Bego (Monte) da les Mesches

Percorso molto semplice sino al rifugio , ma piuttosto facile anche dopo salendo verso la vetta . Qualche ometto aiuta a trovare il tracciato migliore nella pietraia sommitale . Dopo l' anticima , si può seguire la breve cresta rocciosa con l'aiuto delle mani oppure aggirarla a sinistra su facile sentiero . Io non ho visto il " passo del gatto " di cui parlano altre relazioni , ma solo un sentiero per niente esposto . Le uniche difficoltà , in giornate così , stanno nella lunghezza ( 22 km ) e nel dislivello complessivo ( quasi 1500 metri ) .
Io ho percorso la via più agevole , passando dal Rifugio des Merveilles . Partito molto più tardi del previsto ( verso le 8,30 ) per un contrattempo , sono salito di buon passo nel bosco e poi con più fatica nella lunga e ripida rampa verso la cima . Arrivato comunque in vetta dopo 3 , 45 ore , grazie all' ottima giornata mi sono goduto a lungo i bellissimi panorami verso i numerosi laghi sottostanti e le maestose cime del circondario . Mi hanno raggiunto poi un trio di francesi ed una coppia di italiani , che saluto . In giro nessun camoscio e solo qualche timidissima marmotta .

Dal Lac de la Miniere si vede il Bego
Refuge des Merveilles e Cime des Lacs
I laghi ,salendo verso il Bego
Ancora laghi ...
Vallone de la Miniere dall'anticima
Quasi in vetta
In cima al Bego
Grand Capelet dalla cima
Gelas e Maledia dalla vetta
Rocca dell'Abisso dalla cima

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Gita lunga ,buon sentiero di salita.Discesi per la Baisse de Valmasque ,e ritorno al lag Long per riprendere il sentiero verso Les Mesches
Una bella giornata ,in mezzo a colori autunnali ,ha fatto da contorno a questa gita,lunga faticosa ma molto appagante.Partiti poco dopo le 8 dal parcheggio ,sfruttando tutte le possibili scorciatoie siamo arrivati all'inizio della vasta conca delle Merveilles ,dove abbiamo facilmente individuato il sentiero ,che ci ha portati in cima al Monte Bego in poco più di 4 ore .Panorama grandioso verso le alpi Liguri e Marittime ,e sulla costa ,nonostante le nuvole basse impedissero la vista del mare ,abbiamo potuto ammirare la Corsica .Numerosi camosci avvistati sia in salita che in discesa,pochi escursionisti incontrati ,solo 4 oltre noi sono saliti in cima.
Un saluto alle valide compagne di gita:Ines ,Lidia e Margherita e a Giusy di Dronero e compagno, incontrata sul sentiero di salita .


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Salita dal Lac de Meches con partenza alle 10. Viste le previsioni meteo che davano peggioramento nel pomeriggio abbiamo rinunciato a salire dal versante Est, che leggendo la descrizione presenta tratti senza sentiero e quindi con problemi di orientamento in caso di scarsa visibilità, optando per passare al rifugio e quindi salire in vetta dal versante Sud, sicuramente più facile. Per la salita al rifugio abbiamo impiegato circa 2 h 30, poi dopo un veloce spuntino alle 13 abbiamo iniziato la salita verso la vetta; poco dopo la partenza si è chiuso e abbiamo fatto buona parte della salita con vento forte e addirittura con una leggera bufera di neve…sul terreno non è rimasto nulla, però è risultata particolarmente fastidiosa per la neve sparata negli occhi. Arrivati in cima in circa 2 ore, velocissima sosta per qualche foto e poi siamo immeditatamente ridiscesi visto che il meteo non prometteva nulla di buono…arrivati al rifugio alle 17, dopo poco ha iniziato a piovere!
Gita lunga e con parecchio dislivello, che però non presenta difficoltà. Cima che dovrebbe essere molto panoramica, anche se noi non abbiamo visto molto per via delle nubi. Giornata fredda e ventosa, abbiamo incontrato un po’ di gente salendo al rifugio, in vetta solo noi; visti molti camosci.
Ottima accoglienza al Refuge des Merveilles, decisamente confortevole e con ottimo trattamento.


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note su accesso stradale :: Parcheggiato a bordo strada a Lac des Mesches
Salita di grande soddisfazione alla cima piu' famosa della Valle delle Meraviglie. Sveglia e colazione alle 7 al Refuge des Merveilles, con fuori una pioggia battente. I rifugisti sconsigliano qualunque salita in vista di possibili temporali pomeridiani e consigliano di scendere a valle. Facciamo colazione con calma e, passate le 8, spiove e il cielo sembra aprirsi. In men che non si dica parto (Federico voleva smaltire le fatiche del giorno precedente) e seguo cinque persone che avevano gia' iniziato la salita.
Attraversata la diga del Lac Long Superieur, in breve raggiungo un gruppo di tre escursioniste francesi. Salgo con loro, mentre qualche goccia di pioggia minaccia il successo della salita. Per fortuna le gocce sono passeggere; la roccia in realta' e' asciutta. Superate infine le tre francesi. mi lancio all'inseguimento dei primi due, che vedo in vetta mentre io sono sull'anticima, dove mi rifocillo nei pressi di un paio di nevai rimasti.

Giunto alla base della vetta principale del Bego, trovo la strada sbarrata da una paretina esposta. Dove passare? Aspetto che i due francesi scendano per osservare dov'e' il passaggio migliore. E' facile andarsi a infilare in difficolta' alpinistiche e su terreno esposto, se non si ha una buona relazione. Scopro quindi il passaggio del Gatto e procedo per cengia esposta. Non trovando pero' il prosieguo del sentiero e soprattutto avendo visto scendere i francesi in disarrampicata su paretine esposte, mi infilo in un caminetto con ottime prese e giungo cosi' a un pulpito, dal quale la cresta si restringe ma, con attenzione, ci si porta alla parte finale della salita, dove la montagna si allarga notevolmente. In breve raggiungo quindi la vetta con le bandierine tibetane e un panorama superbo.

Mi fermo a lungo in cima a godere in solitudine della bellezza dei luoghi e, una volta disceso al pulpito roccioso, incontro due delle francesi. Una aveva rinunciato per via delle vertigini (alcuni passaggi nella parte finale sono abbastanza esposti) e aveva preferito fermarsi sull'anticima. Le due francesi mi chiedono di aspettarle per la discesa, e cosi' faccio.
Scendo infine con le francesi trovando tutto il sentiero che, con il senno di poi e conoscendo i posti, e' esposto ma facile, senz'altro non alpinistico (mentre le difficolta' affrontate in salita erano senz'altro di II grado almeno).
Segue discesa lunga ma facile su ampi pendii fino al Refuge des Merveilles, dove ritrovo Federico. Lunga discesa all'auto, evitando per poco un acquazzone.
Grande salita resa incerta fino alla fine dal meteo e dallo scarso dettaglio delle relazioni presenti finora su internet, che hanno reso laboriosa la ricerca dell'ultima parte di itinerario. Devo ancora ringraziare la guida dei graffiti, che il giorno prima mi aveva parlato del passaggio del Gatto da percorrere per salire sulla vetta principale del Bego.

A leggere le tante relazioni online, parrebbe che molti si siano limitati all'anticima del Bego. Specialmente in inverno, con molto ghiaccio, la salita al Bego da questo versante non e' da sottovalutare e si apprezzera' l'uso di picca, ramponi e corda.

Una nota sul rifugio: e' stato rinnovato di recente, per cui l'infrastruttura non e' male; il cibo e' discreto (formaggio, torta, crostata e cubetti di zucchero immersi nel genepi eccezionali; minestra e pasta da rivedere completamente; arrosto cosi' cosi'), ma i consigli alpinistici/escursionistici del rifugista e' meglio ignorarli. Se avessimo seguito le sue indicazioni, ce ne saremmo tornati a casa con le pive nel sacco. E, invece, facendo sempre il contrario di cio' che ci consigliava, abbiamo tirato fuori dal cilindro una due giorni superlativa.

Infine, una nota sul meteo: ilmeteo.it batte MeteoFrance 2-0. Corrette le previsioni a 2 giorni de ilmeteo.it per 2 giorni su 2. Abbiamo trovato l'unico posto sulle Alpi Occidentali dove la pioggia e i temporali sono rimasti sullo sfondo e non hanno dato fastidio! Sarebbe bastato essere in Valmasque e il nostro weekend sarebbe stato funestato dai temporali.

Un ringraziamento a Federico P. del CAI Ligure per due giorni splendidi e avermi aspettato al rifugio.


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note su accesso stradale :: tutto ok
Oggi bella escursione alla ricerca degli ultimi caldi estivi e ....bella scarpinata. Prima parte fino al rif.delle Meraviglie (in fase di chiusura), lungo e monotono poi salendo la dorsale che porta alla cima, cambia panorama e cambia la pendenza. Lunga sosta visto la piacevole temperatura e decidiamo, per la discesa per l'anello verso Casterino. Arrivati al passo di Valmasque piegare a dx e scendere verso il grande lago du Basto, poi a mezzacosta riprendere il sentiero che porta al passo di Fontanalbe e scendere verso il rifugio omonimo (chiuso ed in fase di ristrutturazione) passare vicino al bel lago Vert, ed arrivare a Casterino. Da qui ....autostop fino all'auto per evitare 4 km di asfalto; la gita diventa così di 25km per oltre 1800 mt.di dislivello, ma permette di vedere vari angoli di questi bei luoghi.
Oggi con Teodoro, ideatore della gita, e Maycol.


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Con mio fratello a giocarci un giorno di ferie, decisamente ben speso. Il biglietto da visita della gita, leggendo da Massimo66 "Salita abbastanza lunga per sviluppo" la dice già lunga, e allora abbiamo voluto provarla effettuando l'anello con salita dal vallone della Miniere e discesa sul rifugio delle Meraviglie. In effetti è MOOOOLTO lungo tutto il giro, ma fortunatamente la bella giornata ha compensato la fatica della salita e soprattutto dell'eterna discesa. Poche persone in giro. Dalla capanna a quota 1.950 credo che abbiamo toppato leggermente l'itinerario, salendo per tracce e fuori sentiero fino a circa 2.700, dove ci siamo finalmente ricongiunti con l'ultimo tratto della via normale già parecchio alti sul costone. Panorama spettacolare, peccato solo per le nuvole verso il mare, ma va bene lo stesso, non lamentiamoci troppo. Mangiato in cima in compagnia di un escursionista francese che salutiamo. Cinque stelle super meritate e ... un saluto e buone gite a tutti come sempre .

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lunga lunga ma..ne vale la pena:ambiente,panorami,dettagli ecc.ecc. e poi il bego...con Franco e Orny (al suo 2ndo bego). discesa x il ref.des merveilles ad anello (altrettanto lunga..). meteo magnifico.

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Lavori in corso allo sbarramento del Lac des Merveilles, l'accesso al sentiero per il Bego avviene passando in mezzo ai gabbiotti degli operai.
Un pò di foschia in cima, che ha solo fatto intravedere il mare.
in 3h dalle Meches, poi sceso al rifugio e risalito alla Cime du Diable


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Salita abbastanza lunga per sviluppo ,ma senza difficolta';si sale a vista fino alla dorsale finale della montagna.Giornata meravigliosa fino al pomeriggio quando le nuvole nere provenienti dall'Italia hanno coperto il cielo.
Salito in compagnia del mitico Mauro,detto anche Hispanico,sempre presente quando il ripido aumenta...


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... anche oggi il tempo è stato buono. Lunga salita in ambiente vario e selvaggio. Discesi al ref. des merveilles percorrendo un lungo giro ad anello.
Un saluto a martiniirma, roberto e signora incontrati in cima


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  • 12/08/09 - riku73
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Est
    quota partenza (m): 1390
    quota vetta/quota massima (m): 2872
    dislivello salita totale (m): 1482

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