Bionde trecce

Bel itinerario, utile per prendere confidenza con questo stile di scalata.
A maggio il sole arriva alle 11, sulle placche in alto il caldo risultava già intenso alle 13.
La parete asciuga velocemente, a meno dei primi due tiri dove la vegetazione è più fitta.

Prime due lunghezze in placca erbosa di riscaldamento, indispensabile per abituarsi a una scalata molto particolare...

Il 5° tiro è un diedro aperto di 6a (forse un passo di 6a +) abbastanza liscio, con chiodatura, rispetto al resto della via, distanziata e passi non proprio intuitivi. Appena si parte dalla sosta, salire i quarzi per montonare su un terrazzino, e quindi piegare a destra. Sopra il terrazzino c’è uno spit che non è della via. Traversando a destra, invece, si raggiunge la base del diedro.
Superato il diedro, per arrivare in sosta, seguire la lama sotto al cespuglio verso sinistra e rimontare sul terrazzino.

Il 6° tiro ha i primi metri di 6a con un passaggio sbilanciante ma su ottimi rovesci e buone prese per i piedi. Tra il 2° e il 3° spit si deve un po’ spingere sui piedi. Noi abbiamo seguito la lama verso sinistra fino a sotto il cespuglio, e poi siamo usciti in placca.

Il 6b è un tiro di pura aderenza su placca. Il traverso basso è molto delicato, e sempre con mano spalmata, come i piedi. Poi, quando si inizia a risalire lungo la vena di quarzo, scopri che il duro è proprio qui: inutile cercare, le uniche prese sono proprio queste concrezioni bianche. Non banale, ma chiodatura ottima.
Noi non abbiamo visto la sosta del 6b, prestare attenzione.
Sicuramente sul 4c si scala serenamente, e anche fare sosta su uno spit solo non è risultato un problema.

Dall'ultimo anello della via salire lungo la roccia verso sinistra per 6-7 metri, e lì si trova la catena su cui calarsi.

Discesa: calarsi su "Curri ca chiovi", noi non abbiamo fatto nessun concatenamento delle calate, pur avendo la corda da 60. Soffiava un forte vento e visto che ci si cala a tratti tra folta vegetazione, abbiamo preferito evitare qualche spiacevole incastro. Anche perché non si capiva quali concatenare.

L’avvicinamento è in un bosco “amazzonico” tra rovi, felci e erba alta. Un grazie a chi ha fatto qualche ometto integrativo, visto che i bolli (rossi, a volte a gruppi di 3, a volte righe gialle/rosse) in alcuni casi sono completamente sbiaditi e non è assolutamente intuitivo capire dove si passa.

Per raggiungere la partenza, una volta davanti alla scritta di "Curri ca chiovi" , spostarsi verso il basso per altri 5 minuti, seguendo una traccia accennata che percorre la base della placconata.

Probabilmente, con la crescita della vegetazione, da fine maggio percorrere il sentiero diventa molto faticoso.
1 ora-1ora e 10 di avvicinamento, dovuto soprattutto alla caccia della traccia giusta (300 m dislivello).

Molto ben fatta la relazione sulla guida di Versante Sud.
Partecipanti: Matteo e Alessandro

Partenza del terzo tiro
La placca finale del 6° tiro (il secondo 6a)
il tiro di 6b
La linea bianca delle prese
le scalette per arrivare al traliccio

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Itinerario consigliato ( in autunno si scala al sole) , con roccia ottima, prime due lunghezze in placca di riscaldamento seguite da successivi interessanti tiri.
Il diedro del 5° tiro vale la salita, diedro aperto di 6a con chiodatura non ravvicinata ma scalata assai entusiasmente.
Il 6° tiro ha i primi metri di 6a e volendo si puo' mettere un friend (1 BD) per accorciare la distanza leggermente sbilanciante fino al primo spit.
Il penultimo tiro presenta un placcone di pura aderenza con alcuni passi di 6b di solo piede, non banale ma chiodatura ottima.
L'ultimo tiro ha sicuramente i primi dieci metri piu' difficili di 4c, poi elementare.

Discesa: calarsi su "Curri ca chiovi", noi abbiamo fatto doppie da 60 m

Prestare molta attenzione alla salita di avvicinamento che si svolge in un bosco molto incasinato e sporco da felci, rovi,ecc...
Tenere sempre d'occhio i bollini rossi ( a volte a gruppi di 3 assieme) che risultano anche un po' sbiaditi.
Circa un'ora abbondante di avvicinamento amazzonico (3-400 m dislivello)
Partecipanti: Max. Pier, Cios, Jonathan
Conclusione della "Trilogia di Pontemaglio"


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Con Franco ed Alberto prima su questa via e poi sui primi tiri di "Curri...": sempre divertenti. Alberto memore di altre "ravanate" durante l'avvicinamento si era dotato di falcetto e ha dato una bella pulita; se qualche altro ha la stessa buona volontà la passaggiata per raggiungere l'attacco diverrebbe meno noiosa.

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piacevole arrampicata plaisir.
avvicinamento ravanoso,al traliccio enel si accede tramite breve scaletta tipo ferrata , calcolare 1 ora!
si ringraziano gli apritori e soprattutto i NONNI che ci han tenuto il piccolo


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salita divertente e bella anche se le difficoltà sono discontinue,la roccia offre un buon grip più liscia nella parte alta.Protezioni adeguate garantiscono una buona sicurezza.Con Roberto in una giornata di sole con vista panoramica sulla bassa ossola.

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Tornato con Alberto su questa bella e articolata via con una giornata di sole splendido; la descrizione dello scorso anno mi pare corretta, anche se mi è parso un pò più lungo l'avvicinamento (direi 50 minuti).

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Puro divertimento su questa via di placca ben chiodata e con diversi passi molto interessanti percorsa con l'apritore Paolo (che l' ha realizzata con la collaborazione dell'amica Anna) e che continua la sua opera di valorizzatore di queste belle strutture.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: 6b :: 5c obbl ::
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
sviluppo arrampicata (m): 300
dislivello avvicinamento (m): 150

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