Gran Zebrù dall'Albergo dei Forni

osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
attrezzatura :: scialpinistica
Buona trasferta in Valfurva.
Dormito nell invernale del Pizzini (no luce, no gas, no pentolame).
Partenza alle 5 ( scarso rigelo), lasciati gli sci all inizio del canale ( molto svalangato). Saliti veloci con ramponi su buona traccia . 7.30 cima.
Vento freddo in cima , 8,30 ritorno al deposito sci . Ore 9 arrivo al rifugio con bella sciata su neve ancora buona.
Alle 10 alla macchina e birra.
Importante l orario perché mezzo ora più tardi sicuramente neve non bella.
Buonissima gita.
Con Max

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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
attrezzatura :: scialpinistica
Oggi un ottimo zebru! Condizioni ottime... Farina pressata sulla pala finale e ottimo firn dl collo di bottiglia in giù...
Si scia ancora fino all'auto

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attrezzatura :: scialpinistica
Saliti venerdì sera al Pizzini. Calzati gli sci dopo 40 minuti ma con qualche attraversamento d'erba. Temperature fredde quindi partenza con calma alle 715. Cresta aerea e sottile spazzata oggi da forti folate di vento. Primi 50 metri con molte pietre (e gente) quindi sci calzati del pendio. Neve ancora dura e brutta da sciare fino all'ingresso del canale. Ingresso privo di neve che obbliga a togliere gli sci. Canale con alcune pietre e neve pesante. Poi un po' di tutto fino al Pizzini, da lì, dopo pranzo e birra, scesi sulla sx orografica fino a 2300 dove abbiamo ripreso la strada. Gran bella montagna , gran bella gita. Con Enri

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attrezzatura :: scialpinistica
veramente una bella avventura, l'essere forestiero di questi monti , con la mia family a fare il tifo dal pizzini ,una superba montagna in condizioni ottime , la neve scarseggia sotto il rif. ma da li in su ottimo rigelo e fondo,si arriva sci ai piedi fin sotto il collo di bottiglia , poi ramponi fin in cima , molta gente che sale anche diretti da zolda(trentino),ultimi metri della bottiglia (rotta- pietre). in cima veramente la giornata perfetta (che cul!), in 3 h , quasi 2 h in cima e poi al mollar della neve partito con sci 50 m sotto la croce, x il primo tratto della pala bello dritto ma su neve cotta il giusto,fin al colletto della bottiglia tolto sci x 20 m e rimessi x scendere il cono di bottiglia primo pezzo derappando x mancanza di spazio, poi appena si allarga giu a saltar per belle curve man man che si e scesi.poi in un attimo su super firn si e al rif..,molta gente in giro .veramente un bel posto.

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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: umida
note su accesso stradale :: Strada pulita
quota neve m :: 2300
attrezzatura :: scialpinistica
Dal parcheggio all'Albergo dei Forni si spalla per 10 minuti massimo fino a trovare neve pellabile sulla strada per il Rifugio Pizzini. Superato il rifugio, si può aggirare l'isolotto roccioso sia ad Est che ad Ovest per giungere al Collo di bottiglia, ben innevato e sicuro. La neve sulla pala a destra della costa rocciosa presenta uno strato superficiale poco coeso che sfavorisce la presa con ramponi etc.. La discesa è fattibile sci ai piedi per tutto il percorso.
Bella sciata (con splitboard). Con me Daniele e Gabriele.


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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: pulita
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Tutta la salita richiede un certo impegno e dal canalino alla vetta anche una buona concentrazione. Canale da spallare e lisciato gelato.... qualche pietra in alto. Pendio superiore toccato da pochi e comunque tutti hanno spallato in salita Traccia di salita ben gradinata ma molto più in piedi del pendio e dopo le 40 persone che vi hanno transitato è diventata insidiosa. canalino di uscita in cresta anch'esso tosto. Discesa arata nei canali ma con ancora dei tratti di farina nelle vallette prima del Pizzini. Nel complesso una grande salita!
Bello....bellissimo. Una fantastica salita con oramai l'incontenibile mangiacime "matalp". Meteo freddino


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osservazioni :: sentito assestamenti
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 2200
attrezzatura :: scialpinistica
Sci ai piedi fino e dalla vetta, con 10 cm di farinella leggera su fondo molto duro che in discesa impone attenzione sulla cresta finale molto esposta e nel primo ripido canale.
Ottima accoglienza al rifugio Pizzini, al giorno di chiusura.
Con Luca, Roberto; Donatello, e Arianna che va sul Cevedale in solitaria.


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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: sgombro fino ai forni
quota neve m :: 2000
attrezzatura :: scialpinistica
Primo giorno di raid nell'Ortles.


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neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: Ok
attrezzatura :: scialpinistica
Partiti dal Rif. Pizzini con tempo discreto, solo il Gran Zebrù coperto da nubi, alla base del passo della Bottiglia calzato ramponi e tenuti fino in cima lasciando gli sci 80 mt. sotto la punta a dx dell' isolotto roccioso. Durante la salita il sole velato che appariva a tratti aveva mollato abbastanza la neve e lasciava prevedere una discreta sciata, al momento della discesa però si è coperto diminuendo così la visibilità. Prime curve su neve dura rigelata per 200 mt., dopodiché visto la visibilità nulla calzato i ramponi è scesi fino al passo della Bottiglia, io ho proseguito con ramponi fino alla base del canale, alcuni hanno sceso il canale sci ai piedi su neve dura ma senza divertirsi molto visto lo stretto canale e le numerose persone che scendevano a piedi. Dopo una breve discesa verso il Pizzini, risaliti al Rif. Casati e discesi lungo il ghiacciaio Vedretta del Cevedale fino al Rif. Martello, i primi 200 mt. nella nebbia tramite gps quindi schiarita e bella sciata fino al rifugio. Salita di grande soddisfazione, peccato per il tempo e la qualità della neve, unico rammarico vedere il Gran Zebrù soleggiato dal Cevedale e dal San Matteo i giorni successivi sicuramente in condizioni migliori. Primo giorno del raid con il GSA Uget Torino. Foto su:

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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 2100
attrezzatura :: scialpinistica
C'è parecchia neve e sembra di essere a febbraio. Anche per l'aria frizzante e le nuvole bianchissime che si muovono velocemente.
Le nuvole sopratutto insistono sulla vetta del Gran Zebrù e non la mollano quasi mai. Comunque si parte sci ai piedi dai Forni. Nella notte sono caduti 5 cm di neve che più su diventano 10.

Arrivo al rifugio mentre una decina di skiers sono già quasi al collo. Li raggiungo velocemente, e da li inizia la processione sci in spalla. Si affonda di 30/40cm ad ogni passo. Comunque non sono io che batto traccia per fortuna. All'uscita del collo vedo una decina di sci piantati e capisco che la maggior parte dei salitori preferisce fare tutto a piedi. In effetti la neve è un pò tanta. Solo io e tre tipi dell'Oregon portiamo gli sci fino alle rocce finali.

Da qui in poi siamo avvolti nella nebbia, che non ci molla fino in vetta da cui non si vede niente. La discesa con gli sci non mi fa impazzire, perchè il biancore mi cancella le pendenze. So di essere sui 40°. Più sotto si esce dalla nube e torna il sole. Appagante discesa fino al rifugio su moquette a pelo lungo. Finalmente il sole da ustione come volevo.
Sono stato su questa montagna 6 volte. 2 volte in vetta e 4 fallimenti. Ma mai un giorno intero di sole manco a pagarlo...


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neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
attrezzatura :: scialpinistica
Condizioni della montagna del tutto invernali, partiti con Costanzo dal rifugio Pizzini in una mattinata con cielo abbastanza sereno, in salita a quota 3300 circa arrivano le nuvole e il vento, arriviamo in vetta mentre nevica e continua a tirare vento forte, una vera alpinata in condizioni molto crude. Dalla vetta ripercorriamo a piedi in discesa un tratto di cresta e scendiamo una cinquantina di metri dove avevamo lasciato gli sci, li calziamo e iniziamo a scendere alla meglio tra raffiche di vento e visibilità scarsa sino al Pizzini e poi giù a fondo valle. Diciamo che per trovare buone condizioni quest'anno è meglio attendere qualche settimana e comunque avere bel tempo stabile.

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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 2400
attrezzatura :: scialpinistica
Prima gita della 5 giorni in Alta Valtellina del CAI Pianezza; in 9 abbiamo anticipato di un giorno la partenza per fare anche il Gran Zebrù. Saliti il venerdì al rifugio Pizzini partendo dal parcheggio dei Forni alle 16, si portano gli sci a spalle per circa 35 minuti, poi da quota 2.350 circa innevamento continuo sulla stradina fino al rifugio, che abbiamo raggiunto intorno alle 17.45.
Sabato partenza dal rifugio alle 7 con cielo sereno, sci ai piedi fino a quota 3.300 metri circa (non servono i rampant), più o meno a metà del conoide che precede il collo di bottiglia. Da qui messo gli sci a spalle e saliti con picca e ramponi con meteo in peggioramento a causa di un po’ di nebbia che a tratti limitava un po’ la visibilità. Sia il canale che il pendio finale sono ben tracciati e non ci sono problemi, anche se le pendenze sono sempre sostenute e quindi la fatica ogni tanto si fa sentire. Noi abbiamo lasciato gli sci pochi metri sotto la vetta, proprio all’inizio della crestina finale, ma con le condizioni attuali conviene lasciarli sotto l’ultimo canalino. Arrivati in vetta verso le 10.45, proprimo mentre una bella schiarita ci ha permesso di goderci almeno in gran parte il meraviglioso panorama.
Discesa iniziata verso le 11.30, abbiamo messo gli sci alla base dell’ultimo canalino, a quota 3.750 m circa. Sul pendio finale neve dura e molto rovinata dagli innumerevoli passaggi; si scende decentemente ma bisogna fare un po’ di attenzione e comunque non ci si diverte un granchè. Poi 10 metri senza neve all’ingresso del collo di Bottiglia e quindi il canale, che ci siamo scesi tutto in derapata in quanto presenta molto ghiaccio e gobbe e curvare diventa davvero difficile. Poi dal conoide in giù le condizioni migliorano decisamente e fino al rifugio abbiamo trovato neve molto bella e smollata al punto giusto…
Gita piuttosto impegnativa dal punto di vista tecnico, anche se il dislivello non è eccessivo, la valutazione OSA ci sta tutta…montagna di grandissima soddisfazione anche se la discesa non è stata all’altezza delle aspettative e bella solo per metà. Grande affollamento, ci saranno state almeno 100 persone!!!


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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
attrezzatura :: scialpinistica
5 stelle per una gita favolosa in una giornata altrettanto favolosa. Meteo perfetto, freddo giusto per permetterci di scendere un po' tardi (alle 12:00 dalla cima) trovando un ottimo velluto sotto il collo di bottiglia. Le condizioni sono buone, qualche problemino solo per scendere dalla cima con gli sci, ma per il resto, anche sul ripido, non ci sono problemi. Foto su _Zebru#

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neve (parte superiore gita) :: crosta portante
attrezzatura :: scialpinistica
Mella è già stato più che esaustivo, non mi resta che aggiungere una foto e che foto... il soggetto dovrà pagare in oro per avere l'originale!

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neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
quota neve m :: 2100
attrezzatura :: scialpinistica
Saliti ieri all'accogliente rifugio Pizzini... veramente ottima e simpatica gestione dei fratelli Claudio e Mauro!
Meteo incerto e bufera nella notte... sveglia tardi pensando di dover aspettare il bel tempo... e invece un blu spaziale ci carica di entusiasmo! Partiamo alle 8 con una temperatura ben inferiore allo 0°C. Risaliamo su neve dura il canale della bottiglia ormai rovinato dai moltissimi passaggi dei giorni precedenti... praticamente tutto una gobba. Sul pendio superiore ci precede un gruppo di americani che battono traccia fino in vetta, che raggiungiamo per il canale di dx e successiva cresta su percorso facile e ben tracciato. Piacevole sosta in vetta senza un filo di vento... rivolgendo uno sguardo a quel che resta delle baracche militari della 1° guerra mondiale ed un pensiero a come poteva essere una giornata di appostamento durante una bufera in pieno inverno!
Nonostante la tenacia di Swiffer nel voler partire in ski dalla vetta, lo persuado a lasciar perdere: la spolveratina di fresca mal distribuita dal vento su fondo marmoreo irregolare nasconde insidiose placche di ghiaccio. Iniziamo così la discesa proprio sotto i canali sommitali su neve non troppo goduriosa per il fondo duro irregolare.
Rientro al Pizzini su morbidi pendii con una spolverata di polvere su fondo duro dove lasciar correre gli sci è davvero rilassante!
Prima cima di questa splendida trasferta con gli inossidabili Swiffer e Manu!

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osservazioni :: nulla di rilevante
quota neve m :: 2500
Saliti ieri alla Pizzini accompagnati dal vento e con la cima del G. Zebrù sempre fra le nuvole. Stamattina non era certo meglio, siamo partiti lo stesso ma all'attacco del colle della bottiglia abbiamo desistito per il perdurare del vento e della nuvolosità. Discesa talvolta difficoltosa sia per il vento e la visibilità che per le condizioni non proprio ottimali della neve.
Giorgio... ci riproviamo l'anno prossimo!


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osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 2200
dormito al pizzini sabato(zona invernale). domenica con una giornata spaziale sotto tutti i punti di vista saliti al gran zebrù.dall'attacco colle bottiglia(un po svalangato)fino in cima sci sullo zaino.traccia ottima.partiti alle 6 pizzini in cima alle 9 30 discesa alle 10 15.
neve:parte alta un po duretta ma ottima poi appena sotto prima del colle bottiglia marcetta ma sciabilissima.dal colle al pizzini ottimo firn...
io fulvio stefano...un saluto agli amici conusciuti al pizzini alessandra pietro giovanni e stefano!!!


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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: ottimo
quota neve m :: 2100
Bellissima gita. Pernottato al rif. Pizzini, al quale si arriva tramite percorso noiosissimo sotto una leggera nevicata. Il mattino partenza alle 7.00 con bel sole ma con perurbazioni che giravano nel cielo. Si può considerare una gita di sci alpinismo fino al "collo di bottiglia", poi sci in spalla, picozza e ramponi fino alla vetta su costante pendio di 40° circa. La salita è parecchio faticosa, ed esposta in pendio infinito. Usciti in vetta in canalino con pendenze ancora più accentuate ma senza rischi grazie alle condizioni di neve recente non ghiacciata. Discesa alle 10.30 direttamente con sci ai piedi dalla vetta su pendenze mozzafiato (solo per buoni sciatori, altrimenti discesa a piedi) su neve che teneva benissimo. Collo di bottiglia con curve da farsi saltando e invertendo in fave di volo. Dalla base del collo in poi bellissima discesa su bei pendii fino al Pizzini. Dal rifugio ai Forni tremenda discesa in mezza costa senza una curva e con le gambe che urlano di acido lattico. La scala di difficoltà OSA è più per la discesa che non per la salita.
La vetta è stata studiata, agognata, affrontata e conquistata con papà Walter. Bellissima davvero per il carattere alpinistico.


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neve (parte superiore gita) :: primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
Per arrivare al rif. Pizzini bisogna portare gli sci per 15-20 minuti prima di incontrare la neve. Abbiamo calzato i ramponi all'inizio del canale portando gli sci fino a quota 3700 m circa. Dato il gruppo numeroso abbiamo preferito evitare di scendere direttamente dalla punta. Bella e molto esposta la cresta che porta in cima. Peccato che proprio mentre arrivavamo in cresta son arrivate un po' di nebbie che non ci han fatto vedere bene la vertiginosa nord! Neve buona fino al fondo del canale, questo però è un po'provato dei numerosi passaggi e meno bello da sciare rispetto ai pendii superiori. Parte bassa della gita con neve sempre più molle (inizio discesa ore 10 circa).
Bella due giorni, del corso SA2,in un posto fantastico!


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neve (parte superiore gita) :: recente umida/pesante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
note su accesso stradale :: Parcheggio dei Forni
quota neve m :: 2100
Giornata spettacolare, cielo cobalto, assenza di vento condizioni di salita ottimali. Il famoso canale che porta al Colle della Bottiglia (3470 m) si può salire con i coltelli, dal Colle alla vetta sci in spalla con piccozza e ramponi. Le peste sulla neve erano così profonde che alcuni salivano senza ramponi. Negli ultimi 80 m il pendio diventa più ripido e la maggioranza abbandonava a questo punto gli sci. Affollamento in vetta dove il clima mite ed il panorama mozzafiato ci ha fatto restare per mezz’ora. Alcuni sono scesi da un canale spostato leggermente a sinistra direttamente dalla vetta evitando la fila che stava ancora salendo. Noi abbiamo calzato gli sci 80 m sotto la vetta. La neve non era certo da favola, anzi neve un po’ pesante, ma questo ha permesso anche a me che non sono certo un ripidista di scendere sci ai piedi lo scivolo che porta al Colle della Bottiglia, un po’ curvando, un po’ derapando e con qualche girata all’alpina. La sensazione era che in caso di caduta ti saresti fermato subito. Certamente con neve dura le difficoltà aumentano. Il canale che dal Colle porta ai pendii finali era invece tracciato dai precedenti passaggi e seguendo questa traccia era completamente sciabile anche se ripido. Dalla fine del canale al Rif. Pizzini e poi fino quasi al parcheggio neve primaverile. Oggi si arriva sci ai piedi 100 metri dal parcheggio. Per ambiente e giornata 5 stelle, neve parte superiore 3 stelle , neve parte inferiore 5 stelle, media 4 stelle. Tanta neve e tanta , tanta gente. Con gli amici Carlo ed Ettore del CAI ULE di Ge – Sestri.

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osservazioni :: nulla di rilevante
Gita già ben descritta da bumbumbormida.
Un saluto a tutto il gruppo del cai di Asti.


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Saliti sabato al Pizzini. Domenica tempo peggiore, dal colletto alla cima sempre nella nebbia su buona traccia.
Discesa dalla cresta: primo canalino ripido crosicina trasformata su farina assestata e un pò di visibilità, poi il pendione su farine già un pò trasformate con qualche metro di visibilità, collo di bottiglia duro, poi trasformata ma visibilità piatta. Sciabilità ***, forse **** se la visibilità non fosse stata *. Comunque bella montagna, bei posti e ottima compagnia.

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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: recente leggera/asciutta
neve (parte inferiore gita) :: recente umida/pesante
quota neve m :: 2200
Le couloir sud qui porte sur la crête était ravagé par des coulées et les traces de mes prédécéseurs (qui n'ont pas fait le sommet.
Un peu de glace dans la partie basse de la face qui oblige à mettre les crampons le haut est très skiable.
Descente à ski du sommet jusqu'à forni sans problème.

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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
quota neve m :: 2700
Neve solo dal rifugio Pizzini, manto continuo dai 2900-3000m. Salito in 3 ore con Domenico (a pè), Una ventina di persone in cima, panorama stupendo, grande montagna! Peccato per la discesa...neve dura e molto solcata fino al canalino, poi sotto firn non molto regolare sempre duro (forse sono sceso troppo presto?...). Mai tolti gli sci, però...

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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
note su accesso stradale :: Libero fino al Rifgio dei Forni
quota neve m :: 2200
Le condizioni sono ottime. Si scia quasi dalla cima. Ovviamente con attenzione sul pendio finale.
Sono utili una piccozza ed i ramponi.
Continuiamo il nostro giro anche se noi siamo partiti dal Pizzini e non da sotto. ( ?name=gulli_itinerari&file=dettaglio&n_area=&id_gita=5389)con la salita del Gran Zebrù. Cosa dire, semplicemente magnifica. La vista sulla parete nord, è davvero mozzafiato.
In discesa si arriva a 200 m dal rifugio dei Forni e sempre (tranne l'ultimo tratto) su neve primaverile ottima.

Un saluto ai nostri amici Emanuele e Carlo, incontrati al rifugio.


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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
quota neve m :: 2700
si scende dalla cima ma ancora èper poco

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neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: S.Caterina Valfurva, parcheggio rif. Forni
ottime condizioni, neve alta nella parte finale, tutta da battere ma premiati con discesa da urlo sui 30° di pendenza
con Elisabetta, Valter, Riccardo, Filippo,


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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta da vento dura
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
Partecipanti cris osvaldo guido. Tutto ok innevamento perfetto, ottimo panorama dalla vetta! Condizioni del canale ottime.

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Gran bel regalo per il mio 31 compleanno! 3 giorni entusiasmanti cominciati il venerdì ed il sabato con gli amici ciclisti. Vi chiederete cosa c'entra tutto ciò...ora vi spiego. Sono andato, in bici, a seguire il giro d'italia nelle 2 tappe del Gavia e del Mortirolo, ovviamente scollinati, anche se non alla stessa velocità dei prof, in sella alla mia specialissima! Il sabato sera poi salutati gli amici delle 2 ruote e buttata la bici nel baule, son partito da Tirano per S.Caterina...quindi fuori gli sci! Alle 23 circa ero al Pizzini dove mi aspettano Davide B, Davide T. e Marco C. La domenica mattina, stellata meravigliosa e salita al mitico Koenigspitze..nome tedesco di questa bellissima montagna. Entusiasmo !!! Ci tengo a precisare che la mia discesa con gli sci non è stata proprio una passeggiata...meglio avrei fatto forse a lasciarli...da sciatore mediocre quale sono all'uscita del collo di bottiglia.
Comunque ce l'abbiamo fatta anche questa volta.

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osservazioni :: sicura
neve (parte superiore gita) :: neve trasformata
La salita al Rif.Pizzini, tutta con sci a spalla. Il locale invernale è caldo e spazioso, con 14 posti letto e coperte. Manca però la cucina. Partiti alle 6 subito con sci ai piedi e con giornata splendida. Messi i ramponi dalla base dell'attacco del Col della Bottiglia, li abbiamo tenuti fino alla croce di vetta. Abbiamo poi iniziato la discesa sciistica dalla vetta verso le 10, trovando neve trasformata nel ripido ed esposto tratto iniziale, poi più profonda nell'ampia pagina più esposta al sole. Di nuovo neve trasformata nel col della Bottiglia e nei pendii sottostanti tendente a più bagnata nei pressi del Rifugio.

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osservazioni :: 2/5
neve (parte superiore gita) :: farina ventata
Gran gita in ottime condizioni. 10/20 cm di farina della notte, un pò ventata in alto. In salita alcuni tratti con sci a spalle ma in generale senza problemi. Portati gli sci in vetta e sceso il canalino con 20 cm di farina stupenda. Più ventato e duro ma ben sciabile il pendio a SO, farina nel canalino sottostante e belle serpentine sul ghiacciaio, poi neve più pesante verso il rifugio.

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neve (parte superiore gita) :: umida
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
attrezzatura :: scialpinistica
Itinerario impegnativo e spettacolare, per la cima più bella del gruppo Ortles-Cevedale, in cui l'aspetto alpinistico prevale su quello sciistico.
Va percorso con neve sicura.

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