Guide di Gressoney (Ferrata delle)

note su accesso stradale :: NN
Attrezzatura della ferrata in ottime condizioni e, anche se alcuni tratti sono decisamente strapiombanti, accessibile a molti a patto di avere la giusta preparazione atletica.
Solo il ponte tibetano richiede longe allungate diversamente si rimane "impiccati" se si se alti solo 175 cm.
Varianti finali estetiche e decisamente impegnative.

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Per la prima volta oggi in compagnia di Spola su questa ferrata nella splendida valle di Gressoney.L accesso alla ferrata poco chiara causa lavori ma in pochi minuti su sfasciume di rocce si arriva all'attacco.
Il primo tratto il percorso rosso non affatto banale e spesso strapiombante fin da subito ma facilitata dai gradini abbastanza ravvicinati.Suggestivi il passaggio in un breve camino,la scala verticale a picco sulla piazza del paese e il ponte tibetano,consiglio di allungare le longe per facilitare la progressione.
Nella seconda parte abbiamo optato per la variante gialla visto che la nera risultava un po' sopra le mie capacità visto che dopo due tentativi ormai le mie braccia erano ghisate....quindi per ben due volte affrontato il ponte a tre funi poco stabile e divertente che riconduceva alla al percorso giallo..che anche se breve richiede un notevole sforzo alle braccia in quanto verticale e con gradini tra loro distanziati.
Ferrata terminata dopo 2 ore all'alpeggio Bodma 1930m dove intraprendiamo la discesa verso Gressoney.
Meritato pranzo e birra in occasione della Bierfest in paese.
Guanti consigliati.


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Bella Ferrata, tanto ferro. Ambiente super con Monte rosa sulla sinistra. Temperatura ideale con venticello. Parcheggio al cimitero in costruzione. Arrivo all attacco ferrata dopo aver superato recinto del cantiere. Parte fino al sentiero di uscita molto bello e tranquillo, con alcuni pezzetti un pò impegnativi. in cima a sinistra inzia parte difficile con ponte lunghetto ma con aste metalliche per appoggiare piedi, non dondola molto. Al fondo si può scegliere a sinistra parte td con altro ponte tibetano ,mentre dritto parte D piusemplice. Provato parte TD FINO A METà POI TORNATO INDIETRO PER braccia stanche. Fatto parte D, rispetto alla TD ci sono parti sempre di braccia ma brevi con tempo di riposo. Attenzione alla parte finale con tetto molto strapiombante, Ritorno dal sentiero.Fatto parte D con set ferrata di emilio. Dimenticato il mio a casa. Usato.una longe come.sicurezza per tutta la ferrata

Dopo fatto ferrata Angster
Ringrazio Roberto e Cai di Leini


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La ferrata è considerata di difficoltà:"Difficile +" e,se fosse percorsa in libera,presenterebbe dei passaggi di 6° grado superiore. Occorre affrontare questo percorso essendo ben allenati ed equipaggiati;la lunghezza della ferrata è di soli 300 metri ma questi sono tutti molto faticosi.
E' stato aggiunto al termine della ferrata un tratto successivo che prevede il superamento di un ponte sospeso di una trentina di metri, quindi 2 possibili varianti:
1- quella di destra,più impegnativa dell'itinerario percorso fino a questo punto e che,pur essendo breve (50mt circa) richiede un notevole sforzo alle braccia,in quanto verticale e con gradini tra loro distanziati.
2- quella di sinistra,che dopo un ponte tibetano di alcuni metri attacca una parete leggermente strapiombante molto faticosa,consigliabile solo a persone allenate e con esperienza.

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Percorsa oggi per la prima volta, fino alle antenne (non ho proseguito per la gialla e/o nera)
Ferrata bella e divertente con tanto ferro, ma da non sottovalutare; spesso conviene cercare il contatto con la roccia tralasciando gli appigli artificiali per mantenere l'equilibrio.
Nel pomeriggio ho percorso la ferrata Angster di Gressonay Saint Jean
Sul sentiero del rientro ho incontrato il gulliveriano Ale DJ che aveva percorso sia la nera che la gialla.


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Mai viste così tante maniglie e così frequenti! Supera persino la Ferrata degli Artisti (non è un complimento).
In ogni passaggio, c'è solo l'imbarazzo della scelta, quasi sempre ci sono almeno un paio di appigli artificiali a portata di mano e di piede.
Una volta tanto, anche le persone più basse non avranno di che lamentarsi !
Un vero peccato perché la roccia è ottima, compatta, buon grip, con tanti appigli.
Forse lo scopo era di fare da contraltare alla ferrata F1 (Jose Angster), lì vicino e che segue una filosofia diametralmente opposta.
Il grado D è giustificato dalla quantità e lunghezza di passaggi strapiombanti, che stancano un po', e forse dal numero di passaggi di longe su strapiombo e con scavalco del cavo, e che spesso coincidono pure con il cambio di cavo di assicurazione.
Fatta la prima parte in 45 minuti, saltata la seconda (che sembra del tutto accessibile nonostante la classificazione ED) perché si è messo a grandinare. Discesa in mezz'ora, con tanta cautela per il terreno bagnato. Il sentiero di discesa è un teorema euclideo: la linea retta in discesa è la distanza più breve ... sì, fra l'alpinista e il pronto soccorso ...

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Mai viste così tante maniglie e così frequenti! Supera persino la Ferrata degli Artisti (non è un complimento).
In ogni passaggio, c'è solo l'imbarazzo della scelta, quasi sempre ci sono almeno un paio di appigli artificiali a portata di mano e di piede.
Una volta tanto, anche le persone più basse non avranno di che lamentarsi !
Un vero peccato perché la roccia è ottima, compatta, buon grip, con tanti appigli.
Forse lo scopo era di fare da contraltare alla ferrata F1 (Jose Angster), lì vicino e che segue una filosofia diametralmente opposta.
Il grado D è giustificato dalla quantità e lunghezza di passaggi strapiombanti, che stancano un po', e forse dal numero di passaggi di longe su strapiombo e con scavalco del cavo, e che spesso coincidono pure con il cambio di cavo di assicurazione.
Fatta la prima parte in 45 minuti, saltata la seconda (che sembra del tutto accessibile nonostante la classificazione ED) perché si è messo a grandinare. Discesa in mezz'ora, con tanta cautela per il terreno bagnato. Il sentiero di discesa è un teorema euclideo: la linea retta in discesa è la distanza più breve ... sì, fra l'alpinista e il pronto soccorso ...

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Partiti con una bella giornata di sole, ci avventuriamo per la prima volta su questa via ferrata che vanta giudizi assolutamente positivi.
La ferrata si compone di tre percorsi successivi, che rappresentano anche un progressivo innalzamento del livello di difficoltà: la rossa, primo tratto di circa 270 mt di dislivello ; la gialla e la nera ( direi "nerissima").
Primo tratto percorso in 45 min. circa , impegnativo il giusto , con qualche passaggio strabiombante, comunque non troppo impegnativo, e un bel camino . Molti scalini artificiali, forse fin troppi in alcuni settori. Uscita più "morbida" verso l'antenna , che segna il termine della Rossa. Questo primo tratto è classificato come D e l'impegno fisico che comunque richiede e l'esposizione in alcuni passaggi giustificano a mio avviso il grado riconosciuto.
Dall'antenna parte il comodo sentiero di rientro verso loc. Tache, ma i più audaci non potranno non proseguire verso la gialla oltre un ballerino ponte tibetano di 84 pioli (vivamente suggerito "allungare" le longe o far uso di un paio di rinvii per percorrere il ponte: i cavi laterali di assicurazione sono troppo alti, praticamente irraggiungibili).
Al termine del ponte tibetano si innalza il blocco verticale della "Gialla", classificato come ED-. Tratto decisamente impegnativo, con un paio di passaggi strabiombanti "tirabraccia". La progressione non è facilitata dai pur numerosi scalini in ferro, collocati in maniera poco lineare (ma bello così!) e il moschettonaggio non risulta troppo comodo.
Per chi non considera la Gialla sufficientemente appagante.. dopo il ponte tibetano si può optare per la percorrenza di un altro breve ponte a tre funi, ben poco stabile e divertente, al termine del quale ci si può "piazzare" davanti all'ormai famigerata Nera!
La Nera è un blocco in gran parte strabiombante , con un attacco iniziale "spaccabraccia", un breve traverso , un tratto verticale e uno strabiombo terminale decisamente impegnativo.
Abbiamo percorso la prima metà della Nera e quindi abbiam deciso di rinunciare ( a causa di qualche improvviso problema a un avambraccio del sottoscritto), optando per una calata lenta ma sicura e una "virata" verso La Gialla. NB: La Nera è classificata ED +, sconsiglio vivamente a chi non ha conoscenze tecniche di base di arrampicata e buona preparazione fisica (anche più che buona..) di affrontare la salita.
Ovviamente torneremo per affrontare la Nera ( io in condizioni migliori ..)!
Un grazie , come sempre, alla fantastica compagnia di Linda!
Lei: vera climber sempre in forma smagliante !


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salito 3 volte con uscita gialla.....l'ultima un po "forzata", cmq è sempre un bell'allenamento!!!!!
il mio altimetro mi da 260 mt di dislivello

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La relazione di Giuliof è suggestiva e più che esauriente. Lo ringrazio per aver postato una foto di me impegnato sulla Gialla, poiché non avevo nessun altro scatto del genere.
Sax ed io abbiamo proseguito la giornata percorrendo la Jose Angster – sempre divertente – assieme al "ragazzo di Torino” (Sergio, gran bel personaggio) appena incontrato al termine della Rossa.
Sono lieto di aver finalmente conosciuto di persona Giuliof, uno dei "pilastri” di Gulliver.it e simpaticissimo grimpeur.
Spero che ci incontreremo di nuovo tutti, un giorno, ad arrampicare da qualche parte sul qualcosa... ;-)

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Col socio Andrea C. che con questo giro completa le ferrate della Valle d'Aosta, arrivando a 290 distinte ferrate percorse e superando le 400 con le ripetizioni, uno dei massimi esperti che io conosca. Quarta volta per me su questo percorso. Superata la prima parte, la rossa, senza problemi, ci accingiamo ad affrontare la temibile nera, in un'atmosfera tra il tragico ed il comico. Percorsa la passerella ed il successivo ponte delle scimmie molto ballerino, sono attratto dal cavo che scende e vado a dare un'occhiata : prosegue per qualche metro con qualche gradino e poi forma un anello per una ipotetica calata in doppia, nulla più, niente via di fuga. Avevo già percorso 2 anni fa la nera con davanti un arzillo socio ultra settantenne e me la presi comoda senza rendermi ben conto dello sforzo necessario. Questa volta invece tocca a me stare davanti a recitare la parte del "veterano". Le numerose ragnatele fresche e meno fresche presenti nello strapiombo iniziale sono indicazione inequivocabile della scarsa frequentazione di questo durissimo tratto nero. Onde evitare inutili casini sulla parete con cordini e moschettoni che si aggrovigliano, Andrea mi concede una decina di minuti di vantaggio, almeno da portarmi fuori dal tratto iniziale che comprende il primo strapiombo, il breve traverso e lo spigolo prima del tratto verticale. In ogni caso nessuno dei due è in grado di aiutare l'altro in caso di problemi e il supporto che ci scambiamo è puramente psicologico. Nemmeno una foto, nemmeno una parola, concentrazione e silenzio assoluto la fanno da padrone. Pensavo di farla in velocità, in potenza ma nemmeno i mie lunghi arti mi aiutano a spingere più di tanto, così allo spigolo sono costretto a fermarmi per alcuni minuti prima di dare la spinta sul tratto verticale, decisamente più semplice dei precedenti prima di giungere al durissimo strapiombo finale, che metterà a dura prova braccia e spalle. Superato così l'ultimo tratto esco sul prato ed incontro un ragazzo di Torino che nel frattempo era salito con la più semplice tratta gialla. Andrea è ancora indietro e da qui non si vede, decidiamo quindi di scendere al ripetitore almeno posso fargli qualche foto mentre lotta all'ultimo sangue col terribile strapiombo finale, a suon di rinvii, nodi prusik e machard. Non gli avevo detto che il tratto finale è evitabile, una volta l'ho visto aggirare su di una esposta e pericolosa cengia erbosa sul lato sinistro. Nel frattempo la piazzola del ripetitore si è popolata ed in tutto siamo almeno 6 persone. Nel frattempo un ragazzo locale, velocissimo, minuto e leggero raggiunge Andrea e aspetta sotto lo strapiombo finale mentre scatto alcune foto e chiacchiero con le persone presenti. Uno di questi scopro essere il socio di Pertinax il quale si sta divertendo sul tratto giallo. Avendolo già letto molte volte e contattato su questo sito mi permetto di lanciargli un urlo e lui mi riconosce immediatamente. Un caro saluto a tutti i ferratisti incontrati, alla prossima. la nostra giornata prosegue con la salita al passo del Rothorn da Staffal.

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ATTENZIONE: Attualmente e penso per almeno una decina di giorni ancora, a causa dell'abbattimento degli alberi (tra cui alcuni larici secolari: ci sono rimasto malissimo) che facevano da cornice al punto d'inizio del sentiero che sale all'attacco della ferrata, è stata eliminata qualsiasi forma di segnaletica. Chi non c'è mai stato, dunque, tenga presente che il sentiero inizia alla sinistra del casotto che ospita i servizi igienici pubblici, a margine del piazzale del parcheggio, e quindi sale passando alle spalle della suddetta struttura.
Salita oggi in compagnia dell'amico Enzo, sempre ginnico. Raffiche di vento – inaspettate – violente e molto fredde soprattutto dopo il ponte tibetano; in queste condizioni tutto diventa più arduo. Comunque, ci siamo divertiti anche questa volta.


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Bellissima ferrata impegnativa esposta e strapiombante. Sempre divertente anche se forse con un Po troppi gradini artificiali. La parte nera dopo i due ponti tibetani (bellissimi!!!) e' veramente impegnativa. Richiede molta forza e tecnica. Alla fine una grandissima soddisfazione ma raccomanderei un buon esame delle proprie capaci a prima di avventurarcisi. E molto ma molto più difficile della parte precedente. Nel complesso una giornata fantastica, con marco

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Avevo salito un pò di anni fa questa ferrata quando finiva dal ripetitore,ora sicuramente le difficoltà sono concentrate oltre il ponte tibetano ed in particolare sul percorso di sinistra, quello oltre il corto tratto di ponte.
Qua la situazione si fà davvero critica se non si ha un pochino di tecnica ed un buon allenamento con le braccia.
Stati pronti a tirare tutto ciò che trovate...
Giornata splendida e con temperature decisamente fuori dalla norma.

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Tornato dopo diverso tempo alla ferrata delle guide, sempre bella e impegnativa. Le difficoltà iniziano nel secondo tratto dopo il tibetano, in special modo nel percorso nero che richiede un buon allenamento e un po' di lucidità per gestire lo sforzo nella progressione. Sempre da considerarsi molto difficile, ma decisamente più accessibile, il percorso giallo in cui il problema principale è saper vedere i punti su cui appoggiare i piedi.
Per concludere sono sceso a Saint Jean per fare la Jose Angster.


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salito 2 volte(la prima con finale nera e la seconda con finale gialla)per verificare la condizione e soprattutto il dolorino al piede....in previsione di ...vedremo!!!
cmq sempre interessante e fisica

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veramente 1 bella ferrata! prima parte con un passaggio un po' ostico poi più semplice. arrivati al ponte tibetano saliti a destra per la parte "meno difficile" (ED-) dove qualcuno ha ricorso a tutti i trucchi del mestiere!!!
da ripetere per vedere com'è la sezione a sinistra. la sezione dopo il ponte tibetano la consiglio solo a persone mediamente allenate.

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Giornata con vento freddo, per fortuna la ferrata è tutta al sole, con percorso abbastanza riparato. E' sempre una bella via, adrenalinica, dove occorre usare molto le braccia specie nel tratto dopo il ponte tibetano: io ho fatto il tratto a destra valutato ED-, 50 metri definiti nel libro di Dario Gardiol tra i più difficili delle Alpi Occidentali.

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Accompagnato l'amico Enzo, alla sua quarta esperienza come ferratista, lungo il tratto rosso di questa sempre bella ferrata, tecnicamente impegnativa e paesaggisticamente splendida. Se l'è cavata bene: sebbene alla fine piuttosto stanco, era davvero entusiasta dell'avventura.
Mi sono quindi regalato una solitaria del tratto giallo, decisamente fisica, verticale e sempre ultra adrenalinica: una delle migliori ferrate in assoluto tra quelle presenti nella parte occidentale dell'arco alpino. Ho notato che per attraversare agevolmente la lunga passerella è ideale allungare le longe con un paio di rinvii, poiché i cavi di sicurezza sono decisamente alti, più di quanto ricordassi. Preciso che la mia statura sfiora i due metri... Ho invece rinunciato a salire il tratto nero (ancora più tosto del precedente), per ragioni ecologiste: il risalto da cui parte il primo tratto strapiombante nel frattempo era stato infatti occupato da un branco di camosci (8 capi), con ben tre piccoli al seguito, ancora avvolti nella lunga lanugine invernale che li rendeva simili a dei tenerissimi peluche. Niente ferrata, dunque, ma lo spettacolo offerto dai superbi animali ha ampiamente ripagato lo stop forzato. Se amate la montagna e non volete disturbare inavvertitamente i suoi abitanti, in questo periodo prima di attraversare la passerella binocolate il settore circostante l'attacco della nera. Se sarete fortunati, magari anche voi potrete assistere a un documentario naturalistico fuori programma!
Peccato soltanto che non avessi con me la macchina fotografica: un classico esempio di applicazione della Legge di Murphy....

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Giornata uggiosa, quindi poco propizia per l'alpinismo. Con la mia dolce metà siamo allora andati in gita a Gressoney per provare questa "temutissima" ferrata. Devo dire che l'impegno è notevole e la salita appagante, se non per il luogo, almeno per l'esposizione e per il panorama.
La ferrata è in ordine.

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L'amico Roby, sempre più "preso” dalla pratica del ferratismo, vorrebbe provare finalmente una via più tecnica ed emozionante, così, martedì mattina partiamo di buon'ora da casa e alle 9 circa, dopo oltre 120 km, arriviamo a Gressoney La Trinité. La sera prima ho controllato sul sito dell'ufficio turistico del luogo e su quello delle Guide di Gressoney, che hanno aperto le due ferrate presenti in valle e ne curano la manutenzione: tutto OK. E' dunque con profondo disappunto che scopriamo, grazie a un semplice foglio bianco apposto sulla placca all'inizio del sentiero, che la ferrata è "Chiusa per manutenzione”. Seccato oltre misura, vado all'ufficio del turismo per chiedere spiegazioni e l'impiegata, peraltro cortesissima, mi dice allibita di non saperne nulla; dopo infinite telefonate (comprese quelle al sindaco - ignaro della cosa - e al responsabile della Società delle Guide) si scopre che la decisione è stata presa la sera prima. Probabilmente la chiusura è dovuta a un recente nubifragio, che avrebbe smosso alcune rocce lungo il percorso...
Ebbene, a mio avviso, per dichiarare chiusa una ferrata occorre un'ordinanza firmata dal sindaco, in carta da bollo. Inoltre, sarebbe per lo meno necessario avvisare per tempo gli utenti, possibilmente sui relativi siti web, che dovrebbero servire proprio a questo. Inoltre, andrebbe riportata la probabile data di riapertura della ferrata.
Numerosi ferratisti, giunti nel frattempo anche da notevoli distanze, si sono mostrati estremamente contrariati (è un eufemismo) per questa clamorosa leggerezza e sul cartello sono in breve apparsi diversi commenti non proprio amichevoli. Uno recitava lapidario: «Cialtroni incompetenti». Personalmente direi: impreparati. E' infatti in questo modo che si danneggia l'immagine di una località celebre proprio per la possibilità di praticare gli sport legati alla montagna.
Fortunatamente ci siamo potuti consolare salendo la Jose Angster, nella vicina Gressoney St.Jean, tuttavia spero che queste righe vengano lette dai responsabili di questa spiacevole debacle, in modo che la prossima volta sappiano comportarsi con maggiore correttezza e... intelligenza.

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Dato il gran caldo alle quote più basse, Sax e io decidiamo di tornare a Gressoney la Trinité per salire almeno il tratto rosso di questa sempre spettacolare e divertentissima ferrata. Giunti al ripetitore, mentre osserviamo per valutazione i due temibili percorsi delle varianti Gialla e Nera, veniamo raggiunti da un simpatico gruppo di allegri ferratisti - Daniela, Sabina, Gigi e Guia - che in men che non si dica gettano lo scompiglio tra battute al fulmicotone e bordate di ilarità irresistibili. Sotto i nostri occhi ammirati, in quattro e quattr'otto Daniela, climber esperta, si spara la Nera a velocità da competizione e questo ci fa venir voglia di lanciarci tutti assieme sulla Gialla, salita in un allegro delirio collettivo. Ancora una volta, Daniela fa la parte della leonessa; personalmente, trovo il tracciato entusiasmante, molto fisico e da compiere in velocità, al fine di non stroncarsi inutilmente le braccia e andare avanti a forza di rimandi. Compiuto di potenza, lo si risolve in una mezz'ora. Il tetto finale è da sballo. La prossima volta non mi farò mancare la Nera...
Per gli appassionati delle classificazioni: le più recenti valutazioni ufficiali per i vari tratti sono le seguenti: Tratto Rosso D+; Variante Gialla ED-; Variante Nera ED+. Mi sembrano del tutto corrette.
Ringrazio ancora per la splendida giornata trascorsa in allegria i nostri nuovi quattro amici, coi quali ci ripromettiamo di compiere altre escursioni.

PS Le foto sono dello scorso anno.



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Pensavo di fare un giro in zona Bianco per vedere qualche ferrata nuova ma soprattutto per i panorami ma il meteo non mi convinceva, cosi appena entrato in VDA ho sterzato a destra e sono tornato ancora qui. Si, perché il settore nero, il terribile con il relativo ponte tibetano erano ancora da fare. Salito con la rossa come sempre, i primi due strapiombi con le carni fredde sono sempre impegnativi, poi al ripetitore ho incontrato "l'ennesimo" Giuseppe di Novara, classe 1940, anche lui appassionato di Valgrande, col quale ho percorso il famigerato tratto nero. Nonostante la fiducia guadagnata sulle recenti ferrate Lecchesi ho esitato un attimo ma poi a forza di braccia e di rinvii sono riuscito ad arrivare in fondo, confermo la notevole difficoltà per chi, come me, non ha istruzione nell'arrampicata ma si arrabatta alla belle meglio, in tal caso lunghi arti ed un minimo di forza aiutano. Comunque alla fine mi sembra meno critica della placca liscia della Gamma 2, qui ci sono i gradini e le rocce sporgenti per mettere i piedi. Nella progressione è meglio non toccare affatto il cavo perché oltre a non aiutare, sbilancia parecchio. L'ultimo breve strapiombo prima dell'uscita del settore nero è ancor più impegnativo della prima parte ma è aggirabile sulla sinistra passando da una ripida cengia erbosa esposta.
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La mia valutazione indicativa sulle tre ferrate presenti : Il ramo rosso iniziale D+, il ramo giallo dopo il ponte passerella TD-, Il ramo nero strapiombante dopo il ponte tibetano TD


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Bellissima e lunga ferrata, assolutamente da non sottovalutare e NON PER PRINCIPIANTI, nè il primo tronco e nel modo più assoluto il secondo. Se non si è allenati nella presa ferrea e prolungata dei pioli, meglio fare solo il primo troncone. Il primo ponte tibetano è suggestivo, lungo ma semplice, il secondo è molto più corto ma oscilla di più, quindi se non avete mai provato qualcosa di simile, lasciate perdere.
Il secondo tronco è sempre a strapiompo, sia quello che sale direttamente dal primo ponte (il più facile)ma soprattutto quello che sale dal secondo ponte (più difficile). Io nel secondo troncone più difficile sono caduto dalla stanchezza delle braccia con volo di 3/4 metri e sono tornato indietro dai ponti tibetani (e non sono di primo pelo), quindi siate sicuri delle vostre forze...
Molto aerea, e con panorama incredibilmente bello sul gruppo del Rosa. Consigliata fettuccia di prolunga per il primo ponte tibetano che tira molto negli ancoraggi e per soste lungo il percorso.
Affrontata con babbo Walter


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Percoso la ferrata con Michele@D Elio@C e Beppe, avevamo gia tentato di percorrerla precedentemente ma per cattivo tempo avevamo dovuto desistere, ora la giornata era ottima anche se freddina -3° alle 9.00 alla partenza e con un po’ di vento ma cielo terso.
Un po di fatica a supere il primo sbalzo all’attaco, roccia e scalini e fisico freddo ... ma superatato questo si sale bene. Michele@D si è fatto entrambe i secondi settori, noi siamo usciti alla fine del primo ma con l’obbiettivo di andare a percorrere anche la Angster. Ben attrezzata e manutenuta, oggi nessuno sul percorso.


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Percorso il primo e secondo tratto (rosso e giallo). Nel tratto giallo ho fatto uso di un terzo moschettone per effettuare alcuni cambi, notevole l'impegno fisico, anche nel primo tratto considerata la partenza a freddo : nell'estate non mi era parsa cosi impegnativa essendo calda l'aria e caldo io che arrivavo da un'altra ferrata. Il casco fa spesso il suo lavoro : considerati alcuni passaggi stretti oltre che impegnativi, il rischio di sfiorare qualche roccia col capo non è poi così remoto. Idem per le ginocchia : raccomandabili pantaloni lunghi. Ferrata in ottimo stato, solo un chiodo saltato lungo un traverso della prima tratta, poco importante. Un saluto a Roberto di Novara salito dopo di me, grazie per avermi aiutato a trovare il sentiero n. 10 col quale ho continuato la gita con la salita al piccolo Rothorn. Segue su escursionismo.

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Un assaggio dopo la ferrata di Saint Jean, ho percorso la tratta rossa, la più lunga ma meno difficile delle tre, anche per farmi un'idea dei ponti tibetani che precedono il resto di questo interessante complesso, sicuramente in grado di soddisfare anche i più esigenti. Torneremo con più tempo e più esperienza !

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bella.

usciti per la ferrata di destra dopo il ponte.

-alte.it

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...quando non si ha un compagno, per tenersi un po allenati.... salito 3 volte(due con la gialla e una con la nera in finale) e per chiudere una volta la Angster. Totale 1000 metri di dislivello giusti giusti.

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gita pomeridiana battesimo per la mia Laura su una ferrata non banale salita tutta sino a Bodma.
piaciuto il tratto dopo il tibetano? bella salitella


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da la Trinitè divertente ferrata fino al ponte tibetano. Salito il percorso giallo(bello e di forza), risceso al ponte tenendo il sentiero a dx, e salito il percorso nero(a volte quasi un bulder..)in 1h 10. Per chiudere la giornata, sceso in macchina a St. Jean e salita la ferrata Angster, interessante per i gradini un po più distanti che invitano a toccare la roccia con mani e piedi
un saluto a squinobal


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nulla da segnalare - Ferrata in ottimo stato
Per la discesa, giunti in cima dopo la seconda parte, seguire il sentiero verso DX (Spalle alla valle - evidente) e poi si trovano i cartelli GRESSONEY. Sentiero ripido . Se fatto sotto l'acqua può diventare mooooolto scivolo!!
Bella e varia la prima parte, nella norma in quanto a difficoltà.
Bellissima , di forza la seconda parte.decisamente sconsigliata a chi a problemi già a salire la prima parte.
Salita in circa un'ora e 10 fino in cima.Discesa sotto temporale!!



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salita di allenamento per bierfest

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Via molto impegnativa, con tratti strapiombanti che mettono a dura prova le braccia. Occorre pertanto un buon allenamento prima di affrontarla. Spettacolare il passaggio sul lungo ponte tibetano. Discesa lungo il sentiero con oltre mezzo metro di neve in alcuni tratti.

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bella e divertente ferrata.......impegnativa dopo il ponte tibetano(84 pioli) saliti la parte sx dopo il ponte....... strapiombante ma in totale sicurezza........gressoney desolata battuta da un forte vento..........con le cime tormentate...e gli occhi che scrutano alla ricerca di eventuali salite che forse mai saliremo..............."ma va bene cosi"........mario e alfonso

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bella giornata di sole,Chiara ha fatto il tratto strapiombante dopo il ponte tibetano ed il sottoscritto ha percorso il tratto più a sinistra, quello dopo il ponte himalaiano

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Ferrata di immediato accesso dal centro di La Trinite'. Verticale e con qualche passaggio di forza, non per principianti, sino al ponte tibetano. Accertarsi di avere la longe sufficientemente lunga prima di affrontare il ponte. da li' in avanti il cavo si allontana maggiormente dai gradini. Oltre il ponte tutto e' piu' difficile, come da avvertenze. Affrontato lo strapiombo della parte gialla: Atleticamente continuo e tosto. la denominazione "rossa" della prima parte e "gialla" della seconda potrebbe sviare qualcuno.
Fuga mattutina in valle d'aosta, per sfruttare l'unica finestra meteo di questi giorni. Con Graz alla scoperta di una ferrata che merita.

Ulteriori foto e commenti a breve su:
_colangelo


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Grande rientro di Irina dalle ferie e come promesso siamo ritornati anche per fare la parte atletica.Forse tecnicamente non è più dura dello strapiombo della giustizia a Peille ma sicuramente la parte difficile è più lunga e costantemente adrenalinica.Veramente bella e merita 4 asterischi.

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Affrontata la salita in una giornata con tempo instabile: purtroppo non siamo riusciti a percorrere l’ultimo tratto a causa della pioggia. Peccato!

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Bella ferrata!Ho messo solo tre stelle perchè non abbiamo volutamente fatto la parte molto difficile dopo il ponte tibetano.Il motivo è legato al fatto che oggi non c'era Irina, perchè in ferie, e quindi abbiamo creato unabuona occasione per ritornare con lei e fare la parte molto atletica.Giornata splendida e salita fatta con Ale.

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Salita di allenamento per la Bierfest di Gressoney Saint Jean....

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la seconda volta è sempre + facile della prima. Un saluto agli amici di Fulvio (foto) e ai tre amici di Aosta (foto). A proposito... era poi difficile?

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bellissima, soprattutto il ponte tibetano di 84 pioli (ottantaquattro/00)!!!

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Salita di allenamento con il socio Mario.

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bella ferrata con diificoltà elevate. Nella prima parte,fino ai ripetitori,vi sono solo alcuni passaggi dove sia richiesta una buona dose di forza.Dai ripetitori ho percorso l'itinerario più a sinistra che richiede una notevole forza;consigliato portarsi una fettuccia con moschettone o un rinvio lungo, per potersi riposare o per effettuare le cambiate, da rinviare sui gradini. resta comunque una bella ferrata con uno splendido panorama sul gruppo del monte rosa.

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Buon allenamento per le braccia! Partito troppo presto e perciò fatto la salita tutta in ombra, un pò frescolino!

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Un buon allenamento ginnico; discretamente faticosa specialmente le due varianti finali dopo il ponte, da percorrersi con attenzione e solo se in condizioni di poterlo fare.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: D ::
esposizione prevalente: Sud-Est
quota base ferrata (m): 1624
sviluppo ferrata (m): 750
dislivello avvicinamento (m): 30