Ararat (Monte) o Agri Dagi Via Normale

Condivido la descrizione dell’itinerario e delle difficoltà tecniche che, fino alla quota di 4950m, sono equiparabili, per chi conosce la Val di Susa, alla salita del Rocciamelone da sud. Gli ultimi 200 m sono su neve ghiacciata con pendenza modesta ed i ramponi sono molto utili.
Assolutamente non necessaria la piccozza, mentre i bastoncini sono da portare. Le pedule sono più che sufficienti.
In caso di vento forte (molto frequente) è fondamentale coprirsi in modo adeguato (v. foto).
Per il resto è veramente una salita facile dove la quota si fa sentire, per cui è molto raccomandabile acclimatarsi per non soffrire di fastidiosi mal di testa e/o nausee che rovinerebbero la salita che comunque è di grande soddisfazione.

Salito con Marco e Giacomo (siamo gli unici italiani della comitiva di 9 salitori, gli altri tutti di lingua tedesca). Giungiamo in vetta con un’altra comitiva sempre gestita dal medesimo operatore (Ceven Travel).

La Ceven Travel si è dimostrata molto efficiente nell’organizzare la logistica della salita (trasporti su cavalli fino al secondo campo, vitto, piazzamento tende, …). Complimenti particolari al cuoco che ha operato in condizioni decisamente difficili, facendoci trovare sempre tutto pronto agli orari previsti, indipendentemente dalle condizioni meteo a volte molto avverse.
Alcune osservazioni utili:
1) Portarsi dietro carta igienica (non lesinare), fermenti lattici e farmaci per combattere le conseguenze di infezioni batteriche intestinali
2) Cautelarsi fin dal primo giorno pretendendo i recapiti telefonici dei cellulari di almeno 2 o 3 riferimenti del tour operator; un tedesco del nostro gruppo si è trovato nelle condizioni di rischiare di perdere il volo di rientro, mentre 2 belgi hanno scoperto in loco che il loro volo di rientro era differente da quello che avevano concordato!!
3) Gli accompagnatori hanno molta buona volontà e conoscono bene la loro montagna, ma tecnicamente non li si possono definire Guide secondo i nostri canoni. Sono comunque in grado di accompagnare i turisti (tutti i presenti nei 2 gruppi che sono saliti sono definibili escursionisti non molto esperti) fino in vetta.
4) Se conoscete il tedesco fila tutto liscio, ma se sapete l’inglese o il francese marca male; pochi lo parlano a malapena. L’asso nella manica è la traduzione dal tedesco all’inglese che ci hanno fatto i nostri compagni di salita. A maggior ragione in Dogubayazit e in Van, quando si va a spasso, i colloqui con gli indigeni sono pressoché impossibili… parlano solo il turco.
5) A meno di spese particolari per souvenir, è sufficiente un piccolo prelievo con bancomat o carta di credito ad un qualunque sportello presente ovunque (noi abbiamo prelevato 200 lire turche pari a 68 euro e ne abbiamo avanzati).
6) Il cellulare prende ovunque

Ringrazio Andrea81 e FlavioFacchinetti per i preziosi consigli che mi hanno fornito prima della partenza.

Inserisco la traccia GPS rilevata durante la salita.


i pulmini arrivano fino qui.... ora tocca a noi e ai cavalli
prima tappa (da 2200 a 3380 m) - caldo.....
le tende al campo base
e le tende mensa con vista della vetta
i bagagli arrivano al campo base
salita al campo alto (campo 2) - tanta polvere....
Il campo 2 (4100m) è un po' più arroccato.... e fa più freddo
durante il breve tratto su neve poco prima della vetta
FINALMENTE IN VETTA - ARARAT
eravamo comunque in tanti e in compagnia di un vento fortissimo....
inizio della discesa - panorama fantastico
dai 4950 m in giù è tutta ciaplera - si fa indigestione di polvere.....

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Con mia moglie Stefania, tre tedeschi e un bulgaro affrontiamo con successo il monte Ararat. In totale cinque giorni, il supporto della Ceven Travel e 1400 euro a testa(voli inclusi) in un pacchetto tutto compreso. Soldi ben investiti anche grazie ad un meteo più che favorevole! Un pò freddo in vetta, ma ne valeva la pena!
Ringrazio Andrea 81 per il buon consiglio!


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Sottoscrivo quanto benissimo descritto da andrea81; magnifica esperienza e paesaggi immensi e belli, che porteremo sempre con noi insieme alle belle giornate trascorse in gran compagnia. Tecnicamente, grazie anche alle ottime condizioni meteo, non abbiamo trovato difficoltà; siamo sempre saliti con il giusto passo riuscendo ad assaporare questa bella ed importante montagna.
Con Mary, Laura e Andrea.
Ottima l'organizzazione della Ceven Travel, sia nella parte dedicata alle salite sia in quella più turistica.


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1 giorno:
Il pulmino ci scarica al termine della strada sterrata (avventurosa) e dopo aver caricato i cavalli con i bagagli, ci incamminiamo su un bel sentiero tra magri pascoli e antiche pietraie di origine lavica, passando tra accampamenti di pastori, e quindi raggiungendo il campo 1 a circa 3400 m dove pernottiamo. Il nostro campo è più spostato rispetto al campo ufficiale, grazie all'agenzia Ceven Travel che ha allestito un proprio spazio defilato con tutti i confort (anche doccia! - fredda ovviamente).
Poca polvere e terreno morbido grazie ai giorni di pioggia/neve dei giorni precedenti.

2 giorno:
salita di acclimatamento fino a quota 4000 m, su una cresta parallela alla zona dove sorge campo 2, partenza a metà mattinata con calma, salendo prima per bei prati stile moquette nella zona dei ruscelli che scendono dal ghiacciaio sommitale, poi per terreno detritico e roccette che offrono una facile arrampicata. Sosta in quota con sole caldo e aria fresca, e poi discesa al campo 1 per il pomeriggio.

3 giorno:
Partenza a metà mattinata, destinazione campo 2. Il sentiero è ben delineato in una sorta di ampio canalone detritico, che con infinite serpentine sale molto regolare. Il sentiero è buono anche se i cavalli che lo percorrono per il trasporto materiale smuovono parecchie pietre. Oggi poco "traffico". Raggiungiamo tranquillamente campo 2 a 4100 m con le dovute soste per l'acclimatamento. Nel pomeriggio salito in compagnia di Gabby circa 300 m di dislivello in 45' verso la cima, per facilitare il sonno notturno e l'acclimatamento e visionare parte del percorso.

4 giorno:
Sveglia all'1 di notte, colazione nella tenda comune della Ceven Travel, e alle 2 si parte, al chiaro della pila frontale con un cielo stellato spettacolare. Temperatura non fredda, anche se ventilato, e salendo il vento farà percepire più freddo. La salita viene affrontata con passo regolare e tranquillo. Pendenza piuttosto sostenuta da subito, ciò permette di guadagnare velocemente quota e spezzare il fiato. Salendo il vento aumenta di intensità e costringe a vestirci maggiormente. Il sentierino si snoda tra roccette e pietraie abbastanza agevoli. Raggiungiamo e superiamo un gruppo partito prima, e quando albeggia siamo ormai a 5000 m. Raggiunta la neve, calziamo i ramponi (che attualmente sono utili ma non indispensabili), e percorriamo il primo tratto pianeggiante prima della rampa finale, e alle 6.30 del 25 agosto raggiungiamo la vetta dopo 4h 30 con alcune brevi pause. Giornata spettacolare ma senza la classica nuvola che staziona in cima. Rimaniamo circa 20', poi la nostra guida ci invita a scendere per non infreddolirci troppo. Discesa a campo 2 abbastanza rapida ma con passo tranquillo. Sosta e preparativi, e riprendiamo la discesa a campo 1. Considerata l'ora e lo stato di forma del gruppo, decidiamo con la guida di evitare la permanenza a campo 1 per la notte, e così tiriamo dritti per la zona dove arriva il pulmino, sciroppandoci 2700 m di dislivello dalla cima. La guida ci fa percorrere una scorciatoia che consente di scendere più veloci, in un ambiente ancora più selvaggio rispetto alla via di salita del primo giorno. Terreno a tratti molto arido e polveroso. Arriviamo alla strada abbastanza stanchi, proprio mentre arrivano anche i nostri cavalli con il resto del materiale. Il pulmino puntuale ci riporta in albergo.
Grande soddisfazione arrivare su questa cima, facile ma resa spesso difficile dalle condizioni atmosferiche che oggi sono state ottimali. Salito in vetta con Maurizio che non ha battuto ciglio e con Mary che ha solo sofferto un po' il vento freddo, con la nostra guida curda Rohat Ceven (personaggio estroverso ma molto professionale competente ed organizzato) e alla sua amica austriaca Gabby. Oltre a noi altre 12 persone in vetta. Da ringraziare il mitico cuoco Hakan che ci ha sempre accompagnato, praticamente non ha mai dormito, e che non ci ha fatto mai mancare nulla. Mi sento di consigliare l'agenzia Ceven Travel a chi volesse affrontare questa salita.


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Affascinante trekking in una regione remota dell'Anatolia a pochi chilometri dal confine Iraniano. Salita impegnativa del punto di vista fisico per la quota e l'infinita pietraia da risalire oltre quota 4000m. Ghiaccio solo oltre quota 4900m. Arrivo in vetta nel cielo azzurro
Bellissima salita e affascinante spedizione organizzata dal GAMS del Cai di Genova Sampierdarena in collaborazione con la sezione Cai di Genova Bolzaneto. "Gemellaggio" riuscitissimo ed un ringraziamento a tutti i partecipanti


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Affascinante Trekking che in tre giorni permette di raggiungere la vetta più alta della Turchia. Noi ci siamo avvalsi di un'agenzia italiana che si è appoggiata alla SOBEK TRAVEL che organizza trekking in Turchia.


Qui trovate le foto che sono esplicative dello sviluppo del percorso:

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Assicurarsi che il cibo che viene fatto vedere per la salita venga poi effettivamente portato compresa l'acqua.
Viaggio effettuato da Barbara,Raffaella,Enrico e Alessandro.
Vaiano PO


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Caratteristica itinerario

difficoltà: F :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1900
quota vetta (m): 5137
dislivello complessivo (m): 3200

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