Grand Galibier (Le) Sommet Ovest dal Col du Lautaret per il Col Termier

osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
attrezzatura :: scialpinistica
Gita compiuta in traversata.
Partiti ore 6.30 dallo spiazzo dopo il Tunnel du Rif Blanc, salito circa 150 metri di dislivello a piedi, poi neve continua fino in cima.
Rigelo ottimo, si sale veloce su neve, per ora, non ghiacciata. Rampant utili, ma non indispensabili.
Il conoide del canale che porta al Col Termier si sale comodamente a sci.
Messi i ramponi, si procede su comode peste in neve portante; solo un tratto, poco prima dell'uscita, presenta un breve passo di ghiaccio di un metro e mezzo circa.
Giunti al colle, deviato a sinistra verso la vetta, molto caldo nella conca sottostante il punto in cui si lasciano nuovamente gli sci.
In vetta in ramponi, senza difficoltà, alle ore 11 circa.

Per la discesa abbiamo scelto l'itinerario che dal Col de la Ponsonnière ci avrebbe portato al Pont de l'Alpe.
Invece di seguire il grande traverso (che si consiglia se la gita si effettua da questo itinerario in salita), abbiamo scelto di sciare il più possibile, fino al Grand Lac, qui ripellato per circa 200m di dislivello verso il colletto sotto le Arêtes de la Bruyère.
Non farsi tentare di costeggiare il lago e scendere direttamente, tratto molto ripido e con una grande cornice aggettante, molto meglio ripellare.
Di qui facilmente verso l'Alpe du Lauzet, poi per lingue di neve al limite, arrivati in sci fino alla strada asfaltata con un solo togli/metti di un centinaio di metri di lunghezza. Questo lusso a breve non sarà più possibile.

Se effettuata in questo modo, prevedere di lasciare un'auto al Pont de l'Alpe, oppure fare autostop per i pochi chilometri che separano dalla partenza dal Tunnel du Rif Blanc.







Seconda gita del corso di scialpinismo avanzato della scuola Valli Pinerolesi.
Non capita tutti gli anni di poter tenere tempi da gita privata con un gruppo di circa 20 persone.
Super gruppo tra allievi/e e istruttori e istruttrici della scuola SIVALPI.


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neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
attrezzatura :: scialpinistica
Ottimo innevamento su tutto il percorso, solo il canale sotto il col Termier è coperto da blocchi e grumi di neve caduti dalle pareti circostanti che rendono problematica una sciata decente in quel tratto. Per il resto tutto ok, in particolare la parte inferiore offre una discesa molto divertente. Utili picca e ramponi per il canale e la crestina finale.

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osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
ottima salita fino al canalino del col temier .. Fondo duro necessari ramponi, utile la picca.. fondo ancora un po granuloso per le slavine del dei gionri scorsi ma ottimo per compattezza. Quando siamo scesi verso 11.30 non aveva ancora mollato molto.. Tra un po' sarà più liscio e più più bello. Prima parte conviene scendere in ogni caso con ramponi perchè molto stretto . Chi è salito dal canale ovest è poi sceso con noi da li fondo slavinato e con crosta non portante. In giornta anche tracce sul canale della clapiere in bella farina. Ultima parte prima della macchina alle 12 era già un filo troppo cotta.. splendido comunque..

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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: nessun problema sulla transitabilità della strada all'Autaret
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Itinerario ovviamente proposto dal solito ORFOKUMBU che da tanti anni volevo percorrere. Si sale verso la facile TETE NOIRE (ou Mandette) come se percorreste il salitone finale verso destra. Ed invece di andare verso la tete noire vi infilate verso destra in un ripido ma percorribilissimo canale a 40 gradi che si fa , ovviamente, ramponi ai piedi. Condizioni permettendo si fa senza particolari problemi e si esce ad un centinaio di metri dalla vetta che si fa, di nuovo (guarda caso!) ramponi ai piedi. Un pelino esposto il tratto finale ma niente di che, si fa, senza problemi. In cima ripetitore con tanto di pannelli solari come essere in cima alla Maddalena. Noi siamo scesi per il tragitto più "istintivo" sbagliando (come tutti). Infatti percorrere la via normale implica il ri-pellamento con risalita finale di 95 metri prima di re-infilarsi sul vallone di Halte-Robert e scendere al Pont de l'Alpe.
Mega gitone con neve bellissima, trasformata, dislivello complessivo 1500 metri, sovente impegnativi, con percorrenza su ogni tipo di terreno (forse mancava la roccia!) riservata ad alpinisti chevronnes con discreto allenamento. Ad oggi i pendii sud del vallone di Serre Chevalier sono in ottime condizioni. Un grazie ad ORFO per la bella idea (e che voleva scendere dal canale a 45 gradi su Valloire, ripellare e rientrare , progetto non portato a termine causa nuvole nella parte bassa). Panorama eccezionale su tutti gli Ecrins ed ambiente spettacolare. Gita complessa anche come orientamento. Grazie anche a Guidox, annalisa, complimenti a Stefano, great-climber BARBI, teresa,....
Discreta sbrodolata di foto sul solito




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osservazioni :: osservazioni: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: neve (parte superiore gita): primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: neve (parte inferiore gita): primaverile/firn
Saliti lungo l'intinerario descritto. Nel canale se sotto il Col Termier consiglio l'uso del casco per eventuali scariche. Rispetto a quanto descritto non siamo scesi lungo l'intinerario di salita causa troppo affaticamento della nostra compagna Nadia, ma niente di male, poiché questo ci ha permesso di fare un giro ad anello molto bello che descrivo brevemente: Dalla punta si scende in direzione del Col Termir tenendosi però sulla sx, in direzione del Lac Blancda lì si punta a sud e si oltrepassa la Crete de la Ponsonnier fino al Grand Lac, dove abbiamo rimesso le pelli e siamo risaliti per 150 mt circa fino alla Bergerie poi sempre in direzione sudlungo canali non ripidi fin sotto il Clot des Vaches da dove ci si dirige a destra direzione SO fino a le POnte de l'Alpe. Da lì in autostop sono andato ap prendere l'auto 3 km più su. La neve ha retto bene dalla punta fino alla strada (più di 1500 mt di discesa), scendendo sempre più marcia ma sempre sciabilissima. La consiglio vivamente. Un saluto a Nadia e Diego.

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Caratteristica itinerario

tipo itinerario: attraversa pendii ripidi
difficoltà: OSA :: [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Varie
quota partenza (m): 1933
quota vetta/quota massima (m): 3228
dislivello totale (m): 1295

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