Valmiana (Rocca di) Via Normale dalle Terme di Valdieri

Fatto il giro al contrario,ossia saliti da Costa Val Miana ,raggiunta la cima e poi la quota 2955 del Colle Valmiana.Nessun problema sul percorso ,tranne l'attenzione alle pietre e la prudenza in alcuni tratti più esposti.
Ricupero dell'escursione prevista per domenica scorsa .Qualche nebbia al mattino ,poi in dissoluzione verso mezzogiorno.Gruppo di dieci , tutti molto allenati .Nonostante la bella giornata pochissima gente sul percorso ,qualcuno che saliva al colle dal Vallone del Meris ,mentre da Valasco ,solo tre ragazze incontrate in discesa.Un saluto agli amici del gruppo di Borgo S.D. ,grazie ai quali è stato possibile fare questo anello

sosta alla forcella di Costa Val Miana
sul canale sud
dalla cima vista sul M.Matto
traverso sul versante nord
M.Matto e Colle di Valmiana

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note su accesso stradale :: Ok
Bella la parte finale, dove si può scegliere un percorso più o meno facile. Un po' esposto in certi tratti. Belli anche i pratoni sui pendii verso il vallone del Valasco.

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Dopo tredici anni torno alla Rocca di Valmiana, che allora l'avevo fatta da Sant'Anna in giornata e oggi seguendo l'itinerario ci ritorno trovandomi con una giornata strepitosa e dalla vetta panorami eccezionali. Dopo aver pranzato e godendomi la vetta, scendo dal canalone a dx della cresta SO (F) per poi proseguire lungo la valletta sud fino a ricollegarmi nella mula chiudendo l'anello e per la stessa all'auto. Stupenda gita e a torto poco frequentata, infatti nel vallone c'ero solo io, il guardiaparco che saluto e gli stambecchi. Buona Montagna a tutti.

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Un ripiego deludente. L'idea era di andare a fare una gita oltre il Colle della Maddalena ma, stranamente, le previsioni meteo là non erano buone. Abbiamo quindi cercato una cima a noi nuova e la scelta è caduta, poco convinti, su questa, ahimé troppo blasonata sulla guida "In Cima". Nulla da eccepire sulla panoramicità della cima, tuttavia, fino al Colle di Valmiana, l'itinerario è monotono e noioso. Carino l'ambiente del Colle e il tratto per raggiungere la cima (come immaginavo, le cengette a nord erano coperte da quattro dita di neve dura, che ha reso il tratto più delicato). Dalla cima siamo scesi per il canale sud per poi scavalcare la Costa Miana e puntare al ricongiungimento con l'itinerario di salita al bivio quota 2550 circa. Anche questo tratto (fatto salvo l'ammirare il poco che resta della vecchia mulattiera destinata ad essere inghiottita dalla pietraia) si è dimostrato noioso quanto basta. Speravamo almeno di incontrare un po' di fauna, considerato l'isolamento del posto, ma purtroppo manco l'ombra. Sarà mica che anche gli stambecchi si sono "umanizzati" e preferiscono mettersi in bella mostra in luoghi più trafficati??? In conclusione, cima nuova fatta, ma mi ha lasciato davvero poco. Se ripasserò da qui lo farò sicuramente con gli sci. Con Manu e Mauro (che dal Colle è sceso su Sant'Anna per il Livio Bianco).

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Salita su una cima poco nota della Valle Gesso. Salito dal passo di Valmiana e rientrato dalla sella di Costa Miana.

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Con lo zio Bruno e gli amici del CAI di Borgo. Saliti dall'inizio della costa di Valmiana e ridiscesi ad anello passando per il colle di Valmiana. Probabilmente è più semplice se si affronta il giro in senso contrario, attraversando le cenge dopo il colle di Valmiana in salita.
Spettacolare vista sul Matto che quasi quasi mi tentava, ma alla fine ho optato per la prossima volta!

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Salito presto per evitare la calura e il sole sull'esposto colle di Valmiana,sentiero ben tracciato senza difficoltà; dal colle, se si seguono gli ometti nei vari saliscendi della cresta, le difficoltà sono contenute. In cima alle 10.30 solo io con l'immenso panorama a 360 che la cima offre; cima poco frequentata (dal libro di vetta solo 6 passaggi quest'anno)ma di grande soddisfazione. Discesa dal versante opposto fino ai laghi di Valrossa e da qui invece di prendere il passo di CostaMiana ho continuato l'anello fino al lago di Valscura, poi la normale per il Valasco.

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traversata da Terme di Valdieri fino a Sant'Anna, tornando in autostop a Terme per recuperare l'auto. Cengia dopo l'anticima occupata da tante femmine di stambecco con cuccioli che non si sono scansate più di tanto. Giornata bellissima, panorama spettacolare dalla cima. non molta gente sul percorso, molta invece nei paraggi del Rif. Livio Bianco.

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Apprezzo tutto cio' che il socio ha detto sul mio conto, traendo spunto da questa gita alla Valmiana. Indubbiamente la cosa non puo' che farmi piacere. Altrettanto riconosco in lui doti a me sconoscite, quale quella di saper creare un rapporto speciale con la montagna in tutte le sue espressioni, paesaggistiche, culturali e umane. Un vero innamorato dell'alpe, capace di trasformare la gita in un sogno. Per quanto riguarda la parte tecnica della gita alla R.Valmiana prego riferirsi alla sua piu' che esauriente relazione.

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note su accesso stradale :: no problem
Previsioni meteo perfette: gran nebbione fino a 2500/2600m poi cielo sereno e panorami infiniti con cime galleggianti sul mare di nuvole, immenso ghiacciaio crepacciato. Condizioni buone, pur in presenza di qualche residuo di umidità sulle cenge in ombra. Il primo tratto di cenge è comodo e permette di arrivare all'intaglio subito dopo un pronunciato gendarme, a circa metà della cresta. Subito dopo l'esposizione aumenta considerevolmente (le cenge diventano piuttosto, ehm, strettine). Non disceso alcun canalino per trovare la cengia erbosa in basso descritta in relazione, ma tutto sommato preferito montare in cresta seguendola pressochè fedelmente fino in punta (almeno PD), molto sottile, roccia ottima, caldo per il sole e la concentrazione. Discesa dal ripido canale SSO fino al largo intaglio. Nuvole dissipate dopo le 14, in riformazione per spiccata umidità dopo le 17, + 5° all'auto ore 18.
Cima importante delle Marittime, in posizione privilegiata, che riserva magnifici panorami sia ravvicinati (Matto, Argentera, Paur) che distanti (dal Clapier al Pelat al Viso al Granpa al Rosa), nonché su vari laghi (spettacolare il grande lago Sella soprano), cascate, pianori, commoventi mulattiere, ecc...
Perso (e non ricercato) l'itinerario che prevedeva una discesa di vari metri, la cresta (+ un paio di precedenti passaggetti in cengia "pepati") si è rivelata molto interessante, evidenziando la radicale differenza, in assenza di corda, tra un escursionista curioso (anche se motivato e con discreta esperienza) ed un alpinista, Enzo51, che ringrazio per il prezioso supporto, in primis psicologico. Dato il suo impressionante curriculum e, ancor più, l'etica rigorosa, spero avremo modo di condividere altre esperienze su gite "lunghette".
All in all, giornata memorabile per ambiente, panorami, meteo e, last but not least, compagnia.


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Bellissima gita in una giornata fresca ma limpida come solo in autunno si trovano.
Dopo l’antecima occorre stare attenti perché ci sono diverse tracce, tra cui alcune errate (quantomeno rispetto alla difficoltà “F+”) perché portano troppo in alto, cioè sulla cresta, che è fatta di vari saliscendi di difficoltà ben superiori. Occorre invece scendere su cenge erbose e roccette perdendo diverse decine di metri di quota, scendere un canalino di erba e rocce e poi gradualmente risalire seguendo un sistema un po’ caotico di cenge; fatta eccezione per i primi 50/70 m. circa di sviluppo, ho poi trovato parecchi ometti che segnalano le cenge da seguire. Giunti sull’intaglio della cresta, si sale bene senza esposizione passando sul versante opposto. Dopo una lunga sosta in vetta a godermi il panorama, sono sceso alfine dal versante opposto seguendo un canalino come da descrizione. Ho visto altri alpinisti arrivare dal Colle Valmiana, ma sono finiti sulla cresta ed hanno rinunciato, mentre invece sono arrivati in vetta due alpinisti di Genova dal giusto percorso. Sviluppo abbastanza lungo, il GPS segnava circa 9,5 km all’andata.

Un saluto ai due giovani del CAI Bolzaneto con i quali ho condiviso alcuni momenti sulla vetta e parte della discesa


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un "pacco" all'ultimo mi fa vincere un insperato week end in montagna. Scelgo allora quest'altra gita-novità.. La mattina parte male con la sveglia che non suona, parto da casa molto più tardi rispetto alle mie intenzioni.. scarponi nei piedi alle terme h 8,50. Salendo becco solo un signore diretto alla Graveiretta; da metà salita spunta il sole dalla nebbia. Arrivato in cima (h 12,30) però visuale quasi a 0, cmq si stava bene in maglietta. Scendo di nuovo verso il colle, e poco prima di questo la nebbia si apre e mi fa vedere bene il sentiero per i laghi di Valrossa, che puntavo già dalla salita, ma scartato in cima per la visibilità.. quindi scendo verso quella direzione per fare una sorta di anello.. ho beccato pietraia, sfasciumi e salti di roccia.. qualcuno l'ho aggirato ma dovevo ben scendere e quindi la gita è diventata.. una specie di PD!!
verso il Valasco ho poi incontrato famiglie con i bambini, cmq anche oggi sul sentiero c'erano più animali che persone!!

il Dari in solitaria.. chi se ne frega del tempo, sono contento, grande giornata!!


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Panorama molto bello dalla cima, qualche nuvola ci accompagna fino al Colle di Valmiana; Bellissimo il Matto visto da questa prospettiva e l'Argentera con il Corno Stella in bella mostra.
Gita effettuata con papà per distrarmi dallo studio di questa sessione esami estiva. :)


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Giornata bellissima, cielo limpido e azzurro per tutto il tempo della gita. Panorami stupendi e vista che si estendeva, oltre che sulle vicine marittime e cozie, fino al massiccio del Rosa, il Cervino e il gran Paradiso. Non è molto ben segnalato il tratto di itinerario che dal colle di Valmiana porta in vetta, ma non si incontrano grosse difficoltà.Al ritorno siamo scesi per il versante ovest della rocca nella Val Rossa e da qui per labili traccie di un sentiero ormai scomparso al Valasco.
Ringrazio i cinque amici che mi hanno tenuto compagnia per tutta la giornata: Davide, Mini, Sandro, Anna ed Elisabetta. Non ho mai fatto tante risate come al mattino in macchina ad arrivare alle Terme. Per il resto della giornata abbiamo cercato di essere un po' più seri, visto fra l'altro la compagnia femminile.... anche se non ci siamo riusciti granchè. Alla prossima.


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Bella e lunga gita da intraprendere con un buon allenamento.
Dall'anticima (m. 2965 grosso ometto) seguire gli ometti con leggeri saliscendi, poi scendere decisamente un canalino incassato per andare a seguire una evidente cengia erbosa in basso e non salire come hanno fatto 2 giovani partiti prima di noi. Con la detta cengia si raggiunge, in leggera salita, la cresta N. Da questo punto si sale in vetta a Dx della cresta. Si può salire anche a Sx, un pò orima di arrivare alla detta cresta.
In salita ci hanno superato in 2 che andavano alla cima q. 2921 a E della Paur. Poi 4 giovani (2 maschi e 2 femmine)e infine un'altro che si è fermato all'antima: quindi in 8 di cui 4 in cima. Ieri poi (16/10) sono saliti 3 nostri amici del CAI Sanremo. Animali invece solo 2 grossi mansueti stambecchi: quindi in questa settimana monte assai frequentato.
Saluto i miei soliti amici di montagna che mi hanno accompagnato: Emilio e Pino.


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Gita molto lunga per il dislivello e per lo sviluppo del percorso;mai troppo ripida la mulattiera fino al colle di Valmiana e bello e divertente il tratto dal colle alla cima;arrampicata facile ,ma da farsi ,come sempre con attenzione.Pochi gli ometti che segnano il percorso.Sceso dall'altro versante e poi sulla mulattiera che va' ai laghi di Valrossa.
Un saluto a Beppe incontrato sulla cima con il quale ho condiviso la discesa.Molti piu' animali che persone sul percorso.


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gita di ampio respiro, meritevole per l'allenamento e per l'ambiente che si incontra, poco frequentato e con molta fauna.
Oggi giornata passabile, con qualche breve piovasco ma anche sole e vento forte in cresta (in vetta 8gradi!); la mulattiera in certi tratti è carica di erba e fogliame vario e si perde un po', così come il percorso di arrivo alla vetta, sulla destra (nord est) della cresta, dove gli ometti non sono sempre visibili, comunque cima raggiunta con soddisfazione.
bravo ale-nepal-evo, un po' lento ma poi ti 6ripreso, saluti a jan, tedesco conosciuto in loco che ha voluto raggiungere la cima con noi


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Gran gitona in una giornata spaziale in quota. Nuovamente con Omar dopo quasi cinque mesi (troppo...).
Dall'anticima abbiamo preferito procedere in conserva per la presenza di un po' neve e ghiaccio sulle cengette e sui terrazzini del versante ENE rivolti a nord.
Scesi lungo il canale SSO. Vista molta fauna.

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Gita in ambiente grandioso e solitario, giornata fresca causa lievi velature.
Consigliata la discesa dal versante sud che permette così di effettuare un piccolo anello.
Il dislivello è tanto ma la mulattiera lo affronta con salita costante che non pesa più di tanto.
Oggi con Marco,Marino e Alberto.

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  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: F+ :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 1385
    quota vetta (m): 3006
    dislivello complessivo (m): 1621

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