Boucher (Roc del) da Grange Thuras Inferiori per il Versante SSO

note su accesso stradale :: Strada sconnessa ma transitabile
Escursione dove le capacità di orientamento sono utili in quanto il sentiero non sempre è presente o visibile, molto ripido il percorso praticamente inizia a salire dopo avere superato il pianoro e termina sulla cima, prestando attenzione salendo a Thuras Superiore si può intravedere la cima e intuire il percorso che partendo dal cartello cammina lungo il vasto pianoro per poi salire indicativamente direzione cresta sud della Ciatagnera versante ovest. Sceso dal Boucher all'omonimo colle per poi risalire il versante ovest della cresta sud della Ciatagnera da dove poi ho proseguito in cresta fino alla cima.
La strada sterrata che conduce a Thuras Inferiore per me è percorribile senza troppe difficoltà, le poche buche sono evitabili, è chiaro che comunque è una strada sterrata e sassosa e non può essere liscia come una asfaltata; io sono salito con la Toyota Aygo che sicuramente non è molto alta.

La cima Boucher vista dalla sterrata che sale a Thuras Sup.
Il tratto che sale sulla cresta S/O
Cima Roc Boucher
Sestriere dal Boucher
Anticima Boucher
Roc Boucher dal Ciatagnera
Gli Ecrins
Pic di Rochebrune

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note su accesso stradale :: La sterrata è percorribile a passo d'uomo: molte buche.
Il Roc del "Macellaio" era in lista d'attesa da parecchio tempo e, finalmente, ce lo siamo tolto.
Salita senza infamia e senza lode, meno sfasciata del previsto e con ottimo panorama finale.
Dopo il ponte Ciatagnera abbiamo costeggiato il torrente, verso monte, per qualche centinaio di metri, fino a trovare una labile traccia, prima di un piccolo ruscello, che ci ha messi nella direzione giusta: dopo un po' c'è persino una tacca bianco- rossa sbiadita.
La traccia è molto aleatoria e intermittente ma, con un minimo di intuito, la si può seguire, per pascoli, fino al masso isolato a 2.700 m. circa, a monte del quale conviene strambare a sx. in diagonale ascendente, per raggiungere la parte detritica del percorso, dove gli ometti sono più numerosi, poi, raggiunta quasi la dorsale, si punta a dx. verso la pietraia che precede la vetta.Comunque la salita non è sfasciata come pensavo, ma per buona parte su prati e poi su ciaplé abbastanza solido e camminabile e breve pietraia finale.
Al mattino altri escursionisti cercavano l'attacco del sentiero per il Terra nera, parimenti non segnalato: probabilmente le varie Aziende di soggiorno e Comunità montane pensano che i camminatori spendano troppo poco per meritare una segnaletica decente e, quindi, bisogna arrangiarsi.
Certo che basta una volta ... Con Gianni.



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note su accesso stradale :: strada sterrata con parecchie buche e alquanto sconnessa; possibili trattori taglia legna al lavoro sulla sterrata.
Salito in 4 ore ore (come da tabella) arrampicando in verticale per pratoni fino a quota 2700. dai 2000 ai 2500 pratoni completamente ricoperti di processionarie aggrovigliate e dei loro bozzoli di tela. Mai vista una cosa simile. Le avevo viste all'opera sul Musinè ma qui era veramente incredibile. Dal masso isolato indicato dalle descrizioni del percorso, un vero calvario di detriti. Nessuna traccia, solo ometti. Mai attraversato neve. Sole e nuvole, pioggia gli ultimi 5 minuti prima di salire in macchina. Nel complesso, deludente: capisco perché la gente non viene a camminare da queste parti.
un saluto ai mandriani che ricostruivano le tettoie per le vacche e ai muratori rumeni che lavoravano a Thures.


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note su accesso stradale :: OK
abbiamo parcheggiato prima dei tornanti piu' ripidi, anziche' proseguire fino al ponticello, aggiugnedo quindi circa 30 min di cammino e un po' di dislivello... saliti prima alla Ciatagnera, poi da questa scesi dal canalino centrale tra neve e sfasciumi e appena possibile effettuato un traverso ascendente per risalire al Boucher...risalita effettuata dal pendio/canale che porta direttamente tra l'anticima (con ometti) sulla sx , e la cima (con croce) sulla dx... pendio con ancora bei tratti innevati, sfruttati per salire piu' agevolmente .. neve meglio del previsto..discesa effettuata invece dal ripido pendio di sfasciumi, tra il canale/pendio effettuato in salita ed il ripido pendio erboso, sfruttando i tratti di sfasciume piu' piccoli e terriccio, in diagonale per poi fare un ultimo tratto per tracce su erba e raggiungere il sottostante falsopiano e quindi il sentiero ben segnato.

in questi giorni di calura eccessiva prevista.. con idee non molto chiare .. scelto questo abbinamento che da tempo avevo in mente ... accoppiata di cime soddisfacente.. come d'altronde anche altre possono essere concatenate ... in questo e nei valloni vicini ..questo rende il tutto piu' interessante ed una motivazione in piu' per effettuarle come escursionistiche, anche se innevate a livello estetico e paesaggistico rendono sicuramente molto di piu' ..


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note su accesso stradale :: ghiaccio su strada dal pianoro oltre rhuilles, solo con 4x4
Breve puntata in valle Ripa per constatare l'impraticabilità della strada by fair means con auto normale causa ghiaccio già oltre pont Terrible alla prima rampa. Partenza da Rhuilles prima dell'inizio dei tornanti, senza meta precisa.Strada ghiacciata fino al ponte per la Terra Nera, rinunciato ai versanti nord, ben innevati, per la pessima crosta. Dalla Grange si esce dall'ombra ed arrivano tepore e splendidi colori. Scelti i pendii tra Boucher e Ciatagnera, per lo più prativi e con qualche lingua di neve. Salita diretta appoggiando nei tratti più ripidi, sentiero praticamente scomparso, traccia visibile raramente. I tratti ripidi sono intervallati da un paio di spianate tranquille, poi su neve crostosa si entra nel vallone. Piegato subito a sinistra per ripidi prati scoperti e cresta finale praticamente pulita. Il versante prende veramente molto sole e si è mantenuto praticamente estivo, ideale per la giornata bellissima, tiepida e da quadro. per le compulsioni da scivolamento c'è tempo. Ciatagnera molto più impiastrata e canale di accesso che pare ben innevato. Con Puffetta e una moltitudine di pernici bianche. salut

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note su accesso stradale :: Attualmente buona per qualsiasi auto non troppo bassa non necessita fuoristrada
Salita iniziale per i primi 300 metri molto ripida e senza sentiero ( alternativamente si può cercare il sentiero sul lato destro della valle che a partire da 60 / 70 metri è indicato con pietre ma decisamente più ampio e dolce ) Importante a 2750 metri piegare di 90 gradi a sinistra e salire sul prato ripido senza sentiero puntando alle roccette appena visibili alla fine del prato nella parte centrale. Il riferimento di dove piegare è dato da un masso isolato con vicino una piccola cengetta ( vedi foto) Non proseguire nella valle quando finisce il prato sullo sfasciume !! Salita nel complesso non troppo faticosa con lo strappo da 2750 alla cresta laterale ( circa 100 metri ) su prato molto ripido. Il cellulare praticamente prende solo in cima
Grazie alle precedente recensione che ho ritenuto di arricchire con alcune informazioni supplementari


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note su accesso stradale :: Strada buona fino a Croix de la Plane poi il fondo peggiora ma è ancora percorribile con auto tipo Panda 4 x 4
Forse ho capito perché questa montagna si traduce in "Roc del Macellaio": ti frolla bene i muscoli...
Partenza da Croix de la Plane per non sollecitare troppo l'automezzo: si aggiungono 1,83 km e 200 m di dislivello. Ma il Dario non se ne è lamentato (santo subito). Poi salita come da descrizione, passando sul "ponte Ciatagnera": qui abbiamo evitato sapientemente i numerosissimi cani da pastore, davvero tanti, che parevano in rapporto 1:1 con gli animali da pascolo (mucche e pecore) che teoricamente dovevano proteggere. Tenendoci fuori dai recinti li abbiamo "seminati", e dopo aver traslato un po' lungo il torrente siamo saliti diretti per pendii erbosi (e barbosi) fino a intercettare il sentierino e gli ometti. Nessun problema fino in vetta: la salita è alquanto diretta e ripida, per cui va benissimo per fare la gamba.
Dalla cima panorama smisurato, le velature presenti non hanno dato alcun fastidio.
La discesa è abbastanza veloce; spettacolare la vista dall'alto sulla Val Thuras: si ha l'impressione di guardare una cartolina!
Per evitare i cani ho deciso di guadare il torrente più a monte, vista la bassa portata. Decisione saggia ma in parte vanificata dall'azione sconsiderata del compagno che si mette a lanciare pietre nel torrente per creare un passaggio, senza attendere che mi allontani: così mi ha "docciato" a dovere...:)
Rientro senza storia.
Considerazioni finali:
1) Il panorama dalla vetta e la bella Val Thuras sono i pregi maggiori di questa montagna e valgono assolutamente la salita
2) Dal ponte in su non si trova acqua
3) Sfasciumi ridotti agli ultimi 200 metri, il resto è ripido ma su buon terreno.
Con Dario, che si è fatto catapultare oltre i 3000 immediatamente al ritorno dalle vacanze al mare, e che per mia fortuna non conosce ancora abbastanza bene le cime di queste zone e accetta di seguirmi anche sul Roc del Macellaio senza opporre resistenza (!!).


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note su accesso stradale :: nessuna
Avendo letto in relazioni recenti di strada bruttina oltre la Croix de la Plane, sono partito da lì dopo aver posteggiato la mia auto, ma salendo ho notato che la strada era invece in buone condizioni e si poteva percorrere tranquillamente anche con un'auto normale, naturalmente con un po' di attenzione. Così ho aggiunto 200 mt. di dislivello e ca. 2 km. al percorso. Attraversato il torrente su uno pseudo ponte di tronchi, anzichè seguire il sentiero, ho tirato diritto salendo il costone esattamente di fronte al ponte, sicuramente con fatica ma guadagnando tempo e terreno riconigiungendomi con il sentiero a quota ca. mt. 2500. Da qui l'ho seguito fedelmente, raggiungendo la dorsale SO e poi la vetta. Per il ritorno ho fatto tutto il sentiero contribuendo in maniera sostanziale al ripristino di vari ometti ed alla creazione di altri. Non ci sono segnali di vernice, il sentiero è poco tracciato, in alcuni punti nelle zone detritiche scompare quasi e in certi tratti nella prima parte è quasi ricoperto dall'erba alta. Questo è un segno che la montagna è poco frequentata, come tutta la Val di Thuras (peccato! è una bellissima valle con tantissime punte interessanti), ma è anche un segnale che non esiste nell'alta Val di Susa una attività di manutenzione e di segnaletica dei sentieri da parte delle Istituzioni e delle Associazioni (CAI compreso). E' una vergogna! Confrontatevi con la Valle d'Aosta o la vicinissima Francia.
Escursione in solitaria, viste alcune persone sulla vicina Ciatagnera.
Salito da Croix de la Plane in h. 2,57
Km. di salita7,570

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note su accesso stradale :: Con panda 4x4 fino a thuras inf
Persa, o meglio dimenticata, macchina fotografica canon PowerShot(simil reflex, 20x di zoom) al parcheggio di thuras inferiore. Se qualcuno l'avesse trovata, gentilmente chiamare al 3401855078, ne sarei davvero grato. Grazie mille.
Detto ciò nella parte bassa il sentiero è praticamente invisibile, infatti abbiamo risalito i pratoni iniziali ben più a sx di dove passa il sentiero: bisognerebbe salire lungo il torrente fino al grosso masso (bollo), di lì si segue verso 3 larici solitari e ancora verso un masso in mezzo al prato, il sentiero dovrebbe salire nei pratoni a sx. Da dove l'abbiamo trovato (ca 2500m) abbiamo rifatto quasi tutti gli ometti perchè erano mezzi distrutti. Ogni tanto la traccia si perde un po' ma comunque è evidente dove bisogna andare e sono quasi tutti prati, dove siamo riusciti qualche ometto nei prati finali l'abbiamo fatto. Panorama fantastico dalla cima (peccato non aver piu le foto...).

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note su accesso stradale :: Buone fino a Croix de la Plane poi strada un po' più brutta
Tracce a tratti discrete anche se molto spesso sono quasi del tutto assenti. Ci sono anche i classici segni bianco-rossi sbiaditi ed un certo numero di ometti. Comunque la parte alta l'ho trovata di sfasciumi tipicamente molto stabili.

Oggi giornata finalmente bella ma non esageratamente calda. Per aggiungere dislivello parto da Croix de la Plane e vengo sorpassato da un'auto e da una moto. I loro proprietari li vedrò in seguito sopra di me andare in direzione della Ciatagnera, dove in seguito vedrò gente in cima. Non avrei mai immaginata di trovar gente. Inoltre poco sotto alla vetta incrocerò a distanza un probabile raccoglitore di genepy forse escursionista, che mi sembra fare di tutto per evitarmi (anche quando in seguito scenderò).
Peccato solamente il dover scender di corsa per i soliti problemi familiari.


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Buona la sterrata fino a Ruilles dopodichè diventa più brutta ma anche con auto normale facendo attenzione si arriva fino a thuras quota 1900 circa. Si lascia l'auto prima del ponte di legno dove c'è il divieto di accesso. Da qui in poi circa 20 min. su sterrata in prossimità delle grange thuras sulla sinistra vi è un cartello che indica roc del boucher, si attraversa il torrente tramite tronchi di legno e si segue un sentiero che non è sempre evidente ma ogni tanto bisogna tenere d'occhio gli ometti. Sulla parte superiore abbandonato il sentiero erboso si segue la direzione dei non numerosi ometti su pietraia fino in punta senza difficoltà tecniche ma faticoso per la pendenza. In punta ampi panorami dal monviso al monte rosa.
Con Giuseppe, Giampiero e Daniela


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I sentieri non si trovano più, ne in salita nè in discesa; tanto vale prendere dritto per la cima dal Ponte Ciatagnera. Panorama dalla cima decisamente ampio, fa dimenticare la salita un pò monotona. Il Ponte Ciatagnera è ripristinato con 4 tronchi di albero uniti saldamente (Vedere foto), non è bello a vedersi, ma è stabile e funzionale (Si evita un guado con i piedi sicuramente a bagno).
Come da attese, oggi completa solitudine; nel fondovalle soltanto più i pastori.


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Sono salito senza avere cognizione di una qualsiasi traccia di sentiero,attraversando il lungo e noioso vallone,che non presenta difficoltà, però secondo me monotono .Sono spuntato nel colletto tra la punta Ciatagnera e il Roc del Boucher e poi ravanando un pò mi sono decisamente spostato verso la cresta SO dove ho rinvenuto la traccia.Panorama sontuoso con le vicine creste dall'aspetto dolomitico.Sono sceso poi passando su tutta la cresta SO e infine piegandomi a destra sono disceso su pendii ripidi e alcune balze rocciose.Questa discesa la sconsiglio perchè un pò pericolosa.La parte top della gita è stato il passaggio ravvicinato di uno stormo di 7-8 aquile a quota 3.000 mt.,una delle quali pareva volesse catturarmi.Spettacolo.

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Lasciata l' auto alle grange Thuras inferiori. La deviazione verso il Roc del Boucher e' indicata molto bene, tuttavia il rio e' piuttosto difficile da attraversare. Abbiamo scelto un punto un po' piu' a monte dove il flusso si divide in due. Comunque l' acqua e' piuttosto alta (abbiamo tolto gli scarponi) e la corrente abbastanza forte, quindi occhio. Dopo l' attraversamento abbiamo continuato in leggera salita non lontani dal rio per poi prendere il primo valloncello che si apre a sinistra, o meglio la sua sponda dx idr. Di li in su si procede per pascoli con una meravigliosa fioritura ma con tracce di sentiero molto scarse. Tuttavia di tanto in tanto si reperisce un segno bianco/rosso che conferma che si e' piu' o meno sull'itinerario. Giunti in alto nel vallone, dove l'erba inizia a lasciar posto alle pietre (circa 2900 m) abbiamo svoltato verso sx e ci siamo portati faticosamente in cresta. Quest' ultima e' molto piu' lunga di come appaia dal basso ma comunque di facile percorso. Discesa per l' itinerario di salita, ma abbiamo infine riattraversato il rio piu' a valle, vicino alle grange Thuras sup., dove e' si' piu' largo ma meno profondo.
Grazie alle mie compagne di gita, Bruna e Laura, che mi hanno raggiunto in quel di Oulx per questa bella salita. Il percorso e' piuttosto faticoso perche' diretto ma il terreno non e' mai scosceso o troppo fastidioso. Fioritura meravigliosa dei pascoli nel vallone, che vale da sola la gita.


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Partiti per fare la Ciatagnera ci siamo ritrovati a salire sul Roc de Boucher dopo aver effettuato un lungo e faticoso traverso sulla pietraia tra le due cime.
Comunque ne è uscita una bella gita! Dispiaceva tornare indietro con un tempo così favorevole.
Dalla cima studiato il percorso per salire la Ciatagnera.
Alla prossima...


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Il guado del torrente alle grange Thuras superiori si presenta problematico, in assenza di ponte, e richiede qualche dote di equilibrismo...Il sentiero, a volte ridotto a traccia, è presente dal guado alla cima e segnato da vecchie tacche e più recenti ometti: occorre solo attenzione nel non perderlo. Giunti a circa 2800 metri abbandonare il fondo del vallone e piegare nettamente a sinistra (x chi sale) sul costone, fino a raggiungere la facile cresta. Dalla cima il panorama e il silenzio ripagano della fatica...
Due gradi alla partenza e un paio d'ore prima di vedere il sole, che non ci lascerà più.
Dopo il guado, sui prati gelati visto le "fergiulinne": l'estate sta già finendo? speriamo di no!
Con la sempre piacevole compagnia di Gian Mario.


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Nonostante il meteo non proprio così incoraggiante durante il viaggio di avvicinamento e soprattutto... un braccio al collo per un piccolo infortunio... riesco a sfruttare la tregua concessa dal maltempo in questa mattinata e a portare a termine la salita senza problemi. Partito da Croix de la Plane... oltre, la strada è un po' più accidentata... raggiungo rapidamente Thures superiore. Il guado del torrente è la cosa più problematica in quanto il ponticello non c'è più ed occorre bagnarsi un po'. Subito dopo inizia il sentiero, che traversa a dx quasi parallelamente al torrente quindi prende a salire a tornanti, non evidentissimo, ma con qualche attenzione, tra ometti e segni di vernice, è abbastanza facile seguirlo. Breve sosta in vetta a causa del vento freddo e panorama abbastanza limitato dalle nubi. Per oggi, oltre ogni aspettativa.

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E' la mia valle preferita! Il Boucher mi manca; con l'intento di dare un'occhiatina alle due discese disegnate dai grandi dello sci ripido verso la metà degli anni 80 arrivo in vetta abbastanza velocemente..
Il sentiero è praticamente inesistente...
In solitaria..bell allenamento.

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Come già descritto dagli altri relatori, il sentiero che parte dal fondo valle verso la cima è praticamente invisibile ma il pendio erboso si presta comunque ad essere salito direttamente fino a dove diventa pietroso e la traccia di salita è evidenziata da numerosi ometti. Gita tutto sommato piacevole in una valle ricca di cime da raggiungere ma quasi totalmente snobbata. Giornata soleggiata e panorama vasto dalla cima.
In compagnia di Annalisa , Olga , Luciano e Stefano.


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Dalle Grange di Thuras superiore seguito le indicazioni del cartello perdendo immediatamente il sentiero (la descrizione sul sito parla di salire i ripidi pascoli di fronte alle grange ma sbaglia, dato che il sentiero si tiene molto più a dx e risale il valloncello parallelo), continuato dritti lungo il pendio fino ad incrociare il sentiero corretto a quota 2630m. Di qui su tracce e grazie ai molti ometti si riesce a salire abbastanza bene: fare attenzione ad abbandonare il fondo del vallone ed iniziare a risalire il pendio di sx (senso di salita) a circa 2800m di quota (ometto su grosso masso). Gli sfasciumi che si risalgono non sono mai problematici e soprattutto molto stabili. Il crestone fino in vetta senza problemi.
In discesa seguito il sentiero corretto (visibile sulla traccia gps che ho caricato) fino ad incrociare la strada sterrata oltre le grange dove abbiamo costruito un ometto per indicare dove lasciarla in modo da non perdere come noi il sentiero, che in ogni caso spesso è solo una labile traccia, con alcuni ometti e qualche segno rosso.
Gita fatta con i soliti affiatati (per la salita???? :-) compagni: Annalisa, Lucianino, Luigi ed Olga. Niente Bubbola, questa volta impegnata altrove.


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Descrizione tecnica della gita commentata egregiamente da marcotezza, per gli appassiona della caccia fotografica avvistamento di marmotte lungo la strada bianca vietata alle auto, avvistamento a quota 2100 di camosci!



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note su accesso stradale :: Qualche difficoltà fino a Thures (1948m) con auto nornale
Stamattina arrivati alle 7 a Bardo pioveva e la giornata pareva compromessa. Verso Sestriere sembrava migliore, dietro-front e raggiunta thures alle 8 siamo partiti su per la valle in direzione del roc senza cartina e con l'itinerario "a memoria".
Il sentiero lo becchiamo quasi subito, ma occorre avere fiuto per non perderlo continuamente. Le regole da seguire sono: dal ponte a 1948 di thures (rifatto piu' in basso) seguire la strada bianca vietata alle auto fino alle grange thures (2071 m, 20-30 minuti). Dalle grange (palina che indica roc e ciatagnera) scendere e attraversare il fiume (senza ponte, oggi facile con poca acqua). NON salire sulla verticale, ma andare verso destra fino ad incontrare il rio ciatagnera. Il sentiero inizia a salire lungo il torrente.
Verso quota 2500 il sentiero si sposta verso sinistra per entrare deciso nel vallone. A quota 2800 gira decisamente a sinistra e con ripide svolte guadagna la cresta ovest che in breve porta in cima. In discesa abbiamo proseguito per la cresta sud fino al passo del roc del boucher (il colle che separa il roc dalla ciatagnera). Poi su sfasciumi veloci direttamente al sentiero.
Itinerario non male e giornata salvata egregiamente.

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Giornata rivelatasi splendida rispetto alle previsioni incerte. Saliti in 3 ore e trenta da Grange Turas inferiori (m.1948).
Subito passato il ponte (in cattive condizioni) siamo saliti quasi verticalmente sino al primo altipiano dove si riduce la pendenza per pseudo tracce iniziali subito scomparse. Qui abbiamo trovato i primi ometti, tracce di sentiero e anche bolliini bianco rossi che abbiamo seguito abbastanza sino alla cima. In discesa invece seguito quasi integralmente il sentiero, perchè le indicazioni sono molto più visibili. Due precisazioni per chi vuol salire al Roc del Boucher: conviene seguire la strada sterrata che va al colle Turas e arrivare sino all'ultimo alpeggio delle Grange Turas superiori, dove c'è un palo con le indicazioni per il Roc del Boucher e la Ciatagnera, che invitano a scendere al ponte Ciategnera che si trova immediatamente sotto, e non come abbiamo fatto noi che siamo scesi alle prime baite e abbiamo avuto difficoltà a raggiugere il ponte. Poi passato il ponte non conviene subito salire sul pendio ripido per pseudo tracce, ma seguire il sentiero (segnalato con paletto Roc del Boucher) che continua quasi pianeggiante in direzione del colle Turas per oltre cinquecento metri e poi invece con lunghe diagonali sale al Roc del Boucher.
Grazie alla bella giornata, panorami splendidi in salita, sulla cresta finale e dalla vetta. Aria gelida nell'ultimo tratto di salita e in cima.
Giovanni e Piera con la simpaticissima compagnia di Ornella (la radio...) e di Carlo.

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note su accesso stradale :: strada bruttina ma percorribile con mezzo idoneo fino al divieto
seguendo le utili indicazioni di chi mi ha preceduto ho trovato subito il sentiero in basso ma poi l'ho perso non so quante volte....in alto ho raggiunto appena possibile la cresta sud ovest che ho seguito fino in cima, in discesa cresta sud est fino al colletto che divide il Boucher dalla Ciatagnera e poi giù per sfasciumi fino alla traccia di salita.
Giornata limpidissima con temperature fresche, bella fioritura su questi enormi prati dove passa l'itinerario.

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note su accesso stradale :: Un po' sconnessa ma agibile sino alle Gr. Thuras inf.
La descrizione di Andrea 81 e' ancora attuale e pertinente : senza averla precedentemente letta pure noi siamo saliti x la massima pendenza subito sopra le grange Thuras ritrovando poi la vaga traccia proveniente da sx a quota 2700mt. In discesa abbiamo seguito invece tutta la traccia, fatta di radi bolli bianchi e rossi e piccoli ometti : ne abbiamo rifatti e risistemati un buon numero lungo tutto il percorso, ma , soprattutto in salita, se si vuole seguire l'esile traccia, occorre aguzzare bene la vista . A tal proposito , una volta passati i ruderi del ponte Ciatagnera, che dopo le ultime piene di maggio, e' semisepolto dai detriti portati dal torrente e ridotto a tre tronchi incastrati in diagonale (ne avra' ancora x poco), occorre costeggiare il torrente stesso e salire sino ad incrociare il primo affluente di dx (orografica).Poco prima, su un masso sormontato da un ometto si trova il primo segno bianco rosso.

Mattina frizzante e limpidissima, qualche nube invece al pomeriggio.Incrociati solo 2 escursionisti,il percorso assai vago sconsiglia infatti i piu'. Panorama maestoso dalla cima.
Con Ricca e Claudia 4wd.


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Se ci andate quardate il meteo, perchè l'unica soddisfazione è il grandioso panorama dalla cima. Per il resto è un monotono test fisico, poichè sono 1200 m di salita (e quindi discesa) senza quasi traccia, sempra quasi di salire una scala a pioli (senza pioli...).
La strada è ok, salvo qualche buca poco prima dei tornanti che superano la gola (ma io non mi sono fidato e così ho aggiunto ancora 200 m di dislivello...). La neve caduta la scorsa settimana è tutta via sui versanti al sole.

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Salita solitaria in una giornata variabile.
Salita impegnativa nella parte finale dal Vallone dell'Andreit sino in vetta lungo la cresta S.O.

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Avenvo un conto in sospeso con questa cima, ora saldato.
Si lascia l'auto nei pressi della sbarra alle Grange Thuras Inferiori e si prosegue a piedi lungo la carrozzabile, per alcuni km fino ad incontrare le Grange Thuras Superiori. Si scende al torrente Thures attraversandolo sul ponte Ciatagnera (ormai ridotto male). A questo punto si hanno due possibilità. La più faticosa, che ho scelto io è risalire i ripidi pendii erbosi e scivolosi in linea più o meno retta verso il vallone tra il Roc del Boucher e Punta Ciatagnera, oppure compiere un traverso lungo il corso del fiume fino ad incontrare un sentiero (non troppo marcato) che sale a serpentine lungo pendii più dolci.
In entrambi i casi si arriva in un punto in il sentiero diventa meglio segnalato con frequenti ometti, e l'erba lascia il posto ad una pietraia. A questo punto si segue la traccia che devia verso sinistra risalendo i magri pascoli e sfasciumi fino a raggiungere l'ampia cresta del Roc del Boucher. Cresta che si segue abbastanza fedelmente senza mai dover superare particolari ostacoli, fino a giungere ad uno spiazzo appena sottostante a cima. Da qui si riprende la cresta e si arriva alla croce in un paio di minuti.
Mi fermo poco in cima per anticipare l'arrivo del temporale, anticipo tuttavia fallito. E allora giù più velocemente possibile.
Solitudine assoluta in tutta la zona.


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note su accesso stradale :: arrivati in auto fino alle Grange Thures Inferiori
Avendo già salito la Ramière, e volendo comunque fare una bella salita nel Vallone di Thuras, la scelta è caduta sul Roc del Boucher. La giornata inizialmente si presentava discreta, anche se con una nuvolosità alta che non era proprio il massimo della vita ! La prima parte dell'itinerario di salita si svolge su un sentiero abbastanza decente, anche se non sempre molto evidente, comunque ci sono degli ometti e qualche segnavia, anche se un pò sbiadito. Man mano che risalivamo il vallone, le nuvole aumentavano e purtroppo la vetta si è coperta ed è salita la nebbia dal versante Argentiera. Tutto il vallone di salita era pulito, solo qualche piccola macchia di neve quà e là. le roccette finali erano bagnate, ma percorribili senza particolari problemi. L'ultima parte della salita si svolge su ripide e interminabili pietraie, faticose da superare...sarebbe stato preferibile trovare la parte alta del vallone innevata. Il Roc del Boucher è una bella montagna, peccato che tra nebbia, nuvole e la fatica fatta su pietrame mobile e malagevole...non mi abbia soddisfatto in pieno. Per questo ho inserito solamente "3" stelle, mi aspettavo qualcosa di meglio, anche siamo partiti da casa sapendo che il meteo per oggi non era particolarmente favorevole ! Infatti in una giornata incerta come questa...eravamo gli unici due presenti al Roc del Boucher. Almeno siamo arrivati in cima, peccato non aver visto nulla o quasi...ma qualche volta ci può anche stare.
Gita fatta in giornata, A/R da Genova. In compagnia di Alessandro S. del CAI Ligure di Genova.


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Saliti prima sul Boucher dove abbiamo visto bene le rocce della Ciatagnera dove si è schiantato l'elicottero quest'inverno. Tornati al bivio a quota 1850 e risalito gli sfasciumi verso la Ciatagnera. Scesi lungo il Vallone della Clapiera. Giornata panoramica poi si è annuvolato. Macinato sfasciumi


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Di questa gita risalente ormai a una quindicina d'anni fa, ricordo che avevo attraversato un ponte, credo il Ciatagnera e preso a salire i subito erti pendii erbosi al di la del torrente Thouras, sbucando in una conca rialzata, con la vetta ancora alta alla mia sx. Dalla quale vetta una volta raggiunta, ho beneficiato di uno spettacolo unico su gran parte dell'intero arco alpino, e poi nient'altro.

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Ci sono anche stati ...

  • 05/08/17 - gieffe
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud-Ovest
    quota partenza (m): 1948
    quota vetta/quota massima (m): 3285
    dislivello salita totale (m): 1350

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    09/03/20 - Peretti Griva (Rifugio) al Pian Frigerola da Saccona per la Punta Prarosso, la Rocca Turì e la Rocca Frigerola - parinott
    Dalla Rocca Turì agli Alpeggi Frigerola utilissime le ghette. Dagli Alpeggi al Rifugio anche i ramponcini, Il traverso stamani si presentava con neve ghiacciata.
    08/03/20 - Sungei Buloh Wetland Reserve Anello completo - vicente
    Splendida giornata di relax in tempi difficili. Ci voleva proprio! La natura di questa riserva naturale e' meravigliosa. Ho ammirato numerosi uccelli migratori, oltre a diverse libellule rosse, un coc [...]
    08/03/20 - Bernard (Monte) da La Cassa - bengia