Maria Celeste (Torre) - Rognosa d'Etiache via Mellano

Niente da aggiungere alla puntuale e precisa relazione di Loup.
Itinerario sicuramente da non sottovalutare e da affrontare con tempo più che buono.
Una bella avventura!!!!!

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Più che una via è un viaggio sulla montagna. Non è facile seguire la via e trovare roccia buona, noi abbiamo trovato 3 chiodi, uno spit e la sosta a spit del quinto tiro il resto tutto attrezzato a nut friend e cordini. A a metà del terzo tiro siamo finiti un po' troppo a sinistra, ma siamo riusciti a tornare sulla via alla fine del quarto tiro. Arrivati in cima bisogna tenere conto che si è appena passata la metà del "viaggio". Seguire la cresta (non banale con nevischio e un po' di ghiaccio) verso la Rognosa di Etiache per circa trecento metri aggirando le difficoltà sulla sinistra, doppia di una trentina di metri e una doppia di 30 metri prima dell'intaglio con la Rognosa (abbiamo lasciato una fettuccia su una clessidra) e da qui una lunga doppia su spit fino ai ghiaioni. Non scendere subito verso la strada, ma scollinare verso destra e puntare il lago. Una via di grande soddisfazione sia per l'arrrampicata per il panorama e l'ambiate circostante, sicuramente da non sottovalutare.
Con Gigia

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Con Fede torniamo alla Rognosa con l'intento questa volta di non sbagliare attacco ed itinerario. È andata bene!!!! Attacco trovato, risalendo verso sinistra la cengia, sino a doppiare in L1 un piccolo Torrione dietro il quale è posizionata S1. Su questo tiro non sono presenti chiodi, ma facile 3 grado. L2 dalla sosta a sinistra e poi verticale sono presenti chiodi. L3 sempre verticale sino alla prima cengia, raggiunta la quale si segue a sinistra sino a reperire S3. L4 a sinistra dentro l'evidente camino sino a giungere ad S4 proprio fuori dallo stesso. L5 partenza ancora a sinistra e poi verticalmente verso destra sino ad arrivare ad una nuova cengia S5. Qui abbiamo sbagliato salendo in una sorta di canale subito a destra della sosta laddove invece era necessario andare molto più a destra, cosi attrezzato una sosta a friend dopo circa 40 metri e poi traversato decisamente a destra sino a reperire S6. Da qui L7 tutto a destra puntando verso un grosso masso incastrato sotto il quale è presente la sosta S7, tiro in cui non abbiamo trovato chiodi. Da S7 risalire il masso incastrato e si trova poi S8 molto a destra, Noi abbiamo fatto una sosta intermedia subito sopra il masso per evitare attrito. Giunti ad S8 salire verticalmente (2 chiodi) e poi progressivamente verso destra su roccia pessima ma facile sino in vetta. Discesa sino alla forcella a piedi e poi nel canale sino a trovare la sosta della Rabbi Rossa sulla destra. Doppie sino a base parete. Così ad occhio Rabbi Rossa davvero su roccia infima......
Con Fede, grande giornata!!!!


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Bella salita, per nulla banale: a nostro avviso le difficoltà non so tecniche ma bensì di "navigazione", nella parte alta trovare la via non è affatto banale (e infatti noi da bravi polli siamo andati fuorivia). Con Panda 4x4 fino al lago Patarè (secco), di lì per pietraia prima decente e poi scomoda in 35-40min si è alla base. L'attacco ovviamente l'abbiamo ciccato, in teoria è in una specie di rampa con fessura verso dx. Noi invece siamo andati fino all'attacco della Re-Roche: in corrispondenza di un ometto inizia una cengia ascendente verso sx che termina in un prato (scritta e freccia Re-Roche), di lì obliquando a sx per una serie di paretine facili (III/III+) si raggiunge la comoda S1 del mellano (2spit+cordone). L2 con partenza verticale di 5 ben prottetta (1 spit, 1ch. e 1nut incastrato), poi camino facile fino in sosta (2 spit da collegare molto distanti, per questa come le altre soste longe da 120cm fortemente consigliate). L3 molto bello: prima diedro-camino poco proteggibile, poi traverso a dx mooolto expo (1 spit), quindi altro camino e altro traverso (ch.). Qualche anima pia ha attrezzato una nuova sosta (2spit collegati) alla base del camino della quinta staccata, così si evita un tiraggio corde che già fin lì si fa sentire. Breve tiro per arrivare alla forcella tra quinta e parete e quindi L4, davvero bello: muro verticale di IV+ molto continuo, unico neo il tiraggio corde davvero impossibile, allungare bene le protezioni o è come tirarsi dietro un bilico da metà in poi. Personalmene consiglio di non moschettonare il ch. verde a metà tiro, è lui uno dei principali colpevoli (per il resto si trovano altri 2 spit e ch.). Dalla S3 (S4 se si tiene conto di quella facoltativa alla base della quinta staccata) sono iniziati i dilemmi: la relazione della guida cai dice di stare sulla sx dello sperone nerastro, occhio però che non vuol dire di stare SULLO sperone, ma proprio alla sua sx, già ma quanto a sx? Boh!! In sostanza bisogna salire in una specie di camino-canale dove in uno spiazzo si trova una sosta (sempre 2 spit da collegare): io ovviamente non trovando segni di passaggio ho ravanato un bel po' prima di trovarla e ovviamente per non rischiare il tiraggio corde ho fatto 40m di tiro con solo un nut di protezione, per fortuna che non si supera il IV... Da questa sosta noi ci siamo decisamente persi: col senno di poi probabilmente di lì bisogna andare decisamente a dx, cercando di andare sotto al canale di sx sotto la vetta. Al contrario ho proseguito diritto lungo il bel muro verticale che mira agli strapiombi, quindi dopo un 45-50m di III/IV (anche qui protezioni scarse, 2 in tutto il tiro) ho attrezzato una sosta al volo. Da lì avrei voluto provare a traversare a dx e forzare gli strapiombi di vetta, ma la stanchezza del socio mi ha fatto (saggiamente) deviare a sx fino ad intercettare la cresta sommitale, proprio sotto gli strapiombi di vetta. In più non possiamo neanche fare i fighi e dire che abbiamo "aperto" una nuova variante, perché lungo questo tratto abbiamo trovato un ch. nel tratto verticale e 2 ch. da sosta in una nicchia (tutto datato probabilmente all'alto medioevo).
Dalla cima invece delle doppie abbiamo preferito traversare alla punta SW: prima crestina facile, poi calatona nel vuoto di 30m. Di lì ultimo tratto con qualche passo divertente fino alla SW, infine discesa facilmente disarrampicabile fino alla prima forcella dove una mega-doppia di 55m (2spit+catena) riporta finalmente alla terra ferma.
Insomma una gita completa, dove la capacità di lettura dell'itinerario è più importante che la padronanza del grado, per questo ho preferito inserire la gita qui piuttosto che sotto la sezione "arrampicata".
Come attrezzatura consiglio un set di nut e poi friend medio-grossi, martello utile per ribattere i chiodi.
Con Cerez, a challenging day out...


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Vera via di montagna, in parete aperta, sorprendente per logicità e intuito, molto divertente. Difficoltà classiche sul IV/IV + con un passo di V abbastanza sostenute. In via pochi vecchi chiodi (da verificare) e qualche spit, si integra bene con nut e friends. La strada del Sommellier non é accessibile dalle 9 alle 17 il venerdì, sabato e domenica fino a metà setembre.
Bella giornatadi montagna, solo noi in parete. Ambiente e via inaspettamente più severi di quanto pensassimo.


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  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: D+ :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud-Est
    quota partenza (m): 2806
    quota vetta (m): 3342
    dislivello complessivo (m): 650

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