Valsoera (Becco di) Via Mellano-Perego

Prima volta in questa valle, e che meraviglia! Veramente un luogo di una bellezza incredibile! Pure selvaggio!

Dormito al pontese , dove si sta veramente bene ! Cucina ottima con materie prime fresche ! Grandi..

Gran bella via, attaccata da noi alle dieci, e che freddo i primi tiri!!
Poi ci siamo scaldati abbastanza..
Sui vari tiri tutto ok, piacevoli le soste a spit che fanno andar più veloce!
Mi sono sbagliato, e su penultimo tiro al termine del diedro, sono andato a sx , verso il chiodo, ho oltrepassato lo spigolo, e da qui visto che si faceva dura, sceso a sosta a spit nella placca sottostante, e da qui siamo usciti in cima per ultimo tiro di una via a spit.. conviene quindi andare a destra tra i blocchi staccati.

Dalla sosta di quest' ultimo tiro, che non è l ultima della mellano perego, abbiamo incastrato le corde di due ragazzi con cui abbiamo condiviso la salita. Le corde sono ancora appese li, se qualcuno riuscisse a portarle giù, ne saremmo grati. Nel caso contattatemi grazie.

Per il resto discesa veloce sulla bellissima corso nel tempo!

Come materiale abbiamo usato una serie di friend dai micro fino al 3 black diamond. Più un mazzo di nut..utilissimi
Bel giro, Con gole

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Gran bella via! Impegnativa sia fisicamente sia psicologicamente.
Molto belle L5, L8, L10.
Abbiamo usato una serie BD dallo 0.2 al 4, doppiando dallo 0.5 all'1.
Alcuni tiri hanno parecchi chiodi: ad es. su L7 (dura!), tra chiodi e friend messi, abbiamo finito i 14 rinvii che avevamo portato.
Per la descrizione della via, consiglio la relazione di sass baloss

Le nostre tempistiche: rifugio-attacco della via: 2:30, via: 7:00, doppie: 2:00

Con Gian.
Grande accoglienza al rifugio Pontese!! Grazie a Mara e tutti i ragazzi!


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Gran viaggio nella montagna. Consigliato.


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bellissima via !
avvicinamento prevalentemente su prati e pietraia in direzione del becco, all'imbocco del canalone secondario seguire ometti.
la via si segue bene guardando le varie relazioni, se si dividono bene le corde anche nei tiri lunghi le corde non tirano. sui tiri più duri presenti molti chiodi, sugli altri poco o nulla. soste belle a parte la 4° che le placchette girano, io ho integrato.
fatto solo deviazione su placca al penultimo tiro, dopo il chiodo a sx mi son ribaltato sullo spigolo, passaggi psyco.
le doppie si trovano bene seguire gli spit!, fare occhio alla 4° buttarsi a sx (faccia a monte) e non a dx se no c'è da fare qualche passaggio da acrobata.
usata serie friend fino al 3, nut non usati. 13 rinvi se si usano tutti i chiodi al passaggio in A0.
Nel complesso una via super, tiri iniziali molto freddi, ma poi ci si scalda bene nelle dulferate ed incastri molto fisici.
Con Matteo.



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Ancora senza fiato dopo una giornata nella quale, finalmente, tutti i pezzi vanno al loro posto...
Eppure il vento contrario non è mancato, con il dolore dopo il bidito su Grant’s Wall, il meteo incerto, il mio volo cancellato lunedì sera, il temporale furioso martedì notte, e gli ultimatum di Wid a ronzarmi nella testa... fuck it ce l’abbiamo fatta!

Grande via classica, che dopo tre tiri di riscaldamento diventa verticale e fisica, impegnativa ma non estrema, da affrontare con buona preparazione fisica di base e rapporti amichevoli con il sesto grado.
Avvicinamento a tratti su nevai ma ramponi non usati data la temperatura relativamente mite, solo una picozza io e Paolo i bastoncini. Dall’attacco si vede la prima sosta, l2 non immediata ma ben descritta nelle relazioni/commenti, dopo aver deviato a sx prima del secondo spit di Agrippine individuare e salire un facile diedrino dterboso e si è in sosta, su l4 ho avuto più dubbi: dopo essere passato a dx dello strapiombo, segue un bel diedro fessura di circa 15 mt prima della sosta, l5 stupenda, l6 chiodi tutti ben dentro, l7 con passi esposti dopo il primo diedro e non molla un attimo, l8 luuuunga ma più potabile, però non farsi ingannare dopo circa 15 mt da un chiodo sulla faccia sx del diedro che invita a uscire sulla parete, restare nel diedrone che Mellano di sicuro non lo mollava manco per scherzo, l9 ancora passi difficili prima a incastro e poi alla sperindio, l10 ancora lunga e uscito a dx dello strapiombo che chiude il diedro, sono finito a far sosta su un masso con cordone per tiraggio eccessivo delle corde ma ormai al sole sotto la vetta, l11 senza storia... 6 ore scarse per la salita date alcune incertezze, ma il meteo è stato super clemente e ci ha lasciato scendere senza nebbia o acqua... le doppie sono delicate, tutte lunghe... credo che abbiamo sbagliato la terza, spostandoci da nel corso del tempo ad un’altra linea più a dx faccia a monte, sempre con soste a spit cordini e maillon, ma che implica una terza doppia al super pelo con corde da 60... ci è sfuggita la sosta giusta, vista dopo, che è appena sulla sx della verticale di discesa, dopo circa 35-40 mt dalla partenza sulla torre staccata (magari abbiamo preso la linea giusta però saltando 1 sosta come detto sopra?). Discesa dello zoccolo alla ricerca di sporadici ometti, da fare con attenzione ma tutto sommato ok

Via sognata da anni (ma quante volte ho letto quella relazione??), dal commento del francese a Ceresole sulla Perego’ ai racconti mitici di Angelo, certo una volta in cima si può solo scendere ma questa è davvero buona per i nipotini...
L’ambiente austero del Piantonetto, l’expo a nord-ovest, il peso dei tentativi precedenti di Paolo... tutto grava sulla testa e le scuse per cedere fioccano, allora ieri è stata proprio la giornata in cui non abbiamo guardato in faccia alle difficoltà, ma solo in alto al tiro successivo, magari tremando di freddo in sosta, scambiando poche parole, ma quando ho guardato il cielo terso alle 10 ho capito che il temporale pomeridiano avrebbe marcato visita, e allora passiamoci il materiale e vediamo com’è la storia....

Un giorno “grande”, un capitolo chiuso, una scalata indimenticabile con un amico

Adesso non mi resta che imparare a scendere a bomba sui nevai...

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allo stato attuale i ramponi non sono indispensabili per superare i nevai presenti, bastano un paio di scarponi.
Le soste di progressione sono tutte nuove, due spit con catena e doppio anello, marca CT e non Raumer come dice la relazione di gulliver.
per la discesa non ci si sbaglia se si segue cercano sempre le soste con due spit rock collegati da una fettuccia rosa. la terza doppia arriva al limite con corde da 60m.

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Sempre bella. Per me è la più bella via classica del gruppo del Gran Paradiso... Anche se chiodata nei punti più difficili, serve una serie di Friend fino al 3 BD e almeno una dozzina di rinvii . Le doppie su "Nel corso del tempo" sono molto esposte... seguire con attenzione il tracciato della via. Se si inizia a scalare alle 9 il sole lo si prende nell'ultimo tiro
Giornata super con Gianni e Franco. Partiti con la nebbia e dopo i 2800 m bellissimo. Ottima cena da Mara per concludere la giornata.


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Bella via che finalmente riusciamo a chiudere, seppur a tardo pomeriggio causa qualche problema con le doppie.
Per come la vedo io la guida di Oviglia non rende ragione della difficoltà, a guardarla sembra tutto molto semplice. In realtà, seppur non sia una via estrema è perlopiù fisica (fessure e diedri verticali dove c'è sempre da usare parecchio la forza, seppur su prese grandi). I tiri più difficili a mio parere sono il quinto, sesto e settimo, con il quinto che può essere considerato il tiro chiave, in diedro strapiombante alla fine, molto fisico e dove il 6a è decisamente stretto (almeno 6a+ se non 6b). Il sesto tiro è ben al di là delle no strepossibilità in libera e quindi l'abbiamo fatto praticamente tutto in artif.; non si capisce dove sia il 6b descritto in relazione (Gulliver) in questa lunghezza, dal momento che i passaggi chiave sono tutti azzerabili o, in alternativa, ben oltre il 6b. Chiodi tutti ben saldi; tenere la linea più chiodata, sconsigliato di uscire verso sinistra perché poco proteggibile. I tiri oltre il settimo sono belli ma meno duri dei tre che precedono. Occhio sul penultimo tiro che alla fine del diedro, sotto il grande tetto, c'è un chodo che invita ad andare verso lo spigolo di sinistra...grave errore perché oltre lo spigolo c'è una placca difficilissima e bisogna poi tornare indietro. Il grande tetto finale con blocchi instabili si supera facilmente infilandosi alla sua destra (chiodo poco visibile).
Le doppie. Se non si sono mai fatte o se non si sa dove passa la via "Nel corso del tempo" su cui ci si deve calare, devono essere affrontate con grande attenzione, soprattutto la terza. La prima doppia è semplice, sulla verticale della sosta finale; noi abbiamo fatto una doppia corta (30m ca.). La seconda finisce su un pulpito a destra (faccia a monte) del grosso canale diedro che solca la parete); spit sulla faccia di una parte di parete un po' staccata. La terza doppia è critica. Innanzitutto non calarsi nel canale a sinistra (faccia a monte) della sosta (abbasta ovvio ma meglio precisare; a noi il dubbio era venuto), ma calarsi sulla verticale della sosta. Nel fare questo attenzione, perché dopo una tentina di metri sulla verticale della sosta si tende ad entrare in un diedro con una vecchia sosta a nut e chiodi; evitare assolutamente di entrare nel diedro (noi purtroppo lo abbiamo fatto e siamo finiti troppo a destra perdendo completamente la linea di calata e dovendo poi fare complesse manovre per riprenderla); tenersi invece a sinistra (sempre faccia a monte) del filo del diedro e calarsi per ulteriori 10-15m, fino a raggiungere una scomoda sosta con spit e cordone che è quella giusta. Da qui le doppie successive sono piuttosto obbligate; cercare di seguire sempre bene la linea degli spit mentre ci si cala (a volte le soste sono un po' sfalsate rispetto alla verticale e non semplicissie da raggiungere perché si tende a pendolare).
Grazie a Giorgio che ha stettoi denti per le scarpette steettissime.


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Salita di grande soddisfazione che inseguivo da un po'. Alle note di Maigol aggiungo solo due tempi: avvicinamento dal parcheggio circa 2.30 ore, attaccato alle 10.30 tornati alla base circa alle 18.30 (abbiamo perso un po' di tempo nell'orientarci tra l3 e l4) poi la via è evidente ed è impossibile sbagliarsi.Discorso doppie: ci siamo calati sulle prime 3/4 soste del "corso nel tempo" poi evidentemente non siamo stati abbastanza a sx e siamo finiti su delle soste un po' vecchie e siliconate su cui tutti gli spit muovevano e su cui c'era un forte rischio incastro corde per parecchi spuntoni e lami...comunqe siamo scesi senza intoppi.Martello per oggi inutile,tutti i chiodi nel tiro di artif sono saldi mentre in giro sugli altri tiri qualcuno si muove e non si può ribattere ma c'è sempre la possibilità di proteggersi con un friend. Scesi al Pontese per un' ottima cena siamo tornati alla macchina alle 21.30. Una giornata un po' faticosa e lunga ma ripagata da una via spettacolare. Ciliegina sulla torta abbiamo scalato con il sole, cosa abbastanza rara al Piantonetto. Giornata intensa con Michele.

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Attualmente avvicinamento senza neve. Molto belli tutti i tiri da L5 in poi, ma anche i primi più facili hanno il loro perchè: molto da cercare, quasi interamente da proteggere, costituiscono un buon riscaldamento e permettono di ambientarsi in un contesto decisamente alpinistico. Ci siamo incasinati non poco su L4: invece di un unico tiro lungo, ne abbiamo fatti 3 corti! da quel che ho capito, è successo questo: c'è un evidente grosso tetto triangolare, sopra la sosta di L3, che si può aggirare a dx oppure a sx: noi siamo andati a sx, dove abbiamo fatto una sosta su chiodi; da qui, un altro breve tiro porta alla base di un diedro nero, un po' ad arco, solcato da una fessura larga (e una più stretta a sx con cunei di legno) con bella sosta raumer. Leggendo altre relazioni, credo che questo diedro sia in alternativa a quello giallo immortalato in tante foto, e qui descritto in L5. Volendo noi fare il diedro giallo, abbiamo dovuto fare un altro tiretto brevissimo a dx per aggirare uno spigolo: fatto perchè altrimenti le corde tirano e non si vede il compagno. A quel punto, una altra cordata che avevamo dietro e che ha scelto di aggirare il tetto a dx ci ha superato...altra nota: evitare i diedri che ci sono in mezzo tra quello nero e quello giallo: difficili e pericolosi. Lo schizzo allegato alla presente relazione ha alcuni problemi: 1) sembra che il tetto vada aggirato a sx, mentre io suggerirei a dx, per evitare i casini nostri. Per carità, si può andare anche a sx, ma a quel punto se si vuole fare il diedro giallo bisogna poi ritornare a destra verso la sosta non raumer con cordone rosso 2) L3 non è di 40m, max 15m 3) il finale di L5 ha secondo me il pezzo più ostico della via, dunque secondo me 6a 4) L9 non mi pare un 5a, direi in linea con gli altri, quindi "5c".
Per quanto riguarda la discesa, attenzione che una doppia arriva al pelo, con corde da 60m, credo la seconda dalla torre staccata: attenzione! Infine, la discesa a piedi risulta molto più diretta andando giù dritti lungo una cresta con ometti, invece dello zig-zag che si fa tipicamente salendo. In effetti in discesa uno si rende conto che ci sono mille modi di arrivare alla base della via, con tracce di sentiero, ometti sparsi, etc. Una cordata di stranieri si è spaventata di un tratto bagnato lungo lo zig-zag, ed è tornata indietro!

con Diego


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Partiti per fare il Diedro Giallo, dopo il traverso del secondo tiro però ci ritroviamo sulla Mellano quindi la seguiamo fino in cima... Non ci poteva essere errore migliore: linea stupenda su roccia da urlo, in ambiente severo e selvaggio... Da non perdere!
Dalla cima doppie lungo "Nel corso del tempo", non facili da trovare, noi ne abbiamo fatte 8.. In caso di nebbia, come nel nostro caso, non è facile districarsi nell'immensità della parete del Becco...
Alla base il tempo cambia e quindi di corsa scendiamo al piano delle Muande, dove ci coglie un violento temporale che lasciamo passare, al riparo sotto una roccia..
Ottima merenda al Pontese, con il tempo che migliora, regalandoci una discesa alla macchina con un caldo sole di inizio estate.
Con Andre, in questo magico vallone

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Via degna della sua fama, dalla L5 in avanti è un susseguirsi di tiri uno più bello dell'altro!
Come già ricordato da molti, la via richiede un notevole impegno sia per la lunghezza dell'itinerario (lungo avvicinamento su pietraia, via lunga e da integrare, calate e rientro per la solita pietraia, a questo punto divenuta interminabile a causa della stanchezza), sia per la fisicità dell'arrampicata a partire dalla L5. Dunque non va sottovalutata nonostante i gradi apparentemente "innocui".
Nella L6, dopo il primo tratto in artificiale, ho trovato due linee di chiodi: una linea di arrampicata in un vago diedro sulla sinistra (1-2 chiodi al massimo) e una linea in artificiale sulla destra (numerosi chiodi presenti). Ho seguito quest'ultima linea perchè meglio protetta; una volta arrivato in sosta ho osservato l'altra linea e non mi è sembrata proteggibile, e nemmeno molto facile da arrampicare...
Tutti i chiodi della L6 sono risultati affidabili (non abbiamo dovuto ribatterne neanche uno).
Abbiamo trovato tutte soste inox eccetto al termine della L4 (come riportato in relazione) e al termine dell'ultimo tiro (sosta di calata su spit e cordoni). Ci siamo calati da quest'ultima sostanzialmente in linea verticale, fino a reperire una seconda sosta di calata. Da qui ci siamo diretti leggermente verso destra (faccia a monte), in modo da raggiungere l'enorme masso collocato sulla cima della torre staccata (sosta su di esso). Da qui le calate iniziano a tendere verso sinistra, spostandosi gradualmente sul versante sinistro (faccia a monte) della parete. Si raggiunge così la base con 7-8 calate.

Un grazie a Marco per avermi seguito in questa avventura e grazie a Chiara Giovando per la sua ottima relazione.


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Questa volta è stata una vera è propria avventura... soprattutto a causa della discesa! Ma andiamo con ordine.
L'avvicinamento l'abbiamo preso "alla larga" seguendo per un bel tratto il sentiero per il bivacco e tagliano quindi da sinistra a destra i canaloni sotto la parete (maggior sviluppo ma minore pendenza, forse non così male).
La salita è filata abbastanza bene nonostante il freddo pungente e qualche dubbio sulla linea da seguire (su L2 dopo lo spit tagliare in diagonale verso sinistra ed imboccare il diedrino erboso, su L4 dopo aver aggirato sulla sinistra lo strapiombo tornare a destra sulla verticale del diedro fessurato giallo, su L10 in cima al diedro inserirsi negli strapiombi sulla destra ed uscire verso sinistra alla sosta su cordoni dalla quale con una lunghezza -evitando la sosta a spit ed aggirando il castelletto della cima verso dx- si intercetta la prima sosta di calata). Una via comunque da non sottovalutare in quando i gradi non sono quelli "da falesia" (e non solo per la distanza o la qualità delle protezioni) ed i tiri spesso lunghi richiedono un impegno psicologico e tecnico superiore alla media (direi di un altro livello rispetto alla dirimpettaia Grassi-Re alla tribolazione).
Capitolo discesa: le calate sarebbero rapide e comode se solo non si fosse incastrata la seconda (forse si è formato un nodo!?) costringendoci (anche a causa del temporale in arrivo, poi spostatosi per fortuna!) a tagliare circa 40 mt di una delle due corde e calarci sull'altra e sui 20 mt rimasti, con necessità di "scavalcare" il nodo ad ogni discesa, non proprio il massimo per scendere su una parete sconosciuta! ...comunque ora sappiamo che con calate da 40 si raggiunge sempre ad una sosta buona (tutte a spits tranne una con 3 chioti+nut) e si arriva in sicurezza alla base.
Nonostante le complicazioni per le 20 eravamo al Pontese per una birra e prima del buio all'auto, bene così!

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Grandissima via di ambiente. Storica, d'accordo, con una sua logica non del tutto assimilabile all'ottica moderna, ma itinerario eccezionale. Avvicinamento un po' infernale ma fa parte del gioco a Piantonetto, non servono i ramponi, la via attacca esattamente dove finisce a sx la torre staccata; L1 in sostanza è un trasferimento, si potrebbe fare a piedi, la sosta 1 si vede già dalla fine dello zoccolo comunque. L2 partire un pelo a sx e poi andare decisamente in diagonale a sx, io ho trovato un chiodo, tiro da segugi; L3 è corta, la sosta si vede subito da L2, un poco a dx. Non abbiamo trovato S4 a spit e catena, penso di aver sostato su Agrippine (sosta a spit vecchi) alla base del diedro giallo coi cunei. Da lì un bel tiro porta alla base del tiro di artif. Da questo tiro in poi non si sbaglia più, la via sale sempre dritta, usare naso per immaginare dove siano le soste perchè mai si vedono da sotto; su L9 e L10 in corrispondenza di due biforcazioni del diedro principale tenere sempre la dx (a sx placche e spit di Imagine, penso).
Occhio anche a scendere con le prime due doppie: dalla sosta finale a spit noi siamo scesi su un terrazzino dove però c'era una sosta su 3 chiodi e un nut incastrato; è stata ampiamente rinforzata con cordini controventata ma non penso fosse la sosta giusta. Comunque per arrivare alla torre staccata servono due doppie se si hanno corde da 60. Prima calata di Nel corso del tempo tutto a sx come detto da tutti poi da lì a fionda alla base (le prime e le ultime due calate concatenabili).
Capitolo materiale in via: soste nuove a spit CT e catena, chiodi in posto secondo me parecchi dal tiro di artif in poi, pochi prima (ma è molto più facile), si integra bene ovunque, friend fino al 3 sufficienti con doppi .75 e 1 al massimo, roccia spaziale, occhio che c'è roba grossa che muove all'inizio e alla fine.
Nel complesso una via esigente, più sulla testa e sul cervello che sulla scalata (che comunque nella parte finale è bella fisica). Occhio anche a non piallarsi sull'avvicinamento, che è davvero faticoso se non si hanno gobbe da cammelli!
Bella giornata wild con Cate, partiti al mattino dalla diga, il Piantonetto non delude mai e oggi non ci ha nemmeno portato troppa nebbia. Temperature ottime, roccia un po' fredda nei tiri finali; contare un paio d'ore dal Pontese alla base, per la via dipende dal naso, ma direi che 6 ore sono un tempo ragionevole.
Sempre emozionante salire vie del genere, il sapore della storia è sempre piacevole.
Inutile ribadire la sublime accoglienza di Mara


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Ancora necessari ramponi per l'avvicinamento. La via invece e' completamente asciutta.Bella scalata su ottima roccia ottimamente proteggibile.prevalentemente fisica.

Ps. La vera sorpresa e' stato nn trovare praticamente niente nebbia...

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Gita sicuramente di soddisfazione e di grande impegno; saliti sabato al Pontese sotto una leggera pioggia e nebbia, oggi tempo fantascientifico, super spaziale!. In via tutte le soste sono nuove, a spit e raumer.
I tiri della parte iniziale sono praticamente un'altra cosa rispetto alla secondo metà della via dove a mio parere l'impegno cambia totalmente; i tiri sono tutti fisici e da proteggere quasi interamente; in generale un bell'ingaggio... sinceramente guardando la carta ho peccato un po' di presunzione e la pensavo più facile...
Noi abbiamo seguito la relazione qui di Gulliver e una cordata di francesi davanti ma credo che entrambi abbiamo sbagliato...
Forse salendo dalla S2 una volta superata la nuova sosta a spit dopo circa 20 metri di tiro è necessario andare a dx e reperire una sosta sempre a spit ma vecchi... da li con un tiro sostenuto di 50 metri si arriva alla base della placca di artif.
Su L11 non farsi forviare dai chiodi a sx sulla placca sommitale ma risalire il camino a blocchi e dx; chiodi non molto visibili dal basso. Non avendo salito la via di calata, in caso di nuvole o nebbia, le doppie sono un po' da cercare soprattutto la prima dalla torre staccata che è sulla sx faccia a monte.
Portare una serie di friends fino al 3 con le misure medio piccole anche doppie e i nut; noi avevamo anche il 5 e lo abbiamo usato ma non è indispensabile...
Nonostante le varie sfighe della giornata, gran bella salita, di soddisfazione;
sempre ottimo il benvenuto di Mara al rifugio Pontese.
Oggi "viaggio" con Luca sempre stoico nonostante il mal di schiena


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Sempre bella e meritevole di ripetizione. Aggiungo foto al commento di Davide, con cui ho condiviso la bellissima giornata tra le montagne di casa. Oggi per lui la prima volta al Valsoera, per me la settima ...ma è sempre emozionante scalare questa grande parete che sa un po' di satellite del Monte Bianco.
Utile una serie di friend fino al 3BD; eventualmente qualche nut.
Le guide Predan e c. hanno posizionato sulla via nuove soste a spit al posto delle vecchie soste a chiodi. Oggi tra l'altro stavano lavorando al posizionamento di nuove soste a spit anche sulla Leonessa-Tron. Grazie a chi lavora per noi!!

Oggi solo noi sulla Mellano; due cordate sulla Loredana, tra cui l'amico guida Claudio Bernardi che saluto.
Un saluto anche alla splendida Mara, da cui è sempre un piacere fermarsi al ritorno dalle grandi galoppate nel Piantonetto!


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Soste a spit sulla via, seguendole si fanno 11 tiri, al quarto tiro nn fermarsi alla prima sosta a spit con cordone, di agrippine, ma proseguire fin sotto alla caratteristica fessura ad arco giallastra.
Via che davvero è all'altezza della sua fama.
A parte il tiro di artificiale (chiodi ok) sempre continua e ingaggiosa.
Anche i primi tiri mi han sorpreso per la bellezza della scalata seppur facili, dal 5°tiro un susseguirsi di diedri e fessure entusiasmanti senza mollare fino alla fine.
Occhio a tirare alcuni blocchi, specie il camino del penultimo tiro.
Come salita di stampo classico via di grande soddisfazione.
Calate veloci e aeree su "nel corso del tempo".
Gran giornata con Chiara , che nonostante ultimamente sia sovente in veste "runner" non
perde minimamente la confidenza con la scalata.
Contento di aver fatto i miei tiri, che dire...viva il piantonetto!


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Per trovare una presa che muove bisogna martellarla.
La via nel complesso è ben chiodata e ben proteggibile (tiro di A0 con chiodi distanza hobbit), solo 2 o 3 chiodi a contarli sono brutti.
Siamo scesi con 7 doppie da "Nel corso del tempo".

Non bastano 5 stelle per una via e un posto così… Piantonetto sempre primordiale.

(Non dimentichiamo che è la CAVALIERI-Mellano-Pergego!)

Parlando di cose importanti, cosa si mangia al Pontese?
Antipasto: polenta al forno con formaggi
Primo: risotto al radicchio e vino rosso
Secondo: capretto con contorno insalata di cavolo, mele e uvetta
Dolce: torta con crema pasticcera, frutta e amaretti
...Il miglior rifugio delle Alpi (insieme al Bozano eheh)



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soste nuove con catena e anello di calata posizionate diversamente dalle soste vecchie, in ogni caso se si mantiene la linea delle soste nuove le si incontrano sempre con facilità. ribattuti i chiodi dell'artif, altri nei vari tiri invece hanno tenuta precaria in quanto già piantati fino in fondo ma comunque mobili e pertanto sono inservibili. Doppie rapide ed esposte su Nel corso del tempo.
Giornata lunghetta con Elisa.



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Una via da sogno in un ambiente da sogno !!! l'unico neo è l'affollamento richiamato, appunto, dall'eccesso di bellezza. Da non perdere assolutamente.
Con Teone e Daniele, in splendida forma.


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Gran via, davvero!! Da parecchio volevo salirla, ma me l'avevano dipinta come uno spauracchio ed ho sempre esitato. In realtà non è per nulla banale, nemmeno nella ricerca dell'itinerario se non si hanno relazioni dettagliate ( ne avevamo 4 ), però la si fa.
Bello il tiro in fessura coi vecchi cunei ( alcune relazioni lo fanno aggirare a dx), duri i tratti in A0 su cui si è divertito molto Gianluca, io un po' meno a causa di una quasi lussazione alla spalla di 7 giorni fa che mi ha fatto abdicare sugli ultimi 2-3 tiri di V e IV per arrivare in cima. Discesa fattibile sulla via (ottime le nuove soste attrezzate a calata), ma per nulla scontata, bisogna ricordare bene il tracciato. Grandissima soddisfazione ed un occhio sempre rivolto alle nuvole che dopo le 16.00 hanno scaricato pioggia ( ma eravamo già al Pontese ). Tempi: 1.45 avvicinamento ( traccia poco evidente ), 5 h la via, 2h le doppie.
Ottima come sempre l'accoglienza al Pontese.

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Una via classica dal sapore... classico. Sono stati tolti i cordoni vecchi dalle soste. Cosa giusta, credo, visto che in molti forse li usavano senza porsi troppe domande come spesso accade. L3 ed L4 secondo me concatenabili in un tiro super. Volendo anche il diedrone finale a patto di fare sosta alla base dello stesso (sosta possibile, su chiodi) e non poco sotto come da relazione. Primi tre tiri un po' da cercare, la relazione di Rock Paradise non aiuta. Meglio quella che si trova in rete o al rifugio. Tiro di artif bruttino, qualche chiodo aggiunto/sostituito. Calate facili. Secondo me ci si cala pure su Imagine... Ora che c'è Imagine... Quarta stella per viaggio e ambiente.

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Nulla di particolare da segnalare se non che a stagione inoltrata mi son trovato a ribattere tutti i chiodi di sosta e i chiodi dell'artif.
O vuol dire che si sono mossi nell'ultima settimana o che nessuno li ha ribattuti durante l'estate.
Vi garantisto che i chiodi dell'artif e la sosta precedente erano più fuori che dentro....
Miracolo che nessuno sia saltato di sotto con un chiodo in mano.
Portare ( e usare)il martello per star sereni!

Una via di cui non ci si stanca.
Come della cucina di Mara!

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I V e i V+ sono come quelli della sbarua. Certo che qui bisogna saper scalare e avere l'obbligatorio solido e non solo passare rinvii negli spit.
Detto questo, bellisima avventura, che dopo la salita continua con le doppie.


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Non posso che confermare che si tratta di una via dal notevole ingaggio complessivo. Gradi all'antica, specie sui c.d. "V"...
Quasi 2 ore dal rifugio all'attacco, un po' di neve nell'ultima parte dell'avvicinamento ma zoccolo sostanzialmente pulito. Via asciutta tranne che nel penultimo tiro dove la parete era bagnata.
Doppie OK
Ribattuti un po' di chiodi ma sempre necessario avere dietro il martello, specie ad inizio stagione.
Usata una serie completa di Friends BD col raddoppio di .5 .75 e 1, più qualche nut medio/piccolo.



Giornata indovinata, saliti senza battere i denti come spesso accade al Becco. Terza uscita del corso di Alpinismo della Gervasutti


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Gran bella via,giornata lunghissima,avvicinamento molto lungo e faticoso,partiti le 6.40 dal parcheggio rientrati le 22.30.Nessun problema x trovare l'attacco molto evidente.3 cordate sulla via (7 persone di cui 3 sono poi andate su Filo a Piombo).Giornata serena senza le solite nebbie!freddo i primi 2 tiri poi si stava bene anke se pile e guanti nn li abbiamo mai tolti.Sole verso le 13.30 al 5° tiro e dalle 15.30 sul resto della via.Il percorso tecnicamente e fisicamente nn è impegnativo lo è invece psicologicamente x quanto riguarda la ricerca dell'itinerario e x le doppie e x una eventuale ritirata (impossibile o cmq molto laboriosa con lascito di numerosi friend).LA cordata di testa ha sbagliato il 2° tiro (in prossimità del 2° spit di Agrippine,che nn si raggiunge,si deve andare nettamente a sx oltre lo spigolo,anke se nn invoglia molto,dove si vede la sosta corretta.Noi invece abbiamo cannato alla grande il 9° tiro nn trovando il diedro descritto nella relazione e seguendo chiodi e cunei fino ad una sosta a spit..con un'ulteriore tiro e numeri da circo x uscire (10 totali) siamo sbucati in cima.Doppie nn trovate..giuste fino alla quarta poi la successiva siamo arrivati con corde finite a 1mt abbondante alla sosta successiva.Scesi cmq senza poi problemi a 10mt dagli zaini.
Con Gian grandissimo compagno di avventura ;)

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Grande via, ma si sapeva già. Oggi il Valsoera solo per noi tre, clima confortevole, temperature miti, ma le solite nebbie del Piantonetto....Nota tecnica: nel diedro del 7° tiro (quello dopo l'artif, delicatino con chiodi mezzi fuori che però han retto ancora....) adesso c'è un camalot 0.3 incastrato: mi piacerebbe che rimanesse li, che diventasse parte della via, per cui chiedo a chi legge di non cercare di toglierlo; e comunque ha un tirante d'acciaio rotto, per cui non vale la pena di prenderselo.... grazie. Nota di colore: quasi superfluo ripetersi, ma non posso non spendere due parole per Mara & c., sempre gentili e disponibilissime; non dappertutto arrivi alle 21.30 e ti siedi a tavola con una cenetta degna di nota, ma al Pontese si. Bella la faccia dei due francesi con cui abbiamo condiviso il tavolo a cena che, all'arrivo delle portate, con espressione incredula han detto "mais c'est pas normal!" aggiungendo che non avevano mai visto tutta sta roba (buonissima) in nessun rifugio. Non possiamo che confermare, W il Pontese e chi ci lavora.
Igor, con Daniela L. e Enrico C.


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Gran bella classica che mi mancava.Partiti dal park verso le 6,20 siamo arrivati alla base verso le 9.Altre due cordate(solo)su tutto il Valsoera,una su Sturm e l'altra presumo su Loredana vista la rece presente.Via un pò da cercare sui primi tiri,poi più evidente.I due tratti in artif. sono ben chiodati,il resto assai poco,così l'impegno è costante.La prima doppia è tendente a sin. viso a monte ,mentre lo schizzo reperito su internet era al contrario.Perso mezzora...Non si pesta più neve per arrivare all'attacco.
In cordata con Walter e Tony ormai ben affiatati.


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Complimenti ai tre apritori, Perego, Mellano e Cavalieri.
Via intensa, verticale e molto fisica.
Soste buone predisposte per eventuali calate, lungo i tiri chiodatura parsimoniosa, però possibilità di ben integrare con friend.
Attacco libero da neve arrivati con normali scarpette da trail.
Oggi con Enry per una giornata veramente piena, partenza alle 4.00, rientro alle 23.00.
La salita molto gettonata ha visto in colonna be 5 cordate, pultroppo noi arrivando in giornata eravamo gli ultimi.
Dopo il tiro di artificiale passimo una cordata e in cima sulle calate ne passiamo un'altra.
Morale 7 ore di via e 1.30 di doppie.
Giornata nell'insieme bellissima,che ci ha regalato anche 5 minuti di pioggia alle 17.00.
Veramente soddisfatto.


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Ci siamo persi subito e abbiamo fatto il primo tiro di immagin(nuova via di Oviglia). Traversato a dx e fatto terzo,quarto,quinto tiro di Agrippine:siccome fin qui questa via ci è apparsa mooolto bella abbiamo avuto la tentazione di continuarla ma poi ci siamo spostati sulla mellano,se vuoi più facile ma altrettanto bella! Roccia super, peccato per le soste poco sicure!Il tiro di artificiale è paurosamente mitragliato di chiodi, di ogni epoca,forma,colore.Volevo anche segnalare che in caso di necessità, sul nono o decimo tiro prima di abbandonare il diedro per andare a dx, in corrispondenza di due brutti chiodi accoppiati, un paio di metri a sinistra, ben nascoata da uno spigolo c è la sosta attrazzata per le calate di una nuova via. A parte tutto abbiamo passato una bellissima giornata in quasi totale solitudine(solo un altra cordata sulla Loredana) con un meteo incredibile: non una nuvola e scalato in maglietta all ombra!!!
Doppie veloci su nel corso del tempo che ho salito ormai parecchi anni fà ma che ricordo come una delle vie più belle mai scalate.

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Bellissima via storica. Roccia ottima (a parte qualche blocco sulle cengie), ottima proteggibilità e linea elegante. Attenzione alle varianti!
Santo ANdrea che dopo la via ha guidato diretto fino a casa anzichè riposare in rifugio perchè dovevo prender l'aereo. Mollato lo zaino, preso un altro e via per l'Olanda!


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Le relazioni che si trovano su internet sono spesso discordanti su gradi e percorso. In particolare abbiamo perso tempo (ed energia...) sul quinto tiro, perché la relazione che avevamo diceva di evitare la bellissima fessura con cunei di legno sopra la sosta, per andare a prenderne una fuori misura e strapiombante (con un chiodo in bella vista ma difficile da raggiungere) a destra dello spigolo: ne è risultato un tiro assai ostico che ci ha impegnato parecchio, nettamente più difficile e faticoso rispetto a tutto il resto della via. E poi si arriva nello stesso posto dove porta la fessura con i cunei...
Bellissima scalata con il mio amico Pietro che ha "solo" trentun'anni meno di me... Speravamo in una giornata tiepida e invece abbiamo battuto i denti (spirava una tramontanina... e il sole lì arriva solo a metà pomeriggio). Come al solito siamo saliti lenti (colpa anche della variante sopra citata e di qualche dubbio sul percorso dell'ultimo tiro. Arrivati sul terrazzo dell'anticima, essendo tardi e non sapendo dove fossero le doppie di "Nel corso del tempo", ci siamo calati sulla nord (ci ero già sceso trent'anni fa...) complici le nuove calate a spit e anelli della via Loredana sullo spigolo nord-ovest: abbiamo seguito gli spit della Loredana solo per quattro doppie, poi abbiamo continuato sulla nord per altre tre calate su vecchi chiodi (60 m max).


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lo sanno tutti che è una gran via, quindi non mi ripeto.. non mi aspettavo però tutti i sassi e i blocchi traballanti che ci sono in via. pericoloso il primo passo sul tiro di artif, si tira un chiodo orribile che quando salterà via farà molto male a qualcuno... discesa iper veloce e drittissima su soste a spit
temperature ok all'ombra, alle 14 è arrivato il sole e ci ha fritto x bene...

io le nebbie del piantonetto non riesco mai a trovarle...

grande saverio! saluti a damup e soci e alla cordata di milanesi sotto di noi..
portare nut e friend fino al 3 BD, il 4 se ce l'hai lo usi.. micro nevaio alla base


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Combinazione di 4 tiri (2°,3°,4° e 5° tiro) di Agrippine e i rimanenti della Cavalieri Mellano Perego, totale 11 tiri. Sviluppo 400 mt, grado massimo 6c, obbligatorio almeno 6b.
Bellissima combinazione che rende interessante anche i primi 4 tiri. Bellissimo il 3° tiro di Agrippine, bello il muretto di 6c sul 5°tiro. Il resto è la bellissima Cavalieri Mellano Perego, impegnativa faticosa e mai banale. Un Vione!
Spettacolare la roccia che si vede nelle calate di 'Nel corso del tempo'.
Con Claudio e Antonio.


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non è semplicissimo trovare la 1 sosta di calata a spit di "nel corso del tempo".per il resto è davvero 1 gran vione,occhio a non farsi ingannare dai gradi tranquilli delle relazioni,occorre minimo il 6b a vista.
oggi davvero troppa gente sulla via a rallentare inesorabilmente la salita,nonostante il pez si sia prodigato in grandi sorpassi!! Mei che Siumacher... fortissimo!


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Classicissima rude e faticosa. Oltre a questo per me è stato un vero e proprio calvario dal primo all'ultimo tiro per colpa di un freddo polare che mi ha "congelato" mani e piedi per oltre 5 ore: una vera e propria lotta contro l'alpe.
Vista l'esposizione Ovest sconsigliata in giornate con zero termico basso e ventose...
Ringrazio i miei due compagni Manu e Giova che hanno tirato tutta la via mentre io tentavo di sopravvivere :-)


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riinserisco la gita dopo averla cancellata x sbaglio x mettere le foto....
Bellissima avventura con Pietro su una via stupenda con roccia eccezzzzionale, partiti al mattino presto col buio dal pontese e ritornati alla macchina a notte fonda... per qualche imprevisto. La via ha una serie di fessure e diedri unici con dei colori bellissimi, l'arrampicata è così varia che il movimento diventa una danza in sintonia con la roccia. I passaggi non facili ma neanche estremi, comunque continui, alla fine si fanno sentire soprattutto se si portano dietro degli zaini .....un po pesanti. Temperatura abbastanza fredda con aggiunta di vento ...polare, il sole si è visto quasi alla fine, ma non per molto. Sconsiglio di fare le doppie sul lato nord come noi abbiamo fatto seguendo qualche consiglio un po datato... perchè siccome alla fine dei 11/12 tiri la sera si stava avvicinando... con solo 4 doppie saremmo arrivati alla base del canalone. In realtà già al recupero della prima doppia abbiamo perso un sacco di tempo perchè la corda si era incastrata e pietro è risalito per recuperarla,...e il sole oramai se ne era andato, la seconda doppia su cordoni un po vecchiotti, alla terza doppia non c'era neanche la sosta, alla quarta doppia la sosta era 15 metri più in basso della fine della corda da 60....facendoci disarrampicare senza sicura un passaggio un pò .......Può darsi che qualche sosta fosse sepolta da alcuni piccoli nevai che si trovavano tra le calate. Sta di fatto che le ultime due doppie le abbiamo fatte completamente al buio. In realtà anche i primi tiri li abbiamo cannati, perchè non avendo una relazione decente (saremmo dovuti andare al becco meridionale e invece al mattino abbiamo deciso per il becco di Valsoera) abbiamo iniziato la via 100mt.... a sinistra rispetto alla torre staccata e fatto una variante dei primi 2 tiri tra l'altro con scarponi e guanti per via del freddo... prima di ricongiungerci verso destra sulla mellanoperego.

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Per trovare l'attacco la cosa più semplice è aggirare lo zoccolo a destra e seguire i rari ometti che portano proprio sotto il diedro appoggiato da cui parte la via.
Durante l'avvicinamento si pesta un po' di neve ma si procede bene anche con scarpe da ginnastica.
Purtroppo/per fortuna non abbiamo salito gli ultimi due tiri. Purtroppo perchè così non siamo saliti in punta. Per fortuna perchè sbagliando siamo finiti sull'ultimo tiro di Agrippine che ho provato a salire mah... troppo duro per me, quindi ci siamo calati velocemente sulle soste di Agrippine e quando siamo arrivati alla base, abbiamo visto che le altre cordate erano ancora molto in alto alle prese con le doppie. Spero siano riusciti a scendere bene nonostante la nebbia e il buio.

Con Federica e Emma.


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via asciutta e temperature miti che permettono di scalare senza troppi problemi anche attaccando molto presto la mattina. bellissima.

la relazione qui riportata è secondo me cannata in più punti... aggiungo qualche integrazione/correzione basandomi su quanto abbiamo fatto noi:

fino a L3 ok,
L4+L5: salire stando a sx del filo dello spigolo puntando un diedro [non giallo!] con un cuneo ormai inservibile e risalirlo. il diedro giallastro è invece a dx dello spigolo! al termine del diedro [5c da proteggere] superare la facile placchetta sovrastante [2 dadi] fino in sosta.
L6: non pervenuta. al termine dei tiri descritti si è già alla base del tiro di artif!
L7: ...6b delicato???
L8: diedro atletico [6a] e placca tecnica obliqua verso sx [chiodi] fino in sosta sotto un tetto.
L9: 5a.
L10 ok.
L11: continuare nel diedro [5c] fin sotto al tetto che ne sbarra l'uscita. aggirarlo a dx [5a, chiodi e massi mobili] e sostare su spuntone e dado rovescio appena sopra.
L12 ok.

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Niente da aggiungere ai commenti precedenti. Via strepitosa, molto atletica e decisamente fisica per me. All'ultimo tiro voltare a dx sotto il tetto, che si aggira e risalendo si trova la sosta in spit per la calata.
Con le doppie abbiamo fatto un casino, non siamo riusciti a trovare le doppie di "nel corso del tempo" che dovevano essere a piombo, poco male!!! Partite presto al mattino perchè c'è parecchia gente in Valsoera.

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Via molto bella e logica che neanche l'affollamento di una giornata meteo strepitosa riesce ad intaccare: giustamente una classica delle Alpi, con un granito sempre più bello man mano che si sale. Peccato gli spit della vicina Agrippine. Se si prosegue sino in vetta viene fuori una gran bella via di 600 mt. Stra-consigliata. Unico consiglio è quello di ribattere sempre i chiodi perchè sono davvero pochi a farlo.
Un grazie ancora una volta a Mara del Pontese, sempre sorridente e allegra.



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Via atletica e faticosa. Si può sbagliare nei primi due tiri, dopo diventa assai logica: basta ricordarsi di mantenersi a sinistra di "Agrippine".
Per la calata a corda doppia, dopo le prime due di "Nel corso del tempo", abbiamo scelto la linea di "Furore", seguendo i fix in parete (moschettonare qualche fix per mantenere la linea che tende a destra guardando la parete).
Ricordarsi che la via non prende quasi mai il sole e la zona è assai fredda!
Una via fantastica in un ambiente spettacolare...si arrampica con vista sul Gran Paradiso e sull'amena valle di Piantonetto.
E poi, non ultimo, l'accoglienza e l'ottimo livello della cucina del vicino rifugio Pontese.
Un saluto a Maria Sophia, che abbiamo incrociato scendendo in doppia...


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cosa aggiungere di commento?? su questa via si è già scritto e detto tutto... davvero un capolavoro...soprattutto i tiri dopo la lunghezza di 6b sono un piacere da scalare...diedri, tetti, fessure ottimamente proteggibili. solo il sole si è negato, ma forse il freddo patito ha reso la giornata ancora più alpinistica.
attenzione alle calate su nel corso del tempo, non sono cosi intuitive...


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Via che volevo fare da sempre e che si è rivelata all'altezza, se non oltre, le aspettative. Nella parte bassa, il mio ben noto senso della via, mi ha ispirato nel sostituire alle L2 e L3 un tiro di Agrippine (comunque molto bello e con una spittatura che da' soddisfazione) e alla L5 e L6 una variante sulla destra della via originale, che segue un bellissimo diedro giallognolo (proprio come la via giusta, mica ho sbagliato per niente) che punta diritto dritto al tratto di artificiale (quando sbaglio ho una mia logica). Il tiro è per la maggior parte divertente e non difficile, ma presenta verso la fine un dulfer violento bello duro (6a?). Per quanto sia chiaramente fuori via, ci sono un paio di chiodi in posto. Mi sentirei quasi di consigliare la variante se non fosse che ci si perde il fotogenico diedro con i cunei dove Francesco Arneodo e Chiara Giovando sono stati immortalati nella stessa identica posizione (non e' che sia un fotomontaggio?). Di lì in su, a parte il tiro di artificiale dove vale tutto, i tiri sono uno più bello dell'altro.
Unica pecca, il freddo, aiutato dal sole che non si è mai fatto vedere. Ultima nota: la linea di calata è esattamente sulla verticale dell'ultima sosta, non a destra come sembra sullo schizzo di Rock Paradise (non vi dico il pendolo per scoprirlo). Saluti ai soci Lucio, Andrea e Luca.

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Semplicemente fantastica: un piacere e un divertimento arrampicare così! Giornata freddissima e così si è deciso di partire dopo le 7.00 dal teleccio per limitare il gelo da prendere...ma sempre velato e ventoso: una bella avventura. Con Lucapri, lucius e fabiano.

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Attacco della via un po' affollato! Nei primi tiri fino al tratto in A0 abbiamo patito il freddo. Nei tiri successivi la temperatura e' salita migliorando la situazione. Usciti in cima con il sole ed un panorama incantevole, cosa non cosi' scontata nel vallone di Piantonetto. Via d'ambiente molto bella su ottima roccia e senza grandi problemi di attrezzatura. Prestare sempre attenzione a rinviare in modo tale da consentire un buon scorrimento delle corde.
Mauro e Laura, Maurizio, Dario e Diego.

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Via da non perdere. Partenza al freddo ma poi al sole dopo i primi 3/4 tiri. Scesi in doppia sulle vie a spit.

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Questa è stata la mia mprima via dura in montagna. Sono contentissimo!


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Eh già, proprio una bella avventura! Sottoscrivo in toto e un bel bravo anche a te, alex. E poi, temporali a parte, la via è veramente bella e l'ambiente è mozzafiato.

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Tralascio di parlare della salita, faccio i complimenti ai 4 compagni che con me ci siamo presi 3 ore di temporale in piena parete corredata da grandinata e giochi di luce naturale.Nessuno si é lasciato prendere dal panico ed abbiamo portato il culo a casa; questo é quanto.
Ancora un grazie alla gestrice del rifugio Pontese, che prima ci ha dato da mangiare e vestire non ostante l'ora (22:30), e in seconda ha offerto la colazione ad alcuni di noi che si sono fermati a dormire.

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gran bella salita, di notevole impegno psico-fisico

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Salita gelida!
Via in condizioni buone, sia per la roccia che per l'attrezzatura.
Risitemata qualche sosta, con cordini e qualche chiodo nuovi.
Attenzione sul quinto tiro, dopo il diedro con i cunei, non farsi fuorviare da una sosta posta sulla verticale, ma portarsi a destra fino a trovare la sosta poco sotto la evidente placca con chiodi per A0.
La via è chiodata alle soste (due chiodi, cordino e mailllon le prime; due chiodi le ultime). E' altresì presente qualche chiodo lungo i tiri.
Il tiro di A0 presenta un chiodo ogni 20 cm, taluni non buonissimi ed è molto corto.
Un grazie a Roberto (Robybn) con cui ci siamo alternati da primi!

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bellissima via su una bellissima parete.
Come classica, è abbastanza impegnativa per la continuità a partire dal 5° tiro, dove l’arrampicata diventa anche più interessante, svolgendosi sempre all’interno grandi diedri di roccia giallastra. Gita effettuabile anche in giornata, dato che il sole arriva solo dopo le 13 per cui non conviene attaccare troppo presto. Prestare attenzione in caso di maltempo, poiché la ritirata dalla stessa via risulterebbe difficoltosa.
Saluto il socio Gianpiero, anche per lui la prima volta sulla Torre Staccata.
Il Piantonetto non ci delude proprio mai! Peccato per la solita, ma ormai familiare, nebbia…

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E' una classica molto bella (ad averne altre cosi!!) su roccia ottima dove ci protegge bene con nut e frend; non presenta passaggi particolarmente duri ma rimane costantemente impegnativa. Da fare assolutamente, sul curriculum non può mancare. Consiglio anche la via del "diedro giallo", simile alla "mellano" ma con qualche passo piu difficile.

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