Marzo (Monte) per la Cresta Sud dal Colle delle Oche

***ATTENZIONE*** a salire da Piamprato sul GTA verso il Colle delle Oche a quota circa 1900 dove il sentiero è (o meglio, era) attrezzato con catene c'è una enorme slavina che riempie il vallone, coprendo il sentiero per interi tratti. Dove la neve copre il sentiero si arriva anche a 3m di spessore di neve dal piano camminabile, l'accumulo nevoso (e di detriti da valanga) riempie completamente il fondo del vallone formando un piano unico fino al versante opposto.
Fino a dove ci siamo spinti abbiamo trovato catene divelte e probabilmente il tratto di sentiero è stato trascinato a valle dalla slavina. Probabilmente per ripristinare il sentiero in condizioni di agibilità sarà necessario un grosso intervento di manutenzione e messa in sicurezza.
L'idea era arrivare in vetta al Marzo, trovata la slavina abbiamo cercato di capire se fosse possibile passare ma non conoscendo bene la morfologia non abbiamo proseguito per evitare incidenti.

Panoramica della slavina

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note su accesso stradale :: ottimo
Come spesso nelle ultime settimane, mare di nuvole in basso e giornata spaziale in alto. Salito in solitaria tutta la cresta, bella esposta su fughe di placche verso la Valchiusella, molto particolari. Assolutamente vietato distrarsi in assenza di assicurazione.Tutto pulito dalla neve che è relegata oltre i 3000mt.

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note su accesso stradale :: nessun problema fino a Piamprato
Sentiero verso la Bocchetta delle Oche ben segnato ed anche attrezzato, decespugliato fino all'Alpe Giassetto, poi più nulla ed a causa della scarsissima e quasi inesistente frequentazione, anche se è un Gta, nella parte centrale è ormai totalmente invaso da erba alta e cespugli che lo stanno mimetizzando; dopo la pioggia, prevedere una lavata completa.
Dal colle il primo tratto è un folto manto erboso uniforme sull'intero ripido pendio; è molto pericoloso; una scivolata non perdona; consigliabile avere una piccozza vecchia maniera per artigliare il pendio.
La cresta ha qualche passaggino divertente ma nulla di più; solo il torrioncino intermedio se attaccato di fronte verso destra (cengia balcone sfuggente sul vuoto con muriccio soprastante che dà accesso alla nicchia degli stambecchi, comunque facilmente proteggibile nelle fessure) può essere di IV; la cresta finale affrontata dalla parte opposta della cengetta è utile per l'iniziazione ai traversi su placca.
In discesa verso il Lago Morto nella parte alta seguire con attenzione gli ometti; dalla vetta scendere nella combetta di sinistra per poi attraversare ancora a sinistra verso un accenno di settetta; scendere il ripido pendio erboso a serpentine fino a raggiungere la pietraia, attraversarla verso sinistra, poi proseguire sulla dorsalina verso destra fino al Lago Morto; attraversare il corso d'acqua e proseguire a destra la discesa su tracce ormai scomparse fino alle Grange Santanel dove vi è un tratto di antico sentiero lastricato; proseguire la discesa tra le due cascate su un ripido pendio costituito da una frana di massi e zizagando faticosamente con attenzione tra questi raggingere una pista sterrata che in breve porta a Piamprato.
Scelto la Val Soana dove il meteo prometteva un'oasi di bel tempo; si pensava di trovare una cresta vera, ma non è proprio così; grande attenzione per il terreno erboso.
Sentieri in via di totale scomparsa; in caso di nebbia discesa problematica.
Zona molto interessante da vedere sia per il contesto ambientale che paesaggistico; splendido panorama dalla vetta ma la gita, dopo una volta in cui merita andarci, basta ed avanza.
Discesa con un gruppo di locali e Milanesi, che se leggono li saluto.



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Salito con Marco per il sentiero GTA, scesi in val chiusella e risaliti dietro al primo salto di roccie alla cresta per vaghe traccie,sfasciume e tanta erba olina. dalla cresta seguendo il suo filo sino alla vetta cercando di stare il più possibile sul versante della val soana. scesi pre il sentiero che lambisce il lago morto e rientrati ad anello su Pianprato
Un complimento per il bel lavoro di ritracciatura e posa di corde sul sentiero GTA da Pianprato alla Bocchetta


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Dalla Bocchetta delle oche, seguendo con precisione il filo di cresta con i suoi salti, l'ascensione offre un'arrampicata di II in prevalenza con passaggi di III, roccia ottima ma difficoltà di protezione soprattutto nella prima parte. Molto estetica l'aerea parte finale che si sviluppa sul bordo superiore delle caratteristiche placconate della montagna. La salita complessivamente è AD- (da:"Valchiusella" CDA edizioni,1989).

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Giornata dal clima invernale con vento freddo e temperatura che oscillava da -3 (con sole) a -8 gradi (all'ombra); abbiamo pestato molta neve sia in salita che in discesa, per fortuna la cresta era pulita

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Seguire il filo della cresta...è decisamente più divertente che ravanare sulle zolle erbose!.
Dalla cima e per tutta la discesa fortissime raffiche di vento. Neve e pietraie in discesa fino al lago morto. Capitomboli assicurati...occhio!

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Fino al Colle delle Oche su bel sentiero, saliti sulla cresta attraverso cenge erbose (olina) su pendio ripido; seguito abbastanza fedelmente la cresta aggirando qualche spuntone. Discesa sul Lago Morto.
Bellissima gita con giornata splendida, panorami a 360° su tutta la cerchia alpina in particolar modo sul gruppo del Rosa.


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Caratteristica itinerario

difficoltà: PD :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1551
quota vetta (m): 2756
dislivello complessivo (m): 1205

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