' di ghiaccio di fondo (sotto una trentina di cm di neve) ma che non da nessun tipo di problema.
Bella ed estetica la cresta che in pochi minuti conduce sulla vetta del Gran Paradiso.
Ottimo trattamento allo Chabod.
Un saluto ai simpatici mgulliver e socio con i quali abbiamo piacevolmente condiviso parte della discesa, grazie per la compagnia!
Uscita stupenda, in compagnia dell'instancabile The Jack!

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L'occasione era troppo ghiotta per lasciarsela scappare.
Si arriva allo Chabod senza ormai quasi toccare neve che inizia subito dopo la presa dell'acqua. Ottimo rigelo. La parete è in neve pressa dura nella metà inferiore, crostosa in quella superiore. Terminale di nuovo abbastanza chiusa. Le profonde tracce del we precedente sono scomparse e anche quelle di chi è salito il giorno prima. I temporali di inizio settimana hanno rimpolpato lo strato di neve in alto che ricopre il ghiaccio per 20/30 cm. In queste condizioni non servono viti e basta una corda da 30 m. Il salto in discesa dalla vetta vera si può aggirare per neve sulla dx, quello in salita per la Madonna, volendo, si può evitare passando sulla dx e riprendendo la normale poco prima del traverso "sulla est" e quindi raggiungendo la statua da questa via, se non c'è troppo traffico. Terminale della normale invisibile, ghiacciaio con solo i grandi crepi visibili e abbondantemente innevato. Molta gente sulle normali, ma per fortuna non troppo mattinieri.
Un saluto a The Jack e Acdie81 incontrati al rifugio, ma riconosciuti ormai al momento di scendere.
Una menzione particolare al giovane socio, al primo 4000 e alla prima esperienza su ghiacciaio.


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note su accesso stradale :: ok
Anche noi oggi tra i 40 alpinisti diretti alla Nord dallo Chabod,nonostante l'affollamento non ci si pesta i piedi,come gia' detto condizioni ideali per una progressione plaisir,solo un po' di ghiaccio all'altezza del seracco ma che non crea problemi.La terminale se si passa dove c'e' la traccia richiede un passo un po' atletico,basta spostarsi di 1 metro a sx faccia a monte e si passa pou' agevolmente.Visto la quantita' di persone alla Madonnina abbiamo traversato qualche metro sotto x ricongiungerci alla normale.
Con il socio di avventure Giulio86,una giornata da incorniciare.Ottimissimo trattamento allo Chabod


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La parete è in splendida forma, approfittatene finché si può. La traccia odierna consente di godere della salita, senza patire troppo bruciore ai polpacci. Pochi metri di ghiaccio soggiacente all’altezza del seracco.

Utile un friend 0.75 per raggiungere la madonnina.
Prima di tutto un grazie speciale allo staff dello Chabod, la mia grande famiglia che mi accoglie sempre calorosamente.
E poi a Davide, insieme al quale realizzo un mio, nostro sogno, ritrovandomi inaspettatamente in forma.


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note su accesso stradale :: Ok
Condizioni autostradali.
5 ore tranquille con le pause, dal basso.
Scalabile con una picca, come una volta.
Pantalone alla zuava e camicia Carlo Mauri.
Con i Tambas in grandissimo spolvero; Young Erik Signorino, in jeans e Adri.

Ho capito che trent’anni non erano, per incanto, passati....
La parete come una volta....incredibile....


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Portage fino allo Chabod quindi circa 2 ore.
Rifugio stracolmo di gente, sicuramente le relazioni di questi ultimi giorni hanno contribuito.
Usciti dal rifugio circa x le 3, neve portante quasi sempre, sci in salita usati poco, subito scarponi poi ramponi e picche poco sotto la terminale, che è un po' noiosa da superare.
Parete in condizioni strepitose, se x condizioni strepitose si intende ridurre una via magnifica, non alla portata di tutti, a una scala. Ghiaccio nella parte alta molto poco si e no 30m (lineari) non continui che non costringono necessariamente all'uso di protezioni.
Per evitare inutili calate, alla fine della cresta prendere verso dx (scendere 2 3 m) e proseguire il traverso fino in punta (passaggio di III CIRCA, 1 chiodo ).
Discesa in sci x la normale con neve marmorea ma sciabile!
OCCHIO a sottovalutare la parete: le condizioni di oggi erano favorevoli, ma visto il posto, esposizione ecc ecc la faccenda può cambiare anche in poco tempo!


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Concordo in pieno con quanto scritto da Il Magna.
Le condizioni sono ottime, la terminale si passa ancora abbastanza bene, tutta in neve con un pò di ghiaccio sottostante nella parte del seracco ma viti non necessarie al momento. Cresta ben tracciata, noi anzichè fare la doppia siamo scesi qualche metro e con un traverso ci siamo ricollegati alla via normale di salita.
Una gita che non dimenticherò facilmente....semplicemente stupendo...
Grazie infinite al coppione per la compagnia e l'invito!!!

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Condizioni ottime, solo corti tratti di ghiaccio nella parte alta dove, diversamente, venti cm di neve pressata posano su di esso rendendo la progressione buona..la traccia a virgola del resto della parete è praticamente una scala. L'accoglienza dello Chabod ci colpiva tanto tempo fa per l'umanità e lo fa tuttoggi. Se la pioggia di venerdì sera poteva demotivare, il sole a palla di oggi non ha potuto che rendere la salita ancora più entusiasmante. Piccola nota per chi come noi va di ciaspola: gran culo specie in discesa.
Con Pino e Gianluca


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Condizioni top della parete in questo momento, come pure la discesa in sci verso il Vittorio Emanuele su neve trasformata fin sotto il rifugio; la nord si sale su ottima traccia che sale sfiorando il seracco fino all'uscita sempre su neve tranne un breve tratto dove sotto la neve si sente un poco il ghiaccio (niente di che); in cresta il salto roccioso lo abbiamo evitato attraversando lato Valsavarenche sotto le rocce su buona neve portante (soluzione facile e comoda); dopo un saluto alla Madonnina discesa lungo la normale verso il Vittorio da ricordare.....neve moquette 5 stelle; salita condivisa con tanti cari amici....gulliveriani e non...bella giornata.
Letto un report di un gulliveriano probabilmente in stato "confusionale" viste le valutazioni fatte nello stesso giorno per la medesima gita....boh...

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note su accesso stradale :: Ottimo
Non posso fare altro che scrivere il mio disappunto per quanto riguarda la relazione della gita odierna appena inserita poco prima di me... Ritengo inopportuno scrivere simili boiate... Ad ogni modo, parete nord in condizioni eccezionali, neve croccante da cima a fondo con solo qualche tratto ghiacciato nei pressi del seracco. Raggiunto la terminale on ski, quest'ultima passabile in più punti. Ringrazio chi ci ha preceduto per aver fatto delle ottime peste, tanto che per la maggior parte della parete, picca e ramponi sembravano superflui. Usciti in cresta attorno alle 8.30 e già gran caldo sulla est. Discesa dalla normale sul Vittorio da antologia su tavolo da biliardo fino a quota 2800, poi più butterata, on ski fino a 2500 circa... Salita dunque in condizioni strepitose, giornatona condivisa con tanti amici.Trattamento allo chabod sempre ottimo

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Partiti questa mattina alle 3:20 da pont, 50 minuti di portage poi si calzano gli sci, rigelo scarso fino al rifugio. Arrivati fin sotto la nord abbiamo subito capito che non era giornata: tanta nuova neve, almeno 20 cm alla base della parete, poggia su il vecchio strato oramai già consolidato creando un piano di scorrimento preferenziale. A noi è bastato scambiarci uno sguardo per decidere di tornare indietro. Se sono arrivato alle 35 primavere continuando a fare dell'alpinismo probabilmente lo devo anche a scelte come questa che oltre che un atto di responsabilità verso me e il mio socio lo è anche verso chi mi aspetta a casa. Un grazie al mio socio Gian sempre responsabile, Ci riproveremo prossima settimana.

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Condizioni TOP!!!
Parete tutta in neve compatta già tracciata,praticamente una scala.
6ore dal parcheggio alla vetta ,giornata dove tutto è stato quasi perfetto ,unica difficoltà un attaccò di crampi proprio alla base che stava per farmi rinunciare,poi X fortuna mi sono ripreso e piano piano sono riuscito a coronare questo sogno.
Discesa in sci lungo la via normale su neve fantastica.

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note su accesso stradale :: parcheggio per lo Chabod ok
Condizioni straordinarie della nord che la rendono una salita molto agevole. Partiti dal parcheggio alle 3.30 sotto un cielo stellato e luna piena, che regalo! Quota neve a 2350 dove abbiamo messo gli sci. Varie cordate sulla parete- Ce la siamo presa anche abbastanza comoda. In vetta alle 9.30. La progressione con queste cundi avviene senza corda, la neve è ben pressata e gradinata. Avremmo evitato un po' di peso a saperlo prima, (max una vite e corda da 10m), c'è un brevissimo tratto ghiacciato . In cima fatta la cresta con cornice per ricondurci alla discesa per il Vittorio breve doppia per scendere dal risalto roccioso (cmq evitabile). I Crepacci sotto la nord sembravano ben chiusi, terminali invece facile ma occhio.
Discesa in sci super
Giornata fantastica e complimenti al socio Bestia che nonostante i dolori alla coscia non ha mollato.


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5 stelle sono poche!! Parete in ottime condizioni con neve pressata... Noi siamo saliti sci a spalle, con l'innevamento attuale sarebbe un peccato non godersi la discesa... Solo un pò di ghiaccio ricoperto da 10-15cm di neve nella parte sommitale, ma che non crea problemi... Prestare attenzione alla terminale: sembra chiusa ma in realtà è tutta bella aperta con ponti di neve che possono diventare fragili... Cresta finale delicata con cornice pronunciata sulla dx... Discesa spaziale su ottima neve da in cima fino allo Chabod...
Con Matte, realizzando insieme un piccolo sogno!

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Finalmente l'immancabile classica Nord del Granpa, saliti allo Chabod, mettiamo gli sci ai piedi dopo non molto, arriviamo al rifugio già con il buio, già presente qualche gruppo, la maggior parte diretti alla Nord.
Parete abbastanza in buone condizioni, parte bassa su neve portante, solo gli ultimi 100m circa su ghiaccio che saliamo in conserva protetta, uscita in cresta su neve sfondosa, una volta arrivati dalla madonnina di vetta pausetta e poi con una sciata entusiasmante su firn da capogiro giù dalla normale!
Gitona! con Droc e Tyron


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Ghiaccio buono, ma ghiaccio. Qualche tratto più nevoso dove la picca affanda per tre quarti che ti fa andare un po' di più.

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10-15 cm di neve nuova.
Infidi crepacci non visibili fin dall'inizio del ghiacciaio.
La prima crepaccia terminale è aperta, noi l'abbiamo passata tutta a dx dove acquista un andamento longitudinale rispetto al pendio. Abbiamo passato la seconda terminale al centro, praticamente sull'asse della via di salita sulla parete, con qualche bel passaggio ripido su ghiaccio e neve; in questo tratto bisogna fare attenzione ad alcune fratture e buchi.
Parete in buone condizioni: il ghiaccio era morbido, probabilmente a causa della neve recente che si è ''appiccicata'' e per l'umidità dell'aria (è stato coperto tutto il giorno con nubi basse e di mattina presto si è verificata una lievissima precipitazione).
La salita si è svolta su placche di neve che aiutavano la progressione e su ghiaccio scoperto, morbido e poroso, piacevole soprattutto negli ultimi 100m, tant'è che abbiamo deciso di ''goderci'' ancora un tratto di parete uscendo in cresta un po' più a dx(faccia a monte) rispetto al colletto.
In cresta ghiaccio duro e crostoso ricoperto da uno strato di neve.
Siamo saliti in conserva protetta e con qualche tiro di corda per lo scambio dei materiali.
La via normale al Rifugio Chabod che abbiamo seguito per la discesa è tracciata, ma esige attenzione per la presenza di grandi crepacci e ponti sottili.
Ottimo il Rifugio Chabod.

Con Luca in gran forma al suo debutto a quota 4000.

Allego qualche foto che può aiutare a farsi un'idea sulle condizioni.

Un saluto ai quattro ragazzi di Lecco con cui abbiamo condiviso la salita.

Durante la salita della parete mi è scivolato un fittone grigio MSR, se per un caso eccezionale qualche appassionato alpinista lo dovesse trovare..una serie di birre e più assicurata..
[email protected] 3295812121


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Gran bella gita in buone condizioni, anche se non più ottime.
Ottima accoglienza al Rif. Chabod. Avvicinamento su neve non sempre portante. Terminale aperta, passaggio più agevole verso sinistra. Noi siamo saliti tutto a sx, verso le rocce. Parete in neve pressata quasi sempre, con ultimi 50m in ghiaccio spaccoso. Cresta in buone condizioni. Pochissima gente sulla normale.
Due cordate di bresciani d'avanti a noi.
Non siamo passati dalla Madonnina di vetta, causa temporale in arrivo...ma va bene cosi.
Con Alda in grande forma.


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Ottime condizioni quasi tutta su neve pressata tranne gli ultimi 30 metro di ghiaccio spaccoso, buon rigelo con neve portante fino all attacco, in discesa dalla schiena d asino in giu neve molle, ma ormai e fatta. Partito in solitaria dal parcheggio alle 4,20... in cima alle 10,30. Collaudato gambe, pensavo peggio. Ogni giorno salita da parecchie cordate, secondo me se si riabbassano le temperature salita ancora buona per un po. Stare tutto a sinistra vicino alle rocce, terminale a sinistra chiusa al limite. Giornatona

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Partiti dallo Chabod, ottima accoglienza come di consuetudine, abbiamo raggiunto l'attacco della parete su buona neve portante; ma le tracce dei passaggi dei giorni precedenti erano state completamente cancellate dalla neve accumulata dall'azione del vento; quindi gran lavoro di tracciatura specialmente prima della crepaccia terminale dove la neve arrivava a meta' gamba….sopra un po meglio poi salendo ad un centinaio di metri dall'uscita diretta ghiaccio affiorante nascosto da pochi centimetri di neve; cresta verso la Madonnina in buone condizioni, tanta gente che saliva dal Vittorio….discesa veloce verso il Vittorio Emanuele su traccione autostradale….

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Parete in ottime condizioni,anche se non super...
conviene stare a sx verso le rocce perché a ridosso del seracco affiora un pò di ghiaccio.
Partiti dal parcheggio alle 4.30,siamo saliti dallo chabod,tagliando sulle morene sotto all'ultima rampa prima del rifugio, per evitarci dell'inutile dislivello,abbiamo seguito un' ottima traccia che porta alla parete,salendo su una bella gradinata battuta dalle 14 persone che ci precedevano,siamo usciti in punta alle 10.30...chi prima e chi dopo...
Consiglio spassionato,la discesa fatela il prima possibile ed ancora meglio se dal Vittorio che di la tra buchi e pauta c'è da venir matti.
Con i super Luca e Massi alla loro prima esperienza e Simo che anche la parete è stufa di vederlo passare


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Abbiamo fatto questa salita partendo dal meno classico Rifugio Vittorio Emanuele godendoci un avvicinamento in completa solitudine. Partiti alle 4 dal rifugio siamo arrivati in vetta alle 8.30. Lungo la traccia incomincia a spuntare un po' di ghiaccio, forse in certi punti è meglio lasciarla e seguire delle lingue di neve parallele ancora ben compatta. Noi siamo saliti slegati progredendo abbastanza veloci. Cresta ben tracciata e molto panoramica.
L' avvicinamento con due dritte del gestore è molto semplice ben tracciato e con ometti, impossibile sbagliare.
Finalmente dopo un periodo di pausa io e Alle abbiamo ricominciato con questa bella salita con un giornata veramente stupenda.
Un saluto ai ragazzi di cuneo che abbiamo incontrato in vetta dopo aver salito la est ed abbiamo concluso la giornata con una bella birra in fondovalle.


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Non ci sono più le ottime condizioni di inizio settimana, il caldo ha già fatto il suo.
Prima parte della parete perfetta, da metà in sù ghiaccio, e progressione in conserva assicurata.
Ottima l'uscita diretta. Stranamente a sn vicino alle roccie quest'anno ghiaccio vivo, crestina ottimamente tracciata. La disarrampicata alle roccette non è difficile, solo esposta ma facilmente proteggibile. Scesi dal Vittorio Emanuele per evitare buchi pomeridiani dato il gran caldo.

FINALMENTE!!!!!
Per vari motivi era da un po' che aspettava.
Grazie a Francesco per la compagnia.


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Partiti Sabato 27 dal rifugio Chabod alle 4 del mattino, solo noi ed altra cordata di Bergamo sulla Nord. Trovato ottime condizioni su tutta la parete anche se abbiamo dovuto tracciare in quanto le tracce precedenti non erano più presenti; fatta tutta in conserva corta senza usare viti da ghiaccio. In uscita della Nord, anziché piegare a sinistra, siamo andati più dritti uscendo in una parte più alta della cresta (col senno di poi non ne vale la pena). Seguito cresta, sino alla calata in doppia e poi saliti sulla vetta della madonnina, facendo un tiro di corda subito dove è presente un chiodo con fettuccia blu, senza passare dalla normale. (Attenzione ad un blocco che si muove). Discesa dalla Normale, con ponti di neve ancora ottimamente portanti.
Con Giorgio e Giacomo, che ringrazio per la super ed allegra compagnia, la mia ormonella da salita ed il vitello dai piedi di balsa a squarciagola!!!!!


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Una decina di persone sulla nord e quasi tutti gulliveriani a quanto pare..in effetti la giornata,la temperatura e condizioni erano da prendere il giorno di ferie..
La terminale si passa senza problemi al centro.
Come detto da Chiara una settantina di metri di ghiaccio in corrispondenza del seracco, fin qui tanto vale andare anche slegati.
Dopo il seracco usciti a destra sulla meravigliosa e fotogenica cresta da percorrere con cautela.
Discesa dalla normale con terminale ancora ben chiusa scesi dal Vittorio
Giornatona con Chiara ,
il duo motivatissimo Ernesto-Max
e Luca


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niente da aggiungere a quanto detto nelle gite precedenti
tempo spettacolare, piuttosto freddo e neve che ha tenuto ottimamente in discesa fino alla fine del Laveciau. salito in giornata da pravieux in circa 6h, crestina finale e veloce discesa allo Chabod con relativa birra media con Luca, gulliveriuano anche lui


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Partiti alle 4 dal park dello Chabod, in scarpe da ginnastica fino a quota 3100 circa, dove si incontrano i primi nevai. Da qui cambio d'assetto e veloce progressione coi ramponi fino all'attacco della Nord, in ottime condizioni, tutta in neve pressata tranne un breve tratto con ghiaccio affiorante all'altezza del seracco (circa 70 metri). Uscita in cresta emozionante e panoramica, con bella veduta sulla parete Est. Disarrampicato il breve e facile tratto attrezzato, quindi giunti alla Madonnina di vetta. Bellissimo! In attesa degli amici, io e Davide siamo saliti anche al Roc, mt. 4026, unico 4000 interamente Canavesano (con campana e libro di vetta!).
Discesa sul Vittorio Emanuele, su ottima traccia.
Oggi rigelo potente e aria fredda in quota.

Gran bella giornata insieme a Davide, e agli amici Ernesto, Max (alla sua prima Nord..!), e Luca Carappa.
Una giornata a dir poco...perfetta! :-)


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Parete in buone condizioni. Tre tracce presenti, una verso le rocce di sinistra che si divide ad y verso la fine, ed un'altra più a destra che esce negli ultimi metri della cresta prima della punta. Noi abbiamo percorso la traccia di destra, l'uscita diretta, parete quasi interamente in neve tranne il tratto vicino al seracco e un tratto prima dell'uscita dove affiora un po di ghiaccio. Discesa ottimamente tracciata, crepacci ben coperti!
Partiti intorno alle 4 dal rifugio, abbiamo impiegato circa 1:45 dal rifugio alla terminale. 3:15 per la parete e circa 2 ore per la discesa.

un altro piccolo sogno nel cassetto realizzato, con Serena come socia!

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Bella salita in ambiente estremamente panoramico... Allo Chabod si mangia e dorme benissimo, noi siamo partiti dal rifugio alle 4.20 e per le 10 circa eravamo alla Madonnina.
La parete nord è attualmente in ottime condizioni: quasi tutta su neve bella compatta intorno ai 50°, noi abbiamo trovato solo una sezione abbastanza breve di ghiaccio-misto-neve su cui abbiamo usato qualche vite per sicurezza. Una volta in cima alla parete si procede per facile cresta fino a un gendarme dal quale è possibile disarrampicare (con un po' di cautela) fino alla selletta nevosa che lo separa dalla punta ove si trova la Madonnina di vetta classica.. altrimenti è anche possibile effettuare una breve doppia!
Da lì siamo ridiscesi allo Chabod in circa 2.45h procedendo tranquillamente. Il ghiacciaio del Laveciau è attualmente bello grasso perciò l'attraversamento dei crepacci non presenta alcun problema. La traccia è ottima (si distingue nettamente ad occhio nudo fin dal rifugio!).

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Oggi, ricompattato il dream team Arnulfo con i soci Luca ed Erik e così via a sfruttare le ottime condi della Nord. Partiti alle 5 dal parcheggio abbiamo raggiunto la base della parete in circa 3 ore e 30 con temperatura freddina ma gradevole, progredendo nella parte alta fino a dove è stato possibile farlo senza materiale su bella neve "croccante" che non ha richiesto l'uso dei ramponi. Parete presa letteralmente d'assalto e così per non stare sotto il tiro delle numerosissime altre cordate già sopra di noi decidiamo di deviare verso il canale che scende a destra della barra rocciosa a fianco del seracco. Esiste un itinerario di sci ripido per questo canale che lo ha ribattezzato canale Aurora. Pendenze mai oltre i 50°. Non sto qui ad inserire un altro itinerario, tuttavia tale canale una volta raggiunta la fascia rocciosa presenta un tratto che in condizioni di minore innevamento fa affiorare rocce e ghiaccio vivo. Superata la fascia rocciosa si sbuca in cresta leggermente più in basso rispetto alla quota di uscita della nord classica, percorrendola fino a ricongiungersi con quella che conduce in vetta. Il tratto attrezzato per le calate poco prima della madonnina di vetta si disarrampica tranquillamente, tuttavia per chi non se la sentisse sono presenti cordoni e maillon. Vento patagonico una volta usciti dalla parete ma non troppo fastidioso nel canale, che con le condizioni ottimali di oggi (neve pressata, qualche brevissimo tratto ghiacciato) ha permesso una progressione veloce dalla base alla cima di sole 1 ora e 20.
Stesse condi osservate sulla nord classica. Discesa poi sullo Chabod su percorso ancora in buone condizioni ma con delle belle voragini pronte ad aprirsi col passare dei giorni/settimane.

Bell'itinerario forse un po' meno monotono della nord classica, condiviso con i sempre forti soci Luca ed Erik

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parete in buone condizioni con circa 80 metri di ghiaccio in uscita.
Avvicinamento e discesa tracciati ma l'assenza di rigelo rende la neve marcia anche al mattino presto.
Noi eravamo in sci , e tolto il peso sulle spalle, si sono rivelati utili.
Conviene sentire lo Chabod per avere info sulla bontà della traccia.
Le foto sono su


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Alle 20:15 della sera prima, ormai convinti di finire a fare roccia, decidiamo per questa meta.
Il parcheggio sulla sinistra e ben segnato da un cartello sulla destra in legno con impresso "Rifugio Chabod". A piedi si passa il ponte e ci si immette sul sentiero 5: prima su vari tornanti che fanno guadagnare quota dentro al bosco, poi spiana un pochino e prende il giro largo, si arriva alla Malga Lavassey (fontana!!) e si riparte. Si esce dal bosco e si guadagna quota piano piano, il rifugio lo si vede quasi all'ultimo momento. 17e20 abbiamo la birra in mano.
(il sentiero sale lentamente, o almeno questa è stata la nostra impressione. Strano visto che facendo due conti siamo saliti a 400m all ora. Magie della carota "parete nord").
Colazione alle 3 autogestita, l'unica cordata che non le nostre stesse intenzioni parte un po' prima di noi. Alle 3e30 usciamo dal rifugio con morale basso, 7°C e cielo nuvoloso. Zero rigelo, neve sfondosa e una volta lasciata la traccia della normale è tutto da tracciare: quando riusciamo facciamo squadra con l'altra cordata. Le nuvole offuscano la cima. Solo alle 7e20 passiamo la terminale, questo la dice lunga sulle condizioni dell'avvicinamento..
La parete anche lei da tracciare, ma la qualità della neve migliora un tot. Ci teniamo sulla sinistra, la cordata davanti a noi prende il largo, ultimi 50-60m su ghiaccio continuo (viti), ghiaccio che prima era a chiazze. Alle 9e10 siamo sulla cresta.
Nebbia che confonde i confini tra cornici, cielo e abisso. Vento e nevischia. Con calma e lenti sulle manovre di corda, raggiungiamo la madonnina (solo Giorgio) alle 10e30. La calata in doppia che si legge su alcune relazioni puo essere facilmente disarrampicata sulla sx faccia valle: l abbiam visto tardi..
Alle 10e40 saltiamo l'altra terminale e ci prendiamo un po' di pausa a bere e mangiare.
Ora le nuvole vanno e vengono, cosi come la traccia di discesa e in alcuni punti occorre pensarci e aspettare che rischiari. Neve bagnata e sfondosa, esce il sole e peggiora, caldo forte. Ghiacciaio abbastanza coperta, ma una gamba in un crepo ce la metto.. Pesci rossi nelle scarpe per il bagnato.
Gli ultimi nevai sono un agonia, buchi e neve fino alla vita. Finita la neve sempre di volare! Alle 13e45 siamo di nuovo al rifugio.
Con calma ci cambiamo e poi abbastanza di fretta scendiamo, tagliando tutto il tagliabile: in 1h siamo alla macchina!

Avvicinamento "tragico", parete buona, ghiaccio per gli ultimi 50-60m continuo, discesa superaccaldata.
Una rarità trovarsi su questa nord quasi da soli, e anche sulla discesa poca gente.

Andrea+Giorgio+Gianluca(circa)

Qui racconto:
-per-tutti-i-versi-nord-gran.html
Qui altre foto day1:
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Qui altre foto day2:
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Andrea Giorgio Gianluca (circa)


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Buone condizioni per la Nord del Granpa. Partiti dal rif Chabod (ottima accoglienza) e effettuato l'avvicinamento su neve ben rigelata e sempre portante fino alla terminale, sfruttando in parte le tracce del giorno prima. Terminale ben chiusa, prima parte della parete tutta in neve, poi si può continuare a salire su neve dura tenendosi a ridosso delle rocce alla sinistra(faccia a monte). Ultimi 60m su ghiaccio con poca neve, sembre abbastanza buono, viti ottime. Noi abbiamo proceduto sempre in conserva protetta. Cresta sommitale in neve ben assestata e tracciata.
Solita ressa per arrivare alla madonnina di vetta.
Partiti ore 4 dal rifugio, in vetta alle 10 circa.
Rientro allo Chabod su neve buona su ghiacciaio,mentre sulla morena si sfondava per alcuni tratti fino all'anca, nonostante non fosse tardi. Probabilmente viste le temperature alte durante la giornata, la neve sulla parete diminuirà nei prossimi giorni.

Con la super coppia Elisa e Steu.


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La via è stata pistata tutta oggi dallo CHABOT fino in vetta.
La notte nuvolosa e le precipitazioni hanno nesso sul percorso circa 20 cm di neve fresca, su un fondo con poco rigelo non sempre portante rendendo la marcia di avvicimanento faticosa.Parete salita in conserva.
Oggi ben otto persone per la prima di stagione
Classica salita alpinistica, intrapresa con Enry e Pietro,
gran faticaccia, pista tutta da battere fin sotto la terminale, dove la sorte è stata compiacente. Incontriamo 5 ragazzi che arrivavano dal Vittorio Emanule, tra di loro Simone Cima che saluto e ringrazio,ci passano e quindi ci tracciano la parete.
Giornata inizialmente nuvolosa, poi man mano sempre piu bella, vento moderato.


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Parete Nord in condizioni stupende. Abbiamo superato senza problemi la crepaccia nella parte centrale e percorso la parete piuttosto in mezzo, spostandoci poi un pò verso sinistra da meta parete in sù, anche per evitare le scariche di una cordata sopra di noi che picchiava un pò troppo forte con pichhe e ramponi. Parte bassa in neve compressa, nella parte alta viene fuori un pò di ghiaccio, ma spostandoci un pò verso sinistra e cercando le zone un pò più bianche l'abbiamo fatta tutta in conserva. Cresta in alto aerea e stupenda (anche se è esposta non è stata difficile). La discesa l'abbiamo fatta dalla Madonnina per la normale allo Chabod. Attnezione verso la parte bassa del ghiacciaio in quanto ci sono diversi crepacci alcuni dei quali da saltare. Sono comunque visibili e salti non troppo lunghi, ma occorre non perdere la concentrazione ed andare bene legati.
In compagnia dell'affidabile Anton. Esperienza stupenda!

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Sentiero sgombro da neve fino alla discesa dalla morena. Rigelo consistente alla mattina. Traccia di salita con crepacci abbastanza scoperti ma facilmente aggirabili. Terminale molto aperta superabile su cornice sottile nel centro della parete nord (ponte di neve largo 40 cm circa). Neve presente a zone lungo la salita della parete alternata a ghiaccio non troppo duro. Percorsa la parete nel novanta per cento su neve ma con percorso non lineare. Uscita in cresta ben innevata. Discesa sulla normale in quota con neve consistente ma a partire da sotto il saracco neve completamente marcia. Ghiacciaio con crepacci scoperti da aggirare con attenzione lungo la parte meno ripida della discesa.
Il rifugio Chabod è tenuto molto bene. Un sogno che si realizza, la parete é bellissima ogni altro commento è superfluo. In cordata con Chiara impeccabile come sempre.


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per essere fine agosto condizioni più che buone e temperature molto basse intorno ai -10 in parete.la via presenta solo due zone con un po' di ghiaccio.noi siamo saliti sempre in libera ed in meno di 5 ore dal rifugio eravamo dalla madonnina.se lo zero termico rimane basso ancora consigliabile.un ringraziamento al socio Simone che rimane sempre una garanzia.

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Condizioni eccellenti, terminale agevole, pendio interamente in neve (stando vicini alle rocce della via Crétier), più dura nel terzo centrale, più morbida sopra e sotto, pochissimi metri di ghiaccio affiorante in alto che non creano problemi, salita comodamente tutta in conserva in 1h20' dalla terminale alla cresta sommitale, 5h in tutto a ritmo moderato.
Tenuto conto del periodo, condizioni decisamente insolite, una chicca da non perdere.
Oggi diverse cordate francesi (ENSA), un saluto a Thierry con cui abbiamo condiviso la salita.
Alle 12 eravamo di ritorno allo Chabod, giusto in tempo per gustarci un pranzetto coi fiocchi.
In compagnia di Luca, come al solito bravissimo, specie quando si parla di neve e ghiaccio.



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condizioni simili a quelle riscontrate 10 giorni fa... tutta la salita si svolge su neve dura e ghiaccio, quindi gran lavoro di polpacci.. comunque buone condizioni generali. Noi abbiamo optato per salire la morena appena la traccia della normale tende a fare una piccola discesa, ciò ci ha permesso di evitare i crepacci e di arrivare velocemente e direttamente alla terminale. Oggi vento forte e molto freddo in quota.

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Molti crepacci aperti e parecchi con ponti in scioglimento nell'avvicinamento. Crepaccia terminale semplice da superare. Buone condizioni della parete, parte iniziale con neve trasformata e progressione molto veloce, parte centrale con neve molto dura e alcuni tratti di ghiaccio(protezioni molto buone). Uscita in cresta senza particolari problemi, cresta in ottime condizioni.

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Condizioni eccezionali per fine luglio, grazie alle nevicate dei giorni precedenti. Traccia da fare sotto la terminale, in neve anche profonda. Noi siamo saliti su lingue di neve più o meno pressata vicino alle rocce - molto veloce e senza un metro di ghiaccio. In uscita 20 cm di neve più farinosa. In questa stagione le condizioni cambieranno velocemente

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Ancora buone condizioni generali.
Nello specifico:
avvicinamento buono fino circa a 3100 poi neve crostosa e traccia da fare fino alla terminale.
Terminale superabile facilmente sotto la verticale dello sperone Cretier.
cercando le lingue di neve più profonda tra ampie zone di neve dura/ghiaccio morbido abbiamo raggiunto le rocce dello sperone.
Siamo saliti costeggiando lo sperone Cretier incontrando qualche placca di ghiaccio e per il resto buona neve.
Ultimi 50 metri per uscire in cresta di ghiaccio morbido.
Salita tutta in conserva con altre due cordate.
Il ghiaccio ci metterà poco a uscire fuori.
Sempre carino il trattamento al rifugio Chabod.

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condizioni appena sufficienti con neve sfondosa sotto la terminale, terminale passata al centro o volendo a sinistra, parte della salita con poca neve ma salibile bene e ghiaccio morbido, parte alta della salita con ghiaccio duro e spaccoso, una rogna, conviene tenersi a sinistra. Fatta da solo partendo dal parcheggio pravieux, unico problema un attacco di mal di pancia allucinate che mi ha lasciato in dubbio se tornare indietro sotto l attacco, ma dopo la sudata non potevo rinunciare e sono salito lo stesso trascinandomi così per tutta la salita. Dopo aver lasciato alla base molti segni del mio passaggio, a due terzi della salita mi ha preso un altro attacco micidiale. Per fortuna mi ero portato dietro almeno un chiodo che mi è stato utile per fare una sosta e da appeso, ho calato pantaloni e imbrago (questo solo fino alle ginocchia),e ho fatto il tutto. Mi scuso molto per questo incidente con la cordata che mi stava sotto. Trascinandomi in questo stato pietoso sono riuscito ad arrivare in cima...La discesa dalla normate al ritorno dallo Chabod ha qualche crepo aperto ma si riesce a passare senza problemi. Non vi scrivo i tempi... Cima si metterebbe di sicuro a ridere


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Mi sono mosso nelle ore più fredde a cavallo delle 5 del mattino: rigelo buono ma la cordata davanti a me, partita dallo Chabod alle 3 ha trovato neve non portante.
La parete è in buone condizioni:eccellente la parte bassa ,dalla costola della Cretier in poi il ghiaccio è presente ma non ancora fastidiosissimo.
Da solo e senza materiale in circa 4,15 dal parcheggio.l
La cima meravigliosa: poca gente, niente vento, fresco il giusto.
Sto puntando con gli amici la Nord del Cervino.
Penso tra me e me:" mi sento a posto, faccio un giro sul Granpa così vediamo come sto.....".
Risultato: bastoncino dimenticati, già in salita ginocchio a pezzi , discesa come avere un bicchiere di vetro rotto nell'articolazione, tempo impiegato 6,30 ore....Il senso della mia gita e' che stavo molto bene, potevo andare sul Cervino ma adesso sono fermo per un mese se va bene e sul Cervino ci vanno gli altri....bene, bravo.
Un grazie di cuore alla cordata di Lucca che mi ha prestato i bastoncini per scendere: che spettacolo penoso!


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Le nevicate recenti hanno lasciato il segno, ma non sulla nord! Dopo aver superato quattro inglesi, ho dovuto batter traccia causa 15 cm di neve sul ghiacciaio di accesso (non seguito la normale) fino alla terminale, peraltro bella chiusa. Occhio a tale ghiacciaio, in queste condizioni vi sono crepacci nascosti. La parete si presenta al momento tappezzata di macchie di ghiaccio nero, quindi ho cercato di seguire una linea collegando i tratti di neve ghiacciata il più possibile. Mi sono spostato progressivamente a sinistra verso le roccette, per poi rimanerci abbastanza contro e deviare in alto decisamente a destra verso la cresta. Salita non monotona in queste condizioni, ambiente suggestivo! Una grande emozione sbucare sulle cornici sommitali! Discesa a tratti su polvere, sembrava inverno! Ghiacciaio di Laveciau a scendere bello chiuso con traccia appena marcata, era salita solo una persona.
Partito da solo alle 4.30 da Praviou, alle 9.15 ero in cima, 1.20 dalla terminale alla vetta, messo tanto tempo sul ghiacciaio di accesso…


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Salita di grande soddisfazione. Parete ancora in ottime condizioni nonostante la stagione avanzata.Bivacco in tenda in quota a 3400m. Lunghi avvicinamento oltre 4000 metri tra salita e discesa.
Grazie a Pino Lorusso splendido compagno di cordata


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Incredibile condizioni per una seconda, quasi, metà di Luglio.Il ghiaccio presente si riduce a massimo 20 metri su tutta la lunghezza della parete: il resto è neve rapidissima....Rigelo potente , giornata spettacolare!!!
O Madonna, dopo quasi un mese di Norvegia in bici, una scappata per godere delle condizioni irripetibili.Ero partito per fare la cresta dal colle fino in cima, ma poi dovendo tornare a casa presto, ho privilegiato la salita più rapida.Sono molto felice perché sono stato sufficientemente rapido senza il minimo affanno: dal parcheggio di Pont alla cima ho impiegato circa 4,30 ore comprese la soste per cambiarsi e balle varie.Va' detto che non avevo assolutamente nulla di materiale...
Come la cordata transitata qualche giorno or sono, ho cercato di intuire dove possa trovarsi lo sventurato alpinista perito sul versante più di un mese fa': non riesco davvero a capire dove sia finito...Un simpatico avviso a Dino, Teo, Gianpo tra i tanti che mi pascolano: occhio che se continuò a stare così, si riprospettano,quelle gradevolissime esperienze a corda tesa con i tiri lunghi 200 metri.Si, lo so bene che vi mancano!!!


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note su accesso stradale :: nessun problema alla part sent per lo chabod
Partiti DOPO il lavoro da Torino con il solito Robyfull poco prima dele 21 siamo allo Chabod in 1h40m (i cartelli sono un po' esagerati, noi non abbiamo corso). Temporalino a dieci minuti dal Rifugio ed accoglienza gentilissima da parte di tutte le tanti gestrici. Ottima cena anche se fuori orario. Ci viene proposta la sveglia alle 2,30 (!!!) ma noi dormiglioni optiamo per una tranquilla colazione ore quattro. Al mattino tutto perfetto, partiamo a raggiungiamo in 1h30m l'attacco. Neve bella nella prima metà - primi 2/3 come da relazione prec, poi saggio utilizzare qualche vite, ghiaccio. In un'occasione abbiamo anche usato le roccette di sinistra come assicurazione.Parete tutta in ombra ed uscita che necessita ancora di qualche metro su cresta tra la EST e la NORD prima di raggiungere la VERA punta, quella più alta che ha, come noto, cordini & cordoni per una eventuale assicurazione. RElativa folla sulla punta della madonna, quasi tutti stranieri.

Grazie a Roby, sempre ottimo socio, ai gestori sia dello CHABOD che del Vittorio Emanuele presso cui siamo scesi (folla come a Rimini al Vittorio). Nota triste: sono ancora attive le ricerche per il ritrovamento del II corpo di uno scialpinista disperso alcune settimane fa. Ci è stato chiesto di guardare durante il giro... speriamo si trovi, almeno per i parenti. A parte la triste nota, tempo ottimo, temperatura perfetta, al colle del granpa si stava magnificamente, traccia di discesa versione autostradale. La neve sopra il Vittorio è continua dai 2900.
Foto sempre su


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Partiti alle 3 dallo chabod,parete ancora in buone condizione di neve dura per 2/3 di via, terminale superabile senza tante difficoltà.Fatta in conserva fino all altezza del seracco, poi abbiamo messo qualche vite verso l'uscita della parete per presenza di ghiaccio,infine in poco tempo si guadagna la vetta tramite una bellissima cresta.
fatta con il solito socio mitch


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Partiti dal parcheggio con 4° alle 3 del mattino.
Neve dallo Chabod, calziamo gli sci per l'avvicinamento già che li avevamo sullo zaino.
Terminale ok. Parete ok ma non sciabile.
Ci teniamo al centro per evitare (non tutte) le meteore di ghiaccio staccate da chi ci precede. Primi 2/3 ottimi, dal seracco in su ghiaccio (un po spaccoso) che suggerisce di procedere a tiri, uscita possibile ovunque secondo preferenze, cresta in neve assestata.
Discesa alle 12.00 su neve che iniziava a mollare, stupenda, sci ai piedi fin poco sotto il Vittorio Emanuele.

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condizioni ottime - tutto in conserva uscendo leggermente a sinistra vicino alle rocce - altre foto su mio sito foto

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Ottime condizioni, tutta in conserva. L'impegno globale secondo me rimane inferiore alla vicina parete Est (da Cogne).
Comunque, la sfacchinata di sci e scarponi sulla schiena, da Pont, è stata ripagata da una divertente e veloce discesa sul ghiacciaio di Leveciau, attualmente davvero in ottime condizioni.
Bella giornata, in compagnia di Marco


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Super condizioni! La volevo fare da anni, ma è privilegio di un giorno, forse di un istante, avere insieme tempo ottimale, condizioni fantastiche e un amico sempre pronto a partire.
Salita facile con neve così, in discesa provvidenziali gli sci.
Con manuel c, uno che alla prima di stagione riprende tutti e ti fa uscire in cima in poco più di 4 ore, ricordandoti che un po' di motore, in fondo, ancora ce l'hai: super! Un saluto anche a Veronica, che immagino divenire a breve prolifica 'contributor' di Gulliver.


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Parete in condizioni STREPITOSE salita tutta in conserva stretta , protetta solo un tratto con 2 viti all'altezza del seracco poi ottima fino in cresta molto aerea e mai banale(da non sottovalutare).
Partiti dallo chabod dove c'è ancora molta neve(condizioni primaverili) fino all'attacco della parete usato ciaspole in neve marcia e sfondosa.Pure al rientro per la normale del Vittorio neve difficile.
Lasciato tra le mani della Madonnina un girasole in onore di Luca & Paolo e per un nuovo piccolo alpinista che tra poco arriverà
Salita con DIEBRA che nonostante la sua prima esperienza in Nord si è destreggiato molto bene ed ha aperto la via fino alla base , io invece ho tracciato tutta la parete.


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Saliti allo Chabod nel pomeriggio, neve marcia da 2400, o si mettonole ciaspole o, come ci ha consigliato poi una guida allo Chabod ,si può passare tutto a sx sotto la bastionata rocciosa evitando così gran parte della neve, Sveglia alle 2...piove, aspettiamo un'ora e fortunatamente si apre e si vedono le stelle; partiamo per le 3.30, a causa del rigelo notturno inesistente l'avvicinamento alla parete è eterno ( ciaspole ). Si possono tenere le ciaspole quasi fino sotto alla terminale. La crepaccia terminale si supera agevolmente e in parecchi punti è ancora chiusa. La signora del rifugio ci aveva assicurato che il giorno prima erano saliti in 27 sulla nord ma noi di tracce non ne abbiamo viste molte . Comunque si sale bene e praticamente su neve dura ( ora c'è la traccia ) fino all'altezza del seracco, poi anche spostandosi sulla sinistra si incontra ghiaccio per un paio di tiri (messo 3 viti) e poi di nuovo neve fino all'uscita sulla cresta ( usciti alle 11.20). Cresta battuta ma almeno per me che ero alle prime esperienze non banale per l'esposizione. La cresta termina su delle roccette da cui o si disarrampica o si fa una breve doppia (maillon). Si passa sotto la Madonnina con un paio di passaggi esposti e ci si collega alla normale. Foto di rito con la Madonnina ( Marco ha messo un girasole in ricordo dei due alpinisti scomparsi recentemente )e poi via veloci perchè il tempo non prometteva nulla di buono.Discesa dalla normale lunga e su neve marcia. Alle 15.30 al Vittorio per birretta e poi fino a Pont e ultimi km su asfalto infiniti per arrivare al parcheggio dello Chabod.Non abbiamo incontrato nessuno nè sulla Nord nè a scendere dalla normle. Un grazie infinito a Marco che si è aperto tutta la parete e mi ha guidato per tutta la gita!

[visualizza gita completa con 6 foto]
noi siamo saliti con gli sci,partiti alle 3 dal park per il rifugio chabod,gli sci si mettono un 200mt dl prima del rifugio neve continua,buon rigelo,si arriva con gli sci quasi sotto la terminale,dove si passa bene ,ottime condizioni del pendio,neve assestata,il tratto finale piu' ripido dove si presenta 3/4 mt di ghiaccio con la neve messa i giorni scorsi attualmente si passa bene per arrivare in cresta con un tratto piu' ripido,la cresta che porta alla Madonnina è aerea e non banale,c'e' da fare una piccola doppia per scendere da un breve tratto di roccette(cordino con maillon),si aggira la roccia principale dove c'e' la madonnina per scendere sulla via normale.Discesa:dalla via normale e sul rifugio Vittorio ...dalla cima fino alla morena neve trasformata (un biliardo) ,la morena c'e' neve continua oggi un po' marcetta su fondo duro fino a 100mt dl sotto il rifugio e altri 100mt x lingue di neve ma piu' polenta che altro.
Condizioni buone su tt il tracciato sia per la salita che per la discesa dove si è conclusa degnamente la stagione con gli sci(penso) ....grazie alla compagnia di Max e ai simpatici ragazzi di Parma ...Adolfo e Giovanni conosciuti in parete


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bella gita in compagnia di Luigi... il quale salendo ha prestato due chiodi da ghiaccio ad una cordata in difficoltà... gradirebbe venissero restituiti... per contatti il mio cel 328 36 32 777

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Parete in condizioni molto buone: neve fonda nella prima metà, pressata dal vento e lievemente più compatta nella parte superiore. Brevissimo tratto in ghiaccio in prossimità della cresta. La traccia degli ultimi salitori non era più evidente e ne abbiamo creata una nuova. Date le condizioni favorevoli siamo saliti slegati e con gli sci sullo zaino. Discreta discesa sul versante Chabod.

Manuela Motta, Claudio Casalegno, Enrico Pessiva, Giovanni De Rosa.

Un saluto ed un ringraziamento a Chiara Ravetti, Mario Ciriolo e ai tre ragazzi valdostani incontrati in parete (Alberto, Tiger, del terzo non ricordo il nome) con cui abbiamo condiviso ed equamente ripartito la fatica della traccia.


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La neve è continua da quota 2300. Molta neve per la stagione: sembra fine aprile piuttosto che inizio giugno.

Si sale bene per morene e ghiacciaio ben coperto con pochi buchi ben visibili.
Alla base della parete si sale con gli sci fino nei pressi della terminale, ben chiusa e facilmente superabile.
La parete è in bella neve fine forse un poco gessosa ma ben scalabile.
A fianco del seracco è visibile una importante fascia di ghiaccio affiorante che si assottiglia avvicinandosi alle rocce a sinistra. Siamo saliti passando a fianco delle rocce nella parte finale, in uno stretto passaggio di neve di circa un metro usando due chiodi per proteggere una conserva.
Cresta ben tracciata.
In discesa neve crostosa fino a quota 3300 poi firn ben umidificato e sciabile.
Neve marcia nel boschetto di larici
splendida salita in compagnia di Max, Marco C e Marco B


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salita in condizione invernale piuttosto che primaverile.
Rifugio chiuso visto che la maggior parte aveva disdetto per le previsioni e le condizioni invernali.Neve a quota 2100 dove si calzano gli sci, traccia da battere sopra il rifugio, arrivo sotto la parete fino a quota 3650 con gli sci, terminale quasi interamente coperta dalla neve e parete con circa un 40 cm di neve fresca da battere , solo in alto alla sinistra del seracco un pochino di ghiaccio evitabile piegando un po a sinistra.Molto freddo e vento a folate gelide la mattina presto che per fortuna poi si è calmato.
Locale invernale dello chabod in ottime condizioni e molto confortevole.
Discesa verso il vittorio emanuele in alto crostosa e lavorata dal vento, dai 3000mt in giu piacevole e primaverile trasformata si scia bene fino a 2200mt e ravanando un po con qualche togli e metti fino al posteggio di Pont!!
gita fatta con Pietro e Giovanni, ottima intesa tra di noi e piena soddisfazione nell'averci creduto partendo ieri da milano sotto un diluvio che non prometteva nulla di buono.


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Parete in ottime condizioni, tutto il resto l'ha già scritto il socio Gianni, che saluto.

Per amenità e foto vietate ai minori:
-paradiso-parete-nord-via-adami.html


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Saliti al rif venerdi sera . Partenza intorno alle 5 . Saliti lungo la via adami della parete nord . Ottimo innevamento ( scesa dai ripidisti) Nel canale 50cm di neve che coprono il ghiaccio . Nella parte alta quasi all'uscita solo una decina di cm .Se si resta vicino alle rocce di sx (salendo) neve piu abbondante. Usciti dal canale si prosegue su neve piu profonda ma con ottima traccia .Sulla calotta sommitale nessuna difficolta . Lacresta e' molto bella e in breve si arriva alla vetta . Calata di 3 mt e si arriva nei pressi della madonnina. Scesi con gli sci dalla normale alle 12 su neve che non ha mollato niente fino a quota 2800mt . Attualmente la neve sul ghiacciaio non e' molta ci sono parecchi buchi belli aperti . Si arriva con gli sci fino a quota 2300 sciando su aghi di larice rododendri ...giornata bella ma molto molto fredda e senza vento . Ottimo rifugio . Un altra giornata di ottimo sci . Oggi han tracciato la nord . Un saluto a superuffinatti

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Parete in buone condizioni generali con ghiaccio affiorante a tratti esteso dallo sperone di roccia in sù. Salita in conserva corta sino all'altezza del seracco ed in conserva protetta per circa 50 mt. successivi, dopodiché facilmente in cima.
Splendida giornata fredda e ventosa con neve portante in salita e discesa. Partiti alle 3,30 dallo Chabod, alle 6,30 all'attacco, alle 9,30 in cima, alle 12,30 allo Chabod per la polenta concia. Salita con l'amico Paolo Corradini. In parete 3 cordate, noi compresi.


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Le condizioni sono mediocri,la parte alta, per più di metà della parete, è in ghiaccio con strato superficiale inconsistente. Si devono pertanto fare 5-6 tiri con soste, chiodatura e relativa grandinata di ghiaccio sulle cordate sottostanti ( noi eravamo appunto gli ultimi ad attaccare).
Comunque bella salita, un pò monotona, piuttosto faticosa ed impegnativa per i nostri gusti.
Per fortuna discesa molto rilassante!
Partenza da rifugio Vittorio Emanuele alle 4, attacco alla terminale alle 7.30, in cima alle 10.30.
Tempo magnifico, fresco in parete, ventoso sulla cresta.
Quattro cordate in parete, oltre a noi.

Con Carlo che, dopo aver saltato tutta la stagione scialpinistica,attacca direttamente quella alpinistica!

Carlo Massara
Carlo Ravetti

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Partiti giovedì sera da Pravieux, bivaccando a quota 2550, tra pioggia e schiarite.Alle 03.30 partiamo titubanti, qualche goccia di pioggia scende ancora,risaliamo verso il rifugio e poi proseguiamo verso l'attacco della via, con cielo sempre più sereno.La terminale si passa agevolmente in diversi punti, saliti in conserva corta sino a metà parete poi affiora il ghiaccio e con quattro tiri sfiorando il seracco si arriva in cresta e brevemente in vetta.Altre due cordate oggi in parete, una ha fatto la nostra stessa via, un'altra è rimasta più a sinistra contro la cresta rocciosa.Ridiscesi verso lo Chabod.Per noi una gran bella via impegnativa e di soddisfazione.
Un saluto a Valdo che per motivi di lavoro non è potuto essere della partita.


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Prima volta sulla NORD del GRAMPA la parete è in ottime condizioni generali. Si arriva fino a metà parete in conserva di lì in poi affiora un ottimo ghiaccio ben chiodabile in tre tiri si raggiunge la vetta.Peccato per l'avvicinamento alla parete resa MOLTO FATICOSA da una neve non portante.

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partiti da eaux rousse alle 5,sci in spalla fino al rifugio. risalita su neve dura fin sotto la terminale, poi sci in spalla e picche. 1° tratto veloci su ottima neve, poi arrivano quei metri di ghiaccio che richiedono viti per sicurezza. ultimo tratto su bella neve. vetta intorno alle 11e30. discesa super su neve trasformata con uno straterello superficiale di zucchero. ultima valletta in vista del rifugio tenere la sx, e si arriva a 50 mt da esso. sci in spalla per gli ultimi 700 mt di dislivello in discesa. gita super.

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Avvicinamento su neve portante e terminale ancora facilmente superabile. La prima parte della parete su ottima neve, la seconda comincia a presentare del ghiaccio; tenendosi vicino alle rocce sulla sinistra si incontra meno ghiaccio. Cresta divertente su ottima neve, solo un passaggio su roccette per scendere al colletto prima della madonnina. Neve sfondosa in discesa verso lo Chabod: attenzione cominciano a spuntare crepacci.

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splendida salita. prima parte della parete ancora in neve (conserva corta), poi quattro tiri da 60 metri (più uno di nuovo su neve) per uscire, ci siamo tenuti inizialmente più al centro per poi spostarci a sinistra per gli ultimi due tiri. cresta ben tracciata e bellissima. buona anche la discesa fino alla chabod (nonostante il caldo), bisogna cominciare a fare un pò di attenzione ai crepacci. tante cordate sulla via.

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Come già descritto parete in buone condizioni ma non più ottime; traccia ottima fino all'attacco; la terminale si supera ancora agevolmente ma con questo caldo si sta bucando molto velocemnte; oggi molta gente in giro, una ventina sulla Nord; un pò di ghiaccio vivo nella metà alta della parete; noi simao saliti tenendoci a sx vicino alle rocce, faccia a monte e siamo riusciti a fare tutto in conserva con un 100m proteggendoci con qualche vite; al centro molto ghiaccio, necessario progredire a tiri; cresta ottima e discesa su traccione; qualche blocco di ghiaccio di troppo dall'alto; delirio di gente dalle normali; se si esce presto la neve tiene bene fino al Vittorio senza sfondare
Con Riccardo alla sua prima nord; altra cordata Luca e Denis anche loro ottimi!


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Bellissima salita.
Condizioni buone fino a metà parete e poi abbiamo fatto tiri di corda per uscire in cresta perchè affiorava ghiaccio. Comunque si proteggeva bene.
Discesa buona, anche se in basso si affondava alla grande.


Grande Pieter, come sempre!


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Bellissima giornata. Siamo stati a centro parete appena a sinistra del seracco e abbiamo incontrato molto ghiaccio vivo. Stando più a sinistra la situazione migliora.
In ottima compagnia di Serafino e Paola.


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ottima traccia lungo tutto il percorso, condizioni come descritte da igorclimber. noi siamo saliti con gli sci, un po' più faticoso, ma la discesa fino al vittorio emanuele ha ripagato lo sforzo.
foto e dettagli gita su nella sezione reportage


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Condizioni molto buone ma non più ottime. Neve buona-discreta per metà (fatta in conserva corta), ma da un po' sotto al seracco fino in cresta si alternano tratti di crosta sottile a ghiaccio un po' spaccoso: noi (e tutti gli altri, in tutto eravamo 3 cordate da 3 e 2 da 2) abbiamo fatto 4 tiri per uscire in cresta, oppure conserva protetta. In cresta parecchia neve, ma ottima traccia anche in discesa. Specie se non si è dei fulmini, e quindi si scende nelle ore calde, consigliate le ciaspole per non affondare ad ogni passo fino all'inguine.
P.s. per i 3 genovesi usciti per ultimi: se volete ho delle foto e filmati "in action" per voi, contattatemi.
Con Enrico e Andrea, alla sua prima Nord, fatta da buon capocordata.


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Condizioni perfette, un solo pezzo con ghiaccio affiorante (circa 60 metri). Salita slegati fino al ghiaccio e poi fuori in tre tiri (in realta' non necessari) per prudenza. Neve nella parte alta ottima, normale per la discesa molto ben tracciata sia per il Vittorio che per lo Chabod. Sulla parte finale della discesa si affonda.

dettagli e foto su

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itinerario in ottime condizioni, si può fare tutto in conserva , poco ghiaccio nella parte mediana e uscita fastidiosa su neve inconsistente.
Ringrazio Roberto per l'ottima compagnia tecnica e umana e Nando, amico di tantissime gite oramai!!!


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Neve semitrasformata lungo tutta la parete,fatta eccezione per gli ultimi 150 mt di dislivello,caratterizzati da 20 di nin consolidata su ghiaccio "bottiglione".Discesa ok.Buchi nel traverso dalla morena del Vittorio ad entrare nel bacino Chabod assenti
Dopo due mesi da una gita piuttosto "legnosa",veloce sgambatasulla Nord,per la compagnia e il piacere di fare un giro.Avvicinamento su neve portante dal Vittorio e fino a 3100 circa.Successivamente racchette pressochè indispensabili.Parete affrontabile anche con una picca credo,cresta carica di neve,presente in gran quantità dappertutto.IL timing,tranquilli io e Lolli in 5 ore da Pont ma eravamo completamente senza materiale.Avviso a tutti;le condizioni per la salite stanno arrivando;AVANTI SAVOIA!!!!!


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Condizioni non più ottimali. Prima parte (circa 200-250 m) in neve e poi nei pressi del seracco tratti più o meno estesi di ghiaccio spaccoso. Delicato. Bella l'uscita e la crestina finale.
Con Marco ed in compagnia di Cinzia e Paolo.

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Tempo splendido, circa 20 persone sulla Nord questa domenica. Le condizioni si stanno deteriorando, il passaggio della terminale è ancora molto buono, ma ormai comincia a spuntare il ghiaccio, almeno nella seconda metà superiore. Di conseguenza la progressine diventa molto più lenta e faticosa. Pur non facendo tiri abbiamo dovuto utilizzare numerosi chiodi da ghiaccio per assicurarci. Uscita splendida sulla cresta, discesa come al solito molto affollata
con Paolo e Davide


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Condizioni della parete ancora più che buone. Temperatura bassa e meteo ok. Dalla punta vista spettacolare. Ringrazio Max e Lorenzo per la compagnia e per avermi proposto questa salita.

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Ancora in ottime condizioni, visto che in tre ore e trenta dallo Chabod siamo arrivati sino alla punta. Con Lorenzo e William oggi "corridori". Bella gita e bell'ambiente.

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Nonostante lo scarso allenamento ed alla poca "voglia" (grazie paolo di avermi convinto a ritornarci), direi che un'ora dalla terminale alla cresta può solo voler dire...condizioni ottime!!!
Siamo rimasti in conserva corta solo per non doverci portare la corda in spalla, non cè mai stata l'esigenza di mettere una vite...meglio di così non si può.

Paolo, Oscar e Andrea per una due giorni senza mai una nuvola.


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Domenica notte temperature alte con rigelo medicore.
Tratti un po' sfondosi fino alla terminale e marcia a volte faticosa.
La parete è in condizione perfette: neve continua, solo qualche affioramento di ghiaccio vicino al seracco, traccia comoda a gradini.
Con mt65 che ha tirato alla grande. Un sentito ringraziamento per la bella scalata condivisa

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Giornata con meteo top, anche se le temperature sono salite e in alcuni punti il ghiaccio inizia ad affiorare ma per il momento nessun problema. Rigelo appena sufficiente che ha permesso un avvicinamento abbastanza veloce, con qualche tratto sfondoso. Dalla terminale superabile facilmente il lenzuolo e' ancora in neve, tranne qualche tratto all'altezza del seracco, dove il ghiaccio e' evidente e le peste non sono piu' profonde. Gran affluenza anche oggi, almeno una ventina di persone. Se continuerà il caldo in pochi giorni sarà un'altra storia. Grande roby come sempre!

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Oggi, a causa del rialzo termico, neve parzialmente portante fino alla terminale. Il ghiaccio comincia ad affiorare nella parte più ripida a fianco del seracco. Il resto della parete è ok. Ma occorre affrettarsi...

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Mai come oggi abbiamo trovato queste condizioni..Seppur monotona nel suo salire la nord-ovest del Grampa lascia sempre dei bei ricordi e dei momenti intensi, soprattutto quando insieme a mark si combina di accompagnare psicologicamente chi magari è alle prime armi con le "nord"..La soddisfazione è doppia.Dallo Chabod poi è bellissima, l'impatto per chi la vede per la prima volta notevole. Salito il canale di dx. con Mark e Renzo, a ruota Ilary e Vassili tutti contentissimi.Vento forte e bello fresco in cresta con un mare di gente ovunque e tanti amici della Gerva incrociati in discesa che saluto.Un particolare saluto a Sergio Calvi e cliente che insieme a Mark si sono alternati nella nuova tracciatura della parete.Poco più di un'ora e venti dalla terminale alla spalla fan capire le straordinarie condizioni della parete. Approfittatene perchè comunque iniziano ad affiorare le prime palcche di ghiaccio nero.

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Per festeggiare il mio compleanno abitualmente salgo in quota e questa volta, su suggerimento di Gianluca che da tempo spingeva per questa uscita, siamo partiti.
Rocambolesco e fortuito pernottamento nello stracolmo Chabod (Grazie Titti!),poi via alle 3.15,arrivo in due ore al ghiacciaio; legati e ramponati alle prime luci del giorno attacchiamo, passiamo un'ancora buona terminale e,passo dopo passo, in altre due ore siamo in cima:
Se trenta persone sulla parete nord potevano sembrare troppe, le duecento sulla normale erano un brutto scenario.
Salita perfetta,gradinata e con ancora poco ghiaccio apparente (durerà ancora poco), poi la discesa sull'autostrada x lo Chabod con la neve che già dopo le 10 cominciava a mollare.(alle 14 ancora gente sulla Schiena d'asino...boh!!!)

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le condizioni "tutta neve" non dureranno in eterno e con sto caldo soprattutto nella parte alta il ghiaccio potrebbe affiorare a breve... carpe diem..

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Parete in condizioni ottime e molto lavorata.
Partiti dal Vittorio Emanuele e saliti sul lato destro, con crepacciata terminale da quel lato ancora quasi chiusa. Giusto un po' di ghiaccio sotto la neve verso l'uscita. del seracco.
Almeno 40 persone sulle varie linee di salita
Giornata perfetta con meteo incredibile, in cima con Fabio e con Chiara e Laura che sono salite dalla normale.


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Visto l'affollamento da centro commerciale sulle linee classiche optiamo (scelta oltremodo azzeccata) per la linea a destra del seracco. Condizioni eccezionali, solo l'uscita sopra il seracco è su neve un po' inconsistente. Temperature ottimali con vento forte in uscita. Ottima e veloce progressione in cordata con Bill seguiti da Dario e Gianni che ringrazio dell'ottima compagnia.

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oggi gran gita ,neve veloce fino alla terminale , poi noi abbiam salito battendosi tutta vergine il pendio a dx del seracco(terza-via nord),ultimi 200 m su neve sfondosa e un po d'accumulo(!!!!)poi usciti al colletto proseguito x cresta (sopra al seracco),fino a giungere in cima,solo ultima parte con forte vento da nord-est,x il resto panorama eccezionale ,e ottima compagia di luca oggi socio di cordata , dario alla sua seconda ripetizione e gianni il promotore della gita.gente ovunque,una cordata da 2 salita dal ghiacciaio della tribolazione-valnonthey

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Grazie alle condizioni eccezionali (parete tutta in neve e già molto scalinata) sono riuscito a realizzare un piccolo sogno...
Salito per la linea classica (via Bertolone) in solitaria e slegato... solitaria per modo di dire, visto che sulla parete ho contato almeno 36 persone!
In queste condizioni non è così difficile, non supera sicuramente i 55°. Si sente un po' di ghiaccio sotto i ramponi solo nel tratto vicino al seracco (un po' di giornate calde e inizierà ad affiorare).
Partenza alle 3:20 dallo Chabod, in vetta alle 8 circa, con vento gelido e tirando un po' il fiato (non sono poi così allenato...) ma anche con una grande soddisfazione interiore.

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Tempo splendido (a meno di un po' di vento sulla cresta di vetta ed in discesa). La nord in condizioni uniche: tutta coperta di neve con tracce di cordate precedenti, per cui non è stato necessario fare tiri. In cresta. Per raggiungere la vetta, breve calata di 6-7 tra le 2 madonnine e breve arrampicata (Piero ovviamente da primo) per raggiungere la vetta classica. Discesa senza problemi. 32 persone sulla nord e parecchie sulle 2 normali.
Giornate splendide in compagnia di Piero.
Inserisco la TRACCIA GPS (ho dovuto bonificarla perchè nel tratto alto del canale Nord gli errori dovuti forse ai pochi satelliti agganciati erano considerevoli)


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Le condizioni perfette ci hanno permesso di percorrere la via dalla terminale all'uscita in cresta in ore 1,15.
Interamente percorsa slegati.
La fatica maggiore è arrivare all'attacco dallo Chabod.
Tutto comunque ben tracciato su ottima neve.
Con il fortissimo Max Lucco e il mitico macellaio di Pont Bruno alla sua prima Nord che ha fatto di corsa.


[visualizza gita completa con 13 foto]
parete nord in ottime condizioni. saliti in conserva tutta la parete, abbiamo continuato lungo la splendida cresta fino alla Madonnina . scesi lungo la via normale fino al rifugio chabod su neve sempre portante grazie alle basse temperature. giornata spettacolare con i nostri immancabili soci Anna e Carlo.

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condizioni ottime, vento patagonico in cresta, avvicinamento dal vittorio direttamente dal parcheggio di pont. Da questo lato i crepi son ben chiusi. Dopo tanto averne sentito parlare eccomi per la prima volta su questa ...famosa nord, che con la neve dura direi che è decisamente facile, ma non si può mettere nessuna protezione, alla fine e come se si salisse una scala, saliti slegati che in questi casi credo sia meglio... Con cima, raggiunto già su posto pietro e palladino...bella giornata

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Le ottime condizioni della parete hanno attirato un bel po' di gente...circa 30 persone solo dallo Chabod!
Una bella fila di gente insomma!
L'avvicinamento dallo Chabod si svolge su neve abbastanza portante e solamente negli ultimi 100 metri prima della terminale si sprofonda.La terminale si passa bene e
la parete si presenta tutta in neve.
Nonostante la folla le ottime condizioni hanno consentito a tutte le cordate una progressione veloce.
Il forte vento di oggi ha dato fastidio solo negli ultimi 50 metri.
La via normale del Vittorio Emanuele è in ottime condizioni.

alcune foto su -alte.it

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condizioni esagerate! partiti da vicino vittorio em. (bivacco).dalla terminale alla cresta in un'ora. salito senza corda con una sola picca, quasi tutta in progressione laterale. al di là del dato tecnico, grande significato sentimental-storico. l'uscita in cresta sembra un'assunzione celeste. oggi giornata tanto tersa quanto fredda, vento patagonico. gran day in compagnia dei tre tamarri dino, palladino e cima.

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Partiti dallo Chabod alle 3.30.
4h fino alla terminale: neve portante quasi ovunque, prima un po' a naso al buio sulla morena, poi traccia netta sul ghiacciaio. Terminale superabile al centro senza problemi.
Parete quasi totalmente di ghiaccio duro e spaccoso, salita in conserva protetta su viti, a sinistra dove le poche strisce di neve (max 30cm) rendevano la progressione meno faticosa.
In vetta in altre 5h, quindi discesa al Vittorio Emanuele, agevole fino a quota 3000, poi sfondando (spesso fino alle anche) fino al rifugio.
Grazie a Fabio, Fabio, Mattia!!!
CAI Bologna

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Partiti per fare la Bertolone-Cappa-Giorda (normale al centro della parete) abbiamo dovuto velocemente cambiare itinerario e salire la Adami-Ceresa (a dx della parete). Due grandi valanghe hanno ripulito la parete dalla neve che ora si presenta quasi totalmente ghiacciata. Solo la parte dx, riparata dalle rocce soprastanti, è ancora innevata. Visto lo 0° termico sopra i 4000 c'è forte pericolo di scariche dall'alto e quindi è meglio salire al riparo. La traccia d'avvicinamento dallo Chabod è cambiata ed ora il giro è molto largo; la vecchia traccia è ora troppo crepacciata. All'uscita della parete nuovamente neve sfondosa (erano le 08.30). In traccia invece le condizioni sono ottime. Un 'altra cordata sulla nord ha optato per la normale, ma procedeva a tiri ed era molto lenta.

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Parete in condizioni anche se la neve inizia a scarseggiare. Abbiamo trovato una linea che passava quasi interamente su neve compressa e molto buona. Terminale chiusa e facilmente superabile. Partenza alle 2:30 dallo Chabot (contare circa 2 h di avvicinamento). Meteo perfetto.
In compagnia del buon Nico, che pur essendo appena tornato dalla Svizzera ha vinto il sonno... GRAZIE! :-)


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Avvicinamento alla parete buono, la neve tiene abbastanza.
La parete dopo la terminale, che si passa agevolmente al centro, è in ottime condizioni quasi tutta di neve portante, solo al centro poco sotto l'ultimo seracco ci sono 80 metri di ghiaccio, comunque facile e sicuro. Abbiamo optato per l'uscita al centro.
La discesa è su neve molle, occhio ai passaggi su ponti poco consitenti tra crepacci!
Il tempo è stato buono/ottimo, il rifugio Chabod altrettanto ottimo.
Giornata fantastica...ma per me, faticosissima...in avvicinamento/discesa.
Ringrazio il mio compagno di cordata Stefano (CAI ASTI)per la pazienza nelle mie numerossime soste durante l'avvicinamento/discesa e per essersi sobbarcato per tutta la giornata (anche sulla via) una corda nello zaino.


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Ancora neve sfondosa per raggiungere l'attacco della parete.
La terminale si passa agevolmente al centro.
Parete in buone/ottime codizioni (5 *) neve dura e solo un po di ghiaccio nella sezione centrale (salendo come noi al centro parete).Si esce bene sia direttamente sul seracco(ghiaccio molto spaccoso) sia sul suo bordo sinistro (55°).Discesa dalla via normale al rif Chabod in neve molle ma con crepacci quasi ovunqe ben chiusi.
Con Federico Cai San Salvatore.


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Fino al rifugio non si pesta neve.
partiti alle 3.15 dal rifugio.
Fuori dalla parete, condizioni allucinanti: neve sfondosa ovunque. Per arrivare alla terminale, ci abbiamo messo 4 ore rispetto alle 2 di relazione!?!
La terminale si passa bene, poi un po' di neve, poi su ghiaccio essendo una cordata da 3 abbiamo deciso di progredire a tiri; ghiaccio buono e sicuro, a tratti crostoso. Abbiamo aggirato il seracco appena sulla sx e poi puntato direttamente alla cresta finale. Ore 14.30 Vetta, madonnina, e poi discesa verso lo Chabod, seguendo una traccia di discesa che zigzagava tra i crepacci (occhio!).
Neve faticosa, sfondosa fino alle anche in certi tratti, veloce "rinfrescatina" nelle acque di fusione del ghiacciaio, poi veloci fino alle macchine (ore 19).
Lunga sfacchinata e gastrocnemii in fiamme... ma grande soddisfazione!





I soliti poco seri Luca ed Andrea in cordata, e un grande Domenico che ci ha seguiti e controllato dal rifugio e portato alle macchine una bella mole di materiale... Grazie!
Un pensiero colto da Luca, fotografo e censore:

Le nuvole corrono sopra i crinali dei monti
e l'erba si muove sotto la brezza;
la parete nord è dimenticata
e il sereno ritorna anche dentro di me,
sopra il mio sempre affannoso respiro,
sopra il mio inutile, disperato agitarsi di uomo
che ha trovato pochi attimi di pace
nella bellezza del mondo.

Pier Luigi Bernasconi


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Bellissima salita, ambiente unico, trovata molto dura, la parete è completamente di ghiaccio (purtroppo quello che alla prima picozzata si sfoglia e alla seconda prende) portare viti e molta pazienza, perche facendola così è molto lunga.
Fatta col compagno Cala

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Bellissimo ambiente,parete per lo più di ghiaccio (molto spaccoso)da fare senza fretta, quasi 5 ore x la sola parete.Fatta con Francesco saliti con tavola e split alle spalle intenzionati a scender la est ma dopo la lunga e dura salita(polpacci in fiamme)eravamo fuori orario e siamo scesi per la normale verso il Vittorio Emanuele.

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La parete è innevata per circa 100 m dopo la terminale. La parte restante è su ghiaccio, quasi sempre buono.
Noi siamo saliti stando molto vicini alle rocce di sx, senza usare chiodi, tanto ci si poteva fidare delle condizioni. Solo in alcuni tratti occorreva picozzare 2/3 volte prima di piantare bene la becca.
Siamo stati anche fortunati perchè oltre a noi solo un'altra coppia era impegnata nella salita.
Tanti saluti a Roberto e Attilio?? con i quali abbiamo condiviso la prima parte della salita.


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Salita in buone condizioni, salibile tutta in conserva protetta.

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saliti venerdi sera al rifugio sotto una leggera pioggerellina che non lasciava ben sperare per il giorno dopo...ma alal sveglia cielo sereno e gran stellata...giornata di sole stupendo alla fine e parete in condizioni super!
una bella salita classica da non perdere...

con vito.

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dediccata a Flo!

buone condizioni, tenendosi a destra verso le rocce è quasi tutta in neve, noi abbiamo fatto un paio tiri alla fine perchè per problemi di sovraffollamento ci simo dovuti spostare al centro su ghiaccio. avvicinamento e discesa con neve portante...chi aveva le ciaspole le ha tenute nello zaino!
la cresta finale che porta alla madonna è super!
unico, vero e serio problema la quantità di gente in parete...c'era addirittura un corso cai!?!...uno di loro ha fatto davvero un bel volo proprio sopra alla mia testa e solo grazie al chiodo che ha tenuto non ci ha tirati giù tutti...lezione imparata non andare in questi posti di domenica!!
con gianpaolo!

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Oltre a noi c'erano altre 8-9 cordate (nulla confronto alle centinaia di scialpinisti sulla normale): tutte tranne una sulla linea più a sinistra, a fianco delle rocce. Grandiosa salita: partiti alle 3.15 dallo Chabod, alle 5.30 eravamo alla bese della parete, alle 10.30 in cima e di lì in una mezzora sul Granpa. Portate una buona scorta di chiodi da ghiaccio.

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bellissima salita in ambiente super. sci o ciastre ancora molto utili sia x la salita al chabod che x la discesa.
x l'avvicinamento alla parete conviene passare dal rifugio invernale e fare un lungo semicerchio in quota fino a portarsi sotto la terminale anzichè scendere e risalire....
noi siamo saliti in conserva protetta, da metà in poi ghiaccio un po'spaccoso da rigelo...cresta bellissima!!
scesi in sci dal vittorio emanuele fino a quota 2300 tenendosi sulla sx.
salutone a mauro e ferocius


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note su accesso stradale :: ok
Si portano gli sci per circa 500m prima di calzarli. Arrivati all'attacco alle prime luci abbiamo impiegato un po' di tempo per trovare il posto migliore per passare la terminale, noi abbiamo optato per passarla parecchio a sinistra in quanto in centro non sembrava sicura(una persona è poi finita dentro dopo che noi avevamo già guardato, poi molte cordate sono passate di li). Fino alle rocce si gradina bene, da li in poi inizia ed uscire un po' di ghiaccio qua e la. Noi ci siamo tenuto sempre contro le rocce. Nell'ultimo terzo di salita c'è parecchio ghiaccio un po' spaccoso e da li abbiamo usato qualche chiodo. Cresta bellissima! Discesa sullo Chabod con gli sci su neve paradisiaca!!
Bellissima salita fatta con Marco!


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ieri, ancora 50-60 metri di neve dopo la terminale, poi ghiaccio, nn troppo crostoso di rigelo... ci si protegge bene con viti. progressione fatta in conserva protetta.
passaggio hard sulla cresta che bisogna aggirare una puppa-cornice alquanto spaventosa.
che dire..? micky e pierre han superato tutto e battuto la cresta... noi ultimi... ambiente super...
dal rifugio fa na paura... poi però nn è così ripida come sembra!


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La nevicata di sabato pomeriggio ha coperto tutte le tracce, ma al rifugio si contavano almeno sedici persone per la nord...utili ciaspole o sci, c'è ancora tanta neve nell'avvicinamento, nella parete la neve caduta alla notte ha coperto il ghiaccio che rimane scoperto solo negli ultimi 50 mt
A Giò, salito come un proiettile, a Manu, unica donna sulla parete e a quegli elefanti dei secondi di cordata sopra di noi che pur progredendo legati come salami usavano le picche come fabbri..risultato quattro persone con ematomi vari....


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gita effettuata sabato in giornata dal parcheggio. gran dislivello. saliti dallo chabod e scesi dal vittorio (ravanando un pò si scende fino alle macchine con gli sci).
parete in buone condizioni stando contro le rocce del Cretier. ATTENZIONE: NELLA DISCESA DAL VITTORIO, NELL'ULTIMO TRATTO SCENDERE NEL BOSCO DOVE PASSA IL SENTIERO ESTIVO E NON FARSI TENTARE DI SCENDERE NEL CANALE DELLA CASCATA!! sabato qualcuno è finito dentro..

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Ormai siamo un po' agli sgoccioli per fare la parete: quasi tutta ghiaccio a tratti crostoso e pochissimi tratti di neve.
Giornata stupenda e solo noi sulla parete, molto bella. Ma dà anche grande soddisfazione l'uscita e l'ultimo tratto di cresta, molto estetica (qualche cornice).

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parete in condizioni discrete, superata la terminale neve per un tiro di corda poi ghiaccio crostoso, uscita su neve, molta neve sulla crestina finale attenzione alle cornici.
Ascensione stupenda!
Saluto i 4 amici vicentini con i quali abbiamo condiviso questa magnifica parete! Ciao da Simone


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percorso la variante di destra, che sembra in condizioni migliori, neve per i primi due terzi della parete e ghiaccio crostoso per l'ultimo terzo, la cresta finale ottimamente innevata.

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Salita la via dello scivolo tra le rocce a dx del seracco (Adami), praticamente una scala fino alle rocce, poi un pò di ghiaccetto e poi buona neve in uscita e ottimo crestone fino alla cornice che si supera facilmente. Un saluto alla compagnia.

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Salita in condizioni piu' che discrete parte bassa della via ancora su neve, parte alta su ghiaccio.

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HA GIA' DETTO TUTTO TOUPLAN...........CI SIAMO FATTI UN GRAN TOMBINO MA E' VALSA LA PENA DA UN PUNTO DI VISTA SOPRATTUTTO D' AVVENTURA E RICERCA DI UNA VIA NON CONOSCIUTA COMUNEMENTE. QUINDI SE ARRIVASSE GELO NOTTURNO E TEMPERATURE PIU' ALPINE LA STRACONSIGLIO, E' UN VERO VIAGGIO.

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sveglia alle due e partenza alle tre. avvicinamento piuttosto faticoso su neve crostosa non portante. abbiamo puntato alla parte centrale della terminale,dove nel punto più alto si passa bene. siamo saliti in conserva corta fino all'altezza del seracco centro parete. neve buona e nessun problema. segue una sezione di ghiaccio dove servono picche da piolet. usato viti per assicurare una conserva lunga. appena sopra il seracco la parete si abbatte, c'è buona neve che porta alla cornice di cresta. da basso sembra molto aggettante ma è un muretto di neve inconsistente alto 50 cm. e fuori alla luce.sono le otto.poi la lunga discesa su neve molle. bella gita fortemente voluta, desiderata, cercata dal socio duccio. grazie

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La compagnia e lo spettacolo della montagna innevata come non mai meriterebbero 5 stelle, ma le condizioni oggettive non erano delle migliori, per le temperature troppo alte. Abbiamo superato la terminale tutto a destra salendo ed abbiamo scelto una linea di salita diversa, sfruttando alcune rigole dove la neve era un po' più compatta. Siamo saliti a destra del costone roccioso che delimita il seracco sulla destra nella parte alta della via. Negli ultimi 50 m per uscire sulla cresta W a 3900 m circa condizioni himalayane, con neve fino alle ginocchia (ed a volte fino alla vita!) e difficoltà a guadagnare metri, su pendenze oltre 50°. Poi con un traverso molto delicato sopra il seracco ci siamo portati sulla via di salita solita in prossimità dell'uscita in cresta: non era possibile salire direttamente sulla cresta W per le cornici sotto la vetta. Discesa al Vittorio nel polentone, che cominciava dal piano sopra la schiena d'asino.
Le foto le lascio postare a Davide, visto che la mia macchina ha fatto le bizze...
Da consigliare se le temperature si abbassano, così no...


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Itinerario in ottime condizioni , progressione quasi esclusivamente su neve con solo qualche breve tratto su ghiaccio . Causa temperatura elevata abbiamo battuto la traccia nell'avvicinamento e discesa faticosa .
Splendida due giorni con Marek . Bella sorpresa trovare i bravissimi Damiano e Daniele al rifugio . Circa 15 persone in via .


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Partiti venerdì sera, portati gli sci fino allo chabot. Calzati il giorno seguente dopo 10min. Il 20 chi era salito aveva trovato ancora farina il che ci faceva sperare per la discesa della parete...in salita temperatura ottima ma ahime! già un pò di ghiaccio affiorante a fianco del seracco, superficie ondulata e con crosta lucida da rigelo dovuta alle scaldate pomeridiane ci hanno fatto propendere per la discesa della normale: neve beton fino verso 3650 con supergrip e poi da ululati fino allo chabot. Temperatura ottima, neve portante, con il Cobra un bel giro.

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Terminale che si passa senza problemi nel punto più alto . Farla in conserva , come abbiamo visto fare dalla terza cordata presente sulla via , a parere nostro è veramente un azzardo , soprattutto se il secondo ha solo una picca. Condizioni buone ma sotto uno strato di 3 dita di neve c'è ghiaccio su quasi tutto il percorso ad esclusione dell'uscita. Fatto 8 tiri da 60mt mettendo 2 o 3 chiodi per ogni tiro. Da non escludere qualche sosta che si può fare sulle rocce a sinistra , dove si stà un pò più comodi con i piedi. (utili alcuni friend piccoli)
Luciano e Angelo , io e Sara . Quando si arriva sulla cresta si è contenti perchè la stanchezza comincia a farsi sentire però la salita è veramente molto bella. Oggi in cima più di 200 persone sicuramente (rifugi Vittorio e Chabod pieni) ; sulla nord in 6 . Brava la mia ragazza , che era titubante e insisteva per fare la normale ; ha dimostrato grinta come sempre.


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  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: D- :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Nord
    quota partenza (m): 1834
    quota vetta (m): 4061
    dislivello complessivo (m): 2250

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