Corno Grande - Vetta Occidentale da Campo Imperatore

Seconda gita nel Parco del Gran Sasso, stavolta all’attacco del Corno Grande, la vetta più alta di tutti gli Appennini. Partenza verso le 10 da Campo Imperatore con un bellissimo sole che ci ha illusi di poter finalmente ammirare il grandioso panorama che si dovrebbe godere dalla cima…e invece il sole è durato poco e da metà salita siamo stati avvolti da una fitta nebbia con visibilità di pochi metri. Abbiamo quindi accantonato l’idea di salire per la Direttissima o per la Cresta Ovest, “accontentandoci” della Normale, che non presenta particolari difficoltà tecniche a parte alcuni brevi passaggi in cui usare le mani nella parte finale…la via è sempre ben segnata anche se in caso di nebbia bisogna fare un minimo di attenzione nella parte alta a seguire i bolli; nel nostro caso è stato possibile scorgere la vetta solo pochi metri prima di raggiungerla. Saliti in poco meno di 3 ore e discesa sulla via di salita con una breve digressione per salire anche il Monte Aquila…dalla omonima sella sono circa 170 m di dislivello e 20-25 minuti di facile salita…anche qui nebbia fitta e panorama prossimo allo zero.
Salita che puntavo da molto tempo, finalmente andata in porto anche se purtroppo non abbiamo visto praticamente nulla…peccato perché la vista da qua deve essere grandiosa…incontrato parecchia gente tra cui anche qualche escursionista con abbigliamento completamente inadatto a questo tipo di salite.


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La nevicata di due settimane fa e le fredde temperature dei giorni a seguire, hanno lasciato neve dura sul versante nord dalla Conca degli Invalidi e nei canali verso la vetta.
Gran bella montagna, non banale la salita, anzi! A causa di neve e nebbia densa, che saliva dal versante adriatico, alla Sella del Brecciaio sbaglio e salgo sulla cresta ovest, realizzo solo quando incontro dei mancorrenti e verglas che sono fuori dalla "normale".
Purtroppo la nebbia non ha mai dato tregua, salgo da sola calzando i ramponi, solo una coppia di tedeschi che nella Conca degli Invalidi fa dietro front. Un grazie ai miei cari amici Francesco e Giuliana che hanno reso possibile la conoscenza di questa magnifica cima appenninica!


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Fatta la cresta ovest con passaggi elementari

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note su accesso stradale :: Ottimo
Ritornati a distanza di anni sulla Regina degli Appennini anche se , a guardarsi in giro , sembra di essere in mezzo alle Dolomiti e non in Centroitalia . Ancora molta neve sul percorso che pero' non crea problemi di attraversamento , molte anche le persone incontrate lungo la via complice la bella giornata , purtroppo l'eccessiva calura con le sue foschie ci ha privato questa volta della vista del mare e della Costa della Dalmazia. Buona montagna a tutti.

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Tempo splendido e temperatura accettabile. Vento forte da 2300 m in su: è necessaria la giacca a vento. Salita per la via Normale fino a 2600 m circa e poi ultimi 300 m D+ per la Cresta Ovest con arrampicata su roccette in diversi passaggi. La via è ottimamente segnata da bollini circolari bianco-rossi.
Con la bravissima Antonietta al suo primo quasi 3000m e alle prime esperienze di arrampicata su roccia.


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Tempo splendido e temperatura accettabile. Vento forte da 2300 m in su: è necessaria la giacca a vento. Salita per la via Normale fino a 2600 m circa e poi ultimi 300 m D+ per la Cresta Ovest con arrampicata su roccette in diversi passaggi. La via è ottimamente segnata da bollini circolari bianco-rossi.
Con la bravissima Antonietta al suo primo quasi 3000m e alle prime esperienze di arrampicata su roccia.


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La via normale non presenta particolari difficoltà; ho compiuto la discesa lungo la cresta; si incontrano tratti esposti ove bisogna prestare attenzione. Io consiglio la via Normale classica. Giornata splendida, gita consilgiata a chi si dovesse trovare in zona. Per chi come me è abbituato a percorrere sentieri sulle Alpi, questa gita sulla vetta più alta degli Appennini mi ha molto affascinato.

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saliti per la cresta Ovest, un po' più impegnativa della normale, con qualche passaggio di I e un paio di cavi d'acciaio nei tratti di roccia scivolosa. Scesi poi dalla normale, molto più affollata.
giornata bellissima, con vista su tutta la pianura abruzzese, la Maiella, fino al mare...

Per noi prima volta in Abruzzo, in una breve vacanza in cui abbiamo avuto occasione di assaggiare l'ottima cucina (la carne è favolosa!), nonchè di scalare sul bellissimo calcare di Roccamorìce. Per chi sia appassionato, consiglio di andarci: è una falesia che si sviluppa in lunghezza per oltre un km, con più di 200 monotiri, molti di 30 mt, su roccia da favola, come ne ho viste poche da noi...
si trova a circa un'ora da Chieti, nel parco della Maiella.
Unico neo della vacanza, i numerosi ettari di terreno bruciato dai recenti incendi...anche nei pressi della falesia...un vero peccato...




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Percorso vario con panorami molto suggestivi sull'altopiano di Campo Imperatore e sulle cime del gruppo. Ben segnalato con bolli giallo rossi e cartelli in corrispondenza delle biforcazioni. In discesa, dalla vetta, i segnavia rotondi bianchi e rossi indirizzano sia sulla normale che sulla variante della cresta ovest, un po' piu' impegnativa.
Il ghiacciaio del Calderone ci ricorda che l'era glaciale è finita...


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Caratteristica itinerario

difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 2130
quota vetta/quota massima (m): 2912
dislivello salita totale (m): 782

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