Croce Rossa (Punta) dal Vallone d'Arnas o da Margone per il Rifugio Cibrario

Saliti in giornata dall'Alpe Barmas.
Brava Clarissa per aver affrontato stoicamente i 2000 m. di dislivello.
Tutto a posto

[visualizza gita completa con 5 foto]
Saliti da Barnas, sentiero in buone condizioni . Segnalo solo che a differenza da quanto si legge, la salita non necessita di ramponi, anche se, giunti al Colle delle Vallette, la linea di salita nel canalino presenta ancora neve. Esiste una traccia pulita a dx del nevaio, praticamente in linea con la punta, che sale tra sfasciumi e rocce e che richiede un po di attenzione sia in salita che in discesa.

[visualizza gita completa]
note su accesso stradale :: Dal Vallone d'Arnas - Nulla da segnalare, posteggi lato strada
Seguito l'itinerario più diretto che parte dal Vallone d'Arnas subito sopra Villaretto. Lasciata la macchina prendiamo il sentiero sulla sinistra che parte subito dritto e impegnativo nel bosco sino a giungere alla vecchia ferrovia (Decauville) da dove si prosegue a destra per poi riprendere il sentiero sulla sinistra che continua a salire in maniera costante senza dare molta tregua sino al Rifugio Cibrario. Fino al rifugio il sentiero e ben segnalato e non presenta tecnicità anzi è sempre molto bello e di facile percorrenza.
Dal rifugio il discorso cambia, prendendo il sentiero che parte subito dietro il rifugio con un traverso impegnativo e qualche svolta si raggiunge il lago di Peraciaval (luogo bellissimo) e dopo un pezzo in piano il sentiero riprende a salire in maniera costante per la pietraia che ci porta al Colle della Valletta. Anche questo secondo tratto non presenta difficoltà tecniche se non per la quota che va via via aumentando, la pendenza e il dislivello fin qui fatto che inizia ad essere importante; il sentiero risulta sempre ben segnalato e pulito.
Giunti al Colle della Valletta prendiamo sulla destra seguendo gli omini di pietra e le tacche rosse sulle pietre che tendono a perdersi nel nevaio ma alzando la testa si scorge dall'altra parte una pietra con tacca rossa che fa riprendere la direzione, superiamo il piccolo nevaio stando sulle rocce nella parte alta e riprendiamo il sentiero seguendo le tacche e gli omini di pietra. Di qui ora il sentiero si perde e non risulta di facile lettura in quanto gli omini di pietra non sono sempre ben visibili e in qualche tratto ci siamo trovati fuori tracci salendo in verticale rispetto alla cima per poi riprendere la direzione giusta ritrovando la traccia. La traccia risulta più visibile e facile da seguire negli ultimi 100 m che conducono alla vetta dove si erge una bellissima statua della Madonna.
Quest'ultimo tratto anche se escursionistico è da affrontare con prudenza in quanto si è su sfasciumi, il terreno sotto i piedi tende a franare e si sale quasi sempre seguendo la verticale. Bisogna stare attenti a non far cadere pietre dietro per non colpire i compagni di escursione o altre persone in quanto basta poco per far cascare delle pietre (cosa che è capitata non per mano nostra oltretutto).
Giunti in cima beh che dire, il panorama di cui si gode ripaga del sacrificio fatto per giungere in vetta. La temperatura era ideale e non vi era troppa aria dandoci il tempo di mangiare riposarci un po' e poi iniziare la lunga discesa su stesso sentiero che ci ha portato si su sino alla macchina.
Il tratto dalla cima al Colle della Valletta risulta agevole in discesa in quanto la traccia risulta visibile.
Mi unisco ai complimenti fatti da Roby Candela per la manutenzione del sentiero che fino al Colle della Valletta è impeccabile.
Un ringraziamento al mio compagno di escursioni Andrea che è stato "stoico" fino alla fine raggiungendo la vetta se pur con qualche difficoltà. I 3566 mt son stati conquistati.


[visualizza gita completa con 10 foto]
note su accesso stradale :: Comoda strada e parcheggio nella frazione di Margone. Per l'attacco alla salita si passa in mezzo alle case e ai prati
Scelto il percorso più lungo (ma panoramicamente bellissimo) tra quelli proposti, privo di oggettive difficoltà tecniche fino all'ultimo tratto di salita dal Colle della Valletta, dove inizia la parte ripida.
Fino al Colle infatti tutto ottimamente liberato dagli arbusti e dalla "sporcizia", perfettamente segnalato con chiarissimi e frequentissimi marchi bianco/rossi.
Dal colle i marchi non sono stati ritracciati e, nonostante salissi in assetto escursionistico vista la quasi totale mancanza di neve lungo il tragitto, il sentiero si perde facilmente e gli ometti, per forza di cose visto che si è su pietraia, sono poco visibili (infatti ho dovuto correggere direzione parecchie volte) e qualche traccia a terra di passaggi diversi fa perdere un po' di tempo.
Ho seguito la traccia di ryoma75, ma conviene in questo tratto prendere per buona solo la sua di discesa per rimanere sul giusto sentiero.
Discesa molto più agevole visto che si riesce a individuare meglio il sentiero.
Salita in 5h14m, a passo discreto

Complimenti al CAI di Leinì per la manutenzione del sentiero fino al Rifugio Cibrario.
Il continuo variare delle aperture, pietraie, dislivelli regala ad ogni sguardo uno scenario nuovo, sempre più bello, e l'apice si raggiunge ovviamente in vetta, dove si gode appieno di un panorama a 360 gradi. Io ho trovato smog e foschia nelle pianure, ma le "catene" e le vette principali si riconoscevano perfettamente: Viso, Rocciamelone, Chaberton, Barre des Ecrins, Bianco, Gran Paradiso, solo per citarne alcune.
Tantissimi animali incontrati lungo sia la salita che la discesa. Bellissima gita!


[visualizza gita completa con 4 foto]
note su accesso stradale :: ok
Gita spezzata in due giorni, con pernottamento al Rifugio Cibrario.
Il sabato abbiamo lasciato l'auto nel vallone di Arnas, a quota 1400-1500 metri circa.
Saliamo in circa 3 ore al Rifugio Cibrario (possibilità di rifornirsi di acqua a quota 1950 metri, alla "Fontana della Lera"). Arrivo al Rifugio, avvolto nella nebbia, verso le 15.00. La sera qualche fiocco di neve sulle cime.
La domenica partenza non troppo mattiniera (vista anche la temperatura frizzante, -1,5° alle 7.30). Saliti in circa 1 ora e mezza al Colle della Valletta, imbiancato dalla spolverata notturna, e da qui in poco più di un'ora alla vetta, facendo attenzione alle rocce coperte da un sottilissimo strato di neve.
Dalla cima panorama a giro d'orizzonte dal Monviso al Monte Rosa, con belle vedute sulle cime delle Alpi Graie (Lera, Rocciamelone, Bessanese, Ciamarella). Lunga e faticosa la discesa sino alla macchina, che abbiamo raggiunto attorno alle 16.00.
Ottima accoglienza al Rifugio Cibrario! Un saluto ai gestori.

[visualizza gita completa con 9 foto]
note su accesso stradale :: Libero
Gita effettuata in giornata, dal colle a causa di nebbia e parecchi ometti sparsi siamo finiti nell'anticima est , ridiscesi dopo aver trovato la traccia che porta al centro dx della parete , siamo saliti in cima . In caso di nebbia quindi rimanere con traverso stessa altezza colle alzandosi poco e proseguire molto in la verso il centro della parete. Con Gipo nuovo socio molto in forma .

[visualizza gita completa]
note su accesso stradale :: Dopo la borgata Castello è vietato risalire con le auto la strada del Lago dietro la Torre.

Itinerario benissimo segnalato e marcato fino al Colle della Valletta (un grazie ai volontari CAI). Il tratto mediano del pendio finale su mobili sfasciumi e roccette richiede qualche attenzione, nonostante la traccia quasi sempre visibile e i frequenti ometti.

Ligi al divieto di risalita per le auto oltre Castello... ci associamo al commento finale di Titty79 (vedi gite precedenti). Scherzi a parte, una lunga ma bellissima gita. Partiti in due da Castello alle 6.00 circa, siamo arrivati in cima alle 11.50, dopo una mezz'ora di sosta al Cibrario (dove sia all'andata che al ritorno abbiamo trovato la gentilezza e l'affabilità dei gestori). In salita nebbia fino praticamente al rifugio, ma poi sereno dal rifugio in su (e dalla cima uno spettacolare panorama su un mare di nuvole). Nel pomeriggio, fine gita... all'Albergo Rocciamelone di Usseglio, davanti a un bel panino alle acciughe e bagnetto verde.


[visualizza gita completa con 3 foto]
note su accesso stradale :: dal vallone d'Arnas
ancora sulla Croce Rossa, questa volta senza neve, né sci... Dal Colle della Valletta la traccia è evidente, con qualche dubbio solo nel tratto tra le rocce, a circa 3.400 m, dove conviene seguire bene gli ometti tra le rocce. In effetti la difficoltà è un po' superiore al classico EE, ma certamente non vi sono difficoltà alpinistiche (in assenza di neve).

Con Simo, Dario e Cristina.
Ottima l'accoglienza degli amici del CAI di Leinì (che è anche la mia sezione...)


[visualizza gita completa con 5 foto]
Qualche lingua di neve sotto la punta, ma tutte evitabili tenendosi a destra, su una delle numerose tracce.
Saliti al Cibrario accolti da un ventaccio gelido ( 2 °C alle ore 19...) che ci ha fatto dubitare per il giorno dopo.
Invece stamane calma di vento e cielo limpidissimo, anche se era tutto ben gelato. Salendo si è un po' annuvolato in basso ma sopra i 3000 m si è sempre mantenuto sereno con vedute spettacolari fino al Monterosa.
Un ringraziamento a Sebastiano che mi ha permesso di salire nuovamente questa bella montagna dopo quasi 30 anni.
Come sempre trattamento super al rifugio Cibrario, con menù da grande albergo.



[visualizza gita completa con 11 foto]
Gita in realtà effettuata con partenza dal Bivacco San Camillo. Quindi risalita al Colle Altare, ridiscesa al lago di Peraciaval per poi riagganciarsi a questa descrizione di itinerario. Parte finale dal colle alla cima effettuata su ghiaioni e roccette verglassate che, al contrario di quanto potrebbe sembrare, hanno invece a mio avviso agevolato questa parte di salita, compattando un terreno altrimenti molto instabile (evidente rischio di caduta pietre).
Dalla madonnina di vetta consiglio di proseguire lungo la cresta N per qualche decina di metri per ammirare il ghiacciaio della Croce Rossa dall'alto.
Ridiscesa in Val di Viù a chiusura di una due giorni intensa per distanza e dislivello.
Oggi con Claudio e Richy, compagni nel mio secondo giorno di mini trekking.


[visualizza gita completa con 10 foto]
Abbiamo lasciato la macchina in prossimità del divieto di transito/strada privata, siamo intorno a 1.340 m, e dopo ci aspetta una lunga camminata su asfalto prima di intercettare sulla sinistra il sentiero per il rifugio Cibrario. Ho scoperto dopo (grazie mario-mont) che si può proseguire fino a vicino all'attacco del sentiero risparmiandosi un bel po' di asfalto e 150 metri di dislivello.
Fino al rifugio tracciatura ottima. Qui trovato molto vento, per fortuna calato più avanti.
La tracciatura si mantiene ottima fino al colle, da qui in avanti tracce, più di una e non sempre evidentissime. La traccia più agevole è il traverso in diagonale verso sinistra poi mantenendosi a destra dei nevai sul pendio, c'è qualche ometto. Salendo sfasciumi e qualche roccetta (I), trovato brina e vetrato, ma non hanno creato problemi.
Incrociato Stefano (Tini) e gaijin che scendevano.
Al ritorno non paghi siamo saliti alla Pera Ciaval.
Gita incredibile con il buon kima, e con Doriana e Serena incontrate alla partenza e che sono arrivate fino in cima con noi.
Meteo fantastico, a parte il vento in zona rifugio, e ambienti incredibili.
Unica nota negativa: la discesa è infinita, la parte su asfalto alla fine veramente deprimente.


[visualizza gita completa con 4 foto]
avvicinamento un po' lunghetto e monotono...poi, finalmente, dal rifugio comincia a diventare un po' piu' interessante e a salire deciso...
per raggiungere la punta e' presente ancora un nevaio... deciso di evitarlo stando sulla dx..seguendo ometti che portano sotto il filo di cresta...dietrito come sabbie mobili...un po' tutto che viene via...seguite le tracce di due escursionisti che stavano ormai scendendo...talmente ripido il percorso che dal basso e' un po' scomodo trovare i passaggi migliori...molto piu' comoda invece la discesa...
rimasta in punta quanto basta per godermi un meritato riposo e un buon panorama..mentre le pittoresche nuvole di calore e nebbioline delle valli di Lanzo volteggiavano allegre poco piu' lontano...ormai sono attrazioni turistiche della zona !!
dal colle risalita anche alla vicina Peraciaval nord...
tornata a Margone ho capito perche' si chiama Croce Rossa...dopo un mazzo del genere si rischia di essere portati via in barella !!

[visualizza gita completa con 5 foto]
Bella gitona in giornata da Margone. Fino al colle sentiero sempre ben segnato ed evidente. Dopo si trova una traccia bollata con ometti che scende leggermente, noi siamo rimasti più alti, in ogni caso si raggiunge un grosso ometto posto sotto la verticale della vetta. Si sale su vaghe tracce, rovinate dal recente temporale che ha creato solchi, fino a raggiungere la parte rocciosa che si supera leggermente sulla destra, senza problemi. Dopo riprende la traccia, più evidente, che porta in punta. Saliti in 3.50, circa 11 km di sviluppo la salita. Panorama grandioso, la discesa non crea problemi, ottima accoglienza al Rifugio Cibrario

[visualizza gita completa con 4 foto]
In cima dal rifugio Cibrario in 2 ore e 40. Un vento e un freddo pazzesco. La traccia dal colle alla cima è abbastanza ben segnata con bolli rossi. Poco prima della cima, evitare di infilarsi nel canalino innevato: c'è una traccia che sale più a destra, più comoda e sicura. Al rifugio ho sentito qualcuno che diceva che in cresta ci dovrebbero essere delle catene in un punto un po' rotto ma non sono andato a verificare.
Al Cibrario, 50 persone. Mai visto un rifugio così pieno... complimenti ai gestori, bravissimi. Il lago di Peraciaval è una vera perla!! Un saluto al Re Fiorentin, nipote della storica guida di Usseglio che tanto ha dato a questo rifugio ai primi del 900. L'ho incontrato al rifugio con il suo nipotino... grandi!


[visualizza gita completa]
Pernottato al rifugio (ottima gestione). Ieri solo io per la croce rossa. Tempo splendido ma dal colle vento gelido e forte che dalla cresta SSE mi ha "dirottato" sulla normale. In vetta se per poco non svengo per il riscaldamento delle dita al sole, per poco non svengo per la vista "spaziale": cmq qui lo charbonnel la fa da padrone... stambecchi,laghi,ghiacciai (neri),belle montagne..ne è valsa la pena.

[visualizza gita completa]
Bella salita ad una delle montagne piu' alte delle valli di Lanzo. Buon sentiero ottimamente segnato dal rifugio al colle della Valletta. Al di la' la traccia della via normale non e' facilissima da individuare. Noi siamo saliti in obliquo verso sx fino a giungere poco a dx della verticale della vetta. Di li' salendo vero l'alto per sfasciumi e qualche roccetta si arriva in qualche modo ad individuare una traccia che sale molto ripidamente, ma su sfaciumi abbastanza stabili, e "deposita" in cresta pochi metri a dx della vetta. Panorama bellissimo su tuttel le cine delle valli di Lanzo e grazie alla giornata limpida su tutto l'arco alpino occidentale. Discesa per la stessa via, cercando di avere il passo "delicato" per non smuovere grandi quantita' di pietre sugli eventuali escursionisti
Bella gita in gradita compagnia di Bruna. Visto il rifugio pieno pernottiamo in tenda a fianco del medesimo. Il motivo del pienone e' semplice: gita sociale degli amici della commissione gite del CAI UGET (saluti a tutti!). Complimenti per la gestione del rifugio: simpatica e molto accogliente, cibo ottimo e abbondante. Da ritornare!


[visualizza gita completa con 9 foto]
Saliti dopo aver dormito a Cibrario. Si sale senza pestare neve: in queste condizioni è escursionistica, non alpinistica. Dopo il colle, tenersi alti e passare a destra del canalino ancora innevato: c'è un passaggio in cui occorre mettere le mani, ma nulla di impegnativo. Dopo il passaggio la traccia è ben evidente fino al colletto prima della cima.
Rientrati al Cibrario per pranzo.
Secondo di tre giorni in giro per la Valle di Viù. Saliti il primo giorno da Margone al rifugio Cibrario (assaliti dai tafani sul lungo tratto a mezza costa che si incontra una volta entrati nel vallone di Arnas). Il terzo giorno siamo tornati a Margone salendo al Colle Sulè e scendendo al lago di Malciaussia. Tre splendidi giorni.
Con Pirru, Wilko ed Alecop.


[visualizza gita completa]
Nelle condizioni attuali, picca e ramponi non servono. Si sale e scende agevolmente su sfasciumi instabili, che solo a tratti lasciano il posto a buona roccia dove arrampicare. Giornata calda e senza vento. Pernottato all'accogliente rifugio Cibrario -un gioiello! che gestione e che cucina fantastica-, raggiunto in due ore e mezza. Dal rifugio alla punta in 3 ore. Ci siamo goduti una sosta di un'ora in punta ad ammirare il panorama sterminato dal Rosa agli Ecrins.
Con Federico P. del CAI Ligure. Vista un'aquila magnifica in giro. RIngrazio i gestori, davvero fantastici! Cinque stelle per rifugio e panorama.


[visualizza gita completa]
Dal colle alla vetta la via è pulita anche se in alcuni tratti abbastanza instabile e scivolosa; non ci sono più residui di neve. Il nevaio appena dopo il colle è ben percorribile anche se si può agevolmente aggirare. Pernottato la sera precedente al Cibrario con ottimo servizio e cordiale ospitalità. Cenato con "tir1964" - che saluto - di ritorno dalla punta.

[visualizza gita completa con 4 foto]
Fino al colle Valletta nessun problema, dal colle in poi 3/4 cm di neve/grandine caduta nella notte hanno reso la salita molto scivolosa e faticosa, penso che in 24/48 ore ritorni tutto pulito.
Purtroppo oggi il panorama dalla vetta era molto limitato per la presenza di nuvole sopratutto dal versante italiano, un po meglio da quello francese. Al ritorno pernottato al rifugio Cibrario ben gestito dai volontari del Cai di Leini. Oggi in solitaria.


[visualizza gita completa con 3 foto]
Partito alle 6.00 con la frontale (la bellissima luna piena era nascosta dietro un costone). Dalla decauville alba spettacolare sopra il mare di nubi sulla pianura. Alle prigioni della Lera un grosso branco di stambecchi (almeno 30 capi) e poi numerosi altri più sopra. Rifugio Cibrario chiuso e locale invernale perfettamente in ordine. Dal colle della Valletta vento freddo e neve via via più dura, che obbliga a qualche giro per salire senza ramponi. A quota 3400 con la punta bene in vista getto la spugna e torno indietro: terreno ripido e ghiacciato, che cominciava a scaricare qualche pietra (occhio!), con quasi 2000 metri di dislivello nelle gambe, ne ho avuto abbastanza. Bella sgambata comunque, aria fresca e cielo limpido, incrociate solo un paio di persone nei dintorni del rifugio mentre scendevo, nessuno nella parte alta.

[visualizza gita completa]
note su accesso stradale :: da bivio quota 1600
Ambienti veramente stupendi dal fondo alla cima. Salito con la MTB dal bivio a quota 1600 della strada dell'ENEL in prossimità della sbarra. Strada che sale su fondo stupendo fino a quota 2400. Da qui si imbocca il tracciato del trenino sulla sinistra (occhio in settimana agli operai) passando alcune gallerie buissime (portare la frontale). A un certo punto, lasciata la MTB, parte il sentiero che in 30 minuti porta al Rif. Cibrario. Sosta caffè 10 minuti e riparto per la cima che raggiungo in circa 1 e 30 senza problemi, a parte la pietraia finale molto ripida. Un po di nuvolaglia in cima ma ottima visuale sulle vette circostanti i ghiacciai ed il lago della rossa sotto. Rientro con sosta panino al Cibrario e discesa bellissima in MTB.







[visualizza gita completa con 3 foto]
Gita fatta in 2 giorni dormendo al Rifugio Cibrario. Partiti sabato intorno alle 14 dall’Alpe Arnas, il sentiero 120 è ripido ma con ottimo fondo, e questo consente di salire molto velocemente fino all’incrocio col sentiero 118 proveniente da Margone… salendo da questo versante secondo me si risparmiano almeno 40-45 minuti. In totale abbiamo impiegato circa 3 h per arrivare al rifugio.
Domenica mattina partenza intorno alle 7.40, fino al Colle della Valletta non ci sono problemi, il sentiero rende molto e ci sono solo più 2 o 3 innocue lingue di neve (1 h 30 circa dal rifugio). L’idea era di salire dalla cresta e scendere dalla normale. La prima parte di cresta è banale e un primo torrione si aggira senza problemi sul lato francese. In questa fase il percorso è segnalato da qualche freccia gialla. Una volta arrivati a quota 3400 m circa, poco sotto al torrione con catena, le persone che ci precedevano ci hanno avvisati che non avevano trovato la catena (che ci dovrebbe cmq essere…parola dei gestori!!!) e che il passaggio era molto impegnativo, quindi potendo ancora intercettare la Normale senza perdere troppo dislivello, abbiamo preferito rinunciare alla cresta per non rischiare di rinunciare alla cima!!! Così, con un lungo traverso su sfasciumi davvero scomodi e instabili, siamo riusciti a traversare e a raggiungere la normale a quota 3.350 m circa. Qui, per evitare un tratto all’apparenza abbastanza ostico su sfasciumi e detriti, abbiamo messo i ramponi risalendo per 100 metri circa sul nevaio (molto ripido, non bisogna cadere!!!), per poi proseguire ancora su sfasciumi e arrivando in cima dalla parte opposta della cresta rispetto alla Normale. Queste peripezie ci hanno fatto perdere molto tempo, quindi abbiamo impiegato circa 4 h per raggiungere la cima, sennò credo che in 3 h si arrivi tranquillamente. Arrivati in cima intorno alle 11.45, panorama a dir poco spettacolare e a 360°…sul versante francese meteo perfetto, mentre dal lato italiano c’era qualche nube da calore che limitava un po’ la visuale. In discesa abbiamo seguito fedelmente la Normale e in effetti non ci sono assolutamente problemi…la traccia è sempre ben evidente, non si pesta neve e l’unico tratto in cui fare un po’ di attenzione è tra i 3.400 e i 3.300 (dove in salita ci siamo ramponati) in quanto la traccia è coperta dalla neve, ma la si può aggirare facilmente sulla sinistra. In sostanza, salendo dalla Normale non ci sono assolutamente problemi e non serve nessuna attrezzatura se non a scopo precauzionale…utilissimi invece i bastoncini, sia in salita che in discesa. Dal colle della Valletta, dopo aver raggiunto anche la cima Nord di Peraciaval (5 minuti e 30 metri di dislivello dal colle), velocissima discesa fino al rifugio (1 h scarsa dal colle, 1 h 45 dalla cima), e quindi dopo un po’ di relax, altre 2 ore per tornare all’auto.
Gita grandiosa che avevo in mente da anni…il percorso è molto bello e la vista dalla cima ripaga ampiamente la fatica, specie in giornate spettacolari come queste…

Una doverosa citazione per l’accoglienza al Rifugio Cibrario, gestito in modo a dir poco spettacolare dai soci della sezione CAI di Leinì…il rifugio è in un posto magnifico, è molto carino e confortevole anche se piccolo e si mangia davvero benissimo…la cena comprende antipasto, primo, secondo, formaggio, dolce, caffè, pussacaffè e vin brulè…tutto ottimo e abbondante ea costi davvero contenuti (35 € la mezza pensione per i soci CAI)!!!!


[visualizza gita completa con 10 foto]
Dopo 30 anni torno alla Croce Rossa stavolta in compagnia di 19 tra uomini/donne per la gita di calendario CAI Alpignano. Saliti sabato 27 al rif. Cibrario con partenza alle 14,30 dall'alpe Arnas (bellissimo vallone), sauna gratis di 3 ore poi doccia all'ospitale rifugio prima dell'ottima cena con vista stambecchi anche loro a cena a base di sale. Come 30 anni fa, la salita del ripido pendio finale, su neve molle solo in superficie così da rendere la progressione molto più agevole, lineare ed estetica, con picozza e ramponi che non sullo sfasciume che dovrebbe presentarsi in assenza di neve. Discesa sulle tracce di salita legati a grappoli di 5 per corda onde arrestare un'eventuale scivolata causata da zoccolo, come volevasi dimostrare. Tempo discreto con sole alternato a nubi solo su di noi, tutto in torno coperto, che fortuna!

[visualizza gita completa]
Gita fatta in due giorni con pernottamento al rif. Cibrario.
Al mattino,con meteo super,raggiunta la vetta per la via normale.Dopo il colle della Valletta,finiti i pochi bolli rossi,seguire gli ometti e la traccia che sale nel canalino sotto la madonnina.Un saluto a Bruno per la disponibilità.

[visualizza gita completa con 4 foto]
Bella salita. Partito presto, si incontra neve continua dal Lago di Peraciaval sino in cima.Neve dura e portante che ha richiesto l'uso dei ramponi già prima di arrivare al Colle della Valletta.Canalino e pendio finale con ottima neve dura.
Cielo sereno sopra un mare di nuvole.In discesa cominciava a mollare sotto il colle. In 4 ore dalla macchina.

[visualizza gita completa con 14 foto]
Partito da poco prima della galleria.... :-) alle 10:30 in vetta alle 13:45 passato per la ferrovia ed il rif Cibrario (ottimo invernale ma con il libro quasi finito nota x CAI Leiny...)Giornata SUPER!! non una nuvola con una brezzolina leggera giusto x non sudare (troppo) Bellissimi panorami e nessuno lungo il percorso...!

[visualizza gita completa con 5 foto]
bella sgambata di quasi 2000 metri. dal colle della valletta percorso di salita non obbligato ma forse il più comodo è quello sulla traccia inizialmente bassa segnalata dai bolli rossi.

segnavia 118 per arrivare alla Croce Rossa, se è una coincidenza questa!
in compagnia della Socia che voleva provare l'ebbrezza di farsi 2000 metri in un giorno...


[visualizza gita completa]
Gita lunga per il dislivello, ma consigliabile per la varietà dei paesaggi (dal bosco al ghiacciaio, passando per la ferrovia e un rifugio...) e il panorama. Sentiero evidente ed ottimamente segnato sino al colle della Valletta e oltre, mentre il tratto intermedio tra il colle e la punta (sfasciumi mobili e ripide rocce) è poco "omettato", col risultato che ognuno sale per un percorso diverso.
Con la piacevole compagnia di Gian Mario e Antonio (oggi in gran forma)


[visualizza gita completa con 3 foto]
Gita effettuata in giornata partendo alle prime luci dell’alba. Sentiero ben segnalato fino al colle della Valletta. Dal colle seguire una traccia, a volte non molto evidente, che taglia il versante S-S-O, visibili alcuni ometti. La via è sgombra da neve tranne qualche tratto ghiacciato sotto la cima, dove occorre fare un po’ di attenzione.
In cima vista grandiosa, forse una delle montagne più panoramiche, sguardo dalle Marittime al Rosa passando per il Delfinato, Bianco, Gran Paradiso, Cervino e Rosa per poi perdersi sulla pianura sconfinata.

Un ringraziamento all’amico Beppe che ha accettato la mia proposta di effettuare la gita in giornata e naturalmente a Flavio che salito dal Rifugio Cibrario ha atteso il nostro arrivo sulla vetta.



[visualizza gita completa con 2 foto]
Anziché per la normale, salita per la cresta est (accedendo dunque sempre dal colle della Valletta). Un'arrampicata facile. Fare attenzione solo alla possibilità di incontrare rocce bagnate o, peggio, con ghiaccio, per non scivolare.
Giornata spettacolare con vista a 360°.


[visualizza gita completa]
Percorso in totale assenza di neve.
Si sale bene anche con le scarpe da ginnastica.
Giornata dal meteo straordinario.
In punta alle 13.20 quando ormai erano già scesi tutti.

La Croce Rossa mi mancava ci tenevo tanto. Grazie Primians. Inarrestabile come sempre.


[visualizza gita completa]
note su accesso stradale :: si sale fino alla sbarra
Bivaccato al bellissimo e comfortevole san Camillo,notte con vento patagonico e mattinata di gelo,passati per il colle Altate e rifugio Cibrario,dove abbiamo atteso Pinu che saliva in giornata a sotto. La salita alla vetta è stata in forse per il vento forte,ma poi...al passo della Valletta Eolo si è placato. Vanni è salito per la cresta invece io Pinu e naturalmente Jolie abbiamo fatto la normale,tuttavia non banale per il ghiaccio formatosi nella notte. Gran baldoria in vetta,poi dal Cibrario discesa pae la "ferrovia" e la lunga strada dell'Enel dove abbiampo trovato una sorpresa al centro della galleria.quando eravamo nel buio più pesto abbiamo trovato la galleria nella sua meta chiusa con un cancello solo uno passaggio strisciante senza zaino si puo passare dall'altra...mi chiedo... fuori non c'erano cartelli di sorta di divieti vari,poi perchè mettere lo sbarramento al suo interno per cui l'ignaro escursionista ci batte la testa contro,non era più semplice se proprio la vogliono tenere chiusa chiuderala all'entrata? per me questo è arroganza di potere.... oltre essere una cosa sensa senso...

[visualizza gita completa con 8 foto]
Ultima giornata del nostro trek, io Flavien e Sylvain siamo arrivati al Cibrario dal Bivacco San Camillo e siamo arrivati in cima verso le 12, per poi scendere su Usseglio alle 16. Unico giorno di bel tempo, abbiamo potuto godere del panorama fantastico dalla vetta. Questa è la cima più alta su cui sia mai stato (almeno per il momento).

[visualizza gita completa]
note su accesso stradale :: OK fino al cartello che indica la partenza per il rifugio
Partito alle 6 dall'auto e arrivato in cima alle 11 con passo regolare (soste incluse).
Nulla da segnalare se non la presenza di neve dal colle della Valletta fino in cima che non crea nessun problema in salita,ma occhio in discesa.
Sentiero ben segnalato con tacche bianche-rosse recenti e parecchi ometti dal lago in poi,anche in caso di nebbia non ci si sbaglia.
Oggi da solo,un saluto ai tre che ho incontrato sotto la punta


[visualizza gita completa con 3 foto]
Gita sociale Cai Coazze. Saliti sabato pomeriggio dal vallone d'arnas, con partenza alle 15.30. Giornata ventosa e fredda (come da previsioni), e da dopo la decauville saliti in ombra dato che il sole era già basso dietro le cime. Ottima cena al rifugio, confortevole e ben gestito. Le previsioni danno vento in calo ma zero termico a 3.000 m. Alle 7.20 partenza: nella notte il vento è calato, ma le temperature sono basse (la fontana è gelata). Giornata splendida, il vento lo ritroviamo solo al colle e decidiamo di proseguire. C'è un solo nevaio che si riesce ad aggirare, ed i pochi tratti ghiacciati non costituiscono un pericolo. Alle 10.30 siamo in cima, c'è di nuovo il vento, ma sopportabile e siamo ritemprati dal sole e dal panorama. Tutti in cima, anche nonna Francesca. Al ritorno il nevaio si attraversa senza difficoltà. Pranziamo al rifugio, e per la discesa facciamo la variante prendendo il sentiero che in un'ora porta al Lago dietro la torre. Si dirige con saliscendi verso il costone della Cresta dei Cugni, e poi con un tratto attrezzato con catene scende sulla decauville utilizzata per costruire le dighe, le centrali e le prese della valle d’Arnas. Dal lago discesa sulla strada di servizio, metà sterrata e metà asfaltata.

[visualizza gita completa]
Tornati dopo cinque anni, rigorosamente in giornata in meno di 5 ore: siamo ancora tosti... Partiti alle 7, con 5° alla macchina, brina nei prati alla partenza, ghiaccio alla fontana del rifugio... tempo fresco e ventilato, però giornata con panorami eccezionali a 360°. A meno di mezzora dalla vetta incontrato un gruppo del CAI di Coazze che scendeva, dopo aver fatto la gita pernottando al rifugio Cibrario. Altri non sono saliti. Purtroppo la splendida giornata è stata rattristata da un grave incidente. Scendendo abbiamo assistito all'intervento di un elicottero del 118, sul quale c'era una guida, Luca Prochet,che conosciamo bene per aver fatto diverse gite insieme, tra cui il Bianco. Un gruppo del CAI di Valdellatorre era salito al rifugio per pranzo, e al ritorno, appena sotto il rifugio, una persona è precipitata dal sentiero per un centinaio di metri su un ripidissimo pendio roccioso finendo nel torrente che scorre al fondo.
Piera e Giovanni con Ornella.


[visualizza gita completa]
lasciata la macchina alla sbarra della strada enel. Seguita la strada fino al lago dietro la torre e poi al lago della rossa. Pernottato al bivacco san camillo.
Giorno successivo via colle altare salito alla croce rossa. al momento non servono ramponi e picca è tutto pulito. Nessuna particolare difficoltà ma non sottovalutate questa montagna in particolare per la presenza di stambecchi che vi scaricano addoso pietre.
in compagnia della mitica cinzia che ha centrato la sua prima grande montagna.


[visualizza gita completa]
Bella salita sempre ben segnalata prima con segnavia CAI (sentiero 118) e poi con tacche rosse di vernice ben visibili sulla pietraia (attraversando il pendio nevoso ovvero aggirandolo dall'alto). Si prosegue su traccia visibile anche da lontano, che risale il pendio di sfasciumi e dopo un tratto con qualche placca rocciosa riprende quota a zig zag verso la vetta.
Panorama mozzafiato a 360°, con un mare di nuvole sotto di noi che nascondeva la pianura e dava l'impressione di galleggiare su una morbida superficie bianca


[visualizza gita completa]
volendo, si sale senza toccare la neve, per tracce di sentiero su sfasciumi
a scendere la neve invece serve altrocchè
il sentiero è ben pulito e ben segnalato
gradevole il lungo traverso erboso a 1/4 della salita
dalla cima abbiamo potuto passare in rivista tutte le cime delle alpi occidentali e non solo

[visualizza gita completa]
Spruzzata di neve fresca oltre i 3000 che aumenta fino ad una spanna sulla vetta. L'ultimo tratto tra sfasciumi sdrucciolevoli ma sopportabile. Tempo variabile con attimi di nebbia fitta alternati a rare schiarite, al rientro dall'auto di nuovo pioggia e grandine. Sentiero a tre fasi, la prima ripida , la seconda pianeggiante, e la terza di nuovo ripida ma sempre ben segnalato.
Ho avuto un'ottima impressione della gestione del rifugio Cibrario che tra l'altro domani chiude.
Oggi ero l'unico sulla montagna.


[visualizza gita completa con 4 foto]
A oggi non servono i ramponi!
Finalmente mi son tolta un sassolino dalla scarpa che mi dava fastidio da un pò di tempo!
Bellissima gita dal gran panorama, sia ieri che oggi giornata splendida e tersa, solo qualche nuvola bassa verso l'Italia che si è poi dissolta! Cosa chiedere di più?!
Saliti al sabato al rifugio, in attesa della cena abbiamo fatto una passeggiata fino al Colle d'Altare e alla Cresta Cugnì (m. 3006) da dove abbiamo cominciato a vedere un pò di laghi e di panorami, bellissimo.
Partenza per la Croce Rossa al mattino alle 7.30, un pò di vento al colle della Valletta e in punta, giornata fresca. Niente neve o ghiaccio sul percorso che è sempre ben evidente o segnato nella pietraia. C'è una spolverata di neve verso la Val d'Isere.
Saliti anche tre cani, che nostalgia dei miei a casa!!
Al ritorno al colle della Valletta io e Robi abbiamo fatto una visita alla Peraciaval (m.3240).
Complimenti a Gabriella che al suo primo 3000 ha centrato la Croce Rossa!! Brava.
Peccato per Enrico che ha dato forfait al colle della Valletta ed è sceso al rifugio ad aspettarci, ma poi da grande ha offerto la birra a tutti!
Gita in compagnia di Alex, Enrico, Gabriella, Giorgio, Graziella, Robi e Vanessa che saluto e ringrazio per i due bei giorni passati assieme!
Ottima la gestione del rifugio Cibrario da parte dei soci del Cai di Leinì: buonissima cena, rifugio ben tenuto e persone cordiali e gentili! Avrebbero molto da imparare alcuni gestori di rifugi.....


[visualizza gita completa con 18 foto]
Nebbia al rifugio Cibrario e fino al colle della Valletta, poi schiarita sul versante di salita. Sereno in Francia.Molto gentili ed efficienti i gestori della sez. di Leinì.


[visualizza gita completa]
Volevo passare dal vallone di Arnas ma imboccata la strada per alpe Arrnas, mi sono arreso al primo cartello di divieto di transito, quindi sono tornato indietro e partito da Margone ( al rif. mi hanno detto che si può proseguire senza problemi fino alla sbarra ). Il disl. non cambia molto ma il traverso di circa 2 Km. all’andata e specialmente al ritorno annoia un po’. Percorso molto bello e ben segnalato, ultima parte su sfasciume ben marcata,ottima la giornata ed il panorama, sosta caffè all’accogliente rifugio sia all’andata che al ritorno, consigliata.

[visualizza gita completa con 2 foto]
Peccato per le nuvole che nascondevano il panorama dal versante Italiano. Non ho capito da che cosa derivi la classifica di "F", forse dalla lunghezza?; se si seguono fedelmente le tracce, non si devono mai usare le mani.
Un caldo notevole per essere a 3500 m. a fine agosto.

[visualizza gita completa]
I ramponi non servono.
Le tracce di sentiero ed i bollini rossi sono sempre ben evidenti. Unico piccolo nevaio dopo il colle della Valletta.
Attenzione agli sfasciumi che a volte sono parecchio instabili ma, si sa, a queste altezze ti accompagnano sempre.
Prevedere 2 ore fino al rifugio e 2 fino alla cima.
In barba ai quasi 2100 metri di dislivello: arrivata all'Alpe Arnas dei volontari del rifugio stavano portando su camion i viveri per la festa di domenica. Non potevo rifiutare l'invito ad un passaggio ed evitare ben 800 metri!!! (la strada dell'ENEL arriva fino a circa 2300 mt.) Da lì un elicottero ha prelevato i rifornimenti per il rifugio.
Il panorama in vetta è stato rovinato dalle solite nebbie.
I 2100 mt del ritorno si sono comunque fatti sentire !!!
Un grazie all'inaspettato passaggio


[visualizza gita completa con 5 foto]
Con Anna siamo saliti sabato pomeriggio all'accogliente rif. Cibrario. Pochi i clienti (13), quasi di più i simpatici gestori volontari, di tutte le età. Alla conta delle mete per il giorno seguente, scopro di essere l'unico con destinazione Croce rossa (?) e mi ritrovo l'unico a far colazione alle 5,30 (?). Si preannuncia una bella giornata con mare di nubi nelle valli.
La prima neve si incontra dopo i Laghi di Peraciaval, ci sono due grossi nevai per raggiungere il colle della Valletta, pulito. Neve dura, ma "grutulua". Versante SO ancora abbastanza innevato, proprio come desiderato. Ho risalito, con picca e ramponi, un evidente canale che conduce alla parte superiore del versante e da qui diretto alla madonnina, tutto per neve (250 m a 35-40 gradi). In vetta alle 8.30. Panorama vastissimo. Discesa per lo stesso percorso ancora con neve ben dura.
In queste condizioni gita certamente più impegnativa (PD, PD-) ma più appagante e meno faticosa di un monotono pendio di sfasciumi verglassati.
Alle 10.15 ai laghi con Anna a prendere il sole.

[visualizza gita completa con 4 foto]
dal Cibrario al colle della Valletta, quindi seguito fedelmente il filo di cresta sud che presenta un tratto non banale attrezzato con catene fisse (delicato un breve passaggio appena prima di queste, utile la corda). Scesi per le tracce del versante SSO, quindi lungo rientro a Pian della Mussa passando per il passo delle Mangioire.
Vorrei segnalare la fantastica accoglienza al rif. Cibrario, magari fossero gestiti tutti così! E poi cosa dire della cena, superlativa!! Il bello è che sono volontari che si alternano nella gestione.
Con i due Mario,Alberto,Mattia e Super.

[visualizza gita completa con 4 foto]
Ramponi inutili, dopo il colle seguire fedelmente il sentiero in modesta salita e poi quasi in verticale il canalino sotto la madonna.

Partito da arnas alle 6, rientrato in giornata.
Posto veramente stupendo, nuvole in arrivo dopo le 14.00



[visualizza gita completa]
Giornata eccezzionale, non una nuvola fino alle14.30, ma ero gia' sulla strada del ritorno. inutili i ramponi, son rimasti alcuni piccoli nevai ma facilmente superabili. molto piu' utile un caschetto, se a differenza di oggi nell'ultimo tratto si dovesse trovar parecchia gente tornerebbe utile
salito in solitaria questa mattina dall auto.


[visualizza gita completa]
Bellissima gita in solitaria. Veloce e nessun problema fino al colle della Valletta. Dal colle alla vetta invece alcuni tratti ghiacciati obbligano l'uso dei ramponi. Non seguito la traccia estiva, ma risalito per ripidi pendii nevosi alla cresta S-E che con qualche passo di facile arrampicata conduce in vetta.

[visualizza gita completa]
Locale invernale del Cibrario in ottime condizioni. Tenere presente che per disposizioni di legge non c'è ne gas, ne luce. Portare candele e fornelletto. Condizioni della salita: gran secco, si può salire in scarpe da tennis!

Con Kikki e lo Zingaro (circa 160 anni in 3). Non avendo le gambe legnose del giovine Federico, noi anziani abbiamo preferito dividere la gita in due giorni. Il garretto nervoso ed elastico ci ha consentito di raggiungere la cima in tempo quasi cai. Un sentito ringraziamento alle nostre badanti Katrina, Galina e Irina per la splendida notte in rifugio e la flebo di peperonata durante la salita.


[visualizza gita completa]
Quando le previsioni danno bello, anche se al mattino pioviggina bisogna essere ottimisti.
Quindi si parte.
Ritrovo col Guru alle 9 a Lanzo, alle 10 siamo operativi e combattivi nel vallone d'Arnas.
E' da due mesi che non muoviamo un passo, sarà un ottimo modo per riprendere a fare fiato e gambe.
Il cielo è pesantemente coperto, ma le previsioni danno bello.
Poco sopra il raccordo col sentiero di Margone entriamo nella nuvolaglia, visibilità minima. Sensazione di calore ed umidità a palla.
Al ponticello all'imbocco del vallone del rifugio faccio il primo cambio maglia, da strizzare.
Sotto il rifugio un ragazzo e una ragazza intirizziti ci dicono che su fa freddo, visibilità nulla, fate voi.
Al rifugio in effetti freschino e visto niente. Ma è appena passato mezzogiorno, magari in alto buchiamo le nuvole.
Proseguiamo ma sulla rampa per il lago le gambe iniziano a dare segni di legnosità. Ormai siamo di nuovo in piena nuvola. Iniziamo a temere che le previsioni non ci abbiano azzeccato.
100 metri sotto il colle dobbiamo mangiare, vista zero e gambe legnose e pesanti.
Ogni tanto incrociamo qualcuno che scende dalla punta.
Al colle vediamo un po' d'azzurro per la prima volta. In Francia il tempo non è male, ma la schifezza che sale dall'Italia spesso deborda dall'altra parte. Dal canale in su un passo avanti e due indietro, ormai siamo in stato pietoso. Ce la caviamo entro le 4 ore e trenta dall'auto, ma l'età, gli acciacchi e tutto il resto non fanno ben presagire per la discesa.
Che sarà un massacro, più della salita.
Arriviamo all'auto sempre immersi nella nebbia, ogni tanto gocciola, con le gambe che ci ricordano Fantozzi dopo la corsa ciclistica.



[visualizza gita completa]
Non sono partito da Margone, ma dall'alpe Arnas nell'omonimo vallone, a quota 1502 dove un cartello indica il Rifugio Cibrario. Il sentiero si collega a quota 1962 con quello proveniente da Margone che passa sotto il Monte Basso.
Salita effettuata in giornata, cosa resa possibile grazie al non eccessivo spostamento del percorso, benchè i metri di dislivello siano 2000 e sono davvero tanti.
Partito alle 6.30 appena un po' di luce ha illuminato il vallone, il sentiero dopo aver attraversato il torrente inizia subito a salire deciso, senza dare mai tregua se non nel breve tratto in cui si segue la vecchia decauville. Poi ci si immette nella parte alta del vallone dopo aver attraversato un ponte ed in breve al Rifugio Cibrario (2h 10') con un'ultima rampa più ripida. Breve sosta al rifugio dove l'elicottero faceva spola per portare via materiale segno della prossima chiusura, e poi si riparte seguendo il sentiero contrassegnato da tacche rosse di vernice e numerosi ometti, in direzione del colle della Valletta. Molto faticoso il tratto per raggiunger il Lago Peraciaval, a 10' dal rifugio, davvero bello. Poi si passa decisamente alla pietraia sovrastante, sempre con percorso ben tracciato, fino a raggiungere su terreno un po' ripido il colle. Da qui verso destra, prima a mezza costa evitando le lingue residue del ghiacciaio della Vallettaz, poi la traccia diventa più vaga e si inerpica sul pendio finale della Croce Rossa, composto per lo più da sfasciumi assai mobili. Quando si è perpendicolari alla cima ci si inserisce in un canalino ripido, cercando di salire dove la roccia è più solida, bisogna appoggiare talvolta le mani e prestare attenzione (specie in discesa) ma si supera questo tratto senza particolari problemi.
Usciti dal canale ancora una breve fascia di lastroni resi scivolosi da detriti, poi la pendenza cala leggermente e si torna a camminare più comodamente su fini sfasciumi fino ad un colletto a destra della cima. Dieci metri di cresta senza ostacoli e si arriva alla Madonnina (4 h 20' dall'auto)
Grandiosa gita, fatta in giornata da' un pizzico di soddisfazione in più, anche se la fatica si fa sentire. Giornata meravigliosa, non una nuvola a pagarla e di conseguenza panorama sconfinato, dalle Marittime al Rosa passando per Delfinato e Bianco. Si vedevano tutte le montagne del nord ovest. Trascorso due ore in cima per godermi il sole caldo (senza vento), sono stato raggiunto dai simpatici Sergio e Francesca, che saluto. Discesa non brevissima ma abbastanza diretta, circa 2h 30' dalla cima all'auto. Gita stra consigliabile.


[visualizza gita completa con 1 foto]
2° giornata con il Cai Almese nell'alta Valle di Viù.
Ottimo meteo con vista perfetta.
Una desolazione i giacciai quasi scomparsi.
Rifatto parecchi ometti sul percorso nei pressi del canalino.

[visualizza gita completa con 1 foto]
Questa cima mi attirava come una calamita, le due possibilita' erano di farla in due giorni oppure di fare in un giorno oltre 2000 metri di dislivello, entrambe le soluzioni non mi andavano del tutto bene. Oggi ho approfittato della sbarra aperta al tornante nei pressi del'alpe Sule, vallone di Arnas, e mi ci sono infilato, cosi sono partito dal Lago dietro la Torre :-) Il sentiero e' in parte sovrapposto ad un'antica ferrovia a binario stretto che attraversa anche alcune gallerie, offrendo insieme alla gita un po' di archeologia industriale, per me molto interessante. Le gallerie sono brevi e non presentano problemi ma in caso di umidita' potrebbero rendersi scivolose, consigliabile una torcia elettrica. Superando poi il breve tratto attrezzato con catene si arriva in vista al Rifugio Cibrario. Sentiero senza neve fino in cima, alcuni tratti un po' insidiosi con sfasciumi ed elevata pendenza. Alcuni tratti sono stati segnati di rosso stamattina e alcuni ometti rifatti di recente, mi riferisce uno dei gestori del rifugio. La nebbia presente nei fondovalle non e' riuscita a prendere il soppravvento, nel pomeriggio la visibilita' e' addirittura migliorata. Dalla cima erano ben visibili tutti i giganti della catena alpina. Discesa dallo stesso percorso di salita. Scopro dopo che la strada e' aperta una volta all'anno per la festa di San Camillo. Tale variante di percorso permette di arrivare alla cima con un dislivello di circa 1400 m. percorribile in circa 3 ore e mezza da una persona con allenamento mediocre.

[visualizza gita completa con 1 foto]
In giornata da Margone (bel tiro....h 05.45 partenza, ore 10.30 in punta, ore 14.45 a margone...)
Sentiero da ripulire da arbusti ed erbacce fino a Fontana della Lera (lo farano domenica, mi dicevano al rifugio), per il resto ben segnato fino in punta. Micidiale il rampetto che dal rifugio porta ai laghi di Peraciaval...Non servono piccozza e ramponi, non c'è più neve. Tempo sereno sulla Francia, con grandi ondate di nebbia dall'Italia.
Un saluto ai gestori del rifugio ed ai due arzilli escursionisti incrociati poco sopra la passerella.


[visualizza gita completa]
Facenodola in giornata è un buon allenamento.
Partito per farmi da solo er traquillo la normale su indicazione di tre occasionali compagni ho percorso la cresta che parte del colle sino alle catene (100m dalla vetta).
Attenzione perchè la cresta non è così banale come dicono: c'è del scondo grado su roccia a tratti infida ed esposta ed oggi inframmezzata da parecchi tratti di ghiaccio. Alle catene lasciato solo dai tre consigliori e complice la nebbia ho deciso di tornare un'altra volta: 2000m di gamba li ho comunque fatti ed era il mio obbiettivo. La punta ...... .
Visto nell'ordine: due volpi (sulla strada prima di Margone) un daino (nel bosco), un'aquila (in cielo), una pernice (tra le pietraie) decine di stambecchi (sopra la mia testa a tirare giù pietre)


[visualizza gita completa]
gita sociale con il cai di borgo,saliti in cima in 2 ore e mezza circa dal rifugio cibrario,vento e freddo di notte (lieve gelata)al rifugio,parzialmente nuvoloso con leggero nevischio dal lago pera ciaval al colle della valletta,nebbia sul versante sud-ovest(nella notte scesi pochi cm.di neve),per fortuna che arrivati in vetta il tempo è migliorato permettendoci di vedere gran parte del panorama.situazione dei ghiacciai:quello pensile della croce rossa è ricoperto dalla neve fresca,quello del baounet-vallettaz in francia,ricoperto da un sottile strato di neve sembra quasi privo di neve vecchia,il ghiacciaio di bertà è ridotto a tre placche annerite di pochi ettari ciascuno e altre minori,quello di pera ciaval a 2-3 placche esigue

[visualizza gita completa con 1 foto]
gita sociaòe CAI borgo s dalmazzo, stamani oltre il colle neve fresca, nebbia e freddo....
in cima bel sole e bellissima vista...una bella cima senza particolari difficoltà
un saluto a tutti componenti della gita
ciao ciao

[visualizza gita completa]
pernottato al rif. cibrario. Partiti molto presto e raggiunto la cima su buona neve nel pendio finale. Ottimo panorama dalla cima. Una innoqua nuvoletta si è ben presto trasformata in un furioso temporale che ci ha accompagnato nell'ultima ora di cammino scendendo alla macchina...

[visualizza gita completa con 2 foto]
con discesa su Malciaussia dalle lose nere

[visualizza gita completa]
Uno dei fiori all'occhiello delle Valli di Lanzo. Sempre molto affollata d'estate all'apertura dei rifugi. Salita in 2 gg dal Cibrario. Tracciato alla vetta a dir poco impeccabile.

[visualizza gita completa]

Ci sono anche stati ...

  • 18/07/12 - vcrespo
  • 02/09/07 - i3fili
  • 27/08/06 - egidio69
  • 24/08/03 - gianmario55
  • Caratteristica itinerario

    sentiero tipo,n°,segnavia: Segni bianchi/rossi fino al Colle della Valletta, poi numerosi ometti
    difficoltà: EE/F :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud-Est
    quota partenza (m): 1502
    quota vetta/quota massima (m): 3566
    dislivello salita totale (m): 2064

    Ultime gite di escursionismo

    19/02/20 - Lunelle (Punta e colle) da Traves, anello - rolly52
    Confermo l’ottima valutazione di questa gita, tutta su sentieri piacevoli e ben tracciati.Peccato per il momentaneo annuvolamento appena giunti in vetta. Lunghetta nel complesso ma poco faticosa.
    19/02/20 - Santa Cristina (Monte) da Bracchiello per el Senté dla Scalinà - parinott
    Diversi alberi caduti sul sentiero 261, il Cai di Lanzo ha previsto a Marzo l'intervento di pulizia, comunque ben segnalato da bolli B/R. e cartelli ai bivi. Molto meglio dai Monti di Voragno a S.Cristina.
    19/02/20 - Croce dell'Ubacco (Monte) da Moiola - klaus58
    Fatto il solito giretto mattutino salendo per la strada asfaltata, prima il monte Croce dell'Ubacco, poi punta Il Bric e il boscoso Saret Alto, scendendo dai tetti Masuè per il tracciato MBK con un s [...]
    18/02/20 - Frassati (Poggio), da Graglia per il Tracciolino e traversata a Oropa - brunello 56
    Gran gitona, all’arrivo ad Oropa erano 30 km con un 1500 m di dislivello, con 8h abbondanti di cammino. Ma ne valeva la pena. Non conoscevo il Tracciolino e volevo percorrerlo, anche sapendo che sa [...]
    18/02/20 - Artondù (Cima) da Tetti Gallina per il Bric della Ciarma, anello per Meschie - lonely_troll
    Una passeggiata alle pendici della Besimauda con salita per un percorso dimenticato e attualmente riportato solo da OpenStreetMap. Pochi brevi tratti di neve dura ma non scivolosa che non danno fastidio.
    16/02/20 - Corte Lorenzo (Cima) da Bracchio - chit.scarson
    Le poche chiazzette di neve residua dove non batte il sole i cresta non infastidiscono. Tutto il catename è in ordine.
    16/02/20 - Scopel (Bivacco) da San Liberale - lancillotto
    Sentiero dalla Croce dei Lebi e poi al bivacco con tratti ghiacciati, coperti da qualche cm di neve recente. Utili i ramponcini sopratutto la mattina. Salita in nebbia totale fino quasi al valico del [...]