Lamet (Pointe du) dal Versante S/SO e il Signal du Lamet

note su accesso stradale :: strada alla Carriere du Paradis con un tratto iniziale dissestato
Io sono partito anzichè dalla strada per l'Alpe Tour, più avanti lungo la strada per il Moncenisio, all'altezza del bunker che si vede poco sopra, dato che avevo intenzione di salire dritto per dritto al Barracon des Chamois.Subito dovuto rinunciare all'idea avendo visto un enorme gregge di pecore pascolare a 2400 m (con relativi cani). Così ho proseguito sul sentiero dei 2000 pensando di salire per i pratoni sovrastanti, ma altro intoppo: una decina di vitelloni ha deciso di puntarmi e caricarmi, corsa a più non posso in discesa finchè questi non si sono arresi. Morale della favola mi sono ritrovato sulla strada dell'Alpe Tour e quindi ho seguito il vecchio sentiero militare fino al Baraccon des Chamois, tagliando quando possibile. Sentiero in buono stato fino a circa 3000 m, poi un lungo tratto ripidissimo e ormai franosissimo (molto peggiorato dall'ultima volta diversi anni fa). Migliora sul ripiano sopra la barriera rocciosa poi di nuovo un canalino ripido e faticoso per sbucare sulla conca nei pressi del Signal du Lac. Traccia per la Pointe du Lamet ben marcata e pulita, da segnalare che è crollato un enorme pezzo del Signal nei pressi della sella tra Signal e Pointe, crollo che ha portato via anche il sentiero in cresta per cui ora c'è un breve passaggio un po' aereo ma conviene stare sul lato sinistro tra sfasciumi. Arrivo in cima alla Pointe du Lamet senza particolari problemi, canalino finale da fare con attenzione specie con terreno duro (prende sole tardi). Ora ì, la mia meta non era questa ma proseguire fino alla Roche Michel (questa sconosciuta) attraversando quel che resta del suo ghiacciaio (si passa senza pestare neve). L'ostacolo era solo trovare un punto dove scendere nella conca glaciale; ho così continuato lungo il crestone nord del Lamet scendendo alla depressione successiva: primo tentativo, discesa su un pendio di sfasciumi molli, sono finito su un salto di rocce (dove un tempo arrivava il ghiacciaio) impossibile da saltare causa ghiaccio vivo sottostante. Secondo tentativo, sono andato ancora oltre scendendo per un pendio apparentemente migliore di terriccio e pietrame, ma ogni cosa si staccava da sotto i piedi, rischiando di tirarmi addosso anche le pietre sopra la testa. Ho così rinunciato e sono risalito alla Pointe du Lamet dove ho incontrato alcuni escursionisti.
Discesa molto veloce (mio record personale, 1500 m in 1h10'), sono sceso direttamente alla Carriere du Paradis e poi ho risalito la strada del Moncenisio fino all'auto.
Tipica giornata da Moncenisio, venticello frizzante al mattino, gran caldo al pomeriggio, giornata limpida fino a inizio pomeriggio poi le prime nuvole di calore. Peccato per il mancato raggiungimento della tanto ambita Roche Michel ma non valeva la pena rischiare.

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note su accesso stradale :: piazzale della cava all'inizio della strada del rifugio Stellina
Bella escursione, da tempo in programma. Si divide in due tratti: fino al baraccone des chamois si seguono strade/sentieri a pendenza dolce, che allunga un po' i tempi di ascesa (infatti in salita verso il baraccone o meglio la prima delle 2 casermette, dall'abbeveratoio abbiamo tagliato per prati), dopo la salita è ripida e continua.
Due i passaggi chiave: 1) una cinquantina di m di dislivello verso i 3.100 (traccia ben visibile) molto ripidi su terreno instabile. 2) il tratto che consente di uscire sul pianoro sommitale, superando la barriera di rocce; qui non sempre la traccia è evidente, ma lo è abbastanza il colletto di uscita e quindi... basta salire. Considerando la salita del torrione sommitale della Pointe (I grado), siamo su un EE+. Salito anche il Signal, al ritorno.
Purtroppo dopo una prima parte del mattino serena, in punta sono arrivate le nuvole e il panorama si è ridotto molto. Impressionante la frana sotto il colletto tra Pointe e Signal, bellissimi gli scorci sul Lago del Moncenisio dalla cresta di salita e verso il paese di Moncenisio dalla strada per il rifugio Stellina.
Con Simo, un altro 3.500 savoiardo...


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Giornata Meteo spaziale con inversione termica sulla Valle?!! più da settembre che agosto e stranamente fresca nonostante le previsioni africane..... C siamo fermati a quota 3350 in quanto il socio non ne poteva più.... In effetti dal bivio della carrareccia è un tiraculo.... :-) Gita con poche velleità alpinistiche: un classicone escursionistico, che però data la bellezza dei posti, del paesaggio e l'altitudine compensa un po' la noiosità. Da relazione è tutto molto evidente, occhio però in caso di nebbia, l'orientamento potrebbe essere problematico in alcun punti...
Stavolta con il caro amico Gualtiero


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Sentiero o traccia sempre evidente anche se quasi mai segnalata da tacche di vernice o ometti.
Dopo le casermette traccia buona tranne il tratto che precede l'altipiano sotto il canalino dove la traccia è inesistente e il pendio molto ripido frana in continuazione sotto i propri passi.
La parte finale perfetta. Tracciato privo di neve e asciutto
Temperature elevate

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Partiti fiduciosi che il meteo fosse migliore. Itinerario senza problemi, da fare attenzione a quota 3100 su un tratto di sentiero franoso. Arrivati al colletto senza pestare neve, vento forte e nevischio, visibilità quasi nulla. Un paio di cm di neve copriva il sentiero per la punta pertanto abbiamo proseguito fino al signal du lamet e poi tornati velocemente sui nostri passi. Da metà in giù di nuovo il sole e a intermittenza qualche goccia di pioggia. Se nei prossimi giorni si scioglie la neve in alto é ancora possibile andare.
Con Lia, giovanna, Montse, Giuseppe e Giordi.


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Gita carina e panoramica.
Bella giornata, a parte un vento patagonico che ci ha fatto penare tutta la mattina.
Con Michele.


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Salita fresca e ventilata ma con bellissimo sole. Ultimo tratto sotto la punta con rigelo notturno , quindi sfasciumi stabilizzati.
Magnifica compagnia con finalmente tre giovani leve per un ricambio generazionale



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La spolverata di neve della settimana scorsa ha lasciato un po' di verglas sull'ultimo tratto. Come dice la relazione rende la gita più delicata.
A quota 3040 circa la ghia frana un po'.
Bellissima punta e giornata

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Bellissima giornata. Oltre il dislivello salita comunque molto lunga soprattutto nella prima parte sulla strada militare fino al Baraccone de Chamois. Il tratto più impegnativo risulta essere il pendio prima di raggiungere il pianoro sommitale. Suggestiva l’ultima parte del percorso dal Signal du Lamet fino in vetta (il movimento franoso è impressionante!). Cima molto aerea con stupende vedute sui principali gruppi montuosi (Bianco, Ecrins, Gran Paradiso, ecc…).
Oggi con papà, Franco e Davide che purtroppo non è stato tanto bene e si è dovuto fermare al Signal du Lamet. Parecchia gente sul percorso.


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note su accesso stradale :: Parcheggio prima del divieto
Gita di ampio respiro, che permette di arrivare molto in alto senza difficoltà tecniche (ma con un po' di fatica). Sentiero sempre ben chiaro, una rapida progressione sia sui pratoni prima del Baraccone, sia successivamente sugli sfasciumi. Unico tratto un po' fastidioso sono gli ultimi 30 m che portano al colletto fra il Signal du Lamet e il Signal du lac, ripidi sfasciumi dove ho perso la traccia, che però si reperisce al colle.
Salito in solitaria, ma incontrato prima Debora, che si è' fermata a metà' degli sfasciumi, e poi raggiunto dal simpatico ghiglio in cima. Ho poi brevemente proseguito su cresta elementare fino alla pointe de la haie, per poi scendere tutti insieme. Il torrione finale della Lamet e' molto facile, direi un I, e il panorama dalla cima e' davvero eccezionale, in particolare mi ha colpito la verticalità' di questa punta verso la valle cenischia, veramente impressionante. Un caro saluto ai miei due compagni improvvisati di gita.

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non volevo farmi sfuggire questa giornata di bel tempo per cui parto per la Lamet. Incontro prima una ragazza che si è fermata appena prima della parte ripida e franosa e quindi un ragazzo in vetta con cui ho condiviso panorami e discorsi scialpinistici. Giornata e percorso fotocopia alla relazione di Teddy. Aria fresca anche oggi. Sopra i 3000 macchie di neve recente. Salito con le scarpette. Bello salire da soli e scendere in compagnia di nuovi "amici". Saluti L. D.

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Non avrei mai immaginato che salire alla Lamet da questo versante sarebbe stato così bello e agevole. Con Renzo, Beppe e Maurizio ho fatto un sano allenamento su un ottimo sentiero che si mantiene tale praticamente fino in vetta. Il sentiero militare è molto bello e regolare nella pendenza, anche dopo le casermette, a parte un tratto molto ripido e terroso che però si sale in 15 minuti, poi ritorna eccezionale vista la quota. Caratteristico il plateau sul quale si approda uscendo dal pendio. Da qui bella vista sull'aguzzo Signal du Lamet che si tocca in 20 min. Poi una breve discesa al colletto sul bordo di un evidente movimento franoso e la salita al torrione sommitale della Lamet. Tutto asciutto e assenza di neve. Giornata molto fresca per vento forte al mattino, sempre più debole fino a cessare in vetta.

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Facile passeggiata che in 3 ore mi porta in cima; sulla ex-strada/sentiero che sale al Baraccon des Chamois, dopo circa 45 min. si incontra una sorgente che è l' unica fonte di acqua in tutta la gita; dopo i ruderi del Baraccon il sentiero risulta piuttosto incerto per un paio di centinaia di metri, a renderlo più individuabile ho costruito alcuni evidenti ometti; oltre riprende più marcato ma in alcuni tratti può essere non facile seguirlo in caso di nebbia; nelle balze più ripide gli sfasciumi richiedono qualche cautela;
se si sale ora attenzione al branco di cani a guardia delle pecore, simpatici come il loro padrone!
salita solitaria, inseguito dalla nuvolaglia che la pianura padana continua a pompare su, mentre il versante francese era in pieno sole


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Finalmente anche il Point du Lamet è stato messo in tasca.
Giornata spettacolare.
Partito dal parcheggio con la convinzione questa volta di raggiungere il Lamet: è così è stato.
Salito in solitaria per un sentiero ben evidente sino a quota mt. 3000 ca., da qui il terreno di sfasciumi e detriti obbliga a una certa attenzione e soprattutto a molta fatica. Particolarmente delicato risulta un passaggio inevitabile per aggirare una balza rocciosa: saranno solo 50/60 mt., ma attenzione!
Uscito sulla dorsale di cima in un canalino anche questo pieno disfasciumi e detriti, e di qui toccato prima il Signal e poi il Point du Lamet.
Dalla vetta panorama mozzafiato sia verso la Francia sia su tutta la ValSusa.
In vetta incontrati sei escursionisti francesi saliti dal versante NO, con sentiero che parte dalla Piramide del Lago di Moncenisio e che attraversa quel che rimane del ghiacciaio.


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Partenza mattiniera, ma comunque tardiva (Nuvole in quantità abbondante già alle 9:00...). Non mi sono fidato a proseguire dal Signal verso la Punta du Lamet in quanto il colletto (Ormai largo poco più di un metro) sta franando verso l'Italia: viste pietre staccarsi mentre ero lì. Forse è più sicuro attraversare in basso sul ghiacciaio, ad oggi quasi completamente coperto da neve, e poi risalire alla Punta Lamet da N-E. Per completare in questo modo la salita ci voleva tropo tempo ed il meteo era instabile... sarà per la prossima volta.
Su tutto l'itinerario, anche per arrivare alla Pointe du Lamet, non è più presente neve.
Bisogna prestare attenzione a non perdere la traccia nella zona sottostante al canalino che porta sul pianoro di cresta a quota 3400: fuori dall'esile tracciato si passa su pendii ripidi su cui poggiano pietre instabili.
In discesa ho tirato dritto dalle casermette verso il lago, abbreviando notevolmente il percorso; variante sconsigliabile con erba bagnata, in quanto molto ripida.
Da solo, incontrato in cima l'alpinista francese Jacques con il quale ho condiviso la discesa. Soltanto un'altra persona vista lungo il percorso.


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note su accesso stradale :: pressi sopra la diga, poi traverso verso mulattiera per baraccon
Grande gita organizzata dagli amici del CAI di Susa. Tempo discreto, in alto quasi sereno, decisamente meglio di qunto temevano alla partenza. Percorso pochissimo frequentato, la traccia nel'ultimo terzo spesso si perde costringendo a risalire con fatica ripissimi ghiaioni mobili. Nell'ultimo tratto poi la presenza di neve nel canalino che porta al ripiano sotto il Signal du Lamet, e il notevole innevamento sino alla vetta hanno reso la gita veramente alpinistica, con necessità di assicurazioni. Già effettuata in due occasioni precedenti negli annni addietro, con traccia più evidente e senza neve. Con l'oocasione si ringraziano gli amici di Susa, in particolare Carlo Malenco,Emilio Reynaud e Silvano che si sono prodigati per mettere in sicurezza i partecipanti.

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Neve sul lato nord,saliti sul Signal du Lamet 3483m,proseguito per cresta fino alla punta Lamet aggirando il torrione dal lato sud,causa neve e ghiaccio.Brevi passi esposti di 2°.
Con Gian e Gianni in una bella giornata ottombrina anche se ventosa.


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note su accesso stradale :: con auto su sterrata fino al casermone
Siamo partiti con bel tempo e salendo si sono alzate anche le nuvole che non ci hanno fatto godere del panorama. Salita senza problemi fino alle casermette del Baraccon de chamois e poco più su bisogna reperire il sentiero che prosegue abbastanza evidente fino a quota 3100 dove il sentiero è franato e per qualche metro si perde. Una volta ritrovata la traccia si sale agevolmente se pur sul ripido fino al colletto e quindi sempre per traccia di sentiero si sale al signal per cresta con sali e scendi fino alla punta rocciosa con piccola arrampicta di un paio di metri. Sviluppo complessivo A/R di oltre 16 Km.Occhio a non lasciare la macchina vicino alle mucche perché sono loro che le danneggiano. Noi ce la siamo cavata solamente con specchietti piegati ed un tergicristallo asportato che siamo riusciti a risistemare oltre che a leccare tutta l'auto! Oggi solo noi su questa gita.
Con Paolo e Giorgio


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Sentiero nella parte su sfasciumi scarsamente indicato. Molto facile perdere la traccia specie in discesa.
Bellissima escursione in una splendida giornata di sole, anche se fresca.
Panorami estesissimi, meno che sulla zona del Rocciamelone, che si è annuvolata presto.
Con Mina, che nemmeno questa volta ha dato segni di stanchezza, nonostante i 1500 metri di dislivello e i numerosi chilometri.
Come diceva giustamente già qualcuno, salita per amanti degli sfasciumi e della tranquillità. Incontrate in tutto 4 persone.
Impressionante la spaccatura che si sta creando sotto il Signal. Il ghiaccio si sta sciogliendo e la montagna sta venendo giù. Abbiamo visto in diretta una frana. Il colletto fra Signal e Pointe non durerà più a lungo integro.
Eccezionale fioritura alle alte quote, specie della rara Campanula Cenisia.
Sempre in vena di Amarcord, inserisco anche una foto della salita del 1993.


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Saltata la gita "ben più interessante" con Renato eccomi qui tanto per non perdere l'allenamento.
Sentiero sempre ben agevole tranne i soliti punti sfasciati a 2900 e 3200 mt dove ci si arrabatta tra tracce che si perdono facilmente. Niente neve neanche al colletto.
Incontrati 4 italiani e 2 francesi.

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bellissima gita che volevo fare da tempo, itinerario molto bello nonostante gli sfasciumi forse poco piacevoli soprattutto in salita, tempo di salita in circa 3 ore e mezza che considerando le mie condizioni fisiche (febbre,raffreddore e tonsillite) sono un tempo molto buono.sotto il torrione invece che aggirarlo ho preferito salirlo direttamente, passaggio molto divertente che ha reso la salita un pò piu interessante....tterreno completamente asciutto e giornata spaziale come non ne avevo mai viste da queste parti.
Salita in solitaria e discesa in compagnia di federico, un ragazzo torinese incontrato in punta...pensavo fosse piu frequentata vista l'altitudine e la facilità di ascesa, ma meglio così!


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Il tratto tra il Signal du Lamet e la vetta non è banale soprattutto in presenza di neve o ghiaccio (siamo a 3.500 m...). Da non sottovalutare.
Gita effettuata in compagnia di Vecchia Spugna del CAI UGET, che è ritornato sul posto dopo trent'anni.


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note su accesso stradale :: parcheggiato a quota 1980
Sono bastati due giorni per riportare la salita nelle condizioni normali e permetterci di arrivare in cima senza problemi. Panorama splendido sulla catena alpina dal Viso agli Ecrins dal Bianco al Granpa, visione ravvicinata per Roncia, Charbonnel e Rocciamelone.
Dovevamo andare al Rocciamelone ma è cambiata la compagna con il lieto ritorno di Bruno, mio iniziatore allo scialpinismo nei lontani anni 70, e siccome lui era appena salito al Roccia abbiamo optato per il Lamet. Con uno Stefano allenatissimo, reduce da Chatelard e Croce Rossa, eravamo gli unici tre in giro; abbiamo poi incontrato 1+2 che salivano verso le 14,30 ancora in basso. Al parcheggio superiore c'erano le solite mucche ma non vicine alle due auto presenti.


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Onde evitare di dare lavoro al mio carozziere ho lasciato l'auto nel parcheggio della Gran Scala aggiungendo un centinaio di metri di dislivello,la pertubazine locale di ieri ed il forte calo della temperatura ha reso la salita molto insidiosa dal Signal in su. Neve ghiacciata su sfasciume instabile, anche se abbiamo evitato il sentiero (impercorribile per ghiaccio,occorrevano i ramponi)che non avevamo,siamo saliti per il filo di cresta,un po più pulita... ma solo i migliori sono arrivati in vetta cioè Vanni e Jolie io e il Gianfri ci siamo arresi miseramente alla sella sottostante. Mai sottovalutare un 3500 mt anche se facile,i ramponi vanno sempre nello zaino...questa è stata una grave mancanza...cui al danno si è aggiunta la beffa di avere un cane che arriva in vetta e il suo padrone con le gambe malfeme si arrende pochi metri sotto....Scherzi a parte è stata una bellissima giornata sia come panorama e compagnia...

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Percorso piuttosto evidente, almeno con buona visibilità come oggi. Importante reperire subito il sentierino appena sopra la casermetta superiore del Baraccon de Chamois, perchè non appena inizia lo sfasciume fine (circa 100m di dislivello al di sopra delle casermette) il percorso fuori sentiero è del tutto sconsigliabile. La traccia invece continua senza problemi fino in vetta al Signal (vi è solo un piccolo tratto un pò più fastidioso appena sotto l' uscita in cresta a 3400m). Dal Signal nessun problema per la salita in vetta alla Pointe che si fa in circa 15 minuti, l'accesso al torrione sommitale è elementare. Gita adatta a chi non ama le folle (ho incontrato un francese in salita e due italiani che scendevano, poi nessun altro) e a chi non patisce troppo lo sfasciume fine. Il versante di salita molto ampio ed altissimo sulla Val Cenischia fa sentire molto piccoli rispetto alle dimensioni enormi della montagna.
Spaventato dalle relazioni precedenti ho lasciato l'auto al primo parcheggio, a quota 1980 m circa. In effetti nel parcheggio incriminato poco più su c'era un piccolo fuoristrada completamente circondato dai bovini, che si strusciavano generosamente contro le fiancate, quindi attenzione a dove si parcheggia. Occhio anche alla zona attorno ai 2500m dove in questi giorni c'è un enorme gregge custodito da cinque cani piuttosto aggressivi che mi hanno seguito a lungo con intenzioni non proprio benevole (idem al ritorno). Mantenere la calma (soprattutto se si è soli come me) e girare al largo dal gregge.


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dal parcheggio per il rif stellina direttamente su per prati e detriti fin nei pressi della casermetta, discesa sul ghiacciaio e risalita fino al colletto sotto la punta.
i progetti erano altri.. che ventas!
salut

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Tempo incerto: rimaniamo in valle.
Vento gelido dalla partenza. Dai 2800 troviamo neve recente. Vento, nevischio e nebbia che va e viene ci accompagnano per tutto il percorso. Arrivati al colle Sergio e Francesco proseguono sul traverso dopo il Signal su neve dura: sarebbero utili i ramponi anche perchè si arriva ad un canalino esposto e senza è meglio non rischiare per cui dietro front.
Discesa veloce con le temperature che non si rialzano.
ATTENZIONE: NON PARCHEGGIATE LE VETTURE VICINO AL DIVIETO DI ACCESSO. QUALCUNO SIMULA "CORNATE" DELLE MUCCHE SULLA VETTURA. AL RITORNO RISCHIATE DI TROVARLA RIGATA COME LA NOSTRA. GIA' L'ANNO SCORSO ERA SUCCESSO E QUALCHE DUBBIO MI ERA VENUTO (GIURO CHE MI APPOSTO E LO BECCO !)
NON CAPIAMO IL GESTO: SQUILIBRATO ? MAH.......

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note su accesso stradale :: ATTENZIONE: vedi nota a fine relazione.
bella gita in una giornata spettacolare,panorama stupendo e lago del moncenisio di un colore surreale.Un p'ò di neve tra le due cime (20cm sfondosa) ma si sale bene anche solo con i bastoncini.Evitato solo il diedro finale 5m per presenza di ghiaccio.Una stella in meno per la nota al seguito.
Ho parcheggiato l'auto 500m a monte del primo parcheggio poco prima del cartello di divieto di transito.Al rientro SORPRESA: tutte e quattro le auto lì parcheggiate,compreso la mia,presentavano abrasioni,rigature e macchie di liquido bianco sui vetri e su tutta la carrozzeria. la mia in più aveva il tergicristallo rotto.A prima vista ho pensato al passaggio di una mandria,poi riflettendo e vedendo i danni,simili sulle altre auto ho pensato più ad un atto di "vandalismo mascherato"!!??. Mi chiedo a che proposito!! Sono curioso di sapere se a qualche Gulliveriano sia già successo qualcosa del genere in zona, per ipotizzare un'altra spiegazione. GRAZIE


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Indeciso se partire o tornare, dopo breve sonnellino in macchina in attesa dell'andamento del tempo, alle ore 09.00 sono partito.
Vento freddo e sferzante mi ha accompagnato sino in vetta, la nebbia sopraggiunta quando stavo raggiungendo la vetta del Signal du Lamet mi ha fatto desistere dal raggiungere il Pointe du Lamet; oltretutto il vento è aumentato di intensità per cui era difficoltoso stare in piedi lungo la cresta finale.
Il tempo di fare alcune foto in cima al Signal e via sulla strada del ritorno con la temperatura, che ha causa del vento, si era abbassata di parecchi gradi.
Salita in solitaria con il mio fedele quattrozampe Flick che si chiedeva dove l'avessi portato.
Nei momenti di visibilità, spettacolare panorama con il Rocciamelone che sembrava vicinissimo.
Salita sicuramente da rifare con tempo migliore per raggiungere il Pointe du Lamet


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Partiti con sole che spaccava le pietre, neanche una nuvola in cielo, poi, salendo, illudendoci del percorso che sembrava più facile di quello del rocciamelone, siamo stati avvolti dalle nebbie e così abbiamo deciso di fermarci all'anticima, tanto non si vedeva una fava.
nel secondo tratto il sentiero inizia a tirare e salire ripido, ma per raggiungere i 3500 m ovunque non credo sia in piano....visto da molto vicino un bellissimo gipeto che ha volteggiato un pò sopra le nostre teste e poi, senza muovere un'ala se ne è andato verso il Malamot
Gita fatta in compagnia di Cadrega che "ringrazio" per la marea di prugne secche che mi ha fatto mangiare e che molto presto han fatto effetto


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Ieri in Egitto oggi qui, “dalle piramidi alle alpi”. Dopo quasi due settimane di riposo una bella sgambata. Giornata inizialmente limpida ma poi come di solito succede da queste parti arrivato in punta panorama "sporcato" dalle nebbie. Salito più volte su questa punta ma oggi la prima volta che vedo il ghiacciaio sottostante.Ho fatto prima il signal du Lamet poi sceso fino al sentierino e salito alla facile punta del Lamet. Da solo in punta. Sviluppo comunque notevole di quasi 16 km.
Con Lia che mi ha seguito fino a 3200 m e poi si è fermata.


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Soleggiato con un po' di vento a tratti durante la salita; in punta c'erano le condizioni ideali per starsene a poltrire per un po'.
Saliti prima alla Pointe du Lamet, poi all'omonimo Signal e infine al Signal du Lac. Niente neve su tutto il percorso. Sentiero sempre ben tracciato anche se franoso in alcuni punti: arrivati al pianoro del Signal du Lac, si può seguire una traccia che costeggia il Signal du Lamet per poi salire alla Pointe oppure prendere il sentiero che si dirige al Signal du Lamet, poi ridiscende brevemente per cresta e risale alla Pointe.
Scesi nella nebbia a partire da q. 2670, dove si trova una delle costruzioni militari, e fino a q. 2200 circa.
Ancora spettacolare la fioritura in questa zona.

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Le previsioni facevano sperare in una giornata limpidissima che però non si è avverata. Nubi montanti dal lato italiano fin da metà mattina che hanno lasciato scoperte solo le vette più alte. Escursione che ricorda in piccolo (ma non per dislivello e sviluppo) quella della Grande Sassiere, terreno di gioco molto simile. In più di qua si hanno grandi viste sul Moncenisio (ambiente che a me piace tantissimo) e scorci inconsueti su Rocciamelone e Charbonnel e una splendida vista frontale del Giusalet. Bella gita molto raccomandabile, con terreno asciutto non presenta alcuna difficoltà. Confermo che la vecchia strada militare si percorre con piacere e quasi senza sforzo per quanto è sapientemente tracciata.
Tornando in Italia, effettuato magistrale concatenamento all'Alpe Prevareno per far scorta di formaggi (fanno anche pecorini e caprini!). Deviazione poco sotto Bar Cenisio.


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Si doveva fare il Roncia da l'Arcielle ma per indisposizione nel gruppo si è scelta un'alternativa più tranquilla. Percorso molto agevole salvo sfasciume su sentiero molto ripido dai 3200 in su.
Percorso semplice, non impegnativo e comunque in quota.
Bellissimo panorama.

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note su accesso stradale :: arrivati in auto al parcheggio della sterrata per il Rifugio Stellina
Il meteo per il weekend era decisamente favorevole, visto che da tempo era in programma la salita alla Punta Lamet...ci siamo sentiti venerdì sera con Massimo, verificata la possibilità di pernottare al Moncenisio, ci siamo messi d'accordo e sabato siamo partiti. Dopo aver dormito e mangiato bene all'Hotel Gran Scala del Moncenisio, siamo partiti di buon mattino, verso le 6,30 (era ancora buio) e con l'auto ci siamo portati fino alla prima casermetta a circa 2100 m. oltre, essendoci il divieto di transito, non abbiamo voluto rischiare la multa e abbiamo parcheggiato qui. Abbiamo seguito la strada sterrata per l'Alpe Tour fino al bivio con tanto di cartello segnaletico per il Baraccon de Chamois, e da qui per l'ex stradina militare, oramai ridotta a sentiero, abbiamo raggiunto prima alcune casermette diroccate e poi il Baraccone. Da qui i ripidi pendii detritici (ma percorsi da un buon sentiero) ci hanno permesso di salire rapidamente, senza faticare troppo e raggiungere il colletto posto tra il Signal du Lac e il Signal du Lamet. Da qui abbiamo seguito il filo di cresta, tutta innevata, scavalcando il Signal du Lamet e poi lungo il filo di cresta fino ai dentini rocciosi finali della Punta Lamet, raggiunti traversando a destra e poi salendo sul blocco roccioso più alto con alcuni passi di II su roccia asciutta e senza neve. Dal colletto alla Punta Lamet siamo saliti con i ramponi ai piedi, la neve era compatta e ghiacciata, in condizioni ottime per la progressione. Una bella salita, svolta in un ambiente selvaggio e solitario con una giornata da urlo...cielo sereno, limpido e con una visibilità perfetta in tutte le direzioni ! Vastissimo e spettacolare il panorama ammirato dalla cima....con lo sguardo che spaziava dalle Alpi Marittime fino ai lontani Gruppi del Bianco, Grand Combin, Cervino...passando per il Gruppo degli Ecrins - Pelvoux e Mejie, veramente eccezzionale ! Io e il mio socio eravamo gli unici presenti sulla Punta Lamet, non è salito nessuno nemmeno dall'altra via normale per il Ghiacciaio del Lamet. In discesa, con una breve deviazione siamo saliti anche al vicino Signal du Lac m. 3431...facendo così un bel tris di 3000 ! Una gita che ci ha pienamente soddisfatti e meritava davvero. Con la neve lungo la cresta sommitale, secondo me la valutazione della difficoltà diventa un F/F+, sopratutto nel ripido pendio sotto il dentino roccioso sommitale della Punta Lamet. Lungo il sentiero io e il mio socio abbiamo aggiunto diversi ometti, anche se il sentiero è sempre piuttosto evidente ed è difficile sbagliare.
Ho trascorso un bel fine settimana e fatto questa salita con Massimo M. del CAI Savigliano...era da tempo che volevamo salire la Punta Lamet...oggi l'abbiamo fatta ! Scelta felice e montagna che merita !


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Stando alle previsioni avremmo dovuto avere un po' più di sole, invece questo si è visto solo a tratti. Comunque ci consideriamo fortunati a non aver preso pioggia. Neve fresca da quota 3200 che, a parte la salita diretta del torrione sommitale, non ha creato particolari problemi. Come già scritto da altri la traccia è sempre molto ben individuabile, anche se spesso è decisamente ripida. Escursione lunga ma piacevole che, con il bel tempo, deve offrire un panorama super. Con Marta, Piero, Fausto e Michele.

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Bel percorso che non presenta segnavia, ma con traccia che è sempre visibile, anche nella parte detritica finale dove sembra a volte perdersi.
Per la discesa si può tagliare sul pendii detritici della parte alta, ma consiglio di indossare il casco per le numerose pietre che si muovono.

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Dopo l'esperienza del Rocciamelone dal Rifugio Stellina mi sembrava di camminare sul velluto. Il sentiero diventa + sfasciato e cedevole dai 3200 fino al colle a circa 3400 dopo di che, camminando su cresta, si arriva al Lamet senza problemi. Desolante la vista per quel che rimane del ghiacciaio. Calcolare per la salita circa ore 3,30' e per la discesa ore 2,30. Itineario che senza difficolta' ti porta in quota con un percorso abbastanza diretto.

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Partiti alle 7 dalla sterrata per l'Alpe Tour, seguendola in circa 20' siamo arrivati al bivio per il Baraccon des Chamois. Interessante la antica strada militare ormai inerbita. Conviene tagliare i tornanti dove possibile perchè altrimenti lo sviluppo della gita aumenta. Raggiunte le casermette (occhio ai cani da pastore che custodiscono le pecore al matino presto) la vecchia mulattiera continua evidente fino a circa quota 3000 m., poi inesorabilmente il sentiero diventa una traccia tra gli sfasciumi.
Tutto sommato nonostante l'apparenza si sale bene, salvo un paio di punti un po' ripidi e detritici, tra cui quello precedente l'altopiano proprio sotto la vetta.
Da qui in pochi minuti siamo al signal du Lamet, continuiamo in cresta verso la vera Pointe du Lamet, aggirando il torrione sulla sinistra seguendo una traccia di sentiero comoda, anche se oggi era verglassata.
L'idea era di proseguire verso la Roche Michel, montagna isolata e abbastanza inaccessibile, ma il mio socio di gita Simone non stava molto bene. Abbiamo comunque seguito la cresta est, all'inizio detritica ma che poi presenta dei salti rocciosi da aggirare, e il terreno è infido e scosceso sul lato del ghiacciaio Roche Michel, non ci siamo sentiti di rischiare (forse si trova un passaggio migliore sul lato italiano).
Così siamo tornati sui nostri passi, Simone si è ristabilito un po' e siamo scesi per gli immensi ghiaioni.
Dal Baraccon des Chamois abbiamo tirato giù dritto seguendo vaghe tracce per ripidi prati, abbreviando così molto il percorso di ritorno.
Giornata velata in alta quota, con lle nubi di calore dall'Italia che salivano già alle 10 del mattino, quindi panorama piuttosto compromesso. Ci tornerò prima o poi per completare l'opera e raggiungere la Roche Michel.

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Lasciata l'auto nei pressi della cava dalla quale è stato ottenuto il materiale per costruire la diga, in corrispondenza del divieto di transito. Da qui mezz'ora di strada per l'Alpe Tour sino a raggiungere una deviazione a sinistra per il Baracon des chamois (segnale). Una bella strada militare, per lo più inerbita, raggiunge alcune casermette al Baracon (m.2744). La strada continua e porta ad una casermetta successiva, bel punto panoramico sul lago del Moncenisio. Da qui parte un sentiero, per sfasciumi più o meno fini, abbastanza evidente e a tratti ripido che in poco più di un'ora porta, attraverso un varco su una parete rocciosa, ad un altopiano panoramicissimo, sia verso il lago del Moncenisio che verso il ghiacciaio che sale dal lago Clair sia verso le vette circostanti, dalla Bar-Dome des Ecrins al Bianco al Granpa... Da qui in pochi minuti si sale al primo rilievo, il signal du Lamet, quindi la traccia porta in circa 15 minuti alla Pointe de Lamet, torre rocciosa bifida che costringe a mettere "un po' le mani". La quota della Pointe de Lamet è di 3.505 metri, forse varrebbe la pena che fosse indicata nell'itinerario. Abbiamo salito entrambe in un splendida giornata, verso mezzogiorno sono salite le nebbie, sempre più fitte. Incontrato solo due francesi della Maurienne in vetta, ed successivamente una persona che dopo la vetta si è fermato a pranzare vicino ad uno dei minuscoli laghetti sull'altopiano, residui del ghaiccaio che un tempo arrivava sino a quel punto.

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note su accesso stradale :: Strada sterrata privata dopo 500mt ? in realta' e' un ex-militare
Ho trovato numerose recensioni decisamente "scoraggianti" sulla Lamet salita da diversi versanti a causa del tipo di terreno scosceso,spesso friabile e/o verglassato (escludendo solo la classica via scialpinistica del seracco). In realta' se si sale lungo il costone del versante sud-est, seguendo come da descrizione qui inserita i resti degli ex-camminamenti militari il percorso in assenza di neve e' piu' che agevole.Fino al Baraccon de Chamois la strada militare con i suoi numerosi tornanti a pendenza moderata e ancora ben sostenuti da lunghi muretti a secco e'forse un po' lunga ma decisamente non faticosa. Dopo l'ultima casermetta a quota 2750 ca in realta' i militari avevano sistemato anche un bel camminamento sul versante sino praticamente in cima ( se si osserva bene infatti in numerosi punti si scorgono ancora numerosi tratti con le pietre ben allineate che tagliano in diagonale i pendii).La forza della natura in tanti anni ha ovviamente ricoperto di detriti la traccia originale, per cui nei punti piu' ripidi logicamente la stessa e' andata persa. Il sentierino comunque se in salita a tratti e' un po' faticoso, in discesa invece risulta assai remunerativo anche se a volte "polveroso". Lungo la salita mi e' venuto da pensare che una volta i militari la sapevano ben "lunga" su come scegliere i percorsi per salire le montagne !
Anche oggi giornata spettacolare con panorama 360° dalla cima, dal Bianco alle marittime. Un po' di nubi di versante si sono poi formate verso la pianura aumentando ancora l'effetto scenografico.Siamo saliti prima al Signal e poi alla Punta Lamet, quotata 3504/3505mt dove abbiamo bivaccato per un bel paio d'ore. I torrioncini della punta si possono aggirare comodamente in assenza di neve sul versante sx(lato ghiacciaio) per poi salirvici sopra con un paio di semplici gradoni passando sul versante Novalesa.
Calcolando le risalite tra le due cime e il fatto che la quota dove si lascia l'auto se non si infrange il divieto di "strada privata" e' sicuramente inferiore ai 2000mt il dislivello diventa di circa 1600mt.
L'ultima sorgente di acqua e' a quota 2500 mt prima di arrivare alle casermette.
Pochi escursionisti anche oggi : in 4 si sono fermati al Signal, solo 2 hanno raggiunto la Punta.
Io e Claudia 4wd eravamo invece in buona compagnia, con Maghi', Ricca, Carmen ed Enea 4wd .


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Partito sicuro che il tempo sarebbe stato bello e ho sperato fino in punta che si aprisse. Terza volta che faccio questo itinerario e non riesco a fare le foto panoramiche in cima!! Oggi nessuno in giro. gita notevole considerato il periodo senza neve fino a poco sotto la punta, dove ve ne era qualche cm e non necessitava mettere i ramponi ( meglio averli comunque).

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Posteggiato l'auto sul precipizio dopo la sbarra. Risalito il vallone del Baracon de Chamois, trovando prati foltissimi di stelle alpine. Risalito il pendio di detriti seguendo una labile traccia e qualche ometto. Superato un canalino che ci ha portato sul ghiacciaio e, messi i ramponi, raggiunto il signal e poi proseguito verso la lamet che abbiamo salito aggirandola in traverso sul ghiaccaio. Panorama spaziale e aria fredda


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Caratteristica itinerario

difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 2000
quota vetta/quota massima (m): 3505
dislivello salita totale (m): 1505

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