Rochebrune (Pic de) Via Normale e Cresta Sud dal Col d'Izoard

note su accesso stradale :: Ok fino all'Izoard
Neve 100m sotto il col des Portes e poi di nuovo 50m sotto la breccia: ramponi utili ma non indispensabili, noi non li abbiamo usati.
Percorsa la cresta, le difficoltà sono contenute e il tratto è breve (70m circa), comunque è divertente ed aggiunge un po' di pepe ad una gita altrimenti monotona. Noi siamo saliti slegati e abbiamo fatto una calata da 30m circa in moulinette tanto per giustificare la presenza della corda: se la cresta è pulita si può tranquillamente disarrampicare.
Panorama grandioso dalla vetta, dal Viso al monte Bianco! Peccato che la cima sia piuttosto infrastrutturata.
La puntavo da un po' (mi aveva sedotto anni fa ai tempi della prime gite di scialpinismo in val Thuras, dove la fa da padrone) e sono stato contento di salirci; onestamente me la immaginavo più impegnativa tecnicamente ed invece è una salita facile essendo il tratto difficile molto breve e volendo percorribile in tutta sicurezza grazie agli spit con tanto di moschettone.
Giornata dal meteo top con Enzo, ricordando le imprese di CALAAAAA!!


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Al momento è una gita per agli amanti delle 'ciaplere'...ma vista la meteo ci siamo accontenati :-)
Dal colle siamo saliti lungo la cresta sud, la roccia non è malvagia ma sempre da fare attenzione...avevamo la corda ma non l'abbiamo usata; discesa dalla normale per la prima parte, poi abbiamo preferito traversare e riprendere la cresta da cui siamo scesi disarrampicando gli ultimi metri.
Sicuramente con la neve è molto più interessante...con Serena e finalmente Davide!

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Abbassamento delle temperature ed aria fredda alla partenza. Sul lungo traverso per raggiungere il Col des Portes al mattino si cammina controsole ma su buona traccia anche negli ultimi 100 metri. Dal Col des Portes la traccia inizia a salire ripida con rari ometti e raggiunge il colletto facilmente individuabile da sotto. Abbiamo poi optato la salita lungo la cresta Sud. A differenza di come abbiamo fatto noi conviene partire a dx della corda fissa raggiungendo la base del camino altrimenti occorre spostarsi arrampicando diagonalmente verso est proteggendosi per i primi metri con un cordino su spuntone e rischiando di smuovere delle pietre. La parte di arrampicata risulta molto facile e breve.
No comment per quanto si ritrova in vetta. Discesa con due doppie sempre per la cresta Sud (alcuni francesi sono saliti e scesi senza corda viste le difficoltà contenute e la possibilità di aggirare i tratti più ripidi percorrendo il canale dietritico della via normale attualmente sgombro da neve).
Con Franco a cui ho fatto spolverare alcune manovre di corda. Una decina di persone sul percorso.


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La settimana scorsa dal Bric Bucie ammirando il Pic de Rochebrune ci siamo detti che non avendolo salito prima ci toccava adesso nel poi e così stamattina levataccia e via con i 140 km di viaggio. Devo dire che nonostante il lungo traverso e le pietre mobili non ho trovato la gita poco attraente come descritto da diversi gulliveriani. Complice anche il fatto che oggi eravamo solo in 4 sulla montagna tutto è andato per il meglio sia la parte su facile roccia che negli sfaciumi. Bella giornata e ottimi panorami. con Bruno e Stefano e il simpatico parigino Philippe incontrato alla partenza che ha condiviso con noi la gita.

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Niente da segnalare se non che è tutta pietraia e sfasciume e quindi bisogna prestare attenzione per non rischiare di scivolare rovinosamente. Dal Col des Portes si passa da una difficoltà E ad EE che rimane tale fino in punta se si sceglie la via normale; altrimenti diventa alpinistica dall'ultima biforcazione a neanche 40 mt di dislivello circa dalla sommità: si riconosce perché c'è il tratto di corda. E' comunque un'arrampicata fino al II+, quindi divertente anche per me :).
nb. L'itinerario gulliveriano è completo e ben descritto, la via di salita è tutta evidente dal col des Portes vi sono ometti che portano fino in vetta.
Molto bella la meta. Giornata meteo perfetta: non una nuvola e non calda.
Oggi con Adriano.

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Partiti da Col de l'Izoard si arriva velocemente al Col Perdu (2479 m) dal quale si riscende per un centinaio di metri. Lungo traverso il leggera salita su fondo che va man mano peggiorando, nella parte finale sotto al Col des Portes (2915 m) il terreno peggiora notevolmente e la pendenza si fa più seria.
Da li in su utile il casco, terreno molto friabile e scivoloso e da sopra se il percorso è frequentato viene giù un bel po' di roba!!
Superato il breve canale si arriva al colletto dal quale noi abbiamo optato per fare la cresta (tutto quel che si può evitare di quel terribile sfasciume va evitato), non presenta grandi difficoltà difficoltà, il passaggio iniziale ha sempre la corda fissa in buone condizioni e può essere utile. La parte superiore si trova facilmente grazie agli spit, ci sono gli anelli di calata (che noi abbiamo usato per fare due doppie in discesa), salendo da qui si arriva a sinistra della cima vera e propria che si raggiunge facilmente su ampia cresta.
Gita sociale del Cai Pinerolo in collaborazione con associazione "Le Ciaspole". 24 partecipanti di cui 22 in cima!

Con Sara e Bruno la cresta, gli altri per la normale.

Era da tempo che volevo salire questa cima ben visibile da un po' tutte le valli vicine, finalmente c'è stata l'ccasione!


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fino al col des portes camminata escursionistica senza alcuna difficoltà.. dal colle al colletto dove c'è la corda fissa valutabile con un EE qualche breve passaggi esposto.. da li in su meglio per escursionisti/alpinisti un minimo esperti. Neve assente e percorso tutto pulito.
Noi abbiamo fatto un pezzetto della cresta slegati per poi ricongiungerci a pochi metri dalla vetta con la via normale.. dal camino traversando verso dx vanno un attimo valutate le possibili via di salita più che altro per la roccia veramente pessima.. si muove e viene giu veramente tanta roba.. casco assolutamente obbligatorio.
Gita portata a termine dopo 11 anni dalla prima volta non riuscita causa mal tempo di allora... oggi a termine in compagnia di Manu alle prime esperienze in quota serie..
Al ritorno temporale scampato per poco.. poca gente in giro.



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X chi fosse interessato forse meglio aspettare qualche giorno..noi non l'abbiamo salito. Pur avendo info fresche (m.gulliver) la neve è ancora più fresca (di sabato)..e anche parecchia:rochebrune in veste praticamente invernale con slavine (di domenica?) ovunque, rocce sommitali sporche, e si sfonda dappertutto. Rinunciato poco sotto il col des portes, abbiamo provato il versante nord del Pic Est de Cote Belle ma presso l'uscita in cresta (40-45°) a 100m dalla cima siamo ridiscesi x condizioni difficili e rischiose. Dal col perdu siamo poi saliti su L'arpelin (2604m) tanto x fare una cima. Gita in Queyras! Cmq bei posti e gran panorami. Con Marco.

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A dispetto di quanto dice la traccia gps, la gita è piuttosto lunga e l'avvicinamento è alquanto monotono. Neve continua da metà traverso fra i due colli, abbastanza portante all'andata e mai sfondosa al ritorno. Saliti tutto per neve sul ripido fianco sx della cresta ovest già pulita nel primo tratto sopra il Col des Portes ma ghiacciata dai temporali della notte. Nell'ultimo tratto e nel canale sfruttato traccia di qualche giorno prima (fuori di questa, crosta infame non sempre portante). Al colletto ci sono almeno 3 m di neve (corda fissa sepolta). Saliti con i ramponi per la divertente cresta S (comunque pulita) e ridiscesi con 2 doppie da 15 m. Canale della via escursionista ancora imballato di neve marcia. Salito anche la cima (o anticima) Sud, per la serie "conquistatori dell'inutile", facile ma non banale. Sempre bello il Pic, ma solo se con neve.
Il tutto in "solo" 8h30! Ma si sa che chi va piano, va sano e va lontano, chi va forte....

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Ha gia' detto tutto il socio . Bel posto e solo noi oggi da queste parti... Troppa neve per camminare e poca per sciare bel dilemma . Arrampicata facile e divertente .con il sr e il bimbo pakkio

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Salita in stile polacco-invernale. Partiti dall'izoard, traverso dal col perdu al portes. Neve scarsa per sciare ma molto faticosa da battere, 50 cm max di neve leggera senza fondo. Saliti diretti alla breccia senza passare dal portes, in parte su neve e roccette. Parte finale di arrampicata facile sotto la vetta su terreno misto affrontabile anche senza ramponi. Non abbiamo usato la corda, è cmq presente una sosta di calata poco sotto la vetta.

Al sole molto caldo per essere a novembre, anche a 3000m.

Con il BarbaG e il Pacchio.

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Non pensavo ci fossero due accessi alla vetta.
Arrivati alla brèche, seguito il cordone e poi i 2 spit con divertente arrampicata e poi la facile cresta finale. II+ ma esposto, 30m di corda bastano.
Dalla vetta, siamo scesi seguendo le tracce/ometti nel canale SE di sfasciumi di cui non conoscevo l'esistenza (forse anche sciabile...). Si arriva comodamente alla brèche camminando/disarampicando, volendo si può far sicura nei tratti più incasinati. La ritengo un'opzione comoda se non c'è troppa gente sopra, altrimenti non saprei. Può essere percorso anche in salita: dalla brèche si scende qualche metro verso E, poi si risale uno stretto canaletto a sx, usciti dal quale l'itinerario è evidente.

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Itinerario un po' monotono nella prima parte , poi divertente nel tratto finale. Saliti per la cresta con passaggi non difficili ma la roccia almeno è buona. Fatto doppia in discesa (25 m) Calata presente. Possibile evitare il tutto , ma forse è peggio.
Ottima giornata qui , mentre in Italia era perturbato. Salito con Ste89 .


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Per fare un regalo al mio amico e persona a modo Stefano, ripeto per la terza volta questa bella salita gratificandomi della sua soddisfazione come pure di quella di Luca, oggi con noi.

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Saliti e ridiscesi lungo la crestina S, evitando la parte bassa del canalone Est tra i due ripetitori, dove è pieno di pietre facili da muovere. Utilizzando gli spit presenti lungo la cresta In discesa si fa una prima calata da 15 mt esatti (avevamo una corda da 30mt) e volendo nell'ultimo risalto verticale prima del colletto X (io ne ho approfittato); su questo breve tratto ci si può assicurare utilizzando prima uno spuntone, e poi lo spit della corda fissa.
Abbiamo casualmente scoperto che alla base della parete posta a 100-150mt dal Col des Portes (Versante esposto a Nord) esiste una piccola grotta scavata artificialmente con porta e finestra; all'esterno una vecchia e scolorita targa "CAF". Non è usufruibile per un pernotto (Umida e malconcia), ma potrebbe tornare utile in caso di temporali, vista l'inesistenza di ripari nel raggio di diversi Kilometri.
Tutto il percorso asciutto e, stranamente, deserto: incontrata soltanto un'altra persona. Cima meritevole anche soltanto per il fatto che si può ammirare da molti luoghi.
Gran ringraziamento a Teddy e Luca per l'ottima giornata spesa al meglio, con Meteo France che ha indovinato le previsioni alla perfezione (Inizio pioggia appena terminata la merenda post gita!)


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non c'è più neve, il sentiero è ben battuto ed è difficile perdersi. indispensabile il casco, la maggior parte dei francesi incontrati ne era sprovvisto. indispensabile una buona scorta di liquidi visto che la prima e l'ultima fonte che si incontra è il bar al colle dell'izoard....
gran ghiaioni che richiedono più attenzione in discesa che in salita. tecnicamente non difficile e non esposta la salita diventa più impegnativa soltanto negli ultimi metri. premesso che non amo croci e madonne sulle cime ma i due ripetitori sono altrettanto vistostamente brutti. la gita vale la pena per il panorama e per il selvaggio vallone che si percorre per arrivare al col des portes


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Dal Col D' Izoard prendere il sentiero a sinistra dell' obelisco per il Col du Portes e dopo circa 15 minuti si arriva al Col Perdu. Da qui scendere sulla sinistra e imboccare il senitero che taglia tutta la valle oin mezzacosta (si perdono circa 100 metri di dislivello).
gli ultimi 150 metri sono da fare su sfasciumi e perciò bisogna prestare attenzione a non perdere la traccia per evitare inutili fatiche. Dal colle continuare a sinistra fino a raggiungere una forcella dove vedrete una corda fissa, dopo essere saliti al di sopra della corda continuare sulla destra fino a intravedere un rinvio. Da qui continuare verso l'alto seguendo i rinvii (altri 4).Si giunge infine in cima dove ci sarà un ripetitore. Scendere lungo il percorso di salita.
Gita molto bella anche per il tratto di arrampicata basilare prima della vetta. Nonostante ciò dal colle in su sono solo sfasciumi e perciò la salita può essere difficoltosa e faticosa. Consiglio di munirsi di casco, imbrago, bastoncini e una corda di almeno 10 metri (dipende quanti si è a salire).


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Tornati dopo 14 anni, sicuramente il Pic è più bello da lontano (Claviere e dintorni), come ho visto scritto in precedenza... Sfasciumi con massi mobilissimi anche di grandi dimensioni, specialmente dal colle des Portes in su, dal colletto poi la salita è più difficoltosa di quanto ricordavo, probabilmente per crolli importanti è stata modificata nella parte iniziale (dove è stata messa una corda fissa), in vetta infine abbracciati ad un ripetitore... Inoltre in discesa si deve risalire al col Perdu per poi scendere definitivamente al col de l'Izoard. Complessivamente bella gita, ma non credo che la ripeteremo una terza volta... Bella e numerosa compagnia (in 20), con gli amici del Cai di Susa ed il capogita Carlo Malengo che ringraziamo per la sempre grande disponibilità. Bella giornata conclusasi piacevolmente in un bar di Le Laus. Piccolo problema incorso in salita ad una aggregata, Laura, ma tutto finito bene...

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Gita sociale del Cai Uget To. Uscita alpinistico escursionistica che ha ricevuto molte adesioni. Forse per la fama della montagna che ricorda molto il Monviso. Purtroppo però il Pic non è che un lontano parente del Re di Pietra. La salita non è difficile ma il traverso dall’Arpellin al col de Portes è noioso soprattutto in discesa. Dopo il col si prende quota ma il terreno è franoso e bisogna tenere il piede leggero. Al colle c’è una corda fissa che agevola la salita alla cengia che aggira la parete e poi ci sono spit per far sicura con una corda fino al traverso finale sempre su tracce di sentiero e sfasciumi fino ai poco affascinanti ripetitori di vetta. 27 partecipanti di cui 25 in vetta senza problemi in una giornata di sole con poche nubi passeggere che hanno solo parzialmente vietato un panorama più sconfinato. Contenti e soddisfatti ma il Pic de Rochebrune ha una bellezza che si apprezza più da altre cime limitrofe ( giudizio personale ovviamente )


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2' sociale col Cai Susa, 20 partecipanti.
Un po' sopra il Col des Portes sono stata consigliata di ignorare un bell'ometto con un palo a dx x sentiero troppo esposto e di salire su sfasciumi ripidi con tono deciso da Silvia, che ho poi scoperto essere una persona inesperta.
Dopo 3 passi mi e' franato il terreno sotto i piedi e ho iniziato a ruzzolare giu' fino a quando mi ha acchiappato il suo fidanzato Girolamo con grande prontezza di riflessi.
Nonostante escoriazioni al piede, al ginocchio, al gomito, al labbro e la botta al sedere e alle costole mi sentivo abbastanza bene e ho continuato la salita tra le urla scomposte della stessa Silvia che voleva stopparmi.
Forse si e' impressionata piu' lei della sottoscritta x il mio volo o forse non era motivata come me a tentare di conquistare i 2 ripetitori di vetta.
Intanto il suo bel boyfriend terrorizzava il capogita di apertura grazie le mie radio descrivendogli conseguenze drammatiche della mia caduta.
Essendo del Soccorso Alpino a maggior ragione lui si e' sentito in dovere di abbandonare la cima subito, benche' la giornata fosse finalmente bella e calda.
La mia gita e' finita a 3150m alle 11.00 quando ho incrociato il gruppo in discesa.
Incontrato Comm Gite Cai Uget To, 27 partecipanti, partiti circa 2h dopo di noi.
Alle auto alle h 14.40.
Grazie a Carlo, Silvano, ai compagni di viaggio gioepiera e a Girolamo senza l'intervento del quale non so se e quando mi sarei fermata


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Gran camminata su terreno per la più parte disagevole; dal colletto alla cima il dislivello è di 40 m., basta risalire la brevissima corda fissa, spostarsi a dx di 1 m., rimontare un salto di 1 m. e ci si trova su una traccia come quella precedentemente salita, che senza problemi conduce in cima, salvo un paio di punti ove è prudente appoggiare le mani sulla roccia; per la ''alpinistica'' visto un solo spit per doppia in cima alla crestina (ve ne saranno altri), è comunque fuori luogo classificare una ''passeggiata'' del genere nelle salite alpinistiche.


Gran bella giornata, non una nuvola, panorama sconfinato e fresca brise tutto il giorno; poche persone sul percorso;
una volta basta e avanza!


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Questa gita, per il panorama e per gli ultimi 80 metri di crestina, meriterebbe 5* e forse anche di più. Purtroppo il sentiero fino al Col de Portes, a parte alcuni brevi tratti, è sempre molto sassoso e disagevole. Il tratto tra il Col de Portes ed il Colletto X è anche peggio, perché è più ripido e non si riesce quasi a fare un passo senza muovere qualcosa. Inoltre le due antenne di vetta sono veramente orribili! Poca neve sul percorso che non crea problemi, neppure alcune lingue di neve ghiacciata poco sotto il Colletto X che si possono tranquillamente aggirare. Dal Colletto siamo saliti, e ridiscesi, seguendo la crestina attrezzata. La roccia è veramente bella e consente una facile e divertente arrampicata che, come già detto, sfortunatamente è fin troppo breve. La Via Normale invece ci sentiamo di sconsigliarla perché altro non è che un ammasso di sfasciumi mobili. Come detto grandioso panorama circolare dalla vetta. Ritornati al Col Perdù siamo poi saliti sull'Arpelin, dal quale si gode una bella visione di tutto il vallone di salita e sul Colle dell'Izoard. Prestare attenzione: totale assenza di acqua su tutto il percorso! Colle dell'Izoard, così come tutta la strada, già letteralmente invasi da centinaia di camper in attesa del passaggio del Tour del giorno dopo. Con Fausto.

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note su accesso stradale :: la strada per il colle dell'izoard dovrebbe chiudere il 28/10
Neve a tratti già per raggiungere il col perdu, poi portante fino a 2400/2500, quindi crostone cedevole altezza caviglia fino a 2800 ca e per concludere farina a mezzo polpaccio fino al col de portes, lascio immaginare la fatica bbbestia per battere traccia. Sentiero comunque sempre ben evidente con ometti e qualche segno rosso sbiadito. Dal colle la musica cambia di nuovo: sfasciumi abbastanza instabili alternati a crostaccia con traccia che si perde facilemente (molti ometti ma mezzi sommersi dalla neve). A mio parere con le condizioni attuali il tratto dal col de portes al colletto X è il più pericoloso della salita, infatti oltre al mix ripido+scivoloso si aggiunge anche il pericolo caduta pietre, per fortuna più incisivo solo nei canali laterali (sulla linea di salita è bene fare attenzione e passare veloci solo nell'ultimo canalino prima del colletto X, dove un pezzo di calcare grande come una mela mi ha fatto fischiare le orecchie). Al colletto X vento teso, una volta passato la paretina con la corda fissa (oggi bella "rigida") ho provato a proseguire dritto senza tagliare a dx, cercando di evitare un po' di neve, ma alla fine ho dovuto desistere a causa della roccia marcia e ho quindi traversato sulla crestina di dx all'altezza del penultimo spit. In cima panorama sensazionale. In discesa ho seguito gli spit (dovrebbero essere 4 e tutti con moschettone di calata) e per fortuna non c'era ghiaccio ma solo neve inconsistente. Pur avendoli dietro in salita non ho utilizzato nè picca nè ramponi, al contrario per scendere ho fatto uso della picca fino al col de portes.
Rientro infinito al col perdu.
Bella "avventura" solitaria di fine stagione, ovviamente ho incontrato gente solo nel tratto col izoard-col perdu, di lì in poi solo io e un grifone solitario.
P.s. per gli inarrestabili dello skialp come me: appena dà giù un'altra "spolverata" in zona dovrebbero andare in condizioni, in quanto già belli bianchi: ramiere e gran queyron (dalla valle argentiera), lungin (val troncea) e thabor (valle stretta).


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Con un po' di adrenalina.....il Pic de Rochebrune! Escursionistica fino al col des Portes, Escursionisti Esperti fino alla forcella, Alpinistica Facile da lì in punta; molto utile il canapone iniziale dell'ultimo tratto e poi.... concentrazione: noi, comunque, ci siamo legati e mi pare una scelta corretta (per escursionisti). Grande soddisfazione in punta e, soprattutto, al ritorno alla forcella!
Con l'indispensabile compagnia di Gian Mario, oggi più "legati" che mai!


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Prima che arrivi il freddo siamo riusciti a fare un giretto qui. Il sentiero a mezza costa prima del colle,sembra non finire più, anche se non è faticoso, in circa 3,5 ore siamo arrivati in punta con calma. Nell’ultimo tratto roccioso sono presenti alcuni spit con moschettone e una corda fissa, un po’ esagerati viste le difficoltà basse . Ho usato una corda da 30 mt per assicurare Eugenio, basta anche meno. Panorama vastissimo dalla cima, dal Rosa al Monviso e tutto il delfinato francese, giornata stupenda, neanche una nuvola! Un saluto allo sci alpinista che avevamo incontrato un anno fa al Truc Peyron...

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Tra roccia e risate, così ha definito la giornata il buon Vassili; e come dagli torto.
Non c’è molto da dire sul tratto escursionistico (buon sentiero, un po’ dritto e sassoso nella seconda parte, praticamente senza bivi); mentre per il finale “alpinistico” (decisamente corto in rapporto all’avvicinamento): noi siamo saliti leggeri e senza corda (consigliato! …se non ci si sente di salire slegati conviene passare dalla normale ed evitare il peso nello zaino).
Giornata fresca al mattino e tiepida nel pomeriggio, giornata limpida a 360° come ormai d’abitudine in questo anomalo mese di ottobre.
Per passare il tempo nel lungo mezzacosta al ritorno si potrebbero contare le pietre… sempre che esista un numero abbastanza grande!!!

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Ottima e molto dettagliata la relazione di Pedrito, che "fotografa" bene lo stato del percorso. La parte dal col des Portes al colletto X è in effetti un pò fastidiosa, specie in discesa, ma seguendo attentamente la traccia e sfruttando le roccette nei tratti più ripidi non ci sono mai problemi veri e propri. Essendo solo, ho optato per il tracciato escursionistico anche in salita. Consiglio per la salita il facile passaggio di arrampicata (II) che si incontra scendendo una decina di metri dal colletto e volgendo a sinistra (grande masso incastrato inconfondibile). In discesa sono passato per la cengetta consigliata da Pedrito, in effetti più divertente, anche se leggermente più esposta.
Salita quasi del tutto in solitaria, salvo incontrare in vetta una dozzina di persone! Un saluto al gruppo di italiani con il quale ho condiviso la prima parte della discesa, e ai francesi che in vetta volevano a tutti i costi farmi assaggiare il loro taboulet. Consiglio per questa gita una partenza di buon'ora, in giorni caldi come oggi meglio avere parte del percorso in ombra. Del tutto incomprensibile (per me almeno!) la scelta di almeno una decina di persone che sudavano copiosamente in salita alle 13 !


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ottima giornata di sole nulla da segnalare salito per la via attrezzata senza corde e sceso per la via normale , per individuare la via normale in salita è sufficiente appena toccata la corda che conduce su per la via attrezzata bisogna scendere di 2 metri sulla dx ed infilarsi sul masso descritto in relazione.
un ringraziamento al gruppo CAI Cumiana che mi recupera con l'auto a la Vachette/ Briançon, ho percorro solo mezzora d'auto niente a confronto delle due ore dei miei compagni di escursione.


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Niente da aggiungere alla relazione di pedrito...se non un ringraziamento da parte mia a lui, Adry e Roby per la gita!

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note su accesso stradale :: ottimo
Su questa relazione, è neccessario fare solo un po’ di chiarimento: può essere utile come modello, anche se è gia un po’ vecchiotto quella di Kaps ( ?p=relazione&rel=55), concordo con ciò che è stato detto dai miei predecessori, ma urge fare solo qualche aggiornamento e puntualizzazione:
- il sentiero del col Perdu al col des Portes è evidente ed ancora in buone condizioni (attenzione, come da relazione, avendo al mattino il sole in piena faccia a scendere subito sulla sx dal col Perdu e non salire…).
- Dal col Portes al colletto X, il sentiero è peggiorato, così a detta di chi salendo con noi l’aveva percorsa diversi anni fa: conviene seguire beni gli ometti e tenere la sx salendo (terreno migliore, meno pietrisco fine)
- L’ultimissima parte finale fino al colletto X (o intaglio tra le due cime) e sempre più sfasciumata (vedi foto), elemento abbastanza ovvio per una montagna di questa roccia calcarea, ma per fortuna ci sono ancora roccette che spuntanto sul terreno duro in mezzo al pietrisco che agevolano sia la salita e soprattutto la discesa. Attenzione è facilissimo far partire qualchecosa, soprattutto in discesa nel primo tratto dal colletto, scendere con attenzione o aspettare, che non ci sia nessuno che sale e che scende, per calarsi, eventualmente, alla vaccaputanga…
- PRECISAZIONE IMPORTANTE:
PER L’ALPINSITICA: dal colletto X per la parete sud-est l’attacco è evidente (canapone-bollo) superata la prima paretina ci si sposta tramite ampia cengia per alcuni metri a dx sul filo della cresta, da qui si vede più in sù, il secondo spit-rinvio, da lì sempre dritto difficoltà max II+ (vedi foto) (complessivamente F+, assolutamente NO PD-), volendo c’è del III, ma bisogna andare a cercarselo, 100 mt abbondanti il dislivello.
- PER L’ESCURSIONISTICA: la valutazione corretta è EE/F- (vedi foto) noi l’abbbiamo fatta in discesa: il canalone oramai è sempre più franoso e rimangono tracce del vecchio sentiero (scendere con delicatezza e vicini), e puntare con svolte e roccette da disarrampicare, per evitare il pietrisco, all’intaglio segnato. Da lì abbiamo preso una cengetta che attraversa la placca (vedi foto in rosso puntinato) sempre più stretta, ma con comodi appigli per le mani (fessura parallela sopra la testa). Non c’è particolare esposizione si è solo staccati qualche metro dal colletto, ma è il passaggio più “pulito” e a nostro avviso più sicuro, non so se sia quello giusto, ma il resto sembrava parecchio franoso e inidioso, fate vobis.
Considerazioni personali: la parete si può relativamente salire in “libera”, con attenzione a due passaggi più difficoltosi, ma la roccia è ottima (fantastico calcare altro che serpentino….)! Volendo uno spezzone da 30 mt non fa assolutamente schifo ed è più che sufficiente, possibilità di fare anche sicurezze intermedie e “volanti” su una miriade di buoni spuntoni. Casco assolutamente da portare! Soprattutto se c’è gente sul percorso dal col des Portes fino in cima.



Complessivamente una grande bella montagna (discorso a parte per i ripetitori), d’altronde un grande classicone per noi torinesi che spesso ne vediamo da lontano l’elegante silhouette… dalle nostre valli, se la parte finale alpinistica fosse lunga almeno il triplo sarebbe da *****, purtroppo è corta…, per tanto consigliatissimo salire dalla parete e scendere dal canalone, altrimenti vi perdete un bel pezzo della salita. L’ambiente spettacolare in particolare dalla vecchia casermetta fino in cima, fa dimenticare l’ “amabile mezzacosta” di Kaps… :-) e l’immenso pietraia e pietrisco da percorrere. Fantastico panorama e giornata meteo sulla Francia e stranamente poca gente in vetta: poco più di una decina compresi noi quattro.
La perdita in quota del col Perdu, non è poi così tremenda e soprattutto isola totalmente il bel “lunare” vallone dal caos “motoristico” dell’Izoard.
Oggi con wolf82, che ringrazio per aver portato la corda e fatto sicurezza ai soci, mentre, come al solito, io cacchieggiavo facendo una mazza e fotografie e tutto spiano… un saluto particolare agli inossidabili Roby-Adry: una garanzia!



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Al col d'Izoard la temperatura era da dicembre accompagnata da forti raffiche di vento. Nel vallone dopo il col Perdu, al riparo dal vento, siamo velocemente arrivati alla breccia sotto la cima. La nebbia fitta ed un freddo polare ci hanno fatto desistere e rimandare ad un'altra volta.
Non sono mai stato sulla luna, ma penso che il paesaggio sia simile.

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Oggi il Pic de Rochebrune ha detto... no! Con Marco e Max partiti dal Col d'Izoard con vento fortissimo e temperature polari... ben visibile la tormenta nella zona Autaret-Galibier. Oltre il Col Perdu, nel lungo vallone, l'assenza di vento ci permette di proseguire agevolmente, anche se in alto la cima è già avvolta da uno spesso strato di nuvole. Di buon passo, in poco più di un'ora e mezza raggiungiamo il Col des Portes senza problemi. Al colle... di nuovo vento fortissimo e gelido, percorso da qui in poi completamente nella nebbia fitta ed inoltre viene giù un po' di... polistirolo. Basta uno sguardo con i soci e... di patire un paio d'ore tra salita e discesa per non vedere nulla, non è proprio il caso... si torna indietro. Occorrerà tornare a completare l'opera!

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sentiero evidente e facile. dalla corda fissa traversare leggermente su cengia verso destra per vedere gli spit che indicano la salita. i bolli rossi non li abbiamo visti.
è vero che c'è qualche passo di II ma non mi sembra proprio una gita da PD, forse F.
Utile il casco nel caso ci siano persone sopra durante la risalita dal Col des Portes alla breccia.
dalla vetta vista magnifica a 360°. bella e ventosa giornata in compagnia di Chiara (vv)


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presi in giro dal tempo. siamo partiti dal colle, oasi soleggiata tra nuvoloni minacciosi, e con un timido sole abbiamo raggiunto il col de Portes. l'avvicinamento è abbastanza lungo e monotono, non si sale mai fino a ridosso della pietraia sotto al colle, dove la traccia comunque è buona.
Le condizioni del tratto superiore, anche a detta di un francese salito prima che iniziasse a piovere, paiono buone.
Al colle le nubi nere ci raggiungono e inizia a piovere. Attendiamo mezz'ora per vedere cosa succede, ma la pioggia seppur fine non smette, non vogliamo salire e pensare di trovarci nel temporale su quel paretone, così a malincuore scendiamo (2 ore di auto buttate via)
Naturalmente arrivati al col d'Izoard esce un sole che spacca le pietre, l'aria spazza via le nubi nere, e il temporale temuto non c'è stato. A volte partire presto non paga!
Per consolazione dal col Pers siamo saliti brevemente alla Cima de l'Arpelin, tanto per non tornare a mani vuote.
Con il socio Marco, dovremo ritornare a rimediare.




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note su accesso stradale :: ottimo
neve ancora abbondante. dopo la discesa dal col perdu praticamente tutta su neve fino al col des portes. dal colle si può scegliere se seguire la traccia su ciaplè o tirare dritto per nevai. il canalino finale è tutto ancora in neve (ramponi consigliabili) anche se con questo caldo non so quanto possa durare. la corda fissa sotto la breche é sepolta, spunta solo il moschettone. discesa tutta per neve, tranne un breve pezzo proprio sopra il colle, fino alla risalita del col perdu. la salita fatta in queste condizioni é sicuramente più interessante e completa, meno fastidiosa e un pelo più tecnica (il canalino finale in neve dura senza essere difficile non é banale)
Il tempo ci ha graziati consentendoci di prendere ancora una birrozza al sole al ritorno. il temporalone ci ha colti ben al riparo in macchina!
Con Kikki, quest'anno che si sta togliendo un dente dopo l'altro nelle Cozie.


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:: visto valanghe lastroni esistenti
:: crosta portante
:: primaverile
note su accesso stradale :: pista sterrata del vallone del Bletonnet percorribile fino al termine
:: 2200
Ero già stato sul Pic qualche anno fa in estate passando dal colle dell'Izoard ma quel giorno le nebbie mi avevano negato il panorama (unica soddisfazione di quella gita). Con la neve e il meteo di oggi invece tutt'altra storia! Come descritta e effettuata è una gita tecnicamente completa. Il pendio-canale di 400 m dal col des portes alla sella fra le due cime ha una pendenza media sui 40 gradi con qualche tratto più ripido. Da qui con l'innevamento attuale era possibile traversare in leggera discesa verso est e risalire il ripido nevaio sospeso direttamente verso la cima (50 m, 50 gradi, espo SE). Abbiamo però preferito attaccare la cresta S, perfettamente pulita e attrezzata con 3 fix con anello e moschettone con molla. La via inizia qualche metro a dx (est) del filo. Recenti guide francesi indicano difficoltà di 3b/3c o III+. Difficoltà a nostro avviso esagerate, noi abbiamo fatto due tiri (II+, II) e poi proseguito in conserva. In discesa abbiamo fatto una doppia sul tratto più impegnativo (corda 30 m sufficiente). Racchette utilizzate solo per parte della discesa. Anche oggi con Renato.

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:: visto valanghe lastroni esistenti
:: crosta portante
:: crosta portante
note su accesso stradale :: OK fino all'area camping quota 2050mt
:: 2200
Anche stavolta abbiamo adottato la soluzione tenda che abbiamo piazzato ieri sera nell'area camping a quota 2050 mt(raggiungibile da Le laus con buona sterrata)che ci ha permesso di fare una buona dormita e di partire alle 5,30 riposati ed evitandoci una levataccia.
La neve inizia a quota 2200mt ed è subito portante grazie al vento di ieri ed alle basse temperature di oggi(calzati i ramponi),si sale per dolci pendii fino in prossimità del Col de Portes,a questo punto si abbandona l'itinerario per il colle e si punta ad una evidente strozzatura di una barra rocciosa (40°)che permette di raggiungere un nevaio sospeso che porta al canale (150 mt max 45°)che conduce alla breccia 3280mt.
Alla breccia tolti i ramponi e legati abbiamo salito la breve cresta su roccia ottima e ben appigliata fino a raggiungere la vetta(sulla cresta sono presenti 3 spit e relativi moschettoni per le soste),la breve cresta è valutabile PD.
In discesa dalla breccia abbiamo ripercorso il canale e ci siamo diretti al colle dove abbiamo calzato le racchette.
Splendida gita in un bellissimo ambiente e con un panorama a 360° dalla vetta,vista la natura sassosa del terreno è sicuramente una gita da fare in questa stagione quando il percorso è innevato

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incredibile ciaplera e sfasciumi, lungo ed eterno l'avvicinamento e il ritorno. Tipico paesaggio lunare... Da lontano fa comunque la sua bella figura. Giornata assolata e panorama esteso dalla cima. Peccato l'immancabile ripeitore. In Italia in cima abbiamo madonnine e croci, in Francia ripetitori e ancora ripetitori. I francesi sono più avanti di noi?
Gita già effettuata nel 2001 in versione invernale salendo per canali da Le Fond, raggiungendo una delle cime più basse sormontata da un semplice ometto di pietre.

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note su accesso stradale :: Ok
A vista punta dal sapore vagamente dolomitico ma è una grossa pietraia ad eccezione dell'ultimissimo pezzo dove si arrampica un pochino. Io ho trovato atroce la discesa che ha messo a dura prova il mio ginocchio.....consiglio di portare dietro un casco perchè è alto il rischio di scaricare pietre su chi stà sottoe di conseguenza di riceverle da chi ci precede!!!! Una giornata magnifica non una nube nemmeno piccola piccola...ed un bel panorama dalla vetta, come chi mi ha preceduto ho trovato molta gente in punta...ma solo Francesi.
Il sentiero e sgombro da neve.

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note su accesso stradale :: arrivati in auto al Col de l'Izoard
Era già da un paio d'anni che si parlava del Pic de Rochebrune con il mio socio Davide, avendo a disposizione una sola giornata e potendo contare su previsioni meteo molto favorevoli..ci siamo sentiti il giorno precedente e abbiamo deciso subito, era il momento giusto per andare e salirlo. Dopo un lungo viaggetto Genova - Col de l'Izoard, siamo partiti con l'ausilio di una giornata limpida e un cielo sereno che...invitavano proprio alla salita ! Non faceva troppo calda e la giornata era ventilata. Abbiamo seguito il sentiero che conduce verso il Col des Portes, tracciato molto bene con numerosi ometti e alcuni segni rossi sbiaditi. Davvero piacevole l'ambiente dove si svolge la salita, anche se l'ultima ripida pietraia che conduce al Col de Portes si è rivelata faticosa e un po' noiosa...con una bella visuale sul soprastante Pic de Rochebrune che dominava la scena e il vallone. Il sentiero era asciutto, tranne qualche piccola lingua di neve dura. Dal colle altra ripidissima pietraia mista a qualche saltino roccioso fino alla breccia o Colletto X, da dove è iniziata la parte più bella ed interessante dell'ascensione, che ha riservato una piacevole e divertente arrampicata su rocce ripide e a tratti esposte, con diversi passaggi di II e qualche breve tratto di III (che abbiamo salito direttamente) senza attraversare per le cenge della via normale). La roccia è buona, anche se in alcuni tratti un pò rotta e si devono valutare bene gli appigli e occorre fare attenzione a non provocare scariche, dato che c'è parecchio materiale instabile. Arrivati sulla prima vetta abbiamo seguito la cresta verso destra raggiungendo la cima principale quotata 3323 m. Peccato che le due cime di questa bella montagna siano deturpate dai ripetitori...che sono decisamente fuori luogo e andrebbero rimossi a mio parere ! Questa salita ci è piaciuta molto, anche se non inserisco la massima valutazione (5 stelle) solo per le ripide pietraie che tagliano le gambe, sia in salita che in discesa. Dalla vetta abbiamo ammirato un panorama circolare vastissimo, dalle Alpi Marittime al Monte Bianco ! Una montagna consigliabile che merita sicuramente di essere salita. L'ambiente ed il paesaggio sono veramente incantevoli ! Oltre a noi due abbiamo incontrato una ventina di francesi tra salita e discesa. Una scelta particolarmente indovinata quella di venire quassù ! Siamo ridiscesi molto contenti, meritava !
Gita fatta in compagnia di Davide I. del CAI Ligure di Genova.


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Rispetto all salita del 01/10 neve anche sulla cresta finale
Siamo Scesi in doppia (di 15 m) anche perche' non avendo letto con accuratezza la relazione non sapevamo della traccia di sentiero per evitare la cresta finale (a nostra discolpa bisogna dire che il canale innevato non invitava granche')

Nota sulla relazione :
La breccia non puo' essere a quota 3308 perche' il dislivello successivo e' almeno di 30 metri (sottostomato).

Con Carlo e Walter
Saliti in 3h e 50 (1h 20 di piano !!)
Scesi in 3h 20
Gran vento alla partenza e al colle (ad un certo punto avevamo -9 !!)
Una di quelle rare gite in cui parti e ritorni con la giacca vento addosso !!


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Tre ore di salita su sentiero e traccia di sfasciumi. Gli ultimi 100m, al colletto finale, hanno un passaggio semplice in cui bisogna prestare un pò di attenzione, e poi ancora sfasciumi fino alla vetta. PD sembra un pò esagerato in condizioni normali.
Giornata splendida, la vista spazia ovunque, anche sulla pianura. Bella gita


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Non male come cima dopo le fatiche dei giorni precedenti! Quando sono arrivato al Col Perdu vedere là, lontano lontano, il Pic, mi è venuto male... Comunque in circa 3 ore siamo arrivati in cima con divertente salita e alcuni tratti di arrampicata nell'ultimo segmento. Foto di rito in cima e poi subito giù per non prendere acqua, anche se poi si è aperto. Discesa, per me, da 1 stella fino al Col des Portes e poi su normale traccia nella interminabile e affascinante pietraia. Caldo nella norma.
Grazie giacomo per aver resistito a non andare in piscina: vedrai che ci rifaremo nelle piscine Norvegesi


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Bella gita, che presenta un lungo traverso su pietraia per alcuni chilometri fino al Col des Portes. Da qui proseguire seguendo gli ometti fino ai piedi del Picco tra tracce di sentiero e sfasciumi.
L'arrampicata finale è bella, facile ma breve (si esaurisce in 20 minuti o 1/2 ora, in meno di dieci spit). Chi decide di andare a fare il Pic de rochebrune deve quindi pesare la lunga camminata su pietraia per una breve ma divertente arrampicata su rocce già attrezzate con passaggi di II.
Alternativa all'arrampicata è il sentiero non facilmente raggiungibile (occorre scavalcare un masso di 3mt) ed è in PESSIME CONDIZIONI; da usare solo per la discesa dalla vetta.
Con me il veterano geologo Guido. Incontrati Silvio e Carla (altri veterani ma del Cai Uget) insieme alla (posso dire "povera"?) Dianetta.


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Montagna riconoscibile gia' da una certa distanza perla sua altezza e posizione isolata. Salita con Michele dal Col Izoard. Terreno in buone condizioni, difficolta' mai insormontabili meteo buono, ottimo panorama dalla vetta, una gita apprezzabile.

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  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: PD- :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 2360
    quota vetta (m): 3320
    dislivello complessivo (m): 1200

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