Badile (Pizzo) Via Normale

Arriva ottobre e la voglia di Val Masino.

Ennesima notte nell'invernale del Gianetti, oggi meno umido del solito. Sarà la decima volta in cui vi passo la notte. Mentre nel vero rifugio non sono mai stato, ne tanto meno so che faccia abbia il gestore.

Il Badile si presenta con un pò di chiazze di neve, giustamente nelle nervature su cui sale la via normale. Il canalino sotto la croce Castelli è ghiacciato e lo superiamo un pò con le unghie. Più su cè un pò di neve che non da molto fastidio. Pìù che altro, lo scioglimento provoca rivoli d'acqua ovunque e bisogna arrampicare sempre su rocce bagnate.

A tre quarti della salita, quando ormai iniziavamo a gioire per la vetta, qualcosa non mi quadra. Non riusciamo a trovare l'ultima parte ripida che conduce al catino di sfasciumi sotto la vetta. Nonostante ci sia già stato 4 anni fa, non ricordo il passaggio.
Intanto innocue nuvolette si trasformano velocemente in nebbia che sale e si capisce ancora meno. Facciamo due o tre tentativi, vicino alla cresta o più in centro, ma non cè niente da fare; .... non riconosco il posto. Mistero.. Ci sono parecchi cordini da calata posti qua e la che disorientano parecchio.

Interessante è come si passi nel giro di mezz'ora dalla gioia di arrampicare al sole, all'inculata e lo scoramento nella nebbia...... non ho parole...

Mi spiace più che altro per la mia amica che ci teneva. Io in cima ci sono già stato.
Nella parte alta della via normale sono posti tre anelli cementati. Sopra il secondo (salendo), si notano due bolli rossi su rocce bianche e lisce che portano verso destra. Con una vaga freccia bianca che indica la direzione contraria. Li sta l'errore.
Bisogna tenersi invece il più possibile vicino al filo di cresta fino ad incontrare il terzo anello che nella nebbia non abbiamo trovato.

Arrivederci Badile a ottobre 2019!!


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Gita impegnativa e di gran soddisfazione. I bolli rossi in salita non si vedono e gli ometti praticamente non ci sono quindi: fino alla croce castelli nessun problema, dalla croce al canalone bisogna stare attenti (due ometti che non si vedono subito) e nel canalone invece non si capisce tanto bene. Noi abbiamo proseguito invece di uscire ricollegandoci alla via dal facile camino che porta sullo spigolo. Da lì facilmente in vetta. Discesa sulla via (oggettivamente pericolosa) con quattro doppie e disarrampicando il resto.

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finalmente in vetta al badile, il simbolo per eccellenza delle alpi centrali!!!!! questa della cresta sud è una classica via in ambiente selvaggio e magnifico, non difficile, ma come si dice mai banale, fatta in gran parte in conserva corta, prestando sempre la massima attenzione!!!! la discesa fatta purtroppo nella nebbia, un po' disarrampicando, e quando possibile sempre in doppia sui comodi anelloni!!!!
la cima stupenda, in cordata con Aldo!!!! un saluto al mitico Daniele Bernasconi e al nipote di Redaelli( quello del bivacco)!!!


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Sulla via i bolli sono sbiaditi e gli ometti molto rari, percui consiglio di portarsi una relazione dettagliata.

In particolare, fare attenzione che, dopo avere percorso la cengia che scende dalla Croce Castelli - Piatti, si risale il successivo canalone solo per alcune decine di metri (alcune relazioni indicano 60m), poi lo si abbandona uscendo a sinistra e percorrendo una cengia ascendente (bollo non visibile dal canale).

Noi siamo saliti in conserva e abbiamo fatto un tiro dal camino con la corda fino alla Croce Castelli - Piatti, e un tiro in corrispondenza di una placca appena prima della parte facile sotto la vetta.

La prima parte della discesa l'abbiamo fatta disarrampicando, poi abbiamo fatto 4 doppie su anelli cementati (condivise con una cordata proveniente dalla spigolo) fino alla cengia verso la Croce Castelli - Piatti.
Dalla Croce, 3 doppie fino alla base (1 corda da 60m).
Saliti in giornata impiegando quasi 12 ore da auto ad auto.
(10 ore e mezza in movimento e circa 1 ora e mezzo di pause, distribuite tra salita e discesa)

Le nostre tempistiche:
- 2:30 Bagni -> Rifugio
- 0:50 Rifugio -> Base
- 2:00 Base -> Vetta
- 2:45 Vetta -> Base
- 0:30 Base -> Rifugio
- 1:45 Rifugio -> Bagni

Tempo asciutto e caldo, ma nuvoloso.

La via è stata percorsa da più cordate in discesa che in salita.... contate almeno una decina di cordate in discesa dopo avere salito lo spigolo, mentre in salita eravamo noi e un'altra cordata....!




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niente neve all'attacco.
bagni di masino --> vetta 3 ore

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Noi siamo saliti rimanendo più a lungo nel canale, su placche non difficili, traversando poi a sx quando lo diventavano (ometti). Consigliabile se si è i primi a salire e non si ha gente subito dietro. Difficoltà contenute inferiori alle aspettative. Salita tutta in conserva a parte un tiretto nel passo chiave di III+. In discesa, molto (troppo) prudentemente abbiamo fatto le prime tre doppie (le prime due si poteva disarrampicare tranquillamente), quindi abbiamo disarrampicato seguendo i segni rossi fino alla croce, dove ci siamo nuovamente calati due volte fino all'attacco. Bella montagna e bellissima roccia.

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Prima volta in val masino(Domenico),sono rimasto colpito dalla bellezza del colosso di granito che e' il pizzo badile.Dopo aver pernottato al rifugio Gianetti,siamo partiti al mattino presto per la salita,il cielo limpido,nevai inesistenti e uno stambecco che ci ha fatto da guida per l'attacco, il passo del gatto e' il passaggio piu' impegnativo di 3° grado prima di arrivare alla croce Castelli Piatti,poi tra placche,cenge erbose e sfasciumi si arriva i vetta.Noi a parte il passaggio di 3° abbiamo fatto tutta la salita in conserva e in discesa avevamo una corda a testa da 60m abbiamo fatto 6 doppie da 30m e 3 doppie da60m,non ci sono spit lungo la via e su qualche passaggio delicato e strapiombante meglio avere qualche fettuccia o friend,salita stupenda ne vale proprio la pena.
grazie a Giorgio capocordata con Domenico


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primi due tiri bagnati dalla pioggia,poi tutto perfetto
Con Ilena Chierici


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Salita molto bella e logica. Esposta in qualche tratto. Partiti con cielo sereno, siamo arrivati in vetta con le nubi e siamo tornati al rifugio con la neve e vento freddo; poco dopo ancora bel tempo sebbene il persistere del vento.
Rifugio Gianetti al completo, abbiamo dormito nel locale invernale. Diverse cordate sulla normale, sulla Via Molteni (per il nevaio durante l'avvicinamento sono utili i ramponi) e sulle pareti circostanti. Con Claudio ed in compagnia della cordata di bergamaschi Giordano, Paolo e Luigi con cui abbiamo condiviso la discesa dalla via e il lungo ritorno verso valle.


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Condizioni meteo eccezzionali. Praticamente estate. Solo io ed il mio socio sulla montagna, qualcuno sul Cengalo e la Sertori. Gita consigliata prima che cambi il tempo.

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bellissimo itinerario da non sottovalutare passaggi di 3° e tratti molto esposti!!
6 le doppie da 50mt. da fare per tornare all'attacco.
Divertente ed affrontato con una giornata bellissima!! Ottimo anche il rifugio sotto tutti gli aspetti!!
Ponete attenzione alla neve presente all'attacco della via, nessun problema lungo il percorso!!

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bell'itinerario un po' da cercare ma comunque con frequenti segni di passaggio.
freddino e umido alla partenza, poi dall'inizio della discesa è migliorato.
in discesa, basta veramente un minimo di attenzione nel punto in cui si deve risalire, dove peraltro si trova un grosso ometto ed una freccia sbiadita.
calate con anelli cementati ogni 50/60 m, ma ci sono diverse calate con cordini per lunghezze minori, e comunque disarrampicare in molti tratti è la soluzione migliore.

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E'possibile effettuare divertenti varianti, sempre valutabili intorno al 3°. attenzione per coloro che non scendono attrezzando la discesa la disponibilità di una corda fissa a metà parete (un pò consunta a dire il vero)
Ne approfitto delle ottime condizioni meteorologiche per riprendere la stagione escursionistica, conclusa la stagione dei funghi, con la solitaria al PIzzo Badile.

Partito da Bagni alle ore 8.00 giungo al canalino di attacco alle ore 10.00 seguo l'itinerario normale alla vetta con alcune divertenti variante di III° raggiungo la vetta alle ore 11.00. Panorama spettacolare, ma mi appresto immediatamente ad affrontare la discesa, comunque sempre più difficoltosa rispetto la salita, in breve raggiungo il rif. Giannetti, breve pausa pranzo per poi ridiscendere a valle.

Solitaria


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Ho incluso la salita a questa singolare montagna, dall'aspetto massiccio e severo, specie se osservata dalla val Bondasca, in uno dei miei viaggi solitari nella valle di Masino. Preso come riferimento quale ottimo punto d'appoggio il Rif.Gianetti.La via normale non presenta difficolta' di rilievo, fatta eccezione per un solo passaggio di forza nel primo terzo della via, valutato credo nell'ordine del 3°. Una fettuccia in loco ne agevola il superamento. Per il resto non va oltre il 2°. In questo stesso giorno son ridisceso a valle per trasferirmi in auto dai Bagni di Masino a Predarossa, dove ho intrapreso la marcia di avvicinamento su al rif.Ponti. Domani e' in programma il Disgrazia...!

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  • 02/08/08 - gonzalito
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: PD+ :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud
    quota partenza (m): 1172
    quota vetta (m): 3308
    dislivello complessivo (m): 2136

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