Rognosa d'Etiache - Torre Maria Celeste Via Mellano

note su accesso stradale :: sterrato per auto alte (noi con Opel Mokka 4x4)
Ravanare in pietraia dal laghetto secco del Patarè e arrivare sotto parete.

L1. attacco poco chiaro sulla parte sx della parete, per rampe erbose/sassose (III), volendo si può attrezzare una sosta intermedia su nut/spuntone sulla cengia, altrimenti cercare una rampa che sale verso sx a circa 30 metri da terra e reperire la sosta alla base di un masso/lama molto grande (50m, III)
L2. dalla sosta individuare lo spit e aggredire lo strapiombo (spit, nut incastrato e chiodo)(V+, passo atletico) poi per diedri più semplici arrivare in sosta (40m, V+ e IV)
L3 ed L4. seguire altri diedri sulla verticale della sosta, dopo circa 30 metri una cengia erbosa presenta una prima bella sosta a spit, oppure continuare per rampa erbosa sulla SX e reperire altra bella sosta a spit (IV, 30m e II, 20m)
L5. si è alla base della torre staccata, che presenta un camino con cordone bianco. Non abbiamo seguito quella strada ma per risalti sulla verticale della sosta e poi in obliquo a SX fino alla forcella tra la torre staccata e la parete (IV, 30m)
L6. seguire spit e chiodo verso SX, poi verticale ed a DX (chiodo e spit) fino a rampa erbosa e cengia, sosta sulla SX (IV+, 40m)
L7. entrare nel canalone a DX della sosta e con percorso non obbligato cercare la sosta sulla DX (III, 25m)
L8. seguire il canalino erboso che sale a DX della sosta (15m, II)
L9. puntare l'evidente cengia alla base della torre staccata a DX, quella con un grande camino chiuso da un enorme blocco incastrato. Per arrivarci obliquare a DX sul facile (III) e alla base di un diedro (chiodo) salirlo, traversare leggermente a destra e salire una fessura che sale in verticale verso la cengia, sosta sulla DX (IV+, 40m)
L10. Entrare nel camino (nut incastrato) e cercare sulla parete di DX (verso il fondo) un bello spit. Seguire sulla verticale ed uscire sulla DX su una cengia expo (altro spit), traversare a DX fino alla sosta (IV, 30m)
L11. Sulla verticale della sosta (passo atletico) poi cengia sulla DX e diedro fino alla VETTA ! Sosta su un masso appena fuori dal diedro (30m, IV)

DISCESA
Dopo essersi goduti il solarium tipico dei 3342 metri di altezza della Torre Maria Celeste, disarrampicare (10m, magari assicurando dall'alto...) sul versante OPPOSTO a quello di salita verso la cima della Rognosa, arrivare su una piccola cengia e traversare verso la FORCELLA fino alla prima sosta di calata (ultima sosta della via Rabbi-Rossa)
Calare 10m e reperire sosta sulla SX (tutte le soste sono genialmente piazzate in punto protetti dalle pietre che cadono dall'alto)
Calare 50m nel canalone e sosta sulla SX su cengia (recente sosta a chiodi+kevlar nel mezzo..)
Calare 45m fino ad un piccolo strapiombo, sosta un po' nascosta sulla SX su bella cengia e scivolo erboso
Calare 40m sullo scivolo erboso (non nel canalone!), ignorare una vecchia sosta su cordoni e arrivare su cengia a SX
Calare 30m in verticale fino a sosta chiodi+spit
Calare 50m fino alla base della torre
Complessivamente bella salita in ambiente, addolcito dal breve avvicinamento a piedi.
Protezioni non facili da piazzare, ma nei tiri meno facili spit e chiodi presenti nei punti giusti.
Molta molta molta roccia mobile (!)
Grande giornata con Mara e Federico F.


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Niente da aggiungere alla puntuale e precisa relazione di Loup.
Itinerario sicuramente da non sottovalutare e da affrontare con tempo più che buono.
Una bella avventura!!!!!

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Più che una via è un viaggio sulla montagna. Non è facile seguire la via e trovare roccia buona, noi abbiamo trovato 3 chiodi, uno spit e la sosta a spit del quinto tiro il resto tutto attrezzato a nut friend e cordini. A a metà del terzo tiro siamo finiti un po' troppo a sinistra, ma siamo riusciti a tornare sulla via alla fine del quarto tiro. Arrivati in cima bisogna tenere conto che si è appena passata la metà del "viaggio". Seguire la cresta (non banale con nevischio e un po' di ghiaccio) verso la Rognosa di Etiache per circa trecento metri aggirando le difficoltà sulla sinistra, doppia di una trentina di metri e una doppia di 30 metri prima dell'intaglio con la Rognosa (abbiamo lasciato una fettuccia su una clessidra) e da qui una lunga doppia su spit fino ai ghiaioni. Non scendere subito verso la strada, ma scollinare verso destra e puntare il lago. Una via di grande soddisfazione sia per l'arrrampicata per il panorama e l'ambiate circostante, sicuramente da non sottovalutare.
Con Gigia

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Con Fede torniamo alla Rognosa con l'intento questa volta di non sbagliare attacco ed itinerario. È andata bene!!!! Attacco trovato, risalendo verso sinistra la cengia, sino a doppiare in L1 un piccolo Torrione dietro il quale è posizionata S1. Su questo tiro non sono presenti chiodi, ma facile 3 grado. L2 dalla sosta a sinistra e poi verticale sono presenti chiodi. L3 sempre verticale sino alla prima cengia, raggiunta la quale si segue a sinistra sino a reperire S3. L4 a sinistra dentro l'evidente camino sino a giungere ad S4 proprio fuori dallo stesso. L5 partenza ancora a sinistra e poi verticalmente verso destra sino ad arrivare ad una nuova cengia S5. Qui abbiamo sbagliato salendo in una sorta di canale subito a destra della sosta laddove invece era necessario andare molto più a destra, cosi attrezzato una sosta a friend dopo circa 40 metri e poi traversato decisamente a destra sino a reperire S6. Da qui L7 tutto a destra puntando verso un grosso masso incastrato sotto il quale è presente la sosta S7, tiro in cui non abbiamo trovato chiodi. Da S7 risalire il masso incastrato e si trova poi S8 molto a destra, Noi abbiamo fatto una sosta intermedia subito sopra il masso per evitare attrito. Giunti ad S8 salire verticalmente (2 chiodi) e poi progressivamente verso destra su roccia pessima ma facile sino in vetta. Discesa sino alla forcella a piedi e poi nel canale sino a trovare la sosta della Rabbi Rossa sulla destra. Doppie sino a base parete. Così ad occhio Rabbi Rossa davvero su roccia infima......
Con Fede, grande giornata!!!!


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Bella salita, per nulla banale: a nostro avviso le difficoltà non so tecniche ma bensì di "navigazione", nella parte alta trovare la via non è affatto banale (e infatti noi da bravi polli siamo andati fuorivia). Con Panda 4x4 fino al lago Patarè (secco), di lì per pietraia prima decente e poi scomoda in 35-40min si è alla base. L'attacco ovviamente l'abbiamo ciccato, in teoria è in una specie di rampa con fessura verso dx. Noi invece siamo andati fino all'attacco della Re-Roche: in corrispondenza di un ometto inizia una cengia ascendente verso sx che termina in un prato (scritta e freccia Re-Roche), di lì obliquando a sx per una serie di paretine facili (III/III+) si raggiunge la comoda S1 del mellano (2spit+cordone). L2 con partenza verticale di 5 ben prottetta (1 spit, 1ch. e 1nut incastrato), poi camino facile fino in sosta (2 spit da collegare molto distanti, per questa come le altre soste longe da 120cm fortemente consigliate). L3 molto bello: prima diedro-camino poco proteggibile, poi traverso a dx mooolto expo (1 spit), quindi altro camino e altro traverso (ch.). Qualche anima pia ha attrezzato una nuova sosta (2spit collegati) alla base del camino della quinta staccata, così si evita un tiraggio corde che già fin lì si fa sentire. Breve tiro per arrivare alla forcella tra quinta e parete e quindi L4, davvero bello: muro verticale di IV+ molto continuo, unico neo il tiraggio corde davvero impossibile, allungare bene le protezioni o è come tirarsi dietro un bilico da metà in poi. Personalmene consiglio di non moschettonare il ch. verde a metà tiro, è lui uno dei principali colpevoli (per il resto si trovano altri 2 spit e ch.). Dalla S3 (S4 se si tiene conto di quella facoltativa alla base della quinta staccata) sono iniziati i dilemmi: la relazione della guida cai dice di stare sulla sx dello sperone nerastro, occhio però che non vuol dire di stare SULLO sperone, ma proprio alla sua sx, già ma quanto a sx? Boh!! In sostanza bisogna salire in una specie di camino-canale dove in uno spiazzo si trova una sosta (sempre 2 spit da collegare): io ovviamente non trovando segni di passaggio ho ravanato un bel po' prima di trovarla e ovviamente per non rischiare il tiraggio corde ho fatto 40m di tiro con solo un nut di protezione, per fortuna che non si supera il IV... Da questa sosta noi ci siamo decisamente persi: col senno di poi probabilmente di lì bisogna andare decisamente a dx, cercando di andare sotto al canale di sx sotto la vetta. Al contrario ho proseguito diritto lungo il bel muro verticale che mira agli strapiombi, quindi dopo un 45-50m di III/IV (anche qui protezioni scarse, 2 in tutto il tiro) ho attrezzato una sosta al volo. Da lì avrei voluto provare a traversare a dx e forzare gli strapiombi di vetta, ma la stanchezza del socio mi ha fatto (saggiamente) deviare a sx fino ad intercettare la cresta sommitale, proprio sotto gli strapiombi di vetta. In più non possiamo neanche fare i fighi e dire che abbiamo "aperto" una nuova variante, perché lungo questo tratto abbiamo trovato un ch. nel tratto verticale e 2 ch. da sosta in una nicchia (tutto datato probabilmente all'alto medioevo).
Dalla cima invece delle doppie abbiamo preferito traversare alla punta SW: prima crestina facile, poi calatona nel vuoto di 30m. Di lì ultimo tratto con qualche passo divertente fino alla SW, infine discesa facilmente disarrampicabile fino alla prima forcella dove una mega-doppia di 55m (2spit+catena) riporta finalmente alla terra ferma.
Insomma una gita completa, dove la capacità di lettura dell'itinerario è più importante che la padronanza del grado, per questo ho preferito inserire la gita qui piuttosto che sotto la sezione "arrampicata".
Come attrezzatura consiglio un set di nut e poi friend medio-grossi, martello utile per ribattere i chiodi.
Con Cerez, a challenging day out...


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Bella via su roccia generalmente discreta, ma come è già stato detto assai migliore di quella della Rabbi-Rossa che avevo salito una decina di anni fa. Difficoltà classiche che non vanno però sottovalutate.

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Salita di stile decisamente classico. Le soste sono tutte attrezzate con due spit senza catena. Lungo ogni tiro si trovano in media uno spit e un chiodo.Con una serie di dadi e una di friends ci si protegge sempre bene. La roccia è discreta ma richiede attenzione.
Variante di uscita: da S6 (cioè dopo il diedro canale facile)abbiamo fatto 2 tiri in diagonale verso destra e con un ultimo tiro siamo usciti in vetta (soste, attrezzatura e difficoltà omogenee con la via).
Per la discesa abbiamo traversato in cresta alla punta SO della Rognosa,di qui siamo scesi all'intaglio che precede quello della bocchetta della Rognosa, dove un cordone bianco e due spit con catena indicano la partenza di una doppia da 60m che riporta sui ghiaioni
E' possibile anche scendere direttamente dalla punta SO con tre doppie da 60m nel vuoto, lungo una via moderna di cui non so nulla.
Piacevole compagnia di Francesca ed Emanuele


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Come gia' evidenziato da chi ci ha preceduti si tratta di una salita di tutto rispetto, dove il problema non e' tanto la difficolta' tecnica quanto la qualita' della roccia e la proteggibilita'.
Qualche ulteriore commento su:
?a=12&idx=etiache


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siamo finalmente risciti a trovare l'attacco ,grazie alle precise indicazioni di Mario. si trova in prossimità di una cengia\rampa a centro parete con fessura verso destra.
roccia decisamente migliore,ma pur sempre delicata, della vicina rabbi-rossa fatta la settimana scorsa.nel complesso salita a mio giudizio molto divertente. con Diego

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via interessante e bell'ambiente ma la roccia è di quella che devi sempre stare molto attento per non far "partire" qualcosa . con germano

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Vera via di montagna, in parete aperta, sorprendente per logicità e intuito, molto divertente. Difficoltà classiche sul IV/IV + con un passo di V abbastanza sostenute. In via pochi vecchi chiodi (da verificare) e qualche spit, si integra bene con nut e friends. La strada del Sommellier non é accessibile dalle 9 alle 17 il venerdì, sabato e domenica fino a metà setembre.
Bella giornatadi montagna, solo noi in parete. Ambiente e via inaspettamente più severi di quanto pensassimo.


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bella salita su gradi classici, in un ambiente molto bello e su roccia che alterna tratti molto belli ad altri dove occorre fare attenzione. bellissimi il secondo e terzo tiro su buona roccia.
discesa: dalla cima scesi qualche metro fino ad un colletto (ometto) dove iniziano le doppie lungo la via dello spigolo est. abbiamo lasciato una fettuccia viola al posto di un vecchio cordone sulla prima calata.
giornata meravigliosa con panorama a 360 gradi.


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  • 08/10/06 - andrea bertea
  • 08/10/06 - andrea bertea
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: D+ :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud-Est
    quota partenza (m): 2806
    quota vetta (m): 3342
    dislivello complessivo (m): 650

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