Amenophis III (Torre di) La Lotta Con l'Alpe

Vorrei partire dicendo qualcosa sulla via, invece inizierò parlando dell'avvicinamento che è la cosa che mi ha "colpito" di più, veramente selvaggio, faticoso e lungo!! Propongo qui un'opzione B, secondo me più agevole e un pò meno "alpinistica" (ma poco meno eh!?), soprattutto più facile da trovare anche in discesa....forse.

Dal parcheggio (descritto in relazione) scendere qualche centinaio di metri lungo la strada asfaltata e imboccare il sentiero che sale allo Scoglio del Lup. Salire fino alla base della parete. Da questa, traversare decisamente verso sx (faccia a monte) oltrepassando un prato scosceso, fino a raggiungere una pietraia. Portarsi al centro di questa e risalirla fin dove muore e si giunge alla base di un colatoio incassato e roccioso. Da qui, o si risale il colatoio per una ventina di metri (III, IV), oppure si passa per cengette esposte sulla sx e poi si ritorna a dx sopra il colatoio. In ogni caso si deve raggiungere un prato sovrastante a forma di imbuto, che si deve risalire per un centinaio di metri fino all'altezza (sulla sx) di un boschetto. Raggiungere il boschetto e iniziare un lungo traverso più o meno orizzontale a sx (traccia evidente di animali nel boschetto) che passando per zone di prato, boschetti e piccole pietraie porta in un'evidente canale di scolo roccioso (sarebbe poi il canale che scende fino alla strada). Risalirlo per roccette e massi per circa 200m finchè si ha ben evidenti sopra la testa la Torre delle Sorprese (a dx) e la Torre di Amenophis (a sx). Da qui si vede bene una grande cengia con boschetti pensili e prati che con andamento più o meno orizzontale a sx porta nel canale sottostante alla parete. Salire dunque per cenge e risalti fino alla base. 2.30 ore circa.
PS: Consiglio di lasciare qualche ometto lungo la grande cengia, perchè durante la discesa non è così evidente andarla a ribeccare...

In quanto alla via, il secondo tiro è quello che comanda, trovato durissimo, soprattutto il tratto dal nut incastrato fino a prendere la lama ad arco. Sul resto della via si scorre bene. Alcuni tiri molto belli! Purtroppo alcuni tratti sono piuttosto lichenati e ricchi di vegetazione...conseguenza delle scarse ripetizioni.
Portato due n.3 BD più tutti gli altri...tornati molto utili.

Giornata piena piena e intensa col socio Francesco, grandissimo da primo sul secondo tiro!!

La parete!
Panorama lungo la via...
Il circo del Dragonet alle spalle
Il secondo tiro!

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L'ambiente, l'atmosfera trasportano a inizio '900, nella mistica Valle Gesso del "Lup", dei cacciatori-guide alpine-esploratori. Non c'è nessun sentiero, gli ometti che i rarissimi frequentatori costruiscono ogni anno sono spazzati via dalle acque o dalle valanghe. L'unico cenno materiale sono le ossa (di animali eh!) che di tanto in tanto si vedono camminando, chiaro invito ad evitare spavalderie e temerarietà in un ambiente gigantesco, "servaj" e repulsivo come il versante Sud del Monte Matto.

Il secondo tiro della via è sicuramente il più impegnativo, come arrampicata e come gestione delle corde. E' quasi impossibile evitare che queste tirino da bestia a fine tiro.
Ci si alza sopra la sosta in verticale per 4/5 m e qui diventa necessario proteggersi, si continua ora in traverso orizzontale a sx per altri 3 m. Posizionando un friend 1 BD il primo di cordata riesce, allungandosi molto, ad agguantare il cordino del nut incastrato (passaggio complicato per il secondo in quanto si procede in leggera discesa e il friend da tirare non c'è più). Sopra il nut c'è un bong non molto sicuro, che consente l'ingresso nel camino: ora le corde iniziano a tirare poiché ci si è ribaltati sopra il tetto. Con qualche friend medio si proteggono i metri a seguire. Dopo aver passato un chiodo si procede ora verso dx per risalire la bellissima lama: sono necessari diversi friend medio grandi (fino al 3 BD) a causa della sua lunghezza, 10/15 m. Finita la lama si deve traversare nuovamente in leggera discesa verso sx 5 metri per raggiungere la sosta (traverso valutabile intorno al 6a).
Se avete seguito un attimo il filo, è intuibile il tiraggio delle corde.

Con Ugo, che sul secondo tiro ha insegnato al pubblico l'arte del sapersi arrangiare con ogni mezzo e in qualsiasi occasione, grandissimo!!

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Dopo aver impiegato un'ora per superare il secondo tiro, il morale dei miei compagni e della cordata dopo era molto basso, e non avremmo mai più pensato di riscire a finire la via. Invece siamo arrivati tutti in cima ! compreso il dùtur , mitico Mattalia. Gli altri erano Valerio, Fiundin, Gianfri, Maurone.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: TD+ :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 1900
quota vetta (m): 280
dislivello complessivo (m): 650

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