Terra Nera (Monte) da Grange Thuras Inferiori

note su accesso stradale :: strada oltre Ruilles abbastanza bruttina
Finalmente torno a respirare l'aria dei 3000 dopo diverso tempo causa problemi al ginocchio; bella gita e giornata fresca, problematico solo reperire l'inizio del sentiero che, fino a circa quota 2150, è praticamente sepolto dalla vegetazione. Consiglio di puntare un grosso larice appoggiato ad un grosso masso cubico, li a fianco si trova la traccia. Oltre i 2150 sentiero segnato e comunque percorso molto intuitivo, anche sulla pietraia sotto la vetta ci sono ometti sufficienti per identificare il percorso.
Con la bella compagnia di Rosy, Claudio e Manlio.

Simpatico incontro
Lassù a sx l'anticima
Il Delfinato dalla vetta

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note su accesso stradale :: da Rhuilles strada abbastanza dissestata ma percorribile anche con macchine normali
Giornata spettacolare! Fredda al mattino presto (0° alle 08:00) ma poi mite! Salito in solitaria (e nessuno in giro in tutta la giornata) su sentiero abbastanza decente sino all'imbocco del vallone che si apre verso i mt. 2400 sotto la Dormillouse. Da qui il sentiero si perde quasi completamente nei pascoli; bisogna stare sulla sx del vallone stesso puntando alla Terra Nera, superati i pascoli e le radure erbose sempre verso sx dove all'inizio della zona detritica e della pietraia si ritrovano ometti (ripristinati parecchi). Da qui la salita su labili tracce seguendo sempre gli ometti prosegue sino alla vetta o alla dorsale che divide la Terra Nera dalla Dormillouse.
La difficoltà maggiore è nel reperire alla partenza il sentiero. Non ci sono indicazioni, non c'è neanche più la palina indicativa presente sino a qualche anno indietro. Superato il nuovo ponticello, proseguire sulla carrareccia e dopo la prima curva a gomito a sx, ca. 100 mt. dopo, sulla sx. c'è un grosso masso piatto su cui è presente un ometto; guardando verso il versante in salita ci sono altri massi con ometti e poco oltre il sentiero diventa visibile.
Salito in h. 2,37
Km. di salita 6,030

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note su accesso stradale :: Ok fino al ponte a quota 1947
Saliti con l'auto (Marea SW) senza problemi sia in salita che discesa (senza correre...) fino al ponte a quota 1947 come da relazione. Ravanata iniziale fino a trovare il sentiero, dopo nessun problema fino in vetta. Io sono sceso lungo la cresta toccando il Monte Gran Barà e poi il Monte Clausis, quasi tutto sentiero o per prati. Giornata molto fresca all'inizio e poi gradevole. Non una nuvola; panorama molto appagante. Aggiungo la traccia gps senza la ravanata iniziale; il waypoint "Sentiero" indica il punto dove lasciare la sterrata e volgere a destra seguendo gli ometti, il waypoint "Foto" indica il punto dove a destra si inizia a vedere il sentiero. Con Maurizio. Molto consigliata.

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Nulla da segnalare.
Gita molto soddisfacente per ambiente e panorami, anche senza ski! Salito per il Vallone Clausis seguendo vaghe tracce e rifacendo una dozzina di ometti; disceso seguendo la cresta NW con breve risalita al Gran Barà. Giornata bella e fresca come al solito questa estate. Incontrati francesi in traversata da Cervieres. Oggi in solitaria.


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note su accesso stradale :: strada percorribile, ma più adatta a fuoristrada o SUV
Giornata "strappata" al meteo, tra i temporali di ieri sera e quelli di oggi pomeriggio: è iniziato a piovere solo all'arrivo all'auto, premiando la nostra sveglia ben prima dell'alba... Un branco di camosci sulla cresta del Grand Barà e prima della cima le nuvole camminano intorno a noi, lasciando poco spazio al sole (e al panorama). Per cresta abbiamo poi raggiunto il Viradantour (cui mancano 8 metri per essere un tremila!) e scesi per sfasciumi direttamente nel vallone: tenendoci molto a sinistra, con un ampio semicerchio, abbiamo oltrepassato il pianoro a 2400 m, aggirato e lasciato alla nostra destra il Clausis e raggiunto, per ripidi pendii, il bosco con la bella mulattiera. Pranzo al Sestriere causa pioggia in val Thuras!
Con l'inseparabile compagnia di Gian Mario.


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La destinazione oggi doveva essere un’altra più difficile ed impegnativa ma viste le condizioni meteo per domani mattina abbiamo ripiegato su questa gita.
Difficile incontrare il sentiero iniziale dal pianoro di partenza. Noi siamo saliti dritti seguendo delle radure tra i pini fino ad incrociarlo circa 150 metri prima di raggiungere il bel vallone sospeso. Il vallone è veramente molto ampio e suggestivo. Oggi era battuto da un forte vento che in alcuni momenti, soprattutto sulla parte di cresta finale, obbligava a mantenere saldo l’equilibrio. Nella parte terminale presenza di ancora qualche nevaio prima di raggiungere la croce di vetta.

Oggi con papà e Franco che ci deliziato con le sue belle avventure settimanali in bicicletta… privilegi da pensionato….


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note su accesso stradale :: in auto fino alla lapide degli alpini in Val Thuras
Persa quasi un'ora per cercare un sentiero che mi portasse oltre i boschi: trovarne uno o una qualunque traccia è praticamente impossibile. Meglio andare su come viene, tra i boschi e i piani erbosi. Io ho seguito un torrente e mi sono un po'arrampicato per una gola stretta e ripida. L'importante tanto è arrivare sul piano erboso oltre il bosco. Da là si vede già la cima. 700 m. di pietraia nera (e si capisce dunque perché si chiama così). In vetta, croce metallica e alcune curiose api mezze addormentate.
Cielo bello, qualche nuvola, vento e sole. Avvistato un gipeto. 21 gradi. Tante mosche. Le tre stelle sono per il paesaggio: desolante (non considero il panorama perché altrimenti tutte le gite, in una giornata di sole e cielo sereno, meriterebbero 5!


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note su accesso stradale :: oltre Croix de la Plane meglio non avere un'auto bassa..
tanto frequentata d'inverno, quanto poco frequentata d'estate, a dispetto del bellissimo vallone sospeso.
A complicare la vita è il difficile reperimento del sentiero un pò su tutto il percorso.
All'inizio, da Thuras: passato il ponte, abbandonare subito la sterrata per salire su pendii erbosi tenendosi sempre alla sx degli alberi che cingono il ruscello: dopo pochi minuti si reperisce la traccia che diventa evidente e sale nel bosco.
Sui pascoli superiori la traccia si perde nuovamente..
Salire liberamente per ripidi pendii erbosi a dx del ruscello per incrociare una traccia che taglia a mezzacosta verso sx e finalmente conduce agli ampi prati del vallone sospeso.
Qui la traccia si perde di nuovo, ma basta puntare all'evidente figura del Terra Nera, per raggiungere la pietraia dove finalmente, ometti e segni bianchi e rossi, guidano alla sommità!
Oggi gran gitone con 1400mt di dislivello a causa della partenza da quota 1714 di Croix de la Plane (non mi fidavo a proseguire con l'auto).
Attenzione ai cani pastore che proteggono le greggi, presenti un pò ovunque su tutti i percorsi della Valle Thures!!


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Ravaniamo per 30 minuti cercando il sentiero segnato sulla carta troviamo labili segni sulla prateria che departono a bordo della strada descritta ci impegniamo nell'accentuare la segnalazione costruendo parecchi ometti all'inizio del sentiero i segni sono ormai labili comunque seguendo gli ometti si raggiunge la cima. Attenzione sul sentiero tra i larici che infestano e chiudono il passaggio sul sentiero ci vorrebbe in macete stile foresta per liberarsi dai rami
un ringraziamento al gruppo CAI di Cumiana


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Le uniche difficoltà di questo itenerario sono nell'individuare il sentiero all'inizio che attraversando un pascolo incolto nasconde bene i pochi segni di riferimento. Raggiunta la pineta la traccia e ben visibile e ben segnalata fino al pianoro superiore dove si perde ma con buona visibiltà il percorso rimane evidente e comunque sono presenti diversi ometti più o meno grandi.
Gita in compagnia di Patrizia al suo primo 3000 di quest'anno in una bella giornata di fine estate


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Ci sono anche stati ...

  • 18/08/15 - gieffe
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: E :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Nord-Est
    quota partenza (m): 1948
    quota vetta/quota massima (m): 3100
    dislivello salita totale (m): 1152

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